LEGGI E REGOLAMENTI

Leggi regionali

Legge regionale 17 luglio 2015, n. 18

La disciplina della finanza locale del Friuli Venezia Giulia, nonchè modifiche a disposizioni delle leggi regionali 19/2013, 9/2009 e 26/2014 concernenti gli enti locali.

TESTO VIGENTE dal 30/07/2026

Avviso legale: Il presente documento è riprodotto, con variazioni nella veste grafica ed eventuali annotazioni, dal corrispondente testo pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia, non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale avente valore legale.

Data di entrata in vigore:
  06/08/2015
Materia:
130.01 - Comuni e Province
130.03 - Associazioni e Consorzi fra Enti locali
130.05 - Polizia locale urbana e rurale
130.07 - Funzioni delegate
170.01 - Norme finanziarie e di contabilità

Note riguardanti modifiche apportate all’intera legge:
1Articolo 16 bis aggiunto da art. 2, comma 12, L. R. 33/2015
2Articolo 16 ter aggiunto da art. 2, comma 12, L. R. 33/2015
3Articolo 50 bis aggiunto da art. 6, comma 8, lettera i), L. R. 33/2015
4Articolo 27 bis aggiunto da art. 10, comma 9, L. R. 24/2016
5Articolo 22 bis aggiunto da art. 7, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
6Articolo 22 ter aggiunto da art. 7, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
7Capo II del Titolo VI abrogato da art. 35, comma 1, lettera h), L. R. 5/2021 , a seguito dell'abrogazione dell'art. 56 della L.R. 18/2015.
8Articolo 42 bis aggiunto da art. 67, comma 1, L. R. 7/2026
TITOLO I
 (PRINCIPI GENERALI DELLA FINANZA LOCALE)
Art. 1
 (Oggetto)
1. La Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, ai sensi dell' articolo 4, primo comma, numero 1 bis), della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia), e delle relative norme di attuazione, in particolare l' articolo 9 del decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 9 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la Regione Friuli Venezia Giulia in materia di ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni), con la presente legge definisce i principi e le disposizioni in materia di finanza locale.
2. I principi e le disposizioni della presente legge, in coordinamento con l'assetto della finanza regionale, concorrono alla realizzazione del funzionamento del Sistema integrato, di cui all'Accordo tra lo Stato e la Regione Friuli Venezia Giulia firmato il 25 febbraio 2019, cui sono parte, oltre all'ente Regione, gli enti locali situati sul suo territorio e i rispettivi enti strumentali e organismi interni.
3. Le norme della presente legge non possono essere modificate o integrate se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni.
Note:
1Comma 2 sostituito da art. 1, comma 1, L. R. 19/2019
Art. 2
 (Principi)
1. Le disposizioni della presente legge e della successiva normativa di attuazione e integrazione:
a) si conformano ai principi di federalismo, di perequazione e di responsabilità di cui all' articolo 119 della Costituzione , nonché ai principi di trasparenza e di buon andamento della pubblica amministrazione;
b)   ( ABROGATA )
(1)
2. Gli enti locali del Friuli Venezia Giulia concorrono con la Regione alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica, nel rispetto dei principi fondamentali di leale collaborazione e di coordinamento previsti dalla legislazione statale, dagli Accordi per la regolazione dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione e nel rispetto degli obblighi europei.
2 bis. Al fine di conseguire gli obiettivi di finanza pubblica, spetta alla Regione definire con legge di stabilità il concorso finanziario e gli obblighi a carico degli enti locali adottando misure di razionalizzazione e contenimento della spesa idonee ad assicurare il rispetto delle dinamiche della spesa aggregata delle amministrazioni pubbliche.
2 ter. Gli enti locali della Regione assicurano la razionalizzazione e il contenimento della spesa nell'ambito del concorso finanziario di cui al comma 2 bis, nonché attraverso il rispetto degli obblighi di cui agli articoli 21 e 22 e delle misure previste dalla legislazione statale espressamente recepite dalle leggi regionali.
2 quater. La misura del concorso finanziario di cui al comma 2 bis può essere aggiornata in esito alla revisione, tramite Accordo, delle relazioni finanziarie fra lo Stato e la Regione Friuli Venezia Giulia.
3. Gli enti locali del Friuli Venezia Giulia si avvalgono anche della leva tributaria per favorire la competitività del territorio e sviluppare il benessere equo e sostenibile delle comunità locali.
4. La Regione, nell'ambito delle competenze statutarie in materia di ordinamento degli enti locali e delle relative norme di attuazione, garantisce l'unitarietà del sistema della finanza pubblica locale e favorisce la semplificazione delle relazioni istituzionali e quella amministrativa tra gli enti locali, la Regione e lo Stato.
5. L'attuazione della presente legge è realizzata dal sistema integrato Regione-Autonomie locali con metodo trasparente, condiviso e partecipato.
Note:
1Lettera b) del comma 1 abrogata da art. 1, comma 2, L. R. 19/2019
2Comma 2 sostituito da art. 1, comma 3, L. R. 19/2019
3Comma 2 bis aggiunto da art. 1, comma 4, L. R. 19/2019
4Comma 2 ter aggiunto da art. 1, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
5Comma 2 quater aggiunto da art. 1, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
Art. 3
 (Ordinamento della finanza locale)
1. Agli enti locali del Friuli Venezia Giulia si applica la normativa statale in materia di ordinamento della finanza locale, salvo quanto previsto dalla legge regionale, in attuazione dell' articolo 9 del decreto legislativo 9/1997 .
Art. 4
 (Armonizzazione dei bilanci)
1. La Regione attua la riforma dell'armonizzazione dei bilanci pubblici, di cui all' articolo 36 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 ), per quanto riguarda gli enti locali del proprio territorio.
2. Ai fini di cui al comma 1 la Regione, per il tramite della struttura regionale competente in materia di autonomie locali:
a) assicura l'applicazione delle disposizioni in materia di armonizzazione dei bilanci, assumendo il ruolo di coordinamento e impulso per la corretta applicazione delle disposizioni medesime, anche con il coinvolgimento degli enti locali;
b) promuove iniziative permanenti, sia formative che di accompagnamento, per creare e consolidare le migliori condizioni possibili per l'applicazione della nuova disciplina;
c) si pone come interlocutore e garante, nei confronti dello Stato, dell'attuazione dei sistemi contabili armonizzati, anche al fine di ricercare soluzioni legate a specificità e peculiarità, derivanti dai rapporti finanziari tra la Regione e gli enti locali del suo territorio.
TITOLO II
 SISTEMA DELLE ENTRATE DEGLI ENTI LOCALI DELLA REGIONE
CAPO I
 DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 5
 (L'autonomia finanziaria degli enti locali)
1. I Comuni dispongono di autonomia finanziaria di entrata e di spesa, in armonia con l' articolo 119 della Costituzione , nell'ambito della normativa statale e regionale vigente, nel rispetto dei principi federali di equilibrio del sistema integrato Regione-Autonomie locali, di responsabilità e di perequazione.
2. Le Province dispongono di autonomia finanziaria, analoga a quella prevista per i Comuni ai sensi del comma 1.
3.  
( ABROGATO )
(3)
4. L'autonomia finanziaria degli enti locali deve essere compatibile con gli obiettivi di finanza pubblica.
Note:
1Parole sostituite al comma 2 da art. 58, comma 1, lettera a), L. R. 7/2026
2Parole soppresse al comma 2 da art. 58, comma 1, lettera a), L. R. 7/2026
3Comma 3 abrogato da art. 58, comma 1, lettera b), L. R. 7/2026
Art. 6
 (Competenze della Regione per la valorizzazione dell'autonomia degli enti locali, della competitività e attrattività dei territori e del benessere equo e sostenibile delle comunità locali)
1. La Regione, in armonia con le previsioni dell' articolo 119 della Costituzione , e in attuazione dell'articolo 4, primo comma, numero 1 bis), dello Statuto speciale e dell' articolo 9 del decreto legislativo 9/1997 , disciplina la materia della finanza federale degli enti locali, valorizzando l'autonomia finanziaria degli stessi, nonché garantendo la responsabilizzazione di tutti i livelli di governo, l'effettività e la trasparenza del controllo democratico nei confronti degli eletti.
2. La Regione, in attuazione della previsione di cui al comma 1, definisce il sistema dei trasferimenti regionali di parte corrente agli enti locali funzionale a:
1) stimolare i Comuni a gestire funzioni e servizi con modalità organizzative sovracomunali che garantiscano economie di scala e di raggio di azione e favoriscano una ottimale erogazione di servizi;
2) favorire le scelte tributarie degli enti locali idonee a sviluppare la competitività e l'attrattività dei territori e il benessere equo e sostenibile delle comunità locali in osservanza del principio di cui all'articolo 2, comma 3;
3) sostenere la fusione dei Comuni.
3. La Regione prevede fattispecie di trasferimenti di parte corrente a destinazione vincolata agli enti locali solo nelle ipotesi in cui tali interventi rispondono a interessi primari dell'intera comunità regionale o a obiettivi di riequilibrio territoriale non realizzabili con i meccanismi ordinari.
4. Per favorire e valorizzare la funzionale gestione delle risorse da parte degli enti locali, la Regione individua una serie di strumenti per rilevare le condizioni strutturali dei bilanci degli enti locali a cui può collegare meccanismi premiali o sanzionatori.
Art. 7

( ABROGATO )

Note:
1Integrata la disciplina dell'articolo da art. 7, comma 1, L. R. 34/2015
2Vedi anche quanto disposto dall'art. 10, comma 20, L. R. 37/2017
3Vedi anche quanto disposto dall'art. 9, comma 1, L. R. 44/2017
4Comma 6 bis aggiunto da art. 9, comma 13, L. R. 44/2017
5Comma 6 ter aggiunto da art. 9, comma 13, L. R. 44/2017
6Vedi la disciplina transitoria del comma 6 bis, stabilita da art. 9, comma 14, L. R. 44/2017
7Vedi la disciplina transitoria del comma 6 ter, stabilita da art. 9, comma 14, L. R. 44/2017
8Comma 6 bis abrogato da art. 10, comma 11, L. R. 20/2018 . Vedi quanto previsto dall'art. 10, c. 13, L.R. 20/2018.
9Comma 6 ter abrogato da art. 10, comma 11, L. R. 20/2018 . Vedi quanto previsto dall'art. 10, c. 13, L.R. 20/2018.
10Articolo sostituito da art. 10, comma 1, L. R. 31/2018
11Vedi anche quanto disposto dall'art. 6, comma 1, L. R. 9/2020
12Articolo abrogato da art. 18, comma 1, lettera a), L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
CAPO II
 LA FINANZA FEDERALE DEGLI ENTI LOCALI
Art. 8
 (La finanza federale degli enti locali. L'autonomia impositiva per la valorizzazione della competitività dei territori)
1. Gli enti locali hanno potestà impositiva autonoma nel campo delle imposte, delle tasse e delle tariffe, in relazione alle rispettive competenze.
2. A tal fine gli enti locali disciplinano con regolamento le proprie entrate nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti e nell'ambito dell'autonomia riconosciuta dalla legge in relazione a ciascun tributo.
3.  
( ABROGATO )
(5)
4. L'autonomia finanziaria di entrata degli enti locali è fondata su risorse proprie e, per interventi specifici e finalità perequative, su risorse trasferite. La finanza federale degli enti locali è costituita da:
a) tributi propri, istituiti con legge statale o regionale;
b) addizionali e compartecipazioni a tributi erariali e addizionali e compartecipazioni ai tributi regionali;
c) trasferimenti regionali ai sensi dell'articolo 11 e dell'articolo 12;
d) trasferimenti erariali ai sensi dell' articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 9/1997 ;
e) trasferimenti dell'Unione europea;
f) altre entrate.
5. I trasferimenti regionali di cui al comma 4, lettera c), integrano le entrate tributarie e le altre entrate proprie degli enti locali per garantire il funzionamento e tutte le attività istituzionali degli enti medesimi, nel rispetto dei principi di autonomia e responsabilità, ai sensi dell' articolo 119 della Costituzione .
5 bis.  
( ABROGATO )
5 ter.  
( ABROGATO )
Note:
1Comma 5 bis aggiunto da art. 10, comma 2, L. R. 24/2016
2Parole aggiunte al comma 5 bis da art. 9, comma 15, lettera a), L. R. 44/2017
3Comma 5 ter aggiunto da art. 9, comma 15, lettera b), L. R. 44/2017
4Comma 5 bis interpretato da art. 4, comma 23, L. R. 12/2018
5Comma 3 abrogato da art. 59, comma 1, L. R. 7/2026
6Comma 5 bis abrogato da art. 59, comma 1, L. R. 7/2026
7Comma 5 ter abrogato da art. 59, comma 1, L. R. 7/2026
Art. 9
 (Le entrate tributarie degli enti locali previste con legge regionale)
1. La Regione definisce con una legge organica le entrate tributarie locali per assicurare l'attuazione del federalismo fiscale e per valorizzare la potenzialità e la competitività delle comunità locali dell'intero sistema regionale.
2. La legge di cui al comma 1 disciplina:
a) tributi propri spettanti agli enti locali;
b) compartecipazioni a tributi regionali spettanti agli enti locali;
c) addizionali sulle basi imponibili dei tributi regionali spettanti agli enti locali;
d) criteri, modalità e limiti di applicazione dei tributi propri, delle compartecipazioni e delle addizionali su tributi erariali che le leggi dello Stato attribuiscono agli enti locali, rimettendone agli stessi la disciplina, nel caso in cui il gettito relativo agli stessi spetti alla Regione, ai sensi dell'articolo 51, commi secondo e terzo, dello Statuto speciale.
3. Nel rispetto delle norme dell'Unione europea sugli aiuti di Stato e in armonia con il sistema tributario statale, con riferimento alle materie rientranti nella potestà legislativa spettante alla Regione, la legge regionale di cui al comma 1, che istituisce nuovi tributi locali, può consentire agli enti locali, senza maggiori oneri a carico del bilancio regionale, di modificarne le aliquote, prevedere esenzioni dal pagamento, introdurre detrazioni di imposta e deduzioni dalla base imponibile e definire, anche in deroga alla disciplina statale, modalità di riscossione.
4. La legge di cui al comma 1:
a) prevede a quali condizioni sia possibile, dopo l'approvazione del bilancio di previsione, adottare provvedimenti di riduzione delle aliquote e tariffe valevoli per l'anno stesso, garantendo comunque la salvaguardia degli equilibri di bilancio;
b) prevede strumenti e meccanismi di accertamento e di riscossione che assicurino modalità efficienti di accreditamento diretto e di riversamento automatico del riscosso agli enti titolari del tributi.
5. Nel rispetto dei principi di autonomia e responsabilità, nel caso in cui la Regione fiscalizzi trasferimenti spettanti agli enti locali, sostituendoli con compartecipazioni e addizionali su tributi regionali o tributi propri istituiti con legge regionale, le eventuali variazioni negative di gettito prodotte sono a carico dell'ente locale e non possono essere compensate da specifiche assegnazioni integrative regionali.
Art. 10
 (Imposte locali di carattere speciale)
1. La legge regionale organica di cui all'articolo 9, nell'ambito dei tributi propri, individua anche le imposte locali di carattere speciale, il cui gettito è vincolato al finanziamento di specifici interventi.
2. Fino alla disciplina regionale di cui all'articolo 9 trovano applicazione la normativa statale sull'imposta di scopo e le disposizioni del presente articolo sull'imposta di soggiorno.
3. Per garantire al turista elevati standard dei servizi senza aumentare i costi a carico della cittadinanza residente, i Comuni possono istituire un'imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio.
4.  
( ABROGATO )
(9)
5. La misura dell'imposta di cui al comma 3 è fissata secondo criteri di gradualità in relazione alla tipologia ovvero all'ubicazione delle strutture ricettive, da un minimo di 0,5 euro a un massimo di 5 euro per pernottamento; la misura minima dell'imposta è pari a 0,3 euro per le strutture ricettive all'aria aperta.
6. Il gettito dell'imposta è destinato, nella misura massima del 50 per cento, al finanziamento di investimenti o servizi finalizzati a migliorare l'offerta turistica; la rimanente quota non utilizzata è destinata al finanziamento di attività di promozione dell'offerta turistica dei territori, in coerenza con il Piano turistico regionale, previa intesa con PromoTurismoFVG e, nei casi in cui il gettito annuo sia superiore a 100.000 euro, anche con le associazioni maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive interessate.
6 bis.  
( ABROGATO )
7.  
( ABROGATO )
8. I Comuni, con proprio regolamento, da adottare nella ambito della potestà regolamentare prevista dall' articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali), sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive, stabiliscono la misura e le modalità del versamento dell'imposta, gli obblighi dei gestori delle strutture ricettive, il controllo e l'accertamento dell'imposta, la riscossione coattiva e i rimborsi. Con proprio provvedimento tali soggetti motivano l'eventuale mancato accoglimento delle indicazioni rese dalle associazioni maggiormente rappresentative dei titolari di strutture ricettive. Con il medesimo regolamento gli enti suddetti possono disporre ulteriori modalità applicative del tributo, prevedere esenzioni e riduzioni per particolari fattispecie, o per strutture ricettive per aree o per determinati periodi di tempo.
8 bis. In caso di omesso, ritardato o parziale versamento dell'imposta di soggiorno da parte del soggetto gestore della struttura ricettiva in qualità di responsabili del pagamento dell'imposta di soggiorno, in applicazione di quanto previso dall' articolo 4, comma 1 ter, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale), si applica la sanzione amministrativa di cui all' articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 (Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi, a norma dell'articolo 3, comma 133, lettera q), della legge 23 dicembre 1996, n. 662).
Note:
1Parole aggiunte al comma 2 da art. 14, comma 2, L. R. 20/2015
2Comma 3 sostituito da art. 14, comma 3, L. R. 20/2015
3Articolo sostituito da art. 94, comma 1, lettera a), L. R. 21/2016
4Vedi anche quanto disposto dall'art. 94, comma 3, L. R. 21/2016
5Parole aggiunte al comma 3 da art. 2, comma 13, L. R. 44/2017
6Parole aggiunte al comma 5 da art. 2, comma 14, L. R. 44/2017
7Integrata la disciplina dell'articolo da art. 8, comma 1, L. R. 12/2018
8Parole soppresse al comma 3 da art. 10, comma 20, lettera a), L. R. 13/2019
9Comma 4 abrogato da art. 10, comma 20, lettera b), L. R. 13/2019
10Comma 6 bis aggiunto da art. 10, comma 20, lettera c), L. R. 13/2019
11Parole soppresse al comma 8 da art. 10, comma 20, lettera d), L. R. 13/2019
12Vedi anche quanto disposto dall'art. 4, comma 1, L. R. 9/2020
13Comma 8 bis aggiunto da art. 48, comma 1, L. R. 6/2021
14Vedi anche quanto disposto dall'art. 2, comma 25, L. R. 16/2021
15Parole sostituite al comma 5 da art. 9, comma 2, L. R. 12/2024 , con effetto dall'1/1/2025.
16Parole soppresse al comma 3 da art. 145, comma 1, lettera a), L. R. 17/2025
17Parole sostituite al comma 5 da art. 145, comma 1, lettera b), L. R. 17/2025
18Parole soppresse al comma 5 da art. 145, comma 1, lettera b), L. R. 17/2025
19Comma 6 sostituito da art. 145, comma 1, lettera c), L. R. 17/2025
20Comma 6 bis abrogato da art. 145, comma 1, lettera d), L. R. 17/2025
21Comma 7 abrogato da art. 145, comma 1, lettera e), L. R. 17/2025
22Parole sostituite al comma 8 da art. 145, comma 1, lettera f), L. R. 17/2025
23Parole soppresse al comma 8 bis da art. 145, comma 1, lettera g), L. R. 17/2025
CAPO III
 IL SISTEMA DEI TRASFERIMENTI REGIONALI AGLI ENTI LOCALI
Art. 11
 (Finalità dei trasferimenti regionali a favore degli enti locali)
1. Nel rispetto dei principi di cui all'articolo 2 e conformemente alla previsione dell'articolo 8, comma 5, la Regione finanzia gli enti locali per:
a) assicurare un adeguato livello di funzionalità degli enti locali, promuovendo la gestione di funzioni attraverso modalità organizzative sovracomunali e di area vasta e sostenendo il riassetto organizzativo connesso alla fusione tra comuni;
b) garantire forme di perequazione a vantaggio degli enti locali territorialmente ed economicamente meno favoriti, con riferimento sia ai bisogni che alla carenza di adeguate risorse proprie;
c) valorizzare lo sviluppo armonico e la competitività e l'attrattività del territorio locale per una migliore vivibilità e per il benessere equo e sostenibile delle comunità locali;
d) promuovere l'attuazione di buone pratiche per aumentare la partecipazione dei cittadini, quale l'applicazione del bilancio partecipativo;
e) perseguire l'obiettivo di razionalizzazione e ottimale gestione della spesa pubblica.
Art. 12
 (Finanziamento di funzioni trasferite o delegate)
1. La legge regionale che trasferisce o delega funzioni regionali agli enti locali assicura agli enti locali la copertura finanziaria necessaria all'esercizio delle funzioni trasferite o delegate.
2. Le risorse di cui al comma 1 incrementano le risorse del fondo ordinario e di perequazione di cui all'articolo 14, commi 2 e 3.
Art. 13
 (Risorse finanziarie a favore degli enti locali)
1. Per assicurare la certezza delle entrate derivate degli enti locali e la realizzazione di strategie di sviluppo dei territori, il bilancio di previsione finanziario annuale con valenza pluriennale della Regione quantifica, in base all'andamento del gettito delle compartecipazioni ai tributi erariali riferito al triennio precedente, alle prospettive di sviluppo della finanza pubblica, le risorse da garantire, per il finanziamento dei fondi previsti nell'articolo 14, per ciascun anno del primo triennio considerato, con scorrimento annuale con riferimento all'ultimo anno del triennio, fermo restando l'ammontare già determinato per i primi due anni.
2. L'ammontare della quota annuale spettante agli enti locali, ai sensi del comma 1, non può essere inferiore al 13,21 per cento delle entrate regionali derivanti da compartecipazione ai tributi erariali, preventivate nella legge finanziaria regionale dell'anno precedente al triennio da finanziarie al netto delle entrate destinate alle misure di concorso alla finanza pubblica e di quelle relative alla contabilizzazione dei rimborsi in conto fiscale e alle compensazioni d'imposta.
3. La percentuale di cui al comma 2 è rideterminata in relazione all'applicazione dell' articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale in attuazione dell' articolo 119 della Costituzione ), e non tiene conto delle modificazioni alle quote di compartecipazione di cui all' articolo 49 della legge costituzionale 1/1963 successive all'entrata in vigore della presente legge.
3 bis. Dalla percentuale di cui al comma 2 è trattenuta la quota di compartecipazione degli enti locali, per l'alimentazione del fondo per gli incentivi per funzioni tecniche ai sensi dell'articolo 46, commi 2 bis e 2 ter, della legge regionale 26/2014 .
4.  
( ABROGATO )
Note:
1Comma 3 bis aggiunto da art. 10, comma 13, L. R. 44/2017
2Derogata la disciplina del comma 4 da art. 10, comma 82, L. R. 45/2017
3Parole soppresse al comma 1 da art. 11, comma 1, L. R. 31/2018
4Comma 4 abrogato da art. 18, comma 1, lettera b), L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
Art. 14
 (Tipologia di fondi a favore dei Comuni)
1. La Regione concorre al finanziamento dei Comuni e delle Province.
2. Per il concorso nelle spese di funzionamento e di gestione dei servizi è istituito il fondo ordinario e di perequazione per i Comuni, assegnato d'ufficio e senza vincolo di destinazione, con le modalità definite dall'articolo 17.
3. Il fondo di cui al comma 2 è suddiviso in due quote, una per il concorso ordinario nel finanziamento dei bilanci e per la perequazione delle risorse, l'altra per finalità specifiche consolidate.
4. La Regione stanzia annualmente con legge finanziaria un fondo per sostenere e promuovere i percorsi per individuare le fusioni tra Comuni, definendo la tempistica e le modalità di presentazione della domanda, da parte degli enti interessati, contenente le proposte di utilizzo delle risorse.
5. Le proposte di utilizzo di cui al comma 4 riguardano l'attività per studi di fattibilità, comunicazione e promozione del referendum per sensibilizzare le comunità locali in ordine ai vantaggi della fusione in vista della costituzione nel nuovo ente locale.
6. La Giunta regionale delibera il riparto e prenota le risorse, individuando:
a) i percorsi di fusione ammissibili, in relazione alle risorse disponibili e alle richieste pervenute;
b) l'ammontare dell'incentivo relativo a ciascun percorso, che non può essere superiore a 200.000 euro;
c) gli interventi da realizzare;
d) la tempistica di rendicontazione dell'incentivo.
7. In caso di esito positivo del referendum gli interventi infrastrutturali individuati nello studio di fattibilità come essenziali e urgenti per il funzionale avvio del nuovo ente locale sono valutati ai fini dell'Intesa per lo sviluppo prevista nell'articolo 7, comma 2.
8. Il riassetto conseguente alla fusione di Comuni è sostenuto con il fondo per i Comuni risultanti da fusione, previsto dall' articolo 8, comma 9, della legge regionale 26/2014 .
9.  
( ABROGATO )
9 bis.  
( ABROGATO )
9 ter.  
( ABROGATO )
10.  
( ABROGATO )
10 bis.  
( ABROGATO )
10 ter.  
( ABROGATO )
11. La legge finanziaria regionale stanzia un fondo, di importo non superiore all'1 per cento della quota per il concorso ordinario nel finanziamento dei bilanci e per la perequazione di cui al comma 3, per la valorizzazione delle buone pratiche dei Comuni, ai sensi dell'articolo 6, comma 4, nonché per supportare interventi risanatori urgenti per i Comuni e per anticipazioni finanziarie, ai sensi degli articoli 31 e 32.
12. La legge finanziaria regionale può stanziare un fondo, di importo non superiore allo 0,20 per cento della quota per il concorso ordinario nel finanziamento dei bilanci e per la perequazione di cui al comma 3, per il concorso agli oneri dei Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti derivanti da accadimenti di natura straordinaria o imprevedibile, verificatisi nell'anno di stanziamento delle relative risorse o nell'ultimo trimestre dell'anno precedente, non finanziabili con le normali risorse di bilancio. Il riparto del fondo così costituito è assegnato con deliberazione della Giunta regionale, in base ai criteri definiti con regolamento.
13. Nessun trasferimento di parte corrente può essere attribuito dalla Regione agli enti locali, ad eccezione delle risorse di cui ai commi 2, 4, 8, 11 e 12 e di cui all'articolo 47 e fatto salvo quanto previsto all'articolo 6, comma 3.
Note:
1Comma 9 bis aggiunto da art. 6, comma 8, lettera a), L. R. 33/2015
2Parole aggiunte alla lettera b) del comma 9 da art. 94, comma 1, lettera b), L. R. 21/2016
3Vedi anche quanto disposto dall'art. 10, comma 1, L. R. 25/2016
4Integrata la disciplina del comma 2 da art. 8, comma 4, L. R. 9/2017
5Comma 9 ter aggiunto da art. 9, comma 16, L. R. 44/2017
6Vedi la disciplina transitoria del comma 9 ter, stabilita da art. 9, comma 17, L. R. 44/2017
7Parole soppresse al comma 12 da art. 10, comma 40, L. R. 45/2017
8Parole aggiunte al comma 12 da art. 10, comma 40, L. R. 45/2017
9Integrata la disciplina del comma 12 da art. 10, comma 28, L. R. 20/2018
10Parole aggiunte al comma 12 da art. 10, comma 29, L. R. 20/2018
11Parole soppresse al comma 12 da art. 10, comma 29, L. R. 20/2018
12Integrata la disciplina della lettera a) del comma 9 da art. 10, comma 33, L. R. 20/2018
13Parole soppresse alla lettera a) del comma 9 da art. 9, comma 3, L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
14Integrata la disciplina del comma 12 da art. 9, comma 25, L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
15Lettera b) del comma 9 sostituita da art. 12, comma 1, lettera a), L. R. 31/2018
16Parole aggiunte al comma 10 da art. 12, comma 1, lettera b), L. R. 31/2018
17Comma 10 bis aggiunto da art. 12, comma 1, lettera c), L. R. 31/2018
18Comma 10 ter aggiunto da art. 12, comma 1, lettera c), L. R. 31/2018
19Comma 9 ter abrogato da art. 24, comma 1, lettera c), L. R. 31/2018 , a decorrere dall'1/1/2019, come disposto dall'art. 25, c. 2, L.R. 31/2018.
20Integrata la disciplina del comma 12 da art. 9, comma 15, L. R. 23/2019 , con effetto dall'1/1/2020.
21Lettera b) del comma 9 abrogata da art. 18, comma 1, lettera c), L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
22Comma 10 abrogato da art. 18, comma 1, lettera c), L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
23Comma 10 bis abrogato da art. 18, comma 1, lettera c), L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
24Comma 10 ter abrogato da art. 18, comma 1, lettera c), L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
25Parole soppresse alla lettera a) del comma 9 da art. 28, comma 1, L. R. 8/2022
26Comma 9 bis abrogato da art. 4, comma 1, L. R. 6/2023
27Rubrica dell'articolo modificata da art. 60, comma 1, lettera a), L. R. 7/2026
28Comma 1 sostituito da art. 60, comma 1, lettera b), L. R. 7/2026
29Parole soppresse al comma 2 da art. 60, comma 1, lettera c), L. R. 7/2026
30Parole soppresse alla lettera a) del comma 6 da art. 60, comma 1, lettera d), L. R. 7/2026
31Comma 9 abrogato da art. 60, comma 1, lettera e), L. R. 7/2026
32Parole soppresse al comma 11 da art. 60, comma 1, lettera f), L. R. 7/2026
Art. 15
 (Quantificazione del fondo ordinario e di perequazione)
1. Lo stanziamento annuale del fondo ordinario e di perequazione di cui all'articolo 14, commi 2 e 3, è determinato:
a) per la quota ordinaria e di perequazione, sulla base della differenza tra il totale dei fabbisogni standard per l'esercizio delle funzioni e il totale delle entrate standardizzate di applicazione generale spettanti ai Comuni, tenuto conto della dimensione e dei servizi di area vasta assicurati dall'ente locale e della capacità tributaria e patrimoniale del medesimo;
b) per la quota specifica, in relazione alle assegnazioni concesse ai Comuni, nell'anno precedente all'entrata in vigore della presente legge:
1) per le funzioni conferite dalla Regione agli enti locali;
2) per il minor gettito conseguente all'abrogazione dell'addizionale sul consumo di energia elettrica.
(1)
2. Con regolamento sono individuate le metodologie per la definizione degli indicatori di cui al comma 1, lettera a).
3. Le metodologie per la definizione degli indicatori di cui al comma 1 sono sottoposte a monitoraggio ed eventualmente rideterminate ogni tre anni.
Note:
1Parole soppresse alla lettera a) del comma 1 da art. 61, comma 1, L. R. 7/2026
Art. 16

( ABROGATO )

Note:
1Comma 8 sostituito da art. 17, comma 6, lettera a), L. R. 26/2015
2Parole sostituite al comma 16 da art. 17, comma 6, lettera b), L. R. 26/2015
3Integrata la disciplina dell'articolo da art. 7, comma 75, L. R. 34/2015
4Parole sostituite al comma 8 da art. 9, comma 23, L. R. 14/2016
5Vedi anche quanto disposto dall'art. 9, comma 24, L. R. 14/2016
6Comma 16 interpretato da art. 9, comma 25, L. R. 14/2016
7Parole aggiunte alla lettera g) del comma 7 da art. 9, comma 26, lettera a), L. R. 14/2016
8Comma 16 bis aggiunto da art. 9, comma 26, lettera b), L. R. 14/2016
9Comma 16 ter aggiunto da art. 9, comma 26, lettera b), L. R. 14/2016
10Comma 11 interpretato da art. 1, comma 5, L. R. 24/2016
11Comma 14 interpretato da art. 1, comma 5, L. R. 24/2016
12Comma 16 interpretato da art. 1, comma 5, L. R. 24/2016
13Articolo abrogato da art. 13, comma 13, L. R. 29/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
Art. 16 bis
 (Rivalutazione Istat della spesa ammissibile)
1. Nei casi in cui, a causa del lungo periodo trascorso dal momento della progettazione dell'opera per la quale gli incentivi sono stati già concessi, l'Ente beneficiario chieda un aggiornamento della spesa prevista per l'intervento, sulla quale commisurare il contributo convertito ai sensi dell'articolo 16, alla spesa ammissibile può essere applicata la rivalutazione monetaria in base agli indici I.S.T.A.T dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, nei limiti della disponibilità derivante dalla somma delle annualità concesse.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 2, comma 12, L. R. 33/2015
Art. 16 ter
 (Conversione degli incentivi pluriennali)
1. La Direzione centrale infrastrutture, mobilità, pianificazione territoriale, lavori pubblici ed edilizia è autorizzata a convertire gli incentivi pluriennali in quote annuali costanti per opere pubbliche e relativi investimenti, già concessi agli enti locali, in contributi in conto capitale, anche per la realizzazione di opere diverse da quella per la quale gli incentivi sono stati concessi, qualora l'opera iniziale non sia più prioritaria rispetto a esigenze sopravvenute, a condizione che l'importo della spesa ammissibile per le opere diverse non superi l'importo della spesa ammissibile dell'opera originaria.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 2, comma 12, L. R. 33/2015
Art. 17
 (Erogazione del fondo ordinario e di perequazione)
1. Al fine di assicurare la funzionalità della gestione da parte degli enti locali per un'adeguata distribuzione dei flussi finanziari, il fondo di cui all'articolo 14, comma 2, è erogato in relazione alle effettive necessità di cassa comunicate dagli enti locali secondo le modalità e i termini fissati dalla Regione.
2. In relazione agli andamenti di finanza pubblica, la legge regionale finanziaria può subordinare l'erogazione di cui al comma 1 all'avvenuta approvazione dei documenti contabili fondamentali degli enti locali.
Note:
1Vedi la disciplina transitoria del comma 1, stabilita da art. 9, comma 1, L. R. 9/2017
2Rubrica dell'articolo modificata da art. 9, comma 4, lettera a), L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
3Comma 1 sostituito da art. 9, comma 4, lettera b), L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
TITOLO III
 COORDINAMENTO DELLA FINANZA LOCALE
CAPO I
 DISPOSIZIONI GENERALI IN MATERIA DI COORDINAMENTO DELLA FINANZA LOCALE
Art. 18
 (Obblighi di finanza pubblica)
1. Fermo restando quanto previsto all'articolo 2, comma 2 bis, in attuazione del principio di cui all'articolo 2, comma 2, il presente capo disciplina gli obblighi di finanza pubblica degli enti locali della Regione.
2. La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, con deliberazione definisce i termini e le modalità per il rispetto degli obblighi di cui al comma 1.
Note:
1Articolo sostituito da art. 2, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
Art. 19
 (Definizione degli obblighi di finanza pubblica degli enti locali)
1. Gli enti locali sono tenuti ad assicurare:
a) l'equilibrio di bilancio ai sensi dell'articolo 20;
b) la sostenibilità del debito ai sensi dell'articolo 21;
c) la sostenibilità della spesa di personale ai sensi dell'articolo 22, quale obbligo anche ai fini dei vincoli per il reclutamento e per il contenimento della spesa di personale.
Note:
1Comma 3 bis aggiunto da art. 37, comma 1, L. R. 25/2015
2Lettera a) del comma 1 sostituita da art. 6, comma 13, L. R. 33/2015
3Comma 3 bis abrogato da art. 50, comma 3, L. R. 3/2016
4Integrata la disciplina della lettera c) del comma 1 da art. 12, comma 6, L. R. 37/2017
5Parole sostituite al comma 3 da art. 9, comma 18, L. R. 44/2017
6Articolo sostituito da art. 3, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
7Vedi anche quanto disposto dall'art. 9, comma 2, L. R. 25/2020 , con effetto dall'1/1/2021.
8In via di prima applicazione dell'obbligo di cui al comma 1, lettera c), del presente articolo, alle Comunità di cui alla L.R. 21/2019, costituite entro il 31 dicembre 2021, non si applica la previsione di cui all'articolo 22 ter, comma 2, della presente legge, fino alla verifica dei modelli a rendiconto relativi all'esercizio 2027, ai sensi di quanto disposto dall'art. 8, c. 10, L.R. 18/2025.
Art. 20
 (Equilibrio di bilancio)
1. L'equilibrio di bilancio è previsto e disciplinato dalla normativa statale.
Note:
1Integrata la disciplina del comma 10 da art. 6, comma 2, L. R. 33/2015
2Integrata la disciplina del comma 11 da art. 6, comma 2, L. R. 33/2015
3Rubrica dell'articolo sostituita da art. 6, comma 14, lettera a), L. R. 33/2015
4Comma 1 sostituito da art. 6, comma 14, lettera b), L. R. 33/2015
5Comma 3 sostituito da art. 6, comma 14, lettera c), L. R. 33/2015
6Comma 4 abrogato da art. 6, comma 14, lettera d), L. R. 33/2015
7Comma 5 sostituito da art. 6, comma 14, lettera e), L. R. 33/2015
8Parole sostituite al comma 6 da art. 6, comma 14, lettera f), L. R. 33/2015
9Parole sostituite al comma 7 da art. 6, comma 14, lettera g), L. R. 33/2015
10Comma 9 sostituito da art. 6, comma 14, lettera h), L. R. 33/2015
11Comma 9 bis aggiunto da art. 6, comma 14, lettera i), L. R. 33/2015
12Parole sostituite al comma 10 da art. 6, comma 14, lettera j), L. R. 33/2015
13Parole sostituite al comma 11 da art. 6, comma 14, lettera k), L. R. 33/2015
14Parole sostituite al comma 12 da art. 6, comma 14, lettera l), L. R. 33/2015
15Parole soppresse al comma 13 da art. 6, comma 14, lettera m), L. R. 33/2015
16Comma 14 abrogato da art. 6, comma 14, lettera n), L. R. 33/2015
17Parole sostituite al comma 15 da art. 6, comma 14, lettera o), L. R. 33/2015
18Parole aggiunte al comma 9 da art. 33, comma 1, lettera a), numero 1), L. R. 3/2016
19Parole sostituite al comma 15 da art. 33, comma 1, lettera a), numero 2), L. R. 3/2016
20Parole sostituite al comma 11 da art. 9, comma 19, L. R. 14/2016
21Comma 11 bis aggiunto da art. 9, comma 20, L. R. 14/2016
22Integrata la disciplina del comma 11 da art. 9, comma 21, L. R. 14/2016
23Vedi anche quanto disposto dall'art. 9, comma 27, L. R. 14/2016
24Parole aggiunte alla lettera a) del comma 5 da art. 9, comma 31, L. R. 14/2016
25Integrata la disciplina della lettera a) del comma 5 da art. 9, comma 32, L. R. 14/2016
26Comma 5 bis aggiunto da art. 10, comma 3, L. R. 24/2016
27Comma 5 ter aggiunto da art. 10, comma 3, L. R. 24/2016
28Comma 5 quater aggiunto da art. 10, comma 3, L. R. 24/2016
29Comma 2 abrogato da art. 10, comma 10, lettera a), L. R. 31/2017
30Lettera a) del comma 10 sostituita da art. 10, comma 10, lettera b), L. R. 31/2017
31Comma 11 ter aggiunto da art. 10, comma 10, lettera c), L. R. 31/2017
32Parole sostituite al comma 15 da art. 10, comma 10, lettera d), L. R. 31/2017
33Vedi anche quanto disposto dall'art. 10, comma 15, L. R. 31/2017
34Vedi anche quanto disposto dall'art. 10, comma 16, L. R. 31/2017
35Parole aggiunte al comma 3 da art. 9, comma 19, L. R. 44/2017
36Vedi la disciplina transitoria del comma 9, stabilita da art. 10, comma 27, L. R. 20/2018
37Comma 5 quater abrogato da art. 10, comma 50, L. R. 20/2018
38Parole soppresse alla lettera c) del comma 6 da art. 9, comma 5, lettera a), L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
39Parole sostituite al comma 9 da art. 9, comma 5, lettera b), L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
40Parole sostituite al comma 9 da art. 9, comma 5, lettera c), L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
41Integrata la disciplina dell'articolo da art. 10, comma 15, L. R. 13/2019
42Vedi anche quanto disposto dall'art. 2, comma 4, L. R. 9/2020
43Articolo sostituito da art. 4, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
44Vedi anche quanto disposto dall'art. 9, comma 1, L. R. 25/2020 , con effetto dall'1/1/2021.
Art. 21
 (Sostenibilità del debito)
1. Fermo restando quanto previsto dall' articolo 204 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), gli enti locali assicurano la sostenibilità del debito mantenendo il medesimo entro un valore soglia.
2. Il valore soglia è determinato quale rapporto percentuale fra la spesa per rimborso di prestiti e le entrate correnti, calcolato con i dati relativi al rendiconto di gestione e desunto dal "Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio" di cui all' articolo 18 bis del decreto legislativo 118/2011 .
3. Il valore soglia può essere differenziato per classe demografica.
4. La Giunta regionale definisce, con la deliberazione di cui all'articolo 18, comma 2, il valore soglia di cui al comma 1, le classi demografiche, la modulazione e differenziazione del valore soglia rispetto al valore medio per classe demografica, nonché altri aspetti relativi al parametro di sostenibilità del debito.
5. Gli enti locali che si collocano al di sopra del valore soglia di cui al comma 1 adottano le misure necessarie per conseguire il predetto valore entro cinque anni, a decorrere dall'anno successivo a quello in cui è rilevato il superamento.
6. Per i Comuni istituiti a seguito di fusione il termine di cui al comma 5 è di sei anni.
7. Gli enti locali che si collocano al di sotto del valore soglia di cui al comma 1 possono incrementare il proprio debito fino al raggiungimento del valore soglia.
Note:
1Vedi anche quanto disposto dall'art. 6, comma 15, L. R. 33/2015
2Integrata la disciplina della lettera c) del comma 3 da art. 9, comma 18, L. R. 14/2016
3Integrata la disciplina del comma 1 da art. 4, comma 1, L. R. 12/2018
4Integrata la disciplina della lettera c) del comma 3 da art. 4, comma 2, L. R. 12/2018
5Vedi anche quanto disposto dall'art. 7, comma 1, L. R. 9/2020
6Articolo sostituito da art. 5, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
Art. 22
 (Sostenibilità della spesa di personale)
1. Gli enti locali assicurano la sostenibilità della spesa complessiva di personale, al lordo degli oneri riflessi e al netto dell'IRAP, mantenendo la medesima entro un valore soglia.
2. Il valore soglia è determinato quale rapporto percentuale tra la spesa di personale come definita al comma 1 e la media degli accertamenti riferiti alle entrate correnti relative agli ultimi tre rendiconti approvati, al netto del fondo crediti di dubbia esigibilità stanziato in bilancio di previsione relativo all'ultima annualità considerata.
3. Il valore soglia può essere differenziato per classi demografiche.
4. Ai fini dell'applicazione del presente articolo, costituiscono spese di personale anche quelle sostenute per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, per la somministrazione di lavoro, per il personale di cui all' articolo 110 del decreto legislativo 267/2000 .
4 bis. A decorrere dall'anno 2026 i Comuni fino a 10.000 abitanti calcolano la spesa di personale al netto della spesa per il segretario comunale.
5. La Giunta regionale definisce, con la deliberazione di cui all'articolo 18, comma 2, il valore soglia di cui al comma 1, le classi demografiche, la modulazione e differenziazione del valore soglia rispetto al valore medio per classe demografica, nonché altri aspetti relativi al parametro di sostenibilità della spesa di personale.
6. La Giunta regionale, nella deliberazione di cui al comma 5, tiene conto, prevedendo opportuni correttivi al calcolo del valore soglia, delle specificità dei servizi erogati dagli enti locali del Friuli Venezia Giulia.
6 bis. Per le Comunità previste dalla legge regionale 29 novembre 2019, n. 21 (Esercizio coordinato di funzioni e servizi tra gli enti locali del Friuli Venezia Giulia e istituzione degli Enti di decentramento regionale), la deliberazione della Giunta regionale di cui al comma 5 prevede differenziazioni del valore soglia collegate anche alla tipologia di Comunità e alla numerosità dei Comuni che le costituiscono.
7. Gli enti locali che si collocano al di sopra del valore soglia di cui al comma 1 adottano le misure necessarie per conseguire il predetto valore entro cinque anni, a decorrere dall'anno successivo a quello in cui è rilevato il superamento.
8. Per i Comuni istituiti a seguito di fusione il termine di cui al comma 7 è di sei anni.
9. Le Aziende per i servizi alla persona e le Aziende sanitarie, enti delegati alla realizzazione del Servizio sociale dei Comuni ai sensi della legge regionale 31 marzo 2006, n. 6 (Sistema integrato di interventi e servizi per la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza sociale), presso le quali sono costituite le piante organiche aggiuntive, osservano i limiti previsti dal comma 1, in relazione al personale riferito alla gestione del servizio sociale. Con la deliberazione della Giunta regionale di cui all'articolo 18, comma 2, sono definiti termini e modalità per tali enti.
Note:
1Integrata la disciplina del comma 1 da art. 6, comma 16, L. R. 33/2015
2Parole aggiunte al comma 1 da art. 33, comma 1, lettera b), numero 1), L. R. 3/2016
3Parole soppresse al comma 1 da art. 33, comma 1, lettera b), numero 2), L. R. 3/2016
4Parole sostituite al comma 2 da art. 33, comma 1, lettera b), numero 3), L. R. 3/2016
5Comma 3 bis aggiunto da art. 33, comma 1, lettera b), numero 4), L. R. 3/2016
6Integrata la disciplina del comma 1 da art. 52, comma 7, L. R. 20/2016
7Integrata la disciplina del comma 1 da art. 10, comma 10, L. R. 24/2016
8Integrata la disciplina del comma 1 da art. 10, comma 26, L. R. 20/2018
9Integrata la disciplina del comma 1 da art. 9, comma 6, L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
10Vedi anche quanto disposto dall'art. 11, comma 6, L. R. 9/2020
11Articolo sostituito da art. 6, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
12Comma 6 bis aggiunto da art. 8, comma 11, L. R. 18/2025 , con effetto dall'1/1/2026.
13Ai fini dell'applicazione del presente articolo, i Comuni colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nel mese di novembre 2025 e individuati dal decreto della Protezione civile 16 dicembre 2025, n. 1329 possono indicare nel modello a rendiconto relativo agli anni 2025 e 2026 presentato ai sensi dell'articolo 22 bis, comma 5, della medesima L.R. 18/2015 la spesa di personale al netto degli oneri relativi alle prestazioni di lavoro straordinario del personale impiegato per le esigenze conseguenti all'evento calamitoso, ai sensi di quanto disposto dall'art. 3, c. 1, L.R. 3/2026.
14Comma 4 bis aggiunto da art. 21, comma 1, L. R. 3/2026
Art. 22 bis
 (Monitoraggio regionale degli obblighi di finanza pubblica)
1. Per la verifica del rispetto degli obblighi di cui agli articoli 20, 21 e 22 e per l'acquisizione di elementi utili al Sistema regionale integrato sono previsti monitoraggi sui dati relativi ai bilanci di previsione ed ai rendiconti di gestione. Possono essere altresì effettuati monitoraggi infrannuali.
2. Il monitoraggio previsto in relazione all'articolo 22 ha, altresì, l'obiettivo di valutare gli effetti complessivi e di impatto in relazione alla spesa di personale degli enti locali sul Sistema integrato.
3. In relazione alle risultanze del monitoraggio di cui al comma 2, possono essere previste modifiche ai valori soglia, nonché al regime sanzionatorio previsto all'articolo 22 ter.
4. L'ufficio regionale competente definisce con provvedimento gli aspetti operativi connessi all'attività di monitoraggio e approva la relativa modulistica.
5. Per il monitoraggio degli adempimenti previsti dall'articolo 20 l'ufficio regionale competente si avvale dei dati relativi al bilancio di previsione ed al rendiconto di gestione inviati dagli enti locali alla Banca dati delle Amministrazioni pubbliche (BDAP). Per il monitoraggio degli adempimenti previsti dagli articoli 21 e 22 l'ufficio regionale competente si avvale, oltre che dei dati inviati alla BDAP, anche di ulteriori informazioni che gli enti locali sono tenuti ad inviare alla Banca dati regionale, utilizzando specifica modulistica, entro trenta giorni dal termine previsto per l'approvazione del bilancio di previsione e del rendiconto di gestione. Per gli eventuali monitoraggi infrannuali i termini per l'invio dei dati sono stabiliti di volta in volta dall'ufficio regionale competente.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 7, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
2Comma 1 sostituito da art. 29, comma 1, lettera a), L. R. 8/2022
3Comma 5 sostituito da art. 29, comma 1, lettera b), L. R. 8/2022
Art. 22 ter
 (Mancato rientro al di sotto dei valori soglia di riferimento)
1. Gli enti locali non possono contrarre nuovo debito se, decorso il termine previsto all'articolo 21, commi 5 e 6, non hanno ricondotto il parametro di sostenibilità entro il valore soglia di riferimento di cui all'articolo 21, comma 1.
2. Gli enti locali non possono assumere personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale se, decorso il termine previsto all'articolo 22, commi 7 e 8, non hanno ricondotto il parametro di sostenibilità entro il valore soglia di riferimento di cui all'articolo 22, comma 1.
3. I divieti di cui ai commi 1 e 2 operano sino a quando l'ente non ha ricondotto i due parametri ivi previsti entro il valore soglia di riferimento.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 7, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
Art. 23

( ABROGATO )

(1)
Note:
1Articolo abrogato da art. 8, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
CAPO II
 DISCIPLINA IN MATERIA DI REVISIONE ECONOMICO-FINANZIARIA DEGLI ENTI LOCALI
Art. 24
 (Disciplina in materia di revisione economico-finanziaria degli enti locali)
1. In materia di revisione economico-finanziaria degli enti locali si applica la normativa statale, salvo quanto previsto dalla legge regionale.
Art. 25
 (Organo di revisione economico-finanziaria)
1. Per dare attuazione al principio di cui all'articolo 2, comma 2, l'organo di revisione economico-finanziaria collabora, in particolare, con gli organi di governo nell'attività di programmazione e controllo economico-finanziario per individuare e prevenire situazioni di criticità del sistema integrato Regione-Autonomie locali.
2. Nei Comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti, nelle Province, nelle Comunità di montagna e nella Comunità collinare del Friuli la revisione economico-finanziaria è affidata a un solo revisore.
3. Nei Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti e nei Comuni di Grado e Lignano Sabbiadoro è previsto un collegio composto da tre componenti.
3 bis. Le Comunità di montagna e la Comunità collinare del Friuli possono avvalersi dell’organo di revisione economico-finanziaria di uno dei Comuni aderenti alla Comunità.
3 ter. Le Comunità si avvalgono dell'organo di revisione economico-finanziaria di uno dei Comuni aderenti alla Comunità.
4.  
( ABROGATO )
4 bis. Nei casi di composizione collegiale dell'organo di revisione economico-finanziaria uno dei componenti svolge le funzioni di presidente del collegio.
4 ter. Il presidente del collegio è nominato dall'organo assembleare dell'ente locale scegliendolo tra i componenti, a eccezione del revisore non esperto, come individuato dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 26, comma 3.
5.  
( ABROGATO )
(7)
Note:
1Parole sostituite al comma 2 da art. 12, comma 1, lettera a), L. R. 9/2017
2Parole sostituite al comma 3 da art. 12, comma 1, lettera b), L. R. 9/2017
3Parole aggiunte al comma 2 da art. 10, comma 11, lettera a), L. R. 31/2017
4Parole aggiunte al comma 3 da art. 10, comma 11, lettera b), L. R. 31/2017
5Comma 4 bis aggiunto da art. 10, comma 11, lettera c), L. R. 31/2017
6Comma 4 ter aggiunto da art. 10, comma 11, lettera c), L. R. 31/2017
7Comma 5 abrogato da art. 10, comma 11, lettera d), L. R. 31/2017
8Parole soppresse al comma 2 da art. 29, comma 1, lettera a), L. R. 9/2019
9Parole sostituite al comma 3 da art. 29, comma 1, lettera b), L. R. 9/2019
10Comma 3 bis aggiunto da art. 29, comma 1, lettera c), L. R. 9/2019
11Comma 4 abrogato da art. 29, comma 1, lettera d), L. R. 9/2019
12Comma 4 ter sostituito da art. 10, comma 31, L. R. 13/2019
13Parole sostituite al comma 2 da art. 55, comma 1, lettera a), L. R. 6/2021
14Parole sostituite al comma 3 da art. 55, comma 1, lettera b), L. R. 6/2021
15Parole sostituite al comma 3 bis da art. 55, comma 1, lettera c), L. R. 6/2021
16Comma 3 ter aggiunto da art. 55, comma 1, lettera d), L. R. 6/2021
17Parole aggiunte al comma 2 da art. 62, comma 1, L. R. 7/2026
Art. 26
 (Elenco regionale dei revisori)
1. E' istituito presso la struttura regionale competente in materia di autonomie locali l'elenco regionale dei revisori dei conti degli enti locali, di seguito denominato elenco regionale. Tale elenco è gestito con modalità telematiche.
2. Sono iscritti nell'elenco regionale, a domanda, i soggetti residenti in Friuli Venezia Giulia inseriti nel registro dei revisori legali o iscritti all'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e in possesso di crediti formativi.
3. Con regolamento di attuazione, adottato con decreto del Presidente della Regione è determinata l'articolazione dell'elenco regionale, di cui al comma 2, in base alla tipologia di enti e fasce demografiche, al numero di incarichi di revisore svolti presso gli enti locali e al numero di anni d’iscrizione nel registro dei revisori legali o all’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.
4. Con il regolamento di cui al comma 3 sono definite, in particolare, le modalità e i termini di iscrizione nell'elenco regionale e le modalità di tenuta e di aggiornamento dell'elenco medesimo, le modalità di sorteggio e le cause di esclusione dal sorteggio, nonché le cause di cancellazione e sospensione dall'elenco regionale.
5. Le modalità di attribuzione dei crediti formativi ai fini dell'iscrizione nell'elenco ai sensi del comma 2 sono definite in accordo con l'Associazione nazionale certificatori e revisori degli enti locali e gli Ordini professionali competenti.
Note:
1Parole soppresse al comma 3 da art. 6, comma 8, lettera b), L. R. 33/2015
2Parole aggiunte al comma 3 da art. 10, comma 7, lettera a), L. R. 24/2016
3Comma 4 sostituito da art. 10, comma 7, lettera b), L. R. 24/2016
4Parole aggiunte al comma 2 da art. 10, comma 32, lettera a), L. R. 13/2019
5Parole sostituite al comma 3 da art. 10, comma 32, lettera b), L. R. 13/2019
6Vedi anche quanto disposto dall'art. 9, comma 12, L. R. 15/2020
Art. 27
 (Scelta dei revisori e durata dell'incarico)
1. I revisori sono individuati all'interno dell'elenco di cui all'articolo 26 mediante procedura telematica.
2. L'ente locale comunica la scadenza dell'incarico dell'organo di revisione economico-finanziaria e il compenso spettante alla struttura regionale competente in materia di autonomie locali, nonché mediante pubblicazione nell'Albo online del proprio sito istituzionale, almeno due mesi prima della scadenza medesima. In caso di cessazione anticipata dall'incarico, l'ente locale ne dà immediata comunicazione alla struttura regionale competente in materia di autonomie locali.
2 bis. L'organo monocratico di revisione economico-finanziaria in scadenza può comunicare formalmente all'ente locale la propria disponibilità a svolgere un ulteriore incarico triennale e, di un tanto, l'ente locale informa la struttura regionale competente in materia di autonomie locali contestualmente alla comunicazione di cui al comma 2.
3. I soggetti iscritti nell'elenco di cui all'articolo 26 presentano domanda per poter svolgere l'incarico di revisore economico-finanziario alla struttura regionale competente in materia di autonomie locali.
4. La struttura regionale competente in materia di autonomie locali individua, mediante sorteggio, una rosa di tre nomi in caso di revisore unico o di nove in caso di collegio, tra i nominativi dei soggetti che hanno presentato domanda ai sensi del comma 3. Il sorteggio deve rispettare le quote di genere, con almeno la presenza di un terzo per genere. Nel caso di collegio, il sorteggio deve assicurare la presenza di un terzo di revisori non esperti, come individuati dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 26, comma 3. Gli esiti del sorteggio sono comunicati agli enti locali interessati affinché provvedano alla scelta del revisore e al conferimento dell'incarico.
4.1. Nell'ipotesi di cui al comma 2 bis, la struttura regionale competente in materia di autonomie locali individua, mediante sorteggio, tra i nominativi che hanno presentato domanda ai sensi del comma 3, una rosa di due nomi a cui è aggiunto di diritto l'organo di revisione in scadenza. La composizione finale della rosa di tre nominativi deve assicurare il rispetto delle quote di genere, con almeno la presenza di un terzo per genere. Gli esiti del sorteggio sono comunicati agli enti locali interessati affinché provvedano alla nomina del revisore e al conferimento dell'incarico, nonché ai professionisti sorteggiati e alle categorie professionali.
4 bis. Qualora risulti pervenuta una sola domanda, in caso di revisore unico, e solo tre domande, in caso di collegio, la struttura regionale competente in materia di autonomie locali comunica direttamente all'ente locale i nominativi pervenuti.
5. L'organo assembleare dell'ente locale, previa verifica di eventuali cause di incompatibilità, nomina l'organo di revisione economico-finanziaria scegliendo tra i nomi dei soggetti individuati ai sensi dei commi 4 e 4.1 e gli conferisce l’incarico; nel caso di collegio, la nomina avviene con voto limitato a due componenti e la scelta deve rispettare le quote di genere, nonché garantire la presenza di un revisore non esperto. Qualora l'ente locale verificasse la sussistenza di incompatibilità a ricoprire l'incarico di revisore di uno o più soggetti sorteggiati, ne dà immediata comunicazione alla struttura regionale competente in materia di autonomie locali che provvede a integrare, mediante sorteggio, la rosa dei nomi.
6.  
( ABROGATO )
(6)
7. Qualora l'ente non provveda al conferimento dell'incarico ai sensi del comma 5, l'Assessore regionale competente in materia di autonomie locali, previa diffida all'ente locale a provvedere entro venti giorni, affida l'incarico di revisione economico-finanziaria con proprio decreto.
8. Gli enti locali comunicano ai propri tesorieri i nominativi dei revisori entro venti giorni dall'avvenuta esecutività del provvedimento di affidamento dell'incarico.
8 bis. Con decreto del direttore competente in materia di finanza locale possono essere apportati correttivi all'algoritmo di estrazione a sorte dei revisori iscritti nell'elenco regionale di cui all'articolo 26 per attribuire maggiori probabilità di sorteggio a coloro che non sono mai stati estratti.
9. L'organo di revisione economico-finanziaria dura in carica tre anni e può svolgere due incarichi triennali consecutivi presso lo stesso ente locale. Il revisore che abbia già svolto due mandati consecutivi presso il medesimo ente locale può essere nuovamente nominato nello stesso ente a condizione che sia decorso un periodo di almeno tre anni dalla scadenza dell'ultimo incarico. In caso di sostituzione di un singolo componente dell'organo collegiale, la durata dell'incarico del nuovo revisore è limitata al tempo residuo sino alla scadenza del termine triennale, calcolata a decorrere dalla nomina dell'intero organo.
9 bis. Il venir meno del requisito dell'iscrizione nel registro dei revisori legali o all'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, nonché il verificarsi delle condizioni di cui all' articolo 248 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), comportano la cancellazione dall'elenco regionale e determinano la decadenza dagli eventuali incarichi in corso.
9 ter. L'ufficio regionale, sulla base della comunicazione da parte degli Uffici ministeriali competenti e degli Ordini della cancellazione del soggetto dal registro dei revisori legali o dall'Ordine, nonché della comunicazione del verificarsi delle condizioni di cui all' articolo 248 del decreto legislativo 267/2000 , ne prende atto e dichiara la decadenza del revisore dallo svolgimento delle funzioni, con effetto immediato, dandone comunicazione anche all'ente locale presso il quale il medesimo svolge l'incarico.
Note:
1Comma 4 bis aggiunto da art. 10, comma 8, L. R. 24/2016
2Comma 9 bis aggiunto da art. 10, comma 13, L. R. 31/2017
3Comma 9 ter aggiunto da art. 10, comma 13, L. R. 31/2017
4Parole soppresse al comma 3 da art. 9, comma 7, lettera a), L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
5Parole aggiunte al comma 5 da art. 9, comma 7, lettera b), L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
6Comma 6 abrogato da art. 9, comma 7, lettera c), L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
7Parole sostituite al comma 7 da art. 9, comma 7, lettera d), L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
8Parole aggiunte al comma 4 da art. 10, comma 33, lettera a), L. R. 13/2019
9Parole aggiunte al comma 5 da art. 10, comma 33, lettera b), L. R. 13/2019
10Vedi anche quanto disposto dall'art. 2, comma 1, L. R. 9/2020
11Integrata la disciplina del comma 9 da art. 9, comma 4, L. R. 25/2020 , con effetto dall'1/1/2021.
12Integrata la disciplina del comma 4 da art. 9, comma 5, L. R. 25/2020 , con effetto dall'1/1/2021.
13Comma 2 sostituito da art. 56, comma 1, lettera a), L. R. 6/2021
14Comma 2 bis aggiunto da art. 56, comma 1, lettera b), L. R. 6/2021
15Comma 4 .1 aggiunto da art. 56, comma 1, lettera c), L. R. 6/2021
16Comma 8 bis aggiunto da art. 56, comma 1, lettera d), L. R. 6/2021
17Parole sostituite al comma 9 da art. 56, comma 1, lettera e), L. R. 6/2021
18Parole sostituite al comma 5 da art. 9, comma 9, lettera a), L. R. 13/2021
19Parole soppresse al comma 5 da art. 9, comma 9, lettera a), L. R. 13/2021
Art. 27 bis
 (Limiti all'affidamento di incarichi)
1. Ciascun revisore non può assumere complessivamente più di otto incarichi, tra i quali non più di quattro nei Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, non più di due nei Comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti o nelle Province o nelle Comunità di montagna e nella Comunità collinare e non più di due nei Comuni aventi un organo di revisione collegiale. Il revisore non esperto può assumere un unico incarico nei Comuni aventi un organo di revisione collegiale.
1.1. I revisori che hanno raggiunto il numero massimo di incarichi per fasce di enti locali di cui al comma 1 non possono presentare la manifestazione di disponibilità a ricoprire l'incarico di revisore negli enti locali appartenenti alle medesime fasce, a eccezione di coloro i cui incarichi scadono entro sessanta giorni dalla data di apertura dell'avviso per la manifestazione di disponibilità a ricoprire l'incarico di revisore.
1 bis. Nei limiti all'affidamento di incarichi di cui al comma 1, non rileva l'attività di revisione svolta a favore:
a)   ( ABROGATA )
b)   ( ABROGATA )
c) della Comunità, della Comunità di montagna e della Comunità collinare dall'organo di revisione economico-finanziaria di uno dei Comuni aderenti, ai sensi dell'articolo 25, commi 3 bis e 3 ter.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 10, comma 9, L. R. 24/2016
2Parole sostituite al comma 1 da art. 13, comma 1, L. R. 9/2017
3Comma 1 bis aggiunto da art. 29, comma 2, L. R. 9/2019
4Comma 1 sostituito da art. 9, comma 5, lettera a), L. R. 23/2019 , con effetto dall'1/1/2020.
5Comma 1 bis sostituito da art. 9, comma 5, lettera b), L. R. 23/2019 , con effetto dall'1/1/2020.
6Parole sostituite al comma 1 da art. 56, comma 2, lettera a), L. R. 6/2021
7Comma 1 .1 aggiunto da art. 56, comma 2, lettera b), L. R. 6/2021
8Lettera a) del comma 1 bis abrogata da art. 9, comma 9, lettera b), numero 1), L. R. 13/2021
9Lettera b) del comma 1 bis abrogata da art. 9, comma 9, lettera b), numero 1), L. R. 13/2021
10Parole sostituite alla lettera c) del comma 1 bis da art. 9, comma 9, lettera b), numero 2), L. R. 13/2021
11Parole aggiunte al comma 1 da art. 6, comma 1, L. R. 6/2023
12Parole aggiunte al comma 1 da art. 63, comma 1, L. R. 7/2026
Art. 28
 (Valutazioni dell'organo di revisione sulla stabilità finanziaria)
1. L'organo di revisione economico-finanziaria redige il documento di sintesi degli indicatori di stabilità finanziaria di cui all'articolo 30, comma 3, da allegare alla relazione sulla proposta di deliberazione consiliare di approvazione del rendiconto della gestione di cui all' articolo 239 del decreto legislativo 267/2000 e successive modifiche e integrazioni, al fine di evidenziare la situazione economico-finanziaria dell'ente locale.
2. La relazione, con riferimento al documento di sintesi di cui al comma 1, rappresenta la situazione dell'ente locale e, in caso di riscontro negativo di uno o più indicatori, fornisce per ciascuno di essi le motivazioni del risultato e indica le misure necessarie per il rientro nei valori di stabilità.
3. Le valutazioni dell'organo di revisione economico-finanziaria sono trasmesse al rappresentante legale dell'ente locale e alla struttura regionale competente in materia di autonomie locali che, sulla base di esse, può:
a) richiedere un esame suppletivo allo stesso organo di revisione, per suggerire ulteriori misure correttive all'ente locale;
b) nominare uno o più esperti per aiutare gli uffici a superare le criticità evidenziate ed evitare ricadute negative sull'intero sistema degli enti locali.
4. Con riferimento alla situazione dell'ente rispetto agli indicatori del documento di sintesi di cui al comma 1, la legge regionale, coerentemente con gli indirizzi di programmazione economico-finanziaria regionale, prevede interventi di premialità o sanzioni.
Note:
1Parole soppresse al comma 1 da art. 9, comma 8, L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
2Parole sostituite al comma 1 da art. 7, comma 1, L. R. 6/2023
3Parole sostituite al comma 2 da art. 7, comma 1, L. R. 6/2023
4Parole sostituite al comma 4 da art. 7, comma 1, L. R. 6/2023
Art. 29
 (Compenso dei revisori)
1. Con decreto del Presidente della Regione, su conforme deliberazione della Giunta regionale, sentito il Consiglio delle autonomie locali, è stabilito il compenso annuo spettante ai revisori, tenuto conto:
a) della tipologia di ente;
b) della classe demografica di appartenenza;
c) di specifici indicatori economico-finanziari;
d) della tipologia di organo, monocratico o collegiale;
e)   ( ABROGATA )
1 bis.  
( ABROGATO )
2. Il compenso di cui al presente articolo è onnicomprensivo di qualsiasi spesa sostenuta dall'organo di revisione economico-finanziaria.
Note:
1Parole sostituite al comma 1 da art. 10, comma 14, lettera a), L. R. 31/2017
2Lettera e) del comma 1 abrogata da art. 10, comma 14, lettera b), L. R. 31/2017
3Integrata la disciplina dell'articolo da art. 10, comma 44, L. R. 45/2017
4Integrata la disciplina dell'articolo da art. 10, comma 42, L. R. 29/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
5Comma 1 bis aggiunto da art. 29, comma 3, L. R. 9/2019
6Comma 1 bis abrogato da art. 9, comma 2, L. R. 23/2021 , con effetto dall'1/1/2022.
CAPO III
 DISCIPLINA DELLE CONDIZIONI STRUTTURALI DEGLI ENTI LOCALI
Art. 30
 (Condizioni strutturali dei bilanci degli enti locali)
1. Per garantire l'equilibrio complessivo del sistema finanziario e assicurarne la sana gestione economico-finanziaria sono individuate le condizioni strutturali di gestione dei bilanci degli enti locali rilevabili mediante indicatori significativi.
2.  
( ABROGATO )
(3)
3. Con regolamento regionale, previo parere della Commissione consiliare competente, sono definiti con cadenza triennale:
a) gli indicatori di stabilità finanziaria;
b) lo schema di documento di sintesi degli indicatori di cui alla lettera a).
4.  
( ABROGATO )
(7)
Note:
1Lettera d bis) del comma 3 aggiunta da art. 38, comma 1, L. R. 20/2016
2Parole aggiunte al comma 1 da art. 9, comma 1, lettera a), L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
3Comma 2 abrogato da art. 9, comma 1, lettera b), L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
4Comma 3 sostituito da art. 9, comma 1, lettera c), L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
5Parole soppresse al comma 1 da art. 8, comma 1, lettera a), L. R. 6/2023
6Comma 3 sostituito da art. 8, comma 1, lettera b), L. R. 6/2023
7Comma 4 abrogato da art. 8, comma 1, lettera c), L. R. 6/2023
Art. 31
 (Monitoraggio delle condizioni strutturali dei bilanci degli enti locali)
1. Le condizioni strutturali dei bilanci degli enti locali, individuate ai sensi dell'articolo 30, sono soggette al monitoraggio annuale da parte della struttura regionale competente in materia di autonomie locali.
1 bis.  
( ABROGATO )
1 ter.  
( ABROGATO )
1 quater. Gli enti locali che non trasmettono entro il 31 maggio alla banca dati delle amministrazioni pubbliche i dati relativi al rendiconto della gestione dell'esercizio precedente non accedono alle risorse di cui all'articolo 17 della legge regionale 6 novembre 2020, n. 20 (Modifiche alle disposizioni di coordinamento della finanza locale di cui alla legge regionale 17 luglio 2015, n. 18 (La disciplina della finanza locale del Friuli Venezia Giulia, nonché modifiche a disposizioni delle leggi regionali 19/2013, 9/2009 e 26/2014 concernenti gli enti locali) e norme sulla concertazione delle politiche di sviluppo), relativamente alle istanze da presentarsi a valere sulle risorse stanziate con riferimento al triennio successivo all'anno in corso.
2.  
( ABROGATO )
(3)
3.  
( ABROGATO )
3 bis. La disciplina definita con il regolamento regionale di cui all'articolo 30, comma 3, è sperimentale per il primo triennio di applicazione.
4.  
( ABROGATO )
Note:
1Comma 1 bis aggiunto da art. 39, comma 1, lettera a), L. R. 20/2016
2Comma 1 ter aggiunto da art. 39, comma 1, lettera a), L. R. 20/2016
3Comma 2 abrogato da art. 39, comma 1, lettera b), L. R. 20/2016
4Comma 3 bis aggiunto da art. 9, comma 20, L. R. 44/2017
5Comma 1 quater aggiunto da art. 9, comma 21, L. R. 44/2017
6Vedi la disciplina transitoria del comma 1 quater, stabilita da art. 9, comma 22, L. R. 44/2017
7Comma 1 quater sostituito da art. 4, comma 4, L. R. 12/2018
8Comma 1 bis abrogato da art. 9, comma 9, L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
9Comma 1 ter abrogato da art. 9, comma 9, L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
10Comma 1 quater sostituito da art. 9, comma 11, L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
11Vedi la disciplina transitoria del comma 1 quater, stabilita da art. 9, comma 26, L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.
12Comma 1 quater interpretato da art. 9, comma 1, L. R. 16/2019
13Derogata la disciplina del comma 1 quater da art. 9, comma 7, L. R. 16/2019 , per l'anno 2019.
14Comma 1 quater sostituito da art. 9, comma 4, L. R. 23/2019 , con effetto dall'1/1/2020.
15Rubrica dell'articolo sostituita da art. 10, comma 1, lettera a), L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
16Comma 3 abrogato da art. 10, comma 1, lettera b), L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
17Parole soppresse al comma 3 bis da art. 10, comma 1, lettera c), L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
18Comma 4 abrogato da art. 10, comma 1, lettera d), L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
19Vedi anche quanto disposto dall'art. 9, comma 12, L. R. 22/2020
20Vedi la disciplina transitoria del comma 1 quater, stabilita da art. 9, comma 3, L. R. 21/2022 , con effetto dal 1/1/2023.
21Vedi la disciplina transitoria del comma 1 quater, stabilita da art. 9, comma 1, L. R. 15/2023 , con effetto dall'1/1/2024.
22Comma 1 quater sostituito da art. 9, comma 13, L. R. 12/2024 , con effetto dall'1/1/2025.
23La sanzione di cui al comma 1 quater del presente articolo non si applica ai Comuni colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nel mese di novembre 2025 e individuati dal decreto della Protezione civile 16 dicembre 2025, n. 1329 relativamente alle istanze da presentarsi nell'anno 2026, ai sensi dell'art. 2, c. 1, L.R. 3/2026.
Art. 32
 (Funzioni regionali in materia di enti locali deficitari, in condizioni di squilibrio e modalità di esercizio da parte della Regione)
1. Con deliberazione della Giunta regionale sono:
a) individuati gli uffici regionali competenti per le attività previste nell'articolo 31;
b) definite le ulteriori modalità per l'esercizio delle funzioni previste nell'articolo 31.
2. La Regione contribuisce al risanamento finanziario degli enti locali che deliberano la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale di cui alla normativa statale vigente.
3. Ai fini di cui al comma 2, con deliberazione della Giunta regionale, d'intesa con il Consiglio delle autonomie locali, sono definiti:
a) i criteri per l'accesso al fondo per il risanamento finanziario degli enti locali che deliberano la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, le modalità di riparto, la tempistica e le modalità di restituzione a favore del bilancio regionale;
b) le modalità di certificazione annuale dei risultati conseguiti e dei controlli da parte della Regione;
c) gli ulteriori vincoli contabili di gestione del bilancio, ai quali l'ente beneficiario si impegna a sottostare per la durata definita dalla Giunta regionale stessa.
(1)
4. Con deliberazione della Giunta regionale è costituito un Comitato tecnico per gli adempimenti connessi alle procedure di riequilibrio finanziario pluriennale, composto da funzionari regionali e degli enti locali, nonché da rappresentanti dell'Associazione nazionale certificatori e revisori degli enti locali. Tale Comitato è deputato a effettuare controlli sulle condizioni di enti strutturalmente deficitari o ad emettere pareri o svolgere istruttorie per l'attuazione delle procedure relative al riequilibrio finanziario pluriennale e al dissesto degli enti locali, secondo le modalità stabilite dalla Giunta regionale.
Note:
1Parole aggiunte alla lettera a) del comma 3 da art. 6, comma 11, L. R. 33/2015
Art. 33
 (Coordinamento normativo in materia di enti deficitari o dissestati)
1. Le disposizioni riguardanti gli enti locali deficitari o dissestati contenute negli articoli da 242 a 269 del decreto legislativo 267/2000 , che prevedono l'esercizio di funzioni amministrative in capo a organi statali, si applicano nella Regione Friuli Venezia Giulia in conformità a quanto previsto dall' articolo 27, comma 1, della legge regionale 4 luglio 1997, n. 23 (Norme urgenti per la semplificazione dei procedimenti amministrativi, in materia di autonomie locali e di organizzazione dell'Amministrazione regionale).
1 bis. Ferme restando le disposizioni statali in materia di enti locali deficitari o dissestati di cui al titolo VIII del decreto legislativo 267/2000 , con legge regionale sono definite le procedure connesse al dissesto finanziario degli enti locali, all'attività dell'organo di liquidazione, all'acquisizione dei mezzi finanziari per il risanamento, alle disposizioni concernenti il bilancio stabilmente riequilibrato, alle condizioni e ai limiti conseguenti al risanamento.
Note:
1Comma 1 bis aggiunto da art. 11, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
2Parole aggiunte al comma 1 bis da art. 57, comma 1, L. R. 6/2021
TITOLO IV
 ALTRE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FINANZA LOCALE
CAPO I
 SUPPORTO REGIONALE ALLA CORRETTA PROGRAMMAZIONE E GESTIONE DEI CONTI PUBBLICI LOCALI
Art. 34
 (Unitarietà del sistema di finanza pubblica)
1. Per garantire l'unitarietà del sistema della finanza pubblica locale e la semplificazione delle relazioni istituzionali e amministrativa di cui all'articolo 2, comma 4, la struttura regionale competente in materia di autonomie locali:
a) assicura il coordinamento unitario della finanza pubblica locale;
b) assicura la raccolta in via esclusiva e il trattamento dei dati e delle informazioni concernenti la finanza pubblica locale, con modalità che consentano l'acquisizione automatica dalle banche dati degli enti locali;
c) fornisce agli enti locali servizi e tecnologie;
d) predispone standard organizzativi e tecnici per l'integrazione delle informazioni.
(1)
2. La Regione e gli enti locali garantiscono l'implementazione e l'aggiornamento dei dati di rispettiva competenza.
3.  
( ABROGATO )
(2)
Note:
1Parole soppresse al comma 1 da art. 12, comma 1, lettera a), L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
2Comma 3 abrogato da art. 12, comma 1, lettera b), L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
Art. 35
 (Andamento e monitoraggio della finanza pubblica locale)
1. La Regione assicura a favore degli enti locali il supporto alla corretta programmazione e gestione delle risorse pubbliche per individuare carenze e prevenire criticità nell'interesse del Sistema integrato.
2. La Regione favorisce una cultura di attento e costante controllo degli equilibri finanziari, di condivisione delle buone pratiche e di valorizzazione dei territori, per il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica da parte del Sistema integrato.
3. Ai sensi di quanto previsto al comma 1, la Regione effettua un monitoraggio dei conti pubblici, anche tramite l'attività di cui all'articolo 31, comma 1, allo scopo di valutare la sostenibilità del Sistema integrato.
4. Per le attività previste ai commi da 1 a 3 la Regione può avvalersi del contributo dell'organo di revisione economico-finanziaria degli enti locali.
5. La Giunta regionale può definire con deliberazione ambiti specifici di monitoraggio, nonché le modalità di attuazione del medesimo, anche mediante tecniche di campionamento.
6. La Giunta regionale informa il Consiglio regionale e il Consiglio delle autonomie locali, con cadenza periodica, sull'andamento e sugli esiti dei monitoraggi della finanza pubblica locale del Sistema integrato.
Note:
1Articolo sostituito da art. 13, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
Art. 36

( ABROGATO )

(1)
Note:
1Articolo abrogato da art. 14, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
Art. 37
 (Tavoli tecnici in materia di finanza locale)
1. La Regione, al fine di una proficua collaborazione e concertazione con gli enti locali, si avvale di gruppi di lavoro o di tavoli tecnici con funzionari esperti degli enti locali e rappresentanti di associazioni di categoria, per l'approfondimento di aspetti tecnici attinenti materie ricadenti nell'ambito della finanza locale, anche al fine di acquisire esperienze di buone pratiche e consentirne la diffusione.
2. La partecipazione ai gruppi di lavoro e ai tavoli tecnici previsti nel comma 1 non comporta la corresponsione di gettoni di presenza.
CAPO II
 ADOZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI FONDAMENTALI
Art. 38
 (Termini di adozione dei documenti contabili fondamentali)
1. I Comuni e le Province adottano i documenti contabili fondamentali entro i termini previsti dalla normativa statale, salvo diversa previsione della legge regionale.
2.  
( ABROGATO )
(4)
Note:
1Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 6, comma 3, L. R. 33/2015
2Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 26, comma 1, L. R. 9/2017
3Parole sostituite al comma 1 da art. 64, comma 1, lettera a), L. R. 7/2026
4Comma 2 abrogato da art. 64, comma 1, lettera b), L. R. 7/2026
Art. 39
 (Comunicazione alla Regione dell'adozione dei documenti contabili fondamentali)
1. Gli enti locali informano la struttura regionale competente in materia di autonomie locali dell'avvenuta adozione del bilancio preventivo, del rendiconto della gestione e dell'accertamento degli equilibri di bilancio, entro cinque giorni dalla data di adozione delle relative deliberazioni, tramite la modalità informatica messa a disposizione degli enti locali della Regione.
2. In caso di mancata approvazione dei documenti contabili entro la tempistica prevista dalla legge, entro i sette giorni successivi l'ente locale trasmette alla struttura regionale competente in materia di autonomie locali una relazione in ordine alle motivazioni dell'inadempimento, evidenziando lo stato della procedura e la tempistica presunta di possibile adempimento.
3. La mancata trasmissione della relazione, nei modi e termini previsti al comma 2, può comportare l'avvio di verifica regionale ai sensi dell'articolo 35, comma 3, per accertare le motivazioni dell'inadempimento.
Note:
1Parole sostituite al comma 3 da art. 15, comma 1, L. R. 20/2020 , a decorrere dall'1/1/2021.
Art. 40
 (Interventi sostitutivi in caso di mancata approvazione dei documenti contabili degli enti locali)
1. Trascorso il termine entro il quale il bilancio del Comune o della Provincia deve essere approvato senza che sia stato predisposto dalla Giunta comunale o provinciale il relativo schema oppure qualora dalla relazione o dalle verifiche di cui all'articolo 39, commi 2 e 3, emerge l'impossibilità per l'organo esecutivo dell'ente locale di predisporlo entro i venti giorni successivi alla scadenza, l'Assessore regionale competente in materia di autonomie locali, previa diffida con un termine non inferiore a sette giorni, nomina un commissario affinché lo predisponga d'ufficio per sottoporlo al Consiglio.
2. Se il Consiglio comunale o provinciale non approva nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla Giunta o dal Commissario di cui al comma 1, verificata l'impossibilità dell'ente locale di adottarlo autonomamente in base alla relazione o alle verifiche di cui all'articolo 39, commi 2 e 3, l'Assessore regionale competente in materia di autonomie locali assegna al Consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a venti giorni per la sua approvazione.
3. Decorso infruttuosamente il termine di cui al comma 2, l'Assessore regionale competente in materia di autonomie locali procede allo scioglimento del Consiglio, ai sensi dell' articolo 23 della legge regionale 23/1997 , e nomina il commissario per la gestione provvisoria dell'ente locale, il quale provvede all'adozione del bilancio.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano anche per l'approvazione del rendiconto di gestione e del provvedimento di salvaguardia degli equilibri di bilancio.
5.  
( ABROGATO )
(3)
Note:
1Parole soppresse al comma 1 da art. 9, comma 29, L. R. 14/2016
2Parole sostituite al comma 1 da art. 9, comma 29, L. R. 14/2016
3Comma 5 abrogato da art. 65, comma 1, L. R. 7/2026
CAPO III
 LE INDENNITÀ DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI
Art. 41
 (Indennità degli amministratori locali)
1. La Regione tutela il diritto di ogni cittadino, chiamato a ricoprire cariche pubbliche nelle amministrazioni degli enti locali, a espletare il relativo mandato.
2. La misura delle indennità base di funzione e di presenza degli amministratori locali è determinata a cadenza biennale con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente, sentita la Commissione consiliare competente.
3. La deliberazione di cui al comma 2 è adottata tenendo conto dei seguenti principi generali:
a) previsione di una indennità base di funzione per gli amministratori facenti parte degli organi esecutivi degli enti locali;
b) previsione di una indennità base di presenza o di funzione per gli amministratori facenti parte degli organi assembleari degli enti locali;
c) individuazione delle condizioni alle quali gli enti locali possono adottare per gli amministratori facenti parte degli organi assembleari una indennità di funzione anziché una indennità di presenza;
d) previsione di una indennità base di presenza maggiorata per gli amministratori eletti Presidenti dei Consigli dei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti e dei Consigli delle Province;
e) articolazione delle indennità di funzione e di presenza in rapporto alla dimensione demografica degli enti locali e tenuto conto delle fluttuazioni relative alle presenze stagionali;
f) articolazione delle indennità di funzione dei componenti degli organi esecutivi in rapporto alla misura stabilita per il Sindaco e per il Presidente della Provincia;
g) riduzione di un quinto delle indennità previste alla lettera a) per i lavoratori dipendenti a tempo pieno che non siano collocati in aspettativa;
h) previsione di un rimborso, anche forfettario, delle spese di viaggio e soggiorno sostenute per gli spostamenti effettuati in relazione all'espletamento del mandato.
Note:
1Comma 2 sostituito da art. 5, comma 1, L. R. 4/2019
2Lettera g) del comma 3 sostituita da art. 17, comma 1, lettera a), L. R. 13/2020
3Parole aggiunte alla lettera h) del comma 3 da art. 17, comma 1, lettera b), L. R. 13/2020
4Parole aggiunte alla lettera d) del comma 3 da art. 66, comma 1, lettera a), L. R. 7/2026
5Parole aggiunte alla lettera f) del comma 3 da art. 66, comma 1, lettera b), L. R. 7/2026
Art. 42
 (Divieto di cumulo)
1. Le indennità di funzione e di presenza degli amministratori degli enti locali non sono cumulabili con le indennità spettanti ai componenti delle Camere, del Parlamento europeo e del Consiglio regionale.
2. Le indennità di funzione degli amministratori degli enti locali non sono cumulabili tra loro. In caso di cumulo di incarichi, consentito dalla legge, spetta all'amministratore l'indennità di funzione a lui più favorevole e, in sostituzione della seconda o delle altre indennità di funzione, gli può essere corrisposta l'indennità di presenza per ogni giornata di effettiva partecipazione alle sedute degli organi istituzionali dell'ente e delle relative commissioni previste dalla legge o dallo statuto dell'ente.
3. Gli amministratori locali non percepiscono alcun compenso per la partecipazione a organi o commissioni comunque denominate se è connessa all'esercizio delle proprie funzioni pubbliche; tale partecipazione può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute ove previsto dalla normativa vigente.
4. Agli amministratori di forme associative di enti locali, con esclusione dei consorzi degli enti pubblici economici e delle società, aventi per oggetto la gestione di servizi e funzioni pubbliche, non possono essere attribuiti retribuzioni, gettoni, indennità o emolumenti in qualsiasi forma siano essi percepiti.
5. Agli amministratori ai quali viene corrisposta l'indennità di funzione non è dovuta alcuna indennità di presenza per la partecipazione a sedute degli organi collegiali del medesimo ente.
6. Le indennità di presenza non sono mai cumulabili nella stessa giornata, per la partecipazione ai lavori di più organi collegiali appartenenti al medesimo ente o a diversi enti locali, ancorché il cumulo degli incarichi sia consentito.
Note:
1Parole aggiunte al comma 4 da art. 4, comma 10, L. R. 23/2021 , con effetto dall'1/1/2022.
Art. 42 bis
 (Indennità di fine mandato)
1. Ai Sindaci e ai Presidenti delle Province, alla fine di ogni mandato, spetta un'indennità di ammontare complessivo pari a una indennità mensile per ogni anno di mandato, proporzionalmente ridotta per periodi inferiori. Tale indennità è a carico dei bilanci dei rispettivi enti locali.
2. L'indennità di fine mandato spetta nel caso in cui il mandato elettivo abbia avuto una durata superiore ai trenta mesi.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 67, comma 1, L. R. 7/2026
CAPO IV
 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI COMUNI RISULTANTI DA FUSIONE
Art. 43
 (Norme per i Comuni risultanti da fusione)
1. La Regione promuove e sostiene le fusioni di Comuni con il fondo di cui all' articolo 8, comma 9, della legge regionale 26/2014 e assicura la massima semplificazione amministrativa delle regole e delle procedure per favorire un funzionale avvio della gestione finanziaria e contabile degli enti risultanti da fusione.
2. Il Comune risultante da fusione approva il bilancio di previsione entro il termine di legge qualora tra l'istituzione e la scadenza prevista dalla predetta normativa regionale decorrano almeno novanta giorni, altrimenti entro novanta giorni dall'istituzione.
3. Al Comune risultante da fusione, ai fini dell'applicazione dell'esercizio e della gestione provvisoria, per l'individuazione degli stanziamenti dell'anno precedente, si assume come riferimento la sommatoria delle risorse stanziate nei bilanci definitivamente approvati dai Comuni estinti.
4. Il Comune risultante da fusione approva il rendiconto di bilancio dei Comuni estinti entro il termine di legge, se gli stessi non vi hanno già provveduto, e subentra negli adempimenti relativi alle certificazioni del patto di stabilità e delle dichiarazioni fiscali.
5. Alla data di istituzione del nuovo Comune risultante da fusione, gli organi di revisione economico-finanziaria dei Comuni estinti decadono. Fino alla nomina dell'organo di revisione economico-finanziaria del nuovo Comune le funzioni sono svolte provvisoriamente dall'organo di revisione economico-finanziaria in carica alla data dell'estinzione nel Comune di maggiore dimensione demografica.
6. Nella Regione autonoma Friuli Venezia Giulia trova applicazione l' articolo 1, comma 450, lettera a), della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di stabilità 2015).
TITOLO V
 NORME TRANSITORIE
CAPO I
 REGIME TRANSITORIO
Art. 44

( ABROGATO )

(2)
Note:
1Parole sostituite al comma 1 da art. 10, comma 63, L. R. 20/2015
2Articolo abrogato da art. 77, comma 1, lettera g), L. R. 7/2026
Art. 45

( ABROGATO )

(5)
Note:
1Parole aggiunte alla lettera b) del comma 2 da art. 6, comma 8, lettera c), L. R. 33/2015
2Parole soppresse alla lettera b) del comma 2 da art. 39, comma 1, L. R. 10/2016
3Integrata la disciplina della lettera b) del comma 2 da art. 8, comma 4, L. R. 9/2017
4Vedi anche quanto disposto dall'art. 10, comma 42, L. R. 20/2018
5Articolo abrogato da art. 77, comma 1, lettera g), L. R. 7/2026
Art. 46

( ABROGATO )

Note:
1Parole sostituite al comma 1 da art. 6, comma 8, lettera d), L. R. 33/2015
2Parole sostituite al comma 3 da art. 6, comma 8, lettera e), L. R. 33/2015
3Parole sostituite al comma 4 da art. 6, comma 8, lettera f), L. R. 33/2015
4Parole sostituite al comma 7 da art. 6, comma 8, lettera g), L. R. 33/2015
5Parole soppresse al comma 3 da art. 37, comma 1, lettera a), numero 1), L. R. 3/2016
6Parole soppresse al comma 4 da art. 37, comma 1, lettera a), numero 2), L. R. 3/2016
7Parole soppresse al comma 7 da art. 37, comma 1, lettera a), numero 3), L. R. 3/2016
8Articolo sostituito da art. 37, comma 1, L. R. 10/2016
9Parole sostituite al comma 3 da art. 9, comma 45, L. R. 14/2016
10Parole sostituite al comma 4 da art. 9, comma 45, L. R. 14/2016
11Parole sostituite al comma 7 da art. 9, comma 45, L. R. 14/2016
12Articolo abrogato da art. 77, comma 1, lettera g), L. R. 7/2026
Art. 47

( ABROGATO )

(1)
Note:
1Articolo abrogato da art. 77, comma 1, lettera g), L. R. 7/2026
Art. 48

( ABROGATO )

(3)
Note:
1Parole sostituite al comma 1 da art. 6, comma 8, lettera h), L. R. 33/2015
2Parole soppresse al comma 1 da art. 37, comma 1, lettera b), L. R. 3/2016
3Articolo abrogato da art. 9, comma 2, L. R. 15/2020
Art. 49

( ABROGATO )

(1)
Note:
1Articolo abrogato da art. 77, comma 1, lettera g), L. R. 7/2026
Art. 50

( ABROGATO )

(1)
Note:
1Articolo abrogato da art. 77, comma 1, lettera g), L. R. 7/2026
Art. 50 bis

( ABROGATO )

Note:
1Articolo aggiunto da art. 6, comma 8, lettera i), L. R. 33/2015
2Articolo abrogato da art. 77, comma 1, lettera g), L. R. 7/2026
Art. 51

( ABROGATO )

(1)
Note:
1Articolo abrogato da art. 77, comma 1, lettera g), L. R. 7/2026
Art. 52
 (Norme transitorie in materia di enti deficitari e dissestati)
1. Fino all'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 30, comma 3:
a) trova applicazione la normativa statale in materia;
b) con decreto del Presidente della Regione su proposta della Giunta regionale è nominato l'organo straordinario di liquidazione e sono fissati eventuali compensi.
2. Fino all'adozione della deliberazione di cui all'articolo 32, la trattazione e gli adempimenti relativi agli affari e ai provvedimenti riguardanti i soggetti di cui all' articolo 27, comma 1, della legge regionale 23/1997 , sono curati dalla struttura regionale competente in materia di autonomie locali.
Art. 53

( ABROGATO )

(2)
Note:
1Comma 1 bis aggiunto da art. 10, comma 45, L. R. 20/2018
2Articolo abrogato da art. 77, comma 1, lettera g), L. R. 7/2026
Art. 54

( ABROGATO )

Note:
1Vedi anche quanto disposto dall'art. 47, comma 1, L. R. 10/2016
2Vedi anche quanto disposto dall'art. 48, comma 2, L. R. 10/2016
3Comma 1 interpretato da art. 10, comma 35, L. R. 14/2016
4Comma 2 interpretato da art. 10, comma 35, L. R. 14/2016
5Articolo abrogato da art. 77, comma 1, lettera g), L. R. 7/2026
TITOLO VI
 NORME DI MODIFICA E FINALI
CAPO I
  MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 5 DICEMBRE 2013, N. 19 (DISCIPLINA DELLE ELEZIONI COMUNALI E MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 28/2007 IN MATERIA DI ELEZIONI REGIONALI)
Art. 55
  (Inserimento dell'articolo 5 bis nella legge regionale 19/2013 )
1.
Dopo l' articolo 5 della legge regionale 5 dicembre 2013, n. 19 (Disciplina delle elezioni comunali e modifiche alla legge regionale 28/2007 in materia di elezioni regionali), è inserito il seguente:
<<Art. 5 bis
 (Proroga degli organi comunali in caso di avvio del processo per la fusione di comuni)
1. In deroga a quanto previsto dall'articolo 5, comma 1, l'elezione del sindaco e del consiglio comunale non si svolge nei comuni per i quali alla data del 24 febbraio dell'anno di scadenza del mandato il Consiglio regionale abbia deliberato il referendum consultivo per la fusione del comune con comuni contigui, in seguito all'iniziativa presentata ai sensi dell'articolo 17, comma 5, lettera b), o dell' articolo 17, comma 5, lettera c), della legge regionale 7 marzo 2003, n. 5 (Articolo 12 dello Statuto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Norme relative alla richiesta, indizione e svolgimento dei referendum abrogativo, propositivo e consultivo e all'iniziativa popolare delle leggi regionali). Il referendum consultivo previsto dall' articolo 17, comma 8 sexies, della legge regionale 5/2003 deve aver luogo entro il 31 luglio dell'anno di scadenza del mandato.
2. La legge provvedimento prevista dall' articolo 20 della legge regionale 5/2003 dispone la nascita del nuovo comune al 1° gennaio dell'anno successivo e gli organi dei comuni previsti al comma 1 restano in carica fino al 31 dicembre dell'anno di scadenza del mandato.
3. Nel caso in cui non si giunga alla fusione dei comuni si procede al rinnovo degli organi dei comuni previsti al comma 1 in una domenica compresa tra il 1° novembre e il 15 dicembre dell'anno di scadenza del mandato.>>.

CAPO II
  MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 2009, N. 9 (DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA E ORDINAMENTO DELLA POLIZIA LOCALE)
Art. 56

( ABROGATO )

(1)
Note:
1Articolo abrogato da art. 35, comma 1, lettera h), L. R. 5/2021
CAPO III
  MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 12 DICEMBRE 2014, N. 26 (RIORDINO DEL SISTEMA REGIONE-AUTONOMIE LOCALI NEL FRIULI VENEZIA GIULIA. ORDINAMENTO DELLE UNIONI TERRITORIALI INTERCOMUNALI E RIALLOCAZIONE DI FUNZIONI AMMINISTRATIVE)
Art. 57

( ABROGATO )

(1)
Note:
1Articolo abrogato da art. 40, comma 3, L. R. 21/2019 , a seguito dell'abrogazione degli artt. 6 e 6 bis, L.R. 26/2014, a far data dall'1/1/2021, come disposto dall'art. 40, c. 3, L.R. 21/2019.
Art. 58

( ABROGATO )

(1)
Note:
1Articolo abrogato da art. 24, comma 1, lettera c), L. R. 31/2018 , a decorrere dall'1/1/2019, come disposto dall'art. 25, c. 2, L.R. 31/2018.
Art. 59

( ABROGATO )

(1)
Note:
1Articolo abrogato da art. 24, comma 1, lettera c), L. R. 31/2018 , a decorrere dall'1/1/2019, come disposto dall'art. 25, c. 2, L.R. 31/2018.
Art. 60

( ABROGATO )

(1)
Note:
1Articolo abrogato da art. 40, comma 2, L. R. 21/2019 , a seguito dell'abrogazione degli artt. 32 e 35, L.R. 26/2014, dall'1/7/2020 data dal trasferimento delle funzioni di cui all'art. 29, c. 1, L.R. 21/2019, come disposto dall'art. 40, c. 2 della medesima L.R. 21/2019.
Art. 61
1.
Il comma 2 dell'articolo 53 della legge regionale 26/2014 è sostituito dal seguente:
<<2. La Centrale unica di committenza regionale opera a favore degli enti locali a decorrere dall'1 gennaio 2016.>>.

Art. 62

( ABROGATO )

(1)
Note:
1Articolo abrogato da art. 85, comma 1, L. R. 6/2021 , a seguito dell'abrogazione dell'articolo 55 bis della L.R. 26/2014.
Art. 63

( ABROGATO )

(1)
Note:
1Articolo abrogato da art. 24, comma 1, lettera c), L. R. 31/2018 , a decorrere dall'1/1/2019, come disposto dall'art. 25, c. 2, L.R. 31/2018.
CAPO IV
 NORME FINALI
Art. 64
 (Popolazione residente)
1. Le disposizioni della presente legge che prendono a riferimento la popolazione sono applicate, se non diversamente disposto, basandosi sul dato della popolazione residente alla fine del penultimo anno precedente a quello di applicazione, fornito dalla struttura regionale deputata alla gestione dei dati statistici.
2. Per gli enti locali di nuova istituzione si prende a riferimento:
a) per il Comune risultante da fusione, la popolazione complessiva determinata ai sensi del comma 1, con riferimento ai Comuni fusionisti;
b) per le Comunità, le Comunità di montagna e la Comunità collinare del Friuli previste dalla legge regionale 29 novembre 2019, n. 21 (Esercizio coordinato di funzioni e servizi tra gli enti locali del Friuli Venezia Giulia e istituzione degli Enti di decentramento regionale), la popolazione complessiva determinata ai sensi del comma 1, con riferimento ai Comuni appartenenti alle rispettive Comunità.
3. Laddove espressamente previsto, il dato inerente la popolazione è incrementato dal numero dei cittadini stranieri, domiciliati nel territorio comunale, che siano dipendenti o familiari di dipendenti di basi militari di forze armate di Stati alleati. I relativi dati sono comunicati alla Regione dai Comuni interessati, su conforme certificazione delle competenti autorità militari.
Note:
1Articolo sostituito da art. 9, comma 1, L. R. 23/2021 , con effetto dall'1/1/2022.
Art. 65
 (Abrogazioni)
1.
Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogate, in particolare, le seguenti disposizioni:

a) la legge regionale 11 novembre 1996, n. 46 (Norme in materia di indennità agli amministratori locali);
b) il comma 18 dell'articolo 1 della legge regionale 3 luglio 2000, n. 13 (Disposizioni collegate alla Legge finanziaria 2000);
c) i commi 12, 13, 14 e 14 bis dell' articolo 3 della legge regionale 15 maggio 2002, n. 13 (Disposizioni collegate alla legge finanziaria 2002);
e) i commi 10, 10 bis e 11 dell' articolo 1 della legge regionale 11 dicembre 2003, n. 21 (Norme urgenti in materia di enti locali, nonché di uffici di segreteria degli Assessori regionali);
f) gli articoli 28 bis, 42 e 43 della legge regionale 6 gennaio 2006, n. 1 (Principi e norme fondamentali del sistema Regione - autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia);
i) i commi 57, 58 e 59 dell' articolo 12 della legge regionale 23 luglio 2009, n. 12 (Assestamento del bilancio 2009);
j) i commi 48 e 74 dell'articolo 13 e i commi 28, 29, 30, 31, 32 e 33 dell'articolo 18 della legge regionale 29 dicembre 2011, n. 18 (Legge finanziaria 2012);
k) i commi 22 e 72 dell' articolo 10 della legge regionale 25 luglio 2012, n. 14 (Assestamento del bilancio 2012);
l) i commi 13, 14, 15 e 18 dell' articolo 14 della legge regionale 4 agosto 2014, n. 15 (Assestamento del bilancio 2014);
Art. 66
 (Norme finanziarie)
1. La Regione è autorizzata a finanziare le Unioni territoriali intercomunali con un fondo straordinario una tantum di 5 milioni di euro per l'avvio del nuovo ente locale in relazione alle spese per il funzionamento dell'ente e per l'acquisto di attrezzature necessarie all'attività degli uffici, da ripartire per il 50 per cento in proporzione alla popolazione residente e per il 50 per cento in proporzione alla superficie territoriale del nuovo ente locale.
2. L'assegnazione prevista nel comma 1 è concessa ed erogata d'ufficio in unica soluzione entro il 15 settembre 2015:
a) a favore del Comune con il maggior numero di abitanti di ciascuna costituenda Unione territoriale intercomunale, che la destina per le spese iniziali connesse all'avvio dell'Unione territoriale intercomunale, approvate dalla Conferenza dei Sindaci fino alla costituzione dell'Unione territoriale intercomunale e dall'Assemblea dell'Unione dopo la costituzione di detto ente, salvo quanto disposto nella lettera b);
b) a favore delle Comunità montane e del Consorzio comunità collinare del Friuli che si avvalgano delle procedure di trasformazione di cui, rispettivamente, agli articoli 39, comma 1, e 40, comma 5, della legge regionale 26/2014 .
(5)
3. L'Unione territoriale intercomunale, dal termine di cui agli articoli 26, comma 1, e 27, comma 1, della legge regionale 26/2014, subentra nei rapporti giuridici attivi e passivi conseguenti all'attività svolta dal Comune ai sensi del comma 2, lettera a), e il Comune trasferisce all'Unione territoriale intercomunale entro trenta giorni dalla costituzione della stessa la quota di assegnazione regionale non utilizzata.
3 bis. La Comunità montana della Carnia e il Consorzio comunità collinare del Friuli, beneficiari per conto delle Unioni territoriali intercomunali dell'assegnazione di cui al comma 1, se non si avvalgono delle procedure di trasformazione di cui, rispettivamente, agli articoli 39, comma 1, e 40, comma 5, della legge regionale 26/2014 , trasferiscono all'Unione territoriale intercomunale entro trenta giorni dalla costituzione della medesima la quota di assegnazione regionale non utilizzata.
4. Entro il 31 gennaio 2019 il Comune di cui al comma 2, lettera a), e l'Unione territoriale intercomunale presentano la rendicontazione dell'assegnazione regionale ricevuta, per la parte di rispettiva competenza, ai sensi dell' articolo 42 della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7 (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso), e tramite la Piattaforma digitale dedicata.
5. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per l'anno 2015 a carico dell'unità di bilancio 9.1.1.1153 e del capitolo 1830 di nuova istituzione nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2015-2017, e del bilancio per l'anno 2015 con la denominazione "Fondo straordinario per l'avvio delle Unioni territoriali intercomunali".
6. Agli oneri derivanti dal disposto di cui al comma 5 si provvede mediante prelievo di pari importo dall'unità di bilancio 9.6.1.5038 e dal capitolo di fondo globale 9700, partita n. 52, dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2015-2017 e del bilancio per l'anno 2015.
7. Nelle more della definizione dei fabbisogni standard di cui all'articolo 14, la Regione è autorizzata ad assegnare d'ufficio, entro il 31 ottobre 2015 a favore dei Comuni facenti parte di Unione territoriale intercomunale di cui agli articoli 4 e 5 della legge regionale 26/2014, un fondo straordinario di perequazione delle risorse finanziarie, da ripartire secondo i criteri definiti con regolamento e conformemente a quanto stabilito dall' articolo 42 della legge regionale 26/2014.
8. Per le finalità di cui al comma 7 è autorizzata la spesa di 11.226.606,51 euro per l'anno 2015 a carico dell'unità di bilancio 9.1.1.1153 e del capitolo 1831 di nuova istituzione nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2015-2017, e del bilancio per l'anno 2015 con la denominazione "Fondo straordinario di perequazione dei Comuni".
9. Agli oneri derivanti dal disposto di cui al comma 8 si provvede mediante prelievo di pari importo dall'unità di bilancio 9.6.1.5038 e dal capitolo di fondo globale 9700, partita n. 52 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2015-2017 e del bilancio per l'anno 2015.
10. Per le finalità di cui all'articolo 16 è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per l'anno 2015 a valere sull'unità di bilancio 9.1.2.1153 e sul capitolo 3863 di nuova istituzione nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2015-2017 e del bilancio annuale per l'anno 2015, con la denominazione: <<Fondo per la conversione di incentivi pluriennali in quote annuali costanti agli enti locali>>.
11. Agli oneri derivanti dal disposto di cui al comma 10 si provvede mediante prelievo di pari importo dall'unità di bilancio 9.6.1.5038 e dal capitolo di fondo globale 9700, partita n. 52 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2015-2017 e del bilancio per l'anno 2015.
12. La Regione è autorizzata ad assegnare d'ufficio, entro il 31 ottobre 2015, ai Comuni risultanti da fusione istituiti nell'anno 2015, un fondo di 4 milioni di euro, in applicazione dei criteri di cui all' articolo 8, comma 9, della legge 26/2014 .
13. Per le finalità di cui al comma 12 è autorizzata la spesa di 4 milioni di euro per l'anno 2015 a carico dell'unità di bilancio 9.1.1.1153 e del capitolo 1833 di nuova nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2015-2017, e del bilancio per l'anno 2015 con la denominazione "Fondo di accompagnamento per i Comuni risultanti da fusione".
14. Agli oneri derivanti dal disposto di cui al comma 13 si provvede mediante prelievo di pari importo dall'unità di bilancio 9.6.1.5038 e dal capitolo di fondo globale 9700, partita n. 62 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2015-2017 e del bilancio per l'anno 2015.
15. La Regione incentiva con un fondo di 1 milione di euro i percorsi per addivenire alle fusioni tra Comuni.
16. Per accedere al riparto del fondo di cui al comma 15, entro il 30 settembre 2015, i Comuni interessati al percorso di fusione presentano domanda, tramite il Comune più popoloso, specificando i Comuni coinvolti, il beneficiario del finanziamento regionale, le proposte di utilizzo dell'incentivo regionale e trasmettono le deliberazioni dei Consigli comunali di richiesta di indizione del referendum.
17. Le proposte di utilizzo di cui al comma 16 riguardano l'attività per studi di fattibilità, comunicazione e promozione del referendum per sensibilizzare le comunità locali in ordine ai vantaggi della fusione.
18. II riparto è disposto per il 50 per cento in misura proporzionale alla popolazione complessiva dei Comuni coinvolti e per il restante 50 per cento in misura proporzionale alla superficie territoriale complessiva; l'ammontare dell'incentivo relativo a ciascun percorso non può essere superiore a 200.000 euro.
19. Il Comune beneficiario, entro il 30 luglio 2017, presenta la documentazione a titolo di rendicontazione, ai sensi dell' articolo 42 della legge regionale 7/2000 , specificando le spese sostenute nel 2015, dopo la data di deliberazione dei Consigli di cui al comma 16, e le spese sostenute nel 2016.
20. L'assegnazione delle risorse di cui al comma 15 è concessa ed erogata entro il 31 ottobre 2015.
21. Per la finalità di cui al comma 15 è autorizzata la spesa di 1 milione di euro per l'anno 2015 a carico dell'unità di bilancio 9.1.1.1153 e del capitolo 1837 di nuova istituzione nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2015-2017 e del bilancio per l'anno 2015 con la denominazione <<Incentivi per favorire i percorsi per addivenire alle fusioni tra comuni>>.
22. Agli oneri derivanti dal disposto di cui al comma 21, si provvede mediante prelievo di pari importo dall'unità di bilancio 9.6.1.5038 e dal capitolo di fondo globale 9700, partita n. 62 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2015-2017 e del bilancio per l'anno 2015.
23. Gli oneri derivanti dal disposto di cui all'articolo 46, relativi alla gestione delle funzioni di cui agli articoli 26 e 27 della legge regionale 26/2014 , saranno definiti nell'ambito delle risorse disponibili nel quadro della legge finanziaria regionale a valere sulle risorse attualmente disponibili con riferimento all'unità di bilancio 9.6.1.5038 e al capitolo di Fondo globale 9700 - partita n. 52 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2015-2017 e del bilancio per l'anno 2015.
Note:
1Parole sostituite al comma 7 da art. 10, comma 64, L. R. 20/2015
2Parole sostituite al comma 16 da art. 10, comma 65, L. R. 20/2015
3Parole sostituite al comma 20 da art. 10, comma 66, L. R. 20/2015
4Parole soppresse al comma 1 da art. 6, comma 8, lettera j), L. R. 33/2015
5Parole aggiunte alla lettera a) del comma 2 da art. 6, comma 8, lettera k), L. R. 33/2015
6Parole aggiunte al comma 3 da art. 6, comma 8, lettera l), L. R. 33/2015
7Parole soppresse al comma 3 da art. 37, comma 1, lettera c), numero 1), L. R. 3/2016
8Parole aggiunte al comma 3 da art. 37, comma 1, lettera c), numero 1), L. R. 3/2016
9Comma 3 bis aggiunto da art. 37, comma 1, lettera c), numero 2), L. R. 3/2016
10Parole sostituite al comma 4 da art. 9, comma 46, L. R. 14/2016
11Parole sostituite al comma 4 da art. 10, comma 9, L. R. 37/2017