﻿<html xmlns:nir="http://www.normeinrete.it/nir/2.1/" xmlns:dsp="http://www.normeinrete.it/nir/disposizioni/2.1/" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema" xmlns:h="http://www.w3.org/HTML/1998/html4"><head><META http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><title></title></head><body style="font-family:decima; font-size: 1.2em;"><p>Legge regionale 18 marzo 2010

      , n. 6 - TESTO VIGENTE dal 01/01/2026</p><p style="text-align: justify;"><strong>Norme regionali per la disciplina e la promozione dell'apicoltura.</strong></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO III </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISCIPLINA DEL NOMADISMO </span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 8 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Nomadismo) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Per nomadismo si intende la conduzione dell'allevamento apistico a fini di incremento produttivo che prevede uno o più spostamenti dell'apiario nel corso dell'anno. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La Regione promuove la pratica del nomadismo in applicazione dei principi di tutela sanitaria degli alveari, di miglior utilizzo del pascolo per le api e di rispetto dei diritti acquisiti dagli apicoltori nell'utilizzo delle postazioni. </p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 9 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Commissioni apistiche provinciali) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Presso gli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, sono istituite le Commissioni apistiche provinciali, nominate con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di risorse agricole.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Le Commissioni sono presiedute dal Presidente dell'organismo, competente per territorio, di cui all'articolo 3, comma 2, o suo delegato e sono composte di: <p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>un massimo di due esperti apistici;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>un massimo di due apicoltori stanziali e un nomadista indicati dall'assemblea degli apicoltori aderenti all'organismo medesimo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>un veterinario dipendente dell'Azienda per i servizi sanitari competente per territorio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>un Dirigente veterinario dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.</p><p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Le Commissioni durano in carica cinque anni e i relativi oneri finanziari sono a carico degli organismi di cui all'articolo 3, comma 2. L'ammontare del compenso spettante ai componenti di cui al comma 2, lettere a) e b), è determinato dagli organismi medesimi. Con decreto del Direttore del Servizio regionale competente sono individuati i criteri minimi per la convocazione e il funzionamento delle Commissioni.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Al fine di tutelare la sanità degli apiari e consentire un corretto utilizzo dei pascoli, le Commissioni stabiliscono, per ogni specie nettarifera da utilizzare e per la melata, il numero massimo di alveari da ammettere nelle singole zone, tenendo conto dei seguenti criteri: <p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>consistenza degli alveari e dislocazione degli apiari stanziali presenti nel territorio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>tipologia ed entità di essenze nettarifere presenti nel territorio e carico ottimale di alveari per ettaro. </p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Le Commissioni esprimono parere in merito alle domande di cui all'articolo 10 valutandone la rispondenza rispetto ai criteri di cui al comma 4. </p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 3, comma 26, lettera h), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 3, comma 26, lettera i), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite alla lettera d) del comma 2 da art. 1, comma 1, L. R. 9/2019</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 10 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Rilascio dell'autorizzazione al nomadismo) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Gli apicoltori presentano domanda di autorizzazione al nomadismo agli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, competenti per territorio di destinazione entro il 31 gennaio di ogni anno. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Acquisito il parere della competente Commissione apistica, gli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, rilasciano l'autorizzazione tenendo conto del seguente ordine di priorità: <p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>apicoltori che risiedono o hanno sede in regione e che hanno già esercitato il nomadismo nel territorio di competenza dell'organismo cui è stata presentata la domanda medesima;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>apicoltori che risiedono o hanno sede in regione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>apicoltori che abbiano già in precedenza presentato domanda per il nomadismo nel territorio di competenza dell'organismo cui è stata presentata la domanda medesima. </p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>In caso di parità si tiene conto dell'ordine di presentazione delle domande. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>A favore degli apicoltori di cui al comma 2, lettera a), è assicurato l'utilizzo delle postazioni autorizzate l'anno antecedente a ciascuna domanda. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Con decreto del direttore del Servizio regionale competente sono stabiliti gli elementi essenziali della domanda di cui al comma 1, nonché le modalità per il rilascio dell'autorizzazione e la gestione del nomadismo. </p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 11 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Deroga all'obbligo dell'autorizzazione) </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il trasferimento degli alveari è consentito anche in assenza dell'autorizzazione di cui all'articolo 10 nei seguenti casi eccezionali:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>per esigenze di utilizzo di pascoli che, in ragione delle coltivazioni ivi praticate, non potevano essere conosciuti dall'apicoltore al 31 gennaio dell'anno precedente;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>per necessità di garantire la sopravvivenza delle api.</p><p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Entro cinque giorni dal trasferimento, gli apicoltori inviano apposita comunicazione agli organismi di cui all'articolo 3, comma 2, secondo le modalità previste dall'articolo 7. </p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 3, comma 26, lettera j), L. R. 25/2016 , con effetto dall'1/1/2017.</p></p></p></body></html>