﻿<html xmlns:nir="http://www.normeinrete.it/nir/2.1/" xmlns:dsp="http://www.normeinrete.it/nir/disposizioni/2.1/" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema" xmlns:h="http://www.w3.org/HTML/1998/html4"><head><META http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><title></title></head><body style="font-family:decima; font-size: 1.2em;"><p>Legge regionale 23 febbraio 2007

      , n. 5 - TESTO VIGENTE dal 05/06/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>Riforma dell'urbanistica e disciplina dell'attività edilizia e del paesaggio.</strong></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">PARTE V</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">NORME FINALI E TRANSITORIE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 62</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Osservatorio regionale della pianificazione territoriale e urbanistica e dell'edilizia )<p><span style="">(3)</span><span style="">(5)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Direzione centrale competente in materia di pianificazione territoriale svolge l'attività di Osservatorio regionale della pianificazione territoriale e urbanistica per il monitoraggio degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, nonché per il monitoraggio dell'attività edilizia, dell'uso e del consumo di suolo mediante la raccolta ed elaborazione di dati e informazioni anche mediante piattaforme informatiche.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Per lo svolgimento delle attività dell'Osservatorio, l'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare intese con i soggetti pubblici per gestire la raccolta e l'elaborazione dei dati.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2 bis. </span>L'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare intese con l'Associazione costituita tra le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano denominata CISIS - Centro Interregionale per i Sistemi informatici e statistici, per la partecipazione a progetti e attività interregionali diretti a sviluppare le infrastrutture e i servizi di informazione geografica e statistica, acquisire competenze e metodologie per il rilievo e la gestione dell'informazione territoriale, favorire l'uso consapevole dell'informazione territoriale nella definizione e attuazione delle strategie regionali, partecipare alle attività di realizzazione e aggiornamento di database geografici su scala nazionale.<p><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Gli enti locali forniscono periodicamente tutte le informazioni relative allo svolgimento delle proprie competenze, secondo procedure e metodologie individuate nel regolamento di attuazione della presente legge.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> I risultati dell'attività dell'Osservatorio sono pubblicati con le metodologie informatiche individuate nel regolamento di attuazione della presente legge.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> La struttura regionale competente è autorizzata ad attuare, in collaborazione con l'ANCI, attività di formazione a favore dei dipendenti degli enti locali e lo svolgimento di un adeguato ciclo di informazione a favore delle categorie professionali e degli amministratori degli enti locali.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span> Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo fanno carico all'unità previsionale di base 52.2.350.1.1636 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2007-2009 e del bilancio per l'anno 2007, con riferimento al capitolo 9809 del documento tecnico allegato ai bilanci medesimi.<p><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Il comma 5 del presente articolo entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione della presente legge regionale sul B.U.R.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Il comma 6 del presente articolo entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione della presente legge regionale sul B.U.R.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Rubrica dell'articolo sostituita da art. 10, comma 4, lettera a), L. R. 12/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 10, comma 4, lettera b), L. R. 12/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Vedi anche quanto disposto dall'art. 5, comma 7, L. R. 24/2019 , con effetto dall'1/1/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 2 bis aggiunto da art. 6, comma 1, L. R. 26/2020 , con effetto dall'1/1/2021.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 62 bis </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Funzioni di Osservatorio regionale per il paesaggio) <p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Ai sensi dell'articolo 133 del decreto legislativo 42/2004 la competente struttura regionale in materia di paesaggio svolge funzioni di Osservatorio regionale per il paesaggio (ORP). </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>L'Osservatorio regionale per il paesaggio svolge attività di monitoraggio dell'efficacia del Piano paesaggistico, ne mantiene aggiornato e sviluppa il quadro conoscitivo, formula proposte per la determinazione degli obiettivi di qualità del paesaggio, promuove la partecipazione delle popolazioni e degli enti locali alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico regionale. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>L'Osservatorio regionale per il paesaggio collabora con i Comuni, le Unioni Territoriali intercomunali, gli Enti Parco, le Università e le istituzioni scientifiche presenti nel proprio territorio, con l'Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio e con il Ministero per i beni e le attività culturali ai fini della conservazione e della valorizzazione del paesaggio.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 10, comma 5, L. R. 12/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Vedi anche quanto disposto dall'art. 5, comma 7, L. R. 24/2019 , con effetto dall'1/1/2020.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 63</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme finali e transitorie)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> La procedura di formazione degli strumenti urbanistici, per i quali siano state deliberate le direttive alla data di entrata in vigore della presente legge, è definita sulla base delle norme previgenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Gli strumenti urbanistici comunali e loro varianti, adottati alla data di entrata in vigore della presente legge, sono adeguati alle prescrizioni di PTR in sede di approvazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Le procedure di autorizzazione paesaggistica in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, nonché quelle in corso alla data di adeguamento di cui all'articolo 60, sono definite in base alla normativa vigente al momento dell'avvio del procedimento.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> I procedimenti relativi al rilascio dei titoli abilitativi edilizi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge sono definiti secondo la normativa previgente.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(8)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>6.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(9)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7.</span> Sono fatti salvi gli atti amministrativi assunti in attuazione della legge regionale 13 dicembre 2005, n. 30 (Norme in materia di piano territoriale regionale).<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>8.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(5)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8 bis. </span>L'articolo 63 bis trova applicazione anche nei confronti delle procedure di formazione in corso degli strumenti urbanistici di cui al comma 1.<p><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>9.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(4)</span><span style="">(7)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Il comma 3 del presente articolo entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione della presente legge regionale 5/2007 sul B.U.R.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Il comma 7 del presente articolo entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione della presente legge regionale sul B.U.R.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Il comma 8 del presente articolo entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione della presente legge regionale sul B.U.R.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Il comma 9 del presente articolo entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione della presente legge regionale sul B.U.R.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 8 abrogato da art. 2, comma 17, L. R. 12/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 8 bis aggiunto da art. 2, comma 18, L. R. 12/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 9 abrogato da art. 47, comma 1, L. R. 16/2008 , a seguito dell'abrogazione dell'art. 25, L.R. 24/2005.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 5 abrogato da art. 16, comma 1, L. R. 21/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Comma 6 abrogato da art. 16, comma 1, L. R. 21/2015</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 63 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme transitorie per la formazione degli strumenti urbanistici generali comunali e loro varianti fino all'entrata in vigore del PTR)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La formazione degli strumenti urbanistici generali comunali e loro varianti (Piani Regolatori Generali Comunali), che non rientrano nelle fattispecie di cui all'articolo 63 e all'articolo 63 sexies, è soggetta ai contenuti e alle procedure stabiliti dal presente articolo.<p><span style="">(2)</span><span style="">(5)</span><span style="">(11)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Lo strumento urbanistico generale considera la totalità del territorio comunale e persegue i seguenti obiettivi:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la tutela e l'uso razionale delle risorse naturali, nonché la salvaguardia dei beni di interesse culturale, paesistico e ambientale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>un equilibrato sviluppo degli insediamenti, con particolare riguardo alle attività economiche presenti o da sviluppare nell'ambito del territorio comunale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>il soddisfacimento del fabbisogno abitativo e di quello relativo ai servizi e alle attrezzature collettive di interesse comunale, da conseguire prioritariamente mediante interventi di recupero e completamento degli spazi urbani e del patrimonio edilizio esistente;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>l'equilibrio tra la morfologia del territorio e dell'edificato, la capacità insediativa teorica del piano e la struttura dei servizi.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Lo strumento urbanistico generale contiene:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>gli obiettivi e le strategie, anche suddivisi per ambiti territoriali, che l'Amministrazione comunale intende perseguire con il piano per la definizione degli interventi di attuazione, nonché di revisione o aggiornamento del piano medesimo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>il recepimento, con le necessarie verifiche, precisazioni e integrazioni delle direttive e delle prescrizioni dei piani e delle normative sovraordinate;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>la definizione degli interventi per la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali, ambientali, agricole, paesistiche e storiche, con l'indicazione dei vincoli di conservazione imposti da normative sovraordinate;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>la ricognizione delle zone di recupero e gli elementi che giustifichino, in subordine, l'eventuale previsione di zone di espansione in relazione alle esigenze insediative previste dallo strumento urbanistico generale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>lo studio geologico di cui all'articolo 16, comma 2, della legge regionale 11 agosto 2009, n. 16 (Norme per la costruzione in zona sismica e per la tutela fisica del territorio), che evidenzi la compatibilità tra le previsioni dello strumento urbanistico e le condizioni del territorio sotto il profilo geologico, geomorfologico, idrogeologico, idraulico, sismico e valanghivo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>l'individuazione delle aree del territorio comunale adibite a zone con caratteristiche omogenee in riferimento all'uso, alla preesistente edificazione, alla densità insediativa, alle infrastrutture e alle opere di urbanizzazione; tali elementi sono definiti con riferimento alle destinazioni d'uso prevalenti e a quelle compatibili indicate dallo strumento urbanistico generale per ciascuna zona;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>la disciplina delle aree soggette alla pianificazione e gestione degli enti pubblici ai quali le leggi statali e regionali attribuiscono specifiche funzioni di pianificazione territoriale in relazione ai fini istituzionali degli stessi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>la disciplina delle aree destinate alla realizzazione di servizi pubblici e attrezzature di interesse collettivo e sociale sulla base del decreto del Presidente della Giunta regionale 20 aprile 1995, n. 126 (Revisione degli standard urbanistici regionali);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>l'individuazione delle infrastrutture stradali, ferroviarie, di navigazione, le reti di approvvigionamento idrico ed energetico, i presidi igienici e i relativi impianti, le reti tecnologiche di comunicazione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i bis) </span>nei casi previsti dall'articolo 57 quater, comma 2, lettere a) e b), e comma 2 bis, la documentazione per la conformazione al PPR recante i contenuti previsti dal comma 1 del medesimo articolo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i ter) </span>nei casi previsti dall'articolo 57 quater, comma 4, la documentazione per l'adeguamento al PPR recante i contenuti previsti dal comma 3 del medesimo articolo.</p><p><span style="">(15)</span><span style="">(16)</span><span style="">(21)</span><span style="">(22)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Con lo strumento urbanistico generale possono essere posti vincoli di inedificabilità relativamente a:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>protezione delle parti del territorio e dell'edificato di interesse ambientale, paesistico e storico - culturale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>protezione funzionale di infrastrutture e impianti di interesse pubblico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>salvaguardia da potenziali situazioni di pericolo per l'incolumità di persone e cose.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> Nelle zone sottoposte a vincolo sono comunque sempre ammessi, salvo espliciti divieti, gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio edilizio e infrastrutturale esistente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span> Lo strumento urbanistico generale contiene l'individuazione degli ambiti in cui l'attuazione avviene attraverso la predisposizione di Piani Regolatori Particolareggiati Comunali (PRPC) o di altri strumenti attuativi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7.</span> Lo strumento urbanistico generale disciplina l'uso del territorio con strumenti grafici, normativi e descrittivi:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>sono strumenti grafici:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1) </span>la rappresentazione dello stato di fatto dei luoghi e dell'edificato aggiornato, nonché la perimetrazione delle aree soggette a rischio naturale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2) </span>la rappresentazione schematica della strategia del piano che risulti dalla sintesi degli elementi strutturali del territorio relazionati alle previsioni del piano;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3) </span>le planimetrie di progetto;</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>sono strumenti normativi e descrittivi:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1) </span>le schede quantitative dei dati urbanistici e territoriali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2) </span>la relazione con l'illustrazione del progetto e dei contenuti delle modifiche che esorbitano condizioni o limiti di applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 63 sexies;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3) </span>le norme tecniche di attuazione.</p></p><p><span style="">(6)</span><span style="">(7)</span><span style="">(12)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8.</span> Il Consiglio comunale impartisce le direttive da seguire nella predisposizione di un nuovo strumento urbanistico generale e delle sue varianti che incidono sugli obiettivi e sulle strategie di cui al comma 3, lettera a). Le direttive vengono portate a conoscenza dell'Amministrazione regionale, delle Amministrazioni statali interessate, degli enti e delle aziende che esercitano pubblici servizi, nonché dei Comuni contermini.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8 bis. </span>Nei casi previsti dal comma 3, lettera i bis), per la conformazione al PPR, il Comune convoca la conferenza di servizi di cui all'articolo 14, commi da 1 a 7, delle norme tecniche di attuazione del PPR prima dell'adozione dello strumento urbanistico generale o di una sua variante per l'acquisizione del relativo parere. Ai sensi dell'articolo 14, comma 5, delle norme tecniche di attuazione del PPR, il Comune adotta lo strumento urbanistico generale adeguandolo alle eventuali prescrizioni.<p><span style="">(17)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8 ter. </span>Nei casi previsti dal comma 3, lettera i ter), per l'adeguamento al PPR lo strumento urbanistico è trasmesso a cura del Comune, prima dell'adozione, al competente organo periferico del Ministero della cultura per l'acquisizione del parere previsto all'articolo 14, comma 8, delle norme tecniche di attuazione del PPR. Il Comune adotta lo strumento urbanistico adeguandolo al parere del competente organo periferico del Ministero della cultura.<p><span style="">(18)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9.</span> Il progetto di strumento urbanistico generale o una sua variante è adottato dal Consiglio comunale ed è inviato all'Amministrazione regionale che ne dà avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10.</span> Lo strumento urbanistico generale adottato, dopo la pubblicazione di cui al comma 9, è depositato presso il Comune per la durata di trenta giorni effettivi, affinché chiunque possa prenderne visione. Del deposito viene data notizia con apposito avviso pubblicato nell'Albo comunale e mediante inserzione su almeno un quotidiano locale o sul sito web del Comune. Nei Comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti tale forma di pubblicità può essere sostituita dall'affissione di manifesti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">11.</span> Entro il periodo di deposito chiunque può presentare al Comune osservazioni. Nel medesimo termine i proprietari degli immobili vincolati dallo strumento urbanistico generale possono presentare opposizioni sulle quali il Comune è tenuto a pronunciarsi specificatamente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">12. </span>Nei novanta giorni successivi alla data di ricezione della deliberazione esecutiva di adozione, la Giunta regionale, sentita la struttura regionale competente, nonché il competente organo periferico del Ministero della cultura qualora siano interessati beni tutelati ai sensi della Parte II del decreto legislativo 42/2004, e acquisiti i pareri nei casi previsti dai commi 8 bis e 8 ter in relazione alla Parte III del decreto legislativo 42/2004, può comunicare al Comune le proprie riserve vincolanti motivate:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>dall'eventuale contrasto fra il piano con le norme vigenti e con le indicazioni degli strumenti urbanistici sovraordinati;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>dalla necessità di tutela e valorizzazione del paesaggio secondo le eventuali prescrizioni rese ai sensi dell'articolo 14 delle norme tecniche di attuazione del PPR;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>dalla necessità di tutela e valorizzazione dei complessi storici monumentali e archeologici sottoposti al vincolo della Parte II del decreto legislativo 42/2004, secondo le prescrizioni del competente organo periferico del Ministero della cultura.</p><p><span style="">(19)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">13.</span> Nel corso del medesimo periodo, il Comune deve raggiungere con le Amministrazioni competenti le intese necessarie ai fini degli eventuali mutamenti di destinazione dei beni immobili, appartenenti al demanio e al patrimonio indisponibile dello Stato o della Regione, nonché le intese con gli enti pubblici di cui al comma 3, lettera g), nei limiti della competenza degli enti stessi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">14.</span> Il Consiglio comunale, decorso il termine di cui al comma 12, approva lo strumento urbanistico generale, con deliberazione da pubblicarsi, per estratto, a cura dell'Amministrazione regionale, sul Bollettino Ufficiale della Regione, qualora:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>non vi sia la necessità di raggiungere le intese di cui al comma 13 o le stesse siano già raggiunte;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>non siano state presentate opposizioni e osservazioni;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>non siano state formulate riserve dalla Giunta regionale.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">15.</span> Qualora siano state formulate riserve dalla Giunta regionale o siano state presentate opposizioni e osservazioni sullo strumento urbanistico generale, il Consiglio comunale, si pronuncia motivatamente sulle stesse e approva lo strumento urbanistico generale eventualmente modificato in accoglimento di esse, ovvero decide la sua rielaborazione. La riadozione è comunque necessaria quando le modifiche da apportare siano tali da incidere sugli obiettivi e sulle strategie di cui al comma 3, lettera a), ovvero le intese di cui al comma 13 non siano raggiunte.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">16.</span> La deliberazione del Consiglio comunale e i relativi atti, di cui al comma 15, sono inviati all'Amministrazione regionale. Entro i successivi sessanta giorni la Giunta regionale ne conferma l'esecutività con deliberazione che viene pubblicata, per estratto, sul Bollettino Ufficiale della Regione.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">17.</span> Ferma restando la disposizione di cui al comma 18, la Giunta regionale non conferma l'esecutività della deliberazione del Consiglio comunale di cui al comma 15, limitatamente alle parti oggetto di modifiche introdotte a seguito dell'accoglimento di opposizioni e osservazioni che confliggano con gli obiettivi e le strategie di cui al comma 3, lettera a), nonché per le parti in cui le modifiche introdotte non attengano al superamento delle riserve regionali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">18.</span> Qualora non risultino superate le riserve di cui al comma 15, il Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, sentita la struttura regionale competente, che si esprime entro sessanta giorni dal ricevimento della deliberazione del Consiglio comunale di cui al comma 15, entro i successivi trenta giorni con proprio decreto, dispone l'introduzione nello strumento urbanistico generale approvato delle modifiche ritenute indispensabili e ne conferma l'esecutività, ovvero, nell'ipotesi di cui al comma 15, secondo periodo, ne dispone la rielaborazione. L'avviso del decreto del Presidente della Regione è pubblicato, per estratto, sul Bollettino Ufficiale della Regione.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">18 bis. </span>Ai fini della positiva verifica di cui all'articolo 146, comma 5, del decreto legislativo 42/2004, concernente gli strumenti urbanistici generali comunali di cui all'articolo 57 quater, comma 2, lettere a) e b), per i quali è stato acquisito il parere della conferenza di servizi di cui all'articolo 14 delle norme tecniche di attuazione del PPR, il Comune provvede, dopo l'approvazione, ai sensi dell'articolo 57 quater, comma 7.<p><span style="">(20)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">19.</span> Nei procedimenti di cui ai commi 12 e 18 trovano applicazione i capi I e II del titolo I della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7 (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso), e successive modifiche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">20. </span>I piani comunali di settore, elaborati in applicazione di leggi dello Stato o della Regione o su iniziativa autonoma del Comune, sono strumenti finalizzati a disciplinare modalità di esercizio di attività di rilievo sociale, economico e ambientale relativamente all'intero territorio comunale, integrano le indicazioni dello strumento urbanistico generale e costituiscono, ove necessario, variante di livello comunale al medesimo purché rientrino nelle disposizioni di cui all'articolo 63 sexies in caso contrario, sono osservate le procedure di adozione e approvazione previste dal presente articolo.<p><span style="">(8)</span><span style="">(13)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>21. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(9)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">22. </span>La deliberazione del Consiglio comunale di approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni previsto dall'articolo 58 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, costituisce variante di livello comunale allo strumento urbanistico generale comunale ai sensi dell'articolo 63 sexies.<p><span style="">(10)</span><span style="">(14)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 1, comma 1, L. R. 12/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 1, comma 21, L. R. 22/2009</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole aggiunte al comma 16 da art. 13, comma 1, L. R. 13/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole aggiunte al comma 18 da art. 13, comma 2, L. R. 13/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 16, comma 2, L. R. 21/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Parole soppresse al numero 1) della lettera b) del comma 7 da art. 16, comma 3, L. R. 21/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole sostituite al numero 2) della lettera b) del comma 7 da art. 16, comma 4, L. R. 21/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole sostituite al comma 20 da art. 16, comma 5, L. R. 21/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Comma 21 abrogato da art. 16, comma 6, L. R. 21/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Parole sostituite al comma 22 da art. 16, comma 7, L. R. 21/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 3, comma 5, lettera a), L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Parole sostituite al numero 2) della lettera b) del comma 7 da art. 3, comma 5, lettera b), L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Parole sostituite al comma 20 da art. 3, comma 5, lettera c), L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>14 
    </strong> Parole sostituite al comma 22 da art. 3, comma 5, lettera d), L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>15 
    </strong> Lettera i bis) del comma 3 aggiunta da art. 104, comma 1, lettera a), L. R. 6/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>16 
    </strong> Lettera i ter) del comma 3 aggiunta da art. 104, comma 1, lettera a), L. R. 6/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>17 
    </strong> Comma 8 bis aggiunto da art. 104, comma 1, lettera b), L. R. 6/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>18 
    </strong> Comma 8 ter aggiunto da art. 104, comma 1, lettera b), L. R. 6/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>19 
    </strong> Comma 12 sostituito da art. 104, comma 1, lettera c), L. R. 6/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>20 
    </strong> Comma 18 bis aggiunto da art. 104, comma 1, lettera d), L. R. 6/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>21 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera i bis) del comma 3 da art. 31, comma 1, L. R. 2/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>22 
    </strong> Lettera e) del comma 3 sostituita da art. 93, comma 1, lettera a), L. R. 3/2024</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 63 ter</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Validità temporale e salvaguardia degli strumenti urbanistici generali comunali e loro varianti di cui all'articolo 63 bis)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Gli strumenti urbanistici generali e le loro varianti formati ai sensi dell'articolo 63 bis hanno durata indeterminata ed entrano in vigore, a seconda dei casi, il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>della deliberazione di approvazione del Consiglio comunale di cui all'articolo 63 bis, comma 14;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>dell'estratto della deliberazione della Giunta regionale di conferma di ese-cutività di cui all'articolo 63 bis, comma 16;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>dell'avviso del decreto del Presidente della Regione di cui all'articolo 63 bis, comma 18.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Agli strumenti urbanistici generali formati ai sensi dell'articolo 63 bis si applica l'articolo 20 in materia di salvaguardia, nel termine massimo di due anni. Il Consiglio comunale, in sede di adozione delle direttive di cui all'articolo 63 bis, comma 8, può prevedere che sia adottata analoga sospensione per gli interventi che siano in contrasto con le direttive suddette. In tal caso alla deliberazione del Consiglio comunale deve essere allegato idoneo elaborato grafico con l'indicazione delle aree soggette a regime di salvaguardia.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2 bis. </span>La sospensione di cui al comma 2 per le direttive adottate ai sensi dell'articolo 63 bis, comma 8, può essere prorogata di un anno.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Ai PRPC si applica la salvaguardia di cui al comma 2.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> La salvaguardia non trova applicazione relativamente ai contenuti previsti dall'articolo 63 bis, comma 7, lettera a), numero 2).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> Agli strumenti urbanistici generali formati ai sensi dell'articolo 63 bis si applica l'articolo 23 in materia di decadenza dei vincoli.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span> Nelle aree assoggettate a PRPC, nelle quali i vincoli e i limiti edificatori posti dalle norme di piano perdano efficacia per mancata adozione entro cinque anni dall'entrata in vigore del piano medesimo dei relativi piani attuativi, precedentemente all'adozione delle varianti di cui all'articolo 23 è consentita l'adozione di PRPC, purché tali strumenti prevedano le attrezzature e i servizi necessari alle esigenze dei soggetti insediabili nelle aree interessate o sia dimostrato il soddisfacimento di tali esigenze dai servizi e dalle attrezzature pubbliche eventualmente esistenti, con l'osservanza delle prescrizioni di zona e degli indici edilizi previsti dalle norme di attuazione dello strumento urbanistico generale.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 1, comma 1, L. R. 12/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 bis aggiunto da art. 32, comma 1, L. R. 2/2024</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 63 quater</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme transitorie per gli strumenti urbanistici attuativi comunali e loro varianti fino all'entrata in vigore del PTR)<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>In attuazione degli strumenti urbanistici generali comunali il PAC, il PRPC o altro strumento urbanistico attuativo comunque denominato ai sensi dell'articolo 25, può apportare modifiche al PRGC purché si rispettino le condizioni di cui all'articolo 63 sexies.<p><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(5)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 1, comma 1, L. R. 12/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo sostituito da art. 50, comma 1, L. R. 29/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 16, comma 8, L. R. 21/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 3, comma 6, lettera a), L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 3, comma 6, lettera b), L. R. 6/2019</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Articolo 63 quinquies</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme transitorie per la formazione di strumenti urbanistici generali comunali e loro varianti di cui all'articolo 63 bis. Disposizioni particolari in materia di insediamenti produttivi e commerciali e a tutela del suolo naturale)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Al fine di rafforzare la tutela dei suoli e di prevenire ulteriori riduzioni di aree agricole e di suoli naturali nell'ambito delle relazioni e degli effetti territoriali indotti dall'insediamento di attività industriali, artigianali e commerciali, la Regione promuove misure e azioni di contenimento all'espansione delle zone produttive e della trasformazione fisica delle aree naturali e di riserva di biodiversità.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Alla salvaguardia del suolo, quale bene comune non rinnovabile e fondamentale per l'equilibrio ambientale ed ecologico, per la salute umana, per la produzione agricola e per la valorizzazione dell'intera struttura territoriale regionale, concorrono gli enti territoriali operanti in materia di pianificazione territoriale e urbanistica e di programmazione economica degli interventi di settore, secondo i criteri e le modalità definiti dalla Giunta regionale.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La formazione degli strumenti urbanistici generali comunali e loro varianti i cui contenuti prevedono nuove zone omogenee D e H, come definite dal PURG approvato con decreto del Presidente della Giunta Regionale 15 settembre 1978, n. 0826/Pres. (Approvazione del Piano urbanistico regionale generale), di seguito denominato PURG, ovvero l'ampliamento delle stesse non finalizzato a insediamenti singoli esistenti, non rientranti nella fattispecie delle varianti di livello comunale di cui all'articolo 63 sexies, oltre a quanto disposto in materia di contenuti, procedure di adozione e approvazione, nonché di validità temporale e salvaguardia ai sensi degli articoli 63 bis e 63 ter, deve dimostrare e documentare tutte le condizioni riportate nel comma 5 e rispettare i criteri operativi eventualmente indicati nel regolamento di cui all'articolo 61. Le condizioni di cui al presente articolo sono asseverate da progettista abilitato a cura del soggetto richiedente la variante.<p><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span><span style="">(6)</span><span style="">(11)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano alle zone omogenee D4, come definite dal PURG, e destinate agli insediamenti industriali per attività estrattive esistenti.<p><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Nelle more dell'entrata in vigore dello strumento di pianificazione regionale in sostituzione del PURG, le condizioni per la previsione di nuove zone omogenee D e H o l'ampliamento delle stesse non finalizzato a insediamenti singoli esistenti, non rientranti nelle fattispecie di cui all'articolo 63 sexies in sostituzione di altra zona, sono:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>nuovo o diverso fabbisogno insediativo rispetto a quello già previsto negli strumenti urbanistici comunali vigenti o adottati che non può essere soddisfatto attraverso l'utilizzo delle zone esistenti disponibili ovvero la modifica delle relative norme di attuazione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la saturazione o l'occupazione per una superficie superiore al 75 per cento delle aree già destinate alle funzioni insediative relative al nuovo o diverso fabbisogno insediativo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>per le zone industriali:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1) </span>l'assenza di convenienza economica o la sussistenza di problematiche logistico-funzionali per I'insediamento nelle zone omogenee D1 individuate dallo strumento di pianificazione regionale vigente o nelle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (APEA) di cui all'articolo 8 della legge regionale 20 febbraio 2015, n. 3 (Rilancimpresa FVG - Riforma delle politiche industriali);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2) </span>la coerenza con le finalità di promozione dello sviluppo sostenibile, di limitazione del consumo di suolo e di contrasto alla dispersione insediativa, di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a), della legge regionale 3/2015;</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>per le aree commerciali:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1) </span>la congruità con i piani comunali di settore del commercio e la conformità di questi alla vigente normativa, se nella zona H sono ammessi esercizi di vendita di grande struttura;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2) </span>la compatibilità viabilistica e ambientale della scelta di localizzazione degli esercizi di vendita di media e grande struttura.</p></p><p><span style="">(8)</span><span style="">(12)</span><span style="">(13)</span><span style="">(14)</span><span style="">(15)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Sono consentite, previo parere favorevole dell'Azienda per i servizi sanitari, le varianti agli strumenti urbanistici vigenti che prevedano:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la trasformazione in zone per insediamenti residenziali o extraresidenziali, di zone in cui insistono insediamenti zootecnici anche di consistenza superiore a 50 UBA (Unità di Bestiame Adulto) e distanti da zone residenziali meno di 200 metri, purché la trasformazione sia preordinata alla dismissione o conversione degli insediamenti zootecnici esistenti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>l'ampliamento degli insediamenti zootecnici esistenti in termini di superficie coperta e consistenza, anche in deroga all'articolo 38 delle norme di attuazione del PURG e fino alla distanza minima di 200 metri o fino alla distanza minima degli immobili abitativi eventualmente preesistenti e non connessi all'attività al fine di garantire la conservazione o l'aumento della capacità produttiva secondo quanto previsto dalle leggi di settore.</p><p><span style="">(9)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>7. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span><span style="">(10)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Con deliberazione del Consiglio comunale possono essere apportate precisazioni alla classificazione delle zone previste nei vigenti strumenti urbanistici comunali unicamente ai fini di assicurare l'equiparazione alle zone omogenee indicate dal PURG, come delineato nel comma 3.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Al fine di garantire le equiparazioni di cui al comma 8, il Comune può richiedere alla Direzione centrale competente in materia di pianificazione territoriale un parere di compatibilità preliminarmente alla deliberazione di cui al comma 8.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 10, comma 1, L. R. 21/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite alla lettera e) del comma 7 da art. 51, comma 1, L. R. 29/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole aggiunte al comma 2 da art. 3, comma 7, lettera a), L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 3, comma 7, lettera b), L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole aggiunte al comma 3 da art. 3, comma 7, lettera d), L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 3, comma 7, lettera c), L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole soppresse al comma 4 da art. 3, comma 7, lettera e), L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 5 sostituito da art. 3, comma 7, lettera f), L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Comma 6 sostituito da art. 3, comma 7, lettera g), L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Comma 7 abrogato da art. 3, comma 7, lettera h), L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Parole aggiunte al comma 3 da art. 35, comma 5, lettera a), L. R. 10/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Parole aggiunte al comma 5 da art. 35, comma 5, lettera b), numero 1), L. R. 10/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Parole sostituite alla lettera b) del comma 5 da art. 35, comma 5, lettera b), numero 2), L. R. 10/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>14 
    </strong> Parole sostituite alla lettera c) del comma 5 da art. 35, comma 5, lettera b), numero 3), L. R. 10/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>15 
    </strong> Parole soppresse al numero 1) della lettera d) del comma 5 da art. 35, comma 5, lettera b), numero 4), L. R. 10/2023</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 63 sexies</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disposizioni per le varianti di livello comunale agli strumenti urbanistici)<p><span style="">(1)</span><span style="">(11)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Non coinvolgono il livello regionale di pianificazione ai sensi dell'articolo 63 bis le varianti allo strumento urbanistico comunale vigente dotato di piano struttura, qualora ne rispettino gli obiettivi e le strategie, né quelle allo strumento urbanistico comunale vigente non dotato di tale piano, qualora prevedano almeno una delle seguenti fattispecie:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la modifica delle zone omogenee, anche miste ove previste dagli strumenti urbanistici comunali, entro il limite del 10 per cento complessivo delle superfici previste delle singole zone omogenee esistenti all'1 maggio 2019, senza diminuire la quantità complessiva delle zone omogenee E, F e di verde privato e senza aumentare la quantità complessiva delle zone omogenee D e H;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>l'ampliamento senza limiti delle zone agricole, forestali o di tutela ambientale, ovvero di verde pubblico o privato, nonché la modifica delle relative sotto zone;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>le modifiche alle norme di attuazione, l'individuazione grafica dell'area di applicazione o disapplicazione di norme di attuazione specifiche, la correzione di errori materiali di elaborati o la sostituzione della base cartografica in tutti i casi in cui sia necessaria la pubblicazione degli elaborati, senza incrementi dell'indice di edificabilità territoriale e fondiaria e del rapporto di copertura;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>l'incremento dell'indice di edificabilità territoriale e fondiaria e il rapporto di copertura delle zone omogenee B e D esistenti, nei limiti massimi dello strumento di pianificazione regionale o delle leggi di settore;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>l'interscambio di destinazioni d'uso tra zone omogenee urbanizzate esistenti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>l'individuazione di nuove aree ovvero l'ampliamento o adeguamento di quelle esistenti per la realizzazione di viabilità, servizi e attrezzature collettive o altre opere pubbliche o per servizi pubblici o di pubblica utilità;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>la revisione dei vincoli urbanistici o procedurali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>le modifiche normative e cartografiche per adeguare il Piano regolatore vigente ai Piani e regolamenti statali e regionali di settore;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>il recepimento di Piani comunali di settore o di sentenze passate in giudicato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>l'attuazione delle modalità operative già previste negli strumenti urbanistici comunali per il trasferimento nell'assetto azzonativo delle funzioni insediative e infrastrutturali indicate soltanto nell'ambito dei piani struttura;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">k) </span>la suddivisione e la modifica della suddivisione delle zone omogenee previste nell'assetto azzonativo degli strumenti urbanistici comunali in sottozone omogenee e la suddivisione e la modifica della suddivisione degli ambiti unitari d'intervento, soggetti a pianificazione attuativa, in subambiti urbanisticamente sostenibili, senza incremento degli indici di fabbricabilità territoriale e fondiaria e del rapporto di copertura massimi consentiti, se non nei casi e nei limiti di cui alla lettera d);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">l) </span>il recupero, la riqualificazione e/o la trasformazione di aree dismesse o in via di dismissione attraverso modifiche normative e cartografiche che possono comportare l'incremento dell'indice di edificabilità territoriale e fondiaria e il rapporto di copertura ovvero la modifica delle destinazioni d'uso, nei limiti massimi dello strumento di pianificazione regionale o delle leggi di settore;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">l bis) </span>l'aggiornamento della carta delle aree edificate e urbanizzate.</p><p><span style="">(12)</span><span style="">(13)</span><span style="">(14)</span><span style="">(15)</span><span style="">(16)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>Prima dell'adozione della variante il Comune:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>qualora il progetto di variante interessi beni tutelati ai sensi della parte II del decreto legislativo 42/2004, ne dà comunicazione al competente organo periferico del Ministero della cultura al fine di acquisire le eventuali valutazioni e determinazioni; nella comunicazione il Comune precisa se il progetto di variante interessi beni aventi le caratteristiche di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 42/2004;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>qualora il progetto di variante interessi beni tutelati ai sensi della parte III del decreto legislativo 42/2004, ne dà comunicazione al competente organo periferico del Ministero della cultura al fine di acquisire il parere di cui all'articolo 14, comma 8, delle norme tecniche di attuazione del PPR; a questo fine il Comune provvede alla valutazione di adeguamento degli aspetti paesaggistici della variante ai sensi dell'articolo 57 quater, comma 3;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>provvede a ottenere il parere di compatibilità geologica di cui all'articolo 16 della legge regionale 16/2009 o ad acquisire la dichiarazione asseverata di cui all'articolo 16, comma 7, della legge regionale 16/2009.</p><p><span style="">(2)</span><span style="">(6)</span><span style="">(19)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 ter. </span>Le varianti di cui al comma 1, lettera g), non sono soggette agli adempimenti di adeguamento al PPR di cui al comma 1 bis, lettera b), qualora siano finalizzate unicamente alla reiterazione o apposizione di vincoli urbanistici espropriativi o procedurali e non comportino modifiche alle previsioni azzonative e normative dello strumento urbanistico. L'esclusione dal procedimento di adeguamento paesaggistico opera anche in riferimento alla fattispecie di approvazione di progetti di opere pubbliche conformi allo strumento urbanistico comunale vigente, unicamente qualora si renda necessaria la reiterazione del vincolo espropriativo esistente oppure l'apposizione di un nuovo vincolo espropriativo che non comporti modifiche alle previsioni azzonative e normative dello strumento urbanistico.<p><span style="">(10)</span><span style="">(18)</span><span style="">(20)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il progetto di variante e la relazione sottoscritta dal progettista incaricato che assevera il rispetto delle fattispecie di cui al comma 1 sono adottati dal Consiglio comunale previo adeguamento alle eventuali prescrizioni rese nei pareri di cui al comma 1 bis con propria deliberazione, pubblicata alla sezione "Amministrazione trasparente" del sito web del Comune con i relativi elaborati progettuali e depositata presso la segreteria comunale per la durata di trenta giorni consecutivi affinché chiunque possa prendere visione di tutti i suoi elementi. Del deposito viene dato avviso dal Comune sul Bollettino ufficiale della Regione, nonché mediante pubblicazione nell'Albo comunale, nonché sul sito web del Comune.<p><span style="">(7)</span><span style="">(17)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Entro il periodo di deposito chiunque può presentare al Comune osservazioni alla variante. Nel medesimo termine i proprietari degli immobili vincolati dalla variante possono presentare opposizioni sulle quali il Comune è tenuto a pronunciarsi specificatamente in sede di approvazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Prima dell'approvazione della variante il Comune:<p style="text-align: justify;"><strong>a) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>raggiunge con le Amministrazioni competenti le intese necessarie ai fini degli eventuali mutamenti di destinazione dei beni immobili, appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dello Stato o della Regione, previsti dalla variante adottata, nonché le intese necessarie con gli altri Enti pubblici, ai quali leggi statali o regionali attribuiscono speciali funzioni di pianificazione territoriale, ai fini di eventuali mutamenti di destinazione di beni immobili rientranti nella competenza degli enti stessi;</p><p style="text-align: justify;"><strong>c) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><strong>d) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>acquisisce i pareri previsti dalle normative di settore in materia igienico-sanitaria e sicurezza qualora la variante incida sulle specifiche discipline.</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Decorsi i termini ed espletate le procedure di cui ai commi 2, 3 e 4, il Consiglio comunale si pronuncia sulle opposizioni e osservazioni presentate al Comune, introduce le eventuali modifiche conseguenti alle intese con gli Enti di cui al comma 4 e approva la variante o decide la sua rielaborazione e riadozione anche parziale. La riadozione è necessaria quando le modifiche comportino, ai sensi dell'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327   (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità), ulteriori vincoli preordinati all'esproprio o di inedificabilità assoluta.<p><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Copia della variante approvata e della relativa deliberazione divenuta esecutiva è inviata in forma digitale all'Amministrazione regionale per il trattamento dei dati a fini istituzionali. Con provvedimento del Direttore centrale competente in materia di pianificazione territoriale, per finalità di aggiornamento della banca dati regionale, sono definiti i criteri di redazione e di inoltro degli elaborati informatici, nonché di profilatura degli utenti per l'accesso alla piattaforma.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>La variante al piano regolatore entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione, a cura del Comune, dell'avviso della deliberazione del Consiglio comunale di approvazione della variante stessa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Le varianti di cui al presente articolo sono assoggettate alla valutazione ambientale strategica e alla valutazione di incidenza secondo quanto disposto dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), dal decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 (Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche), e dalla disciplina regionale di settore, tenendo conto dell'esigenza di razionalizzare i procedimenti ed evitare duplicazioni nelle valutazioni.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Le varianti di cui al presente articolo possono comportare anche un adeguamento della rappresentazione grafica della strategia di piano ove necessarie per motivi di coerenza con le contestuali modifiche della parte di piano operativa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9 bis. </span>Nei casi di cui al comma 1, lettera f), qualora le opere da realizzare non risultino conformi agli obiettivi e strategie del piano struttura, le varianti di cui al presente articolo possono comportare le necessarie e connesse modifiche alla parte strutturale.<p><span style="">(9)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 105, comma 1, lettera a), L. R. 6/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Lettera a) del comma 4 abrogata da art. 105, comma 1, lettera b), L. R. 6/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Lettera c) del comma 4 abrogata da art. 105, comma 1, lettera b), L. R. 6/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Lettera d) del comma 4 abrogata da art. 105, comma 1, lettera b), L. R. 6/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 1 bis sostituito da art. 5, comma 10, lettera a), L. R. 23/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole aggiunte al comma 2 da art. 5, comma 10, lettera b), L. R. 23/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole soppresse al comma 5 da art. 5, comma 10, lettera c), L. R. 23/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Comma 9 bis aggiunto da art. 5, comma 10, lettera d), L. R. 23/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Comma 1 ter aggiunto da art. 5, comma 6, L. R. 21/2022 , con effetto dal 1/1/2023.</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 4, comma 2, L. R. 10/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Parole soppresse alla lettera a) del comma 1 da art. 35, comma 6, lettera a), L. R. 10/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera a) del comma 1 da art. 35, comma 6, lettera a), L. R. 10/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>14 
    </strong> Parole sostituite alla lettera a) del comma 1 da art. 35, comma 6, lettera a), L. R. 10/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>15 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera k) del comma 1 da art. 35, comma 6, lettera b), L. R. 10/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>16 
    </strong> Lettera l bis) del comma 1 aggiunta da art. 35, comma 6, lettera c), L. R. 10/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>17 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 35, comma 6, lettera d), L. R. 10/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>18 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 ter da art. 33, comma 1, L. R. 2/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>19 
    </strong> Lettera c) del comma 1 bis sostituita da art. 93, comma 1, lettera b), L. R. 3/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>20 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 ter da art. 55, comma 1, L. R. 7/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 63 septies</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Variante di conformazione dello strumento urbanistico comunale al PPR)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le varianti di conformazione dello strumento urbanistico comunale al PPR di cui all'articolo 57 quater, comma 2 bis, sono soggette al procedimento speciale di cui al presente articolo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Le varianti di cui al presente articolo sono sottoposte alla verifica di assoggettabilità alla valutazione ambientale strategica e alla valutazione di incidenza secondo quanto disposto dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), dal decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 (Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche), e dalla disciplina regionale di settore.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Alle varianti di conformazione di cui al presente articolo si applicano le disposizioni di cui all'articolo 63 sexies, commi 9 e 9 bis; la variante può comportare anche le necessarie e connesse modifiche di obiettivi e strategie.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Le varianti di cui al presente articolo contengono la documentazione per la conformazione al PPR recante i contenuti previsti dall'articolo 57 quater, comma 1, e necessitano della preventiva formulazione delle direttive di cui all'articolo 63 bis, comma 8.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Il Comune prima dell'adozione della variante:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>attiva tavoli tecnici e convoca la conferenza di servizi di cui all'articolo 14, commi da 1 a 7, delle norme tecniche di attuazione del PPR, per l'acquisizione del relativo parere; in sede di conferenza di servizi paesaggistica il competente organo del Ministero della cultura esprime il proprio parere sui beni tutelati dal decreto legislativo 42/2004;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>provvede ai sensi dell'articolo 63 sexies, comma 1 bis, lettera c).</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Il progetto di variante e l'eventuale relazione sottoscritta dal progettista incaricato che assevera il rispetto delle fattispecie di cui all'articolo 63 sexies, comma 1, sono adottati dal Consiglio comunale, previo adeguamento alle prescrizioni di cui al parere conclusivo dei lavori della Conferenza dei servizi paesaggistica e alle eventuali prescrizioni rese nei pareri di cui al comma 5, lettera b), con propria deliberazione, pubblicata alla sezione "Amministrazione trasparente" del sito web del Comune con i relativi elaborati progettuali e depositata presso la segreteria comunale per la durata di trenta giorni consecutivi affinché chiunque possa prendere visione di tutti i suoi elementi. Del deposito viene dato avviso dal Comune nel Bollettino ufficiale della Regione, nonché mediante pubblicazione nell'Albo comunale sul sito web del Comune.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Entro il periodo di deposito chiunque può presentare al Comune osservazioni alla variante di conformazione. Nel medesimo termine i proprietari degli immobili vincolati dalla variante possono presentare opposizioni sulle quali il Comune è tenuto a pronunciarsi specificatamente in sede di approvazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7 bis. </span>Entro il periodo di deposito di cui al comma 6, il Servizio competente in materia di pianificazione territoriale, esprime il proprio parere vincolante sulla variante adottata in ordine al recepimento delle eventuali prescrizioni di cui al verbale della Conferenza di Servizi di cui all'articolo 14, commi da 1 a 7, delle norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale (PPR).<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Prima dell'approvazione della variante il Comune raggiunge le intese e acquisisce i pareri di cui all'articolo 63 sexies, comma 4.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Decorsi i termini ed espletate le procedure di cui ai commi 5, 6, 7 e 8, il Consiglio comunale si pronuncia sulle opposizioni e osservazioni presentate al Comune, introduce le eventuali modifiche conseguenti al deposito e approva la variante, ovvero decide la sua rielaborazione e riadozione anche parziale. La riadozione è necessaria quando le modifiche comportino, ai sensi dell'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità), ulteriori vincoli preordinati all'esproprio o di inedificabilità assoluta.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10. </span>Copia della variante approvata e della relativa deliberazione divenuta esecutiva è inviata in forma digitale all'Amministrazione regionale per il trattamento dei dati a fini istituzionali. Con provvedimento del Direttore centrale competente in materia di pianificazione territoriale, per finalità di aggiornamento della banca dati regionale, sono definiti i criteri di redazione e di inoltro degli elaborati informatici, nonché di profilazione degli utenti per l'accesso alla piattaforma.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">11. </span>Nelle more del provvedimento di cui al comma 10 è comunque dovuto dal Comune l'invio all'Amministrazione regionale, in forma digitale, degli strati informativi modificati rispetto al Piano paesaggistico regionale, di eventuali nuovi strati e di quelli relativi all'azzonamento di PRGC derivato dalla conformazione. Tali strati sono parte integrante della documentazione tecnica dello strumento urbanistico conformato.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">12. </span>Ai fini della positiva verifica di cui all'articolo 146, comma 5, del decreto legislativo 42/2004, concernente gli strumenti urbanistici generali comunali di cui all'articolo 57 quater, comma 2 bis, per i quali è stato acquisito il parere della conferenza dei servizi di cui all'articolo 14 delle norme tecniche di attuazione del PPR, il Comune provvede, trasmettendo gli strumenti urbanistici generali comunali di cui al presente articolo, conformati e approvati, al competente organo del Ministero della cultura, il quale si esprime nel termine di trenta giorni.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">13. </span>La variante entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione a cura del Comune, dell'avviso della deliberazione del Consiglio comunale di approvazione della variante stessa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">13 bis. </span>Il Comitato tecnico paritetico per l'elaborazione congiunta del Piano Paesaggistico Regionale (PPR) svolge una verifica periodica sugli esiti dell'attuazione del procedimento di cui al presente articolo. Le modalità di esecuzione della verifica e la raccolta degli esiti della stessa sono definite in sede di Comitato tecnico paritetico.<p><span style="">(3)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 34, comma 1, L. R. 2/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 7 bis aggiunto da art. 5, comma 102, lettera d), numero 1), L. R. 7/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 13 bis aggiunto da art. 5, comma 102, lettera d), numero 2), L. R. 7/2024</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 63 octies</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Aggiornamento dello studio geologico relativo allo strumento urbanistico comunale)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Nei casi in cui, sul territorio comunale, si verifichi una calamità naturale che, per gravità ed estensione, comporti la necessità di adottare una variante dello strumento urbanistico comunale o intervenga una modificazione dell'assetto della sicurezza idrogeologica del territorio stesso, il Comune provvede ad aggiornare lo studio geologico di cui all'articolo 16, comma 2, della legge regionale 16/2009, anche in conformità alle previsioni del Piano per l'assetto idrogeologico (PAI) e del Piano di gestione del rischio alluvioni (PGRA).</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 93, comma 1, lettera c), L. R. 3/2024</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 64</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Abrogazioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Sono abrogate, in particolare, le seguenti disposizioni:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la legge regionale 19 novembre 1991, n. 52 (Norme regionali in materia di pianificazione territoriale ed urbanistica), e successive modifiche;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>gli articoli 2, 3, 4, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27 e 28 della legge regionale 14 luglio 1992, n. 19 (Modifiche alle leggi regionali 20 novembre 1989, n. 28 (agevolazione della formazione degli strumenti urbanistici generali ed attuativi), 19 novembre 1991, n. 52, (norme in materia di pianificazione territoriale ed urbanistica) e 13 maggio 1988, n. 29, (norme per l'esercizio delle funzioni amministrative in materia di protezione delle bellezze naturali), nonché ulteriori disposizioni in materia urbanistica);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>la legge regionale 4 gennaio 1994, n. 1 (Disposizioni integrative alla legge regionale 19 novembre 1991, n. 52, in materia di residenze agricole);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>l'articolo 31 (Disposizioni transitorie in materia di pianificazione territoriale) della legge regionale 24 luglio 1995, n. 31;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>l'articolo 6 della legge regionale 25 marzo 1996, n. 16 (modificativo della legge regionale 52/1991);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>i commi 2 e 3 dell'articolo 77 della legge regionale 30 settembre 1996, n. 42 (modificativi della legge regionale 52/1991);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>l'articolo 30 della legge regionale 4 luglio 1997, n. 23 (modificativo della legge regionale 52/1991);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>il capo I (Modifiche a disposizioni della legge regionale 52/1991 in materia di pianificazione territoriale ed urbanistica e di tutela del paesaggio) della legge regionale 12 novembre 1997, n. 34;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>l'articolo 82 della legge regionale 9 novembre 1998, n. 13 (modificativo della legge regionale 52/1991);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>l'articolo 6 della legge regionale 5 luglio 1999, n. 19 (modificativo della legge regionale 52/1991);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">k) </span>dall'articolo 23 all'articolo 27 della legge regionale 15 febbraio 2000, n. 1 (modificativi della legge regionale 52/1991);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">l) </span>la lettera c) del comma 1 dell'articolo 75 della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7 (modificativa della legge regionale 52/1991);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">m) </span>i commi 22 e 28 dell'articolo 6 della legge regionale 3 luglio 2000, n. 13 (modificativi della legge regionale 52/1991);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">n) </span>gli articoli da 1 a 18 della legge regionale 26 febbraio 2001, n. 7 (modificativi della legge regionale 52/1991);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">o) </span>i commi 3, 4 e 5 dell'articolo 16 della legge regionale 15 maggio 2002, n. 13 (modificativi della legge regionale 52/1991);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">p) </span>la lettera b) del comma 7 dell'articolo 3; le lettere c) e j) del comma 10 dell'articolo 4; il comma 4 dell'articolo 15 della legge regionale 30 aprile 2003, n. 12 (modificativi della legge regionale 52/1991);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">q) </span>l'articolo 18 della legge regionale 24 maggio 2004, n. 15 (modificativo della legge regionale 52/1991);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">r) </span>l'articolo 10 della legge regionale 29 ottobre 2004, n. 26 (modificativo della legge regionale 52/1991);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">s) </span>l'articolo 24 (Interpretazione autentica dell'articolo 131, comma 11, della legge regionale 52/1991) della legge regionale 18 agosto 2005, n. 25;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">t) </span>gli articoli 54, 60 e 68, comma 1, lettera t), della legge regionale 27 novembre 2006, n. 24 (modificativi della legge regionale 52/1991);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">u) </span>il secondo comma dell'articolo 1 e gli articoli 2, 3, 4 e 20 della legge regionale 20 maggio 1985, n. 22 (Piano regionale delle opere di viabilità);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">v) </span>gli articoli da 2 a 17 della legge regionale 14 agosto 1987, n. 22 (Norme in materia di portualità e vie di navigazione nella regione Friuli-Venezia Giulia);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">w) </span>dall'articolo 3 all'articolo 8 della legge regionale 13 dicembre 2005, n. 30 (Norme in materia di piano territoriale regionale).</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 65</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Rinvio)<p><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Tutti i riferimenti alla legge regionale 52/1991, nonché agli articoli da 3 a 8 della legge regionale 30/2005 contenuti nelle disposizioni regionali vigenti alla data di entrata in vigore di cui all'articolo 66, si intendono riferiti alla presente legge per quanto compatibili.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 69, comma 1, L. R. 23/2007 , a decorrere dall'1/1/2008.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Rubrica dell'articolo modificata da art. 2, comma 19, L. R. 12/2008</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 66</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Entrata in vigore)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> La presente legge entra in vigore il centottantesimo giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> L'articolo 6, comma 2, gli articoli da 8 a 11, l'articolo 39, l'articolo 53, l'articolo 58, comma 4, l'articolo 61, comma 7, l'articolo 62, commi 5 e 6, e l'articolo 63, commi 3, 7, 8 e 9, entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione della presente legge sul Bollettino Ufficiale della Regione.</p></p></p></body></html>