﻿<html xmlns:nir="http://www.normeinrete.it/nir/2.1/" xmlns:dsp="http://www.normeinrete.it/nir/disposizioni/2.1/" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema" xmlns:h="http://www.w3.org/HTML/1998/html4"><head><META http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><title></title></head><body style="font-family:decima; font-size: 1.2em;"><p>Legge regionale 29 aprile 2015

      , n. 11 - TESTO VIGENTE dal 01/01/2026</p><p style="text-align: justify;"><strong>Disciplina organica in materia di difesa del suolo e di utilizzazione delle acque.</strong></p>Note riguardanti modifiche apportate all’intera legge:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo 61 bis aggiunto da art. 4, comma 24, L. R. 31/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo 61 ter aggiunto da art. 4, comma 24, L. R. 31/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Articolo 61 quater aggiunto da art. 4, comma 1, lettera z), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Articolo 19 bis aggiunto da art. 7, comma 8, lettera b), L. R. 12/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Titolo IV bis  aggiunto da art. 130, comma 1, L. R. 6/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Articolo 54 bis aggiunto da art. 130, comma 1, L. R. 6/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Articolo 54 ter aggiunto da art. 130, comma 1, L. R. 6/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Articolo 54 quater aggiunto da art. 130, comma 1, L. R. 6/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Articolo 38 bis aggiunto da art. 3, comma 2, lettera b), L. R. 18/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">PRINCIPI E DISCIPLINA GENERALE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">PRINCIPI E FINALITÀ</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 1</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Principi)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione Friuli Venezia Giulia disciplina l'assetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo, la gestione del demanio idrico e l'utilizzazione delle acque nell'ambito delle competenze attribuite dal decreto legislativo 25 maggio 2001, n. 265 (Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Friuli Venezia Giulia per il trasferimento di beni del demanio idrico e marittimo, nonché di funzioni in materia di risorse idriche e di difesa del suolo), e nel rispetto delle disposizioni a tutela dell’ambiente, della fauna e del paesaggio e dei principi della parte terza, sezione prima, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale).<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La Regione salvaguarda la sicurezza della popolazione e assicura la conservazione e la difesa del territorio attraverso azioni di prevenzione, di controllo del regime idraulico, di intervento sul reticolo idrografico, di risanamento idrogeologico e di controllo dell'uso del suolo e del sottosuolo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La Regione considera i bacini idrografici quali ecosistemi unitari e garantisce la valutazione coerente delle tematiche a essi concernenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>La Regione riconosce che il demanio idrico è un bene fondamentale da conservare, da valorizzare e da tutelare sotto il profilo del buon regime delle acque, della salvaguardia della naturalità dei corsi d'acqua e del paesaggio, nonché della generale fruibilità degli ambienti fluviale e lacuale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>La Regione riconosce che le acque rappresentano una fondamentale risorsa da salvaguardare e da utilizzare secondo i principi di razionalità e di solidarietà e ne assicura l'equa condivisione e l'accessibilità a tutti nei limiti dell'utilizzo sostenibile, nella tutela delle aspettative e dei diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>L'uso dell'acqua per il consumo umano è prioritario rispetto agli altri utilizzi dei corpi idrici superficiali o sotterranei che sono ammessi quando la risorsa è sufficiente e a condizione che non ledano la qualità dell'acqua destinata al consumo umano e l'equilibrio degli ecosistemi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Dopo il consumo umano, nei casi di siccità e di scarsità delle risorse idriche che richiedono la regolazione delle derivazioni in atto, è assicurata la priorità dell'uso agricolo.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 4, comma 46, lettera a), L. R. 12/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 2</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Finalità)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La difesa del suolo è realizzata attraverso una serie coordinata di azioni finalizzate a definire lo stato delle conoscenze e ad attuare una gestione del territorio che, considerandone i limiti fisici, persegua il risparmio delle risorse, la riduzione del rischio idrogeologico e idraulico, la prevenzione e la stabilizzazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico e il rispetto dell'ambiente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La Regione assicura la fruizione e la gestione del demanio idrico in funzione di un razionale assetto economico-sociale garantendo la protezione degli aspetti ambientali a essi connessi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La Regione, ai fini della riduzione del consumo d'acqua, promuove misure di ammodernamento delle infrastrutture pubbliche irrigue, nonché incentiva la trasformazione delle stesse da sistemi a scorrimento a sistemi che consentano un maggior risparmio della risorsa idrica.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>La Regione, al fine di garantire l'omogeneità delle condizioni di salvaguardia della vita umana e del territorio, nonché di utilizzazione delle risorse e dei beni e di gestione dei servizi connessi, effettua la valutazione sistemica del territorio regionale mediante la predisposizione di un sistema di strumenti conoscitivi, la pianificazione, la programmazione e l'attuazione degli interventi destinati al conseguimento degli obiettivi della presente legge.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Gli enti pubblici operanti sul territorio concorrono alla realizzazione delle finalità di cui alla presente legge in base ai principi di sussidiarietà, di leale collaborazione e di adeguatezza.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISPOSIZIONI GENERALI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 3</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Definizioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Ai fini della presente legge si intende per:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>acquifero: uno o più strati sotterranei di roccia o di altri strati geologici di permeabilità, sufficiente a consentire un flusso significativo di acque sotterranee o l'estrazione di quantità significative di acque sotterranee;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>alveo inciso o attivo: porzione dell'area fluviale, generalmente incisa e compresa tra le sponde, all'interno della quale hanno luogo i deflussi liquidi del corso d'acqua in condizioni di piena ordinaria, ancorché rimanga asciutta durante gran parte dell'anno;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>alveo di piena: porzione dell'area fluviale comprendente l'alveo inciso e una parte delle aree a esso adiacenti che contribuiscono al deflusso di portate di piena superiori a quelle di piena ordinaria;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>area fluviale: aree del corso d'acqua morfologicamente riconoscibili o all'interno delle quali possono svolgersi processi morfodinamici e di invaso che le caratterizzano anche in relazione alla piena di riferimento; l'area fluviale è individuata dai piani di bacino ai sensi del decreto legislativo 152/2006; in mancanza di un'individuazione nei piani medesimi, l'area fluviale si intende ricompresa nella porzione di territorio tra i piedi esterni degli argini ovvero tra i cigli della sponda, incluse le golene eventualmente presenti; nel caso di alvei a sponde variabili o incerte, la delimitazione dell'area fluviale è determinata sulla base di una piena di progetto avente un tempo di ritorno di cento anni;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>argine: opera idraulica in rilevato rispetto al piano di campagna, avente sviluppo in senso longitudinale al corso d'acqua o alla linea di costa, a diversa tipologia costruttiva, con funzioni di contenimento dei livelli idrici delle piene fluviali o delle maree, a protezione del territorio limitrofo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>argine costiero: argine che si sviluppa lungo la costa del mare o della laguna di Marano-Grado, con funzione di difesa del territorio retrostante; in corrispondenza delle immissioni di corsi d'acqua nel mare o in laguna, laddove l'argine costiero si congiunge con l'argine del corso d'acqua immissario, la separazione tra i due è convenzionalmente definita in corrispondenza della sezione del corso d'acqua che dista 50 metri dalla foce; nel tratto che delimita la laguna di Marano-Grado dalla terraferma l'argine costiero è definito argine di conterminazione lagunare;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>bacino idrografico: il territorio nel quale scorrono tutte le acque superficiali attraverso una serie di torrenti, fiumi e, eventualmente, laghi per sfociare al mare in un'unica foce, a estuario o delta;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>bacino a scolo alternato: zone nelle quali il convogliamento delle acque verso il corpo idrico recettore è attuato mediante impianti di sollevamento o a scolo naturale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>bacino a scolo meccanico: zone trasformate a seguito di interventi di bonifica nelle quali il convogliamento delle acque verso il corpo idrico ricettore è attuato mediante impianti di sollevamento;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>bilancio idrico: la comparazione, nel periodo di tempo considerato, fra le risorse idriche disponibili o reperibili in un determinato bacino o sottobacino, superficiale e sotterraneo, al netto delle risorse necessarie alla conservazione degli ecosistemi acquatici e i fabbisogni per i diversi usi esistenti o previsti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">k) </span>corpo idrico sotterraneo: volume distinto di acque sotterranee contenute da una o da più falde acquifere;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">l) </span>corpo idrico superficiale: un elemento distinto e significativo di acque superficiali, quale un lago, un bacino artificiale, un torrente, un fiume o canale, parte di un torrente, fiume o canale, nonché di acque di transizione o un tratto di acque costiere;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">m) </span>corso d'acqua: corpo idrico che scorre prevalentemente in superficie (torrente, rio, fiume, roggia, canale), con esclusione delle reti urbane di fognatura e di drenaggio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">n) </span>costa: linea di contatto fra la terraferma o le isole con le acque marine, lagunari o lacustri;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">o) </span>deflusso minimo vitale (DMV): livello minimo di deflusso di un corso d'acqua necessario a garantire la vita degli organismi animali e vegetali nell'alveo sotteso e gli equilibri degli ecosistemi interessati;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">p) </span>derivazioni: qualsiasi prelievo di acqua pubblica da corpi idrici superficiali, sotterranei o sorgenti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">q) </span>difesa di sponda: opera idraulica a diversa tipologia costruttiva con andamento longitudinale rispetto alla sponda dell'alveo o addossata a essa, avente funzione di protezione della sponda stessa nei confronti dell'azione idrodinamica esercitata dalla corrente o rispetto a fenomeni di instabilità gravitativi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">r) </span>dissesto idrogeologico: condizione che caratterizza aree laddove processi naturali o antropici, relativi alla dinamica dei corpi idrici, del suolo o dei versanti, determinano condizioni di pericolo sul territorio nella definizione sono ricompresi il dissesto idraulico, il dissesto geologico e il dissesto valanghivo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">s) </span>falda: acque sotterranee circolanti attraverso la zona satura dell'acquifero;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">t) </span>golena: parte dell'area fluviale compresa tra l'alveo attivo e le sponde o gli argini del fiume che viene invasa dalle acque durante gli eventi di piena;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">u) </span>interventi di difesa delle coste: interventi finalizzati alla protezione e alla conservazione della linea di costa e degli arenili;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">v) </span>invarianza idraulica: principio secondo il quale la trasformazione di un'area avviene senza provocare un aggravio della portata di piena del corpo idrico o della rete di drenaggio riceventi i deflussi originati dall'area stessa;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">w) </span>invaso: corpo idrico superficiale interno e fermo, costituito da un accumulo di acqua creato artificialmente mediante la realizzazione di uno sbarramento;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">x) </span>lago: corpo idrico superficiale interno e fermo costituito da un accumulo di acqua di origine naturale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">y) </span>lavori d'urgenza o di pronto intervento: lavori realizzati con procedura d'urgenza ai sensi della normativa in materia di lavori pubblici o ai sensi della legge regionale 29 dicembre 1976, n. 69 (Interventi d'urgenza per opere e lavori di competenza dell'Assessorato regionale dell'agricoltura, delle foreste e dell'economia montana), o ai sensi dell'articolo 57 della legge regionale 23 aprile 2007, n. 9 (Norme in materia di risorse forestali);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">z) </span>manutenzione: l'insieme delle operazioni necessarie per mantenere in buono stato idraulico-ambientale gli alvei dei corsi d'acqua, in buone condizioni idrogeologiche i versanti e in efficienza le opere idrauliche, le opere di sistemazione idrogeologica e le sistemazioni idraulico-forestali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">aa) </span>manutenzione ordinaria: gli interventi da svolgere periodicamente e ordinariamente ai fini della conservazione e del mantenimento in efficienza delle opere, consistenti nella riparazione, nel rinnovamento e nella sostituzione delle parti deteriorate degli elementi di difesa, nonché gli interventi necessari a integrare e mantenere in efficienza le sezioni originarie di deflusso dei corsi d'acqua;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">bb) </span>manutenzione straordinaria: interventi di riparazione, di ricostruzione e di miglioramento delle opere, consistenti nella costruzione, nella sistemazione, nella riparazione, nella modifica e nella sostituzione degli elementi di difesa necessari per il rinnovamento, per il risanamento, per il consolidamento, nonché per la trasformazione degli stessi in opere anche diverse da quelle originarie ma compatibili e funzionali ai compiti di difesa idraulica alla quale sono preposti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">cc) </span>materiale litoide:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1) </span>ghiaia o sabbia pronta;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2) </span>misto granulometrico di sabbia o ghiaia da vagliare o lavorare al frantoio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3) </span>misto sabbia e limo argilloso;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4) </span>massi di volume superiore a 0,5 metri cubi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5) </span>materiale eterogeneo di scarsa qualità misto di ghiaia, sabbia, limo e argilla senza impurità o comprensivo di ceppaie, ramaglie ed eventuali trovanti;</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">dd) </span>opera idraulica: manufatto finalizzato alla regimazione o alla regolazione del regime idraulico del corso d'acqua o alla difesa idraulica delle sponde o del territorio; rientrano tra le opere idrauliche, anche se esterni all'alveo o all'area fluviale, i manufatti finalizzati alla regolazione del regime idraulico mediante sottrazione di portata e convogliamento della stessa in un altro corso d'acqua;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">ee) </span>piena ordinaria: piena corrispondente al livello, in una sezione di un corso d'acqua che, rispetto alla serie storica dei massimi livelli misurati nella stessa sezione, è uguagliata o superata nel 50 per cento dei casi; nei corsi d'acqua non dotati di stazioni di misura, è considerata ordinaria la piena caratterizzata da un valore di portata al colmo che viene uguagliato o superato in media una volta in un periodo di due anni;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">ff) </span>polizia delle acque: attività diretta alla tutela delle acque mediante la regolamentazione degli usi delle stesse;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">gg) </span>polizia idraulica: insieme delle funzioni amministrative dirette alla tutela delle opere idrauliche, del buon regime idraulico dei corsi d'acqua, della conservazione del demanio idrico in funzione della sicurezza dei territori limitrofi al corso d'acqua;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">hh) </span>pronto intervento di protezione civile: opere urgenti di qualunque tipologia realizzate, su disposizione del Presidente della Regione o dell'Assessore regionale delegato alla protezione civile ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale 31 dicembre 1986, n. 64 (Organizzazione delle strutture ed interventi di competenza regionale in materia di protezione civile), in caso d'urgenza e in previsione di un rischio di emergenza, nonché nel corso dello stato di emergenza;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">ii) </span>regimazione idraulica: insieme coordinato e sistematico di interventi che comporta la sostanziale modifica delle caratteristiche geometriche e idrauliche di un corso d'acqua; a titolo esemplificativo, comprende l'esecuzione di nuove opere, la variazione delle sezioni di deflusso, dello sviluppo planimetrico, delle pendenze e delle scabrezze del corso d'acqua, comportando di conseguenza modifiche al regime idraulico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">jj) </span>regolazione idraulica: variazione della portata di un corso d'acqua che si ottiene mediante la realizzazione di opere aventi la funzione di trattenuta temporanea e di graduale rilascio dei volumi d'acqua defluenti, o mediante la realizzazione di opere finalizzate alla sottrazione di portate dal corso d'acqua;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;"> jj bis) </span>canalizzazione: rivestimento, parziale o totale, delle sponde o del fondo dell'alveo di un corso d'acqua con materiali artificiali, progettato per la regolarizzazione della sezione e dell'assetto plano-altimetrico in funzione delle caratteristiche dei deflussi, con la finalità di salvaguardare la sicurezza e la stabilità di insediamenti e di infrastrutture;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">kk) </span>rete idrografica o reticolo idrografico: insieme dei corsi d'acqua che costituiscono il sistema drenante alveato del bacino idrografico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">ll) </span>reti di drenaggio urbano: sistema di canalizzazioni artificiali sotterranee per raccogliere e allontanare da insediamenti civili o produttivi le acque meteoriche;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">mm) </span>sbarramento: opera artificiale realizzata in modo da interrompere il corso d'acqua e da formare un invaso, temporaneo o permanente, o un rigurgito;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">nn) </span>servizio di piena: insieme delle attività di monitoraggio e di controllo attivo, nonché di intervento da attivare al manifestarsi di un evento di piena che potrebbe dare origine a situazioni di pericolo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">oo) </span>sistema derivatorio: insieme di diverse strutture (opere di presa superficiale o sotterranea, rete di collegamento, di adduzione e di distribuzione, impianto di utilizzo o ambito servito, eventuali cessioni d'acqua per utilizzi diversi, opere di restituzione) che costituiscono un unico complesso per la gestione e l'utilizzo dell'acqua prelevata;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">pp) </span>sistemazione idrogeologica: intervento di carattere geologico-tecnico, idraulico-forestale e ingegneristico-ambientale, volto a prevenire o a mitigare gli effetti dannosi del dissesto idrogeologico, nonché a ripristinare le opportune condizioni di sicurezza dei luoghi a seguito di calamità naturali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">qq) </span>sistemazioni idraulico-forestali: gli interventi e le opere che si attuano nel territorio montano finalizzati alla conservazione e alla difesa dei terreni soggetti a processi erosivi, mediante il consolidamento dei versanti instabili, l'esecuzione di opere paravalanghe, di paramassi, il ripristino e la regolazione delle normali sezioni di deflusso, nonché la riqualificazione ambientale attuata attraverso la realizzazione di opere e di manufatti, anche idraulici, compresa la viabilità di servizio, con il più ampio ricorso alle tecniche costruttive dell'ingegneria naturalistica;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">rr) </span>Sistema regionale integrato di protezione civile: servizio pubblico a tutela dell'integrità della vita, dei beni e dell'ambiente rispetto all'insorgere degli eventi calamitosi, assicurato dall'apporto integrato di diverse componenti pubbliche e private che intervengono in modo coordinato sulla base della legge 24 febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile), e della legge regionale 64/1986, nonché dei protocolli d'intesa siglati a livello istituzionale tra gli organi dello Stato e della Regione incaricati del servizio medesimo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">ss) </span>sorgente: punto del terreno da cui scaturisce, per defluire superficialmente, una vena d'acqua sotterranea;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">tt) </span>sotto bacino o sub-bacino: territorio nel quale scorrono tutte le acque superficiali attraverso una serie di torrenti, fiumi, rogge, canali ed eventualmente laghi per sfociare in un punto specifico di un corso d'acqua, di solito un lago o la confluenza di un fiume;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">uu) </span>sponda: linea che delimita l'alveo inciso di un corso d'acqua; nei casi di sponda fissa essa è generalmente costituita dalla scarpata, naturale o artificiale, che delimita l'incisione morfologica costituente l'alveo; nei casi di sponda variabile o incerta, la linea di sponda è individuata sulla base del livello idrico della piena ordinaria;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">vv) </span>zona montana: area del territorio regionale delimitata nella cartografia di cui all'articolo 4, comma 2;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">vv bis) </span>sinkhole naturale: dissesto idrogeologico assimilato a dissesto franoso dovuto a sprofondamento o a collasso naturale improvviso che può dare origine a voragini generalmente di forma sub-circolare a diametro variabile.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera r) del comma 1 da art. 4, comma 1, lettera a), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Lettera jj bis) del comma 1 aggiunta da art. 4, comma 49, lettera a), L. R. 13/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera l) del comma 1 da art. 29, comma 1, lettera a), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Lettera vv bis) del comma 1 aggiunta da art. 29, comma 1, lettera b), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Lettera l) del comma 1 sostituita da art. 4, comma 1, lettera a), L. R. 13/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 4</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Classificazione dei corsi d'acqua)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>I corsi d'acqua che, sulla base del Catasto regionale dei corsi d'acqua, dei laghi naturali e degli invasi di cui all'articolo 6, comma 3, lettera a), costituiscono la rete idrografica del territorio regionale, sono suddivisi nelle seguenti classi:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>corsi d'acqua di classe 1: corsi d'acqua naturali principali, il cui bacino idrografico si estende prevalentemente nella zona montana della regione e che sfociano direttamente nel mare, nonché i loro affluenti che sottendono un bacino idrografico avente superficie superiore a 100 chilometri quadrati; i corsi d'acqua e i relativi affluenti ricadenti nei fondovalle montani mantengono tale classificazione fino ai tratti che attraversano o si sviluppano in corrispondenza dell'ultimo centro abitato di fondovalle, sia esso capoluogo comunale o frazione, del comune sito più a monte nel rispettivo bacino idrografico; possono altresì essere inclusi in questa classe tratti di ulteriori affluenti, anche se aventi bacini idrografici con estensione minore, che si sviluppano per parte del loro corso al di fuori del territorio regionale o sono interessati dalla presenza di bacini d'invaso o di centri abitati di fondovalle esposti alla dinamica fluviale o perché esigenze di funzionalità della gestione idraulica lo richiedano;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>corsi d'acqua di classe 2: corsi d'acqua naturali e relativi affluenti, non ricompresi nei corsi d'acqua di classe 1, il cui bacino idrografico si estende prevalentemente nelle aree non ricomprese nella zona montana e avente superficie superiore a 10 chilometri quadrati; i corsi d'acqua di questa classe ricadenti nei fondovalle montani possono mantenere tale classificazione fino ai tratti che attraversano o si sviluppano in corrispondenza dell'ultimo centro abitato di fondovalle, sia esso capoluogo comunale o frazione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>corsi d'acqua di classe 3: corsi d'acqua naturali e relativi affluenti, ancorché non cartografati, compresi nei bacini idrografici della zona montana aventi superficie inferiore a quelli di classe 1; rientrano in tale classe anche i tratti in prosecuzione verso monte dei corsi d'acqua di classe 1 e 2; rientrano in tale classe anche i corsi d'acqua aventi caratteristiche idromorfologiche analoghe a quelli della zona montana i cui bacini si estendono nelle aree esterne alla stessa;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>corsi d'acqua di classe 4: i canali e le rogge facenti parte delle reti di bonifica e di irrigazione, con esclusione dei canali lagunari e marittimi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>corsi d'acqua di classe 5: i corsi d'acqua naturali e artificiali, non compresi nelle classi 1, 2, 3 e 4, ancorché non figurino nella cartografia di cui al comma 2; rientrano in tale classe anche i corsi d'acqua su terreno non demaniale o privato.</p><p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La classificazione dei corsi d'acqua del territorio regionale, finalizzata all'allocazione delle funzioni di gestione a essi connesse, è rappresentata dalla cartografia contenuta nell'Allegato A.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La cartografia di cui al comma 2, redatta in formato cartaceo e su supporto informatico dalla struttura regionale competente in materia di difesa del suolo, è depositata presso la medesima struttura, nonché presso gli uffici della Giunta regionale ed è pubblicata sul sito istituzionale della Regione. Ai fini della classificazione a scala di maggiore dettaglio rispetto alla cartografia in formato cartaceo, si fa riferimento ai relativi dati in formato digitale elaborati dalla struttura regionale competente entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Le modifiche della cartografia concernenti l'attribuzione o la modifica della classe del corso d'acqua, sono disposte con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>All'infuori dei casi di cui al comma 4, la cartografia è aggiornata a cura della struttura regionale competente in materia di difesa del suolo con decreto del direttore centrale della struttura regionale competente in materia di ambiente, pubblicato sul sito istituzionale della Regione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Nei casi in cui il limite di separazione tra due tronchi fluviali contigui, ma rientranti in classi diverse, non sia individuabile sul territorio o sia necessario rettificarlo, l'identificazione è effettuata mediante l'accertamento sul sito e la redazione di un verbale a cura della struttura regionale competente in materia di difesa del suolo, controfirmato dai soggetti competenti alla gestione dei tronchi fluviali contigui.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Ai fini della classificazione i tronchi fluviali che formano la confluenza di due corsi d'acqua di classe diversa assumono la classe del corso di importanza superiore, con riguardo al tratto interessato dallo svolgimento delle attività necessarie al mantenimento del buon regime idraulico della confluenza stessa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>I corsi d'acqua di cui al comma 1 mantengono la classificazione attribuita dalla cartografia fino al loro sbocco in mare o in laguna, ancorché l'ultimo tratto prima della foce appartenga al demanio marittimo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Nell'ambito della classificazione dei corsi d'acqua, ai fini dell'individuazione del limite di separazione tra tratti di corsi d'acqua contigui ma appartenenti a classi diverse, sono considerate anche le esigenze di funzionalità della gestione idraulica da parte dei soggetti competenti.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera c) del comma 1 da art. 4, comma 1, lettera b), L. R. 3/2018</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 5</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Classificazione delle opere idrauliche e idraulico forestali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Ai fini della presente legge le opere idrauliche sono suddivise nelle seguenti tipologie:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>opere di rilevanza regionale:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1) </span>le difese di sponda e gli argini lungo i corsi d'acqua di classe 1 e 3, con esclusione delle opere, ancorché interessanti le stesse tipologie di corsi d'acqua, di cui alle lettere b), d) ed e); rientrano, altresì, in tale categoria le opere lungo i corsi d'acqua di classe 1 e 3 già classificate di seconda e di terza categoria ai sensi degli articoli 5 e 7 del regio decreto 25 luglio 1904, n. 523 (Testo unico delle disposizioni di legge interno alle opere idrauliche delle diverse categorie);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2) </span>le opere aventi finalità di regimazione o di regolazione dei corsi d'acqua di classe 1 e 3;</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>opere di rilevanza subregionale:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1) </span>le difese di sponda e gli argini lungo i corsi d'acqua di classe 2, con esclusione delle opere, ancorché interessanti le stesse tipologie di corsi d'acqua, di cui alle lettere d) ed e); rientrano, altresì, in tale categoria le opere lungo i corsi d'acqua di classe 2 già classificate di seconda e di terza categoria ai sensi degli articoli 5 e 7 del regio decreto 523/1904;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2) </span>le opere aventi la finalità di regimazione o di regolazione del regime idraulico dei corsi d'acqua di classe 2;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3) </span>le opere lungo i corsi d'acqua di classe 1, 2 e 3, aventi la finalità specifica di difendere infrastrutture di interesse pubblico ai sensi dell'articolo 12 del regio decreto 523/1904, con esclusione delle opere di cui alla lettera d), numero 3);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4) </span>gli argini costieri;</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>opere di rilevanza consortile:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1) </span>le opere lungo i corsi d'acqua di classe 4, finalizzate al mantenimento o all'adeguamento della capacità di scolo delle reti, alla regolazione dei deflussi, allo scarico nei corpi idrici ricettori;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2) </span>le opere lungo i canali irrigui;</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>opere di rilevanza comunale:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1) </span>le opere aventi la finalità di regimazione o di regolazione del regime idraulico dei corsi d'acqua di classe 5;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2) </span>le difese di sponda e gli argini lungo i corsi d'acqua di classe 5, nonché lungo i corsi d'acqua di classe 2 e 3, qualora aventi la finalità di proteggere dalle inondazioni e dalle erosioni i centri abitati costituenti capoluogo o frazione di comuni e le zone destinate ad attività produttive, se non comprese nelle opere di cui alle lettere a) e b);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3) </span>le difese di sponda e gli argini lungo i corsi d'acqua di classe 1, 2, 3 e 4 finalizzati alla difesa di insediamenti isolati o sparsi, nonché di beni, infrastrutture e attrezzature comunali;</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>opere di rilevanza locale o di interesse privato:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1) </span>le difese di sponda e gli argini lungo i corsi d'acqua di ogni classe, nonché gli impianti di sollevamento nelle aree di bonifica, realizzati su iniziativa privata e finalizzati alla difesa di insediamenti, di beni, di infrastrutture e di attrezzature di esclusivo interesse del soggetto attuatore, ai sensi degli articoli 58 e 95 del regio decreto 523/1904;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2) </span>le opere lungo i corsi d'acqua di ogni classe aventi finalità di derivazione e di utilizzazione delle acque;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3) </span>ogni altra opera non compresa nelle categorie di cui alle lettere a), b), c) e d).</p></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Ai fini della presente legge le opere di sistemazione idraulico-forestale, definite all'articolo 3, comma 1, lettera qq), sono opere di rilevanza regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Ai fini della presente legge le opere idrauliche realizzate dallo Stato sui corsi d'acqua di classe 1 sono equiparate alle opere idrauliche di rilevanza regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>La classificazione delle opere idrauliche e idraulico-forestali esistenti e delle opere idrauliche già classificate di seconda e di terza categoria ai sensi degli articoli 5 e 7 del regio decreto 523/1904, nonché delle relative variazioni, è disposta con decreto del direttore centrale della struttura regionale competente in materia di ambiente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>La classificazione delle nuove opere idrauliche e idraulico-forestali realizzate dalla Regione, dai Comuni, dai Consorzi di bonifica, nonché da altri soggetti o enti pubblici, anche con fondi propri, è disposta con decreto del direttore centrale della struttura regionale competente in materia di ambiente, pubblicato sul sito istituzionale della Regione. A tal fine gli enti attuatori, contestualmente alla richiesta di rilascio dell'autorizzazione idraulica, trasmettono alla struttura regionale competente in materia di difesa del suolo la domanda di classificazione delle opere idrauliche da realizzare.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Gli oneri connessi alla costruzione e alla gestione delle opere di rilevanza locale o di interesse privato di cui al comma 1, lettera e), sono a carico dei soggetti attuatori e utilizzatori delle opere stesse; gli interventi di cui all'articolo 19 che interessano tali opere sono a carico dei soggetti attuatori e dei loro aventi causa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>I soggetti proprietari o gestori dei corsi d'acqua di classe 5 eseguono gli interventi relativi ai corsi d'acqua di cui all'articolo 20, comma 1, gli interventi relativi alle opere idrauliche di cui all'articolo 31, comma 1, nonché gli interventi d'urgenza.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>La realizzazione di opere sul suolo demaniale da parte di soggetti diversi dalla Regione è subordinata al provvedimento di concessione da parte della struttura regionale competente a gestire il demanio della Regione.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 6</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sistema informativo regionale per la difesa del suolo)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'azione di difesa nei confronti di tutte le tipologie di dissesto consiste sia nell'intervento di prevenzione che nell'intervento di ripristino dei danni causati dal dissesto.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Ai fini di cui al comma 1 la Regione si dota di un Sistema informativo regionale per la difesa del suolo finalizzato a garantire l'organicità e la congruenza della pianificazione degli interventi nei bacini idrografici, nonché dell'esecuzione e della manutenzione delle opere di difesa idrogeologica, idraulica, idraulico-forestale, idraulico-agraria e di bonifica.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Il Sistema informativo regionale per la difesa del suolo comprende i seguenti strumenti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il Catasto regionale dei corsi d'acqua, dei laghi naturali e degli invasi, quale sistema informativo dinamico che rileva e censisce i corsi d'acqua, i laghi naturali e gli invasi, fornendone un'evidenza geograficamente referenziata, nonché raccoglie e ordina le informazioni relative ai medesimi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>il Catasto regionale delle opere idrauliche e idraulico-forestali, quale sistema informativo dinamico che rileva, censisce e classifica le opere idrauliche e idraulico-forestali presenti sul territorio regionale, fornendone un'evidenza geograficamente referenziata;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>il Catasto regionale dei dissesti franosi e delle opere di difesa, quale sistema informativo dinamico finalizzato al censimento degli stessi e alla conoscenza tecnico-scientifica del territorio regionale, che garantisce il coordinamento dell'acquisizione di informazioni territoriali relative ai fenomeni di dissesto franoso attivi o quiescenti e l'archiviazione su base cartografica, informatica e iconografica, compatibile con gli standard regionali e nazionali, dei documenti e delle informazioni inerenti a tali fenomeni, nonché l'analisi dell'evoluzione e dell'attività degli stessi attraverso una corretta valutazione della pericolosità e del rischio idrogeologico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>il Catasto regionale degli eventi di dissesto idrogeologico, quale sistema informativo dinamico che rileva e censisce le informazioni relative agli eventi franosi, idraulici e valanghivi che interessano il territorio regionale, avente quali centri di rilevamento principali le Stazioni forestali, la Centrale operativa della Protezione civile regionale e le strutture tecniche regionali; ogni evento è individuato mediante i dati forniti da una scheda e la relativa ubicazione cartografica georeferenziata;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d bis) </span>il Catasto regionale dei dissesti idraulici, quale sistema informativo dinamico finalizzato al censimento degli stessi e alla conoscenza tecnico-scientifica del territorio regionale, che garantisce il coordinamento dell'acquisizione di informazioni territoriali relative ai fenomeni di dissesto idraulico e l'archiviazione su base cartografica, informatica e iconografica, compatibile con gli standard regionali e nazionali, dei documenti e delle informazioni inerenti a tali fenomeni, nonché l'analisi degli stessi nel tempo attraverso una corretta valutazione della pericolosità idraulica e del conseguente rischio idrogeologico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d ter) </span>il Catasto regionale dei progetti di sistemazione dei dissesti idrogeologici, quale sistema informativo dinamico finalizzato al coordinamento degli interventi di sistemazione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d quater) </span>il Catasto delle valanghe di cui all'articolo 2 della legge regionale 20 maggio 1988, n. 34 (Norme per la prevenzione dei rischi delle valanghe), anche finalizzato a una corretta valutazione della pericolosità e del conseguente rischio dei fenomeni valanghivi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>il Catasto regionale degli sbarramenti, quale sistema informativo dinamico che rileva e censisce gli sbarramenti di competenza regionale, fornendone un'evidenza geograficamente referenziata, raccoglie e ordina le informazioni relative ai medesimi, inoltre garantisce l'evidenza geografica referenziata e la denominazione degli sbarramenti di competenza nazionale, nonché costituisce lo strumento di supporto alle attività di costruzione, di esercizio e di vigilanza di cui all'articolo 19;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>il Catasto regionale degli scarichi su corpo idrico superficiale, quale sistema informativo dinamico per la gestione delle informazioni sugli scarichi autorizzati di acque reflue urbane, domestiche, industriali e industriali assimilate alle domestiche;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f bis) </span>il Catasto regionale dei sinkhole naturali, quale sistema informativo dinamico finalizzato al censimento degli stessi e alla conoscenza tecnico-scientifica del territorio regionale, avente quale centro di rilevamento principale la struttura regionale competente in materia di geologia, che garantisce il coordinamento dell'acquisizione di informazioni territoriali attuali o storiche inerenti a tali fenomeni anche tramite archiviazione su base cartografica, informatica e iconografica e l'individuazione di una metodologia per la valutazione corretta della loro pericolosità e rischio idrogeologico.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Il Sistema informativo regionale per la difesa del suolo è implementato con le modalità definite dal provvedimento di cui all'articolo 14, comma 3, lettera a), dai soggetti coinvolti nella difesa del suolo, in base alle rispettive competenze in materia di:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>opere idraulico-forestali e opere idraulico-agrarie;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>opere idrauliche;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>dissesti franosi e opere di difesa;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>opere di pronto intervento e lavori d'urgenza attivati.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Le strutture regionali rispettivamente competenti per materia:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>organizzano, gestiscono e archiviano i dati contenuti nei Catasti regionali, avvalendosi di mezzi e di supporti informatici che rispondono a criteri di compatibilità con gli standard regionali e nazionali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>modificano, aggiornano, validano e certificano i dati dei Catasti regionali la cui pubblicazione sul sito istituzionale della Regione costituisce certificazione di conformità all'originale dei dati in esso contenuti;</p><p style="text-align: justify;"><strong>c) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p><span style="">(5)</span><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Il Sistema informativo regionale per la difesa del suolo consente a tutti i soggetti coinvolti nella difesa del suolo la condivisione dei processi di gestione, delle evidenze di dissesto, delle necessità di intervento, delle competenze a realizzare gli interventi, degli obblighi di comunicazione alle autorità statali competenti, delle informazioni ai soggetti interessati e agli Enti locali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>I dati contenuti nei Catasti regionali sono resi accessibili ai cittadini attraverso il sito istituzionale della Regione nell'ambito dell'Infrastruttura Regionale di Dati Ambientali e Territoriali per il Friuli Venezia Giulia (IRDAT-FVG).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>I Catasti regionali sono strumenti di supporto alle attività di programmazione di cui all'articolo 11.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>La Protezione civile della Regione, a supporto delle funzioni che le sono attribuite ai sensi della legge regionale 64/1986, realizza e gestisce nell'ambito del Sistema integrato di Protezione civile il sistema informativo finalizzato alla raccolta delle segnalazioni di dissesto idrogeologico che pervengono alla Sala operativa regionale e in grado di fornire l'evoluzione in tempo reale delle situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, per l'ambiente e per i beni esposti. Il sistema informativo è aggiornato con le informazioni relative alle opere di pronto intervento e ai lavori d'urgenza attuati, nonché è reso accessibile agli enti cui compete la realizzazione degli interventi relativi ai corsi d'acqua e degli interventi di sistemazione dei dissesti franosi, anche ai fini della programmazione degli interventi di messa in sicurezza del territorio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10. </span>Il Sistema informativo regionale per la difesa del suolo riceve le segnalazioni dei dissesti franosi che interessano la viabilità, ai fini del coordinamento, da parte delle strutture regionali e degli altri Enti competenti, degli interventi urgenti di ripristino della stessa, di classificazione delle aree pericolose, nonché di pianificazione e di messa in sicurezza.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Lettera d) del comma 3 sostituita da art. 4, comma 1, lettera c), numero 1  .1), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Lettera d bis) del comma 3 aggiunta da art. 4, comma 1, lettera c), numero 1  .2), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Lettera d ter) del comma 3 aggiunta da art. 4, comma 1, lettera c), numero 1  .2), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Lettera d quater) del comma 3 aggiunta da art. 4, comma 1, lettera c), numero 1  .2), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera b) del comma 5 da art. 4, comma 1, lettera c), numero 2  .1), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Lettera c) del comma 5 abrogata da art. 4, comma 1, lettera c), numero 2  .2), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Lettera f bis) del comma 3 aggiunta da art. 30, comma 1, L. R. 7/2025</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">ATTRIBUZIONE DELLE FUNZIONI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">FUNZIONI DELLA REGIONE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 7</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Funzioni della Regione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione svolge le seguenti funzioni:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la pianificazione e la programmazione delle azioni connesse alla gestione del reticolo idrografico e delle risorse idriche, nonché alla sicurezza idrogeologica del territorio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>l'indirizzo, il coordinamento e la vigilanza in relazione alle funzioni attribuite ai Comuni e ai Consorzi di bonifica ai sensi della presente legge;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>l'attribuzione delle risorse finanziarie ai Comuni e ai Consorzi di bonifica;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>l'esercizio dei poteri sostitutivi, nonché la determinazione e l'irrogazione delle sanzioni ai sensi, rispettivamente, degli articoli 55, 56 e 57;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>le funzioni in materia di difesa del suolo di cui all'articolo 8;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>le funzioni in materia di utilizzazione delle acque di cui all'articolo 9;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>la valutazione, la gestione e la predisposizione, in coordinamento con l'Autorità di bacino distrettuale, dei piani di gestione del rischio di alluvioni nell'ambito delle competenze attribuite dal decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49 (Attuazione della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>la convocazione della conferenza programmatica di cui all'articolo 68, comma 3, del decreto legislativo 152/2006, finalizzata all'adozione e all'attuazione dei piani stralcio di distretto per l'assetto idrogeologico (PAI) e alla necessaria coerenza tra pianificazione di distretto e pianificazione territoriale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>la collaborazione con l'Autorità di bacino distrettuale nella predisposizione del piano di bacino distrettuale e del piano stralcio di distretto per l'assetto idrogeologico di cui, rispettivamente, agli articoli 65 e 67 del decreto legislativo 152/2006;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>la collaborazione con l'Autorità di bacino distrettuale nella predisposizione del piano di gestione del distretto idrografico previsto dall'articolo 117 del decreto legislativo 152/2006;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">k) </span>l'approvazione dei piani stralcio per l'assetto idrogeologico relativi ai bacini già di rilievo regionale, previa convocazione della conferenza programmatica di cui all'articolo 68, comma 3, del decreto legislativo 152/2006, secondo le procedure di cui all'articolo 14 della legge regionale 3 luglio 2002, n. 16 (Disposizioni relative al riassetto organizzativo e funzionale in materia di difesa del suolo e di demanio idrico), nelle more della completa unificazione delle procedure a livello di distretto idrografico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">l) </span>l'aggiornamento e l'integrazione dei piani stralcio per l'assetto idrogeologico relativi ai bacini già di rilievo regionale, nei casi previsti dalle relative norme di attuazione, con decreto del Presidente della Regione, previa conforme deliberazione della Giunta regionale.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 8</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Funzioni di difesa del suolo)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione svolge le seguenti funzioni di difesa del suolo:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>l'istituzione e la gestione del Sistema informativo regionale per la difesa del suolo di cui all'articolo 6;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la gestione delle reti regionali di monitoraggio in tempo reale confluenti nel sistema integrato di protezione civile di cui alla legge regionale 64/1986;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>l'individuazione e il finanziamento degli interventi di cui all'articolo 11;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 20, comma 1, relativi ai corsi d'acqua di classe 1 e 3, fatte salve le competenze dello Stato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 31, comma 1, relativi alle opere idrauliche di rilevanza regionale, sui corsi d'acqua di classe 1 e 3, fatte salve le competenze dello Stato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>la realizzazione degli interventi di difesa e di conservazione delle coste a esclusione dei centri abitati costieri;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>la realizzazione delle sistemazioni idraulico-forestali di cui all'articolo 32 relative ai corsi d'acqua di classe 3;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>la realizzazione degli interventi di sistemazione dei dissesti franosi di rilevanza regionale di cui all'articolo 34;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>i lavori d'urgenza sui corsi d'acqua di classe 1 e 3;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>i lavori di pronto intervento sui corsi d'acqua di classe 3 ai sensi dell'articolo 57 della legge regionale 9/2007;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">k) </span>il rilascio dell'autorizzazione alla realizzazione degli sbarramenti di competenza regionale e le relative funzioni di controllo, ai sensi dell'articolo 61, comma 3, e dell'articolo 114 del decreto legislativo 152/2006;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">l) </span>il rilascio dell'autorizzazione degli interventi di ripascimento degli arenili;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">m) </span>il rilascio dell'autorizzazione idraulica di cui all'articolo 17 sui corsi d'acqua di classe 1, 2, 3 e 5, nonché la verifica della conformità del progetto definitivo dell'intervento alle finalità del finanziamento assegnato ai sensi dell'articolo 11, comma 10;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">n) </span>l'emissione del parere idraulico per il rilascio delle concessioni sui beni del demanio idrico, nonché del parere idraulico di cui all'articolo 17, comma 8;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">o) </span>l'accertamento della cessata funzionalità idraulica ai fini della sdemanializzazione di beni del demanio idrico relativamente ai corsi d'acqua di tutte le classi e previo parere dei Consorzi di bonifica per i corsi d'acqua di classe 4;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">p) </span>il rilascio delle concessioni di estrazione di materiale litoide negli interventi sui corsi d'acqua di classe 1 e 3, nonché la riscossione della quota di competenza dei relativi canoni demaniali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">q) </span>i servizi di polizia idraulica sui corsi d'acqua di classe 1, 2 e 3;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">r) </span>l'imposizione di limitazioni e di divieti all'esecuzione di opere e di interventi anche esterni all'area demaniale idrica qualora influiscano, anche indirettamente, sul regime dei corsi d'acqua;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">s) </span>il governo delle piene, mediante le attività di previsione, di monitoraggio, di sorveglianza, di presidio territoriale idraulico, nonché di regolazione dei deflussi, nell'ambito del sistema regionale di allertamento integrato ai fini di protezione civile di cui alla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 (Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">t) </span>i servizi di piena e di pronto intervento idraulico in coordinamento con il presidio territoriale idraulico di cui al sistema regionale di allertamento integrato ai fini di protezione civile di cui alla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">u) </span>i servizi idrografici e mareografici consistenti nelle seguenti attività:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1) </span>la raccolta, l'elaborazione, l'aggiornamento, la trasmissione e la diffusione dei dati idrologici e idrografici relativi ai corsi d'acqua, alle acque sotterranee e alla laguna di Marano-Grado;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2) </span>la conservazione, la manutenzione, l'adeguamento tecnologico e l'estensione delle reti regionali idrologiche e idrografiche, nonché degli impianti fissi di monitoraggio e di rilevamento, in tempo differito, dello stato idrologico dei corsi d'acqua, delle acque sotterranee e della laguna di Marano-Grado;</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">v) </span>la classificazione dei corsi d'acqua e delle opere idrauliche ai sensi degli articoli 4 e 5;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">w) </span>la predisposizione, mediante il concerto delle strutture regionali competenti in materia di ambiente, di risorse agricole e forestali, nonché di pianificazione territoriale, sentita l'Autorità di bacino distrettuale, della relazione annuale sull'uso del suolo e sulle condizioni dell'assetto idrogeologico del territorio di cui all'articolo 61, comma 1, lettera g), del decreto legislativo 152/2006;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">x) </span>la realizzazione e la promozione di studi, ricerche, rilievi, modelli, elaborazioni e ogni attività tecnico-scientifica, finalizzati alla conoscenza delle risorse idriche superficiali e sotterranee, del regime idrologico delle falde acquifere e della rete idrografica, del trasporto solido dei corsi d'acqua, del deflusso minimo vitale, del bilancio idrologico e sedimentologico dei bacini idrografici e della laguna di Marano-Grado, nonché finalizzati alla conoscenza geologica del territorio regionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">y) </span>la promozione della sottoscrizione dei contratti di fiume da parte dei Comuni e dei Consorzi di bonifica il cui territorio è compreso entro un bacino idrografico.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La Regione può curare la progettazione e la realizzazione degli interventi relativi ai corsi d'acqua, alle opere idrauliche e ai dissesti franosi di competenza comunale mediante la stipula di convenzioni ai sensi dell'articolo 15, comma 12.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La gestione delle opere di regolazione idraulica può essere affidata dalla Regione ai Consorzi di bonifica o ad altri soggetti pubblici sulla base di una convenzione che preveda le modalità di gestione e il compenso per i relativi oneri. Nei casi di opere in cui la funzione di regolazione idraulica sia promiscua con utilizzi idrici di tipo diverso, la Regione affida la gestione al titolare della concessione di derivazione d'acqua, detraendo i relativi oneri dal canone demaniale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>La Regione, anche attraverso il Sistema integrato di protezione civile di cui alla legge regionale 64/1986, riceve presso la Sala operativa regionale sita a Palmanova tutte le segnalazioni inerenti criticità idrauliche e geologiche, nonché rileva tramite la rete regionale di monitoraggio in tempo reale, lo stato dei corsi d'acqua e attua il monitoraggio della stabilità dei versanti montani ai fini della tempestiva attivazione delle funzioni di protezione civile sul territorio regionale a salvaguardia della pubblica incolumità, dell'ambiente e dei beni.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Sono fatte salve le competenze della Regione in materia di navigazione sui corsi d'acqua di qualunque classe, ai sensi della legge regionale 14 agosto 1987, n. 22 (Norme in materia di portualità e vie di navigazione nella Regione Friuli-Venezia Giulia).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Nell'ambito delle attività di protezione civile la navigazione sui corsi d'acqua di tutte le classi, nonché nelle acque interne e lagunari, è autorizzata dalla Protezione civile della Regione.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Lettera n) del comma 1 sostituita da art. 4, comma 1, lettera d), numero 1), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 4, comma 1, lettera d), numero 2), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Lettera c) del comma 1 sostituita da art. 31, comma 1, L. R. 7/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 9</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Funzioni relative all'utilizzazione delle acque)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione svolge le seguenti funzioni relative all'utilizzazione delle acque:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>predisposizione e aggiornamento del Piano regionale di tutela delle acque ai sensi dell'articolo 121 del decreto legislativo 152/2006;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>istituzione e gestione del Catasto regionale delle utilizzazioni d'acqua di cui all'articolo 35;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>definizione delle linee guida per il rilascio delle concessioni di derivazione d'acqua;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>rilascio della concessione di grandi e di piccole derivazioni di acque sotterranee e superficiali, con le modalità di cui al titolo IV, capi III e IV;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>determinazione e riscossione dei canoni demaniali sulle derivazioni d'acqua ai sensi dell'articolo 50;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>polizia delle acque relativamente alle grandi e alle piccole derivazioni d'acqua;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>rilascio delle autorizzazioni di attingimento di acque superficiali a mezzo di dispositivi mobili o semifissi di cui all'articolo 40, comma 1, relativamente ai corsi d'acqua di classe 1 e 3, nonché determinazione e riscossione dei relativi canoni demaniali.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 10</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Piano regionale di tutela delle acque)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>In attuazione dell'articolo 121 del decreto legislativo 152/2006 la Regione provvede alla formazione, all'adozione e all'approvazione del Piano regionale di tutela delle acque.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Ai fini della formazione, delle revisioni e degli aggiornamenti del Piano regionale di tutela delle acque, la Regione si avvale del supporto tecnico-scientifico dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente - ARPA.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Il Piano regionale di tutela delle acque, che costituisce piano di settore ai sensi della normativa regionale vigente in materia di urbanistica, è sottoposto alla procedura di valutazione ambientale strategica (VAS).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di ambiente, di concerto con l'Assessore competente in materia di pianificazione territoriale, nonché con l'Assessore competente in materia di risorse agricole e forestali, acquisito il parere del Consiglio delle Autonomie locali, adotta il progetto del Piano regionale di tutela delle acque.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Il progetto del Piano regionale di tutela delle acque è sottoposto al parere della competente Commissione consiliare che si esprime entro sessanta giorni dalla data di ricezione della richiesta. Decorso inutilmente tale termine, il progetto del Piano regionale di tutela delle acque è approvato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>In conformità alla normativa vigente in materia di informazione ambientale l'avviso di approvazione del progetto del Piano regionale di tutela delle acque è pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana e nel Bollettino ufficiale della Regione, con l'indicazione delle modalità di diffusione e di messa a disposizione delle informazioni e delle modalità di esercizio del diritto di accesso alle informazioni da parte del pubblico e degli organismi interessati.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Al fine di garantire la partecipazione e la consultazione delle parti interessate la Regione fissa un termine non inferiore a sei mesi per la presentazione di osservazioni scritte sul progetto del Piano regionale di tutela delle acque.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Entro sessanta giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 7 la Giunta regionale si esprime sulle osservazioni pervenute ed entro i successivi sessanta giorni, a seguito dell'eventuale revisione del progetto di Piano regionale di tutela delle acque, previo eventuale aggiornamento delle misure di salvaguardia, adotta il Piano regionale di tutela delle acque.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Il Piano regionale di tutela delle acque, ai sensi dell'articolo 121, comma 2, del decreto legislativo 152/2006, è trasmesso per le verifiche di competenza al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché all'Autorità di bacino distrettuale, che esprimono il parere vincolante entro centoventi giorni dalla trasmissione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10. </span>Entro sei mesi dall'acquisizione del parere favorevole dell'Autorità di bacino distrettuale di cui al comma 9, il Piano regionale di tutela delle acque è approvato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">11. </span>Il Piano regionale di tutela delle acque è pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione e sul sito istituzionale della Regione. L'avviso di avvenuta approvazione del Piano regionale di tutela delle acque è pubblicato, contestualmente, nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana e su due quotidiani a diffusione regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">12. </span>Dalla data di adozione del progetto di Piano regionale di tutela delle acque di cui al comma 4 non sono rilasciati concessioni di derivazione di acque superficiali o sotterranee per uso diverso da quello idropotabile, nonché autorizzazioni, concessioni, permessi, nulla osta, atti di consenso, concernenti opere, interventi o attività, compresi i relativi rinnovi e varianti, che siano in contrasto con le misure di salvaguardia del Piano. Le misure di salvaguardia del Piano sono definite con la deliberazione della Giunta regionale di adozione del progetto del Piano stesso.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">13. </span>Le prescrizioni normative contenute nel Piano regionale di tutela delle acque assumono efficacia vincolante per tutti i soggetti pubblici e privati che esercitano le funzioni e le attività disciplinate dalla presente legge; le prescrizioni di vincoli contenute nel Piano stesso comportano l'adeguamento delle diverse destinazioni d'uso previste dagli strumenti di pianificazione comunale e sovracomunale, secondo la procedura per le varianti di livello comunale di cui all'    articolo 63 sexies della legge regionale 5/2007    .<p><span style="">(1)</span><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">14. </span>Dalla data di approvazione del Piano regionale di tutela delle acque non sono ammesse nuove concessioni di derivazione d'acqua in contrasto con le prescrizioni del Piano stesso.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">15. </span>All'infuori delle revisioni e degli aggiornamenti previsti dall'articolo 121, comma 5, del decreto legislativo 152/2006, il Piano regionale di tutela delle acque è aggiornato con deliberazione della Giunta regionale, in relazione all'evoluzione del quadro normativo e agli esiti delle attività di monitoraggio, con riferimento alle variazioni dello stato ecologico e chimico dei corpi idrici.<p><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 13 da art. 24, comma 1, L. R. 21/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole aggiunte al comma 15 da art. 4, comma 1, lettera e), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 13 da art. 9, comma 1, L. R. 6/2019</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 11</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Individuazione degli interventi)<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Con decreto del direttore della struttura regionale competente per materia sono individuati, con cadenza almeno annuale, in attuazione dei criteri del regolamento di cui al comma 2 bis, gli interventi necessari per fronteggiare le situazioni di dissesto sul territorio, che comprendono:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>gli interventi di competenza regionale di cui all'articolo 8;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>gli interventi di competenza dei Comuni ai sensi dell'articolo 15, distinti per interventi relativi ai corsi d'acqua, interventi relativi alle opere idrauliche, interventi di difesa dei centri abitati costieri, interventi di ripascimento degli arenili e interventi di sistemazione dei dissesti franosi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>gli interventi di competenza dei Consorzi di bonifica ai sensi dell'articolo 16, distinti per interventi relativi ai corsi d'acqua di cui all'articolo 20, interventi relativi agli argini costieri e interventi relativi alle opere idrauliche di cui all'articolo 31.</p><p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il decreto di cui al comma 1 prevede:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la localizzazione, la descrizione e il costo degli interventi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la tipologia degli interventi relativi ai corsi d'acqua, alle opere idrauliche e alle sistemazioni dei dissesti franosi, degli interventi di difesa e di conservazione delle coste e degli arenili, nonché degli interventi relativi agli argini costieri;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>il finanziamento della realizzazione degli interventi anche per lotti funzionali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>il finanziamento della sola progettazione di un intervento o di un lotto funzionale dello stesso.</p><p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2 bis. </span>Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge regionale 3 giugno 2025, n. 7 (Disposizioni multisettoriali), con regolamento sono definiti i criteri di priorità degli interventi di cui al comma 1, sulla base delle indicazioni e delle metodologie contenute negli atti previsti all'articolo 10, comma 11, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91 (Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea), convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.<p><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2 ter. </span>Il Servizio regionale competente approva l'elenco degli interventi di cui al comma 1 ammessi a finanziamento che conserva validità per i successivi tre anni dalla sua approvazione. Qualora siano rese disponibili ulteriori risorse, il Servizio competente è autorizzato a scorrere l'elenco degli interventi non finanziati.<p><span style="">(13)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Per le finalità di cui al comma 1 e per il monitoraggio finanziario degli interventi, entro il 31 gennaio di ogni anno, gli enti individuati quali soggetti attuatori presentano alla struttura regionale competente lo stato di attuazione degli interventi e l'aggiornamento del cronoprogramma di spesa.<p><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Restano ferme le disposizioni e le procedure della legge regionale 9/2007 per le sistemazioni idraulico forestali di cui all'articolo 32 e le disposizioni della legge regionale 29 ottobre 2002, n. 28 (Norme in materia di bonifica e di ordinamento dei Consorzi di bonifica, nonché modifiche alle leggi regionali 9/1999, in materia di concessioni regionali per lo sfruttamento delle acque, 7/2000, in materia di restituzione degli incentivi, 28/2001, in materia di deflusso minimo vitale delle derivazioni d'acqua e 16/2002, in materia di gestione del demanio idrico), per gli interventi su corsi d'acqua oggetto di delega ai Consorzi di bonifica per finalità di bonifica e irrigazione delle aree agricole.<p><span style="">(11)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Nei limiti degli stanziamenti di bilancio, la Giunta regionale può emanare bandi finalizzati a finanziare nuovi interventi da inserire nel decreto di cui al comma 1.<p><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>L'Amministrazione regionale è autorizzata a trasferire ai Comuni e ai Consorzi di bonifica le risorse stanziate per la realizzazione degli interventi previsti nel decreto di cui al comma 1, nonché le risorse finanziarie assegnate dallo Stato per la realizzazione degli interventi di difesa del suolo, di rispettiva competenza, individuati nei relativi programmi statali, previo accertamento della conformità del progetto alle finalità del finanziamento.<p><span style="">(9)</span><span style="">(12)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6 bis. </span>Per quanto non previsto dal presente articolo, per la programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione degli interventi individuati dal decreto di cui al comma 1 si applicano le norme del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici), e della legge regionale 31 maggio 2002, n. 14 (Disciplina organica dei lavori pubblici).<p><span style="">(10)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Il presente articolo è efficace all'entrata in vigore del regolamento di cui all'art. 14, c. 1, lett. a), L.R. 11/2015, come disposto all'art. 62, c. 1, lett. a), della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo sostituito da art. 105, comma 1, L. R. 8/2022</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Rubrica dell'articolo sostituita da art. 32, comma 1, lettera a), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 32, comma 1, lettera b), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 32, comma 1, lettera c), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 2 bis aggiunto da art. 32, comma 1, lettera d), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 32, comma 1, lettera e), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole sostituite al comma 5 da art. 32, comma 1, lettera f), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole sostituite al comma 6 da art. 32, comma 1, lettera g), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Comma 6 bis aggiunto da art. 32, comma 1, lettera h), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Comma 4 sostituito da art. 3, comma 2, lettera a), numero 1), L. R. 18/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Parole soppresse al comma 6 da art. 3, comma 2, lettera a), numero 2), L. R. 18/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Comma 2 ter aggiunto da art. 4, comma 1, L. R. 19/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 12</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Contratti di fiume, di lago, di laguna e di costa<p><span style="">(6)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>I Comuni e i Consorzi di bonifica, il cui territorio è compreso entro un bacino idrografico, d'intesa con la Regione, possono istituire i contratti di fiume, di lago, di laguna e di costa mediante il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati interessati.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il contratto di fiume, di lago, di laguna e di costa è un processo di programmazione negoziata e partecipata basato sull'adesione volontaria e finalizzato ad attuare la riqualificazione ambientale e la rigenerazione socio-economica dei bacini idrografici, coordinandone l'azione di pianificazione dell'uso, della tutela e della valorizzazione dei corsi d'acqua, dei laghi, delle lagune e degli ambiti costieri, coerente con le peculiarità e le potenzialità del territorio sotteso, nonché con la pianificazione territoriale e di tutela ambientale.<p><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Il processo di programmazione negoziata di cui al comma 2 è articolato nelle seguenti fasi:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>costruzione della rete di attori coinvolti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>definizione di regole e strumenti condivisi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>rappresentazione del territorio allo stato attuale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>individuazione degli obiettivi di preservazione e di riqualificazione ambientale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>progettazione delle strategie e delle azioni;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>valutazione del fabbisogno finanziario e indicazione delle risorse;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>formalizzazione del contratto di fiume, di lago, di laguna e di costa;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>attuazione delle strategie e delle azioni;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>monitoraggio dell'efficacia del processo e dei risultati ottenuti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>eventuale revisione del processo.</p><p><span style="">(5)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 4, comma 4, lettera a), L. R. 15/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole aggiunte al comma 2 da art. 4, comma 4, lettera b), numero 1), L. R. 15/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 4, comma 4, lettera b), numero 2), L. R. 15/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole aggiunte al comma 2 da art. 4, comma 4, lettera b), numero 3), L. R. 15/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera g) del comma 3 da art. 4, comma 4, lettera c), L. R. 15/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Rubrica dell'articolo sostituita da art. 4, comma 4, lettera d), L. R. 15/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 13</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Rapporti istituzionali e di collaborazione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il Presidente della Regione, nell'ambito delle competenze previste dallo Statuto, nonché nel rispetto della normativa statale, dei vincoli derivanti dall'ordinamento europeo e degli obblighi internazionali, può concludere con enti territoriali interni agli Stati confinanti intese dirette alla gestione in comune delle misure finalizzate al coordinamento delle attività nel settore della difesa del suolo nei bacini idrografici transfrontalieri.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il Presidente della Regione può stipulare accordi con gli Stati confinanti e intese con la Regione Veneto per il coordinamento organizzativo e l'esercizio congiunto delle funzioni amministrative relative ai fiumi transfrontalieri o che fanno da confine con la Regione Friuli Venezia Giulia.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Il Presidente della Regione è autorizzato a stipulare le intese e gli accordi di cui ai commi 1 e 2 su conforme deliberazione della Giunta regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>L'Amministrazione regionale può avviare rapporti di collaborazione con le Università degli studi e gli Istituti di ricerca per lo svolgimento di attività di ricerca inerenti alle materie disciplinate dalla presente legge.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 14</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Provvedimenti attuativi)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge con regolamento regionale sono definiti:<p style="text-align: justify;"><strong>a) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>con riferimento alla concessione di estrazione di materiale litoide:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1) </span>i criteri e i procedimenti per l'assegnazione, la sospensione, il ritiro e l'estinzione della concessione di estrazione di materiale litoide;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2) </span>le modalità di determinazione del deposito cauzionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3) </span>la determinazione dei canoni demaniali per l'estrazione del materiale litoide e i criteri per la suddivisione tra i Comuni della quota del canone demaniale relativo alla concessione di estrazione di materiale litoide ai sensi dell'articolo 30;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4) </span>le modalità per la compensazione dei canoni demaniali di cui all'articolo 30, comma 8;</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>i criteri e i procedimenti finalizzati al rilascio, alla sospensione, alla variante, al rinnovo e all'estinzione della concessione di derivazione d'acqua, di cui al titolo IV, capi II, III e IV, nonché le modalità di determinazione del deposito cauzionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>le procedure semplificate per il riconoscimento o la concessione preferenziale all'uso dell'acqua;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>la determinazione dei canoni demaniali relativi alle concessioni di derivazione d'acqua ai sensi dell'articolo 50;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 2 e 93 del regio decreto 523/1904, le tipologie di impianti la cui realizzazione sia resa necessaria, in deroga alla disposizione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera b), da ragioni di rilevante interesse pubblico ovvero dalla necessità di adeguamento degli impianti esistenti agli obblighi imposti dalla normativa in materia di tutela ambientale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>il procedimento di approvazione dei progetti di gestione di sbarramenti e di invasi sottoposti alla disciplina dell'articolo 114 del decreto legislativo 152/2006;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>la disciplina relativa all'autorizzazione, alla realizzazione, alla vigilanza sui lavori di costruzione e al collaudo delle opere di sbarramento, con esclusione degli invasi totalmente interrati sotto il piano di campagna privi di argini fuori terra, delle opere di regimazione dei corsi d'acqua prive di funzioni di ritenuta e dei serbatoi pensili;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>i criteri e le modalità tecniche di restituzione delle acque derivanti da sondaggi e da perforazioni, effettuati nell'esercizio dei permessi di ricerca, delle concessioni di coltivazione e delle concessioni di derivazione di acque sotterranee per scopi geotermici o di scambio termico e per attività termali, in attuazione dell'articolo 114, comma 1, del decreto legislativo 152/2006;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>i criteri per la valutazione della compatibilità con le caratteristiche del corpo ricettore, degli scarichi delle acque utilizzate per scopi geotermici, delle acque degli impianti di scambio termico e delle acque reflue provenienti da attività termali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">k) </span>i criteri e le modalità per l'applicazione del principio dell'invarianza idraulica, nonché i contenuti dello studio di compatibilità idraulica a corredo degli strumenti pianificatori e dei progetti di interventi, di cui all'articolo 19 bis;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">k bis) </span>i criteri e le modalità per lo svolgimento e il coordinamento dei compiti di polizia idraulica di cui all'articolo 8, comma 1, lettera q), all'articolo 15, comma 1, lettera f), e all'articolo 16, comma 1, lettera d), e comma 2, lettera d);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">k ter) </span>le procedure, nonché l'attribuzione delle competenze all'interno dell'amministrazione regionale, relativamente all'individuazione di abitazioni e attività produttive soggette a rischio idrogeologico molto elevato, agli accertamenti tecnici, agli interventi urgenti a tutela della pubblica e privata incolumità, alla sistemazione provvisoria degli abitanti, all'applicazione delle misure di incentivazione ai fini della delocalizzazione e della rilocalizzazione, ai sensi dell'articolo 67, comma 6, del decreto legislativo 152/2006.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge con decreto del direttore centrale della struttura regionale competente in materia di ambiente, pubblicato sul sito istituzionale della Regione, sono definiti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>i criteri e le modalità per la predisposizione della cartografia dei corsi d'acqua di cui all'articolo 4;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>le modalità di svolgimento del servizio di piena e l'individuazione dei tratti dei corsi d'acqua di classe 1 e 2 in cui tale servizio è obbligatorio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>le tipologie di sbarramenti e di invasi sottoposte alla disciplina dell'articolo 114 del decreto legislativo 152/2006;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>la classificazione degli sbarramenti fluviali di ritenuta e dei relativi bacini di accumulo, nonché lo schema tipo della scheda tecnica ai fini della ricognizione degli sbarramenti esistenti ai sensi dell'articolo 19, comma 4;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>lo schema tipo dell'istanza di concessione di estrazione di materiale litoide di cui all'articolo 21, comma 5;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>lo schema tipo del provvedimento di concessione e del disciplinare relativi alla concessione di estrazione di materiale litoide di cui all'articolo 22, comma 1;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>le modalità di effettuazione dei rilievi topografici di cui all'articolo 28, comma 3;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>lo schema tipo del provvedimento di concessione e del disciplinare, relativi alla concessione di derivazione d'acqua, di cui all'articolo 42, comma 3;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>lo schema tipo della domanda per la determinazione sperimentale del deflusso minimo vitale (DMV) con le relative linee guida ai sensi dell'articolo 36, comma 3;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>i dati relativi alle utilizzazioni di acque sotterranee di cui all'articolo 37, comma 1, e alle autorizzazioni agli attingimenti di acque superficiali di cui all'articolo 40, comma 5;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">k) </span>le linee guida per la predisposizione del piano di monitoraggio ai fini di cui all'articolo 36, comma 4;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">l) </span>l'elenco dei dipendenti regionali finalizzato all'istituzione del nucleo di valutazione di cui all'articolo 44, comma 5;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">m) </span>la procedura mediante conferenza di servizi per l'autorizzazione allo scarico nei corpi idrici superficiali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">m bis) </span>le modalità di effettuazione dei rilevamenti in tempo differito dei parametri idrologici quantitativi sulle falde acquifere, sulla rete idrografica e sugli afflussi idrici meteorici, nonché le modalità di trasmissione dei dati rilevati, alla struttura regionale competente ai fini dell'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 8;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">m ter) </span>i criteri e i contenuti del Catasto regionale dei sinkhole naturali di cui all'articolo 6, comma 3, lettera f bis).</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge con deliberazione della Giunta regionale sono definiti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>le linee guida per la gestione del Sistema informativo regionale per la difesa del suolo di cui all'articolo 6;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>le linee guida per il rilascio delle concessioni di derivazione d'acqua.</p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Lettera k bis) del comma 1 aggiunta da art. 4, comma 1, lettera f), numero 1), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Lettera k ter) del comma 1 aggiunta da art. 4, comma 1, lettera f), numero 1), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Lettera m bis) del comma 2 aggiunta da art. 4, comma 1, lettera f), numero 2), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera k) del comma 1 da art. 7, comma 8, lettera a), L. R. 12/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Lettera a) del comma 1 abrogata da art. 106, comma 1, L. R. 8/2022</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Lettera m ter) del comma 2 aggiunta da art. 33, comma 1, L. R. 7/2025</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">FUNZIONI DEI COMUNI E DEI CONSORZI DI BONIFICA</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 15</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Funzioni dei Comuni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Sui corsi d'acqua di classe 5 i Comuni svolgono le seguenti funzioni:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>l'individuazione dei corsi d'acqua, mediante la cartografia di cui all'articolo 4, comma 2;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la tutela dei corsi d'acqua su alveo non demaniale, attraverso gli strumenti di pianificazione territoriale comunale e sovracomunale o attraverso il regolamento di polizia rurale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>l'esecuzione degli interventi di manutenzione ordinaria dell'alveo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>la realizzazione degli interventi di manutenzione ordinaria delle opere idrauliche di cui all'articolo 5, comma 1, lettera d), numero 1;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>la realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria delle difese di sponda e degli argini;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>l'esecuzione dei lavori d'urgenza e dei servizi di polizia idraulica;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>il rilascio delle autorizzazioni di attingimento di acque superficiali a mezzo di dispositivi mobili o semifissi, ai sensi dell'articolo 40, comma 1;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>l'affidamento in concessione degli interventi di manutenzione dell'alveo dei corsi d'acqua mediante estrazione e asporto di materiale litoide, ai sensi dell'articolo 22;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>la riscossione ai sensi dell'articolo 30, comma 6, dei canoni demaniali per l'estrazione di materiale litoide nell'ambito degli interventi di manutenzione degli alvei, nonché la trasmissione, alla struttura regionale competente in materia di difesa del suolo, della relativa relazione.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(7)</span><span style="">(9)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Sui corsi d'acqua di tutte le classi i Comuni svolgono le seguenti funzioni:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>l'esecuzione degli interventi di cui all'articolo 31, comma 1, lettere a), b) e d), relativi alle opere idrauliche di rilevanza comunale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>l'adozione di misure per la sicurezza delle persone e del transito, limitatamente alla viabilità e agli spazi pubblici di competenza comunale, in prossimità dei corsi d'acqua;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>gli adempimenti concernenti il prelievo manuale di materiale litoide di cui all'articolo 29;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>gli adempimenti concernenti il rilascio delle autorizzazioni di attingimento di acque superficiali, in zona montana, a mezzo di dispositivi fissi, di cui all'articolo 40, commi 2 e 5.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>I Comuni eseguono le opere di difesa dei centri abitati costieri, nonché gli interventi di ripascimento degli arenili, fatte salve le competenze statali e regionali in materia di porti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>I Comuni realizzano gli interventi di sistemazione dei dissesti franosi definiti di rilevanza comunale ai sensi dell'articolo 34 e concorrono al popolamento del Catasto regionale dei dissesti franosi e delle opere di difesa trasmettendo, su supporto informatico, alla struttura regionale competente in materia di geologia, entro il primo trimestre di ogni anno, i dati relativi alle opere di difesa che, nell’anno precedente, hanno ottenuto il certificato di regolare esecuzione o di collaudo.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>I Comuni concorrono alla classificazione delle opere idrauliche ai sensi dell'articolo 5, comma 5, nonché all'implementazione del Catasto regionale delle opere idrauliche e idraulico-forestali, trasmettendo su supporto informatico alla struttura regionale competente in materia di difesa del suolo, entro il primo trimestre di ogni anno, i dati relativi alle opere che, nell'anno precedente, hanno ottenuto il certificato di regolare esecuzione o di collaudo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>I Comuni provvedono alla determinazione e all'irrogazione delle sanzioni di cui all'articolo 56, ai sensi dell'articolo 57, nell'ambito delle funzioni ai medesimi attribuite.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Gli strumenti di pianificazione territoriale comunale e sovracomunale, di cui viene dato conto nel Rapporto comunale sullo stato del territorio previsto all'articolo 36, comma 2, della legge regionale 23 febbraio 2007, n. 5 (Riforma dell'urbanistica e disciplina dell'attività edilizia e del paesaggio), nonché i piani comunali di emergenza di protezione civile, contengono la cartografia di cui all'articolo 4.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Le norme di attuazione degli strumenti di pianificazione territoriale comunale e sovracomunale non possono contenere prescrizioni progettuali o tipologiche inerenti agli interventi relativi ai corsi d'acqua di cui all'articolo 20, comma 1, e agli interventi relativi alle opere idrauliche di cui all'articolo 31, comma 1, nonché alle opere idraulico-forestali di cui all'articolo 32, comma 2, che riguardino i corsi d'acqua delle classi 1, 2, 3 e 4, e alle opere di sistemazione dei dissesti franosi di cui all’articolo 34, comma 4.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Gli strumenti di pianificazione territoriale comunale e sovracomunale contengono misure e disposizioni volte a garantire l'invarianza idraulica delle trasformazioni di uso del suolo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10. </span>I Comuni rivieraschi possono avviare un processo di consultazione con gli altri Comuni i cui territori insistono sul medesimo bacino idrografico, volto a costituire i presupposti per l'istituzione di contratti di fiume che, attraverso la sottoscrizione di un accordo tra tutti i Comuni rivieraschi e i soggetti pubblici e privati interessati, conseguano la definizione e la programmazione di azioni finalizzate alla riqualificazione ambientale e la rigenerazione socio-economica del sistema fluviale, coordinate e integrate con la pianificazione territoriale e di tutela ambientale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">11. </span>Al fine di rendere la realizzazione degli interventi di competenza comunale, relativi ai corsi d'acqua e alle opere idrauliche, coerente con la gestione complessiva della rete idrografica regionale, i Comuni possono sottoporre i progetti degli interventi alla valutazione della struttura regionale competente in materia di difesa del suolo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">12. </span>Ai fini della progettazione e della realizzazione degli interventi di competenza comunale, relativi ai corsi d'acqua e alle opere idrauliche, i Comuni possono avvalersi della Regione e dei Consorzi di bonifica mediante la stipula di convenzioni. Ai fini della progettazione e della realizzazione degli interventi relativi alle opere di difesa da frane i Comuni possono avvalersi della Regione.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">12 bis. </span>Nell'ambito delle attività di cui al comma 1, lettera e), i Comuni provvedono all'eventuale espletamento delle attività espropriative o acquisitive di immobili e alla conseguente intestazione dei beni al demanio regionale.<p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">12 ter. </span>Le rendicontazioni delle spese sostenute per progetti e per opere affidate in delegazione amministrativa agli enti locali in data antecedente a venti anni dalla data di entrata in vigore della legge regionale 3 marzo 2023, n. 10 (Misure per la semplificazione e la crescita economica), può avvenire in forma semplificata mediante autocertificazione del legale rappresentate circa la spesa sostenuta per le somme a disposizione dell'amministrazione, sempre nel limite del complessivo finanziamento ricevuto, a condizione che per il progetto o l'opera siano intervenuti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il certificato di regolare esecuzione o collaudo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>l'intestazione dei beni eventualmente espropriati all'ente pubblico o la costituzione di servitù sempre a favore dello stesso.</p><p><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">12 quater. </span>I Comuni esercitano le funzioni attribuite nel rispetto dei principi e delle disposizioni di cui all'articolo 1.<p><span style="">(10)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">13. </span>I Comuni esercitano le funzioni attribuite anche nelle forme previste dalla legge regionale 29 novembre 2019, n. 21 (Esercizio coordinato di funzioni e servizi tra gli enti locali del Friuli Venezia Giulia e istituzione degli Enti di decentramento regionale).<p><span style="">(8)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Le lettere c), d) ed e) del comma 1 del presente articolo hanno efficacia all'entrata in vigore della legge regionale di cui all'art. 59, c. 1, L.R. 11/2015, come disposto dall'art. 62, c. 1, lett. b), della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole aggiunte al comma 4 da art. 4, comma 1, lettera g), numero 1), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole aggiunte al comma 8 da art. 4, comma 1, lettera g), numero 2), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole aggiunte al comma 12 da art. 4, comma 1, lettera g), numero 3), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 12 bis aggiunto da art. 4, comma 1, lettera g), numero 4), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 12 ter aggiunto da art. 42, comma 1, L. R. 10/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 34, comma 1, lettera a), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 13 sostituito da art. 34, comma 1, lettera b), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 4, comma 46, lettera b), L. R. 12/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Comma 12 quater aggiunto da art. 4, comma 46, lettera c), L. R. 12/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 16</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Funzioni dei Consorzi di bonifica)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Sui corsi d'acqua di classe 2 i Consorzi di bonifica svolgono le seguenti funzioni:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>realizzano gli interventi di manutenzione dell'alveo, gli interventi di regimazione idraulica, gli interventi di rinaturazione e gli interventi di regolazione idraulica, di cui all'articolo 20, comma 1;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>attuano gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché di realizzazione di nuove opere e gli interventi di manutenzione straordinaria dei bacini di laminazione, di cui all'articolo 31, comma 1, relativi alle opere idrauliche di rilevanza subregionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>svolgono i lavori d'urgenza;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>concorrono ai servizi di polizia idraulica, nonché, nell'ambito del presidio territoriale idraulico di cui al sistema regionale di allertamento integrato ai fini di protezione civile previsto dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004, al servizio di piena nei tratti dei corsi d'acqua individuati ai sensi dell'articolo 14, comma 2, lettera b), e possono istituire il servizio di piena negli altri tratti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d bis) </span>provvedono all'eventuale espletamento delle attività espropriative o acquisitive di immobili con relativa intestazione al demanio regionale.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(7)</span><span style="">(12)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Sui corsi d'acqua di classe 4 i Consorzi di bonifica svolgono le seguenti funzioni:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>individuano i corsi d'acqua mediante la cartografia di cui all'articolo 4, comma 2;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>realizzano gli interventi di manutenzione e di regimazione dell'alveo di cui all'articolo 20, comma 1, lettere a) e b);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>attuano gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di realizzazione di nuove opere di cui all'articolo 31, comma 1, lettere a), b) e d), nonché gli interventi concernenti gli invasi di cui all'articolo 31, comma 2, relativi alle opere idrauliche di rilevanza consortile;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>svolgono i servizi di polizia idraulica e i lavori d'urgenza, nonché possono istituire il servizio di piena;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>rilasciano l'autorizzazione idraulica.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e bis) </span>provvedono all'eventuale espletamento delle attività espropriative o acquisitive di immobili con relativa intestazione al demanio regionale.</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(8)</span><span style="">(13)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Sui corsi d'acqua di classe 5 i Consorzi di bonifica sono delegati a svolgere le seguenti funzioni:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>l'esecuzione degli interventi di manutenzione straordinaria dell'alveo, di regimazione idraulica, di rinaturazione e di regolazione idraulica, di cui all'articolo 20, comma 1;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria, nonché di realizzazione di nuove opere e gli interventi di manutenzione straordinaria dei bacini di laminazione, di cui all'articolo 31, comma 1, relativi alle opere idrauliche di rilevanza comunale con esclusione delle difese di sponda e degli argini.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b bis) </span>provvedono all'eventuale espletamento delle attività espropriative o acquisitive di immobili con relativa intestazione al demanio regionale.</p><p><span style="">(4)</span><span style="">(9)</span><span style="">(14)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 bis. </span>Al fine di garantire il coordinamento delle funzioni e delle attività, i Consorzi di bonifica, entro il 31 dicembre di ogni anno, comunicano ai Comuni competenti e alla Regione il cronoprogramma degli interventi previsti nell'anno successivo sui corsi d'acqua di classe 5 e ogni sua successiva modifica.<p><span style="">(10)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 ter. </span>I Consorzi di bonifica esercitano le funzioni di cui ai commi 1, 2 e 3 nel rispetto dei principi e delle disposizioni di cui all'articolo 1.<p><span style="">(15)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>I Consorzi di bonifica rilasciano le concessioni di estrazione di materiale litoide sui corsi d'acqua di classe 2 e 4 e riscuotono la quota di competenza dei relativi canoni demaniali, nonché trasmettono alla struttura regionale competente in materia di difesa del suolo la relativa relazione, ai sensi dell'articolo 30, comma 6.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>I Consorzi di bonifica rilasciano le autorizzazioni di attingimento di acque superficiali a mezzo di dispositivi mobili o semifissi di cui all'articolo 40, comma 1, sui corsi d'acqua di classe 2 e 4 e concorrono all'implementazione del Catasto regionale delle utilizzazioni d'acqua ai sensi dell'articolo 40, comma 5.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>I Consorzi di bonifica sono delegati ad attuare gli interventi relativi agli argini costieri.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>I Consorzi di bonifica possono curare la progettazione e la realizzazione degli interventi relativi ai corsi d'acqua e alle opere idrauliche di competenza comunale mediante la stipula di convenzioni ai sensi dell'articolo 15, comma 12.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>I Consorzi di bonifica concorrono alla classificazione delle opere idrauliche ai sensi dell'articolo 5, comma 5, nonché all'implementazione del Catasto regionale delle opere idrauliche e idraulico-forestali, trasmettendo su supporto informatico, alla struttura regionale competente in materia di difesa del suolo, entro il primo trimestre di ogni anno, i dati relativi alle opere che, nell'anno precedente, hanno ottenuto il certificato di regolare esecuzione o di collaudo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>I Consorzi di bonifica realizzano gli interventi relativi ai corsi d'acqua, alle opere idrauliche e agli argini costieri, inseriti nel decreto di cui all’articolo 11, comma 1, con le risorse a tal fine trasferite dalla Regione ai sensi dell'articolo 11, comma 6.<p><span style="">(11)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9 bis. </span>I Consorzi di bonifica sono delegati ad attuare, con le modalità di cui all'articolo 14, comma 2, lettera m bis), i rilevamenti in tempo differito dei parametri idrologici quantitativi necessari alla buona valutazione del regime e del bilancio idrologico delle falde acquifere e della rete idrografica, nelle stazioni di rilevamento situate negli ambiti territoriali di rispettiva competenza.<p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9 ter. </span>Sui corsi d'acqua di classe 2 e 4, nonché, nell'ambito delle attività di cui al comma 3, lettere a) e b), interessanti i corsi d'acqua di classe 5, i Consorzi di bonifica sono delegati all'espletamento delle attività espropriative o acquisitive di immobili e alla conseguente intestazione dei beni al demanio regionale.<p><span style="">(6)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Le lettera a) e b) del comma 1 e le lettere a) e b) del comma 3 del presente articolo hanno efficacia all'entrata in vigore della legge regionale di cui all'art. 59, c. 1, L.R. 11/2015, come disposto dall'art. 62, c. 1, lett. c), della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Lettera d bis) del comma 1 aggiunta da art. 3, comma 16, lettera a), L. R. 44/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Lettera e bis) del comma 2 aggiunta da art. 3, comma 16, lettera b), L. R. 44/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Lettera b bis) del comma 3 aggiunta da art. 3, comma 16, lettera c), L. R. 44/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 9 bis aggiunto da art. 4, comma 1, lettera h), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 9 ter aggiunto da art. 4, comma 1, lettera h), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 35, comma 1, lettera a), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole aggiunte al comma 2 da art. 35, comma 1, lettera b), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole aggiunte al comma 3 da art. 35, comma 1, lettera c), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 35, comma 1, lettera d), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Parole sostituite al comma 9 da art. 35, comma 1, lettera e), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 4, comma 46, lettera d), L. R. 12/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Parole soppresse al comma 2 da art. 4, comma 46, lettera d), L. R. 12/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>14 
    </strong> Parole soppresse al comma 3 da art. 4, comma 46, lettera d), L. R. 12/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>15 
    </strong> Comma 3 ter aggiunto da art. 4, comma 46, lettera e), L. R. 12/2025</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DIFESA DEL SUOLO</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">TUTELA IDROGEOLOGICA DEL TERRITORIO</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 17</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Autorizzazione idraulica)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il regime autorizzatorio di cui al regio decreto 523/1904 si applica agli interventi da realizzare lungo i corsi d'acqua demaniali delle classi individuate ai sensi dell'articolo 4, incluse le opere disciplinate dagli articoli 96 e 97 del medesimo regio decreto 523/1904.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59 (Regolamento recante la disciplina dell'autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, a norma dell'articolo 23 del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35), l'autorizzazione idraulica relativa agli scarichi di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), del medesimo decreto del Presidente della Repubblica 59/2013, è compresa nell'autorizzazione unica ambientale.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Le attività che comportano modifiche del suolo all'interno della fascia di 10 metri, misurata dal piede dell'argine o dal ciglio della sponda o, comunque, dal limite demaniale, sono soggette all'autorizzazione idraulica di cui agli articoli 2 e 93 del regio decreto 523/1904.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Non sono soggetti all'autorizzazione idraulica gli interventi di posa in opera di tubazioni e canalizzazioni sugli impalcati di manufatti di attraversamento di corsi d'acqua, internamente o esternamente alla struttura, a condizione che le medesime siano contenute entro la sagoma di ingombro degli impalcati stessi, considerata in senso trasversale rispetto al corso d'acqua.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Il soggetto attuatore, sessanta giorni prima dell'inizio delle attività di cui al comma 3, trasmette il progetto delle opere all'ente competente ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera m), e dell'articolo 16, comma 2, lettera e), il quale, entro tale termine, può vietare per esigenze di carattere idraulico, la realizzazione dei manufatti di cui al comma 3.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>In caso di sopravvenute esigenze di carattere idraulico il soggetto che utilizza i manufatti di cui al comma 3 provvede alla rimozione degli stessi a proprie spese e senza diritto ad alcun indennizzo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Gli oneri connessi alla gestione e alla manutenzione dei manufatti di attraversamento di corsi d'acqua costituiti da ponti e guadi, sono a carico dei Comuni, o dell'ente gestore della strada, o dei soggetti pubblici o privati che ne usufruiscono. In caso di mancata assunzione di tali oneri, i manufatti sono rimossi a cura e spese dei medesimi soggetti. Nell'ipotesi di inerzia di un soggetto pubblico o privato, la struttura regionale competente in materia di difesa del suolo assegna al medesimo, mediante diffida, un termine per provvedere comunque non inferiore a trenta giorni. Decorso inutilmente il termine e sentito il soggetto inadempiente, la medesima struttura regionale provvede all'adozione dei provvedimenti necessari ad assicurare lo svolgimento dell'attività non realizzata con oneri a carico del soggetto inadempiente. L'inerzia degli enti locali comporta l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 55.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Fermi restando i vincoli e le prescrizioni previsti dai piani stralcio di distretto per l'assetto idrogeologico di cui all'articolo 67 del decreto legislativo 152/2006, la realizzazione di insediamenti nelle aree classificate pericolose e nei bacini a scolo meccanico o alternato, comporta l'assunzione da parte del soggetto proponente, attuatore o utilizzatore, degli oneri connessi alla costruzione e alla gestione degli impianti di sollevamento e delle opere di difesa idraulica.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Nei casi previsti dall'articolo 33 il parere idraulico della struttura regionale competente in materia di difesa del suolo sostituisce l'autorizzazione idraulica.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Il rilascio dell'autorizzazione idraulica per nuovi scarichi o per l'adeguamento di scarichi esistenti che conferiscono la portata, direttamente o indirettamente, a un corso d'acqua demaniale, funzionali all'attuazione di nuovi interventi previsti nei piani attuativi comunali approvati anteriormente all'entrata in vigore della legge regionale 11 agosto 2009, n. 16 (Norme per la costruzione in zona sismica e per la tutela fisica del territorio), è subordinato alla presentazione, da parte del soggetto richiedente, dello studio di compatibilità idraulica previsto dall'articolo 16, comma 2, lettera b), della legge regionale medesima.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 82, comma 1, L. R. 13/2020 . Le disposizioni si applicano a decorrere dall'1/1/2021.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 18</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Tutela dei corpi idrici superficiali e delle aree fluviali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Fermi restando i divieti e le prescrizioni imposti dagli articoli 96 e 97 del    regio decreto 523/1904    , per le finalità di cui all'    articolo 115 del decreto legislativo 152/2006    e ai fini di assicurare il mantenimento o il ripristino della vegetazione spontanea nella fascia adiacente i corsi d'acqua naturali, la stabilizzazione delle sponde, la conservazione della biodiversità, nonché di salvaguardare la funzionalità dell'alveo, sono vietati:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la copertura dei corsi d'acqua di ogni classe che non sia imposta da ragioni di tutela della pubblica incolumità;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la realizzazione di impianti di smaltimento di rifiuti e di discariche nella fascia di 150 metri dal piede dell'argine esterno o dal ciglio della sponda ovvero, nel caso in cui tali limiti non siano individuabili, nella fascia di rispetto delineata con verbale della struttura regionale competente in materia di difesa del suolo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>la costruzione, nella fascia di 10 metri misurata dal ciglio della sponda, di edifici all'esterno del centro abitato, come definito ai sensi dell'articolo 3, comma 1, numero 8), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), salvo diversa determinazione da parte dei Comuni di stabilire fasce più ampie;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>l'utilizzo agricolo del suolo nella fascia compresa entro i 4 metri dal ciglio superiore della sponda o dal piede degli argini o delle sottobanchine arginali, laddove esistenti.</p><p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Nell'alveo dei corsi d'acqua, nelle zone golenali, nelle aree fluviali e nei bacini lacuali naturali è vietata l'estrazione di materiale litoide, a esclusione dei casi in cui sia resa necessaria nell'ambito degli interventi previsti dalla presente legge.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>All'interno della struttura degli argini dei corsi d'acqua non è consentita la costruzione di opere di qualunque tipologia, a eccezione della realizzazione di manufatti e di lavori funzionali al mantenimento in efficienza degli argini stessi, alla difesa idraulica, al contenimento delle piene, al soccorso pubblico, alla tutela della pubblica incolumità e dell'ambiente, o alla bonifica idraulica del territorio.<p><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Sulle sponde dei corsi d'acqua naturali è consentita la piantumazione di essenze autoctone ai fini della costituzione o del ripristino della vegetazione riparia, con funzioni di filtro per i solidi sospesi e gli inquinanti di origine diffusa, di stabilizzazione delle sponde e di conservazione della biodiversità, a condizione che non venga compromessa la funzionalità idraulica dell'alveo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Gli interventi di cui ai commi 3 e 4 sono soggetti all'autorizzazione idraulica ai sensi dell'articolo 17.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 4, comma 1, lettera i), numero 1), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 4, comma 1, lettera i), numero 2), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Dichiarata, con sentenza della Corte Costituzionale n. 148 del 22/5/2019 (pubblicata in G.U. 1a Serie Speciale n. 26 del 26 giugno 2019) la illegittimita' costituzionale del comma 3, dell'art. 18 della presente legge, nella parte in cui non consente la costruzione, all'interno della struttura degli argini dei corsi d'acqua, di manufatti per la realizzazione di impianti di produzione di energia idroelettrica compatibili con le esigenze di prevenzione dei rischi idrogeologici.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 19</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disciplina degli sbarramenti fluviali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Ai fini della tutela della pubblica incolumità, con particolare riferimento alle popolazioni dei territori a valle delle opere di sbarramento, la Regione disciplina, con i regolamenti di cui all'articolo 14, comma 1, lettere g) e h), la costruzione, l'esercizio e la vigilanza di tali opere costituite da argini, dighe, traverse e invasi, relativamente agli sbarramenti e ai manufatti di qualsiasi tipo e forma in alveo e fuori alveo, anche temporanei, che non superino i 15 metri di altezza o che determinino un volume di invaso non superiore a 1 milione di metri cubi.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Ai fini di cui al comma 1 l'altezza della diga e il volume di invaso sono determinati ai sensi del decreto legge 8 agosto 1994, n. 507 (Misure urgenti in materia di dighe), convertito in legge, con modificazioni, della legge 21 ottobre 1994, n. 584, nonché ai sensi della circolare del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 dicembre 1995.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Sono esclusi dall'ambito di applicazione del comma 1:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>gli invasi totalmente interrati sotto il piano di campagna che non presentano argini fuori terra;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>le opere di regimazione dei corsi d'acqua;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>i serbatoi pensili.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Entro centottanta giorni dalla pubblicazione del decreto di cui all'articolo 14, comma 2, lettera d), i proprietari e i gestori, qualora non proprietari, degli sbarramenti esistenti inviano, con le modalità stabilite dal decreto stesso, alla struttura regionale competente in materia di difesa del suolo la scheda recante i dati tecnici e amministrativi dell'opera, ai fini dell'implementazione del Catasto regionale degli sbarramenti di cui all'articolo 6, comma 3, lettera e).<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>La struttura regionale competente in materia di difesa del suolo, a seguito di accertamenti effettuati nell'ambito delle funzioni di vigilanza, può chiedere ai proprietari e ai gestori, qualora non proprietari, di presentare, entro il termine di centottanta giorni, un progetto di adeguamento delle opere di sbarramento e delle relative modalità di esercizio ai fini dell'autorizzazione alla prosecuzione dell'esercizio delle stesse. Il mancato rispetto di tale termine comporta la sospensione dell'esercizio delle opere di sbarramento sino all'emissione del provvedimento di autorizzazione. Il provvedimento di autorizzazione o di diniego alla prosecuzione dell'esercizio delle opere di sbarramento è emesso entro novanta giorni dalla presentazione del progetto.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Il comma 1 del presente articolo ha efficacia all'entrata in vigore del regolamento di cui all'art. 14, c. 1, lett. h), L.R. 11/2015, come disposto dall'art. 62, c.1, lett. d), della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Il comma 4 del presente articolo ha efficacia alla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione del decreto di cui all'art. 14, c. 2, lett. d), L.R. 11/2015, come disposto dall'art. 62, c. 1, lett. d), della medesima L.R. 11/2015.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 19 bis </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Principio dell'invarianza idraulica) <p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Sono soggetti al rispetto del principio di invarianza idraulica in base alle disposizioni del regolamento dell'articolo 14, comma 1, lettera k), i seguenti strumenti pianificatori e progetti di interventi, che incidono sul regime idrologico e idraulico: <p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>gli strumenti urbanistici comunali generali e loro varianti, qualora comportino trasformazioni urbanistico-territoriali e necessitino del parere geologico ai sensi dell'articolo 16 della legge regionale della legge regionale 16/2009;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>i piani territoriali infraregionali inclusi i piani regolatori portuali, i piani regolatori particolareggiati comunali ovvero i piani attuativi comunali, qualora comportino trasformazioni urbanistico-territoriali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>i progetti degli interventi edilizi soggetti al rilascio di titolo abilitativo, nonché quelli subordinati a segnalazione certificata di inizio attività - SCIA di cui agli articoli 17 e 18 della legge regionale 11 novembre 2009, n. 19 (Codice regionale dell'edilizia);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>i progetti degli interventi edilizi consistenti nella realizzazione di opere pubbliche di competenza statale, regionale o comunale, di cui agli articoli 10 e 11 della legge regionale 19/2009;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>i progetti degli interventi di trasformazione fondiaria. </p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>Non sono soggetti al principio dell'invarianza idraulica:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>gli interventi edili eseguibili in attività di edilizia libera e gli interventi di nuova costruzione o ampliamento di edifici esistenti che comportino la realizzazione di nuova superficie impermeabile inferiore al 40 per cento dell'area oggetto di intervento e comunque non superiore a 500 metri quadrati complessivi; il limite massimo di 500 metri quadrati di superficie impermeabile trova applicazione anche nel caso di interventi che interessino più lotti ricadenti nel medesimo ambito di Piano attuativo ed eseguiti dal soggetto proponente il Piano o dal proprietario di più lotti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>le coperture a verde ricoperte completamente da uno strato vegetale, dotate dei dispositivi idraulici individuati dal regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera k).</p><p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 ter. </span>Con il regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera k), sono individuate altresì le soglie, sotto i profili idrologici e idraulici, ai fini dell'applicazione del principio dell'invarianza idraulica per il contenimento del potenziale incremento dei deflussi nella rete idrografica e/o nella rete di drenaggio a seguito di precipitazioni meteoriche. Il regolamento individua inoltre le tipologie di strumenti urbanistici e degli interventi di trasformazione territoriale allo stesso assoggettati, graduando le fattispecie secondo i principi di adeguatezza e proporzionalità, con specifico riferimento alla rilevanza sui livelli di pericolosità idraulica esistenti, evitando le duplicazioni procedurali rispetto alle valutazioni ambientali previste dall'ordinamento per le diverse fattispecie.<p><span style="">(3)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 7, comma 8, lettera b), L. R. 12/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 9, comma 2, L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 1 ter aggiunto da art. 9, comma 2, L. R. 6/2019</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">INTERVENTI SULLA RETE IDROGRAFICA E DI SISTEMAZIONE DEI DISSESTI FRANOSI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 20</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Interventi relativi ai corsi d'acqua)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Gli interventi sulla rete idrografica relativi ai corsi d'acqua si concretizzano nelle seguenti attività:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>interventi di manutenzione dell'alveo dei corsi d'acqua che non comportano la realizzazione di opere, finalizzati:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1) </span>alla conservazione e al ripristino della capacità di deflusso delle sezioni dei corsi d'acqua e del corretto regime idraulico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2) </span>alla conservazione delle zone di espansione naturale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3) </span>all'eliminazione delle situazioni di pericolo tra le sponde o le difese, mediante la selezione e l'asporto della vegetazione non compatibile con l'assetto idrodinamico del corso d'acqua e le esigenze di riqualificazione dell'ambiente fluviale;</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>interventi di regimazione idraulica;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>interventi di rinaturazione degli ambiti fluviali, anche mediante il ripristino della vegetazione ripariale autoctona, e interventi finalizzati al ripristino o all'ampliamento delle aree di espansione naturale dei corsi d'acqua;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>interventi di regolazione idraulica;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;"> d bis) </span>interventi di canalizzazione.</p><p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Gli interventi di manutenzione dell'alveo di cui al comma 1, lettera a), numero 1), sono realizzati prioritariamente attraverso la movimentazione del materiale litoide e, in subordine, nel caso in cui detta movimentazione non sia sufficiente a ripristinare la sezione dell'alveo e delle golene, sono attuati attraverso l'estrazione e l'asporto del materiale litoide, con le modalità previste agli articoli 21, 22, 23, 24, 25, 27 e 28. Qualora gli interventi di manutenzione dell’alveo siano attuati attraverso l’estrazione e l’asporto del materiale litoide, con la concessione può essere autorizzato il deposito temporaneo del materiale sulle aree del demanio idrico per un periodo di tempo massimo di sei mesi e comunque non superiore alla durata prevista per l’esecuzione del progetto di manutenzione.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;"> 2 bis. </span>Non si configurano quali interventi di regolazione idraulica o di canalizzazione di cui al comma 1, lettere d) e d bis), gli interventi relativi alle opere esistenti in area fluviale, comprese la modifica o l’estensione dell’opera e la movimentazione o l’estrazione di materiale litoide, individuato come in eccesso ai fini del ripristino della funzionalità idraulica dell’opera.<p><span style="">(3)</span><span style="">(9)</span><span style="">(10)</span><span style="">(11)</span><span style="">(12)</span><span style="">(13)</span><span style="">(14)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Ai fini della realizzazione degli interventi di cui al comma 1, lettera c), la Regione può acquisire le aree costituenti pertinenze dei corsi d'acqua o aventi funzione di espansione delle piene o finalizzate alla conservazione e al ripristino della capacità di laminazione dei corsi d'acqua.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 bis. </span>Ai fini della realizzazione degli interventi destinati alla riduzione delle piene, gli enti competenti per classe di corso d'acqua dispongono la costituzione di servitù di allagamento sulle aree interessate dall'espansione delle piene, per le quali non si proceda all'espropriazione o all'acquisizione ai sensi del comma 3.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 ter. </span>I provvedimenti di costituzione delle servitù di cui al comma 3 bis sono trascritti ai sensi della normativa vigente in materia.<p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 quater. </span>Ai proprietari delle aree assoggettate alla costituzione delle servitù di cui al comma 3 bis è corrisposta unicamente un'indennità determinata in misura non superiore a due terzi dell'indennità di espropriazione calcolata in base alla normativa vigente in materia.<p><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 quinquies. </span>Con deliberazione della Giunta regionale sono definite le modalità di calcolo dell'indennità di cui al comma 3 quater tenuto conto anche della frequenza, della durata e dei volumi d'acqua dell'allagamento.<p><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 sexies. </span>Per quanto non disposto dal presente articolo trova applicazione il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità).<p><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>L'esigenza di effettuare interventi di regimazione idraulica o di regolazione idraulica di cui al comma 1, lettere b) e d), è motivata, nonché adeguatamente documentata, sulla base di specifiche valutazioni di ordine idrologico e idraulico, dalle quali si desumano anche gli effetti e le conseguenze di tali interventi alla scala del corso d'acqua.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 4, comma 1, lettera j), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Lettera d bis) del comma 1 aggiunta da art. 4, comma 49, lettera b), numero 1), L. R. 13/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 2 bis aggiunto da art. 4, comma 49, lettera b), numero 2), L. R. 13/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 83, comma 1, L. R. 13/2020 . La disposizione si applica anche agli interventi sulla rete idrografica relativi ai corsi d'acqua, in corso alla data di entrata in vigore della L.R.13/2020, come previsto dall'art. 83, c. 1, della medesima L.R.13/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 3 ter aggiunto da art. 83, comma 1, L. R. 13/2020 . La disposizione si applica anche agli interventi sulla rete idrografica relativi ai corsi d'acqua, in corso alla data di entrata in vigore della L.R.13/2020, come previsto dall'art. 83, c. 1, della medesima L.R.13/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 3 quater aggiunto da art. 83, comma 1, L. R. 13/2020 . La disposizione si applica anche agli interventi sulla rete idrografica relativi ai corsi d'acqua, in corso alla data di entrata in vigore della L.R.13/2020, come previsto dall'art. 83, c. 1, della medesima L.R.13/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 3 quinquies aggiunto da art. 83, comma 1, L. R. 13/2020 . La disposizione si applica anche agli interventi sulla rete idrografica relativi ai corsi d'acqua, in corso alla data di entrata in vigore della L.R.13/2020, come previsto dall'art. 83, c. 1, della medesima L.R.13/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 3 sexies aggiunto da art. 83, comma 1, L. R. 13/2020 . La disposizione si applica anche agli interventi sulla rete idrografica relativi ai corsi d'acqua, in corso alla data di entrata in vigore della L.R.13/2020, come previsto dall'art. 83, c. 1, della medesima L.R.13/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole soppresse al comma 2 bis da art. 4, comma 1, lettera a), L. R. 12/2024 , con effetto dall'1/1/2025.</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Parole soppresse al comma 2 bis da art. 4, comma 1, lettera b), L. R. 12/2024 , con effetto dall'1/1/2025.</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 bis da art. 4, comma 1, lettera c), L. R. 12/2024 , con effetto dall'1/1/2025.</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 bis da art. 4, comma 1, lettera d), L. R. 12/2024 , con effetto dall'1/1/2025.</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 bis da art. 4, comma 1, lettera b), L. R. 13/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>14 
    </strong> Parole soppresse al comma 2 bis da art. 4, comma 1, lettera b), L. R. 13/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 21</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disciplina degli interventi di manutenzione degli alvei mediante l'asporto di materiale litoide)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Con deliberazione della Giunta regionale sono definiti gli indirizzi per l'individuazione dei corsi d'acqua o di tratti dei medesimi nei quali è necessaria l'esecuzione degli interventi di manutenzione degli alvei ai sensi dell'articolo 20, comma 1, lettera a), numero 1), che prevedono l'estrazione e l'asporto del materiale litoide e sono indicati i corsi d'acqua o i tratti dei medesimi nei quali tali interventi sono interdetti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Gli interventi di manutenzione degli alvei di cui al comma 1 sono soggetti a concessione, sono considerati, a tutti gli effetti, interventi di manutenzione ordinaria e non sono subordinati a vincoli da parte degli strumenti urbanistici.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>L'estrazione di materiale litoide è soggetta al pagamento di un canone demaniale, determinato, anche in relazione al valore di mercato del materiale litoide, ai sensi dell'articolo 30.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Gli interventi di manutenzione degli alvei di cui al comma 1 sono affidati in concessione con le seguenti modalità, da parte dell'ente competente per classe di corso d'acqua, a soggetti privati mediante procedura a evidenza pubblica, in applicazione dei criteri di valutazione e con il procedimento definiti ai sensi dell'articolo 14, comma 1, lettera b):<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>concessione pluriennale per bacini idrografici o aste fluviali continue, individuati dall'ente competente per corso d'acqua, ai sensi dell'articolo 23;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>concessione per tratti fluviali singoli o discontinui, individuati dall'ente competente per corso d'acqua, ai sensi dell'articolo 24;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>concessione per interventi indicati dai soggetti interessati ai sensi dell'articolo 25.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Ai fini della partecipazione alla procedura a evidenza pubblica di cui al comma 4 i soggetti privati presentano all'ente competente, con le modalità definite dal provvedimento di cui all'articolo 14, comma 2, lettera e), l'istanza intesa a ottenere l'assegnazione della concessione, corredata del progetto dell'intervento avente un livello di approfondimento analogo a quello del progetto preliminare come delineato dall'articolo 8, comma 3, della legge regionale 31 maggio 2002, n. 14 (Disciplina organica dei lavori pubblici).<p><span style="">(2)</span><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Nel caso in cui l'attuazione del progetto dell'intervento comporti la necessità di acquisire autorizzazioni, concessioni, pareri, licenze, intese, concerti, nulla osta e atti di assenso, comunque denominati, propedeutici all'emissione del provvedimento di concessione, l'ente competente per classe di corso d'acqua, convoca una conferenza di servizi, ai sensi degli articoli da 22 a 22 sexies della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7 (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Gli interventi di manutenzione degli alvei di cui al comma 1, aventi carattere d'urgenza, sono autorizzati ai sensi dell'articolo 27.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Nell'ambito della realizzazione di lavori pubblici gli interventi di manutenzione degli alvei di cui al comma 1 sono effettuati con le modalità di cui all'articolo 28.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Nei casi in cui non sia stato possibile procedere all'affidamento della concessione nell'ambito della procedura a evidenza pubblica di cui al comma 4 e non ricorrano i presupposti per l'applicazione dell'articolo 27, gli interventi di manutenzione degli alvei sono effettuati con le modalità di cui all'articolo 28.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10. </span>L'utilizzo di materiale litoide, da parte dell'ente competente per classe di corso d'acqua, nella realizzazione di lavori in amministrazione diretta, non è soggetto alla disciplina di cui ai commi 4 e 8.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">11. </span>Nei corsi d’acqua di classe 1, 2 e 3 gli interventi di cui all’articolo 20, comma 2 bis, che prevedano l’asporto di materiale litoide fino a un quantitativo massimo di 15.000 metri cubi individuato come in eccesso ai fini del ripristino della funzionalità di un’opera esistente, non sono soggetti all’applicazione del comma 4. Con la deliberazione di cui al comma 1 la Giunta regionale, previo parere del Consiglio delle autonomie locali, individua i criteri per la localizzazione dei prelievi. Per questi casi l’autorizzazione idraulica costituisce il titolo per realizzare l’intervento, acquisiti tramite conferenza di servizi tutti i restanti pareri, nulla osta o altri atti abilitativi comunque denominati.<p><span style="">(5)</span><span style="">(6)</span><span style="">(7)</span><span style="">(8)</span><span style="">(9)</span><span style="">(10)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">12. </span>Ai fini della pianificazione dell'attività estrattiva prevista dalla legge regionale 18 agosto 1986, n. 35 (Disciplina delle attività estrattive), il materiale litoide estratto e asportato ai sensi del presente articolo, è equiparato alle sostanze minerali disciplinate dalla medesima legge regionale.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> I commi 4 e 9 del presente articolo hanno efficacia all'entrata in vigore dei regolamenti di cui all'art. 14, c. 1, lett. b), numeri 1), 2) e 3), L.R. 11/2015, come disposto dall'art. 62, c. 1, lett. e), della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Il comma 5 del presente articolo ha efficacia alla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione del decreto di cui all'art. 14, c. 2, lett. e), L.R. 11/2015, come disposto dall'art. 62, c. 1, lett. e), della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> I regolamenti di cui all'art. 14, c. 1, lett. b), numeri 1), 2) e 3), L.R. 11/2015 sono stati emanati con DPReg. 65/2016 (B.U.R. 20/4/2016, n. 16) con entrata in vigore il 21/4/2016 e il DPReg. 196/2016 (B.U.R. 2/11/2016, n. 44) con entrata in vigore il 3/11/2016.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Nel B.U.R. 9/8/2017, n. 32 è stato pubblicato il decreto Direttore centrale ambiente ed energia 30/5/2017, n. 1710, di cui all'art. 14, c. 2, lett. e), L.R. 11/2015, riferito al comma 5.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole aggiunte al comma 11 da art. 4, comma 1, lettera k), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 11 sostituito da art. 4, comma 19, L. R. 23/2019 , con effetto dall'1/1/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 11 sostituito da art. 84, comma 1, L. R. 13/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 11 interpretato da art. 110, comma 1, L. R. 8/2022</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole sostituite al comma 11 da art. 4, comma 2, L. R. 12/2024 , con effetto dall'1/1/2025.</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Parole sostituite al comma 11 da art. 4, comma 1, lettera c), L. R. 13/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 22</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Provvedimento di concessione e disciplinare)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il provvedimento di concessione per l'esecuzione degli interventi di manutenzione degli alvei di cui all'articolo 21, comma 2, è emesso dall'ente competente per classe di corso d'acqua contestualmente ovvero entro i cinque giorni successivi alla sottoscrizione del disciplinare, redatto sulla base dello schema tipo di cui all'articolo 14, comma 2, lettera f).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il provvedimento di concessione, che costituisce titolo all'occupazione delle aree del demanio idrico e alla realizzazione dell'intervento ha, nei casi di cui agli articoli 24 e 25, la durata di esecuzione dell'intervento prevista dal relativo progetto.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Il soggetto concessionario, prima dell'inizio dei lavori, nomina il direttore dei lavori dandone comunicazione all'ente competente ed effettua i rilievi topografici di progetto di dettaglio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Il controllo sulla conformità dell'estrazione di materiale litoide alle modalità di esercizio stabilite dal provvedimento di concessione e dal disciplinare è eseguito dall'ente competente per classe di corso d'acqua.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>L'ente competente per classe di corso d'acqua, a seguito dell'accertamento di violazioni delle disposizioni contenute nel provvedimento di concessione e nel disciplinare, dispone l'immediata sospensione dei lavori ai fini dell'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 56.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Ai fini della riscossione da parte dei Comuni della quota dei canoni demaniali di cui all'articolo 30, con il provvedimento di concessione sono individuati i Comuni il cui territorio è interessato dall'attività di estrazione di materiale litoide e sono stabilite le modalità di versamento dei relativi importi ai Comuni medesimi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Il soggetto istante è tenuto a sostenere gli oneri relativi al deposito cauzionale o alla prestazione della garanzia mediante fidejussione bancaria o polizza assicurativa a fronte del pagamento del canone demaniale, nonché gli oneri fiscali previsti dalla normativa vigente.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Il soggetto istante effettua il deposito cauzionale o presta la garanzia mediante fidejussione bancaria o polizza assicurativa a fronte del pagamento del canone demaniale, prima della sottoscrizione del disciplinare e, comunque, prima dell'emissione del provvedimento di concessione.<p><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole soppresse al comma 7 da art. 4, comma 1, lettera l), numero 1), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole soppresse al comma 8 da art. 4, comma 1, lettera l), numero 2), L. R. 3/2018</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 23</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Concessione per bacini idrografici o aste fluviali continue)<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La concessione pluriennale per l'esecuzione degli interventi di manutenzione ai sensi dell'articolo 21, comma 1, che interessano bacini idrografici o aste fluviali continue è affidata con le modalità di cui al medesimo articolo 21, per un periodo massimo di dieci anni.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Entro novanta giorni dal rilascio del provvedimento di concessione, a pena di revoca del medesimo, il soggetto concessionario presenta all'ente competente per classe di corso d'acqua, un programma in cui sono individuati gli interventi di manutenzione da attuare in relazione allo stato dell'alveo al momento del rilascio del provvedimento di concessione, nonché quelli derivanti dalle prevedibili evoluzioni morfologiche degli alvei dei corsi d'acqua interessati.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Nei bacini idrografici e nelle aste fluviali oggetto della concessione di cui al comma 1 non è ammessa la presentazione delle istanze dei soggetti interessati ai sensi dell'articolo 25.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Il presente articolo ha efficacia all'entrata in vigore dei regolamenti di cui all'art. 14, c. 1, lett. b), numeri 1), 2) e 3), L.R. 11/2015, come disposto dall'art. 62, c. 1, lett. e), della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> I regolamenti di cui all'art. 14, c. 1, lett. b), numeri 1), 2) e 3), L.R. 11/2015 sono stati emanati con DPReg. 65/2016 (B.U.R. 20/4/2016, n. 16) con entrata in vigore il 21/4/2016 e il DPReg. 196/2016 (B.U.R. 2/11/2016, n. 44) con entrata in vigore il 3/11/2016.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 24</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Concessione per tratti fluviali)<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La concessione per l'esecuzione degli interventi di manutenzione ai sensi dell'articolo 21, comma 1, che interessano singoli tratti fluviali o più tratti fluviali singoli o discontinui, anche appartenenti a bacini idrografici diversi del territorio regionale, è affidata, con le modalità di cui al medesimo articolo 21, per la durata della realizzazione degli interventi prevista dal relativo progetto.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Nei tratti fluviali oggetto della concessione di cui al comma 1 non è ammessa la presentazione delle istanze dei soggetti interessati ai sensi dell'articolo 25.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Il presente articolo ha efficacia all'entrata in vigore dei regolamenti di cui all'art. 14, c. 1, lett. b), numeri 1), 2) e 3), L.R. 11/2015, come disposto dall'art. 62, c. 1, lett. e), della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> I regolamenti di cui all'art. 14, c. 1, lett. b), numeri 1), 2) e 3), L.R. 11/2015 sono stati emanati con DPReg. 65/2016 (B.U.R. 20/4/2016, n. 16) con entrata in vigore il 21/4/2016 e il DPReg. 196/2016 (B.U.R. 2/11/2016, n. 44) con entrata in vigore il 3/11/2016.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 25</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Concessione per interventi indicati dai soggetti interessati)<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le istanze volte a ottenere la concessione per l'esecuzione degli interventi di manutenzione degli alvei di cui all'articolo 21, comma 1, indicati dai soggetti interessati, non sono ammesse nei tratti individuati ai sensi degli articoli 23 e 24, nonché nei corsi d'acqua o nei tratti dei medesimi interdetti dalla Giunta regionale ai sensi dell'articolo 21, comma 1.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>L'istanza di concessione è presentata all'ente competente per classe di corso d'acqua che, entro i successivi trenta giorni, rigetta l'istanza qualora ritenga l'intervento in contrasto con il buon regime delle acque o non necessario ai fini della manutenzione dell'alveo, ovvero, provvede alla pubblicazione dell'istanza medesima sui siti istituzionali della Regione e dei Comuni sul cui territorio insiste l’intervento previsto.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Entro trenta giorni dalla data di pubblicazione dell'istanza di concessione nel Bollettino ufficiale della Regione, i soggetti interessati possono presentare istanze di concessione relative al medesimo tratto di corso d'acqua che sono dichiarate concorrenti con quella presentata per prima.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Entro trenta giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 3 l'ente competente per classe di corso d'acqua, sulla base dei criteri definiti ai sensi dell'articolo 2 del regio decreto 523/1904, individua tra le istanze concorrenti quella relativa all'intervento di manutenzione ritenuto più adeguato alle esigenze di carattere idraulico dell'alveo interessato, la quale costituisce base per l'assegnazione, con le modalità previste dal regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera b), della concessione alla realizzazione dell'intervento di manutenzione, a uno dei soggetti che hanno presentato istanza ai sensi del comma 3.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Il presente articolo ha efficacia all'entrata in vigore dei regolamenti di cui all'art. 14, c. 1, lett. b), numeri 1), 2) e 3), L.R. 11/2015, come disposto dall'art. 62, c. 1, lett. e), della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> I regolamenti di cui all'art. 14, c. 1, lett. b), numeri 1), 2) e 3), L.R. 11/2015 sono stati emanati con DPReg. 65/2016 (B.U.R. 20/4/2016, n. 16) con entrata in vigore il 21/4/2016 e il DPReg. 196/2016 (B.U.R. 2/11/2016, n. 44) con entrata in vigore il 3/11/2016.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 4, comma 1, lettera m), L. R. 3/2018</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 26</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Cause di estinzione della concessione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Sono cause di estinzione della concessione per l'esecuzione degli interventi di manutenzione degli alvei ai sensi dell'articolo 21, comma 1:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la rinuncia da parte del concessionario;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la decadenza della concessione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>la revoca della concessione.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Nel caso di cui al comma 1, lettera a), il concessionario comunica all'ente competente per classe di corso d'acqua la rinuncia alla concessione corredata di una relazione contenente i dati identificativi della concessione e lo stato di consistenza dell'attività di estrazione. L'ente competente per classe di corso d'acqua prende atto della rinuncia, indicando le prescrizioni relative alla cessazione della concessione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La concessione di estrazione di materiale litoide si estingue per decadenza nei seguenti casi:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>mancata esecuzione dei lavori entro il termine indicato nel provvedimento di concessione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>mancato rispetto delle prescrizioni contenute nel disciplinare di concessione e nel provvedimento di concessione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>sub concessione, anche parziale, a terzi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>grave inosservanza delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di estrazione di materiale litoide.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Nei casi di cui al comma 3 l'ente competente per classe di corso d'acqua diffida il concessionario a far cessare la causa dell'inadempimento o della violazione, assegnandogli un termine, non inferiore a dieci e non superiore a sessanta giorni dalla data di ricezione dell'atto di diffida, per provvedere. Decorso inutilmente tale termine l'ente competente per classe di corso d'acqua dichiara, con provvedimento motivato, la decadenza della concessione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>L'ente competente può disporre la revoca, anche parziale, del provvedimento di concessione, in qualunque momento, per sopravvenute ragioni di interesse pubblico, senza diritto di indennizzo, fatta salva la corrispondente riduzione del canone demaniale in caso di revoca parziale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>I provvedimenti di presa d'atto della rinuncia alla concessione, nonché di decadenza e di revoca della concessione sono comunicati al concessionario, ai Comuni e ai Consorzi di bonifica interessati.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 27</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Interventi urgenti di asporto di materiale litoide)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Nel caso in cui, in conseguenza di eventi di piena, lo stato dell'alveo del corso d'acqua risulti modificato in modo tale da rendere necessaria l'esecuzione di lavori d'urgenza che comportino l'estrazione e l'asporto di materiale litoide, questi sono autorizzati dall'ente competente per classe di corso d'acqua che, contestualmente, ne attesta l'urgenza e ne redige una perizia nella quale è stabilita la quantità di materiale litoide asportabile strettamente necessaria al ripristino del deflusso. L'asporto del materiale litoide, nell'ambito di tali interventi, non è soggetto alla corresponsione del canone demaniale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Gli interventi d'urgenza previsti al comma 1 sono soggetti alla disciplina di cui all'articolo 6, comma 11, del decreto legislativo 152/2006.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Sono fatte salve le procedure relative agli interventi disposti in via d'urgenza ai sensi dell'articolo 5, commi 2 e 5, della legge 225/1992.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 28</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Interventi di manutenzione dell'alveo nell'ambito di lavori pubblici)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>I progetti di lavori pubblici riguardanti interventi sui corsi d'acqua o sulle opere idrauliche possono comprendere l'estrazione di materiale litoide dall'alveo, nel tratto interessato dai lavori, unicamente per finalità connesse alla realizzazione dei lavori previsti dai progetti stessi o a necessità idrauliche di ripristino dell'officiosità dell'alveo nel tratto medesimo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Nei casi di cui al comma 1 il progetto prevede la quantità di materiale litoide da estrarre dall'alveo del corso d'acqua, le modalità di utilizzo e la destinazione del medesimo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Nei casi di cui al comma 1 i soggetti esecutori dei lavori pubblici, a pena di sospensione dei lavori da parte del direttore dei lavori, effettuano rilievi topografici, secondo le modalità stabilite dal provvedimento di cui all'articolo 14, comma 2, lettera g), prima dell'inizio delle operazioni di scavo, ad avvenuto completamento delle stesse, nonché in corso d'opera in caso di eventi di piena, al fine di accertare l'effettiva quantità di materiale litoide estratta.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Il direttore dei lavori, anteriormente all'inizio delle operazioni di scavo, invia all'ente competente per classe di corso d'acqua, l'attestazione dell'avvenuto pagamento del valore del materiale estratto, calcolato in base al canone demaniale ai sensi dell'articolo 30 o dell'avvenuta compensazione del medesimo valore, con il costo dei lavori.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Per la disciplina transitoria del comma 3 si veda l'art. 62, comma 4, della presente legge.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 29</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Prelievo di materiale litoide per uso personale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'autorizzazione al prelievo per uso personale di materiale litoide, limi, sabbie, ghiaie o ciottoli del demanio idrico, per usi domestici e senza finalità commerciali, sui corsi d'acqua di qualunque classe, è rilasciata, fatti salvi i diritti dei terzi, dal Comune competente per territorio, a favore degli abitanti residenti, per una quantità annuale massima di 30 metri cubi per ciascun nucleo familiare.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il Comune trasmette, annualmente, copia delle autorizzazioni di cui al comma 1 all'ente competente per classe di corso d'acqua.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Il prelievo occasionale per uso personale o didattico di una modesta quantità di ciottoli, comunque non superiore a dieci decimetri cubi, non è soggetto ad autorizzazione.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 9, comma 3, L. R. 6/2019</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 30</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Canoni demaniali per l'estrazione di materiale litoide)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di ambiente, sono determinati, con cadenza almeno quadriennale, i canoni demaniali relativi alle concessioni per l'esecuzione degli interventi di manutenzione degli alvei che comportano l'estrazione di materiale litoide, rilasciate ai sensi degli articoli 23, 24 e 25, nonché alle attività di cui all'articolo 28.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>I canoni demaniali di cui al comma 1 sono aggiornati ogni due anni sulla sola base delle variazioni degli indici ISTAT sui prezzi al consumo delle famiglie degli operai e degli impiegati con decreto del direttore centrale della struttura regionale competente in materia di ambiente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>L'indennità per l'occupazione delle aree del demanio idrico di cui all'articolo 22, comma 2, è compresa nel canone demaniale relativo alla concessione di estrazione di materiale litoide.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>In caso di interventi relativi ai corsi d'acqua ricadenti nella zona montana, la Giunta regionale può stabilire la riduzione dei canoni demaniali per l'estrazione di materiale litoide fissati ai sensi del comma 1, sino al limite pari a zero, individuando i tratti dei corsi d'acqua interessati.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4 bis. </span>La Giunta regionale, anche in considerazione di quanto disposto dall'articolo 7, comma 2, della legge regionale 15 luglio 2016, n. 12 (Disciplina organica delle attività estrattive), può stabilire che, qualora il materiale litoide da estrarre dall'alveo del corso d'acqua sia destinato alla realizzazione di opere pubbliche o di infrastrutture di interesse pubblico, i canoni demaniali fissati ai sensi del comma 1 siano ridotti fino a un massimo del 90 per cento. In tali casi il progetto dell'opera pubblica o dell'infrastruttura di interesse pubblico prevede la quantità di materiale litoide da utilizzare e le modalità di impiego. Ai fini dell'applicazione della riduzione del canone demaniale il soggetto concessionario comunica alla struttura regionale competente in materia di difesa del suolo la quantità del materiale litoide destinato esclusivamente alla realizzazione dell'opera pubblica o dell'infrastruttura di interesse pubblico, nonché effettua i rilievi topografici con le modalità stabilite dall'articolo 28, comma 3.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Il canone demaniale è suddiviso in rate trimestrali ed è corrisposto alla scadenza di ogni trimestre. Prima della consegna dei lavori il soggetto istante versa un acconto pari al 10 per cento dell'ammontare del canone demaniale annuo. Nel caso in cui, in ottemperanza a prescrizioni finalizzate alla tutela ambientale, l'attività oggetto della concessione sia sospesa, la corresponsione del canone demaniale è sospesa per lo stesso periodo.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>I canoni demaniali di cui al comma 1 sono riscossi dall'ente competente per classe di corso d'acqua per una quota pari al 50 per cento e dai Comuni, per la residua quota. Entro il 31 marzo di ogni anno, i Comuni e i Consorzi di bonifica trasmettono alla struttura regionale competente in materia di difesa del suolo una relazione recante l'ammontare dei canoni demaniali introitati nell'annualità di riferimento e la destinazione dei relativi proventi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Non è soggetto al pagamento dei canoni demaniali di cui al comma 1 il prelievo manuale di materiale litoide di cui all'articolo 29.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Il provvedimento di concessione per l'esecuzione degli interventi di manutenzione degli alvei di cui all'articolo 21 può disporre che l'ammontare del canone demaniale sia compensato, anche parzialmente, secondo le modalità stabilite dal regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera b), numero 4), con il costo dell'esecuzione di manutenzioni idrauliche e della realizzazione di opere idrauliche, di studi, di monitoraggi ambientali sul tratto di corso d'acqua interessato, ritenuti necessari dalla struttura regionale competente in materia di difesa del suolo e indicati nel provvedimento stesso.<p><span style="">(1)</span><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Ai fini della compensazione di cui al comma 8 è data priorità alla realizzazione degli interventi di cui all'articolo 21 nei corsi d'acqua in zona montana il cui costo è compensato, anche integralmente, con l'ammontare del canone demaniale dovuto per l'esecuzione di un intervento di manutenzione dell'alveo di un corso d'acqua in pianura.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10. </span>Per l'esecuzione degli interventi di cui all'articolo 21, comma 11, la corresponsione del canone demaniale può essere interamente compensata con i lavori di asporto del materiale litoide.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">11. </span>Non sono soggette al pagamento del canone demaniale le operazioni di prelievo di materiale litoide finalizzato a mantenere in efficienza le opere di presa degli impianti di derivazione d'acqua. A tal fine si considerano parte dell'opera di presa i manufatti adibiti al prelievo dell'acqua e alla separazione della frazione solida dalla portata derivata, quali le traverse funzionali alla presa negli impianti ad acqua fluente, le bocche di presa, le griglie di filtraggio, i canali sghiaiatori e dissabbiatori, i bacini di calma e di sedimentazione, le paratoie, gli sfioratori.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Il comma 8 del presente articolo ha efficacia all'entrata in vigore dei regolamenti di cui all'art. 14, c. 1, lett. b), numero 4), L.R. 11/2015, come disposto dall'art. 62, c. 1, lett. f), della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 4 bis aggiunto da art. 3, comma 58, lettera a), L. R. 14/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Il comma 8 è efficace a seguito dell'entrata in vigore del regolamento emanato con DPReg. 196/2016 (B.U.R. 2/11/2016, n. 44) con entrata in vigore il 3/11/2016.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 5 sostituito da art. 4, comma 22, L. R. 31/2017</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 31</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Interventi relativi alle opere idrauliche)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Gli interventi sulla rete idrografica relativi alle opere idrauliche consistono nelle seguenti attività:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>interventi di manutenzione ordinaria finalizzati alla riparazione, nonché al recupero e al mantenimento della funzionalità dell'opera, senza variazione delle caratteristiche tipologiche e strutturali, inclusi gli interventi di manutenzione finalizzati al recupero della funzionalità dei bacini di laminazione, delle piazze e delle vasche di deposito;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>interventi di manutenzione straordinaria finalizzati al ripristino della funzionalità dell'opera, anche con modificazione delle caratteristiche tipologiche e strutturali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>interventi di manutenzione straordinaria dei bacini di laminazione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>realizzazione di nuove opere idrauliche, nei casi in cui esse non configurino un intervento di regimazione o di regolazione idraulica.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Gli interventi negli invasi regolati da opere di sbarramento idraulico, finalizzati al mantenimento dei volumi utili di ritenzione previsti dalle concessioni di derivazione d'acqua e disciplinati dai progetti di gestione degli invasi di cui all'articolo 114 del decreto legislativo 152/2006, nonché gli interventi finalizzati al mantenimento in efficienza delle opere di derivazione, sono attuati a cura e a spese dei soggetti che usufruiscono delle opere.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Gli interventi relativi alle opere idrauliche finalizzati a ridurre il livello di pericolosità idraulica previsto dai piani stralcio di distretto per l'assetto idrogeologico di cui all'articolo 67 del decreto legislativo 152/2006, sono corredati di documentazione tecnica comprovante le caratteristiche costruttive e idrauliche che rendono le opere idonee a tale finalità.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 32</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sistemazioni idraulico-forestali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Gli interventi e le opere di sistemazione idraulico-forestali in area montana sono realizzati mediante la combinazione di interventi che interessano i versanti e i corsi d'acqua, finalizzati alla conservazione della stabilità dei terreni soggetti a processi erosivi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Gli interventi e le opere di cui al comma 1 si concretizzano nell'esecuzione delle seguenti attività:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>interventi, estensivi e intensivi, di conservazione del territorio, finalizzati alla protezione e al ripristino dei versanti, che privilegino l'uso delle tecniche dell'ingegneria naturalistica;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>interventi di manutenzione dell'alveo dei corsi d'acqua ai sensi dell'articolo 20, comma 1, lettera a);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>interventi di manutenzione delle opere idrauliche ai sensi dell'articolo 31, comma 1, lettere a) e b);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>realizzazione di nuove opere strettamente connesse alle finalità conservative del territorio, incluse le opere paravalanghe e la viabilità di servizio.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 33</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Taglio di vegetazione e raccolta di legname fluitato)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Lo sfalcio e l'asporto di erba dagli alvei, dalle sponde e dalle aree golenali demaniali è consentito, a titolo gratuito, previa presentazione di una comunicazione in cui sono indicate la località e la superficie interessate dall'attività, alla stazione forestale, competente per territorio la quale, entro il termine di sette giorni dal ricevimento, può vietare l'attività per ragioni di tutela ambientale o idraulica; trascorso tale termine l'attività può essere svolta.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il taglio e l'asporto di alberi e arbusti dagli alvei, dalle sponde e dalle aree golenali demaniali si configurano quali interventi di manutenzione dei corsi d'acqua e di gestione della vegetazione ivi presente e sono consentiti con le seguenti modalità:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>per un quantitativo fino a 5 tonnellate all'anno, a titolo gratuito previa presentazione di una comunicazione alla stazione forestale competente per territorio in cui sono indicate la località e la superficie interessate, nonché la quantità e le specie da prelevare; la stazione forestale entro il termine di sette giorni dal ricevimento può vietare l'attività per ragioni di tutela ambientale o idraulica; trascorso tale termine l'attività può essere svolta;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>per un quantitativo superiore a 5 e fino a 50 tonnellate, previa presentazione di una comunicazione alla stazione forestale competente per territorio in cui sono indicate la località e la superficie interessate, la quantità e le specie da prelevare, nonché i tempi di esecuzione; la stazione forestale, entro il termine di quindici giorni dal ricevimento, comunica l'esito dell'istruttoria specificando il quantitativo di legname assegnato e il relativo importo da pagare, la superficie di intervento, le modalità esecutive e le eventuali prescrizioni da rispettare;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>per quantitativi superiori a 50 tonnellate e per una superficie massima di 50 ettari, previa richiesta del soggetto interessato all'ispettorato agricoltura e foreste competente per territorio, corredata di un progetto di taglio in cui sono indicate la quantità e le specie da prelevare, nonché le modalità esecutive e i tempi di esecuzione; l'ispettorato, tenendo conto degli strumenti di pianificazione e gestione di cui alla legge regionale 9/2007, approva il progetto, acquisito il parere idraulico di cui all'articolo 17, comma 8, specificando il quantitativo di legname assegnato e il relativo importo da pagare, la superficie di intervento, le modalità esecutive e le eventuali prescrizioni da rispettare.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2 bis. </span>Per gli interventi a finalità sociale o culturale finanziati dall'Amministrazione regionale, fatta salva l'applicazione delle procedure di cui al comma 2, il taglio e l'asporto di alberi e arbusti dagli alvei, dalle sponde e dalle aree golenali demaniali sono esenti dal pagamento del canone demaniale.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Le stazioni forestali comunicano agli ispettorati agricoltura e foreste competenti per territorio i provvedimenti di diniego delle attività di cui al comma 1 e al comma 2, lettere a) e b), contestualmente alla loro emissione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Qualora le attività di cui al comma 2 rientrino nell'ambito di interventi concernenti opere idrauliche o di sistemazione idraulico-forestali, l'approvazione del relativo progetto, previa acquisizione del parere idraulico, comprende le procedure amministrative di cui al comma 2 e definisce le modalità di esecuzione delle attività di taglio e asporto del legname a titolo gratuito.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>È consentita a titolo gratuito e senza il rilascio di autorizzazione, fatti salvi i diritti dei terzi, la raccolta del legname trasportato e abbandonato dalle acque negli alvei, nelle golene, nelle pertinenze idrauliche demaniali e negli specchi lacuali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Gli enti competenti per classe di corso d'acqua alla manutenzione delle opere idrauliche rilasciano, a titolo gratuito, l'autorizzazione allo sfalcio e all'asporto di erba, nonché al taglio e all'asporto di arbusti e di alberi dagli argini demaniali dei corsi d'acqua.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>L'assenso allo svolgimento delle attività di cui al comma 1, al comma 2, lettere a) e b), e al comma 6, comprende anche l'autorizzazione al transito con mezzi a motore su beni del demanio idrico regionale, finalizzato esclusivamente alle attività consentite.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>I canoni demaniali dovuti per le attività di cui al comma 2, lettere b) e c), sono determinati dal regolamento di cui all'articolo 14 della legge regionale 15 ottobre 2009, n. 17 (Disciplina delle concessioni e conferimento di funzioni in materia di demanio idrico regionale).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai soggetti individuati al titolo II della presente legge cui sono attribuite funzioni di manutenzione.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 bis aggiunto da art. 3, comma 58, lettera b), L. R. 14/2016</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 34</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Interventi di sistemazione dei dissesti franosi)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>I dissesti franosi sul territorio regionale sono segnalati anche attraverso il sistema informativo previsto dall'articolo 6, comma 9, alla Protezione civile della Regione cui competono la realizzazione delle opere di pronto intervento e il coordinamento dei lavori d'urgenza.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>I dissesti franosi, segnalati alla Protezione civile della Regione, sono inclusi nel Catasto regionale dei dissesti franosi e delle opere di difesa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Ai fini dell'accertamento dei dissesti franosi di cui al comma 2 la struttura regionale competente in materia di geologia effettua le verifiche tecniche, i rilievi e gli studi sul sito interessato secondo le modalità definite dalle linee guida di cui all’articolo 14, comma 3, lettera a).<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Con il decreto di cui all’articolo 11, comma 1, gli interventi di sistemazione dei dissesti franosi inseriti nel Catasto regionale dei dissesti franosi e delle opere di difesa sono classificati in:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>interventi di sistemazione di dissesti franosi consistenti in opere di ripristino delle aree interessate dai fenomeni franosi, di stabilizzazione dei versanti e di prevenzione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>interventi di manutenzione ordinaria delle opere di sistemazione dei dissesti franosi finalizzati alla riparazione, al recupero, nonché al mantenimento della funzionalità delle opere senza variarne le caratteristiche tipologiche e strutturali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>interventi di manutenzione straordinaria delle opere di sistemazione dei dissesti franosi finalizzati al completo recupero della funzionalità delle opere anche modificandone le caratteristiche tipologiche e strutturali.</p><p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Il decreto di cui all’articolo 11, comma 1, definisce la competenza regionale o comunale alla realizzazione degli interventi sulla base dei seguenti criteri:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>interventi di sistemazione dei dissesti franosi di rilevanza regionale: consistenti in opere la cui realizzazione, per estensione territoriale o per complessità di progettazione ed esecuzione, richieda particolari competenze specialistiche;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>interventi di sistemazione dei dissesti franosi di rilevanza comunale: consistenti in opere di tipologia consolidata che, per la limitata estensione territoriale interessata, svolgano una funzione di rilevanza locale.</p><p><span style="">(4)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Per la disciplina transitoria dei commi 4 e 5 si veda l'art. 62, comma 7, della presente legge.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole aggiunte al comma 3 da art. 4, comma 1, lettera n), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 36, comma 1, lettera a), L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 5 da art. 36, comma 1, lettera b), L. R. 7/2025</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO IV</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">UTILIZZAZIONE DELLE ACQUE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">RILEVAZIONE DELL'UTILIZZO DELLE RISORSE IDRICHE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 35</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Catasto regionale delle utilizzazioni d'acqua)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>In attuazione dell'articolo 95, comma 5, del decreto legislativo 152/2006, è istituito il Catasto regionale delle utilizzazioni d'acqua, quale sistema informativo dinamico che rileva e censisce le utilizzazioni in atto per tutti i corpi idrici presenti sul territorio regionale, fornendone un'evidenza geograficamente referenziata, nonché raccoglie e ordina le informazioni relative ai medesimi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il Catasto regionale di cui al comma 1 rende disponibili almeno le seguenti tipologie di dati inerenti alle utilizzazioni in atto:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il codice identificativo, quale codifica univoca attribuita al singolo sistema derivatorio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la portata media e massima concessa per ogni punto di prelievo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>l'uso dell'acqua derivata.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Il Catasto regionale delle utilizzazioni d'acqua è strumento di supporto per la pianificazione delle utilizzazioni delle acque e di riferimento per l'eventuale revisione delle stesse ai sensi dell'articolo 42, comma 10.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>La struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>organizza, gestisce e archivia i dati contenuti nel Catasto regionale, avvalendosi di mezzi e di supporti informatici che rispondono a criteri di compatibilità con gli standard regionali e nazionali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>aggiorna e pubblica mensilmente i dati del Catasto regionale sul sito istituzionale della Regione.</p><p style="text-align: justify;"><strong>c) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Gli enti di governo dell'ambito territoriale ottimale inseriscono i dati relativi alle utilizzazioni di acque sotterranee di cui all'articolo 37 nel Catasto regionale delle utilizzazioni d'acqua attraverso il sito istituzionale della Regione.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Il Catasto regionale delle utilizzazioni d'acqua è reso accessibile ai cittadini attraverso il sito istituzionale della Regione.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Lettera b) del comma 4 sostituita da art. 4, comma 1, lettera o), numero 1), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Lettera c) del comma 4 abrogata da art. 4, comma 1, lettera o), numero 2), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole soppresse al comma 5 da art. 4, comma 1, lettera o), numero 3), L. R. 3/2018</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 36</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Deflusso minimo vitale - DMV)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il livello di deflusso minimo vitale, di seguito DMV, necessario alla vita negli alvei sottesi al mantenimento della capacità di autodepurazione dei corpi idrici, alla conservazione degli equilibri degli ecosistemi interessati, nonché al mantenimento dell'equilibrio del bilancio idrico, è determinato per i corsi d'acqua o per i tratti di corsi d'acqua, dalla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche, con le modalità indicate dal Piano regionale di tutela delle acque.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Per le nuove concessioni di derivazione d'acqua, nonché nei casi di variante sostanziale o di rinnovo di concessioni esistenti, il relativo provvedimento prevede un piano di monitoraggio, redatto in base alle linee guida di cui all'articolo 14, comma 2, lettera k), di durata almeno triennale, finalizzato alla verifica dell'efficacia del DMV determinato con le modalità indicate dal Piano regionale di tutela delle acque, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di qualità.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>I concessionari di derivazione d'acqua possono presentare alla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche, motivata domanda per la determinazione sperimentale del DMV, con le modalità di cui all'articolo 14, comma 2, lettera i).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Qualora la struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche autorizzi l'effettuazione dell'esercizio sperimentale, l'efficacia dei rilasci rispetto al conseguimento degli obiettivi di qualità ambientale e alla salvaguardia delle caratteristiche morfologiche del corpo idrico, è verificata attraverso un piano di monitoraggio redatto in base alle linee guida di cui all'articolo 14, comma 2, lettera k).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Nei casi di cui al comma 4 il valore del DMV risultante dalla sperimentazione sostituisce quello determinato secondo le modalità previste dal Piano regionale di tutela delle acque.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Sono fatti salvi, fino alla loro scadenza, i programmi sperimentali previsti dagli articoli 1 e 1 bis della legge regionale 27 novembre 2001, n. 28 (Attuazione del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, in materia di deflusso minimo vitale delle derivazioni d'acqua), in corso alla data di approvazione del Piano regionale di tutela delle acque.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>La struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche attua le attività di verifica e di studio ai fini del monitoraggio degli effetti derivanti dall'applicazione degli obblighi di rilascio determinati con le modalità indicate dal Piano regionale di tutela delle acque.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7 bis. </span>Qualora sul territorio regionale si configuri una situazione di deficit idrico, il Presidente della Regione, sulla base dei dati rilevati e di quelli forniti dalla Direzione centrale competente in materia di risorse agricole, con decreto di cui è data pubblicazione sul sito istituzionale della Regione, in via d'urgenza:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>dichiara lo stato di sofferenza idrica;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>individua le riduzioni temporanee del deflusso minimo vitale, commisurate all'entità del deficit idrico.</p><p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7 ter. </span>Le riduzioni temporanee di cui al comma 7 bis, lettera b), si applicano alle derivazioni d'acqua per utilizzo irriguo in esercizio lungo i corsi d'acqua dei fiumi Tagliamento e Isonzo e dei torrenti Torre, Meduna, Cellina e Judrio.<p><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 7 bis aggiunto da art. 4, comma 1, lettera p), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 7 ter aggiunto da art. 4, comma 1, lettera p), L. R. 3/2018</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">PARTICOLARI TIPOLOGIE DI UTILIZZO DELLE RISORSE IDRICHE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 37</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Utilizzazione di acque sotterranee)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Gli enti di governo dell'ambito territoriale ottimale, ai fini dell'implementazione del Catasto regionale delle utilizzazioni d'acqua ai sensi dell'articolo 35, comma 5, censiscono le utilizzazioni di acque sotterranee a uso domestico in atto sul territorio di competenza, con le modalità indicate ai sensi dell'articolo 14, comma 2, lettera j).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>Le disposizioni in materia di utilizzazione di acque sotterranee di cui all'articolo 93 del regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 (Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici), si applicano anche nel caso di utilizzazioni da parte di unità immobiliari adibite a uffici o a modeste attività produttive o commerciali.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Ai fini del rispetto dei principi di cui all'articolo 1, comma 5, i Comuni regolano il flusso dell'acqua potabile dei pubblici fontanili e provvedono alla relativa manutenzione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>In attuazione dell'articolo 114, comma 1, del decreto legislativo 152/2006, al fine di garantire il mantenimento e il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici indicati al titolo II della parte terza del medesimo decreto legislativo 152/2006, sono disciplinati con il regolamento regionale di cui all'articolo 14, comma 1, lettera i), i criteri e le modalità tecniche di restituzione delle acque derivanti da sondaggi e da perforazioni, effettuati nell'esercizio dei permessi di ricerca, delle concessioni di coltivazione e delle concessioni di derivazione di acque sotterranee per scopi geotermici o di scambio termico e per attività termali.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Le disposizioni del regolamento di cui al comma 3 si applicano anche ai permessi di ricerca, alle concessioni di coltivazione e alle concessioni di derivazione di acque sotterranee per scopi geotermici o di scambio termico e per attività termali, rilasciati alla data di entrata in vigore del regolamento medesimo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Entro un anno dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera i), i titolari dei permessi di ricerca, delle concessioni di coltivazione e delle concessioni di derivazione di acque sotterranee per scopi geotermici o di scambio termico e per attività termali, adeguano le modalità di restituzione alle disposizioni del regolamento medesimo. Nelle more del periodo di un anno per l’adeguamento è consentita la restituzione. Decorso tale termine di un anno senza che sia intervenuto l’adeguamento è vietata la restituzione. Ferma restando l’applicazione delle sanzioni nei casi previsti dall’articolo 56, comma 17, come modificato dall’              articolo 4, comma 6, lettera b), della legge regionale 6 agosto 2020, n. 15 (Assestamento del bilancio per gli anni 2020-2022), i titolari del permesso di ricerca, o della concessione di coltivazione o della derivazione di acque sotterranee, per scopi geotermici o di scambio termico e per attività termali, che intendono ottenere l’autorizzazione alla restituzione, presentano la relativa domanda alla struttura regionale competente con le modalità indicate dal regolamento di cui all’articolo 14, comma 1, lettera i).<p><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>In attuazione dell'articolo 124, commi 3 e 5, del decreto legislativo 152/2006, al fine di garantire che lo scarico avvenga senza pregiudizio per il corpo ricettore, sono disciplinati con il regolamento regionale di cui all'articolo 14, comma 1, lettera j), i criteri per la valutazione della compatibilità con le caratteristiche del corpo ricettore, degli scarichi delle acque utilizzate per scopi geotermici, delle acque degli impianti di scambio termico e delle acque reflue provenienti da attività termali.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> I commi 3, 4 e 5 del presente articolo hanno efficacia all'entrata in vigore del regolamento di cui all'art. 14, c. 1, lett. i), L.R. 11/2015, come disposto dall'art. 62, c. 1, lett. g), della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 4, comma 1, lettera q), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 5 da art. 4, comma 6, lettera a), numero 1), L. R. 15/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole aggiunte al comma 5 da art. 4, comma 6, lettera a), numero 2), L. R. 15/2020</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 38</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Utilizzo di acque da parte della Regione e degli enti regionali)<p><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione e gli enti regionali di cui all’articolo 2 del Regolamento di organizzazione dell’Amministrazione regionale e degli enti regionali, emanato con decreto del Presidente della Regione 27 agosto 2004, n. 0277/Pres., derivano l’acqua destinata al servizio di impianti o di immobili a essi in uso, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 42, comma 5.<p><span style="">(3)</span><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>L'utilizzo di acque da parte della Regione e degli enti regionali non è soggetto all'autorizzazione all'attingimento di cui all'articolo 40, né al provvedimento di concessione di derivazione d'acqua di cui all'articolo 42, ma al rilascio di un parere tecnico da parte della struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La struttura regionale competente a realizzare l'opera di interesse regionale presenta l'istanza di parere tecnico di cui al comma 2 in ordine al luogo di presa della derivazione, alla quantità d'acqua prelevabile, all'uso e al luogo di restituzione.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>I dati relativi alla derivazione di cui al comma 2 sono pubblicati mediante avviso nel Bollettino ufficiale della Regione e sul sito istituzionale della Regione, nonché sono censiti nel Catasto regionale delle utilizzazioni d'acqua, a cura della struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 7, comma 3, L. R. 33/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Rubrica dell'articolo sostituita da art. 4, comma 41, lettera a), L. R. 24/2019 , con effetto dall'1/1/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 4, comma 41, lettera b), L. R. 24/2019 , con effetto dall'1/1/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 4, comma 41, lettera c), L. R. 24/2019 , con effetto dall'1/1/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 4, comma 1, lettera d), L. R. 13/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 38 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Utilizzo di acque da parte di PromoTurismoFVG)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Al fine di garantire il rifornimento idrico per l'innevamento artificiale delle piste da sci nelle località alpine della Regione situate nei Comuni sedi di poli turistici, PromoTurismoFVG deriva l'acqua destinata al servizio di impianti o immobili in uso nel rispetto dei principi di cui all'articolo 1, commi 6 e 7, e all'articolo 42, comma 5, e a condizione che sia garantito l'utilizzo delle acque solo nei periodi di funzionamento dei sistemi di innevamento artificiale o nei periodi di ricarica degli eventuali bacini di accumulo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>L'utilizzo di acque di cui al comma 1 da parte di PromoTurismoFVG non è soggetto all'autorizzazione all'attingimento di cui all'articolo 40 né al provvedimento di concessione di cui all'articolo 42 ma al rilascio, su istanza corredata dei contenuti di cui all'articolo 38, comma 3, dell'autorizzazione per l'utilizzo delle acque da parte della struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche che acquisisce i pareri necessari tramite conferenza di servizi indetta ai sensi dell'articolo 14 bis della legge 241/1990.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Qualora l'utilizzo delle acque di cui al comma 1 da parte di PromoTurismoFVG sottenda parzialmente utenze di derivazione d'acqua preesistenti, l'istanza di cui al comma 2 è corredata della documentazione tecnico-economica necessaria per regolare la sottensione tra le parti. Ai fini della conclusione del procedimento, la struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche recepisce l'eventuale accordo concluso dagli interessati ai sensi del regio decreto 1775/1933.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 3, comma 2, lettera b), L. R. 18/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 39</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Derivazione di acque funzionali a rogge)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La derivazione di acque funzionali al ripristino e all'utilizzo di antiche rogge con finalità ornamentali o alla vivificazione di corsi d'acqua o alla realizzazione di interventi di naturalizzazione di aree limitrofe ai corsi d'acqua, purché non finalizzata ad attività economiche, non è soggetta alle disposizioni di cui all'articolo 42.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>I soggetti interessati alla derivazione di acque di cui al comma 1 richiedono il parere tecnico della struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche, in ordine al luogo di presa della derivazione, alla quantità d'acqua prelevabile, all'uso e al luogo di restituzione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>I soggetti di cui al comma 2 provvedono alla manutenzione delle opere realizzate in funzione dell'attività di utilizzo delle rogge e garantiscono il rispetto del DMV del corso d'acqua da cui si deriva, nonché il rispetto dei diritti dei terzi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>I dati relativi alla derivazione di cui al comma 2 sono pubblicati mediante avviso nel Bollettino ufficiale della Regione e sul sito istituzionale della Regione, nonché sono censiti nel Catasto regionale delle utilizzazioni d'acqua, a cura della struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 40</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Attingimento di acque superficiali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'attingimento di acque superficiali a mezzo di dispositivi mobili o semifissi è autorizzato dall'ente competente per classe di corso d'acqua, per la durata massima di un anno, a condizione che:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il prelievo abbia carattere di provvisorietà e sia di durata temporale limitata e definita;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la portata dell'acqua attinta non superi i 50 litri al secondo e, comunque, i 300.000 metri cubi all'anno;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>non sia alterato il profilo dell'alveo, non siano intaccati gli argini e non siano pregiudicate le difese del corso d'acqua, nonché sia rispettato il DMV;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>non siano alterate le condizioni del corso d'acqua con pericolo per le utenze esistenti.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>L'attingimento di acque superficiali, in zona montana, a mezzo di dispositivi fissi è autorizzato dai Comuni, per la durata massima di cinque anni, per prelievi non superiori a 2 litri al secondo, alle condizioni di cui al comma 1, quando è al servizio di:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>rifugi alpini o malghe;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>edifici isolati non adibiti ad attività economiche e privi di strutture acquedottistiche.</p><p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Le autorizzazioni di cui ai commi 1 e 2 sono rilasciate, previa presentazione di uno schema dell'impianto indicante il punto di presa, il percorso della condotta adduttrice, i punti di utilizzazione e la portata prelevata.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Le autorizzazioni di cui al presente articolo sono rinnovabili e possono essere revocate per motivi di pubblico interesse.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Gli enti che rilasciano le autorizzazioni di cui ai commi 1 e 2 trasmettono con le modalità indicate ai sensi dell'articolo 14, comma 2, lettera j), alla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche, entro il 31 marzo di ogni anno con riferimento all'anno solare precedente, i dati sugli attingimenti autorizzati, ai fini del loro censimento nel Catasto regionale delle utilizzazioni d'acqua.<p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Il comma 5 del presente articolo ha efficacia alla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione del decreto di cui all'art. 14, c. 2, lett. j), L.R. 11/2015, come disposto dall'art. 62, c. 1, lett. h), della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 16, comma 1, L. R. 3/2018</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 41</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Prelievo di acque negli interventi di bonifica dei siti contaminati)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Gli interventi di caratterizzazione, di messa in sicurezza, di bonifica, nonché di ripristino ambientale dei siti contaminati, di cui alla parte IV del decreto legislativo 152/2006, da realizzarsi mediante prelievo di acque contaminate dal sottosuolo, non sono soggetti alle disposizioni di cui all'articolo 42.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">CONCESSIONE DI DERIVAZIONE D'ACQUA</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 42</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disciplina della concessione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La dotazione idrica è di norma assicurata dal gestore del servizio idrico integrato o dal consorzio di bonifica per le utilizzazioni a prevalente scopo irriguo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Nelle zone non servite dai soggetti di cui al comma 1 oppure fino a quando i medesimi non siano in grado di garantire la dotazione idrica, si può dar luogo al rilascio della concessione di derivazione d'acqua tenendo conto dei fabbisogni, delle disponibilità e delle destinazioni d'uso della risorsa compatibili con le relative caratteristiche qualitative e quantitative.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>L'utilizzo di tutte le acque superficiali e sotterranee è subordinato a un provvedimento di concessione di derivazione ed è regolato da un disciplinare sottoscritto per accettazione dal concessionario che forma parte integrante del provvedimento di concessione stesso. Il rilascio della concessione è subordinato alla preventiva sottoscrizione del disciplinare da parte del richiedente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>L'utilizzo di tutte le acque superficiali e sotterranee soggetto al provvedimento di concessione è subordinato al pagamento di un canone demaniale annuo, differenziato per tipologia di uso dell'acqua, che tenga conto dei costi ambientali e dei costi della risorsa connessi all'utilizzo dell'acqua.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Il provvedimento di concessione è rilasciato dalla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche nel rispetto dei seguenti principi:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il mantenimento o il raggiungimento dell'equilibrio del bilancio idrico e degli obiettivi di qualità dei corpi idrici, definiti dal Piano regionale di tutela delle acque;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>il rispetto del DMV;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>l'impossibilità di riutilizzo di acque reflue depurate o provenienti dalla raccolta di acque piovane o la non sostenibilità di detto riutilizzo sotto il profilo economico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>il rispetto dell'equilibrio tra il prelievo e la capacità di ricarica dell'acquifero nei casi di prelievo da falda, anche al fine di evitare pericoli di intrusione di acque salate o inquinate.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Le concessioni di derivazione d'acqua sono rilasciate per una durata temporanea con decorrenza dalla data di emissione del provvedimento di concessione. Fatto salvo quanto previsto da norme speciali, la durata delle concessioni non può eccedere i trenta anni, ovvero i quaranta anni per uso irriguo e per uso ittiogenico e i quindici anni nel caso di grandi derivazioni a uso industriale.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Il provvedimento di concessione costituisce titolo all'occupazione delle aree del demanio idrico per l'insediamento dei manufatti facenti parte dell'impianto di derivazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>La titolarità della concessione può essere trasferita a soggetti terzi esclusivamente con provvedimento della struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche, su istanza del soggetto che intende subentrare nella posizione giuridica del concessionario. La variazione della ragione sociale della società concessionaria è comunicata alla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Le concessioni di derivazione d'acqua a uso potabile nel contesto del servizio idrico integrato sono rilasciate ai soggetti gestori del servizio idrico integrato per la durata della gestione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10. </span>Ai fini della tutela del bilancio idrico l'ente concedente, sulla base del censimento delle utilizzazioni d'acqua effettuato ai sensi dell'articolo 35, provvede alla revisione delle derivazioni, disponendo prescrizioni, nonché limitazioni temporali o quantitative che non danno luogo alla corresponsione di indennizzi da parte dell'Amministrazione regionale, fatta salva la relativa riduzione proporzionale del canone demaniale di concessione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">11. </span>Nel caso di derivazione di acque sotterranee con il provvedimento di concessione si intende rilasciata anche l'autorizzazione alla ricerca di acque sotterranee ai sensi dell'articolo 95 del regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 (Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici). Per le domande di autorizzazione presentate alla data di entrata in vigore della presente legge si provvede al rilascio del provvedimento autorizzativo esclusivamente nell'ipotesi in cui la relativa istruttoria risulti completata.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">11 bis. </span>Il certificato di collaudo delle opere di realizzazione di un pozzo per uso diverso da quello domestico, previsto dall'articolo 24 del regio decreto 14 agosto 1920, n. 1285 (Regolamento per le derivazioni e utilizzazioni di acque pubbliche), è sostituito dalla presentazione di una perizia asseverata da un tecnico abilitato incaricato dal concessionario, corredata di una stratigrafia, comprovante la compatibilità tra la profondità della terebrazione, la falda intercettata e l'uso richiesto, in relazione alle norme del Piano regionale di tutela delle acque.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">12. </span>Nel rispetto dei principi di cui al comma 5 non sono soggette al rilascio del provvedimento di concessione di cui al comma 3:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>le utilizzazioni di acque sotterranee a uso domestico di cui all'articolo 93 del regio decreto 1775/1933;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>gli utilizzi di acque da parte della Regione di cui all'articolo 38;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>le derivazioni di acque funzionali a rogge di cui all'articolo 39;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>l'attingimento di acque superficiali di cui all'articolo 40;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>il prelievo di acque negli interventi di bonifica dei siti contaminati di cui all'articolo 41.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">13. </span> Le disposizioni del titolo IV non si applicano alle acque minerali e termali, nonché alle acque di sorgente di cui al    decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 339    (Disciplina delle acque di sorgente e modificazioni al    decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 105    , concernente le acque minerali naturali, in attuazione della    direttiva 96/70/CE    ), e alle risorse geotermiche di cui all'    articolo 6 del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22    (Riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche, a norma dell'    articolo 27, comma 28, della legge 23 luglio 2009, n. 99    ).<p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte al comma 13 da art. 4, comma 1, lettera r), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Vedi anche quanto disposto dall'art. 85, comma 1, L. R. 13/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 11 bis aggiunto da art. 4, comma 14, lettera a), L. R. 16/2021</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 43</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Istanza di concessione)<p><span style="">(1)</span><span style="">(4)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il procedimento per il rilascio della concessione di derivazione d'acqua è avviato su iniziativa di parte con la presentazione alla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche dell'istanza di autorizzazione alla realizzazione dell'impianto di derivazione e di concessione della derivazione d'acqua, corredata del progetto dell'impianto avente un livello di approfondimento analogo a quello del progetto definitivo, come delineato dall'articolo 8, comma 4, della legge regionale 14/2002.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Qualora la derivazione d'acqua riguardi corsi d'acqua aventi un bacino idrografico inferiore a 10 chilometri quadrati l'istanza di cui al comma 1 è corredata dei dati sullo stato qualitativo del corpo idrico acquisiti con le metodologie stabilite dalla normativa statale di settore.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2 bis. </span>Il progetto di cui al comma 1, qualora ve ne sia la necessità, prevede la realizzazione dei passaggi per la fauna ittica presso le traverse di derivazione idrica che interrompono la continuità del corso d'acqua.<p><span style="">(5)</span><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>L'istanza è rigettata con provvedimento redatto in forma semplificata ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), qualora:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>risulti carente delle informazioni e dei documenti previsti, a pena di improcedibilità, dal regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera c);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>risulti in contrasto con i divieti posti dal Piano regionale di tutela delle acque.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>L'avviso di presentazione dell'istanza di concessione è reso noto mediante la pubblicazione:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>nel Bollettino ufficiale della Regione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>all'Albo pretorio del Comune sul cui territorio insistono le opere di presa e di restituzione delle acque, per un periodo di almeno quindici giorni;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>su uno dei quotidiani locali maggiormente diffusi nell'ambito provinciale interessato, con esclusione delle istanze relative a derivazioni aventi una portata inferiore a 200 litri/secondo, diverse dalle istanze relative a derivazioni d'acqua a uso idroelettrico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>su un quotidiano a diffusione nazionale in caso di istanze concernenti le grandi derivazioni d'acqua;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>sul sito istituzionale della Regione per un periodo di almeno quindici giorni.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Con l'avviso di cui al comma 5 sono fissati:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il termine di quarantacinque giorni per l'eventuale presentazione delle domande concorrenti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>il periodo, non superiore a trenta giorni, di pubblicazione delle domande presentate, decorrente dalla conclusione della verifica di ammissibilità delle istanze concorrenti.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Le istanze di concessione di derivazione d'acqua tecnicamente incompatibili con quella pubblicata ai sensi del comma 5, presentate entro il termine di cui al comma 6, lettera a), se ammissibili, sono dichiarate concorrenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>La prima istanza presentata, nonché le istanze dichiarate concorrenti ai sensi del comma 7, sono pubblicate con i relativi progetti, fatta salva la tutela del segreto industriale, sul sito istituzionale della Regione, affinché chiunque possa prenderne visione e presentare le relative osservazioni entro quindici giorni dalla scadenza del termine fissato con le modalità di cui al comma 6, lettera b).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Per le istanze di derivazione di acque sotterranee la struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche procede alla visita dei luoghi quando ritenuta necessaria. La visita dei luoghi è effettuata in tutti gli altri casi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10. </span>Nei casi in cui i progetti relativi all'unica istanza presentata o all'istanza concorrente prescelta siano da sottoporre alla verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale o alla valutazione di impatto ambientale, l'inosservanza dei termini per l'attivazione delle relative procedure, fissati con il regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera c), comporta il rigetto dell'istanza e l'assegnazione dei medesimi termini al soggetto proponente dell'eventuale istanza collocata in posizione successiva nella graduatoria risultante dalla conclusione della procedura di valutazione delle istanze concorrenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">11. </span>L'unica istanza presentata o l'istanza concorrente prescelta, con il relativo progetto, sono trasmessi all'Autorità di bacino distrettuale ai fini dell'emissione del parere vincolante in ordine alla compatibilità dell'utilizzazione richiesta con le previsioni del Piano regionale di tutela delle acque e, nelle more dell'approvazione dello stesso, ai fini del controllo sull'equilibrio del bilancio idrico o idrologico.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">12. </span>L'Autorità di bacino distrettuale, entro quaranta giorni dalla data di ricezione delle istanze, nel caso di piccole derivazioni d'acqua, o entro novanta giorni nel caso di grandi derivazioni d'acqua, comunica il proprio parere alla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">13. </span>Il parere non favorevole dell'Autorità di bacino distrettuale comporta il rigetto dell'istanza.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">14. </span>Per le istanze di concessione di derivazione d'acqua a uso idroelettrico, a seguito del pronunciamento di compatibilità ambientale e dell'emissione del parere favorevole dell'Autorità di bacino distrettuale, è attivata la procedura di autorizzazione unica.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">15. </span>Il termine per la conclusione del procedimento di concessione di derivazione d'acqua rimane sospeso:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>dalla data di pubblicazione dell'avviso di cui al comma 5 fino alla scadenza del termine per la presentazione delle domande concorrenti di cui al comma 6, lettera a), nonché durante i periodi di pubblicazione delle istanze e per la presentazione di osservazioni ai sensi del comma 8;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>in pendenza dell'emanazione dei provvedimenti conclusivi della procedura di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale o della procedura di valutazione di impatto ambientale, nonché in pendenza del termine per la presentazione delle rispettive domande da parte del soggetto proponente;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>in pendenza del parere dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA), di cui all'articolo 45, comma 3;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>in pendenza dell'acquisizione del parere dell'Autorità di bacino distrettuale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>in pendenza dello svolgimento della conferenza di servizi di cui all'articolo 45;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>in pendenza dell'emanazione del procedimento conclusivo della procedura di autorizzazione unica nel caso di istanza di concessione di derivazione d'acqua a uso idroelettrico, nonché in pendenza del termine per la presentazione della domanda da parte del soggetto proponente.</p><p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">16. </span>Il soggetto istante è tenuto a sostenere gli oneri relativi alle pubblicazioni, al deposito cauzionale o alla prestazione della garanzia mediante fidejussione bancaria o polizza assicurativa a fronte del pagamento del canone demaniale, nonché gli oneri fiscali previsti dalla normativa vigente.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Il presente articolo, eccettuati i commi 13 e 14, ha efficacia all'entrata in vigore del regolamento di cui all'art. 14, c. 1, lett. c), L.R. 11/2015, come disposto dall'art. 62, c. 1, lett. i), della medesima L.R. 11/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 2, comma 17, L. R. 33/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Derogata la disciplina della  lettera f) del comma 15 da  art. 3, comma 53, L. R. 14/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Il regolamento di cui all'art. 14, c. 1, lett. c), L.R. 11/2015, è stato emanato con DPReg. 77/2017 (B.U.R. 26/4/2017, n. 17) con entrata in vigore l'11/5/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 2 bis aggiunto da art. 4, comma 4, lettera a), L. R. 23/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 bis da art. 4, comma 6, lettera a), L. R. 13/2022</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 44</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Valutazione delle istanze di concessione concorrenti)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le istanze di concessione concorrenti, presentate entro il termine di cui all'articolo 43, comma 6, lettera a), sono valutate da sole o in connessione con altre utenze concesse o richieste dalla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche, acquisito l'eventuale parere del nucleo di valutazione di cui al comma 5.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>L'istanza concorrente, presentata dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 43, comma 6, lettera a), ma entro novanta giorni dalla pubblicazione dell'avviso di cui all'articolo 43, comma 5, è istruita e ammessa in concorrenza eccezionale nel caso in cui la derivazione d'acqua richiesta soddisfi uno speciale e prevalente interesse pubblico finalizzato all'approvvigionamento idropotabile.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 1, commi 6 e 7, forma la graduatoria delle istanze dichiarate concorrenti, individuando quella da preferire in applicazione dei criteri obbligatori di cui all'articolo 9 del regio decreto 1775/1933, nonché dei seguenti ulteriori criteri in ordine di rilevanza decrescente dove al precedente è attribuito un valore doppio di quello del successivo:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il minor coinvolgimento della consistenza strutturale ed edilizia delle esistenti opere di difesa e di regimazione idraulica, nei casi di derivazioni ricadenti sui tratti di fondovalle; tale criterio non si applica nel caso che le opere siano danneggiate e necessitino di interventi di consolidamento o ripristino;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la presentazione di progetti di interventi di riqualificazione del tratto sotteso o di parte di esso connessi alla derivazione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>l'entità delle compensazioni territoriali e delle ricadute a favore del territorio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>la presenza di siti Rete Natura 2000, nonché di parchi e riserve naturali di cui alla legge regionale 30 settembre 1996, n. 42 (Norme in materia di parchi e riserve naturali regionali), e il grado di compatibilità con le relative misure di conservazione.</p><p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>In caso di parità delle condizioni definite al comma 3 è prescelta l'istanza che offra maggiori e accertate garanzie tecnico-finanziarie ed economiche d'immediata esecuzione e utilizzazione. In mancanza di altre condizioni di preferenza vale il criterio della priorità di presentazione.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Nei casi in cui il regio decreto 1775/1933 preveda il pronunciamento obbligatorio o facoltativo del Consiglio superiore dei lavori pubblici la struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche può chiedere il parere di un nucleo di valutazione, istituito con decreto del direttore centrale della struttura competente in materia di ambiente per la valutazione del singolo progetto e composto da cinque dipendenti regionali esperti in materia di risorse idriche, di difesa del suolo, di geologia e di ambiente, scelti dall'elenco di cui all'articolo 14, comma 2, lettera I).</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 4, comma 1, lettera s), numero 1), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 4, comma 1, lettera s), numero 2), L. R. 3/2018</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 45</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Valutazione del progetto di derivazione)<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Nel caso in cui la realizzazione del progetto dell'impianto di derivazione d'acqua relativo all'istanza presentata o all'istanza risultata prima in graduatoria nella procedura di valutazione delle istanze concorrenti comporti la necessità di conseguire autorizzazioni, concessioni, pareri, licenze, intese, concerti, nulla osta e atti di assenso comunque denominati, incluso il parere dell'ARPA di cui al comma 3, propedeutici all'emissione del provvedimento di contestuale autorizzazione alla realizzazione dell'impianto di derivazione e di concessione della derivazione d'acqua, la struttura regionale competente in materia di risorse idriche, fatto salvo quanto previsto da norme speciali, può convocare una conferenza di servizi ai sensi degli articoli da 22 a 22 sexies della legge regionale 7/2000, entro quindici giorni dall'acquisizione del parere dell'Autorità di bacino distrettuale o del provvedimento di valutazione di impatto ambientale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La conferenza di servizi, tenendo conto del parere espresso dall'Autorità di bacino distrettuale, assume la determinazione finale sul progetto dell'impianto di derivazione d'acqua e la trasmette, unitamente alla relativa documentazione, alla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Qualora il progetto dell'impianto di derivazione da corpi idrici superficiali non sia soggetto alle procedure di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale o di valutazione di impatto ambientale e nei casi di derivazione d’acqua da corpi idrici sotterranei, è acquisito il parere dell'ARPA, che si esprime entro sessanta giorni, sulla compatibilità della derivazione d'acqua con il raggiungimento degli obiettivi di qualità di cui alla direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alle istanze di concessione di derivazione d'acqua per uso idroelettrico.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Il presente articolo, eccettuato il comma 3, ha efficacia all'entrata in vigore del regolamento di cui all'art. 14, c. 1, lett. c), L.R. 11/2015, come disposto dall'art. 62, c. 1, lett. i), della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Il regolamento di cui all'art. 14, c. 1, lett. c), L.R. 11/2015, è stato emanato con DPReg. 77/2017 (B.U.R. 26/4/2017, n. 17) con entrata in vigore l'11/5/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole aggiunte al comma 3 da art. 4, comma 1, lettera t), L. R. 3/2018</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 46</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Provvedimento di concessione e disciplinare)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche emette il provvedimento di autorizzazione alla realizzazione dell'impianto di derivazione e di concessione alla derivazione d'acqua oppure emette il relativo provvedimento motivato di diniego, nonché provvede all'inserimento dei relativi dati nel Catasto regionale delle utilizzazioni d'acqua.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il provvedimento di cui al comma 1 è trasmesso al soggetto istante e agli enti convocati alla conferenza di servizi ed è pubblicato per estratto nel Bollettino ufficiale della Regione, nonché sul sito istituzionale della Regione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La concessione di derivazione d'acqua è rilasciata con salvezza dei diritti dei terzi, nei limiti della disponibilità dell'acqua e con la specificazione che, in caso di diminuzione delle portate derivate, causata dalla ridotta disponibilità della risorsa nei periodi di carenze idriche o dall'assunzione di provvedimenti eccezionali d'urgenza da parte della pubblica amministrazione ai fini della conservazione dell'equilibrio idrico e idrogeologico del territorio, il concessionario non ha diritto ad alcun indennizzo, salva la riduzione proporzionale del canone demaniale di concessione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>L'esercizio della derivazione d'acqua può essere temporaneamente sospeso, nel rispetto delle priorità definite dalla presente legge, con provvedimento della struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche, per ragioni di pubblico interesse o in caso di anomalo abbassamento delle falde acquifere, o in caso di grave scarsezza della risorsa idrica al fine di garantire il DMV, senza diritto ad alcun indennizzo Nel caso in cui la sospensione dell'esercizio della derivazione d'acqua risulti non imputabile al concessionario, il canone demaniale di concessione non è dovuto per l'intera durata della sospensione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Il soggetto istante versa il canone demaniale, gli oneri relativi alle pubblicazioni, nonché effettua il deposito cauzionale o presta la garanzia mediante fidejussione bancaria o polizza assicurativa, ai sensi dell'articolo 43, comma 16, prima della sottoscrizione del disciplinare per accettazione e, comunque, prima dell'emissione del provvedimento di concessione.<p><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5 bis. </span>Il deposito cauzionale o la garanzia di cui al comma 5 sono pari a tre annualità del canone vigente e, comunque, non inferiori a 150 euro. Il deposito cauzionale o la garanzia di cui al comma 5 per le concessioni di derivazione d'acqua a uso irriguo sono fissati nell'importo minimo di 50 euro.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5 ter. </span>Nei casi di trasferimento della titolarità della concessione ai sensi dell'articolo 42, comma 8, il deposito cauzionale di cui al comma 5 permane a garanzia degli obblighi assunti dal concessionario subentrante.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5 quater. </span>Nei casi di trasferimento parziale della titolarità della concessione ai sensi dell'articolo 42, comma 8, il concessionario subentrante effettua un nuovo deposito cauzionale o presta una nuova garanzia, con le modalità di cui al comma 5 bis.<p><span style="">(3)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 5 bis aggiunto da art. 4, comma 14, lettera b), L. R. 16/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 5 ter aggiunto da art. 4, comma 14, lettera b), L. R. 16/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 5 quater aggiunto da art. 4, comma 14, lettera b), L. R. 16/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Vedi anche quanto disposto dall'art. 4, comma 15, L. R. 16/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Vedi anche quanto disposto dall'art. 4, comma 3, L. R. 23/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 47</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Varianti della concessione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Qualora il concessionario di derivazione d'acqua intenda variare l'impianto di derivazione o le condizioni di esercizio della derivazione, presenta alla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche l'istanza di variante al provvedimento di concessione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Nei casi di cui all'articolo 49 del regio decreto 1775/1933 le istanze di variante sostanziale sono soggette alla disciplina prevista dagli articoli 45 e 46.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Le varianti sostanziali, oltre a quelle indicate dall'articolo 49, comma 1, del regio decreto 1775/1933, sono quelle che prevedono, per le derivazioni di acque superficiali, l'utilizzo della risorsa che comporti, anche senza modifiche dell'impianto di derivazione, una variazione quantitativa in aumento della portata massima derivata superiore al 10 per cento.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Sono varianti non sostanziali le richieste di variante della concessione non ricomprese tra quelle indicate ai commi 2 e 3, le riduzioni del prelievo che non comportano modifiche all'impianto, nonché le varianti finalizzate all'utilizzazione delle acque fluenti nei canali e nei cavi consortili di cui all'articolo 166, comma 1, del decreto legislativo 152/2006, da parte dei Consorzi di bonifica concessionari.<p><span style="">(3)</span><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Nel caso di varianti non sostanziali alla relativa istanza si applica la procedura semplificata prevista dal regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera c).<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Il comma 5 del presente articolo ha efficacia all'entrata in vigore del regolamento di cui all'art. 14, c. 1, lett. c), L.R. 11/2015, come disposto dall'art.62, c. 1, lett. j), della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Il regolamento di cui all'art. 14, c. 1, lett. c), L.R. 11/2015, è stato emanato con DPReg. 77/2017 (B.U.R. 26/4/2017, n. 17) con entrata in vigore l'11/5/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole soppresse al comma 4 da art. 4, comma 1, lettera u), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 3, comma 2, lettera c), numero 1), L. R. 18/2025 , con effetto dall'1/1/2026. I procedimenti di variante, per i quali è stato comunicato l'avvio del procedimento prima della data di entrata in vigore della L.R. 18/2025, sono conclusi secondo le disposizioni previgenti.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 3, comma 2, lettera c), numero 2), L. R. 18/2025 , con effetto dall'1/1/2026. I procedimenti di variante, per i quali è stato comunicato l'avvio del procedimento prima della data di entrata in vigore della L.R. 18/2025, sono conclusi secondo le disposizioni previgenti.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 48</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Rinnovo della concessione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La concessione di derivazione d'acqua può essere rinnovata qualora alla sua scadenza persistano i fini, le condizioni e le modalità di esercizio della derivazione stessa, relative alla tutela, alla quantità, alla qualità e all'uso della risorsa idrica e a essa non ostino superiori ragioni di interesse pubblico e di valorizzazione del corpo idrico.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Le concessioni di derivazione d'acqua a uso potabile nell'ambito del servizio idrico integrato e le concessioni di derivazione d'acqua a uso irriguo rilasciate a enti pubblici economici non commerciali, possono essere rinnovate con provvedimento della struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche, ai sensi dell'articolo 28 del regio decreto 1775/1933.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Il concessionario di derivazione d'acqua presenta l'istanza di rinnovo della concessione non prima di due anni dalla scadenza della stessa.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Qualora l'istanza di rinnovo sia presentata nei termini e il concessionario sia in regola con il pagamento dei canoni demaniali, nelle more dell'emissione del provvedimento di rinnovo o di diniego allo stesso, il soggetto istante continua l'esercizio della derivazione d'acqua oltre la scadenza prevista, secondo le prescrizioni stabilite dalla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4 bis. </span>Qualora l'istanza di rinnovo delle concessioni di cui al comma 2 sia presentata tardivamente e comunque entro diciotto mesi dalla scadenza, si applicano le disposizioni di cui al presente articolo, ferma restando l'applicazione della sanzione di cui all'articolo 56, comma 13 ter.<p><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Qualora nell'istanza di rinnovo siano previste varianti sostanziali di cui all'articolo 47, commi 2 e 3, alla concessione originaria si applicano le disposizioni previste dagli articoli 42, 43, 44, 45 e 46.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Le istanze di rinnovo che introducono varianti non sostanziali alla concessione d'origine sono soggette alla procedura semplificata prevista dal regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera c).<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Con il provvedimento di rinnovo la struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche impone le modificazioni rese necessarie in relazione alle variate condizioni dei luoghi e del corso d'acqua.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7 bis. </span>Il deposito cauzionale o la garanzia di cui all'articolo 46, comma 5, sono pari a tre annualità del canone vigente e, comunque, non inferiori a 150 euro. Il deposito cauzionale o la garanzia di cui all'articolo 46, comma 5 per le concessioni di derivazione d'acqua a uso irriguo sono fissati nell'importo minimo di 50 euro.<p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Il presente articolo non si applica alle concessioni di derivazione d'acqua a uso idroelettrico.<p><span style="">(4)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Il comma 6 del presente articolo ha efficacia all'entrata in vigore del regolamento di cui all'art. 14, c. 1, lett. c), L.R. 11/2015, come disposto dall'art.62, c. 1, lett. j), della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Il regolamento di cui all'art. 14, c. 1, lett. c), L.R. 11/2015, è stato emanato con DPReg. 77/2017 (B.U.R. 26/4/2017, n. 17) con entrata in vigore l'11/5/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 4, comma 1, lettera v), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole soppresse al comma 8 da art. 4, comma 23, L. R. 13/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 7 bis aggiunto da art. 4, comma 14, lettera c), L. R. 16/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 4 bis aggiunto da art. 37, comma 1, L. R. 7/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 49</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Istanze di riconoscimento o di concessione preferenziale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Ai fini del riconoscimento del diritto all'uso dell'acqua o del diritto alla concessione di acque che hanno assunto natura pubblica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 18 febbraio 1999, n. 238 (Regolamento recante norme per l'attuazione di talune disposizioni della legge 5 gennaio 1994, n. 36, in materia di risorse idriche), la struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche effettua la ricognizione degli utenti ai quali è riconosciuto il diritto di derivare acqua con atto cumulativo che sostituisce il provvedimento di concessione di derivazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il richiedente, nelle more dell'emanazione del provvedimento di cui al comma 1, continua l'esercizio della derivazione d'acqua secondo le prescrizioni stabilite dalla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Le istanze di rinnovo sono soggette alla procedura semplificata prevista dal regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera d).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 bis. </span>Il deposito cauzionale o la garanzia di cui all'articolo 46, comma 5, sono pari a un'annualità del canone vigente e, comunque, non inferiori a 150 euro. Il deposito cauzionale o la garanzia di cui all'articolo 46, comma 5, per i riconoscimenti dell’uso dell’acqua e le concessioni preferenziali d'acqua a uso irriguo sono fissati nell'importo minimo di 50 euro.<p><span style="">(1)</span><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 ter. </span>Nei casi di cui all'articolo 49, comma 3, il deposito cauzionale o la garanzia di cui all'articolo 46, comma 5, sono soggetti all'adeguamento agli importi previsti dal comma 3 bis.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 quater. </span>Nei casi di trasferimento della titolarità della concessione ai sensi dell'articolo 42, comma 8, il deposito cauzionale di cui all'articolo 46, comma 5, permane a garanzia degli obblighi assunti dal concessionario subentrante.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 quinquies. </span>Nei casi di trasferimento parziale della titolarità della concessione ai sensi dell'articolo 42, comma 8, il concessionario subentrante effettua un nuovo deposito cauzionale o presta una nuova garanzia, con le modalità di cui al comma 3 bis.<p><span style="">(4)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 4, comma 14, lettera d), L. R. 16/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 3 ter aggiunto da art. 4, comma 14, lettera d), L. R. 16/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 3 quater aggiunto da art. 4, comma 14, lettera d), L. R. 16/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 3 quinquies aggiunto da art. 4, comma 14, lettera d), L. R. 16/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 bis da art. 4, comma 4, lettera b), L. R. 23/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 50</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Canoni demaniali sulle derivazioni d'acqua)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di ambiente, sono determinati i canoni demaniali relativi alle concessioni di derivazione d'acqua e alle autorizzazioni all'attingimento.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>Il canone demaniale previsto dal comma 1 non può essere inferiore all'importo minimo di 12 euro.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>I canoni demaniali sono aggiornati ogni due anni sulla sola base delle variazioni degli indici ISTAT sui prezzi al consumo delle famiglie degli operai e degli impiegati, con decreto del direttore centrale della struttura regionale competente in materia di ambiente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Con il decreto di cui al comma 1 sono previste, ai sensi dell'articolo 154, comma 3, del decreto legislativo 152/2006, riduzioni del canone demaniale nelle ipotesi in cui il concessionario attui un riuso delle acque reimpiegando le acque risultanti a valle del processo produttivo o di una parte dello stesso o restituisca le acque di scarico con le medesime caratteristiche qualitative di quelle prelevate.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 bis. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(4)</span><span style="">(6)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Le autorizzazioni di cui all'articolo 40, comma 1, sono soggette al pagamento del canone demaniale in misura annua fissa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Non sono soggette al pagamento del canone demaniale le derivazioni d'acqua di cui agli articoli 37, 38, 39, 40, comma 2, e 41.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5 bis. </span>Non sono soggette al pagamento del canone demaniale le derivazioni d'acqua di cui all'articolo 40, comma 1 ,che, in presenza della dichiarazione dello stato di sofferenza idrica da parte del Presidente della Regione, sono rilasciate ai gestori del servizio idrico integrato al solo fine di integrare l'eventuale diminuzione delle portate già oggetto di concessione di derivazione d'acqua e pagamento del relativo canone demaniale, a condizione che l'attingimento delle acque sia effettuato nel bacino interessato dalla presa esistente e sia finalizzato a servire il medesimo ambito acquedottistico.<p><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>L'indennità per l'occupazione delle aree del demanio idrico di cui all'articolo 42, comma 7, è compresa nel canone demaniale relativo alla concessione di derivazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Le utilizzazioni e le concessioni di cui all'articolo 49 sono soggette all'applicazione dei canoni demaniali ai sensi dell'articolo 96, comma 7, del decreto legislativo 152/2006, fatta salva la compensazione con i canoni demaniali già versati antecedentemente alla data di decorrenza fissata dall'articolo 96, comma 7, medesimo.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(5)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>La decorrenza del pagamento del canone demaniale è riferita all'anno solare e il relativo versamento è effettuato entro il mese di febbraio dell'annualità in corso.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10. </span>Su motivata richiesta del soggetto concessionario, ai fini della riscossione di somme non corrisposte nelle annualità pregresse, il pagamento dei canoni demaniali relativi alle derivazioni d'acqua di importo superiore a 1.000 euro può essere rateizzato fino a un massimo di dodici rate trimestrali di uguale importo non inferiore a 300 euro ciascuna, ferma restando la contestuale applicazione degli interessi al tasso legale.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">11. </span>Il mancato o il ritardato pagamento dei canoni demaniali comportano il versamento della somma dovuta maggiorata degli interessi calcolati al tasso legale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">12. </span>Il servizio di riscossione dei canoni demaniali può essere affidato a un concessionario scelto mediante procedura a evidenza pubblica.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">12 bis. </span>La derivazione d'acqua in quantità superiore a quella individuata nel disciplinare di concessione o nel provvedimento di concessione, verificata alla scadenza della concessione o a seguito di istanza di variante, comporta l'obbligo, a carico del concessionario, della corresponsione dell'integrazione del canone annuo di concessione determinato sulla base della tariffa vigente al momento dell'accertamento e per l'intera durata della stessa.<p><span style="">(8)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 4, comma 1, lettera w), numero 1), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole aggiunte al comma 10 da art. 4, comma 1, lettera w), numero 2), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 4, comma 42, L. R. 24/2019 , con effetto dall'1/1/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 3 bis abrogato da art. 87, comma 1, L. R. 8/2022</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 8 abrogato da art. 87, comma 1, L. R. 8/2022</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria del comma 3 bis, stabilita  da art. 88, comma 1, L. R. 8/2022</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 5 bis aggiunto da art. 4, comma 5, L. R. 21/2022 , con effetto dal 1/1/2023.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 12 bis aggiunto da art. 4, comma 46, lettera f), L. R. 12/2025</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO IV</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">ESTINZIONE DELLA CONCESSIONE DI DERIVAZIONE D'ACQUA</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 51</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Cause di estinzione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Sono cause di estinzione della concessione di derivazione d'acqua:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la mancata presentazione della domanda di rinnovo ai sensi dell'articolo 48 o il diniego del rinnovo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la rinuncia da parte del concessionario ai sensi dell'articolo 52;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>la decadenza della concessione ai sensi dell'articolo 53;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>la revoca da parte della struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche ai sensi dell'articolo 54.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La cessazione della concessione di derivazione d'acqua comporta l'obbligo del concessionario della rimozione dell'impianto di derivazione realizzato in aree del demanio idrico regionale, fatta salva la possibilità da parte della Regione di acquisire al patrimonio regionale le relative opere.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La cessazione della concessione di derivazione d’acqua comporta l’obbligo del concessionario al ripristino dello stato dei luoghi. La cessazione della concessione di derivazione d’acqua e l’avvenuto ripristino dello stato dei luoghi sono asseverati da un tecnico abilitato incaricato dal concessionario. Nel caso di inottemperanza da parte del concessionario la struttura regionale competente alla gestione del demanio regionale provvede alla riduzione in pristino dei luoghi con oneri a carico del concessionario<p><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>L’obbligo di pagamento del canone demaniale cessa al termine dell’annualità in corso al momento della presa d’atto dell’asseverazione di cui al comma 3 da parte della struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>La cessazione della concessione di derivazione d'acqua comporta, alla sua scadenza, il pagamento dell'ultima rata del canone demaniale nella misura corrispondente alla frazione di importo annuo, rapportata al periodo intercorrente tra l'1 gennaio dell'anno in corso e la data della scadenza della concessione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>La cessazione della concessione di derivazione d'acqua prima della sua scadenza non dà diritto alla restituzione della frazione dell'importo annuo già versato a titolo di canone demaniale, rapportata al periodo intercorrente tra la data di cessazione della concessione e il 31 dicembre dell'anno in corso.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 3, comma 54, L. R. 14/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 3, comma 54, L. R. 14/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole aggiunte al comma 3 da art. 4, comma 14, lettera e), numero 1), L. R. 16/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 4, comma 14, lettera e), numero 2), L. R. 16/2021</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 52</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Rinuncia alla concessione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il concessionario di derivazione d'acqua comunica alla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche la rinuncia alla concessione corredata di una relazione contenente i dati identificativi della concessione e lo stato di consistenza delle opere di derivazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche comunica al soggetto di cui al comma 1 la presa d'atto della rinuncia, indicando le prescrizioni relative alla cessazione della concessione di derivazione d'acqua e al ripristino dello stato dei luoghi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>A seguito della presa d’atto dell’asseverazione di cui all’articolo 51, comma 3, la struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche dichiara, con provvedimento motivato, la cessazione della concessione di derivazione d’acqua.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Il provvedimento di cui al comma 3 è comunicato al concessionario e agli enti interessati ed è pubblicato per estratto nel Bollettino ufficiale della Regione e sul sito istituzionale della Regione.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 4, comma 14, lettera f), L. R. 16/2021</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 53</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Decadenza della concessione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il concessionario decade dal diritto di derivare l'acqua nei seguenti casi:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>mancato esercizio della derivazione per tre anni consecutivi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>mancato rispetto delle condizioni e delle prescrizioni inerenti la derivazione e l'utilizzazione dell'acqua, contenute nel disciplinare di concessione e nel provvedimento di concessione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>variante all'impianto di derivazione o alle condizioni di esercizio della derivazione in violazione delle disposizioni di cui all'articolo 47;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>mancato pagamento di tre annualità consecutive dei canoni demaniali determinati ai sensi dell'articolo 50;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>mancato pagamento di un'annualità del canone demaniale relativo alle autorizzazioni all'esercizio provvisorio di grande derivazione d'acqua ai sensi dell'articolo 50, comma 8;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>grave o reiterata inosservanza di disposizioni legislative e regolamentari in materia di derivazione d'acqua;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>la mancata realizzazione dell’opera di derivazione nei termini indicati nel provvedimento di concessione di derivazione d’acqua o nel relativo disciplinare.</p><p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche diffida il concessionario a far cessare la causa dell'inadempimento o della violazione assegnandogli un termine, non inferiore a dieci e non superiore a sessanta giorni dalla data di ricezione della stessa, per provvedere.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Nel caso in cui il concessionario non ottemperi entro il termine assegnato nell'atto di diffida, la struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche dichiara, con provvedimento motivato, la decadenza della concessione di derivazione d'acqua.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Il provvedimento di cui al comma 3 è comunicato al concessionario e agli enti interessati ed è pubblicato per estratto nel Bollettino ufficiale della Regione e sul sito istituzionale della Regione.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite alla lettera g) del comma 1 da art. 4, comma 14, lettera g), L. R. 16/2021</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 54</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Revoca della concessione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche può disporre la revoca, anche parziale, del provvedimento di concessione di derivazione d'acqua in qualunque momento per sopravvenute ragioni di interesse pubblico o nel caso venga accertata la sopravvenuta incompatibilità della derivazione d'acqua con gli obiettivi di qualità e di valorizzazione del corpo idrico interessato.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La revoca non dà diritto alla corresponsione di alcun indennizzo, fatta salva la riduzione proporzionale del canone demaniale di concessione in caso di revoca parziale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Il provvedimento di revoca è comunicato al concessionario e agli enti interessati ed è pubblicato per estratto nel Bollettino ufficiale della Regione e sul sito istituzionale della Regione.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO IV BIS</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">TUTELA QUALITATIVA DEI CORPI IDRICI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 54 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Approvazione degli impianti di depurazione di acque reflue urbane)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>In attuazione dell'articolo 126 del decreto legislativo 152/2006, i progetti di impianti di depurazione delle acque reflue urbane previsti dai piani d'ambito di cui all'articolo 149 del decreto legislativo 152/2006, presentati dai gestori del servizio idrico integrato, sono approvati dall'Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti, di seguito AUSIR, ai sensi dell'articolo 158 bis del decreto legislativo 152/2006.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>I progetti di cui al comma 1 hanno i seguenti contenuti essenziali, sviluppati in conformità ai livelli di progettazione di cui all'articolo 23, comma 7, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici):<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>verifica della situazione dell'agglomerato, sotto il profilo del perimetro, del carico e del rispetto ai dati ufficiali di perimetrazione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>definizione della potenzialità dell'impianto relativamente al fabbisogno delle aree asservite, secondo una logica di flessibilità gestionale nel caso di variazioni del carico stagionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>definizione delle caratteristiche qualitative e quantitative del refluo da trattare;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>indicazione degli obiettivi di trattamento da perseguire con riferimento all'obiettivo di qualità previsto per il corpo idrico recettore dello scarico, dalla pianificazione di settore;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>illustrazione delle scelte di tecnologia e processo adeguatamente motivate con riferimento ai costi di gestione e al contesto ambientale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>verifica della conformità delle scelte progettuali rispetto ai criteri di cui all'Allegato 5 del decreto legislativo 152/2006;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>analisi dettagliata dei vincoli al progetto;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>descrizione delle modalità di gestione finalizzate ad assicurare il rispetto dei valori limite degli scarichi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>analisi delle fasi di avviamento, di gestione transitoria, di avvio a regime, con il dettaglio delle eventuali deroghe temporanee alla conformità dello scarico e delle corrispondenti azioni di mitigazione ambientale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>piano di monitoraggio, tramite autocontrolli, per la verifica del rispetto dei valori limite degli scarichi e degli obiettivi prestazionali dell'impianto.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Il gestore del servizio idrico integrato presenta ad AUSIR il progetto definitivo dell'impianto redatto ai sensi dell'articolo 23, comma 7, del decreto legislativo 50/2016, ai fini dell'indizione della conferenza di servizi ai sensi dell'articolo 14 della legge 241/1990, nell'ambito della quale sono acquisiti gli atti di assenso, comunque denominati, necessari all'approvazione del progetto.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Ai fini dell'indizione della conferenza di servizi AUSIR effettua una verifica in ordine:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>alla completezza degli elaborati progettuali rispetto al corrispondente livello di progettazione di cui all'articolo 23, comma 7, del decreto legislativo 50/2016, nonché in relazione al rilascio degli atti di assenso comunque denominati da acquisire ai fini dell'approvazione del progetto;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>alla sussistenza della copertura finanziaria dell'intervento previsto dal progetto definitivo.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Nell'ambito della conferenza di servizi AUSIR effettua le seguenti verifiche:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la coerenza del progetto con il Programma degli interventi e il Piano delle opere strategiche;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la presenza nel progetto dei contenuti essenziali di cui al comma 2;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>l'eventuale necessità di revisione degli agglomerati interessati.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>ARPA partecipa alla conferenza di servizi al fine di esprimere il parere sul piano di monitoraggio di cui al comma 2, lettera j).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Il procedimento di cui al comma 5 si conclude con il provvedimento di AUSIR di approvazione del progetto o di diniego dello stesso, entro il termine di novanta giorni dalla presentazione del progetto medesimo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Entro trenta giorni dall'approvazione del progetto, il gestore del servizio idrico integrato adegua il progetto e il quadro economico, alle prescrizioni contenute nel provvedimento di cui al comma 7 e li trasmette ad AUSIR.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Nei casi in cui il progetto di cui al comma 1 sia soggetto a valutazione di impatto ambientale, ai sensi dell'articolo 27 bis del decreto legislativo 152/2006, il gestore del servizio idrico integrato presenta il progetto alla struttura regionale competente in materia gestione delle risorse idriche ai fini dello svolgimento del procedimento finalizzato al rilascio del provvedimento unico autorizzatorio regionale (PAUR). AUSIR effettua le verifiche di cui al comma 5 nell'ambito della conferenza di servizi prevista dall'articolo 27 bis, comma 7, del decreto legislativo 152/2006. La determinazione motivata di conclusione della conferenza di servizi che costituisce il provvedimento autorizzatorio unico regionale, comprende anche l'approvazione del progetto ai sensi dell'articolo 126 del decreto legislativo 152/2006.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10. </span>Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai fini dell'approvazione delle varianti sostanziali dei progetti di cui al comma 1 che prevedono una modifica dello schema di flusso o un aumento della potenzialità dell'impianto.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 130, comma 1, L. R. 6/2021</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 54 ter</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Impianti di depurazione di acque reflue urbane esistenti)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Per gli impianti di depurazione delle acque reflue urbane approvati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 (Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole), di potenzialità minore a 2.000 abitanti equivalenti che, alla data di entrata in vigore della legge regionale 14 maggio 2021, n. 6 (Legge regionale multisettoriale 2021), risultano autorizzati allo scarico ai sensi dell'articolo 124 del decreto legislativo 152/2006, i gestori del servizio idrico integrato presentano alla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche, unitamente alla prima istanza di rinnovo successiva a tale data, una relazione di verifica del corretto dimensionamento dell'impianto sotto il profilo idraulico e ne danno, altresì, comunicazione ad AUSIR.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il provvedimento di rinnovo dell'autorizzazione allo scarico recepisce l'esito positivo della relazione di verifica di cui al comma 1 e costituisce anche approvazione ai sensi dell'articolo 126 del decreto legislativo 152/2006.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Per gli impianti di depurazione delle acque reflue urbane approvati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 152/1999, di potenzialità maggiore o uguale a 2.000 abitanti equivalenti che, alla data di entrata in vigore della legge regionale 6/2021, risultano autorizzati allo scarico ai sensi dell'articolo 124 del decreto legislativo 152/2006, i gestori del servizio idrico integrato presentano ad AUSIR, dandone comunicazione alla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche, una relazione di corretto funzionamento dell'impianto, entro i seguenti termini decorrenti dalla data di entrata in vigore della legge regionale 6/2021:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>due anni per gli impianti con una potenzialità maggiore o uguale a 50.000 abitanti equivalenti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>quattro anni per gli impianti con una potenzialità superiore o uguale a 10.000 e inferiore a 50.000 abitanti equivalenti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>sei anni per gli impianti con una potenzialità superiore o uguale a 5.000 e inferiore a 10.000 abitanti equivalenti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>otto anni per gli impianti con una potenzialità superiore o uguale a 2.000 e inferiore a 5.000 abitanti equivalenti.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>La relazione di corretto funzionamento dell'impianto di cui al comma 3 è basata su una simulazione di processo che valida l'efficacia depurativa in termini di bilanci di massa e di concentrazione degli effluenti, effettuata dai gestori del servizio idrico integrato mediante l'utilizzo di un unico applicativo informatico individuato in accordo con AUSIR.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>La presa d'atto da parte di AUSIR degli esiti della relazione di corretto funzionamento dell'impianto di cui al comma 3 costituisce approvazione ai sensi dell'articolo 126 del decreto legislativo 152/2006.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Qualora la relazione di verifica di cui al comma 1 o la relazione di corretto funzionamento dell'impianto di cui al comma 3 abbiano esito negativo, il gestore del servizio idrico integrato, entro sei mesi dall'avvenuta presentazione delle citate relazioni, trasmette ad AUSIR il progetto definitivo di adeguamento dell'impianto ai sensi dell'articolo 54 bis; il gestore, contestualmente, presenta alla struttura regionale competente in materia di gestione delle risorse idriche, un'istanza di rilascio dell'autorizzazione provvisoria allo scarico ai sensi dell'articolo 10 della legge regionale 6 febbraio 2018, n. 3 (Norme urgenti in materia di ambiente, di energia, di infrastrutture e di contabilità).</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 130, comma 1, L. R. 6/2021</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 54 quater</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Opere e interventi su aree da acquisire da parte dei Comuni)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Nelle more dei procedimenti di acquisizione in proprietà da parte dei Comuni delle aree interessate dall'attuazione di piani di lottizzazione previsti negli strumenti urbanistici comunali, in base alle convenzioni stipulate con i soggetti privati proprietari delle aree e nelle more della conclusione dei procedimenti avviati dagli enti locali ai sensi dell'articolo 31, comma 21, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo), per l'accorpamento al demanio stradale delle porzioni di terreno utilizzate a uso pubblico, l'AUSIR è autorizzata ad approvare, ai sensi dell'articolo 158 bis del decreto legislativo 152/2006, i progetti definitivi delle opere e degli interventi che insistono sulle citate porzioni di terreno.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 130, comma 1, L. R. 6/2021</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO V</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">AZIONI DI CONTROLLO</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">POTERI SOSTITUTIVI E SANZIONI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 55</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Poteri sostitutivi)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>In relazione alla salvaguardia di interessi unitari della Regione, in conformità al principio di leale collaborazione, qualora, entro due anni dalla pubblicazione del decreto di cui all'articolo 14, comma 2, lettera a), i Comuni non abbiano predisposto la cartografia dei corsi d'acqua di classe 5 o non adempiano, entro il termine fissato, all'obbligo di aggiornamento del Catasto regionale delle opere idrauliche e idraulico-forestali ai sensi dell'articolo 15, comma 5, la Giunta regionale, sentito l'ente inadempiente, assegna al medesimo, mediante diffida, un congruo termine per provvedere, comunque non inferiore a trenta giorni, salvo deroga motivata da ragioni d'urgenza. Decorso inutilmente il termine e sentito l'ente inadempiente, la Giunta regionale provvede all'adozione dei provvedimenti necessari ad assicurare lo svolgimento dell'attività non realizzata attraverso la nomina un commissario ad acta.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il commissario si avvale delle strutture dell'ente inadempiente il quale è tenuto a fornire l'assistenza, i documenti e la collaborazione necessari.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>L'ente nei confronti del quale è stata disposta la nomina del commissario conserva il potere di compiere gli atti per i quali è stata rilevata l'omissione fino a quando il commissario stesso non si sia insediato.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Qualora entro due anni dalla pubblicazione del decreto di cui all'articolo 14, comma 2, lettera a), i Consorzi di bonifica non abbiano predisposto la cartografia dei corsi d'acqua di classe 4 o non adempiano, entro il termine fissato, all'obbligo di aggiornamento del Catasto regionale delle opere idrauliche e idraulico-forestali, ai sensi dell'articolo 16, comma 8, la Giunta regionale, previa diffida ad adempiere entro un congruo termine, sentito l'ente inadempiente, adotta i provvedimenti necessari ad assicurare lo svolgimento dell'attività non realizzata.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Gli oneri conseguenti all'assunzione dei provvedimenti di cui ai commi 1 e 4, sono a carico del bilancio dell'ente inadempiente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche nei casi in cui gli enti locali non adempiano all'obbligo di rimozione dei manufatti ai sensi dell'articolo 17, comma 6.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 56</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sanzioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La violazione delle disposizioni a tutela dei corpi idrici e delle aree fluviali di cui all'articolo 18, comma 1, lettere a), b) e c), comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 10.000 euro, l'obbligo del ripristino dello stato dei luoghi, nonché la demolizione del manufatto o dell'edificio realizzato. La violazione delle disposizioni a tutela dei corpi idrici e delle aree fluviali di cui all'articolo 18, comma 1, lettera d), comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 4.000 euro, nonché l'obbligo del ripristino dello stato dei luoghi.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>L'estrazione di materiale litoide dalle aree del demanio idrico regionale in violazione dell'articolo 21, comma 2, e dell'articolo 27, comporta una sanzione pari a   dieci volte l'ammontare del valore del materiale estratto e, comunque, non inferiore a 20.000 euro.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>L'estrazione di materiale litoide dalle aree del demanio idrico regionale in quantità superiore a quella individuata nel disciplinare di concessione o nel provvedimento di concessione di cui all'articolo 22, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a due volte il valore del materiale estratto in eccedenza fino al momento della contestazione e, comunque, non inferiore a 10.000 euro.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Salvo quanto previsto dal comma 3 il mancato rispetto delle altre disposizioni inerenti le modalità di esercizio dell'estrazione di materiale litoide contenute nel disciplinare di concessione o nel provvedimento di concessione di cui all'articolo 22, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 10.000 euro.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>La mancata effettuazione dei rilievi topografici di cui all'articolo 28, comma 3, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 10.000 euro.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>La mancata sospensione dei lavori prevista dall'articolo 28, comma 3, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di 1.000 euro per ogni giorno di attività dall'inizio delle operazioni di scavo certificato dal direttore dei lavori.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Il prelievo di materiale litoide in assenza o in difformità del provvedimento di autorizzazione di cui all'articolo 29 comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 euro a 2.000 euro.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>L'applicazione di una delle sanzioni di cui ai commi 2, 3 e 4, o il pagamento in misura ridotta delle medesime sanzioni, per un numero superiore a tre volte, comporta per il concessionario di estrazione di materiale litoide l'esclusione dalla possibilità di ottenere il rilascio di altre concessioni, per i tre anni successivi al pagamento dell'ultima sanzione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Fatta salva l'applicazione delle disposizioni in materia di tutela paesaggistica e di polizia idraulica, qualora siano accertate difformità rispetto a quanto indicato nelle comunicazioni o non siano rispettate le modalità esecutive o le prescrizioni emanate ai sensi dell'articolo 33, commi 1 e 2, sono applicate le seguenti sanzioni:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il taglio di un quantitativo superiore al limite assentito comporta l'applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da 20 euro a 100 euro per ogni 100 metri quadrati o frazione di superficie tagliata in più, o da 20 euro a 100 euro per ogni tonnellata di legna o frazione tagliata in più, oltre al pagamento del canone demaniale dovuto per il legname tagliato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>l'esercizio delle attività in assenza della comunicazione o prima della decorrenza dei termini di cui all'articolo 33, commi 1 e 2, lettera a), o in difformità delle modalità esecutive indicate nella comunicazione stessa o delle prescrizioni dettate dalle strutture regionali competenti, comporta l'applicazione della sanzione pecuniaria amministrativa da 25 euro a 250 euro;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>l'esercizio delle attività in assenza o in difformità dell'autorizzazione comporta l'applicazione della sanzione pecuniaria amministrativa da 40 euro a 400 euro.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10. </span>L'esercizio delle attività di cui all'articolo 33, comma 6, in assenza o in difformità dell'autorizzazione, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 300 euro a 3.000 euro.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">11. </span>La derivazione di acque funzionali a rogge di cui all'articolo 39 in assenza o in difformità del parere tecnico, ovvero l'inadempimento degli obblighi previsti al comma 3 del medesimo articolo, comportano l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 5.000 euro.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">12. </span>L'attingimento di acque superficiali di cui all'articolo 40 in assenza o in difformità del provvedimento di autorizzazione comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 5.000 euro.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">13. </span>La derivazione d'acqua in assenza del provvedimento di concessione di cui all'articolo 46 comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da 8.000 euro a 50.000 euro con riduzione di un terzo nei casi in cui sia in corso un iter procedurale autorizzativo o concessorio. Nei casi di particolare tenuità si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 10.000 euro con riduzione di un terzo nei casi in cui sia in corso un iter procedurale autorizzativo o concessorio.<p><span style="">(12)</span><span style="">(15)</span><span style="">(16)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">13 bis. </span>La derivazione d'acqua in quantità superiore a quella indicata nel provvedimento di concessione di derivazione d'acqua o nel relativo disciplinare comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 150 euro a 1.500 euro.<p><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">13 ter. </span>Nei casi di cui all'articolo 48, comma 4 bis, si applica una sanzione amministrativa da 150 euro a 1.500 euro.<p><span style="">(14)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>14. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(5)</span><span style="">(17)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">15. </span>Il mancato rispetto delle altre disposizioni inerenti le modalità di esercizio e degli obblighi e delle condizioni della derivazione d'acqua contenute nel provvedimento di concessione o nel relativo disciplinare o nel parere tecnico di cui all'articolo 38, comma 2, fatto salvo quanto previsto dal comma 14, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro a 5.000 euro.<p><span style="">(4)</span><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">16. </span>Il trasferimento a soggetti terzi della concessione di derivazione d'acqua in assenza o in difformità del provvedimento di cui all'articolo 42, comma 8, comporta l'applicazione, a carico dell'originario titolare della concessione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 1.000 euro in caso di concessione di piccola derivazione e da 2.000 euro a 4.000 euro in caso di concessione di grande derivazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">17. </span>Chiunque, fatta salva l'applicazione delle sanzioni penali previste da altre leggi, non ottemperi alle prescrizioni per la restituzione delle acque derivanti da sondaggi e da perforazioni, indicate nei permessi di ricerca, nelle concessioni di coltivazione e nelle concessioni di derivazione di acque sotterranee per scopi geotermici o di scambio termico e per attività termali, di cui all'articolo 37, comma 3 o effettui la restituzione di tali acque in assenza dell’autorizzazione di cui all’articolo 37, comma 5, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 5.000 euro.<p><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">18. </span>Il mancato rispetto da parte del proprietario e del gestore dello sbarramento fluviale del termine di cui all'articolo 19, comma 4, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 2.000 euro.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">19. </span>Il mancato rispetto da parte del proprietario e del gestore dello sbarramento fluviale del termine di cui all'articolo 19, comma 5, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 euro a 20.000 euro.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">20. </span>La mancata sospensione dell'esercizio delle opere di sbarramento prevista dall'articolo 19, comma 5, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di 100 euro per ogni giorno successivo alla data di presentazione della domanda.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">21. </span>Il mancato rispetto degli obblighi di rilascio del DMV con le modalità definite dal Piano regionale di tutela delle acque e ai sensi dell'articolo 36 comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 euro a 15.000 euro.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">21 bis. </span>La mancata o insufficiente funzionalità del passaggio per la fauna ittica previsto nel provvedimento di concessione di derivazione d'acqua o nel relativo disciplinare anche mediante richiamo al parere rilasciato dall'Ente regionale competente in materia di tutela della fauna ittica, dovuta a carenza di manutenzione o al mancato adeguamento ai mutamenti dell'alveo del corso d'acqua, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dal comma 21, previa diffida non rinnovabile a far cessare l'inadempimento entro un termine non inferiore a dieci e non superiore a sessanta giorni dal ricevimento della stessa.<p><span style="">(9)</span><span style="">(11)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">22. </span>Le violazioni di cui al comma 21 e al comma 21 bis commesse nell'esercizio di derivazioni d'acqua a uso idroelettrico sono soggette all'applicazione delle seguenti sanzioni amministrative pecuniarie:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>da 1.500 euro a 15.000 euro per impianti con potenza nominale media inferiore ai 1.000 kW;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>da 3.000 euro a 30.000 euro per impianti con potenza nominale media compresa tra 1.000 e 3.000 kW;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>da 5.000 euro a 50.000 euro per impianti con potenza nominale superiore a 3.000 kW.</p><p><span style="">(10)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">23. </span>Per le sanzioni di cui ai commi 13, 21 e 22 non è consentito il pagamento in misura ridotta previsto dall'   articolo 7 della legge regionale 17 gennaio 1984, n. 1  (Norme per l'applicazione delle sanzioni amministrative regionali).<p><span style="">(13)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 4, comma 23, L. R. 31/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole soppresse al comma 7 da art. 4, comma 1, lettera x), numero 1), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole aggiunte al comma 14 da art. 4, comma 1, lettera x), numero 2), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole aggiunte al comma 15 da art. 4, comma 1, lettera x), numero 3), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 14 sostituito da art. 4, comma 43, L. R. 24/2019 , con effetto dall'1/1/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Parole aggiunte al comma 17 da art. 4, comma 6, lettera b), L. R. 15/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 13 bis aggiunto da art. 4, comma 14, lettera h), numero 1), L. R. 16/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 15 sostituito da art. 4, comma 14, lettera h), numero 2), L. R. 16/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Comma 21 bis aggiunto da art. 4, comma 4, lettera c), numero 1), L. R. 23/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Parole aggiunte al comma 22 da art. 4, comma 4, lettera c), numero 2), L. R. 23/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Comma 21 bis sostituito da art. 4, comma 6, lettera b), L. R. 13/2022</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Parole sostituite al comma 13 da art. 4, comma 35, lettera a), L. R. 22/2022 , con effetto dal 1/1/2023.</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Parole aggiunte al comma 23 da art. 4, comma 35, lettera b), L. R. 22/2022 , con effetto dal 1/1/2023.</p><p style="text-align: justify;"><strong>14 
    </strong> Comma 13 ter aggiunto da art. 38, comma 1, L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>15 
    </strong> Parole sostituite al comma 13 da art. 4, comma 46, lettera g), numero 1), L. R. 12/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>16 
    </strong> Parole sostituite al comma 13 da art. 4, comma 46, lettera g), numero 2), L. R. 12/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>17 
    </strong> Comma 14 abrogato da art. 4, comma 46, lettera h), L. R. 12/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 57</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Procedura sanzionatoria)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L’accertamento delle violazioni delle disposizioni normative che comportano l’applicazione delle sanzioni amministrative di cui all’articolo 56, fatto salvo quanto disposto dal comma 5 bis, compete alla Regione, nonché ai Comuni e ai Consorzi di bonifica, nell’ambito delle rispettive funzioni.<p><span style="">(1)</span><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Alle sanzioni amministrative previste dal regio decreto 523/1904, dal regio decreto 9 dicembre 1937, n. 2669 (Regolamento sulla tutela delle opere idrauliche di 1ª e 2ª categoria e delle opere di bonifica), dal regio decreto 1775/1933 e dall'articolo 56, si applica la disciplina della legge regionale 1/1984.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>All'irrogazione delle sanzioni amministrative di cui all'articolo 56, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 10 e 12, provvedono la Regione e i Comuni nell'ambito delle rispettive funzioni.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>All'irrogazione delle sanzioni amministrative di cui all'articolo 56, comma 9, provvede la struttura regionale competente in materia di foreste.<p><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>All'irrogazione delle sanzioni amministrative di cui all'articolo 56, commi 11, 13, 13 bis, 13 ter, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21 e 22 provvede la Regione.<p><span style="">(7)</span><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5 bis. </span>L'accertamento delle violazioni delle disposizioni normative che comportano l'applicazione delle sanzioni amministrative di cui all'articolo 56, comma 21 bis, compete al Corpo forestale regionale e all'Ente regionale competente in materia di tutela della fauna ittica il quale, previa istruttoria atta a confermare la necessità del passaggio per la fauna ittica, provvede all'irrogazione delle relative sanzioni amministrative e ne introita gli importi a valere sul proprio bilancio.<p><span style="">(2)</span><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Le sanzioni, previste dall'articolo 56, commi 3, 4, 12, 13, 15, 16 e 17, si applicano, con le modalità di cui al presente articolo, anche alle concessioni e alle autorizzazioni in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.<p><span style="">(9)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 4, comma 1, lettera y), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 5 bis aggiunto da art. 4, comma 4, lettera d), L. R. 23/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 89, comma 1, lettera a), L. R. 8/2022</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 5 bis da art. 89, comma 1, lettera b), L. R. 8/2022</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 5 bis sostituito da art. 4, comma 6, lettera c), L. R. 13/2022</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 3, comma 17, L. R. 8/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole aggiunte al comma 5 da art. 39, comma 1, L. R. 7/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole soppresse al comma 5 da art. 4, comma 46, lettera i), L. R. 12/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole soppresse al comma 6 da art. 4, comma 46, lettera i), L. R. 12/2025</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO VI</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISPOSIZIONI FINANZIARIE, TRANSITORIE E FINALI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISPOSIZIONI FINANZIARIE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 58</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Destinazione delle entrate)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>1. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>4. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(4)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative di cui all'articolo 56, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21 e 22, introitate dalla Regione sono destinate al finanziamento delle funzioni in materia di difesa del suolo di cui all'articolo 8.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative di cui all'articolo 56, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 8, 10 e 12, introitate dai Comuni nell'ambito delle funzioni a essi attribuite sono destinate al finanziamento delle funzioni in materia di difesa del suolo di cui all'articolo 15.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 abrogato da art. 7, comma 11, L. R. 33/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 7, comma 11, L. R. 33/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 7, comma 11, L. R. 33/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 4 abrogato da art. 7, comma 11, L. R. 33/2015</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 59</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disposizioni programmatorie)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'attuazione degli interventi previsti dalla presente legge, avente natura programmatoria, è subordinata all'allocazione delle risorse finanziarie da disporre con successiva legge regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Le disposizioni della presente legge concernenti il trasferimento delle funzioni ai Comuni e ai Consorzi di bonifica hanno carattere programmatorio e troveranno applicazione all'entrata in vigore della legge regionale di cui al comma 1.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Sono esclusi dall'applicazione del presente articolo gli interventi sulla rete idrografica e di difesa del territorio di competenza statale, le opere relative al servizio idrico integrato, le opere di drenaggio urbano e le opere di interesse di soggetti privati.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 60</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme finanziarie)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Per le finalità previste dall'articolo 6, comma 2, e dall'articolo 35, comma 1, è autorizzata la spesa di 50.000 euro per l'anno 2016 a carico dell'unità di bilancio 2.3.1.1049 e del capitolo 2002 di nuova istituzione nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2015-2017, con la denominazione "Spese per la dotazione di un Sistema informatico regionale per la difesa del suolo e per l'istituzione del Catasto regionale delle utilizzazioni d'acqua".</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Agli oneri derivanti dal disposto di cui al comma 1 si provvede mediante storno di 50.000 euro per l'anno 2016 a carico dell'unità di bilancio 2.3.1.1049 e dal capitolo 2013 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2015-2017.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 61</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disposizioni sulle istanze di riconoscimento o di concessione preferenziale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Sono fatte salve le istanze intese a far valere il riconoscimento del diritto all'uso dell'acqua o il diritto alla concessione di acque che hanno assunto natura pubblica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 238/1999, presentate entro il 31 dicembre 2011, ai sensi dell'articolo 96, comma 7, del decreto legislativo 152/2006.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il riconoscimento o le concessioni preferenziali scadono al 31 dicembre 2030.<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 9, comma 4, L. R. 6/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 4, comma 4, L. R. 12/2024 , con effetto dall'1/1/2025.</p></p><a name="art61bis"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 61 bis</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 4, comma 24, L. R. 31/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo abrogato da art. 18, comma 1, lettera d), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 61 ter</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Cooperative idroelettriche storiche)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le concessioni per derivazioni di acque pubbliche a scopo idroelettrico con potenza nominale media di concessione inferiore a 3.000 KW, che prima del 26 luglio 2010 erano già state rilasciate a cooperative storiche, come definite dall'articolo 2, comma 2, e dall'articolo 9 del decreto legislativo 79/1999, e dal testo integrato sulle cooperative elettriche di cui alla delibera dell'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico del 26 luglio 2010, n. ARG/elt 113/10, possono essere rinnovate direttamente dal dirigente della struttura regionale competente in materia. Presupposto a tal fine è che la cooperativa storica sia in possesso dei requisiti previsti, che sia aperta a tutti i ricadenti nella zona di distribuzione e che si dichiari interessata al rinnovo della concessione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Anche nel caso di cui al comma 1 le quantità d'acqua derivabili sono definite dalla direzione centrale competente in materia sulla base delle indicazioni dei piani di settore e delle informazioni disponibili.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 4, comma 24, L. R. 31/2017</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 61 quater</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disposizioni per il personale regionale addetto alla vigilanza)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere in comodato al personale regionale addetto alla vigilanza degli argini dei corsi d'acqua gli alloggi demaniali disponibili o acquisiti al demanio regionale per le finalità della presente legge. Le spese di manutenzione ordinaria e di gestione degli alloggi demaniali sono a carico dei dipendenti cui gli stessi sono concessi in comodato.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 4, comma 1, lettera z), L. R. 3/2018</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 62</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme transitorie)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'efficacia delle seguenti norme è differita:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>per l'articolo 11 all'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera a);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>per l'articolo 15, comma 1, lettere c), d) ed e), all'entrata in vigore della legge regionale di cui all'articolo 59, comma 1;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>per l'articolo 16, comma 1, lettere a) e b), nonché comma 3, lettere a) e b), all'entrata in vigore della legge regionale di cui all'articolo 59, comma 1;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>per l'articolo 19, comma 1, all'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera h), nonché per l'articolo 19, comma 4, alla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione del decreto di cui all'articolo 14, comma 2, lettera d);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>per l'articolo 21, commi 4 e 9, nonché per gli articoli 23, 24 e 25, all'entrata in vigore dei regolamenti di cui all'articolo 14, comma 1, lettera b), numeri 1), 2) e 3) e per l'articolo 21, comma 5, alla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione del decreto di cui all'articolo 14, comma 2, lettera e);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>per l'articolo 30, comma 8, all'entrata in vigore dei regolamenti di cui all'articolo 14, comma 1, lettera b), numero 4);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>per l'articolo 37, commi 3, 4 e 5, all'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera i);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>per l'articolo 40, comma 5, alla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione del decreto di cui all'articolo 14, comma 2, lettera j);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>per l'articolo 43, eccettuati i commi 13 e 14, e per l'articolo 45, eccettuato il comma 3, all'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera c);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>per l'articolo 47, comma 5, e per l'articolo 48, comma 6, all'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera c).</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Fino alla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione del decreto di cui all'articolo 14, comma 2, lettera b), il servizio di piena di cui all'articolo 8, comma 1, lettera t), è svolto secondo i provvedimenti adottati sulla base delle disposizioni previgenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Fino all'emanazione del regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera f), continua ad applicarsi il regolamento concernente le norme in deroga all'articolo 18, comma 1, lettera b), adottato sulla base delle disposizione previgenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>La procedura prevista dall'articolo 28, comma 3, trova applicazione anche nelle more della pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione del decreto di cui all'articolo 14, comma 2, lettera g).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Fino all'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera b), numero 3), continua ad applicarsi il regolamento che fissa i canoni demaniali per l'estrazione del materiale litoide ai sensi della legge regionale 16/2002.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Fino all'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera b), numero 3), continua ad applicarsi il regolamento che disciplina la suddivisione tra i Comuni del canone demaniale per l'estrazione del materiale litoide, adottato in base alle disposizioni previgenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>La classificazione degli interventi di sistemazione dei dissesti franosi di cui all'articolo 34, comma 4, e i criteri di cui all'articolo 34, comma 5, trovano applicazione anche nelle more dell'approvazione del Programma regionale degli interventi di cui all'articolo 11.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Fino all'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera e), continua ad applicarsi il regolamento che fissa i canoni demaniali relativi alle concessioni di derivazione d'acqua ai sensi della legge regionale 16/2002.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Fino all'entrata in vigore dei regolamenti di cui al comma 1, lettere a), e) e i) continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10. </span>In fase di prima applicazione dell'articolo 11, comma 3, ai fini della predisposizione del Programma regionale degli interventi, i Comuni e i Consorzi di bonifica presentano alla struttura regionale competente in materia di difesa del suolo i rispettivi programmi triennali degli interventi e le relative richieste di finanziamento, entro il termine perentorio di centoventi giorni dall'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 14, comma 1, lettera a), a pena di rigetto delle richieste.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">11. </span>Nei casi in cui alla data di entrata in vigore della presente legge sia in corso l'istruttoria della domanda di concessione di derivazione d'acqua da parte della Regione la struttura regionale competente in materia di difesa del suolo esprime d'ufficio il parere tecnico previsto dall'articolo 38.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">12. </span>Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge il titolare del provvedimento di concessione di derivazione di acque funzionali al ripristino e all'utilizzo di antiche rogge con finalità ornamentali, o funzionali alla vivificazione di corsi d'acqua o alla realizzazione di interventi di naturalizzazione di aree limitrofe e finalizzata ad attività non economiche, può comunicare all'ente competente la rinuncia alla concessione ai sensi dell'articolo 52 e, contestualmente, presentare la richiesta di parere tecnico di cui all'articolo 39, comma 2.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">13. </span>La durata delle concessioni di derivazione d'acqua in essere, se inferiore a trenta anni e in scadenza entro il 31 dicembre 2015, è fissata, ai sensi dell'articolo 21, comma 1, del regio decreto 1775/1933, in trenta anni dalla data di decorrenza delle medesime concessioni.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">14. </span>Le disposizioni di cui all'articolo 21, concernenti la procedura a evidenza pubblica per l'affidamento in concessione degli interventi di manutenzione degli alvei mediante estrazione e asporto di materiale litoide, si applicano alle istanze presentate ai sensi dell’articolo 25 dopo l’entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 14, comma 1, lettera b), escluse quelle che alla stessa data abbiano iniziato il procedimento di valutazione di impatto ambientale o di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">15. </span>I soggetti che hanno presentato l'istanza di concessione di derivazione d'acqua e che, all'entrata in vigore della presente legge, non hanno presentato l'istanza volta a ottenere il provvedimento conclusivo della procedura di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale o della procedura di valutazione di impatto ambientale, trasmettono tale istanza alla struttura regionale competente in materia di valutazioni ambientali, entro il termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il termine può essere prorogato, su motivata istanza, per una sola volta. Il mancato rispetto del termine comporta il rigetto dell'istanza di concessione di derivazione d'acqua.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">15 bis. </span>Nelle more dell'adeguamento previsto dalle Norme di attuazione del Piano regionale di tutela delle acque, in materia di deflusso minimo vitale, relativamente alle derivazioni d'acqua esistenti, il deflusso minimo vitale rimane definito in misura pari al contributo unitario di quattro litri al secondo per chilometro quadrato di bacino sotteso, laddove non diversamente stabilito nei provvedimenti concessori e autorizzativi.<p><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 14 da art. 4, comma 1, lettera aa), numero 1), L. R. 3/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 15 bis aggiunto da art. 4, comma 1, lettera aa), numero 2), L. R. 3/2018</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 63</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norma di rinvio)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Per quanto non disposto dalla presente legge si applica la normativa statale vigente in materia.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 64</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Rinvio dinamico)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il rinvio a leggi, regolamenti e atti comunitari contenuto nella presente legge si intende effettuato al testo vigente dei medesimi comprensivo delle modifiche e delle integrazioni intervenute successivamente alla loro emanazione.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 65</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Abrogazioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Sono abrogate, in particolare, le seguenti disposizioni:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>gli articoli 1 e 1 bis della legge regionale 27 novembre 2001, n. 28 (Attuazione del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, in materia di deflusso minimo vitale delle derivazioni d'acqua);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>gli articoli 1, 2, 3, 17, 18, 20, 21, 22, 22 bis, 23, 23 bis, 24, 25, 26, 27, 28, 28 bis, 29, 30, 31 e gli articoli dal 37 al 69, della legge regionale 3 luglio 2002, n. 16 (Disposizioni relative al riassetto organizzativo e funzionale in materia di difesa del suolo e di demanio idrico);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>i commi 29 e 30 dell'articolo 7 della legge regionale 23 agosto 2002, n. 23 (Assestamento del bilancio 2002);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>il comma 6 quater dell'articolo 2 e l'articolo 27 della legge regionale 29 ottobre 2002, n. 28 (Norme in materia di bonifica e di ordinamento dei Consorzi di bonifica, nonché modifiche alle leggi regionali 9/1999, in materia di concessioni regionali per lo sfruttamento delle acque, 7/2000, in materia di restituzione degli incentivi, 28/2001, in materia di deflusso minimo vitale delle derivazioni d'acqua e 16/2002, in materia di gestione del demanio idrico);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>il comma 2 dell'articolo 8 della legge regionale 20 dicembre 2002, n. 33 (Istituzione dei Comprensori montani del Friuli Venezia Giulia);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>l'articolo 14 della legge regionale 30 aprile 2003, n. 12 (Disposizioni collegate alla legge finanziaria 2003);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>i commi 3, 5, 7, 8, 9, 10, 11, 15 e 16 dell'articolo 10 della legge regionale 24 maggio 2004, n. 15 (Riordinamento normativo dell'anno 2004 per i settori della protezione civile, ambiente, lavori pubblici, pianificazione territoriale, trasporti ed energia);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>il comma 10 dell'articolo 7 della legge regionale 18 luglio 2005, n. 15 (Assestamento del bilancio 2005);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>l'articolo 25 della legge regionale 18 agosto 2005, n. 25 (Interventi in materia di edilizia, lavori pubblici, ambiente, pianificazione, protezione civile e caccia);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>i commi 1 e 2 dell'articolo 9 della legge regionale 18 gennaio 2006, n. 2 (Legge finanziaria 2006);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">k) </span>il comma 123 dell'articolo 5 della legge regionale 28 dicembre 2007, n. 30 (Legge strumentale 2008);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">l) </span>gli articoli 13, 14 e 25 della legge regionale 5 dicembre 2008, n. 16 (Norme urgenti in materia di ambiente, territorio, edilizia, urbanistica, attività venatoria, ricostruzione, adeguamento antisismico, trasporti, demanio marittimo e turismo);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">m) </span>il comma 32 dell'articolo 14 della legge regionale 23 luglio 2009, n. 12 (Assestamento del bilancio 2009);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">n) </span>i commi 21 e 22 dell'articolo 3 della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 24 (Legge finanziaria 2010);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">o) </span>il comma 49 dell'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 2010, n. 22 (Legge finanziaria 2011);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">p) </span>il comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 19 maggio 2011, n. 6 (Disposizioni in materia di attività estrattive e di risorse geotermiche);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">q) </span>i commi 57 e 58 dell'articolo 5 della legge regionale 29 dicembre 2011, n. 18 (Legge finanziaria 2012);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">r) </span>la lettera d) del comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile 2012, n. 9 (Norme urgenti in materia di riallocazione delle funzioni dell'Autorità di bacino regionale);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">s) </span>il comma 3 dell'articolo 20 della legge regionale 11 ottobre 2012, n. 19 (Norme in materia di energia);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">t) </span>gli articoli 203, 204, 205, 206, 207 e 211 della legge regionale 21 dicembre 2012, n. 26 (Legge di manutenzione dell'ordinamento regionale 2012);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">u) </span>il comma 12 dell'articolo 3 della legge regionale 31 dicembre 2012, n. 27 (Legge finanziaria 2013);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">v) </span>i commi 26 e 27 dell'articolo 3 della legge regionale 8 aprile 2013, n. 5 (Disposizioni urgenti in materia di attività economiche, tutela ambientale, difesa del territorio, gestione del territorio, infrastrutture, lavori pubblici, edilizia e trasporti, attività culturali, ricreative e sportive, relazioni internazionali e comunitarie, istruzione, corregionali all'estero, ricerca, cooperazione e famiglia, lavoro e formazione professionale, sanità pubblica e protezione sociale, funzione pubblica, autonomie locali, affari istituzionali, economici e fiscali generali);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">w) </span>l'articolo 3 della legge regionale 5 dicembre 2013, n. 21 (Disposizioni urgenti in materia di tutela ambientale, difesa e gestione del territorio, lavoro, diritto allo studio universitario, infrastrutture, lavori pubblici, edilizia e trasporti, funzione pubblica e autonomie locali, salute, attività economiche e affari economici e fiscali);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">x) </span>il comma 18 dell'articolo 3 della legge regionale 27 dicembre 2013, n. 23 (Legge finanziaria 2014).</p></p></p></p></p></body></html>