﻿<html xmlns:nir="http://www.normeinrete.it/nir/2.1/" xmlns:dsp="http://www.normeinrete.it/nir/disposizioni/2.1/" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema" xmlns:h="http://www.w3.org/HTML/1998/html4"><head><META http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><title></title></head><body style="font-family:decima; font-size: 1.2em;"><p>Legge regionale 14 marzo 1988

      , n. 11 - TESTO VIGENTE dal 15/12/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>Norme a tutela della cultura &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt;  nell' ambito  del territorio della Regione autonoma Friuli - Venezia Giulia.</strong></p>Note riguardanti modifiche apportate all’intera legge:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Titolo VI   abrogato da art. 51, comma 1, lettera b), L. R. 20/2016</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISPOSIZIONI GENERALI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   1</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Tutela del patrimonio culturale edell' identità dei &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt;</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> La Regione autonoma Friuli -  Venezia  Giulia  tutela, nell' ambito del proprio territorio, il patrimonio culturale e l' identità dei &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt;, giusta  la  convenzione  delle Nazioni Unite relativa allo stato di apolide  (28  settembre 1954) che nel termine comprende e considera anche i Sinti ed ogni altro gruppo zingaro nomade.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>  Conformemente   al   dettato   costituzionale,   alle risoluzioni  del  Comitato  dei   Ministri   del   Consiglio d' Europa e del  Parlamento  europeo,  la  Regione  autonoma Friuli  -  Venezia  Giulia  salvaguardia,  negli  ambiti  di propria   competenza,   i   valori   culturali    specifici, l' identità storica ed i processi di  cambiamento  in  atto dei &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt;.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> A tal fine la Regione  assicura  ai  &lt;&lt;   Rom   &gt;&gt;,  nel prendere  atto  del  nomadismo  e  della  stanzialità,   la fruizione  di tutti i servizi atti a garantirne l' effettivo esercizio nell' autonomia culturale e socio - economica e ad assicurare la salute ed il benessere  personale  e  sociale, nell' ambito di una più consapevole convivenza.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Le pubbliche amministrazioni, ovvero gli  Enti  locali singoli od associati, le Province, le Comunità montane,  la Comunità collinare e le Associazioni  di  volontariato  cui viene  anche  demandata   l' attuazione   degli   interventi previsti dalla presente legge, tramite le convenzioni di cui all' articolo 2,  devono  operare  nel  pieno  rispetto  dei caratteri di consapevole diversità dei gruppi &lt;&lt;  Rom   &gt;&gt;  e dei rispettivi sottogruppi parentali.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   2</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Attività convenzionate</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Le convenzioni  di  cui   all' articolo  1,  comma  4, indicano, in ogni caso:<p style="text-align: justify;">a) la richiesta scritta dei &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt; residenti;</p><p style="text-align: justify;">b) la definizione del tipo di attività sottoposta a  regime    di convenzione e la durata della medesima;</p><p style="text-align: justify;">c) le modalità attraverso le quali dovrà venire  garantito    il collegamento dell' attività di cui  alla  lettera  b)    con le attività svolte  dall' Ente  locale  nei  servizi    pubblici.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Le attività  convenzionate  vengono  comunicate  alla Consulta di cui all' articolo 19, che ne vaglia il lavoro  e fornisce  indicazioni  agli  Enti  e  Associazioni  di   cui all' articolo 1, comma 4.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">NORME DI TUTELA DEL DIRITTO AL NOMADISMOED ALLA STANZIALITÀ ALL' INTERNO DELTERRITORIO REGIONALE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   3</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Destinatari degli interventi<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   L' Amministrazione  regionale,   con   riguardo   al nomadismo ed alla stanzialità dei &lt;&lt;  Rom   &gt;&gt;   all' interno del  territorio  regionale,  è  autorizzata  ad  erogare  i seguenti contributi:<p style="text-align: justify;">a) per l' acquisto delle aree di cui all' articolo 4,  comma    1 ed all' articolo 5, comma 1, fino al 90%% della spesa;</p><p style="text-align: justify;">b) per  le  spese  di  cui   all' articolo  4,  comma  2, ed    all' articolo 5, comma 6, fino all' 80%% della spesa.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Destinatari dei finanziamenti di cui al comma 1 sono i Comuni, i loro Consorzi, le Comunità montane e la Comunità collinare del Friuli, che  devono  presentare  domanda  alla Direzione regionale dell' assistenza sociale in rapporto  ai diversi interventi da  operare  nei territori di  competenza entro il 31 gennaio di ogni anno, con allegati  il  progetto del campo transito o del terreno  stanziale  ed  i  relativi preventivi di spesa.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Per la concessione dei contributi di cui al  comma  1, lettere a) e b), si applicano le norme  di  cui  alla  legge regionale   31   ottobre   1986,   n.   46   e    successive modificazioni.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 1, comma 1, L. R. 25/1991</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 52, comma 1, L. R. 39/1995</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   4</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Campo transito</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Il campo transito consiste  in  una  superficie  sulla quale possono sostare - per un periodo di tempo da definirsi da parte del regolamento previsto  dall' articolo  5,  comma 10, comunque non superiore a mesi 3 - i gruppi di passaggio. Scaduti i tre mesi, coloro  che  abbiano  fruito  del  campo transito, nelle forme previste possono chiedere di  accedere al terreno stanziale di cui all' articolo 5.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Il campo  transito  deve  essere  dotato,  almeno,  di allacciamento  alla  rete   idrica   potabile,   alla   rete elettrica, di servizi igienici, di contenitori per i rifiuti solidi urbani idonei all' asporto e di cabina telefonica.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Coloro che utilizzano i campi transito devono fornire, all' atto del loro arrivo, le proprie generalità al  Comune competente per territorio, eventualmente anche attraverso  i servizi  decentrati  dello  stesso,  al  fine   della   loro registrazione.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Coloro che intendono usufruire dei campi  transito  ne daranno tempestiva comunicazione al  Comune  sia   all' atto dell' arrivo che della partenza.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> L' area da adibire a campo  transito  è  soggetta  ai vincoli previsti dalla presente legge e va individuata quale servizio  sovrazonale  in  un  ambito  che  comprende   più Comuni.<p><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 2, comma 1, L. R. 25/1991</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 5 sostituito da art. 2, comma 2, L. R. 25/1991</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   5</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Terreno stanziale</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Il terreno stanziale  si  considera  come  realtà  di transizione tra la stanzialità  garantita  e  il  nomadismo tutelato, onde evitare il rischio della marginalità, in cui ci si autoemargina o si viene emarginati.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>  Il  terreno  stanziale  deve  avere  di  regola   una superficie non inferiore a metri quadrati 2.000 (duemila)  e non superiore a metri quadrati 3.000 (tremila).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> L' area da adibire a  terreni  stanziali  deve  essere classificata, da parte di ogni  singolo  Comune,  come  zona omogenea di Tipo 0 ai sensi degli articoli  33  e  46  delle norme di attuazione del  PURG,  avvalendosi,  se  del  caso, anche   dell' istituzione   di   sottozone   come   indicato dall' articolo 33, ultimo comma, delle norme  di  attuazione citate.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Qualora un Comune intende adibire allo scopo di cui al comma  3   un' area  con   diversa   classificazione,   deve provvedere alla necessaria approvazione di motivata variante dello strumento urbanistico vigente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> L' ubicazione  del  terreno  stanziale  deve  comunque essere individuata in modo da  evitare  qualsiasi  forma  di emarginazione dal tessuto urbano e deve essere  quindi  tale da facilitare l' accesso degli utenti ai servizi pubblici  e la loro partecipazione alla vita sociale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span> Il terreno stanziale  è  delimitato  e  dotato  delle seguenti attrezzature:<p style="text-align: justify;">a) servizi igienici, docce,  fontane  e  lavatoi,  collegati    alla rete fognaria e idrica;</p><p style="text-align: justify;">b) illuminazione collegata alla rete pubblica;</p><p style="text-align: justify;">c) impianto per l' allacciamento dell' energia elettrica  ad    uso privato;</p><p style="text-align: justify;">d) predisposizione   di  spazi  atti  alla  collocazione  di    prefabbricati e di  strutture  mobili  e  provvisorie  da    destinare ad usi abitativi;</p><p style="text-align: justify;">e) struttura - magazzino idonea all' attività lavorativa;</p><p style="text-align: justify;">f) contenitori per rifiuti solidi urbani sistemati  in  modo    da facilitare l' asporto operato dal servizio pubblico di    raccolta.</p><p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7.</span>  I  &lt;&lt;   Rom   &gt;&gt;  che  intendono  fissare  nel  terreno stanziale la loro dimora devono fornire all' Amministrazione comunale le proprie generalità e versare  un  contributo  a concorso alle spese.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8.</span> Deve  altresì  essere  previsto,  nei  costi  per  la gestione e manutenzione del terreno stanziale,  il  concorso congiunto alla spesa  sia  da  parte   dell' Amministrazione pubblica, sia da parte degli utenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9.</span> La manutenzione ordinaria è affidata agli utenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10.</span>  Il  Consiglio  comunale  competente  emana  apposito regolamento al fine  di  disciplinare  quanto  previsto  dal presente articolo.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 6 da art. 3, comma 1, L. R. 25/1991</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   6</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Servizi nei terreni stanziali e campi transito</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>  I  servizi  vengono  assicurati  per  le  materie  di competenza, dai Comuni, che possono giovarsi  a  tale  scopo degli  strumenti  del  decentramento   territoriale,   dalla Comunità collinare, dalle Comunità montane, dal  Consorzio e dai distretti socio - sanitari, applicando il  regolamento di cui all' articolo 5, comma 10.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Le Province, i Comuni e  le  Unità  sanitarie  locali garantiscono la disponibilità di personale, rispettivamente operante  nelle  Circoscrizioni  e   nei   distretti   socio - sanitari, idoneo ad assicurare i servizi di cui  al  comma 1, curando comunque:<p style="text-align: justify;">a) l' osservanza dei  regolamenti  nella  vita  del  terreno    stanziale e del campo transito;</p><p style="text-align: justify;">b) il coordinamento con gli uffici comunali;</p><p style="text-align: justify;">c) l' educazione sanitaria;</p><p style="text-align: justify;">d) la prevenzione dei rischi in materia di igiene;</p><p style="text-align: justify;">e) il coordinamento con le scuole frequentate dai &lt;&lt;  Rom   &gt;&gt;    nomadi e sedentari;</p><p style="text-align: justify;">f) il coordinamento con il servizio  sociale   dell' ufficio    per la giustizia minorile (prevenzione e pena) competente    per territorio, per assicurare  tutela  ed  assistenza  a    coloro che siano soggetti a provvedimenti dell' Autorità    giudiziaria.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   7</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Gestione dei terreni stanziali</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> La gestione interna dei terreni stanziali spetta  agli stessi &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt; che abbiano fissato in essi la loro  dimora in un rapporto permanente con le strutture ed i servizi  del territorio per quanto previsto dall' articolo 6.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Qualora i &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt; residenti o i loro  rappresentanti lo richiedono, la gestione del terreno stanziale potrà aver luogo con la partecipazione di Associazioni di  volontariato di cui all' art. 1.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   8</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Programma per terreni stanziali e campi transito<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> I Comuni individuano, sentite le rappresentanze dei &lt;&lt;  Rom   &gt;&gt;,  la  distribuzione territoriale dei terreni stanziali e dei campi transito e ne approvano il relativo programma.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> La deliberazione di approvazione dei progetti di campo transito e di terreno stanziale, inseriti nel  programma  di cui al comma 1, da parte dei Comuni, costituisce adozione di variante allo strumento  urbanistico  ed  è  soggetto  alle procedure di cui agli articoli 41 e 42 della legge regionale 24 luglio 1982, n. 45.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 4, comma 1, L. R. 25/1991</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 4, comma 1, lettera b), numero 1), L. R. 20/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 12, comma 1, L. R. 20/2016 , con effetto dall'1/1/2017, come stabilito all'art. 49, c. 1, della medesima L.R. 20/2016.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   9</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Norme per favorire l' accesso dei &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt;al diritto di una stabile abitazione</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Sulla base della legislazione vigente, delle misure ed interventi previsti dalla CEE,    come pure in base a quelli specificatamente  previsti  dal  Fondo  ristabilimento   del Consiglio d' Europa, i Comuni, sentita la  Consulta  di  cui all' articolo  19,  adottano  le  opportune  iniziative  per favorire l' accesso alla casa alle famiglie &lt;&lt;   Rom   &gt;&gt;  che preferiscano scegliere la vita sedentaria.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  10</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Contributi nel settore dell' edilizia residenziale<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Per l' accesso ai benefici previsti dalla legislazione vigente nel settore dell' edilizia  residenziale,  i  Comuni sono tenuti a prestare ai &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt;   l' assistenza  tecnico - amministrativa relativa agli adempimenti di legge.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 5, comma 1, L. R. 25/1991</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">ATTIVITÀ LAVORATIVA</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  11</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Progetto speciale per iniziative cooperativedi solidarietà sociale</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> La Regione affida all' Agenzia regionale  del  lavoro, istituita con l' articolo 13 della legge regionale 7  agosto 1985, n. 32, la predisposizione di un progetto speciale  che riguardi  la  costituzione  e  il  sostegno  di   iniziative cooperative di solidarietà sociale volte   all' inserimento dei &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt;.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Qualora i &lt;&lt;   Rom   &gt;&gt;  si  trovino  in  condizioni  di rischio ed emarginazione  sociale,  nei  loro  confronti  si applica anche quanto previsto dall' articolo 8  della  legge regionale 7 agosto 1985, n. 32.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  12</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Provvidenze per l' agricoltura e la zootecnia</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Le  provvidenze  contributive  e  creditizie  concesse dalla  Regione  autonoma  Friuli  -   Venezia   Giulia   per l' agricoltura e la zootecnia possono essere  accordate,  in deroga a  quanto  previsto   dall' articolo  8  della  legge regionale 4 aprile 1972, n. 10, e  successive  modifiche  ed integrazioni, agli appartenenti ai  &lt;&lt;   Rom   &gt;&gt;  destinatari della presente legge che intendono esercitare l' allevamento del bestiame, degli animali e la coltivazione di terreni.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Tali  provvidenze  sono  estese   all' acquisto  degli equini destinati all' allevamento  da  vita;  gli  eventuali prestiti concessi per dette finalità non  possono  eccedere tre semestri.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO IV</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">NORME PER L' INSERIMENTO NELLE ATTIVITÀSCOLASTICHE, O COMUNQUE DESTINATE AFAVORIRE L' APPRENDIMENTO E LA FORMAZIONEPROFESSIONALE, DEI GIOVANI DELLE COMUNITÀ&lt;&lt;  ROM  &gt;&gt;</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  13</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Inserimento nella scuola materna e dell' obbligoed attività di sostegno<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Al fine di favorire ed  agevolare   l' inserimento  di minori appartenenti alle comunità &lt;&lt;  Rom   &gt;&gt;  nella  scuola materna  e   dell' obbligo,  qualora  se  ne  ravvisino   la necessità  e  le  condizioni,  anche  con   interventi   di carattere individuale, in concorso con i programmi statali e nell' intento  di  offrire  ai  soggetti  interessati   pari diritti ed opportunità di istruzione, nel rispetto comunque della loro cultura, la Regione eroga finanziamenti ai Comuni che abbiano predisposto appositi programmi, concordati con i competenti Provveditorati agli studi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> I  criteri  di  erogazione  di  tali  contributi  sono determinati   dalla   Giunta    regionale,    su    proposta dell' Assessore all' istruzione e alla cultura,  sentita  la Consulta di cui   all' articolo  19  e   nell' ambito  degli interventi e delle modalità previsti dalla legge  regionale 26 maggio 1980, n. 10: &lt;&lt;   Norme  regionali  in  materia  di diritto allo studio  &gt;&gt; e successive modificazioni.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 6, comma 1, L. R. 25/1991</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  14</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Inserimento nei corsi di formazione professionalee istituzione di nuovi corsi di formazione professionale</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Fermo quanto previsto  dall' articolo  4  della  legge regionale 16 novembre 1982, n. 76,  &lt;&lt;   Ordinamento  per  la formazione professionale  &gt;&gt;, l' Istituto  regionale  per  la formazione professionale cura la realizzazione di  corsi  di preparazione  professionale  relativi  alle  professioni   e mestieri, usualmente e maggiormente praticati dal popolo  &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt;, sentita la Consulta di cui all' articolo 19.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  15</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Progetto di sperimentazione didattica</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Per le attività  di  cui  al  presente  Titolo  viene elaborato un progetto di sperimentazione didattica.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Tale elaborazione è affidata all' Istituto  regionale di ricerca, sperimentazione e aggiornamento educativi che ne determina le caratteristiche in accordo con la  Consulta  di cui all' articolo 19 e tenendo  conto  della  necessità  di assicurare il mantenimento della cultura &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt;.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO V</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">NORME RELATIVE AI MINORI &lt;&lt;  ROM  &gt;&gt;</span></p><a name="art16"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  16</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 7, comma 1, L. R. 25/1991</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  17</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Minori e giovani adulti infraventenni nel circuito penale<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>  Il  personale  degli  Enti  territoriali  attua  ogni proficuo rapporto con i Servizi dell' amministrazione  della giustizia competenti per territorio, al  fine  di  garantire gli interventi previsti dalla legislazione vigente a  favore dei minori e dei giovani adulti infraventenni  nel  circuito penale.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 8, comma 1, L. R. 25/1991</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO VI</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">NORME RELATIVE AD ATTIVITÀ DI PROMOZIONEPER IL MANTENIMENTO, LA TUTELA E LAVALORIZZAZIONE DELLA CULTURA &lt;&lt;  ROM  &gt;&gt;ED A SOSTEGNO DELLE ATTIVITÀ DI RICERCAPER LA CONOSCENZA DI TALE MINORANZA</span></p><a name="art18"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  18</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 9, comma 1, L. R. 25/1991</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo abrogato da art. 51, comma 1, lettera b), L. R. 20/2016</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO VII</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">NORME RELATIVE ALLA CONSULTA REGIONALEPER LA TUTELA DELLA MINORANZA &lt;&lt;  ROM  &gt;&gt; ENORME RELATIVE ALL' INFORMAZIONE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  19</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Consulta regionale per la tutela della cultura &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt;<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Per il  perseguimento  delle  finalità  di  cui  alla presente legge è istituita la &lt;&lt;  Consulta regionale per  la tutela della cultura &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt;.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>  La Consulta è composta:<p style="text-align: justify;">a) dall' Assessore all' assistenza sociale, con funzioni  di    presidente;</p><p style="text-align: justify;">b) dell' Assessore   al   lavoro,   alla   cooperazione    e    all' artigianato o suo delegato;</p><p style="text-align: justify;">c) dall' Assessore  all' istruzione  e alla  cultura  o  suo    delegato;</p><p style="text-align: justify;">d) dal Direttore regionale dell' assistenza  sociale  o  suo    delegato;</p><p style="text-align: justify;">e) da un rappresentate della sezione regionale dell' ANCI;</p><p style="text-align: justify;">f) da un rappresentate della sezione regionale dell' UPI;</p><p style="text-align: justify;">g) da un rappresentante delle Comunità  montane,  designato    dall' UNCEM;</p><p style="text-align: justify;">h) da  un  rappresentante  della  Comunità  collinare   del    Friuli, designato dalla stessa;</p><p style="text-align: justify;">i) da  tre  rappresentanti  delle  comunità   &lt;&lt;    Rom    &gt;&gt;    autonomamente scelti;</p><p style="text-align: justify;">l) da tre esperti designati dalle  associazioni  operanti  a    favore dei &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt;;</p><p style="text-align: justify;">m) da quattro esperti, designati rispettivamente da ciascuna    Amministrazione  provinciale  in  ragione  di   uno   per    Provincia  e  scelti  fra  il  personale   che   si   sia    specificatamente interessato ai problemi dei &lt;&lt;   Rom   &gt;&gt;,    ovvero scelti fra coloro  che  si  occupino  di  cultura,    emigrazione, assistenza sociale e problemi etnici.</p><p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Possono essere chiamati a partecipare  alle  riunioni, in vista degli argomenti da  trattare  e  senza  diritto  di voto, altri Assessori regionali  o  loro  delegati,  nonché rappresentanti  di altri  enti  o  organismi  e   funzionari regionali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Svolge funzioni  di  segretario  un  dipendente  della Direzione regionale dell' assistenza sociale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> I membri della Consulta sono nominati con decreto  del Presidente della Giunta regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span> La Consulta ha durata corrispondente  a  quella  della legislatura regionale; tuttavia i suoi componenti,  compresi quelli  nominati  in  sostituzione  di  altri  prima   della scadenza normale, rimangono in carica fino all' insediamento dei successivi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7.</span> La Consulta ha  sede  presso  la  Direzione  regionale dell' assistenza sociale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8.</span>  La Consulta elegge nel suo seno un vicepresidente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9.</span> All' interno della Consulta possono essere  costituiti gruppi  di  lavoro  per   l' approfondimento  di   questioni specifiche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10.</span> Sono messi a disposizione  della  Consulta  gli  atti amministrativi che essa richiede e  le  viene  garantita  la conoscenza aggiornata dei riparti dei finanziamenti inerenti all' applicazione della presente legge.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 10, comma 1, L. R. 25/1991</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 6, comma 1, L. R. 20/1995</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  20</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Compiti della Consulta</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Oltre ai compiti previsti dagli articoli 2, 9, 13, 15, 22 e 25 alla Consulta spetta:<p style="text-align: justify;">a) diffondere la conoscenza degli studi di cui all' articolo    18;</p><p style="text-align: justify;">b) esprimere pareri e  orientamenti  agli  Organi  regionali    sulle  proposte  di  leggi  regionali   che   riguardano,    direttamente o indirettamente, i &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt;;</p><p style="text-align: justify;">c) verificare   l' attuazione  delle  leggi   regionali   di    competenza;</p><p style="text-align: justify;">d) esprimere proposte per  ulteriori  studi  e  ricerche  da    attuarsi con i medesimi criteri di cui all' articolo 18;</p><p style="text-align: justify;">e) formulare proposte o  esprimere  pareri  agli  Organi  ed    amministrazioni competenti  in  merito   all' attuazione,    nell' ambito del  territorio  regionale,  di  ogni  norma    nazionale e comunitaria che può garantire   l' effettivo    esercizio di tutti i  diritti  civili  e  politici  delle    popolazioni &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt; presenti, in qualsiasi momento, nel    territorio della regione;</p><p style="text-align: justify;">f) promuovere le condizioni che rendono possibili,  al  fine    di garantire l' osservanza delle finalità previste dalla    presente legge, contatti operativi fra le singole Regioni    interessate e contatti intesi a promuovere la  conoscenza    del problema all' interno della Comunità Alpe - Adria;</p><p style="text-align: justify;">g) assumere  informazioni  in  ordine  alle  modalità   dei    controlli operati dalle  forze   dell' ordine  nei  campi    transito e nei terreni  stanziali  dei  &lt;&lt;   Rom   &gt;&gt;,  con    particolare riferimento alle  condizioni  soggettive  dei    minori.</p><p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>  Spetta,   altresì,   alla   Consulta   valutare   ed individuare, entro sei mesi dall' entrata  in  vigore  della presente  legge,  le  differenti  condizioni  abitative,  di lavoro  e  di  salute  delle  popolazioni  &lt;&lt;   Rom   &gt;&gt;   per determinare, conseguentemente, priorità  di  interventi  da adottare a favore delle popolazioni &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt;.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 11, comma 1, L. R. 25/1991</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 11, comma 2, L. R. 25/1991</p></p><a name="art21"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  21</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 12, comma 1, L. R. 25/1991</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo abrogato da art. 51, comma 1, lettera b), L. R. 20/2016</p><a name="art22"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  22</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 51, comma 1, lettera b), L. R. 20/2016</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO VIII</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">NORME TRANSITORIE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  23</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Termini di applicazione per l' anno 1988<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>  In  sede   di   prima   applicazione   si   prescinde dall' approvazione del Programma di cui all' articolo 8 e il termine  per  la  concessione  dei  finanziamenti   previsti dall' articolo 3, comma 1, è fissato, per  l' anno  1988  e previa domanda degli enti  interessati,  al  centottantesimo giorno successivo alla  data  di  entrata  in  vigore  della presente legge.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 1, comma 1, L. R. 54/1988</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  24</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Iscrizione nel registro degli esercenti il commercioall' ingrosso e al minuto;  termini e modalità<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Per quanto attiene al commercio e all' artigianato  la Regione, sentite le Camere di commercio, in via  transitoria e comunque entro un anno dalla data  di  entrata  in  vigore della presente legge, autorizza, con decreto del  Presidente della Giunta, la iscrizione nel registro degli esercenti  il commercio all' ingrosso e al minuto, nella sezione  speciale per l' esercizio  del  commercio  ambulante  nei  ruoli  dei mediatori d' affari, a prescindere  dai  requisiti  previsti dalle leggi vigenti, fatti  salvi  comunque  quelli  di  cui all' articolo  7  della  legge  11  giugno  1971,  n.   426, richiamato dall' articolo 2, secondo comma, della  legge  19 maggio 1976, n. 398, e solo per i &lt;&lt;  Rom  &gt;&gt; che alla data di entrata  in  vigore  della  presente  legge   abbiano   già raggiunto i 35 anni di età.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 13, comma 1, L. R. 25/1991</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  25</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Interventi della Consulta per le attività lavorative</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> La Consulta di cui all' articolo 19 porta a conoscenza degli organismi competenti di cui agli articoli 22 e  24  le possibilità,  anche  ad  integrazione  della  normativa  di regola applicata per accedere alla concessione delle licenze e autorizzazioni necessarie, tendenti a rendere effettivo il diritto  al  lavoro  e  ciò  nel   rispetto   del   dettato dell' articolo 3 della Costituzione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Tale impegno della Consulta viene perseguito anche per il tramite delle opportunità di informazione offerte  dalla presente legge.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO IX</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">NORME FINANZIARIE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  26</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; "></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>  Per  le  finalità  previste   dall' articolo  3,  è autorizzata  la  spesa  complessiva  di  lire  650  milioni, suddivisa in ragione di lire 325 milioni per ciascuno  degli anni 1988 e 1989.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Il predetto onere di lire 650  milioni  fa  carico  al capitolo 5231 dello stato  di  previsione  della  spesa  del bilancio pluriennale per gli anni 1988-1990 e  del  bilancio per l' anno  1988,  a  fronte  dello  stanziamento  di  pari importo già iscritto a bilancio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Lo stanziamento, in termini  di  cassa,  del  capitolo 5231 viene ridotto di lire 45 milioni. Conseguentemente,  lo stanziamento del capitolo 1082 &lt;&lt;  Fondo riserva di cassa   &gt;&gt; del precitato stato di previsione viene elevato del medesimo importo.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  27</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; "></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Gli oneri derivanti dall' applicazione  dell' articolo 13, pari  a  complessive  lire  100  milioni,  suddivisi  in ragione di lire 50 milioni per ciascuno degli  anni  1988  e 1989,  fanno  carico  al  capitolo  5769  dello   stato   di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1988 - 1990 e del bilancio per l' anno 1988, a fronte  dello stanziamento di pari importo  già  iscritto  a  bilancio  e riportato nell' elenco n. 1 allegato ai bilanci medesimi.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  28</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; "></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Gli oneri derivanti dall' applicazione  dell' articolo 15 fanno carico al capitolo 1602 dello stato  di  previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni  1988-1990 e del  bilancio  per   l' anno  1988,  il  cui  stanziamento presenta sufficiente disponibilità.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  29</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; "></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Gli oneri derivanti dall' applicazione  dell' articolo 16, commi 2  e 3,  pari  a  complessive  lire  200  milioni, suddivisi in ragione di lire 100 milioni per ciascuno  degli anni 1988 e 1989, fanno carico al capitolo 5341 dello  stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale  per  gli anni 1988-1990 e del bilancio per  l' anno  1988,  a  fronte dello stanziamento di pari importo già iscritto a  bilancio e riportato nell' elenco n. 1 allegato ai bilanci medesimi.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  30</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; "></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Gli oneri derivanti dall' applicazione  dell' articolo 18, pari a lire 75 milioni, suddivisi in ragione di lire  25 milioni per ciascuno degli anni  dal  1988  al  1990,  fanno carico al capitolo 6213  dello  stato  di  previsione  della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1988-1990 e  del bilancio per l' anno 1988, a fronte  dello  stanziamento  di pari  importo  già  iscritto   a   bilancio   e   riportato nell' elenco n. 1 allegato ai bilanci medesimi.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  31</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; "></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Gli oneri derivanti dall' applicazione  dell' articolo 19 fanno carico al capitolo 816 dello  stato  di  previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni  1988-1990 e del  bilancio  per   l' anno  1988,  il  cui  stanziamento presenta sufficiente disponibilità.</p></p></p></body></html>