﻿<html xmlns:nir="http://www.normeinrete.it/nir/2.1/" xmlns:dsp="http://www.normeinrete.it/nir/disposizioni/2.1/" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema" xmlns:h="http://www.w3.org/HTML/1998/html4"><head><META http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><title></title></head><body style="font-family:decima; font-size: 1.2em;"><p>Legge regionale 30 luglio 2009

      , n. 13 - TESTO VIGENTE dal 26/02/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Regione Friuli Venezia Giulia derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. Attuazione della direttiva 2006/123/CE. Attuazione dell'articolo 7 della direttiva 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici. Attuazione del Regolamento (CE) n. 853/2004 in materia di igiene per gli alimenti di origine animale. Modifiche a leggi regionali in materia di sportello unico per le attività produttive, di interventi sociali e artigianato, di valutazione ambientale strategica (VAS), di concessioni del demanio pubblico marittimo, di cooperazione allo sviluppo, partenariato internazionale e programmazione comunitaria, di gestione faunistico-venatoria e tutela dell'ambiente naturale, di innovazione. (Legge comunitaria 2008).</strong></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Adeguamento all'ordinamento comunitario</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 1</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Finalità)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> La Regione Friuli Venezia Giulia, in conformità ai principi di cui all'articolo 117 della Costituzione, ai sensi dell'articolo 4 dello Statuto speciale e in attuazione della legge regionale 2 aprile 2004, n. 10 (Disposizioni sulla partecipazione della Regione Friuli Venezia Giulia ai processi normativi dell'Unione europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari), con la presente legge dispone l'adeguamento della legge regionale 12 febbraio 2001, n. 3 (Disposizioni in materia di sportello unico per le attività produttive e semplificazione di procedimenti amministrativi e del corpo legislativo regionale), alla direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 2</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Adeguamento della normativa)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> La presente legge dà attuazione nel territorio della Regione Friuli Venezia Giulia alla direttiva 2006/123/CE nell'ambito delle materie di competenza regionale e nel rispetto dei principi generali e delle disposizioni della medesima, nonché dei principi e criteri direttivi generali contenuti negli atti normativi statali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Le disposizioni contenute nella presente legge e negli atti attuativi sono adeguate agli eventuali principi e criteri direttivi generali successivamente individuati dallo Stato nelle proprie materie di competenza esclusiva e concorrente di cui all'articolo 117, secondo e terzo comma, della Costituzione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Gli atti normativi statali di cui al comma 1 si applicano, in luogo delle disposizioni regionali in contrasto, sino alla data di entrata in vigore della normativa regionale di adeguamento.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Modifiche alla legge regionale 3/2001 in materia di sportello unico</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 3</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Principi in materia di sportello unico)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Il presente capo provvede all'adeguamento della disciplina dello sportello unico per le attività produttive della legge regionale 3/2001 nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni stabiliti dall'articolo 38 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 19, comma 1, e 20, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), in conformità ai seguenti principi sanciti dagli articoli 5, 6, 7 e 8 della direttiva 2006/123/CE:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>semplificazione delle procedure e formalità relative all'accesso a un'attività di servizi e al suo esercizio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>svolgimento di tutte le procedure e formalità necessarie all'esercizio di attività di servizi tramite sportelli unici;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>garanzia del diritto all'informazione dei prestatori e destinatari delle attività di servizi tramite gli sportelli unici;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>svolgimento delle procedure e formalità relative all'accesso di attività di servizi e al suo esercizio a distanza e per via elettronica mediante gli sportelli unici.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 4</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'articolo 1 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 1 della legge regionale 3/2001 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 1</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Finalità)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> La presente legge disciplina i procedimenti relativi all'avvio e all'esercizio di attività produttive e di attività di servizi attraverso l'istituzione dello sportello unico per le attività produttive e per le attività di servizi, al fine di:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>garantire il diritto di iniziativa economica privata di cui all'articolo 41 della Costituzione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>agevolare l'esercizio della libertà di stabilimento dei prestatori e la libera circolazione dei servizi, in conformità alla direttiva 2006/123/CE del Parlamento e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>semplificare gli adempimenti, ridurre gli oneri e i tempi amministrativi.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> La Regione promuove e sostiene gli sportelli unici mediante accordi e forme di coordinamento tra pubbliche amministrazioni, attraverso le azioni necessarie all'informatizzazione delle procedure e dei servizi di competenza dei medesimi e all'assunzione dei relativi oneri, nonché attraverso l'erogazione di incentivi.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 5</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'articolo 2 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 2 della legge regionale 3/2001 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 2</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Principi e ambito di applicazione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Lo sportello unico per le attività produttive e per le attività di servizi, di seguito denominato sportello unico, costituisce l'unico punto di accesso per il richiedente in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti la sua attività produttiva e di servizi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> È garantito in ogni caso al richiedente l'accesso diretto agli uffici competenti per l'acquisizione di ogni informazione utile all'iter della richiesta ai fini dell'accesso e dello svolgimento delle attività produttive e di servizi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Lo sportello unico è obbligatorio e ha la funzione di coordinare le singole fasi del procedimento e di fornire una risposta unica e tempestiva in luogo di tutte le pubbliche amministrazioni coinvolte nel procedimento medesimo, ivi comprese quelle preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità. Il funzionario preposto allo sportello unico è responsabile dell'intero procedimento.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> L'intero procedimento presso lo sportello unico si svolge in via telematica ai sensi dell'articolo 8 della direttiva 2006/123/CE.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> Le pubbliche amministrazioni coinvolte nel procedimento non possono trasmettere al richiedente atti autorizzatori, nulla osta, pareri o atti di consenso, comunque denominati. Le comunicazioni formali al richiedente sono trasmesse esclusivamente dallo sportello unico.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span> Lo sportello unico esercita le funzioni amministrative concernenti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la realizzazione, la ristrutturazione, l'ampliamento, la cessazione, la riattivazione e la riconversione delle attività produttive, la localizzazione, la rilocalizzazione e l'avvio di impianti produttivi di beni e servizi, nonché l'esecuzione di opere interne ai locali adibiti ad uso di impresa, ivi incluso il rilascio dei titoli abilitativi edilizi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>l'avvio e lo svolgimento delle attività di servizi rientranti nell'applicazione della direttiva 2006/123/CE; le procedure e le formalità necessarie per accedere alle attività di servizi e per esercitarle comprendono, in particolare, le dichiarazioni, le notifiche e le istanze necessarie a ottenere l'autorizzazione delle autorità competenti, incluse le domande di inserimento in registri, ruoli, banche dati, o di iscrizione a organismi, ordini e associazioni professionali, ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 2006/123/CE;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>lo sportello unico per l'edilizia, in riferimento alle attività di cui alle lettere a) e b), in conformità alla normativa regionale in materia di edilizia.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7.</span> Rientrano tra gli impianti produttivi quelli relativi a tutte le attività di produzione di beni e servizi, ivi incluse le attività agricole, commerciali e artigiane, le attività turistiche e alberghiere, i servizi resi dalle banche e dagli intermediari finanziari, i servizi di telecomunicazioni.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 6</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'articolo 3 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 3 della legge regionale 3/2001 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 3</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Esclusioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Sono esclusi dall'ambito di applicazione della presente legge gli impianti e le infrastrutture energetiche, le attività connesse all'impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti e di materie radioattive, gli impianti nucleari e di smaltimento di rifiuti radioattivi, nonché le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> È fatta salva la vigente normativa nazionale e regionale in materia di valutazione di compatibilità e di impatto ambientale, nonché di autorizzazione integrata ambientale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Sono fatte salve le funzioni dello sportello unico in materia di smaltimento di rifiuti di cui al decreto del Presidente della Giunta regionale 2 gennaio 1998, n. 1 (Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti).&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 7</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'articolo 4 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 4 della legge regionale 3/2001 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 4</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Assistenza e tutoraggio alle imprese e ai prestatori di servizi)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'assistenza alle imprese e ai prestatori di servizi è fornita in modo chiaro e non ambiguo e, ove possibile, anche in altra lingua comunitaria. Essa consiste nella raccolta e diffusione, anche in via telematica, delle informazioni concernenti l'insediamento e lo svolgimento delle attività produttive e l'avvio e lo svolgimento delle attività di servizi nel territorio regionale, con particolare riferimento all'impiego delle procedure telematiche per la presentazione delle istanze, alle normative applicabili, agli strumenti agevolativi e all'attività dello sportello unico, nonché nella raccolta e diffusione delle informazioni concernenti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>gli strumenti di agevolazione contributiva e fiscale a favore dell'occupazione dei lavoratori dipendenti e del lavoro autonomo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>i requisiti applicabili ai prestatori, in particolare quelli relativi alle procedure e alle formalità da espletare per accedere alle attività di servizi ed esercitarle;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>i dati necessari per entrare direttamente in contatto con le autorità competenti, compresi quelli delle autorità competenti in materia di esercizio delle attività di servizi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>i mezzi e le condizioni di accesso alle banche dati e ai registri pubblici relativi ai prestatori e ai servizi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>i mezzi di ricorso esistenti in genere in caso di controversie tra le autorità competenti e il prestatore o il destinatario, o tra un prestatore e un destinatario, o tra prestatori;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>i dati di associazioni o organizzazioni diverse dalle autorità competenti presso le quali i prestatori o i destinatari possono ottenere assistenza.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Le funzioni di assistenza sono esercitate dallo sportello unico, nonché dalle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, dalle associazioni di categoria e dai centri di assistenza tecnica di cui all'articolo 72 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 12 (Disciplina organica dell'artigianato), e all'articolo 85 della legge regionale 5 dicembre 2005, n. 29 (Normativa organica in materia di attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande. Modifica alla legge regionale 16 gennaio 2002, n. 2 &lt;&lt;Disciplina organica del turismo&gt;&gt;).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> L'Amministrazione regionale attiva forme di tutoraggio connesse allo svolgimento delle funzioni di marketing territoriale e attrattività nei confronti delle imprese interessate all'insediamento di strutture produttive nel territorio regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Le imprese di cui al comma 3 possono richiedere all'Amministrazione regionale di avviare apposite consultazioni preliminari alla progettazione dell'insediamento produttivo, finalizzate a fornire le indicazioni e le valutazioni indispensabili a orientare le scelte imprenditoriali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> La Giunta regionale individua le fattispecie per le quali possono essere attivate le consultazioni preliminari di cui al comma 4, determina i criteri e le modalità per l'attivazione delle consultazioni medesime e individua le amministrazioni pubbliche coinvolte.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 8</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'articolo 5 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 5 della legge regionale 3/2001 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 5</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Portale dello sportello unico)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'Amministrazione regionale realizza il portale dello sportello unico per lo svolgimento informatizzato delle procedure e delle formalità relative all'insediamento e allo svolgimento delle attività produttive e all'avvio e allo svolgimento delle attività di servizi nel territorio regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Per la realizzazione del portale di cui al comma 1 è attivato un tavolo di collaborazione fra la Regione e quattro rappresentanti dei Comuni designati dal Consiglio delle autonomie locali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> All'interno del portale è istituita una banca dati per l'informazione alle imprese e ai prestatori di servizi, di seguito denominata banca dati. La banca dati è informatizzata, accessibile da chiunque per via telematica, finalizzata alla raccolta e diffusione delle informazioni concernenti l'insediamento e lo svolgimento delle attività produttive e l'avvio e lo svolgimento delle attività di servizi nel territorio regionale. In tale ambito la banca dati fornisce le informazioni sugli adempimenti necessari per le procedure autorizzatorie, nonché tutti i dati e le informazioni utili disponibili a livello regionale, comprese quelle concernenti le attività promozionali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Il portale è messo gratuitamente a disposizione dei Comuni singoli e associati che gestiscono lo sportello unico.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> Le modalità di organizzazione, di gestione, di implementazione e di accesso al portale da parte di soggetti pubblici e privati sono disciplinate con regolamento regionale, sentito il Consiglio delle autonomie locali e le categorie economiche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span> Il regolamento regionale di cui al comma 5 è comunicato alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie, in relazione alle competenze esclusive statali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera r), della Costituzione e ai fini dell'interoperabilità dei sistemi di rete, l'impiego non discriminatorio della firma elettronica o digitale e i collegamenti tra la rete centrale della pubblica amministrazione e le reti periferiche.&gt;&gt;.</p></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Gli oneri derivanti dall'applicazione del disposto di cui all'articolo 5 della legge regionale 3/2001, come sostituito dal comma 1, fanno carico alla unità di bilancio 11.3.1.1189 e al capitolo 156 e alla unità di bilancio 11.3.2.1189 e al capitolo 180 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2009-2011 e del bilancio per l'anno 2009.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 9</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'articolo 6 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 6 della legge regionale 3/2001 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 6</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Coordinamento tra pubbliche amministrazioni e individuazione dei procedimenti di competenza dello sportello unico)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> La Regione promuove accordi e forme di coordinamento tra pubbliche amministrazioni al fine di sostenere lo svolgimento delle funzioni degli sportelli unici, attraverso la semplificazione dei procedimenti amministrativi, il miglioramento dell'assistenza e dei servizi alle imprese, per la raccolta e la divulgazione delle informazioni, nonché per lo svolgimento in via telematica dei procedimenti di competenza dello sportello unico.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Al fine dell'attivazione e dello svolgimento coordinato delle funzioni degli sportelli unici, la Regione promuove accordi con gli uffici periferici dello Stato, con le Province, con i Comuni e con altri soggetti pubblici per l'individuazione dei procedimenti di competenza dello sportello unico.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, sono individuati i procedimenti amministrativi regionali che a partire dal termine indicato nel decreto medesimo sono inseriti nel procedimento di competenza dello sportello unico.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> A partire dalla data di operatività dello sportello unico le pubbliche amministrazioni hanno l'obbligo di trasmettere allo sportello unico le eventuali domande relative a nuovi procedimenti rientranti nella competenza del medesimo a esse presentate dandone comunicazione al richiedente. I procedimenti in corso sono conclusi dall'amministrazione procedente.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 10</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'articolo 7 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 7 della legge regionale 3/2001 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 7</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Semplificazione dei procedimenti amministrativi regionali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Ai fini della massima accelerazione dell'azione amministrativa, i procedimenti amministrativi regionali di competenza dello sportello unico sono semplificati in conformità ai criteri generali di semplificazione amministrativa previsti dalla legge regionale 20 marzo 2000, n. 7 (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso), e ai principi della direttiva 2006/123/CE.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Qualora i procedimenti amministrativi di cui al comma 1 siano disciplinati con legge regionale, possono essere semplificati mediante regolamenti regionali di delegificazione, adottati previo parere della competente Commissione consiliare, la quale si esprime entro trenta giorni dalla data di ricezione della relativa richiesta. Decorso tale termine si prescinde dal parere.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> A decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti di cui al comma 2 sono abrogate le disposizioni vigenti, anche di legge, con essi incompatibili, espressamente indicate nei regolamenti medesimi.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 11</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifica all'articolo 8 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Al comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 3/2001 le parole &lt;&lt;ai sensi della legge regionale 52/1991 e successive modificazioni e integrazioni&gt;&gt; sono sostituite dalle seguenti: &lt;&lt;ai sensi della legge regionale 23 febbraio 2007, n. 5 (Riforma dell'urbanistica e disciplina dell'attività edilizia e del paesaggio)&gt;&gt;.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 12</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'articolo 9 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 9 delle legge regionale 3/2001 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 9</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Istituzione e gestione dello sportello unico)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> I Comuni istituiscono lo sportello unico singolarmente o in forma associata.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> L'Amministrazione regionale, mediante il Piano di valorizzazione territoriale previsto dall'articolo 26 della legge regionale 1/2006, promuove la gestione in forma associata dello sportello unico ed è autorizzata a concedere ai Comuni incentivi per agevolare l'istituzione, l'adeguamento e il rafforzamento degli sportelli unici, nonché la formazione professionale del personale, secondo i criteri e le modalità stabiliti con regolamento regionale.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 13</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifiche all'articolo 10 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> All'articolo 10 della legge regionale 3/2001 sono apportate le seguenti modifiche:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>al comma 1 le parole &lt;&lt;di cui all'articolo 1&gt;&gt; sono sostituite dalle seguenti: &lt;&lt;e di avvio e svolgimento di attività di servizi&gt;&gt;;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>alla fine della lettera a) del comma 2 sono aggiunte le parole &lt;&lt;, e di avvio e svolgimento di attività di servizi&gt;&gt;;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>la lettera b) del comma 2 è abrogata;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>a lettera c) del comma 2 è sostituita dalla seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;c) </span>assicura l'accesso gratuito alla banca dati di cui all'articolo 5, comma 4; inoltre, predispone un proprio archivio informatico, in conformità a quanto previsto dal regolamento di cui all'articolo 5, comma 4, contenente gli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica comunali informatizzati secondo modalità compatibili con gli standard informatici regionali;&gt;&gt;;</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>alla lettera d) del comma 2 la parola &lt;&lt;anche&gt;&gt; è soppressa;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>la lettera f) del comma 2 è sostituita dalla seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;f) </span>fornisce assistenza alle imprese e ai prestatori per tutto quanto attiene all'insediamento e allo svolgimento delle attività produttive nel territorio regionale e all'avvio e allo svolgimento di attività di servizi;&gt;&gt;;</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>alla fine della lettera g) del comma 2 sono aggiunte le parole &lt;&lt;e ad attività di servizi&gt;&gt;.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Gli oneri derivanti dall'applicazione del disposto di cui all'articolo 10, comma 2, della legge regionale 3/2001, come modificato dal comma 1, fanno carico alla unità di bilancio 9.3.1.1157 e al capitolo 50 e alla unità di bilancio 11.3.2.1180 e al capitolo 55 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2009-2011 e del bilancio per l'anno 2009.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 14</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'articolo 11 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 11 della legge regionale 3/2001 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 11</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Procedimento ordinario mediante conferenza di servizi)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Il procedimento ordinario presso lo sportello unico mediante conferenza di servizi si applica nei casi nei quali le leggi di settore non prevedono la dichiarazione di inizio attività o il silenzio assenso e sia necessario acquisire intese, nulla osta, concerti o assensi di diverse amministrazioni pubbliche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Il responsabile del procedimento presso lo sportello unico indice la conferenza di servizi entro cinque giorni lavorativi dalla presentazione della domanda. La conferenza di servizi si svolge in conformità e nei termini di cui agli articoli da 22 a 22 ter della legge regionale 7/2000.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Qualora il procedimento sia di competenza di un'unica amministrazione, lo sportello unico trasmette la domanda all'amministrazione competente che provvede nei termini previsti.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 15</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Conferenze di servizi telematiche)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> In attuazione dei principi di cui agli articoli 5 e 8 della direttiva 2006/123/CE, i quali rispettivamente impongono agli Stati membri la semplificazione delle procedure e delle formalità relative all'accesso ed esercizio delle attività di servizi e lo svolgimento delle relative procedure in via telematica, l'Amministrazione regionale provvede all'adozione di sistemi informativi finalizzati allo svolgimento in via telematica delle conferenze di servizi e alla riorganizzazione e semplificazione delle procedure interne ad esse relative.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Ai fini di cui al comma 1 sono apportate le seguenti modifiche alla legge regionale 7/2000:<p style="text-align: justify;"><strong>a) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>l'articolo 22 sexies è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 22 sexies</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Partecipazione dell'Amministrazione regionale a conferenze di servizi indette da altre amministrazioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Qualora l'Amministrazione regionale sia chiamata a partecipare a conferenze di servizi indette da altre amministrazioni procedenti, la presenza a dette conferenze è coordinata dalla Direzione centrale individuata dalla Giunta regionale che verifica preliminarmente quali siano le strutture regionali coinvolte dalla conferenza di servizi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Qualora l'Amministrazione regionale sia chiamata a partecipare a conferenze di servizi indette da altre amministrazioni procedenti con un unico procedimento, il rappresentante unico regionale è il responsabile del procedimento regionale interessato, o suo delegato.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Qualora siano interessati da conferenze di servizi indette da altre amministrazioni procedenti più procedimenti regionali, la Direzione centrale di cui al comma 1 indice la conferenza di servizi interna ai sensi dell'articolo 21, ai fini della determinazione della posizione unitaria dell'Amministrazione regionale e individua il rappresentante unico dell'Amministrazione regionale tra i responsabili dei procedimenti interessati o loro delegati, tenuto conto dell'interesse prevalente nell'ambito dei procedimenti coinvolti. Il rappresentante unico provvede a convocare la conferenza di servizi interna.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Gli adempimenti di cui al presente articolo sono svolti mediante un sistema informativo recante il censimento dei procedimenti regionali e delle relative strutture regionali competenti, che consenta il monitoraggio dello stato di avanzamento dei lavori delle conferenze di servizi.&gt;&gt;.</p></p></p><p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>3.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Gli oneri derivanti dall'applicazione del disposto di cui al comma 1, fanno carico alla unità di bilancio 11.3.1.1189 ed al capitolo 156 e alla unità di bilancio 11.3.2.1189 ed al capitolo 180 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2009-2011 e del bilancio per l'anno 2009.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 27, comma 4, L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Lettera a) del comma 2 abrogata da art. 14, comma 1, lettera c), L. R. 9/2018</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 16</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'articolo 12 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 12 della legge regionale 3/2001 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 12</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Progetto comportante la variazione di strumenti urbanistici)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Qualora il progetto presentato sia in contrasto con gli strumenti urbanistici generali e attuativi, approvati o adottati, il Sindaco del Comune interessato o l'organo competente ai sensi dello Statuto comunale, rispettivamente, emette il diniego di permesso di costruire, ovvero sospende il relativo procedimento.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Qualora il progetto presentato sia in contrasto con gli strumenti urbanistici generali e attuativi comunali, approvati o adottati, ma conforme alle norme vigenti in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza del lavoro, trova applicazione l'articolo 11, comma 2. La determinazione della conferenza di servizi, eventualmente richiesta, alla quale partecipa l'Amministrazione regionale, può costituire progetto di variante, sul quale si pronuncia definitivamente il Consiglio comunale entro le due sedute successive alla data di determinazione della conferenza di servizi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Qualora il progetto presentato sia conforme alle norme vigenti in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza del lavoro, ma lo strumento urbanistico non individui aree destinate all'insediamento di impianti produttivi, ovvero queste siano insufficienti in relazione al progetto presentato, il responsabile del procedimento può motivatamente convocare, ai sensi dell'articolo 11, comma 2, una conferenza di servizi, alla quale partecipa l'Amministrazione regionale, per le conseguenti decisioni, dandone contestualmente pubblico avviso. Alla conferenza può intervenire qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, individuali o collettivi, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dalla realizzazione del progetto dell'impianto produttivo. Qualora l'esito della conferenza di servizi comporti la variazione dello strumento urbanistico, la determinazione costituisce proposta di variante, sulla quale si pronuncia definitivamente il Consiglio comunale entro le due sedute successive alla data di determinazione della conferenza di servizi.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 17</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'articolo 13 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 13 della legge regionale 3/2001 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 13</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Dichiarazione di inizio attività e silenzio assenso)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Nei casi in cui le attività previste dall'articolo 2 siano soggette a dichiarazione di inizio attività o a silenzio assenso ai sensi della legge regionale 7/2000, la dichiarazione di inizio attività o la domanda relativa al procedimento per silenzio assenso è presentata allo sportello unico.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> La dichiarazione di inizio attività è corredata di una dichiarazione attestante la sussistenza dei requisiti richiesti, corredata degli elaborati progettuali e di una relazione redatta da un professionista abilitato che asseveri la conformità dell'opera alla normativa e alle prescrizioni tecniche vigenti, anche per gli aspetti edilizi e urbanistici e per quelli attinenti ai pareri igienico - sanitari e in materia di sicurezza.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Lo sportello unico rilascia d'ufficio l'attestazione della presentazione della dichiarazione di inizio attività e dell'avvenuto silenzio assenso.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Lo sportello unico, entro il terzo giorno lavorativo successivo a quello della presentazione della dichiarazione di inizio attività, la trasmette in via telematica unitamente alla documentazione accompagnatoria alle amministrazioni competenti, al registro delle imprese competente per territorio, ai fini dell'applicazione della disciplina sulla comunicazione unica per l'avvio dell'impresa di cui all'articolo 9 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7 (Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese), convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 18</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'articolo 14 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 14 della legge regionale 3/2001 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 14</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Accertamento della conformità urbanistica, della sicurezza degli impianti, della tutela sanitaria e della tutela ambientale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Nei casi di cui all'articolo 13, lo sportello unico e gli altri uffici interessati, ciascuno per le materie di propria competenza, verificano la conformità degli interventi agli strumenti urbanistici, il rispetto dei piani territoriali, nonché la insussistenza di vincoli sismici, idraulici, idrogeologici, forestali e ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico, incompatibili con l'impianto.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> La verifica da parte degli uffici di cui al comma 1 riguarda fra l'altro:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la prevenzione degli incendi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la sicurezza degli impianti elettrici e degli apparecchi di sollevamento di persone o cose;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>l'installazione di apparecchi e impianti a pressione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>l'installazione di recipienti a pressione contenenti gas propano liquido (GPL);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>il rispetto delle vigenti norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>le emissioni inquinanti in atmosfera;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>le immissioni nei corpi idrici o in falde sotterranee e ogni altro rischio di immissione potenzialmente pregiudizievole per la salute e per l'ambiente;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>l'inquinamento acustico ed elettromagnetico all'interno e all'esterno dell'impianto produttivo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>le industrie qualificate come insalubri;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>le misure di contenimento energetico.&gt;&gt;.</p></p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 19</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifiche all'articolo 15 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> All'articolo 15 della legge regionale 3/2001 sono apportate le seguenti modifiche:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la rubrica è sostituita dalla seguente: &lt;&lt;(Chiusura dei lavori e collaudo)&gt;&gt;;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>prima del comma 1 è inserito il seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;1 ante. </span>Il soggetto interessato comunica allo sportello unico la chiusura dei lavori trasmettendo la dichiarazione del direttore dei lavori con la quale si attesta la conformità dell'opera al progetto presentato e la sua agibilità, ovvero il certificato di collaudo, quando il collaudo è previsto dalle norme vigenti.&gt;&gt;;</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>il comma 1 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;1.</span> Le strutture e gli impianti sono collaudati da professionisti o da altri soggetti abilitati dalla normativa vigente, diversi dal progettista dell'impianto e dal direttore dei lavori e non collegati professionalmente né economicamente, in modo diretto o indiretto, all'impresa, che ne attestano la conformità al progetto approvato, l'agibilità e l'immediata operatività.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 20</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifica all'articolo 16 della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Il secondo periodo del comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale 3/2001 è soppresso.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 21</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Abrogazione dell'articolo 28 e dell'allegato A della legge regionale 3/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 28 della legge regionale 3/2001 e il relativo allegato A sono abrogati.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Semplificazione di procedimenti amministrativi in materia di interventi sociali e artigianato</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 22</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Eliminazione di atti di autorizzazione e semplificazione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> In attuazione, in particolare, dell'articolo 5 della direttiva 2006/123/CE, il presente capo dispone la semplificazione di procedimenti amministrativi relativi a regimi di autorizzazione per l'accesso alle attività di servizi e per il loro esercizio oggetto del censimento e valutazione effettuato ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 21 luglio 2008, n. 7 (Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Regione Friuli Venezia Giulia derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. Attuazione delle direttive 2006/123/CE, 92/43/CEE, 79/409/CEE, 2006/54/CE e del regolamento (CE) n. 1083/2006 - Legge comunitaria 2007).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Ai sensi della legge regionale 7/2000 e in conformità ai principi in materia di semplificazione amministrativa di cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa), gli atti di autorizzazione, che non implichino esercizio di discrezionalità amministrativa e il cui rilascio dipenda dall'accertamento dei requisiti e presupposti di legge, sono sostituiti con dichiarazione di inizio attività, da presentare da parte dell'interessato all'amministrazione competente, corredata delle attestazioni e delle certificazioni eventualmente richieste.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 23</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifica all'articolo 7 della legge regionale 13/2000)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Il comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 3 luglio 2000, n. 13 (Disposizioni collegate alla legge finanziaria 2000), è sostituito dal seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;1. </span>I centri di vacanza per minori sono aperti a seguito di dichiarazione di inizio attività presentata al Comune. Le funzioni di controllo e vigilanza sui medesimi competono ai Comuni e comprendono:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la sospensione e la chiusura dell'attività dei centri di vacanza per minori;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la vigilanza sul funzionamento delle strutture e dei servizi, con esclusione del controllo di competenza dell'autorità sanitaria.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 24</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifica all'articolo 9 della legge regionale 12/2002)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Dopo il comma 6 dell'articolo 9 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 12 (Disciplina organica dell'artigianato), è inserito il seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;6 bis. </span>Ai sensi dell'articolo 14 del decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 251 (Disciplina dei titoli e dei marchi di identificazione dei metalli preziosi, in attuazione dell'articolo 42 della legge 24 aprile 1998, n. 128), la licenza rilasciata dall'autorità di pubblica sicurezza non è richiesta alle imprese iscritte all'A.I.A. che fabbrichino oggetti preziosi; la medesima licenza non è richiesta ai cesellatori, agli orafi, agli incastratori di pietre preziose e agli esercenti di industrie e arti affini, ai sensi dell'articolo 16 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59).&gt;&gt;.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 25</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'articolo 24 della legge regionale 12/2002)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 24 della legge regionale 12/2002 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 24</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Dichiarazione di inizio attività)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Sono soggette alla dichiarazione di inizio attività (DIA):<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>l'attività di facchinaggio di cui al decreto del Ministro delle attività produttive 30 giugno 2003, n. 221 (Regolamento recante disposizioni di attuazione dell'articolo 17 della legge 5 marzo 2001, n. 57, in materia di riqualificazione delle imprese di facchinaggio);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>le attività di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione, sanificazione di cui al decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato 7 luglio 1997, n. 274 (Regolamento di attuazione degli articoli 1 e 4 della legge 25 gennaio 1994, n. 82, per la disciplina delle attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>l'attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37 (Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11 quaterdecies, comma 13, lettera a), della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>l'attività di autoriparazione di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 122 (Disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell'attività di autoriparazione);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>l'attività di estetista di cui all'articolo 25 e il relativo trasferimento d'azienda;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>l'attività di parrucchiere misto di cui all'articolo 27 e il relativo trasferimento d'azienda;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>l'attività di tatuaggio e piercing di cui all'articolo 35;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>l'apertura, il trasferimento di sede e l'ampliamento dell'impianto di panificazione ovvero dell'impianto di cottura; la produzione di pane surgelato è soggetta alla medesima dichiarazione da effettuarsi conformemente alle norme stabilite dalla legge 4 luglio 1967, n. 580 (Disciplina per la lavorazione e commercio dei cereali, degli sfarinati, del pane e delle paste alimentari);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>l'esercizio dei mulini per la macinazione dei cereali, nonché il loro trasferimento, in luogo della licenza prevista dall'articolo 6 della legge 7 novembre 1949, n. 857 (Nuova disciplina delle industrie della macinazione e della panificazione);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>la fabbricazione e la gestione di depositi all'ingrosso di margarina e di grassi alimentari idrogenati ai sensi dell'articolo 22, comma 4, del decreto legislativo 112/1998.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Gli interessati presentano la DIA di cui al comma 1 allo sportello unico per le attività produttive e per le attività di servizi di cui alla legge regionale 12 febbraio 2001, n. 3 (Disposizioni in materia di sportello unico per le attività produttive e semplificazione di procedimenti amministrativi e del corpo legislativo regionale), che rilascia d'ufficio l'attestazione della presentazione della DIA.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> L'attestazione della presentazione della DIA di cui al comma 2 abilita il soggetto interessato ad avviare immediatamente l'attività dichiarata e costituisce titolo certificativo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Trovano applicazione le disposizioni di cui alla legge regionale 20 marzo 2000, n. 7 (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso), in materia di dichiarazione di inizio attività e di cui alla legge regionale 3/2001.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 26</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Inserimento dell'articolo 24 bis nella legge regionale 12/2002)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Dopo l'articolo 24 della legge regionale 12/2002 è inserito il seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt; Art. 24 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Obbligo di comunicazione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> La cessazione delle attività di cui all'articolo 24 è comunicata allo sportello unico territorialmente competente entro sessanta giorni dall'evento. L'attestazione della presentazione della comunicazione rilasciata dallo sportello unico costituisce titolo certificativo. Lo sportello unico trasmette la comunicazione di cessazione alle amministrazioni competenti e al registro delle imprese competente per territorio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Ai sensi dell'articolo 164 del decreto legislativo 112/1998, l'attività tipografica, litografica e fotografica e di ogni altra attività di stampa o di riproduzione meccanica o chimica è subordinata all'obbligo di tempestiva informazione all'autorità di pubblica sicurezza.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 27</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifiche all'articolo 29 della legge regionale 12/2002)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Al comma 2 dell'articolo 29 della legge regionale 12/2002 sono apportate le seguenti modifiche:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la lettera c) è abrogata;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la lettera d) è sostituita dalla seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;d) </span>la disciplina degli orari; l'esercizio dell'attività di estetista o di parrucchiere misto non è subordinato al rispetto dell'obbligo di chiusura infrasettimanale;&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 28</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'articolo 30 della legge regionale 12/2002)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 30 della legge regionale 12/2002 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 30</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Esercizio dell'attività)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'esercizio dell'attività di estetista o di parrucchiere misto, in luogo pubblico o privato, anche a titolo gratuito, stagionale o temporaneo, è subordinato alla presentazione della DIA da parte del legale rappresentante dell'impresa, attestante il possesso della qualificazione professionale, nonché la conformità dei locali e delle attrezzature ai requisiti previsti dal regolamento comunale. Le imprese che intendano svolgere l'attività in forma non artigiana indicano nella DIA il soggetto in possesso della qualificazione professionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> I soci, i collaboratori familiari e i dipendenti che esercitano professionalmente le attività di estetista o di parrucchiere misto devono essere in possesso della relativa qualifica professionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Le attività di estetista o di parrucchiere misto possono essere esercitate presso il domicilio dell'esercente qualora i locali abbiano i requisiti previsti dal regolamento comunale. Non è ammesso lo svolgimento delle attività di estetista o parrucchiere misto in forma ambulante o di posteggio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> È fatta salva la possibilità di esercitare le attività di estetista o di parrucchiere misto presso la sede designata dal cliente in caso di malattia o altro impedimento fisico del cliente stesso ovvero a favore di persone impegnate nello sport, nella moda o nello spettacolo o per particolari eventi ovvero nei luoghi di cura o di riabilitazione, di detenzione, nelle caserme o in altri luoghi per i quali siano stipulate convenzioni con pubbliche amministrazioni.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> Nel caso di trasferimento dell'azienda in gestione o in proprietà per atto tra vivi o per causa di morte, finalizzato all'esercizio delle attività di estetista o di parrucchiere misto, il subentrante presenta la DIA, corredata delle attestazioni di cui al comma 1, entro novanta giorni dalla data di trasferimento dell'azienda ovvero, nel caso di subentro per causa di morte, dalla data di acquisizione del titolo, pena la decadenza dal diritto di esercitare l'attività del dante causa, salvo proroga in caso di comprovata necessità.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span> Avverso il provvedimento di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione dei suoi effetti può essere presentato ricorso alla Giunta regionale entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 1199/1971.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 29</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Abrogazione dell'articolo 31 della legge regionale 12/2002)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 31 della legge regionale 12/2002, come modificato dall'articolo 14, comma 1, della legge regionale 18/2003, è abrogato.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 30</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Abrogazione dell'articolo 34 della legge regionale 12/2002)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 34 della legge regionale 12/2002 è abrogato.</p></p><a name="art31"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 31</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 16, comma 4, L. R. 7/2012 , a seguito dell'abrogazione del Capo II bis del Titolo III, L.R. 12/2002.</p><a name="art32"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 32</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 38, comma 1, L. R. 7/2011 , a seguito dell'abrogazione dell'art. 35 bis, L.R. 12/2002.</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 33</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norma transitoria)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Nelle more dell'istituzione e dell'operatività degli sportelli unici per le attività produttive e per le attività di servizi di cui alla legge regionale 3/2001, i soggetti interessati presentano la DIA di cui all'articolo 24 della legge regionale 12/2002, come sostituito dall'articolo 25, agli enti pubblici competenti in base alla disciplina vigente.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo IV</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Adeguamento a obblighi comunitari e ad atti statali di recepimento in materia di valutazione ambientale strategica (VAS)</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 34</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifiche alla legge regionale 11/2005)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 3 della legge regionale 6 maggio 2005, n. 11 (Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Regione Friuli Venezia Giulia derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. Attuazione delle direttive 2001/42/CE, 2003/4/CE e 2003/78/CE - Legge comunitaria 2004), è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 3</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Finalità e ambito di applicazione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile e assicurare un elevato livello di protezione dell'ambiente, la Regione, gli enti locali e gli enti pubblici, anche economici, operanti sul territorio regionale, provvedono alla valutazione ambientale strategica (VAS) di piani e programmi aventi effetti significativi sull'ambiente, ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale).&gt;&gt;.</p></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Gli articoli da 4 a 12 della legge regionale 11/2005 sono abrogati.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 35</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifiche all'articolo 4 della legge regionale 16/2008)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> All'articolo 4 (Valutazione ambientale strategica degli strumenti di pianificazione comunale) della legge regionale 5 dicembre 2008, n. 16 sono apportate le seguenti modifiche:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la lettera b) del comma 1 è sostituita dalla seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;b) </span>autorità procedente: la pubblica amministrazione che elabora il piano o il programma soggetto alle disposizioni della presente legge, ovvero nel caso in cui il soggetto che predispone il piano o il programma sia un diverso soggetto pubblico o privato, la pubblica amministrazione che recepisce, adotta o approva il piano o il programma;&gt;&gt;;</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;3 bis.</span> Qualora, ricorrendone i presupposti, uno strumento urbanistico comunale possa essere variato con accordo di programma, ai sensi dell'articolo 24 della legge regionale 5/2007 e successive modifiche, con le procedure di cui all'articolo 19 della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7 (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso), e successive modifiche, la valutazione ambientale strategica o la verifica di assoggettabilità di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche, viene fatta sugli elaborati previsti per lo strumento urbanistico che si intende variare, relativamente all'ambito oggetto dell'accordo di programma e al suo congruo intorno.&gt;&gt;.</p></p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo V</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Concessioni del demanio pubblico marittimo per finalità turistico-ricreative</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 36</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifiche all'articolo 6 della legge regionale 2/2002 e all'articolo 58 della legge regionale 16/2008)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>1.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Al comma 2 dell'articolo 58 della legge regionale 16/2008 le parole &lt;&lt;Le concessioni demaniali marittime affidate a soggetti non a totale partecipazione pubblica di cui all'articolo 7, comma 1, della legge regionale 2/2002, e successive modifiche,&gt;&gt; sono sostituite dalle seguenti: &lt;&lt;Le concessioni demaniali marittime affidate a soggetti di cui all'articolo 7, comma 1, della legge regionale 2/2002, e successive modifiche, non in possesso dei requisiti di legge,&gt;&gt;.<p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Dichiarata, con sentenza della Corte costituzionale n. 233 del 23 giugno 2010, depositata l'1 luglio 2010 (in G.U. 1a serie speciale n. 27 dd. 7 luglio 2010), l'illegittimità costituzionale del comma 2 del presente articolo.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 1 abrogato da art. 105, comma 1, lettera m), L. R. 21/2016</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo VI</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Attuazione dell'articolo 7 della direttiva 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 37</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Cacciabilità delle specie di cui all'allegato II dell'articolo 7 della direttiva 79/409/CEE)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> In funzione del loro livello di popolazione, della distribuzione geografica e del tasso di riproduzione in tutta la Regione Friuli Venezia Giulia, le specie elencate nell'allegato II della direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, possono essere oggetto di attività venatoria nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale di recepimento.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> L'Amministrazione regionale accerta che l'attività venatoria, compresa eventualmente la caccia con il falco, quale risulta dall' applicazione delle disposizioni nazionali e regionali in vigore, rispetti i principi di una saggia utilizzazione e di una regolazione ecologicamente equilibrata delle specie di uccelli interessate e sia compatibile, per quanto riguarda il contingente numerico delle medesime, in particolare delle specie migratrici, con le disposizioni derivanti dall'articolo 2 della direttiva 79/409/CEE.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Dichiarata, con sentenza della Corte costituzionale n. 233 del 23 giugno 2010, depositata l'1 luglio 2010 (in G.U. 1a serie speciale n. 27 dd. 7 luglio 2010), l'illegittimità costituzionale del comma 1 del presente articolo. </p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo VII</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Attuazione del Regolamento (CE) n. 853/2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 38</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale e deroghe per gli stabilimenti di macellazione di ridotta capacità produttiva)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Al fine di assicurare un livello elevato di tutela dei consumatori per quanto attiene alla sicurezza dei prodotti e di garantire il corretto funzionamento del mercato interno dei prodotti di origine animale, la Giunta regionale, con deliberazione, dà attuazione al Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> La deliberazione di cui al comma 1 dispone le deroghe per gli stabilimenti di macellazione di ridotta capacità produttiva in conformità a quanto previsto dall'Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano del 31 maggio 2007, concernente una deroga specifica, norme transitorie e talune disposizioni generali per gli stabilimenti di macellazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> La deliberazione di cui al comma 1 è adottata entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, previo parere della competente Commissione consiliare che si pronuncia entro trenta giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale termine si prescinde dal parere.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo VIII</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Modifiche in materia di cooperazione allo sviluppo, partenariato internazionale e programmazione comunitaria</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 39</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifiche all'articolo 4 della legge regionale 19/2000)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Dopo il comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 30 ottobre 2000, n. 19 (Interventi per la promozione, a livello regionale e locale, delle attività di cooperazione allo sviluppo e partenariato internazionale), è inserito il seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;2 bis.</span> In attuazione di quanto stabilito dal programma, con deliberazione della Giunta regionale sono determinati:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>i criteri di erogazione dei finanziamenti alle iniziative e ai progetti a favore di soggetti pubblici e privati senza finalità di lucro di cui all'articolo 1;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la scadenza annuale per la presentazione delle proposte progettuali da parte dei soggetti esterni all'Amministrazione regionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>le modalità di presentazione delle proposte, nonché le modalità di erogazione e rendicontazione dei contributi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>i criteri di valutazione degli interventi che si intendono finanziare e di verifica dei risultati degli stessi.&gt;&gt;.</p></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> I commi 3 e 4 dell'articolo 4 della legge regionale 19/2000 sono abrogati.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 40</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifiche all'articolo 5 della legge regionale 19/2000)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> All'articolo 5 della legge regionale 19/2000 sono apportate le seguenti modifiche:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il comma 1 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;1.</span> Il programma regionale è approvato entro sei mesi dall'inizio di ogni legislatura regionale con deliberazione della Giunta, sulla base del Documento di indirizzi generali in materia di cooperazione internazionale, attività internazionale della Regione e di rapporti con l'Unione europea, previa consultazione della Conferenza regionale sulla cooperazione allo sviluppo e il partenariato internazionale di cui all'articolo 9, sentito il Comitato regionale per la cooperazione allo sviluppo e il partenariato internazionale di cui all'articolo 8 e previo il parere della competente Commissione consiliare da rendersi entro trenta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine si prescinde dal parere.&gt;&gt;;</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>il comma 3 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;3.</span> Il programma ha la durata della legislatura regionale ed è soggetto a verifica annuale in relazione alle disponibilità di bilancio.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 41</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Programma regionale 2008-2013)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Il programma regionale della cooperazione allo sviluppo e delle attività di partenariato internazionale, di cui all'articolo 4 della legge regionale 19/2000, per la legislatura regionale 2008-2013 è approvato entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 42</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifica all'articolo 9 della legge regionale 26/2001)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Dopo il comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale 27 novembre 2001, n. 26 (Norme specifiche per l'attuazione del DOCUP obiettivo 2 per il periodo 2000-2006, disposizioni per l'attuazione dei programmi comunitari per il periodo medesimo nonché modifiche alla legge regionale 9/1998 recante disposizioni per l'adempimento di obblighi comunitari in materia di aiuti di Stato), è inserito il seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;3 bis.</span> Qualora non vi sia necessità di finanziare ulteriori interventi nell'ambito della medesima azione o misura o del medesimo programma, le minori spese di cui al comma 3 possono essere utilizzate per la copertura di maggiori oneri per spese tecniche o di collaudo, nonché per l'esecuzione di ulteriori lavori affini a quelli eseguiti e conformi alle finalità del progetto comunitario finanziato.&gt;&gt;.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 43</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sostituzione dell'articolo 36 della legge regionale 7/2008)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 36 della legge regionale 7/2008 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 36</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Anticipi)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere ai beneficiari del Programma per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013 erogazioni in via anticipata fino a un massimo del 30 per cento del contributo concesso, previa presentazione di fidejussione bancaria, polizza assicurativa o altra idonea garanzia patrimoniale di importo almeno pari alla somma da erogare maggiorata degli eventuali interessi.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 44</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifica all'articolo 2 della legge regionale 23/1997)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Dopo il comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 4 luglio 1997, n. 23 (Norme urgenti per la semplificazione dei procedimenti amministrativi, in materia di autonomie locali e di organizzazione dell'Amministrazione regionale), è inserito il seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;3 bis.</span> Alle commissioni, comitati e organi collegiali comunque denominati costituiti per l'attuazione di Programmi cofinanziati con fondi comunitari, non si applica la durata massima di cui al comma 3.&gt;&gt;.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo IX</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Modifiche a leggi regionali in materia di gestione faunistico-venatoria e di tutela dell'ambiente naturale</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 45</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifiche all'articolo 11 della legge regionale 14/2007 in materia di prelievo di fauna selvatica in deroga)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Dopo il comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale 14 giugno 2007, n. 14 (Legge comunitaria 2006), sono aggiunti i seguenti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;1 bis.</span> Con riferimento alle specie di fauna selvatica cinghiale, volpe e dei corvidi compresi nell'elenco di cui all'articolo 3 della legge regionale 17 luglio 1996, n. 24 (Norme in materia di specie cacciabili e periodi di attività venatoria ed ulteriori norme modificative e integrative in materia venatoria e di pesca di mestiere), come modificato ai sensi dell'articolo 5 della medesima legge regionale 24/1996, l'autorizzazione per le finalità di cui all'articolo 5, comma 1, lettere a), b), c), d) e g), è rilasciata dalla Provincia.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 ter.</span> Nei casi di cui al comma 1 bis, la Provincia rilascia l'autorizzazione direttamente o su proposta degli Enti gestori dei parchi naturali regionali e delle riserve naturali regionali, previo parere dell'Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (ISPRA). Copia del provvedimento è trasmesso alla Regione. Si applicano le disposizioni previste dall'articolo 6, commi 1, 2, 3, 6, 8 e 9, dagli articoli 7, 8, 9 e 10, comma 1, della presente legge, e dall'articolo 21 bis della legge regionale 24/1996.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 quater.</span> Qualora al termine dei periodi autorizzati il provvedimento risulti attuato parzialmente, la Provincia può motivatamente disporre il rinnovo del medesimo, previo parere dell'ISPRA.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 quinquies.</span> Al fine di prevenire e contenere i danni alle colture agricole e ad altre attività provocati dalla specie cinghiale, le assemblee dei soci delle Riserve di caccia possono deliberare di praticare la caccia di selezione al cinghiale anche nei territori destinati alla caccia tradizionale, per periodi di tempo determinati e diversi da quelli previsti dall'articolo 3 della legge regionale 24/1996 o dal Distretto venatorio, fermo restando il rispetto dei periodi fissati dall'articolo 2.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 sexies.</span> L'attività venatoria di cui al comma 1 quinquies è consentita nei limiti dei piani di abbattimento concessi o approvati ai sensi della legge regionale 6/2008 per il territorio della Riserva di caccia ed è esercitata esclusivamente dai cacciatori che, pur avendo optato per la caccia in forma tradizionale agli ungulati, hanno l'abilitazione alla caccia di selezione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 septies.</span> L'adozione di provvedimenti di deroga ai divieti e alle limitazioni disposte dalla normativa nazionale e regionale per la specie cinghiale, con le modalità previste dall'articolo 6, è subordinata alla verifica dell'inefficacia dell'attività venatoria attuata nei territori delle Riserve di caccia, ai sensi dei commi 1 quinquies e 1 sexies, per la prevenzione e il contenimento dei danni. &gt;&gt;.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 46</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifiche agli articoli 11 e 12 della legge regionale 7/2008 in materia di Rete Natura 2000)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Il comma 4 dell'articolo 11 (Disciplina dei siti della Rete Natura 2000 ricadenti in aree protette) della legge regionale 7/2008 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;4.</span> Nei siti della Rete Natura 2000 ricadenti in aree protette, le sanzioni amministrative connesse alla violazione delle misure di salvaguardia e di conservazione dei siti della Rete Natura 2000 non sono applicate qualora sussistano identiche misure di tutela dell'area protetta. In caso contrario, qualora nei territori dell'area protetta vi siano pSIC o SIC e ZPS in rapporto di sovrapposizione e sia commessa la violazione di identiche disposizioni poste a tutela delle diverse tipologie di siti della Rete Natura 2000, si applica la disciplina di cui al comma 2 bis dell'articolo 12. I proventi sono introitati dall'organo gestore dell'area protetta.&gt;&gt;.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Dopo il comma 2 dell'articolo 12 (Sanzioni) della legge regionale 7/2008 è inserito il seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;2 bis.</span> Qualora vi siano pSIC o SIC e ZPS in rapporto di sovrapposizione e sia commessa la violazione di identiche disposizioni poste a tutela delle diverse tipologie di siti della Rete Natura 2000, si applicano unicamente le sanzioni di cui all'articolo 13 della legge regionale 14 giugno 2007, n. 14 (Legge comunitaria 2006).&gt;&gt;.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 47</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifica all'articolo 62 della legge regionale 9/2007 in materia di tutela della flora)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Il comma 2 dell'articolo 62 della legge regionale 23 aprile 2007, n. 9 (Norme in materia di risorse forestali), è sostituito dal seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;2.</span> Nessuna limitazione è posta alla raccolta delle specie erbacee e arbustive, coltivate o spontanee, nei confronti di chi, coltivando a titolo legittimo il fondo, eserciti pratiche agro-pastorali.&gt;&gt;.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 48</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifiche alle leggi regionali 6/2008 e 14/1987 in materia di programmazione faunistica e attività venatoria)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'articolo 2 della legge regionale 6 marzo 2008, n. 6 (Disposizioni per la programmazione faunistica e per l'esercizio dell'attività venatoria), è sostituito dal seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 2</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Principi per la destinazione del territorio)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Il territorio agro-silvo-pastorale della Regione è soggetto a pianificazione faunistica e venatoria al fine di conservare un ambiente idoneo alla fauna selvatica nel rispetto delle coltivazioni agricole. Tale territorio è individuato dal Piano faunistico regionale e, sino alla sua approvazione, con deliberazione della Giunta regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Ai fini dell'applicazione della presente legge, è sottoposto al regime giuridico della Zona faunistica delle Alpi il territorio regionale individuabile per la consistente presenza della tipica flora e fauna alpina. I confini della Zona faunistica delle Alpi sono determinati con il Piano faunistico regionale di cui all'articolo 8. In attesa dell'approvazione del Piano faunistico regionale, la Regione provvede, con deliberazione della Giunta regionale, a determinare i confini della Zona faunistica delle Alpi, sentito il Comitato faunistico regionale di cui all'articolo 6.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Il territorio agro-silvo-pastorale della Regione è destinato per una quota dal 20 al 30 per cento a protezione della fauna selvatica. Sul territorio compreso nella Zona faunistica delle Alpi la Regione destina a protezione della fauna una quota dal 10 al 20 per cento del territorio agro-silvo-pastorale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Nelle percentuali di cui al comma 3 sono compresi i territori ove sia vietata l'attività venatoria per effetto di altre leggi o disposizioni e le zone destinate alla protezione della fauna selvatica ai sensi dell'articolo 8 bis.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> Il territorio agro-silvo-pastorale regionale può essere destinato, nella misura massima del 10 per cento, a caccia riservata a gestione privata organizzata in aziende faunistico-venatorie e aziende agri-turistico-venatorie. Sul rimanente territorio agro-silvo-pastorale la Regione promuove forme di gestione programmata della caccia attuando uno stretto legame dei cacciatori con il territorio.&gt;&gt;.</p></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Dopo la lettera a) del comma 3 dell'articolo 8 della legge regionale 6/2008, sono inserite le seguenti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;a bis) </span>determinare i confini della Zona faunistica delle Alpi in attuazione dell'articolo 2;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a ter) </span>determinare i criteri per individuare le dimensioni spaziali e faunistiche dei territori destinati a protezione della fauna selvatica;&gt;&gt;.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Dopo l'articolo 8 della legge regionale 6/2008 è aggiunto il seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 8 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Istituzione di zone destinate a protezione della fauna)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Sono zone destinate alla protezione della fauna ai sensi e per gli effetti dell'articolo 10, comma 4, della legge 157/1992 e dell'articolo 2:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>le oasi di protezione, destinate alla conservazione degli habitat naturali, al rifugio, alla riproduzione, alla sosta della fauna selvatica, stanziale e migratoria, e alla cura della prole;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>le zone di ripopolamento e cattura, destinate a favorire la riproduzione della fauna selvatica stanziale e la sosta e la riproduzione della fauna migratoria, a fornire la fauna selvatica mediante la cattura per ripopolamenti, a favorire l'irradiamento della fauna selvatica nei territori circostanti fino alla stabilizzazione della densità ottimale per il territorio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>i centri pubblici di riproduzione di fauna selvatica, destinati alla ricostituzione di popolazioni autoctone allo stato naturale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>le zone di rifugio delle Riserve di caccia finalizzate alla salvaguardia del patrimonio faunistico stanziale e per la sosta della selvaggina migratoria.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> In attuazione dell'articolo 3, comma 1, lettera b), sono istituite, con deliberazione della Giunta regionale, le oasi di protezione e le zone di ripopolamento e cattura in base ai criteri individuati dal Piano faunistico regionale, sentito il Distretto venatorio e le Riserve di caccia territorialmente interessate. In attesa del Piano faunistico regionale, la Regione provvede, con deliberazione della Giunta regionale, sentito il Comitato, a determinare i criteri per l'individuazione delle dimensioni spaziali e faunistiche dei territori da destinare a protezione della fauna.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Il provvedimento di istituzione dell'oasi di protezione e della zona di ripopolamento ha validità di dieci anni. Può essere rinnovato per un identico periodo o revocato prima della scadenza per giustificati motivi di interesse generale, anche con recupero della fauna selvatica mediante cattura.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> La fauna catturata in un'oasi di protezione può essere introdotta in altra oasi. La fauna catturata nelle zone di ripopolamento ai sensi del comma 3 può essere introdotta in altra zona di protezione ovvero impiegata prioritariamente per il ripopolamento delle Riserve di caccia comprese nel Distretto venatorio territorialmente interessato.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> La gestione delle oasi di protezione e delle zone di ripopolamento e cattura spetta, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera c), alla Provincia che provvede, in particolare:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>alla tutela o al recupero di habitat delle specie di rilevante interesse naturalistico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>alla vigilanza, all'assistenza tecnica e all'organizzazione delle operazioni di cattura;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>al risarcimento degli eventuali danni sulle colture agricole e allevamenti zootecnici con le risorse destinate a tali finalità ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera a);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>agli interventi diretti di protezione o di incremento numerico delle specie maggiormente rappresentative;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>a comunicare annualmente gli esiti della gestione faunistica alla struttura regionale competente in materia di tutela della fauna.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span> La Regione può istituire e gestire centri regionali di produzione di fauna selvatica con particolare riguardo a scopi di tutela della diversità genetica e della biodiversità, nonché di promozione per il recupero e lo sviluppo faunistico, in conformità alle indicazioni del PFR, su terreni demaniali o su altri terreni idonei per i quali si sia ottenuto per almeno cinque anni l'assenso del proprietario o del conduttore del fondo, e che presentino varietà di aree aperte e zone di rimessa tali da consentire buone concentrazioni di fauna selvatica.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7.</span> Nelle zone non vincolate per l'opposizione manifestata dai proprietari o conduttori di fondi interessati resta in ogni caso precluso l'esercizio dell'attività venatoria fino alla destinazione da parte della Regione delle suddette aree ad altro uso nell'ambito della pianificazione faunistico-venatoria.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8.</span> Con la deliberazione di individuazione delle Riserve di caccia di cui al comma 1 dell'articolo 14 è delimitata la zona di rifugio destinata alla salvaguardia della selvaggina stanziale ed alla sosta della selvaggina migratoria.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9.</span> Su proposta di Riserve di caccia contermini può essere delimitata un'unica zona di rifugio che garantisca le dimensioni spaziali stabilite dall'articolo 8.&gt;&gt;.</p></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Alla lettera c) del comma 2 dell'articolo 22 della legge regionale 6/2008 la parola &lt;&lt;trecento&gt;&gt; è sostituita dalla seguente: &lt;&lt;seicento&gt;&gt;.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> Dopo l'articolo 33 della legge regionale 6/2008 è inserito il seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 33 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Aspiranti soci)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> I cacciatori non assegnati a una Riserva di caccia, non titolari di un permesso annuale di caccia ovvero non legali rappresentanti, associati o titolari di permessi annuali di azienda faunistico-venatoria, residenti da almeno tre anni nel Comune sul cui territorio insiste la Riserva di caccia alla quale intendono aderire, su conforme deliberazione favorevole dell'assemblea dei soci, possono essere assegnati, anche in soprannumero, come aspiranti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> L'aspirante esercita l'attività venatoria, per due annate venatorie successive, accompagnato da un socio della Riserva di caccia.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Nell'annata venatoria successiva al periodo di cui al comma 2, l'aspirante può essere assegnato dalla struttura regionale competente, su conforme deliberazione favorevole dell'assemblea dei soci, alla Riserva di caccia, anche in soprannumero secondo criteri e principi stabiliti con regolamento che definisce anche i rapporti numerici tra permessi annuali e aspiranti soci.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Per il raggiungimento del periodo di cui al comma 2 sono conteggiati gli anni di assegnazione quale aspirante effettuati ai sensi dell'articolo 34 della legge regionale 30/1999.&gt;&gt;.</p></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span> Dopo il comma 1 dell'articolo 40 della legge regionale 6/2008, è inserito il seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;1 bis.</span> Fino all'individuazione della Zona faunistica delle Alpi e dei territori da destinare a protezione della fauna in attuazione dell'articolo 2, commi 3 e 4, e comunque non oltre il 31 gennaio 2010, il territorio agro-silvo-pastorale della Regione è destinato a protezione della fauna selvatica per una quota dal 20 al 30 per cento. Sino a tale termine, sul territorio della Regione è applicato il regime giuridico della Zona faunistica delle Alpi, al fine di consentire il regolare svolgimento della stagione venatoria 2009/2010 in conformità agli atti e indirizzi già adottati dalla Regione.&gt;&gt;.</p><p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7.</span> Al comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 1987, n. 14 (Disciplina dell'esercizio della caccia di selezione per particolari prelievi di fauna selvatica), come modificato dall'articolo 43, comma 12, della legge regionale 30/1999, sono soppresse le seguenti parole: &lt;&lt;, sul quale vige lo speciale regime giuridico della Zona faunistica delle Alpi,&gt;&gt;.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Dichiarata, con sentenza della Corte costituzionale n. 233 del 23 giugno 2010, depositata l'1 luglio 2010 (in G.U. 1a serie speciale n. 27 dd. 7 luglio 2010), l'illegittimità costituzionale del comma 6 del presente articolo.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo X</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Modifiche a leggi regionali in materia di innovazione e artigianato</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 49</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifica alla legge regionale 26/2005 concernente il commercio elettronico)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Dopo l'articolo 9 della legge regionale 10 novembre 2005, n. 26 (Disciplina generale in materia di innovazione, ricerca scientifica e sviluppo tecnologico), è inserito il seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 9 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sviluppo e promozione del commercio elettronico)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'Amministrazione regionale, al fine di favorire lo sviluppo e l'ammodernamento delle imprese, è autorizzata a concedere alle stesse contributi per facilitarne l'accesso al commercio elettronico a valere sulla Programmazione comunitaria POR FESR 2007-2013.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Le funzioni amministrative relative alla concessione dei contributi di cui al comma 1 sono delegate alle Camere di commercio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Ai fini di cui al comma 1, per commercio elettronico si intende lo svolgimento di attività commerciali e promozionali dei propri prodotti o servizi per via elettronica.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> I contributi possono essere assegnati in misura non superiore al 50 per cento della spesa ammissibile per le seguenti iniziative:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>acquisizione di strumenti e programmi destinati alla creazione e alla promozione di siti orientati al commercio elettronico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>acquisizione di consulenze in materia di commercio elettronico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>assistenza alla gestione dei siti di commercio elettronico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>promozione del sito elettronico.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> I contributi di cui al comma 1 sono concessi nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span> Con regolamento regionale sono definiti le modalità e i criteri per la concessione dei contributi di cui al comma 1.&gt;&gt;.</p></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Gli oneri derivanti dall'applicazione del disposto di cui all'articolo 9 bis della legge regionale 26/2005, come inserito dal comma 1, fanno carico alla unità di bilancio 1.6.2.1040 e al capitolo 222 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2009-2011 e del bilancio per l'anno 2009.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> AI comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale 26/2005, le parole &lt;&lt;fino al 50 per cento della spesa ammissibile ai sensi del regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese&gt;&gt; sono sostituite dalle seguenti: &lt;&lt;nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato&gt;&gt;.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 50</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifiche all'articolo 31 della legge regionale 7/2008 concernente interventi agevolativi regionali cofinanziati dai Fondi strutturali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Al comma 3 dell'articolo 31 (Interventi agevolativi regionali cofinanziati dai Fondi strutturali) della legge regionale 7/2008 sono apportate le seguenti modifiche:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>alla lettera d) le parole &lt;&lt;d), i) e n),&gt;&gt; sono sostituite dalle seguenti: &lt;&lt;i) e n),&gt;&gt;;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>alla lettera f), dopo le parole &lt;&lt;degli articoli&gt;&gt;, sono inserite le seguenti: &lt;&lt;9 bis, 11,&gt;&gt;.</p></p></p><a name="art51"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 51</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 96, comma 1, lettera b), L. R. 3/2021 , a seguito dell'abrogazione dell'art. 53 bis della L.R. 12/2002.</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 52</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Contributi a favore delle imprese artigiane per gli investimenti di cui all'articolo 53 bis della legge regionale 12/2002)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'Amministrazione regionale, alla luce delle esigenze derivanti dall'attuazione della programmazione comunitaria 2007-2013 e per corrispondere al fabbisogno derivante dal finanziamento delle domande presentate dall'1 ottobre 2008 fino alla entrata in vigore della presente legge, a valere sull'articolo 53 bis della legge regionale 12/2002, è autorizzata a finanziare le domande medesime con fondi propri.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Le domande presentate ai sensi del comma 1 sono integrate sulla base delle disposizioni contenute nel regolamento attuativo dell'articolo 53 bis della legge regionale 12/2002.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> La data di presentazione delle domande di cui al comma 1 è fatta salva ai fini dell'individuazione del termine a decorrere dal quale sono considerate ammissibili le spese sostenute.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Gli oneri derivanti dall'applicazione del disposto di cui al comma 1 fanno carico all'unità di bilancio 1.6.2.1036 e al capitolo 8657 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2009-2011 e del bilancio per l'anno 2009.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo XI</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Disposizioni transitorie e finali</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 53</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme transitorie in materia di sportello unico)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> L'Amministrazione regionale, i Comuni singoli e associati e le altre amministrazioni pubbliche coinvolte nelle procedure dello sportello unico garantiscono, anche attraverso gli accordi di cui all'articolo 1 della legge regionale 3/2001, come sostituito dall'articolo 4, la completa informatizzazione dello sportello unico entro due anni dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 5, comma 5, della legge regionale 3/2001, come sostituito dall'articolo 8.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Fino alla completa informatizzazione dello sportello unico i relativi procedimenti posso essere svolti anche in forma cartacea.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(7)</span><span style="">(9)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>4. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(8)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>5.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(4)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>6.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(5)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>7.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(6)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8.</span> Ai procedimenti in corso all'entrata in vigore della presente legge e alle domande di incentivazione presentate sino alla data del 31 marzo 2009, continuano ad applicarsi l'articolo 9 della legge regionale 3/2001 e il relativo regolamento attuativo nel testo previgente.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 11, comma 23, L. R. 24/2009 , con effetto dall'1/1/2010.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 10, comma 69, lettera a), L. R. 22/2010 , con effetto dall'1/1/2011.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 4 sostituito da art. 10, comma 69, lettera b), L. R. 22/2010 , con effetto dall'1/1/2011.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 5 abrogato da art. 10, comma 69, lettera c), L. R. 22/2010 , con effetto dall'1/1/2011.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 6 abrogato da art. 10, comma 69, lettera c), L. R. 22/2010 , con effetto dall'1/1/2011.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 7 abrogato da art. 10, comma 69, lettera c), L. R. 22/2010 , con effetto dall'1/1/2011.</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 5, comma 2, lettera a), L. R. 4/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 4 abrogato da art. 5, comma 2, lettera b), L. R. 4/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Dichiarata, con sentenza della Corte costituzionale n. 54 del 24 marzo 2014 (pubblicata in G.U. 1a Serie Speciale n. 15 del 2 aprile 2014), l'illegittimità costituzionale del comma 69, lett. a) dell'art. 10, L.R. 22/2010, con cui si disponeva la sostituzione di parole al comma 3 del presente articolo.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 54</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifiche alla legge regionale 10/2004)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 10/2004 le parole &lt;&lt;Entro il 31 marzo di ogni anno&gt;&gt; sono sostituite dalle seguenti: &lt;&lt;Entro il 30 aprile di ogni anno&gt;&gt;.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> L'articolo 7 della legge regionale 10/2004 è abrogato.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 55</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> La presente legge e le successive leggi regionali e regolamenti emanati ai fini della sua attuazione sono trasmessi alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie, ai fini della loro comunicazione alla Commissione europea.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 56</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Entrata in vigore)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.</p></p></p></body></html>