﻿<html xmlns:nir="http://www.normeinrete.it/nir/2.1/" xmlns:dsp="http://www.normeinrete.it/nir/disposizioni/2.1/" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema" xmlns:h="http://www.w3.org/HTML/1998/html4"><head><META http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><title></title></head><body style="font-family:decima; font-size: 1.2em;"><p>Legge regionale 29 novembre 2019

      , n. 21 - TESTO VIGENTE dal 08/08/2026</p><p style="text-align: justify;"><strong>Esercizio coordinato di funzioni e servizi tra gli enti locali del Friuli Venezia Giulia e istituzione degli Enti di decentramento regionale.</strong></p>Note riguardanti modifiche apportate all’intera legge:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo 29 bis aggiunto da art. 1, comma 6, L. R. 9/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo 21 bis aggiunto da art. 1, comma 1, L. R. 6/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Articolo 34 bis aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 4/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Articolo 34 ter aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 4/2024 .  Ai sensi dell'art. 4, c. 1, L.R. 4/2024, in via di prima applicazione, la convenzione di cui al presente articolo decorre dall'1 gennaio 2025 e termina con la scadenza della legislatura in corso.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Articolo 34 quater aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 4/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Articolo 34 quinquies aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 4/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Articolo 34 sexies aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 4/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Articolo 26 bis aggiunto da art. 9, comma 27, L. R. 9/2026 . Sono fatte salve le Assemblee di comunità linguistica costituite ai sensi degli articoli 21 e 22 della L.R. 26/2014, alle quali si applica la presente disciplina.</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Articolo 26 ter aggiunto da art. 9, comma 27, L. R. 9/2026 . Sono fatte salve le Assemblee di comunità linguistica costituite ai sensi degli articoli 21 e 22 della L.R. 26/2014, alle quali si applica la presente disciplina.</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Articolo 26 quater aggiunto da art. 9, comma 27, L. R. 9/2026 . Sono fatte salve le Assemblee di comunità linguistica costituite ai sensi degli articoli 21 e 22 della L.R. 26/2014, alle quali si applica la presente disciplina.</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISPOSIZIONI GENERALI E PRINCIPI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 1</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Oggetto e finalità)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione, ai sensi dell'articolo 4, primo comma, numero 1 bis), della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia), con la presente legge disciplina le forme collaborative tra gli enti locali del Friuli Venezia Giulia nell'ambito del sistema integrato Regione - Autonomie locali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Ai fini di quanto previsto dal comma 1, la Regione utilizza la disciplina della gestione associata delle funzioni comunali e del superamento delle Unioni territoriali intercomunali di cui alla legge regionale 12 dicembre 2014, n. 26 (Riordino del sistema Regione-Autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia. Ordinamento delle Unioni territoriali intercomunali e riallocazione di funzioni amministrative), quale fase di avvio del riassetto dei livelli di governo del territorio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La Regione disciplina il riordino istituzionale e funzionale delle aree montane con la finalità di garantire un adeguato sviluppo sociale, economico e culturale, in attuazione dell'articolo 44 della Costituzione, favorendo attraverso l'associazione tra i Comuni la partecipazione delle comunità locali alle politiche di sviluppo e il decentramento, la razionalizzazione e la semplificazione dell'azione amministrativa.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 2</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Principi)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il principio dell'autonomia rappresenta il valore fondante lo sviluppo, la valorizzazione e la tutela delle comunità locali e dell'intera comunità regionale. La Regione autonoma Friuli Venezia Giulia promuove e valorizza i Comuni e il ruolo di gestione e sviluppo del territorio che essi svolgono anche nell'interesse della comunità regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>I Comuni e la Regione perseguono la coesione politica, sociale, economica e territoriale nel rispetto dei principi di concertazione, di leale collaborazione fra istituzioni e forme associative delle comunità locali e di responsabilità, tutelando le specifiche peculiarità locali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Nell'esercizio delle funzioni amministrative i Comuni e la Regione si prefiggono l'obiettivo di realizzare un sistema istituzionale volto al miglioramento della qualità dei servizi resi ai cittadini e di promuoverne lo sviluppo sociale, economico e culturale nel rispetto dei principi di adeguatezza, sussidiarietà, differenziazione, partecipazione, semplificazione, economicità, efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">FORME COLLABORATIVE TRA ENTI LOCALI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Disposizioni generali</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 3</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Forme di gestione associata)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le forme di gestione associata delle funzioni e dei servizi dei Comuni del Friuli Venezia Giulia sono:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>le convenzioni;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>le Comunità;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>le Comunità di montagna per i Comuni appartenenti agli ambiti di cui all'articolo 17.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 4</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Libertà di adesione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Per l'esercizio associato di funzioni e servizi i Comuni possono scegliere tra le tipologie di cui all'articolo 3, anche aderendo a più forme associative. Restano ferme le discipline di settore, ivi comprese quelle relative al servizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Per ciascuna funzione o servizio, ogni Comune può partecipare a una sola forma associativa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Ogni Comune può partecipare a una sola Comunità o Comunità di montagna.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 5</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Convenzioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le convenzioni disciplinano lo svolgimento coordinato di funzioni e servizi determinati tra enti locali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Le convenzioni stabiliscono l'oggetto, la durata, le forme di consultazione degli enti contraenti, i loro rapporti finanziari, i reciproci obblighi e garanzie. Le convenzioni possono prevedere anche la costituzione di uffici comuni ai quali affidare l'esercizio delle funzioni pubbliche in luogo degli enti partecipanti all'accordo, ovvero la delega di funzioni da parte degli stessi a favore di uno di essi, che opera in luogo e per conto degli enti deleganti.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 6</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Comunità)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le Comunità sono enti locali costituiti tra Comuni, di norma contermini, per l'esercizio associato di funzioni e servizi comunali e sovracomunali. Possono mettere in atto azioni condivise di politiche di sviluppo territoriale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Le Comunità hanno potestà normativa secondo le modalità stabilite dalla presente legge e ad esse si applicano i principi e, in quanto compatibili, le norme previste per i Comuni.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 7</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Comunità di montagna)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le Comunità di montagna sono enti locali istituiti dalla presente legge per l'esercizio delle funzioni di tutela del territorio montano e di promozione dello sviluppo sociale, economico e culturale delle popolazioni dei territori montani, nonché per l'esercizio di funzioni e servizi comunali secondo le previsioni di cui al capo III. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 6, comma 2.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 8</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Fusioni di Comuni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La fusione costituisce lo sviluppo dei processi di collaborazione istituzionale tra Comuni contermini.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>In attuazione della volontà dei Comuni interessati e sentite le popolazioni interessate mediante referendum popolari consultivi, la legge regionale che dispone la fusione prevede che alle comunità d'origine siano assicurate adeguate forme di partecipazione e decentramento dei servizi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Nei Comuni oggetto di fusione lo statuto può prevedere l'istituzione di municipi, disciplinandone l'organizzazione e le funzioni e potendo prevedere anche organi eletti a suffragio universale diretto. Si applicano agli amministratori dei municipi le norme che disciplinano lo status degli amministratori dei Comuni con pari popolazione.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Comunità</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 9</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Costituzione delle Comunità)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'atto costitutivo e lo statuto della Comunità sono approvati dai consigli dei Comuni partecipanti con la procedura e le maggioranze richieste per le modifiche statutarie dei Comuni.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>L'istituzione della Comunità decorre dalla data di stipulazione dell'atto costitutivo, qualora non diversamente previsto nell'atto medesimo.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 10</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Statuto)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Lo statuto della Comunità individua in particolare:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la sede, la denominazione dell'ente e la sua durata;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>le funzioni e i servizi comunali esercitati dall'ente;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>la disciplina della composizione, delle attribuzioni e del funzionamento degli organi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>le modalità di adesione e di recesso dei Comuni e le modalità di scioglimento della Comunità;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>le norme fondamentali che regolano l'organizzazione interna;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>i rapporti finanziari con i Comuni partecipanti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>le forme di partecipazione popolare e di accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Lo statuto della Comunità garantisce adeguate forme di partecipazione e di controllo degli amministratori dei Comuni aderenti con riguardo alle funzioni conferite, anche mediante la previsione di sedi stabili di raccordo e di confronto.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Le modifiche statutarie sono deliberate a maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea. La proposta di modifica è adottata dal Comitato esecutivo all'unanimità dei componenti ed è trasmessa ai Comuni, i quali si esprimono entro trenta giorni con deliberazione del consiglio approvata a maggioranza assoluta dei componenti. Decorso il predetto termine, qualora si siano espressi favorevolmente i due terzi dei consigli comunali, l'Assemblea procede comunque all'approvazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Le modifiche statutarie sono deliberate solo dall'Assemblea a maggioranza assoluta dei componenti quando riguardano adeguamenti di mero recepimento di disposizioni di legge.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Lo statuto della Comunità può prevedere l'istituzione di una o più sedi operative per l'esercizio di servizi di prossimità sulla base dei principi di differenziazione e adeguatezza. L'organizzazione di tali uffici è disciplinata mediante regolamenti e atti gestionali.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 11</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Regolamenti e atti gestionali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'organizzazione della Comunità e lo svolgimento delle funzioni e dei servizi comunali di sua competenza sono disciplinati mediante regolamenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La procedura di approvazione dei regolamenti è fissata dallo statuto, nel rispetto dei principi stabiliti dalla legge.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Fino all'adozione dei regolamenti di cui al comma 1, alla Comunità si applicano i regolamenti del Comune con il maggior numero di abitanti, in quanto compatibili.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Le modalità operative per l'esercizio delle funzioni e dei servizi comunali sono definite mediante atti di gestione.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 12</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Organi della Comunità)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Sono organi di governo della Comunità l'Assemblea, il Presidente e il Comitato esecutivo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il Presidente e il Comitato esecutivo durano in carica tre anni e sono eletti dall'Assemblea con le modalità previste rispettivamente dagli articoli 14 e 15.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 13</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Assemblea)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'Assemblea, costituita dai Sindaci dei Comuni partecipanti alla Comunità, è l'organo di indirizzo politico-amministrativo e ad essa compete l'adozione dei seguenti atti fondamentali:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>modifiche statutarie;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>programmi adottati dal Comitato esecutivo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>documenti contabili fondamentali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>regolamenti, salvo quelli attribuiti alla competenza di altri organi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>elezione del Presidente e del Comitato esecutivo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>ogni altro atto previsto dallo statuto.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>In deroga a quanto previsto dal comma 1, lo statuto può prevedere che l'Assemblea sia costituita anche da ulteriori componenti scelti fra i consiglieri comunali di minoranza dei Comuni partecipanti, disciplinandone il numero e le modalità di elezione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Ciascun Sindaco esprime in Assemblea un voto.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>L'Assemblea è convocata e presieduta dal Sindaco del Comune con il maggior numero di abitanti. Lo statuto prevede la possibilità di eleggere Presidente dell'Assemblea della Comunità un altro componente della stessa; fino a detta elezione, e comunque in caso di assenza del Presidente eletto, le funzioni di Presidente dell'Assemblea sono svolte dal Sindaco del Comune con il maggior numero di abitanti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>I Sindaci possono, di volta in volta, delegare un amministratore del Comune a rappresentarli nelle sedute dell'Assemblea. In caso di incompatibilità previste dalla vigente normativa, la delega può essere conferita anche in via permanente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>I componenti dell'Assemblea decadono qualora cessi la loro carica elettiva con effetto dalla data della cessazione. All'atto della proclamazione, il Sindaco eletto sostituisce a ogni effetto nell'Assemblea il Sindaco cessato.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 14</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Presidente)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il Presidente è il legale rappresentante della Comunità e presiede il Comitato esecutivo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il Presidente è eletto a maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea. Sono eleggibili alla carica di Presidente gli amministratori dei Comuni partecipanti e i cittadini in possesso dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere comunale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Il Presidente nomina tra i componenti del Comitato esecutivo il Vicepresidente, nomina l'organo amministrativo di vertice, sovrintende al funzionamento degli uffici e dei servizi, attribuisce gli incarichi dirigenziali, nomina i responsabili degli uffici e dei servizi.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 15</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Comitato esecutivo)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il Comitato esecutivo è costituito dal Presidente e da un numero di componenti, stabilito dallo statuto, non superiore a:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>due nelle Comunità la cui Assemblea è composta da un numero inferiore a 10 componenti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>quattro nelle Comunità la cui Assemblea è composta da un numero compreso fra 10 e 15 componenti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>sei nelle Comunità la cui Assemblea è composta da un numero compreso fra 16 e 20 componenti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c bis) </span>nove nelle Comunità la cui Assemblea è composta da un numero superiore a 20 componenti.</p><p><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>Ai fini di quanto previsto al comma 1, nel numero dei componenti dell'Assemblea non si computano gli eventuali ulteriori componenti di cui all'articolo 13, comma 2.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>I componenti del Comitato esecutivo sono eletti dall'Assemblea con voto limitato secondo quanto previsto dallo statuto, in modo da garantire la rappresentanza delle minoranze. Sono eleggibili alla carica di componente del Comitato esecutivo gli amministratori dei Comuni partecipanti e i cittadini in possesso dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere comunale.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Il Comitato esecutivo svolge le funzioni esecutive delle Comunità e tutte le altre funzioni non attribuite al Presidente e all'Assemblea, nonché le altre attribuzioni previste dallo statuto. In particolare, compete al Comitato esecutivo:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>l'adozione dei programmi e la loro trasmissione all'Assemblea della Comunità per la loro approvazione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>l'adozione degli schemi dei documenti contabili fondamentali, l'adozione degli schemi di regolamenti e le proposte di modifiche statutarie da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>l'approvazione dei regolamenti sull'ordinamento degli uffici e dei servizi e la fissazione dei criteri per l'attribuzione degli incarichi dirigenziali e per la nomina dei responsabili degli uffici e dei servizi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>l'approvazione in via d'urgenza delle variazioni di bilancio, da sottoporre a ratifica dell'Assemblea entro i sessanta giorni successivi, a pena di decadenza;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>le nomine e le designazioni dei rappresentanti delle Comunità presso enti e associazioni, nel rispetto dei criteri stabiliti dall'Assemblea.</p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 1, comma 1, L. R. 9/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite alla lettera c) del comma 1 da art. 9, comma 13, lettera a), L. R. 15/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Lettera c bis) del comma 1 aggiunta da art. 9, comma 13, lettera b), L. R. 15/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 9, comma 13, lettera c), L. R. 15/2020</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 16</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Decadenza, dimissioni, sostituzione del Presidente e dei componenti del Comitato esecutivo)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La perdita dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere comunale comporta la decadenza dalla carica di Presidente della Comunità e di componente del Comitato esecutivo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il Presidente della Comunità e i componenti del Comitato esecutivo cessano dalla carica in caso di dimissioni presentate con le modalità disciplinate dallo statuto.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Alla sostituzione del Presidente o del componente del Comitato esecutivo decaduto dall'ufficio o dimissionario provvede l'Assemblea, a maggioranza assoluta dei componenti, entro trenta giorni dal verificarsi dell'evento. Il mandato del Presidente o del componente neoeletto del Comitato termina contestualmente alla scadenza del Comitato esecutivo in carica.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Quando, per effetto di dimissioni o decadenza, venga meno la maggioranza dei componenti del Comitato esecutivo, il Comitato decade e l'Assemblea procede alla rielezione entro trenta giorni dall'ultima vacanza. Il mandato dell'organo neoeletto termina contestualmente alla scadenza del Presidente in carica.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Comunità di montagna</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 17</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Istituzione delle Comunità di montagna)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Tra i Comuni appartenenti alle zone omogenee del territorio montano della Regione Friuli Venezia Giulia di cui all'allegato A della legge regionale 20 dicembre 2002, n. 33 (Istituzione dei Comprensori montani del Friuli Venezia Giulia), sono istituite le seguenti Comunità di montagna:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>Carnia;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>Canal del Ferro e Val Canale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>Gemonese;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>Destra Tagliamento e Dolomiti Friulane;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>Natisone e Torre.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>L'esclusione dalle Comunità di cui al comma 1 di un Comune classificato montano o parzialmente montano dalla legge regionale 33/2002 non rileva in ordine ai benefici e agli interventi speciali per la montagna stabiliti dall'Unione europea e dalle leggi statali e regionali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Il Comune di Forgaria nel Friuli si convenziona con la Comunità di montagna Gemonese per l'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 19, comma 1.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Alle Comunità di montagna si applicano le norme di cui al capo II, in quanto compatibili.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina della  lettera d) del comma 1 da art. 2, comma 2, L. R. 19/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina della  lettera e) del comma 1 da art. 3, comma 1, L. R. 19/2020</p></p><a name="art18"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 18</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(6)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 1, comma 2, lettera a), L. R. 9/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 1, comma 2, lettera b), L. R. 9/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 16, comma 1, lettera a), L. R. 13/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 16, comma 1, lettera a), L. R. 13/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 16, comma 1, lettera b), L. R. 13/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Articolo abrogato da art. 4, comma 1, L. R. 19/2020</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 19</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Funzioni delle Comunità di montagna)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le Comunità di montagna esercitano le funzioni di tutela del territorio montano e di promozione dello sviluppo sociale, economico e culturale delle popolazioni dei territori montani.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>I Comuni possono esercitare in forma associata tramite la rispettiva Comunità di montagna funzioni e servizi comunali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Le Comunità di montagna, in particolare:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>elaborano e attuano piani e programmi di sviluppo del loro territorio di concerto con la Regione, al fine di valorizzare la partecipazione delle comunità locali alla definizione e al conseguimento degli obiettivi europei, nazionali e regionali di sviluppo dei territori montani;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>esercitano le funzioni amministrative conferite dalla Regione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>provvedono alla gestione associata delle funzioni e dei servizi dei Comuni compresi nel proprio territorio e conferiti dai Comuni partecipanti, come individuati dallo statuto ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera b);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>esercitano le ulteriori attività amministrative a esse conferite dai Comuni.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>L'attività di cui al comma 3, lettera a), e il suo finanziamento ordinario con risorse regionali e con risorse statali attribuite alla Regione da leggi di sviluppo dei territori montani sono disciplinati da specifica legge regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Nella definizione dei piani e dei programmi di cui al comma 3, lettera a), le Comunità di montagna adottano interventi e soluzioni che tengono conto delle zone di maggior svantaggio socio-economico interne al proprio territorio secondo la classificazione definita ai sensi dell'articolo 21 della legge regionale 33/2002 e, in via transitoria, dalla deliberazione della Giunta regionale n. 3303 del 31 ottobre 2000, così come integrata dall'articolo 10, comma 2, della legge regionale 9 febbraio 2018, n. 4 (Disposizioni urgenti relative al distacco del Comune di Sappada/Plodn dalla Regione Veneto e all'aggregazione alla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e altre norme urgenti), privilegiando l'allocazione delle risorse in tali aree.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale effettua una ricognizione delle funzioni regionali conferibili alle Comunità di montagna, provvedendo con successive leggi regionali di settore al loro trasferimento, nonché una ricognizione delle leggi regionali e delle singole disposizioni di legge regionale concernenti il territorio montano abrogate per successione di norme.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Fatta salva la definizione del complessivo assetto delle funzioni da assegnare alle Comunità di montagna ai sensi del comma 6, a decorrere dall'1 gennaio 2021 le stesse esercitano le funzioni relative alla concessione dei contributi ai piccoli esercizi commerciali per il disagio localizzativo di cui all'articolo 2, commi 143 e seguenti, della legge regionale 11 agosto 2016, n. 14 (Assestamento del bilancio per l'anno 2016), e le funzioni in materia di autorizzazione alla raccolta dei funghi di cui all'articolo 2 della legge regionale 7 luglio 2017, n. 25 (Norme per la raccolta e la commercializzazione dei funghi epigei spontanei nel territorio regionale).</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 20</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Consiglio delle autonomie montane)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>È istituito il Consiglio delle autonomie montane (CAM), quale sezione del Consiglio delle autonomie locali (CAL) di cui al capo I della legge regionale 22 maggio 2015, n. 12 (Disciplina del Consiglio delle autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, modifiche e integrazioni alla legge regionale 26/2014 in materia di riordino del sistema Regione-Autonomie locali e altre norme urgenti in materia di autonomie locali). Il CAM si esprime in ordine alle politiche di sviluppo dei territori montani, con lo scopo di ricondurre le attività della Regione e degli enti locali dei territori montani a un comune e coerente disegno programmatico.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Fanno parte del CAM:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>i Comuni componenti del CAL designati per gli ambiti territoriali di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), della legge regionale 12/2015, ricadenti nelle zone omogenee di cui all'allegato A della legge regionale 33/2002; qualora il Comune non rientri in una delle zone omogenee, il relativo Sindaco delega alla partecipazione dei lavori del CAM il Sindaco di altro Comune del medesimo ambito ricadente nelle citate zone omogenee;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>il Presidente dell'Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM) del Friuli Venezia Giulia;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>i Presidenti delle Comunità di montagna.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Il CAM elegge al suo interno il Presidente. Per le modalità di funzionamento del CAM trovano applicazione, in quanto compatibili, le norme della legge regionale 12/2015 e il regolamento interno del CAL. Il medesimo regolamento può disciplinare strumenti di raccordo fra l'attività del CAL e l'attività del CAM.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Ai lavori del CAM può partecipare con diritto di parola un rappresentante per ciascuna Assemblea di comunità linguistica di cui all'articolo 21 della legge regionale 26/2014.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Il CAM svolge funzioni concertative e consultive sulle proposte di legge e sugli atti generali di programmazione afferenti la disciplina specifica della montagna, nonché sui criteri generali per la concessione di fondi regionali d'interesse della stessa. Formula, inoltre, proposte alla Giunta regionale e ai soggetti che operano nelle aree montane in merito allo sviluppo delle stesse.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Il CAM svolge funzioni di monitoraggio sullo stato di attuazione degli interventi, della programmazione e della legislazione regionale in materia di aree montane.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Per le finalità di cui al comma 6 il Presidente del CAM, d'intesa con le Comunità di montagna, convoca periodicamente, almeno con cadenza annuale, una Conferenza sullo stato di attuazione delle politiche di sviluppo della montagna, alla quale sono chiamati a partecipare i soggetti rappresentativi della realtà sociale ed economica dei territori montani.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Trova applicazione l'articolo 1, comma 5, della legge regionale 12/2015.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Restano ferme le competenze del CAL in ordine all'espressione delle intese e dei pareri previsti dall'articolo 8 della legge regionale 12/2015.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo IV</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Norme speciali per il territorio collinare</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 21</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Trasformazione del Consorzio Comunità Collinare del Friuli in Comunità collinare del Friuli)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>In considerazione della consolidata esperienza associativa tra i Comuni di Buja, Colloredo di Monte Albano, Coseano, Dignano, Fagagna, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Majano, Moruzzo, Osoppo, Ragogna, Rive d'Arcano, San Daniele del Friuli, San Vito di Fagagna e Treppo Grande, il Consorzio Comunità Collinare del Friuli è trasformato di diritto in Comunità collinare del Friuli.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Entro il 30 settembre 2020, l'Assemblea consortile, previa deliberazione dei rispettivi consigli comunali adottata a maggioranza assoluta dei componenti, approva lo statuto della Comunità mediante adeguamento dello statuto del Consorzio alle disposizioni della presente legge. La mancata approvazione dello statuto da parte di un Comune entro il termine equivale al recesso dello stesso dal Consorzio. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 6, commi 4, 5 e 6, della legge regionale 26/2014 in quanto compatibili. Dalla data di approvazione dello statuto decorre la trasformazione del Consorzio Comunità Collinare del Friuli in Comunità collinare del Friuli.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Entro il 31 ottobre 2020, il Presidente dell'Unione territoriale intercomunale Collinare costituita ai sensi della legge regionale 26/2014 trasmette alla Comunità collinare del Friuli l'atto di ricognizione dell'Unione con l'indicazione delle funzioni e dei servizi esercitati, del patrimonio, delle risorse umane e strumentali, nonché dei rapporti giuridici pendenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>L'Unione territoriale intercomunale Collinare è sciolta di diritto a far data dall'1 gennaio 2021. Dalla medesima data la Comunità collinare del Friuli subentra nelle funzioni e nei servizi esercitati dall'Unione, nel patrimonio, nei rapporti giuridici pendenti, ivi compresi quelli relativi al personale, facenti capo all'Unione stessa.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Alla Comunità collinare del Friuli si applicano le norme di cui al capo II e agli articoli 22 e 23, in quanto compatibili, nonché le disposizioni di cui all'articolo 24 riferite alle Comunità di montagna.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 1, comma 3, lettera a), L. R. 9/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole soppresse al comma 4 da art. 1, comma 3, lettera b), L. R. 9/2020</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 21 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Ingresso del Comune di Pagnacco nella Comunità collinare del Friuli)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>In considerazione della conformazione territoriale, delle peculiarità culturali, paesaggistiche e ambientali delle colline moreniche vocate allo sviluppo di un turismo sostenibile, nonché dell'affinità del tessuto socio-economico, degli insediamenti artigianali e produttivi, fonte di sinergie positive con il Comune di Pagnacco, la Comunità collinare del Friuli, di seguito Comunità, è autorizzata a deliberare l'ingresso del Comune di Pagnacco nella Comunità, previa richiesta dello stesso.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Per le finalità di cui al comma 1, il Comitato esecutivo della Comunità adotta all'unanimità la proposta recante in particolare le modalità, le condizioni organizzative, economiche e patrimoniali per l'ingresso del Comune di Pagnacco e le correlate modifiche dello statuto della Comunità. La proposta è trasmessa ai Comuni della Comunità e al Comune di Pagnacco, i quali si esprimono entro trenta giorni con delibera dei rispettivi consigli comunali adottata a maggioranza assoluta dei componenti. Qualora, entro il predetto termine, i due terzi dei Comuni si siano espressi favorevolmente sulla proposta, l'ingresso e le conseguenti modifiche statutarie sono approvate dall'Assemblea della Comunità a maggioranza dei due terzi.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 1, comma 1, L. R. 6/2023</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo V</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Organizzazione, personale e disposizioni finanziarie e contabili</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 22</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disposizioni in materia di organizzazione e personale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Salvo quanto riservato ai contratti collettivi di lavoro applicati al personale appartenente al Comparto unico del pubblico impiego regionale e locale, alle Comunità e alle Comunità di montagna si applicano le norme sull'organizzazione e sul personale dei Comuni, in quanto compatibili.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Le Comunità possono avvalersi del personale e delle strutture operative dei Comuni aderenti previo accordo con i Comuni medesimi.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 23</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Organo amministrativo di vertice)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le Comunità e le Comunità di montagna possono affidare la gestione dell'ente a un Direttore generale nominato dal Presidente. Il Direttore generale attua gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell'ente e sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l'attività; svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente ed esercita ogni altra funzione attribuitagli dallo statuto o dai regolamenti o conferitagli dal Presidente dell'ente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>In alternativa alle previsioni di cui al comma 1, le Comunità e le Comunità di montagna possono avvalersi di un segretario scelto dal Presidente tra uno dei segretari dei Comuni facenti parte delle Comunità stesse. Al segretario possono essere attribuite le funzioni di Direttore generale.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Vedi anche quanto disposto dall'art. 10, comma 2, L. R. 9/2020</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 24</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disciplina finanziario-contabile delle Comunità e delle Comunità di montagna)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le Comunità e le Comunità di montagna, in materia di finanza locale, anche con riferimento all'ordinamento finanziario e contabile, osservano, rispettivamente, le disposizioni previste per i Comuni della Regione Friuli Venezia Giulia con popolazione inferiore a 5.000 abitanti e con popolazione uguale o superiore a 5.000 abitanti, salvo quanto diversamente stabilito dalla legge regionale.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Nelle more dell'adeguamento dell'atto di determinazione dei compensi spettanti all'organo di revisione delle Comunità e delle Comunità di montagna, ai sensi dell'articolo 29 della legge regionale 17 luglio 2015, n. 18 (La disciplina della finanza locale del Friuli Venezia Giulia, nonché modifiche a disposizioni delle leggi regionali 19/2013, 9/2009 e 26/2014 concernenti gli enti locali), gli stessi sono così determinati:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la maggiorazione da corrispondere a ciascun componente dell'organo di revisione della Comunità o della Comunità di montagna, in caso di avvalimento, è pari al 30 per cento del compenso base annuo corrisposto a ciascun componente dell'organo di revisione del Comune di cui la Comunità o la Comunità di montagna si avvale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>nel caso di nomina da parte della Comunità di montagna di un proprio organo di revisione monocratico, il compenso annuo spettante è quello previsto per l'organo di revisione dei Comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Nelle more dell'adeguamento della disciplina contenuta nel regolamento di attuazione di cui all'    articolo 26 della legge regionale 18/2015    per le Comunità di montagna trovano applicazione le disposizioni previste per i Comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti. Trova altresì applicazione la disciplina contenuta negli articoli 26 e 27 della    legge regionale 18/2015    , in quanto compatibile.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Al Presidente e ai componenti del Comitato esecutivo della Comunità e della Comunità di montagna spetta un'indennità di funzione stabilita con deliberazione della Giunta regionale, al netto di quella spettante per cariche eventualmente esercitate presso altro ente locale.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 9, comma 8, lettera a), L. R. 13/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 9, comma 8, lettera a), L. R. 13/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole soppresse al comma 5 da art. 9, comma 8, lettera b), L. R. 13/2021</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo VI</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Tutela della minoranza linguistica slovena e delle lingue minoritarie</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 25</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Tutela della minoranza linguistica slovena)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Nell'ambito territoriale di cui all'articolo 4 della legge 23 febbraio 2001, n. 38 (Norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia), le Comunità e le Comunità di montagna garantiscono i diritti previsti dalla legislazione nazionale e regionale in materia di tutela delle minoranze linguistiche, dalle convenzioni internazionali e dai trattati sottoscritti dal Governo italiano.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Nell'ambito territoriale di cui all'articolo 4 della legge 38/2001, le Comunità e le Comunità di montagna garantiscono, in particolare, l'applicazione delle tutele previste dagli articoli 8, 9, 10 e 21 della legge 38/2001, in modo da assicurare un livello di protezione della minoranza linguistica slovena non inferiore a quello già in godimento nel territorio di riferimento.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 26</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Tutela delle lingue minoritarie)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Gli statuti delle Comunità e delle Comunità di montagna che includono Comuni appartenenti agli ambiti di tutela linguistica di cui all'articolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482 (Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche), sono redatti anche nella rispettiva lingua minoritaria.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Nelle Comunità e nelle Comunità di montagna che includono Comuni che statutariamente abbiano assunto la denominazione bilingue italiano/sloveno è stabilito l'uso della denominazione della Comunità e della Comunità di montagna anche in lingua slovena.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 26 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Assemblee di comunità linguistica)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le Assemblee di comunità linguistica sono organismi deputati alla valorizzazione e alla salvaguardia della coesione territoriale, sociale ed economica delle comunità linguistiche friulana, slovena e tedesca presenti sul territorio regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Le Assemblee di comunità linguistica sono costituite mediante la stipulazione di convenzioni dai Sindaci dei Comuni con presenza di minoranze linguistiche ai sensi dell'articolo 3 della legge 15 dicembre 1999, n. 482 (Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche), o loro delegati.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Le Assemblee di comunità linguistica svolgono compiti di promozione, indirizzo, progettazione, coordinamento e consultazione, ai fini della tutela e della valorizzazione dell'identità linguistica e culturale delle comunità regionali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Per l'adempimento delle proprie funzioni le Assemblee di comunità linguistica possono avvalersi della collaborazione degli uffici e del personale di uno dei Comuni aderenti alla convenzione di cui al comma 2, o di altra struttura individuata con deliberazione della Giunta regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Al fine di conservare e valorizzare gli aspetti caratterizzanti le comunità linguistiche di cui al comma 1, i progetti di legge regionali e gli schemi di atti generali o di indirizzo attinenti alla salvaguardia dei diritti delle minoranze, come previsti dalle fonti normative europee, dalla Costituzione, dallo Statuto della Regione Friuli Venezia Giulia e dalle leggi, sono approvati previa consultazione delle Assemblee di comunità linguistica di cui al presente articolo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Le modalità di consultazione delle Assemblee di comunità linguistica sui progetti di legge regionale di cui al comma 5 sono disciplinate con il regolamento interno del Consiglio regionale.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 9, comma 27, L. R. 9/2026 . Sono fatte salve le Assemblee di comunità linguistica costituite ai sensi degli articoli 21 e 22 della L.R. 26/2014, alle quali si applica la presente disciplina.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 26 ter</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Organizzazione e funzionamento delle Assemblee di comunità linguistica)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'Assemblea di comunità linguistica elegge al suo interno il Presidente che può avvalersi di un Consiglio direttivo da esso nominato.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>L'Assemblea di comunità linguistica si riunisce almeno una volta all'anno.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>L'Assemblea di comunità linguistica approva, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, il regolamento che ne disciplina l'organizzazione e il funzionamento.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Il funzionamento delle Assemblee di comunità linguistica non comporta oneri aggiuntivi per l'Amministrazione regionale e per gli enti locali.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 9, comma 27, L. R. 9/2026 . Sono fatte salve le Assemblee di comunità linguistica costituite ai sensi degli articoli 21 e 22 della L.R. 26/2014, alle quali si applica la presente disciplina.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 26 quater</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Associazione di comunità linguistica)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Per lo svolgimento delle funzioni dell'Assemblea di comunità linguistica, i Comuni con presenza di minoranze linguistiche ai sensi dell'articolo 3 della legge 482/1999 possono costituire un'associazione di diritto privato ai sensi della normativa vigente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Lo statuto disciplina l'organizzazione e il funzionamento dell'associazione di comunità linguistica.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 9, comma 27, L. R. 9/2026 . Sono fatte salve le Assemblee di comunità linguistica costituite ai sensi degli articoli 21 e 22 della L.R. 26/2014, alle quali si applica la presente disciplina.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISPOSIZIONI TRANSITORIE PER IL SUPERAMENTO DELLE UNIONI TERRITORIALI INTERCOMUNALI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 27</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Superamento delle Unioni territoriali intercomunali)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le Unioni territoriali intercomunali di cui alla legge regionale 26/2014, esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, sono sciolte di diritto a decorrere dall'1 gennaio 2021.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>I Comuni aderenti a un'Unione che non intendono partecipare alla trasformazione dell'Unione in Comunità deliberano il recesso dall'Unione entro il 31 marzo 2020. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 6 della legge regionale 26/2014. Qualora nessun Comune intenda partecipare alla trasformazione si procede allo scioglimento dell'Unione ai sensi dell'articolo 6, comma 7, della legge regionale 26/2014.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>I Comuni aderenti a un'Unione che intendono partecipare alla trasformazione dell'Unione in Comunità approvano, con la procedura e la maggioranza richieste per le modifiche statutarie dei Comuni, lo statuto della costituenda Comunità.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>L'Assemblea dell'Unione delibera la trasformazione dell'Unione in Comunità con la relativa decorrenza e approva lo statuto di cui al comma 3 a maggioranza assoluta dei propri componenti. La Comunità subentra nel patrimonio e nei rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo all'Unione.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Vedi anche quanto disposto dall'art. 9, comma 8, L. R. 25/2020 , con effetto dall'1/1/2021.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 28</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disposizioni speciali per il superamento delle Unioni che esercitano le funzioni delle soppresse Comunità montane)<p><span style="">(3)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Alle Unioni che esercitano le funzioni delle soppresse Comunità montane di cui alla legge regionale 33/2002 si applicano le disposizioni del presente articolo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>I Comuni aderenti alle Unioni di cui al comma 1 non ricompresi nelle Comunità di montagna deliberano il recesso dall'Unione entro il 31 marzo 2020. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 6 della legge regionale 26/2014.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Per la costituzione delle Comunità di montagna, i consigli comunali dei Comuni partecipanti ne approvano lo statuto a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti entro il 30 settembre 2020. Si considera approvato lo statuto che abbia ottenuto il voto favorevole da parte dei due terzi dei Comuni partecipanti alla Comunità di montagna. Entro il 31 ottobre 2020, l'Assemblea convocata dal Sindaco del Comune con il maggior numero di abitanti approva lo statuto a maggioranza assoluta dei componenti.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Entro il 31 ottobre 2020 il Presidente di ciascuna Unione territoriale intercomunale trasmette alla rispettiva Comunità di montagna l'atto di ricognizione dell'Unione, con l'indicazione delle funzioni e dei servizi esercitati, del patrimonio, delle risorse umane e strumentali, nonché dei rapporti giuridici pendenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>A far data dall'1 gennaio 2021 le Unioni territoriali intercomunali di cui al comma 1 sono trasformate di diritto nella rispettiva Comunità di montagna.<p><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 1, comma 4, lettera a), L. R. 9/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole soppresse al comma 5 da art. 1, comma 4, lettera b), L. R. 9/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 2, comma 1, L. R. 19/2020</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 29</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disposizioni speciali per il superamento delle Unioni che esercitano le funzioni delle soppresse Province)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Alle Unioni che esercitano le funzioni di cui all'allegato C della legge regionale 26/2014 e quelle di cui all'articolo 4 della legge regionale 9 dicembre 2016, n. 20 (Soppressione delle Province del Friuli Venezia Giulia e modifiche alle leggi regionali 11/1988, 18/2005, 7/2008, 9/2009, 5/2012, 26/2014, 13/2015, 18/2015 e 10/2016), si applicano le disposizioni di cui al presente articolo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>A far data dall'1 luglio 2020 le funzioni di cui al comma 1 sono trasferite in capo alla Regione unitamente alle connesse risorse umane e finanziarie e ai relativi rapporti giuridici attivi e passivi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>A far data dall'1 luglio 2020 l'esercizio delle funzioni comunali già esercitate dalle Unioni di cui al comma 1 compete ai Comuni titolari delle stesse. Gli accordi per la regolazione dei rapporti giuridici ed economici intercorrenti tra Comuni e Unioni sono sottoscritti entro il 30 giugno 2020. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 6, commi 5 e 6, della legge regionale 26/2014 in quanto compatibili.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Gli organi delle Unioni di cui al presente articolo sono sciolti a far data dall'1 aprile 2020. Dalla stessa data la gestione delle Unioni è affidata a un Commissario straordinario nominato dalla Giunta regionale, con il compito di curare gli adempimenti connessi alla liquidazione delle Unioni stesse e al subentro degli enti di cui all'articolo 30. Per l'adempimento dei compiti previsti in capo al Commissario, la Giunta regionale può nominare uno o più Vicecommissari. Le indennità dei Commissari e dei Vicecommissari sono determinate dalla Giunta regionale contestualmente alla nomina degli stessi, con oneri a carico degli enti commissariati.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Entro il 30 giugno 2020 il Commissario di ciascuna Unione adotta un atto di ricognizione, con l'indicazione delle funzioni e dei servizi esercitati di cui al comma 1, del patrimonio, delle risorse umane e strumentali, nonché dei rapporti giuridici pendenti e il rendiconto della gestione dell'esercizio finanziario in corso.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Le Unioni di cui al comma 1 sono sciolte di diritto a decorrere dall'1 ottobre 2020.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 1, comma 5, L. R. 9/2020</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 29 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disposizioni per la liquidazione delle Unioni territoriali intercomunali che esercitano le funzioni delle soppresse Province)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le quote di partecipazione dell'Unione territoriale intercomunale del Noncello in società di trasformazione urbana, ancorché in liquidazione, sono attribuite al Comune sul cui territorio insistono gli immobili di proprietà delle società.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Le quote di partecipazione dell'Unione territoriale intercomunale del Noncello in Pordenone Fiere SpA sono attribuite in parti uguali ai Comuni di Cordenons, Fontanafredda, Porcia, Pordenone, Roveredo in Piano, San Quirino, Zoppola.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Le quote di partecipazione dell'Unione Territoriale Intercomunale Giuliana e dell'Unione Territoriale Intercomunale Collio-Alto Isonzo nel GAL Carso SCARL sono attribuite in parti uguali ai Comuni soci della medesima società.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Le partecipazioni dell'Unione Territoriale Intercomunale Giuliana nell'Azienda pubblica di servizi alla persona Pro Senectute e nell'Azienda pubblica di servizi alla persona Istituto regionale Rittmeyer per i ciechi sono attribuite al Comune di Trieste.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>I beni immobili di proprietà delle Unioni territoriali intercomunali che esercitano le funzioni delle soppresse Province sono attribuiti ai Comuni nei cui territori essi insistono. Trova applicazione l'articolo 1, comma 96, lettera b), della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni).<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Fatti salvi diversi accordi stipulati con i Comuni ai sensi dell'articolo 29, comma 3, gli Enti di decentramento regionale di Gorizia e Trieste sono autorizzati a proseguire l'attuazione dei progetti relativi ad attività già avviate e finanziate ai sensi dell'articolo 7 della legge regionale 18/2015 e di ogni altro progetto non rientrante nelle funzioni di cui all'allegato C della legge regionale 26/2014.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 1, comma 6, L. R. 9/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 5 sostituito da art. 9, comma 34, L. R. 15/2020</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 30</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Istituzione degli Enti di decentramento regionale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Per l'esercizio delle funzioni trasferite alla Regione ai sensi dell'articolo 29, comma 2, sono istituiti i seguenti Enti di decentramento regionale (EDR):<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>Ente di decentramento regionale di Trieste il cui ambito territoriale di competenza corrisponde a quello della soppressa Provincia di Trieste;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>Ente di decentramento regionale di Udine il cui ambito territoriale di competenza corrisponde a quello della soppressa Provincia di Udine;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>Ente di decentramento regionale di Pordenone il cui ambito territoriale di competenza corrisponde a quello della soppressa Provincia di Pordenone;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>Ente di decentramento regionale di Gorizia il cui ambito territoriale di competenza corrisponde a quello della soppressa Provincia di Gorizia.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Gli EDR sono enti funzionali della Regione con personalità giuridica di diritto pubblico, dotati di autonomia gestionale, patrimoniale, organizzativa e contabile, sottoposti alla vigilanza e al controllo della Regione. Salvo quanto riservato ai contratti collettivi di lavoro applicati al personale appartenente al Comparto unico del pubblico impiego regionale e locale, agli enti di cui al presente articolo si applicano le norme previste per gli enti regionali, in quanto compatibili.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>I Commissari di cui all'articolo 29, comma 4, curano tutti gli adempimenti necessari per la costituzione e il completo avvio degli EDR e restano in carica fino alla nomina degli organi ai sensi dell'articolo 31.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Gli EDR sono operativi a decorrere dall'1 luglio 2020.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 31</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Organi degli Enti di decentramento regionale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Sono organi degli EDR:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il Direttore generale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>il Revisore unico dei conti.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Per la nomina del Direttore generale e del Revisore unico dei conti, nonché per il funzionamento degli EDR trovano applicazione le norme di cui al capo III della legge regionale 14 novembre 2014, n. 21 (Norme in materia di diritto allo studio universitario), in quanto compatibili. Le funzioni di vigilanza e controllo di cui all'articolo 13, comma 2, della legge regionale 21/2014 sono da intendersi riferite alla Direzione centrale competente in materia di autonomie locali.<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Derogata la disciplina del comma 2 da  art. 146, comma 1, L. R. 7/2025 . Il Revisore unico dei conti e il Revisore supplente degli Enti di decentramento regionale in carica alla data di entrata in vigore della L.R. 7/2025 sono prorogati, alla scadenza, fino al 31 luglio 2026.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Il termine previsto dall'art. 146, c. 1, L.R. 7/2025 è modificato al 31 dicembre 2026, ai sensi dell'articolo 22, c. 1, L.R. 3/2026.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 32</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Conferenze territoriali per l'edilizia scolastica di secondo grado)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>In ciascun ambito territoriale di competenza degli EDR sono istituite le Conferenze territoriali per l'edilizia scolastica, con funzioni consultive e di indirizzo in materia di interventi per l'edilizia scolastica di secondo grado. Le Conferenze hanno sede presso i rispettivi EDR, i quali assicurano l'attività di supporto amministrativo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Fanno parte di ciascuna Conferenza i sindaci dei Comuni ove hanno sede gli istituti scolastici superiori, l'Assessore regionale competente in materia di istruzione, o suo delegato, con funzioni di Presidente, l'Assessore regionale competente in materia di infrastrutture, o suo delegato, e il Direttore generale dell'EDR. Partecipano alle sedute della rispettiva Conferenza, senza diritto di voto, i Sindaci degli altri Comuni dei rispettivi ambiti territoriali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Le Conferenze sono convocate dal Presidente almeno una volta all'anno per l'espressione del parere obbligatorio sul piano delle opere da allegare al bilancio di previsione degli EDR, o quando ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei componenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Per la validità delle riunioni delle Conferenze è necessaria la presenza della maggioranza assoluta dei componenti. Le deliberazioni sono approvate a maggioranza dei presenti. In caso di parità, prevale il voto del Presidente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>La partecipazione alla Conferenza è onorifica e dà luogo al solo rimborso delle spese sostenute secondo le modalità e le misure previste per i dipendenti regionali.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 33</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Funzioni degli Enti di decentramento regionale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Oltre a esercitare le funzioni di cui all'articolo 29, comma 1, gli EDR costituiscono, per gli enti locali ricompresi nei rispettivi territori, gli ambiti di riferimento per l'esercizio delle funzioni di Centrale di Committenza finalizzate all'acquisizione di beni e servizi, ai sensi della normativa nazionale e regionale sui contratti pubblici.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>Gli EDR esercitano le funzioni in materia di viabilità di cui alla legge regionale 12 agosto 2021, n. 14 (Disposizioni per l'esercizio delle funzioni in materia di viabilità da parte degli Enti di decentramento regionale).<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>I Comuni possono avvalersi degli EDR per il conferimento, in delegazione amministrativa intersoggettiva, della progettazione e dell'esecuzione di lavori pubblici di propria competenza.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2 bis. </span>La Regione, al fine di promuovere e sostenere lo sviluppo delle infrastrutture dedicate alle Filiere tecnologico-professionali e alla creazione di Campus formativi di cui alla legge 8 agosto 2024, n. 121 (Istituzione formativa tecnologico-professionale), può avvalersi degli EDR per il conferimento, in delegazione amministrativa intersoggettiva, della progettazione e dell'esecuzione di lavori pubblici di propria competenza.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Gli EDR possono stipulare accordi con i Comuni interessati ai fini dell'utilizzo degli edifici scolastici.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 6/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 bis aggiunto da art. 8, comma 3, L. R. 18/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 34</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Scuola di formazione del Comparto unico della Regione Friuli Venezia Giulia e Centro di competenza - ComPA FVG)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Al fine di migliorare l'efficacia e l'efficienza degli enti del Comparto unico, la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, ai sensi dell'articolo 4, primo comma, numeri 1) e 1 bis), della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia) e delle norme di attuazione statutaria, con particolare riferimento all'articolo 15 del decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 9 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la Regione Friuli-Venezia Giulia in materia di ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni), provvede:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>alla formazione permanente del personale degli enti del Comparto unico istituito con l'articolo 127 della legge regionale 9 novembre 1998, n. 13 (Disposizioni in materia di ambiente, territorio, attività economiche e produttive, sanità e assistenza sociale, istruzione e cultura, pubblico impiego, patrimonio immobiliare pubblico, società finanziarie regionali, interventi a supporto dell'Iniziativa Centro Europea, trattamento dei dati personali e ricostruzione delle zone terremotate);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>al supporto operativo agli enti locali ai fini dell'attuazione delle riforme promosse dalla Regione e dallo Stato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>all'innovazione amministrativa e digitale quale strumento imprescindibile per ottimizzare la produttività del lavoro pubblico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>allo sviluppo di nuove modalità di selezione del personale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>alla realizzazione di azioni dirette a rendere più attrattivo il lavoro pubblico negli enti del Comparto unico.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Per le finalità di cui al comma 1, la Regione è autorizzata a partecipare, quale socio fondatore, alla Fondazione ComPA - centro di competenza ANCI FVG per la pubblica amministrazione, secondo le modalità dell'in house providing, la quale assume la denominazione di Scuola di formazione del Comparto unico della Regione Friuli Venezia Giulia e Centro di competenza - ComPA FVG, di seguito denominata Fondazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La Regione può avvalersi della Fondazione per:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>erogare servizi formativi, ivi compresa la formazione obbligatoria prevista dalla normativa vigente, a favore dei dipendenti del Comparto unico, contribuendo alla diffusione di modalità operative uniformi negli enti locali del Comparto medesimo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>organizzare percorsi di formazione destinati agli amministratori degli enti locali della Regione, anche al fine di promuovere la collaborazione interistituzionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>realizzare le attività di formazione, aggiornamento professionale permanente e reclutamento degli operatori della polizia locale secondo le direttive impartite dalla Scuola per la polizia locale del Friuli Venezia Giulia di cui all'articolo 26 della legge regionale 8 aprile 2021, n. 5 (Disciplina in materia di politiche integrate di sicurezza e ordinamento della polizia locale);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>predisporre e organizzare, su richiesta delle amministrazioni del Comparto unico, procedure concorsuali e di reclutamento provvedendo agli adempimenti necessari per lo svolgimento delle procedure medesime;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>predisporre modelli formativi idonei a favorire la qualificazione del personale delle amministrazioni del Comparto unico per l'acquisizione di nuove professionalità anche mediante l'organizzazione di corsi-concorsi per l'accesso;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>assistere, per le finalità e coerentemente con quanto disposto dalla legge regionale 14 luglio 2011, n. 9 (Disciplina del sistema informativo integrato regionale del Friuli Venezia Giulia), le amministrazioni del Comparto unico nello sviluppo del processo di digitalizzazione dei procedimenti amministrativi assicurandone l'omogeneità a livello regionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>fornire supporto alle amministrazioni del Comparto unico nello svolgimento delle loro attività istituzionali, per la modernizzazione e l'innovazione dei processi e delle strutture organizzative in funzione dello sviluppo economico, sociale e occupazionale del territorio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>fornire assistenza tecnica e supporto alle amministrazioni del Comparto unico al fine di migliorare la comunicazione tra le amministrazioni pubbliche e verso cittadini e imprese;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>promuovere e organizzare iniziative di studio, seminari, convegni e pubblicazioni ed erogare premi e borse di studio per studi o partecipazioni a corsi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>realizzare iniziative formative e azioni dirette a promuovere l'attrattività del lavoro pubblico, anche mediante l’attuazione di percorsi e strumenti, di tipo informativo e divulgativo sulle caratteristiche dei concorsi pubblici, rivolti ad aspiranti candidati non dipendenti della pubblica amministrazione.</p><p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 bis. </span>La formazione può essere rivolta anche a soggetti non appartenenti al Comparto unico quando ciò si renda necessario ai fini dell'allineamento delle competenze di tutti gli attori coinvolti nelle azioni progettuali promosse dalla Regione e dallo Stato in funzione dello sviluppo economico, sociale e occupazionale del territorio.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 ter. </span>Nel rispetto degli indirizzi formulati dalla Regione, con apposita convenzione gli enti locali e la Fondazione definiscono le modalità con le quali gli enti stessi si avvalgono della Fondazione medesima, con oneri a carico della Regione ai sensi dell'articolo 34 ter, per attività di supporto operativo a fronte dell'impegno a intraprendere un percorso di rafforzamento del proprio assetto organizzativo. Detto impegno non è richiesto in relazione al supporto operativo relativo agli adempimenti obbligatori correlati al PNRR.<p><span style="">(3)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 1, comma 1, L. R. 4/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 9, comma 92, L. R. 13/2024 , con effetto dall'1/1/2025.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 3 ter aggiunto da art. 9, comma 92, L. R. 13/2024 , con effetto dall'1/1/2025.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera j) del comma 3 da art. 8, comma 4, L. R. 18/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 34 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Formazione correlata al ruolo internazionale della Regione)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione può avvalersi della Fondazione per promuovere o partecipare a progetti di formazione del personale delle pubbliche amministrazioni di Paesi obiettivo delle azioni legate al ruolo internazionale del Friuli Venezia Giulia, con particolare riguardo ai Paesi in via di adesione all'Unione Europea.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 4/2024</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 34 ter</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Convenzione)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare con la Fondazione una convenzione per la durata della legislatura. La convenzione individua i contenuti e i criteri di gestione dell'attività della Fondazione, le modalità di erogazione del contributo annuale per il funzionamento e dei corrispettivi per le attività e i servizi erogati della Regione e le modalità di valutazione congiunta dei risultati dell'attività.<p><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 4/2024 .  Ai sensi dell'art. 4, c. 1, L.R. 4/2024, in via di prima applicazione, la convenzione di cui al presente articolo decorre dall'1 gennaio 2025 e termina con la scadenza della legislatura in corso.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 9, comma 84, L. R. 13/2024 , con effetto dall'1/1/2025.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 34 quater</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Organi della Fondazione)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Sono organi della Fondazione:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il Presidente della Fondazione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>il Consiglio di amministrazione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>l'Organo di revisione economico-finanziaria;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>il Direttore generale.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il Consiglio di amministrazione è nominato con decreto del Presidente della Regione ed è composto da cinque componenti, di cui due designati da ANCI FVG. Uno dei tre componenti di nomina regionale assume le funzioni di Presidente.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 4/2024</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 34 quinquies</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Controllo analogo sulla Fondazione)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione esercita il controllo analogo sulla Fondazione nel rispetto dei principi e delle disposizioni del diritto europeo e della legislazione nazionale in materia di organismi operanti in regime di in house providing.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il controllo analogo si concreta nella nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione della Fondazione ai sensi dell'articolo 34 quater e nei poteri di indirizzo, vigilanza e controllo sull'attività della Fondazione. La Giunta regionale individua le strutture regionali competenti a curare gli adempimenti relativi al controllo analogo sulla Fondazione e definisce le modalità di svolgimento delle attività di controllo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La Regione esercita l'attività di indirizzo nei confronti della Fondazione attraverso la definizione degli obiettivi strategici che costituiscono per la stessa linee guida per la predisposizione di piani e programmi e per la realizzazione di ogni altra attività che rivesta carattere di particolare rilevanza. La Regione può, inoltre, impartire specifiche direttive qualora ritenuto necessario o opportuno.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>La Regione esercita il controllo, in particolare, sui seguenti atti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>bilancio di previsione e bilancio consuntivo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>programma annuale di attività, con proiezione pluriennale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>atti di partecipazione a programmi europei e nazionali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>atti di gestione straordinaria del patrimonio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>atti relativi alla dotazione organica;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>contratti di consulenza;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>modifiche dello statuto;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>scioglimento della Fondazione.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>La Fondazione trasmette annualmente alla Regione relazioni relative all'andamento economico e patrimoniale e allo stato di realizzazione delle attività. La Fondazione fornisce altresì tutte le informazioni, i dati e le notizie richiesti dalla Regione. La Regione può disporre ispezioni e controlli sulla Fondazione in qualsiasi momento.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>In caso di violazione da parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione degli indirizzi regionali e degli obblighi che ne discendono, il Presidente della Regione può procedere alla revoca e contestuale sostituzione dei componenti del Consiglio di amministrazione della Fondazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Per l'acquisizione di forniture e servizi la Fondazione applica la disciplina vigente in materia di attività contrattuale alla quale è soggetta la Regione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Per il reclutamento del personale la Fondazione attiva selezioni pubbliche nel rispetto dei principi di cui all'articolo 26, comma 2, della legge regionale 9 dicembre 2016, n. 18 (Disposizioni in materia di sistema integrato del pubblico impiego regionale e locale).</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 4/2024</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 34 sexies</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Cabina di regia)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Presso la Direzione centrale competente in materia di autonomie locali opera una Cabina di regia con funzioni di supporto in ordine alla programmazione dell'attività della Fondazione e al monitoraggio sui risultati rispetto agli obiettivi di qualità e d'efficacia della formazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La Cabina di regia è composta dall'Assessore regionale competente in materia di autonomie locali, che la convoca e presiede, dal Direttore della Direzione centrale competente in materia di autonomie locali o suo delegato, dal Direttore della Direzione centrale competente in materia di formazione del personale regionale o suo delegato, dal Presidente e dal segretario di ANCI FVG, dal Direttore generale della Fondazione e da tre componenti esperti designati dal Consiglio delle autonomie locali, scelti fra segretari comunali e altro personale del Comparto unico esperto in materia di gestione delle risorse umane.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La composizione della Cabina di regia può essere integrata, di volta in volta, dai Direttori centrali dell'Amministrazione regionale competenti nelle specifiche materie all'ordine del giorno o loro delegati.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>La Cabina di regia svolge la propria attività senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 4/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 8, comma 5, L. R. 18/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO IV</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISPOSIZIONI FINALI E FINANZIARIE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 35</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Consorzi)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Sono fatti salvi i consorzi esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, i consorzi fra enti locali previsti da leggi regionali di settore, nonché i consorzi obbligatori per legge, con le relative discipline.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 36</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifica all'articolo 51 ter della legge regionale 14/2002)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Dopo la lettera d) del comma 5 dell'articolo 51 ter della legge regionale 31 maggio 2002, n. 14 (Disciplina organica dei lavori pubblici), è aggiunta la seguente: <p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;d bis) </span>Enti di decentramento regionale.&gt;&gt;.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 37</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Inserimento dell'articolo 36 bis nella legge regionale 18/2016)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Dopo l'articolo 36 della legge regionale 9 dicembre 2016, n. 18 (Disposizioni in materia di sistema integrato del pubblico impiego regionale e locale), è inserito il seguente: <p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 36 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Comitato paritetico Regione-Enti locali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Presso la struttura regionale competente in materia di funzione pubblica è istituito il Comitato paritetico Regione-Enti locali, quale tavolo di confronto tra la Regione e gli Enti locali sui temi che riguardano il Comparto unico.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il Comitato paritetico in particolare:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>elabora gli indirizzi per un'ottimale allocazione del personale presso le amministrazioni del comparto;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>fornisce indicazioni e indirizzi al fine del perseguimento dell'uniformità, efficienza, efficacia ed economicità nella gestione del personale negli enti del Comparto unico.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>II Comitato paritetico è presieduto e convocato dall'Assessore regionale competente in materia di funzione pubblica, quale membro di diritto, ed è composto da sei membri nominati con decreto del Presidente della Regione e così individuati:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>tre componenti designati dalla Giunta regionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>tre componenti designati dal Consiglio delle autonomie locali, di cui due in rappresentanza dei Comuni e uno in rappresentanza delle Comunità di montagna.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>II Comitato svolge la propria attività senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 38</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifica all'articolo 6 della legge regionale 26/2014)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Al comma 6 dell'articolo 6 della legge regionale 26/2014 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: &lt;&lt;Alle riunioni del collegio partecipano, senza diritto di voto, le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto del Comparto unico del pubblico impiego regionale e locale.&gt;&gt;.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 39</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'allegato A della legge regionale 33/2002)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'allegato A della legge regionale 33/2002 è sostituito dall'allegato A alla presente legge.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 40</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Abrogazioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Sono abrogate, in particolare, le seguenti disposizioni:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>gli articoli 17, 21, 24, 28 e 29 della legge regionale 9 gennaio 2006, n. 1 (Principi e norme fondamentali del sistema Regione - autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>gli articoli 4 ter, 8, commi da 1 a 8, 34, 35 bis, 35 ter, 35 quater, il titolo V, il capo I del titolo VI, il capo I del titolo VII della legge regionale 26/2014 .</p><p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>A far data dal trasferimento delle funzioni di cui all'articolo 29, comma 1, sono abrogati gli articoli 32 e 35 della legge regionale 26/2014.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>A far data dall'1 gennaio 2021 sono abrogati il titolo I, il titolo II, a esclusione dell'articolo 8, commi 9, 10 e 11, i capi I, II e III del titolo III, il titolo IV, gli articoli 57, 58, 58 bis, gli allegati A, B, C e C BIS della legge regionale 26/2014 .<p><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite alla lettera b) del comma 1 da art. 1, comma 7, lettera a), L. R. 9/2020 , con effetto dalla data di entrata in vigore della L.R. 21/2019, come disposto dall'art. 1, c. 8, L.R. 9/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole aggiunte al comma 3 da art. 1, comma 7, lettera b), L. R. 9/2020</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 41</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme finanziarie)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione assicura, anche attraverso appositi trasferimenti finanziari, gli interventi necessari affinché le risorse messe a disposizione degli enti locali e delle loro forme collaborative siano coerenti con il riassetto funzionale e con l'esigenza di continuità dell'azione amministrativa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge di riordino saranno definiti nell'ambito delle risorse disponibili nel quadro delle leggi regionali finanziarie.</p></p></p></body></html>