﻿<html xmlns:nir="http://www.normeinrete.it/nir/2.1/" xmlns:dsp="http://www.normeinrete.it/nir/disposizioni/2.1/" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema" xmlns:h="http://www.w3.org/HTML/1998/html4"><head><META http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><title></title></head><body style="font-family:decima; font-size: 1.2em;"><p>Legge regionale 18 marzo 2010

      , n. 6 - TESTO VIGENTE dal 01/01/2026</p><p style="text-align: justify;"><strong>Norme regionali per la disciplina e la promozione dell'apicoltura.</strong></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO I </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISPOSIZIONI GENERALI </span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 1 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Finalità) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione Friuli Venezia Giulia, riconoscendo l'apicoltura quale attività indispensabile per la salvaguardia della biodiversità ambientale e per lo sviluppo quantitativo e qualitativo delle produzioni agricole, tutela la sanità degli alveari e promuove l'attività apistica in applicazione dei principi della legge 24 dicembre 2004, n. 313 (Disciplina dell'apicoltura), sulla base delle caratteristiche del proprio territorio agro-forestale e delle risorse nettarifere e pollinifere ivi disponibili. </p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 2 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Definizioni) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Per quanto non previsto dalla legge 313/2004, ai fini della presente legge si intende per: <p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>favo da nido: la costruzione di cera effettuata dalle api entro un apposito telaio ove si sviluppa la colonia;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>famiglia: la colonia di api con regina avente un numero di favi da nido coperti da api superiori a cinque;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>nucleo: la famiglia di api avente fino a cinque favi da nido coperti da api;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>alveare stanziale: l'alveare che non viene spostato nel corso dell'anno. </p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite alla lettera b) del comma 1 da art. 3, comma 26, lettera a), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Lettera c) del comma 1 sostituita da art. 3, comma 26, lettera b), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite alla lettera b) del comma 1 da art. 41, comma 1, L. R. 28/2017</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 3 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Organismi associativi tra apicoltori) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Ai fini dell'attuazione dei regolamenti comunitari sul miglioramento della produzione e commercializzazione dei prodotti dell'apicoltura, sono organismi associativi tra apicoltori le forme associate, senza scopo di lucro, comunque denominate, costituite da apicoltori operanti in regione. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Con decreto del direttore del Servizio regionale competente, da pubblicarsi sul Bollettino Ufficiale della Regione, sono individuati come organismi associativi maggiormente rappresentativi gli organismi di cui al comma 1, costituiti su base provinciale o interprovinciale, che rappresentano la maggioranza degli apicoltori presenti nel relativo territorio. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>In sede di prima applicazione della presente legge, sono organismi associativi maggiormente rappresentativi: il Consorzio fra gli apicoltori della Provincia di Udine, il Consorzio fra gli apicoltori della Provincia di Pordenone, il Consorzio fra gli apicoltori della Provincia di Trieste e il Consorzio obbligatorio fra gli apicoltori della Provincia di Gorizia. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>La Regione si avvale degli organismi di cui al comma 2 per la promozione dell'apicoltura e dei prodotti apistici, per la tutela della sanità delle api, per gli interventi di recupero sciami, nonché per lo svolgimento dell'attività di assistenza tecnica e di formazione professionale a favore degli apicoltori. <p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 3, comma 26, lettera c), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 4 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Esperti apistici) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Gli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, provvedono alla tenuta su base provinciale e alla pubblicazione sul proprio sito internet degli elenchi degli esperti apistici che possiedono i requisiti previsti dal presente articolo.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Costituiscono requisiti per ottenere l'iscrizione negli elenchi di cui al comma 1: <p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il possesso di diploma rilasciato da una scuola secondaria di secondo grado;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>il superamento di un corso della durata non inferiore a cento ore tra parte teorica e parte pratica, organizzato dagli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, in collaborazione con istituti universitari o centri di formazione professionale.</p><p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Gli esperti apistici iscritti negli elenchi provinciali di cui al comma 1 collaborano con le autorità sanitarie e supportano gli organismi associativi di cui all'articolo 3 nello svolgimento delle proprie funzioni di carattere tecnico. </p><p style="text-align: justify;"><strong>4. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(5)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Al fine del recupero degli sciami, il Corpo dei Vigili del Fuoco si può avvalere degli esperti apistici iscritti negli elenchi di cui al comma 1. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Coloro che hanno superato il corso di esperto apistico presso il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA) Api di Bologna, ovvero l'esame di apicoltura organizzato da un istituto universitario, possono iscriversi all'elenco di cui al comma 1 se dimostrano di aver svolto attività apistica per un periodo non inferiore a tre anni. </p><p style="text-align: justify;"><strong>7. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(6)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Ai fini del mantenimento dell'iscrizione nell'elenco di cui al comma 1, gli esperti apistici frequentano, ogni due anni, un corso di aggiornamento di almeno venti ore tra parte teorica e parte pratica, organizzato dagli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, in collaborazione con istituti universitari o centri di formazione professionale.<p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 8 da art. 3, comma 26, lettera d), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite alla lettera b) del comma 2 da art. 3, comma 26, lettera d), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 7 da art. 3, comma 26, lettera e), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 3, comma 3, lettera a), L. R. 16/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 4 abrogato da art. 3, comma 3, lettera b), L. R. 16/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 7 abrogato da art. 3, comma 3, lettera b), L. R. 16/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO II </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">NORME IGIENICO - SANITARIE </span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 5 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Uso di fitofarmaci) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Durante il periodo di fioritura sono vietati i trattamenti con prodotti fitosanitari tossici per le api sulle colture erbacee, arboree, ornamentali e spontanee. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di risorse agricole, di concerto con l'Assessore competente in materia di salute, sono individuate le modalità operative per la segnalazione delle morie da apicidi e il coordinamento nelle conseguenti attività di accertamento.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Con decreto del Direttore del Servizio competente in materia fitosanitaria può essere, altresì, prescritto l'impiego, anche fuori dal periodo di fioritura, di tecniche dirette a prevenire e a ovviare i danni causati dai trattamenti alle api e agli altri insetti pronubi.<p><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 34, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 34, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 6</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Denuncia degli alveari)<p><span style="">(3)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Chiunque detiene api in qualsiasi tipo di arnie situate nel territorio regionale provvede a denunciare i nuclei, gli alveari e gli apiari, entro e non oltre il 31 dicembre di ogni anno. La denuncia è assolta con l'adempimento degli obblighi previsti per la registrazione e l'aggiornamento della Banca Dati dell'Anagrafe Apistica Nazionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Gli apicoltori possono provvedere alla denuncia di cui al comma 1 per il tramite degli organismi di cui all'articolo 3, comma 2.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 3, comma 26, lettera f), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 3, comma 26, lettera g), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Articolo sostituito da art. 3, comma 3, lettera c), L. R. 16/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 7 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Trasferimento di api e alveari) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il trasferimento di alveari, nuclei e pacchi di api, effettuato al di fuori della pratica del nomadismo di cui al Capo III per la costituzione di nuovi apiari, è preventivamente comunicato agli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, competenti per territorio. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Gli alveari, i nuclei e i pacchi di api provenienti da altre regioni o altri Stati sono accompagnati da certificazione sanitaria di origine che va inoltrata agli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, e all'Azienda per i servizi sanitari competente per territorio. </p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO III </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISCIPLINA DEL NOMADISMO </span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 8 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Nomadismo) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Per nomadismo si intende la conduzione dell'allevamento apistico a fini di incremento produttivo che prevede uno o più spostamenti dell'apiario nel corso dell'anno. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La Regione promuove la pratica del nomadismo in applicazione dei principi di tutela sanitaria degli alveari, di miglior utilizzo del pascolo per le api e di rispetto dei diritti acquisiti dagli apicoltori nell'utilizzo delle postazioni. </p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 9 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Commissioni apistiche provinciali) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Presso gli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, sono istituite le Commissioni apistiche provinciali, nominate con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di risorse agricole.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Le Commissioni sono presiedute dal Presidente dell'organismo, competente per territorio, di cui all'articolo 3, comma 2, o suo delegato e sono composte di: <p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>un massimo di due esperti apistici;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>un massimo di due apicoltori stanziali e un nomadista indicati dall'assemblea degli apicoltori aderenti all'organismo medesimo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>un veterinario dipendente dell'Azienda per i servizi sanitari competente per territorio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>un Dirigente veterinario dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.</p><p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Le Commissioni durano in carica cinque anni e i relativi oneri finanziari sono a carico degli organismi di cui all'articolo 3, comma 2. L'ammontare del compenso spettante ai componenti di cui al comma 2, lettere a) e b), è determinato dagli organismi medesimi. Con decreto del Direttore del Servizio regionale competente sono individuati i criteri minimi per la convocazione e il funzionamento delle Commissioni.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Al fine di tutelare la sanità degli apiari e consentire un corretto utilizzo dei pascoli, le Commissioni stabiliscono, per ogni specie nettarifera da utilizzare e per la melata, il numero massimo di alveari da ammettere nelle singole zone, tenendo conto dei seguenti criteri: <p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>consistenza degli alveari e dislocazione degli apiari stanziali presenti nel territorio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>tipologia ed entità di essenze nettarifere presenti nel territorio e carico ottimale di alveari per ettaro. </p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Le Commissioni esprimono parere in merito alle domande di cui all'articolo 10 valutandone la rispondenza rispetto ai criteri di cui al comma 4. </p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 3, comma 26, lettera h), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 3, comma 26, lettera i), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite alla lettera d) del comma 2 da art. 1, comma 1, L. R. 9/2019</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 10 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Rilascio dell'autorizzazione al nomadismo) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Gli apicoltori presentano domanda di autorizzazione al nomadismo agli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, competenti per territorio di destinazione entro il 31 gennaio di ogni anno. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Acquisito il parere della competente Commissione apistica, gli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, rilasciano l'autorizzazione tenendo conto del seguente ordine di priorità: <p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>apicoltori che risiedono o hanno sede in regione e che hanno già esercitato il nomadismo nel territorio di competenza dell'organismo cui è stata presentata la domanda medesima;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>apicoltori che risiedono o hanno sede in regione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>apicoltori che abbiano già in precedenza presentato domanda per il nomadismo nel territorio di competenza dell'organismo cui è stata presentata la domanda medesima. </p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>In caso di parità si tiene conto dell'ordine di presentazione delle domande. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>A favore degli apicoltori di cui al comma 2, lettera a), è assicurato l'utilizzo delle postazioni autorizzate l'anno antecedente a ciascuna domanda. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Con decreto del direttore del Servizio regionale competente sono stabiliti gli elementi essenziali della domanda di cui al comma 1, nonché le modalità per il rilascio dell'autorizzazione e la gestione del nomadismo. </p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 11 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Deroga all'obbligo dell'autorizzazione) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il trasferimento degli alveari è consentito anche in assenza dell'autorizzazione di cui all'articolo 10 nei seguenti casi eccezionali:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>per esigenze di utilizzo di pascoli che, in ragione delle coltivazioni ivi praticate, non potevano essere conosciuti dall'apicoltore al 31 gennaio dell'anno precedente;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>per necessità di garantire la sopravvivenza delle api.</p><p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Entro cinque giorni dal trasferimento, gli apicoltori inviano apposita comunicazione agli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, secondo le modalità previste dall'articolo 7. </p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 3, comma 26, lettera j), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO IV </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">INTERVENTI PER LA PROMOZIONE DELL'APICOLTURA </span></p><a name="art12"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 12 </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 3, comma 26, lettera k), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 13</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Finanziamenti per lo sviluppo dell'apicoltura)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere agli apicoltori, singoli o associati che risiedono nel territorio regionale e ivi esercitano l'attività apistica, finanziamenti per le seguenti iniziative:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>costruzione, trasformazione, ristrutturazione, ampliamento e ammodernamento di locali destinati alla lavorazione dei prodotti dei propri apiari;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>acquisto di macchine e attrezzature, come individuate con decreto del Direttore del Servizio regionale competente, strettamente connesse all'esercizio dell'attività apistica e alla lavorazione dei prodotti degli apiari, comprese le arnie e con esclusione di automezzi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>acquisto di alveari e famiglie di api.</p><p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>I finanziamenti per le iniziative di cui al comma 1, lettera a), sono concessi agli apicoltori, titolari di partita IVA, possessori di almeno venticinque alveari.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>I finanziamenti per le iniziative di cui al comma 1, lettere b) e c), sono concessi agli apicoltori, titolari di partita IVA, che raggiungono una consistenza minima di quindici alveari, tenuto conto delle unità già denunciate e di quelle da acquistare con i contributi di cui al presente articolo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Fatte salve le cause di forza maggiore, è fatto divieto di cedere, vendere o comunque distogliere dal loro uso specifico:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>i beni immobili di cui al comma 1, lettera a), per un periodo di cinque anni dalla conclusione dell'iniziativa;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>i beni mobili di cui al comma 1, lettera b), per un periodo di cinque anni dalla conclusione dell'iniziativa;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>gli alveari e le famiglie di api di cui al comma 1, lettera c), per un periodo di tre anni dalla conclusione dell'iniziativa.</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Con bando adottato con deliberazione della Giunta regionale sono stabiliti i criteri e le modalità di concessione dei finanziamenti per le iniziative di cui al comma 1, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato.<p><span style="">(6)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 3, comma 26, lettera l), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Lettera b) del comma 1 sostituita da art. 3, comma 3, lettera d), L. R. 16/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite alla lettera a) del comma 4 da art. 2, comma 1, lettera a), L. R. 18/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite alla lettera b) del comma 4 da art. 2, comma 1, lettera a), L. R. 18/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole sostituite alla lettera c) del comma 4 da art. 2, comma 1, lettera a), L. R. 18/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Parole sostituite al comma 5 da art. 2, comma 1, lettera b), L. R. 18/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 14</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Finanziamento delle iniziative degli organismi associativi tra apicoltori)<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare gli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, per promuovere la produzione di prodotti apistici, per fornire servizi di consulenza, nonché per svolgere attività a tutela della sanità degli alveari.<p><span style="">(3)</span><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>L'Amministrazione regionale sostiene:<p style="text-align: justify;"><strong>a) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>azioni promozionali a favore delle produzioni del settore apistico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>servizi di consulenza, a esclusione dei servizi che rivestono carattere continuativo o periodico ovvero che sono connessi con le normali spese di funzionamento dell'attività;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c bis) </span>l'acquisto e la distribuzione di sostanze per il trattamento delle api ivi compresi i farmaci veterinari.</p><p><span style="">(4)</span><span style="">(7)</span><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Gli interventi di cui al comma 2 sono rivolti a tutti gli apicoltori del territorio interessato.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>L'adesione agli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, non costituisce condizione per accedere alle azioni e ai servizi medesimi; gli eventuali contributi alle spese amministrative di tali organismi da parte di soggetti non aderenti sono limitati ai costi relativi alle azioni e ai servizi prestati.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4 bis. </span>Se richiesto nella domanda di finanziamento, gli aiuti di cui al comma 2, sono erogati in via anticipata, nella misura massima del 70 per cento del contributo concesso e senza presentazione di fideiussione bancaria o polizza assicurativa, in deroga all' articolo 39, comma 2, della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7  (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso).<p><span style="">(5)</span><span style="">(9)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Con uno o più regolamenti regionali sono stabiliti i criteri e le modalità di concessione dei finanziamenti per le iniziative di cui al comma 2, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 3, comma 26, lettera m), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Rubrica dell'articolo modificata da art. 2, comma 1, lettera a), L. R. 12/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 2, comma 1, lettera b), L. R. 12/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Lettera c bis) del comma 2 aggiunta da art. 2, comma 1, lettera c), L. R. 12/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 4 bis aggiunto da art. 12, comma 1, L. R. 8/2022</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 3, comma 3, lettera e), L. R. 16/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Lettera a) del comma 2 abrogata da art. 3, comma 3, lettera f), L. R. 16/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole soppresse alla lettera c) del comma 2 da art. 3, comma 3, lettera g), L. R. 16/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole soppresse al comma 4 bis da art. 3, comma 3, lettera h), L. R. 16/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 15 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Convenzioni con gli organismi associativi tra apicoltori) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il Servizio regionale competente stipula apposite convenzioni con gli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, a sostegno degli oneri derivanti agli stessi dall'esercizio delle attività di cui all'articolo 3, comma 4, e agli articoli 6, 7, 9, 10 e 11.<p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 3, comma 26, lettera n), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 16</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Oneri finanziari a carico della Regione)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Agli oneri finanziari previsti per l'attuazione degli interventi di cui agli articoli 13, 14 e 15 l'Amministrazione regionale provvede:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>con risorse proprie;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>con le risorse statali assegnate alla Regione.</p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 3, comma 26, lettera o), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 17</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Laboratorio Apistico Regionale)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il Laboratorio Apistico Regionale (LAR), operante presso l'Università degli Studi di Udine, è il riferimento scientifico regionale per lo studio e la sperimentazione sulle api allevate, sulle piante di interesse apistico, nonché per l'informazione scientifica, la formazione, l'aggiornamento tecnico e la divulgazione nel settore.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>L'Amministrazione regionale sostiene l'attività del LAR mediante la concessione di un finanziamento da parte della Direzione centrale competente in materia di risorse agricole.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Con regolamento regionale sono stabiliti i criteri e le modalità di concessione del finanziamento, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Le attività oggetto di finanziamento sono rivolte a tutti gli apicoltori del territorio regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>L'Amministrazione regionale è autorizzata ad avvalersi del LAR, previa intesa su specifici programmi concordati, per la realizzazione di attività di monitoraggio degli effetti dell'applicazione di normative tese a ridurre il fenomeno di moria delle api.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 3, comma 26, lettera p), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO V </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISPOSIZIONI TRANSITORIE, FINALI E FINANZIARIE </span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 18 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sanzioni) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'inosservanza del divieto di cui all'articolo 5, comma 1, o delle prescrizioni di cui all'articolo 5, comma 3, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300 euro a 3.000 euro. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>In caso di omissione dell'obbligo di denuncia di cui all'articolo 6, comma 1, si applica la sanzione amministrativa di cui all'articolo 34 della legge 28 luglio 2016, n. 154 (Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale).<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>L'inosservanza delle disposizioni riguardanti l'identificazione dell'apicoltore, di cui all'articolo 6, comma 1, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 150 euro a 500 euro. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>L'omissione della comunicazione di cui all'articolo 7, comma 1, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 150 euro a 500 euro. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>L'omissione dell'inoltro della certificazione sanitaria di origine di cui all'articolo 7, comma 2, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 150 euro a 500 euro. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Lo svolgimento della pratica del nomadismo in violazione delle disposizioni previste dagli articoli 10 e 11 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di 100 euro ogni dieci alveari trasferiti o loro frazione. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Ai fini dell'applicazione delle sanzioni di cui ai commi 2, 3, 4, 5 e 6 sono tollerate le difformità riscontrate nella consistenza degli alveari rispetto alla denuncia o alla comunicazione, in misura percentuale non superiore al 10 per cento, in più o in meno, rispetto al numero complessivo degli alveari medesimi. </p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 3, comma 26, lettera q), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 19 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Vigilanza e controllo) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le funzioni di vigilanza e controllo sull'osservanza delle disposizioni della presente legge sono esercitate dalle Aziende per i servizi sanitari, ferma restando la competenza dei soggetti cui sono attribuiti i poteri di accertamento e contestazione di illeciti amministrativi in base alle leggi vigenti.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Le sanzioni amministrative sono irrogate dalle Aziende per i servizi sanitari competenti per territorio; ai relativi procedimenti si applicano le disposizioni della legge regionale 17 gennaio 1984, n. 1 (Norme per l'applicazione delle sanzioni amministrative regionali). </p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 3, comma 26, lettera r), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p></p><a name="art20"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 20 </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 3, comma 26, lettera s), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 21 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme transitorie) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Ai procedimenti amministrativi in corso concernenti le domande di finanziamento presentate prima dell'entrata in vigore della presente legge continua ad applicarsi la normativa previgente. </p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 22 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Abrogazioni) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Sono abrogate le seguenti norme: <p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>l'articolo 24 (Protezione e sviluppo dell'apicoltura - programma 3.1.5) della legge regionale 28 gennaio 1987, n. 3;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la legge regionale 29 marzo 1988, n. 16 (Norme per la valorizzazione e la tutela dell'apicoltura e per la salvaguardia dell'ambiente naturale);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>l'articolo 17 della legge regionale 27 dicembre 1988, n. 68 (modificativo della legge regionale 16/1988);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>la legge regionale 16 dicembre 1991, n. 61 (Estensione dell'ambito di applicazione della legge regionale 29 marzo 1988, n. 16, in materia di apicoltura);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>il Capo I e l'articolo 17 della legge regionale 17 luglio 1992, n. 20 (Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 29 marzo 1988, n. 16, in materia di apicoltura e alla legge regionale 20 novembre 1982, n. 80, concernente il Fondo di rotazione regionale. Norme di interpretazione, modificazione ed integrazione di altre leggi regionali nel settore dell'agricoltura. Interventi di razionalizzazione, ammodernamento e sviluppo di alcuni comparti produttivi del settore primario);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>l'articolo 211 della legge regionale 28 aprile 1994, n. 5 (modificativo ed integrativo delle leggi regionali 16/1988 e 20/1992);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>il comma 3 dell'articolo 174 della legge regionale 14 febbraio 1995, n. 8 (modificativo dell'articolo 211 della legge regionale 5/1994);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>l'articolo 45 e i commi 3 e 4 dell'articolo 84 della legge regionale 13 luglio 1998, n. 12 (Nuove norme in materia di incentivi ed interventi economici in agricoltura nonché norme di riprogrammazione del DOCUP obiettivo 5 b) e procedure di attuazione delle iniziative comunitarie Interreg II);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>il comma 7 dell'articolo 20 della legge regionale 30 aprile 2003, n. 12 (modificativo della legge regionale 16/1988);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>la lettera f) del comma 2 dell'articolo 9, la lettera i) del comma 2 dell'articolo 12 e l'articolo 33 della legge regionale 27 novembre 2006, n. 24 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi agli Enti locali in materia di agricoltura, foreste, ambiente, energia, pianificazione territoriale e urbanistica, mobilità, trasporto pubblico locale, cultura, sport). </p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 23 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme finanziarie) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>In relazione a quanto previsto dall'articolo 12, comma 3, e dall'articolo 16, comma 1, lettera b), gli oneri derivanti dal disposto di cui all'articolo 13, comma 1, lettere a) e b), fanno carico all'unità di bilancio 1.6.1.1039 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2010-2012 e del bilancio per l'anno 2010 e al capitolo 6700, la cui denominazione è modificata come segue &lt;&lt;Trasferimenti alle Province per la concessione di finanziamenti in materia di apicoltura - L. 313/2004&gt;&gt;. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>In relazione a quanto previsto dall'articolo 12, comma 3, e dall'articolo 16, comma 1, lettera b), gli oneri derivanti dal disposto di cui all'articolo 13, comma 1, lettera c), fanno carico all'unità di bilancio 1.1.2.1009 e al capitolo 6843 che si istituisce, per memoria, nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2010-2012 e del bilancio per l'anno 2010, con la denominazione &lt;&lt;Trasferimenti alle Province per la concessione agli apicoltori singoli o associati di finanziamenti per l'acquisto di alveari e famiglie di api&gt;&gt;. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>In relazione a quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, lettera a), gli oneri derivanti dal disposto di cui agli articoli 14 e 15 fanno carico all'unità di bilancio 9.1.1.1159 e al capitolo 1520 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2010-2012 e del bilancio per l'anno 2010. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Gli oneri derivanti dal disposto di cui all'articolo 17 fanno carico all'unità di bilancio 1.1.1.1009 e al capitolo 6813 che si istituisce, per memoria, nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2010-2012 e del bilancio per l'anno 2010, con la denominazione &lt;&lt;Finanziamento al Laboratorio Apistico Regionale per servizi di consulenza, diffusione di conoscenze scientifiche, realizzazione di pubblicazioni e di istruzione&gt;&gt;. </p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 24 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Entrata in vigore ed efficacia) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione. </p><p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 3, comma 26, lettera t), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p></p></p></body></html>