﻿<html xmlns:nir="http://www.normeinrete.it/nir/2.1/" xmlns:dsp="http://www.normeinrete.it/nir/disposizioni/2.1/" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema" xmlns:h="http://www.w3.org/HTML/1998/html4"><head><META http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><title></title></head><body style="font-family:decima; font-size: 1.2em;"><p>Legge regionale 06 marzo 2008

      , n. 6 - TESTO VIGENTE dal 08/08/2026</p><p style="text-align: justify;"><strong>Disposizioni per la programmazione faunistica e per l'esercizio dell'attività venatoria.</strong></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 45</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifiche alla legge regionale 24/1996)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Dopo l'articolo 6 della legge regionale 24/1996 è inserito il seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 6 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Utilizzo del contrassegno inamovibile)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Subito dopo l'annotazione sul tesserino regionale di caccia dell'abbattimento di esemplari appartenenti a specie di ungulati, il cacciatore applica l'apposito contrassegno inamovibile fornito dalla Riserva di caccia o dall'azienda faunistico-venatoria secondo le modalità indicate con regolamento regionale.&gt;&gt;.</p></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Il comma 6 dell'articolo 19 della legge regionale 24/1996 è sostituito dal seguente:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;6. </span>Non sono soggetti a concessione e/o autorizzazione edilizia, né ad autorizzazione paesaggistica, né a valutazione d'incidenza gli appostamenti per l'esclusivo esercizio della caccia di selezione e tradizionale agli ungulati di cui all'articolo 11, comma 3, della legge regionale 21/1993, purché i medesimi siano realizzati in legno, siano agevolmente asportabili, non superino l'altezza complessiva di nove metri misurata dal piano di campagna e il piano di appoggio utilizzato dal cacciatore non abbia una superficie superiore a tre metri quadrati. Non sono, altresì, soggetti a concessione e/o autorizzazione edilizia, né ad autorizzazione paesaggistica, né a valutazione d'incidenza gli appostamenti fissi a mare e in laguna, denominati &lt;&lt;collegia&gt;&gt;.&gt;&gt;.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Dopo l'articolo 21 della legge regionale 24/1996 è inserito il seguente:<p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">&lt;&lt;Art. 21 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Fauna selvatica morta)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Fatte salve le disposizioni relative al trattamento delle carcasse di animali affetti da malattie trasmissibili all'uomo o ad altri animali, le Province provvedono alla raccolta, al trasporto e allo smaltimento della fauna selvatica abbattuta in attuazione di provvedimenti di deroga di cui alla legge regionale 14 giugno 2007, n. 14 (Legge comunitaria 2006), e della fauna morta per caso fortuito o di forza maggiore.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Per smaltimento della fauna selvatica morta si intende:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il conferimento presso idonei impianti di eliminazione mediante combustione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>il conferimento presso strutture destinate alla riproduzione, reintroduzione, studio, riabilitazione di animali selvatici minacciati di estinzione o protetti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>il conferimento presso istituti scientifici;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>il conferimento presso istituti, enti o soggetti privati autorizzati a effettuare il trattamento tassidermico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>l'eliminazione mediante sotterramento;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>il conferimento presso strutture autorizzate alla macellazione.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Qualora la fauna di cui al presente articolo, nel rispetto delle norme sanitarie, possa essere destinata al consumo umano, o qualora dalle spoglie dell'animale sia possibile preparare trofei di caccia, le Province sono autorizzate alla loro alienazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> Le Province provvedono alle operazioni di cui ai commi precedenti in collaborazione con il Corpo forestale regionale, con il coordinamento della struttura di cui all'articolo 36 del disegno di legge 6 marzo 2008, n. 6 (Disposizioni per la programmazione faunistica e per l'esercizio dell'attività venatoria). Per l'espletamento di tutte o parte delle operazioni possono, altresì, essere stipulate convenzioni con enti scientifici, associazioni venatorie, agricole o di protezione ambientale, ovvero altri soggetti pubblici o privati.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span> Le Province sono tenute alla raccolta dei dati relativi alla fauna di cui al comma 1.&gt;&gt;.</p></p></p></p></body></html>