﻿<html xmlns:nir="http://www.normeinrete.it/nir/2.1/" xmlns:dsp="http://www.normeinrete.it/nir/disposizioni/2.1/" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema" xmlns:h="http://www.w3.org/HTML/1998/html4"><head><META http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><title></title></head><body style="font-family:decima; font-size: 1.2em;"><p>Legge regionale 23 aprile 2007

      , n. 9 - TESTO VIGENTE dal 01/01/2026</p><p style="text-align: justify;"><strong>Norme in materia di risorse forestali.</strong></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">SETTORI DI INTERVENTO</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Gestione forestale sostenibile</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Sezione I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Disciplina delle attività di gestione forestale</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 13</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Principi)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> In armonia con le risoluzioni delle Conferenze interministeriali sulla protezione delle foreste in Europa, si definisce sostenibile l'uso e la corretta gestione delle foreste e dei terreni forestali attuati secondo i principi della selvicoltura naturalistica.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> La selvicoltura naturalistica si caratterizza per un tasso di utilizzazione dei boschi tale da assicurare il mantenimento della biodiversità, della produttività, della capacità di rinnovazione, della vitalità e della possibilità di svolgere ora e per il futuro le rilevanti funzioni ecologiche, economiche e sociali a livello locale, nazionale e globale senza danni ad altri ecosistemi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Le attività di gestione forestale sono fattore di sviluppo dell'economia locale e regionale, di miglioramento delle condizioni economiche e sociali del territorio montano, nonché di nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali, anche in forma associata o cooperativa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> Ai fini di cui ai commi 2 e 3, si riconosce alla gestione attiva delle risorse forestali un ruolo importante per garantire la presenza dell'uomo nel territorio montano, sostenere un adeguato sviluppo socio-economico e assicurare la salvaguardia ambientale del territorio.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 14</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Definizioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Costituiscono attività di gestione forestale i seguenti interventi:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>le attività selvicolturali, comprendenti i tagli di utilizzazione, le conversioni di boschi cedui all'alto fusto, gli sfolli, i diradamenti, le cure colturali, la difesa fitosanitaria, gli interventi di prevenzione, ripristino e ricostituzione dei boschi danneggiati da incendi, da dissesti idrogeologici e altre calamità, i rimboschimenti e gli imboschimenti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la realizzazione e la manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità forestale di cui all'articolo 35, e la realizzazione delle vie aeree di esbosco di cui all'articolo 36;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>la realizzazione di opere di sistemazione idraulico-forestale di cui all'articolo 54.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Le attività di cui al comma 1, che non interrompono la continuità della superficie boscata ai sensi dell'articolo 6, comma 3, purché previste e autorizzate dalla normativa vigente e sempreché non alterino l'assetto idrogeologico del territorio, rientrano tra le opere di bonifica, antincendio e conservazione.<p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 114, comma 1, L. R. 26/2012</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 15</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Taglio colturale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le attività selvicolturali di cui all'articolo 14, comma 1, lettera a), in quanto non finalizzate alla sostituzione del bosco con altre destinazioni d'uso, non comportano alterazioni dello stato dei luoghi, sono considerate tagli colturali ai sensi dell'articolo 6, comma 4, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227 (Orientamento e modernizzazione del settore forestale, a norma dell'articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57).<p><span style="">(1)</span><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Nel regolamento forestale sono definiti, ai sensi degli articoli 1 e 13, i parametri necessari per garantire un adeguato livello di vitalità per lo svolgimento delle funzioni proprie del bosco, quelli che determinano l’alterazione dell’assetto idrogeologico, le pratiche ordinarie di gestione forestale e, anche ai fini della erogazione di eventuali incentivi, le buone pratiche finalizzate a raggiungere un miglior livello qualitativo della gestione.<p><span style="">(3)</span><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 bis. </span>Nel regolamento forestale sono definiti altresì, in conformità ai principi e alle finalità di cui agli articoli 1 e 13, i casi in cui, per motivazioni di ordine biologico e stazionale, l'Amministrazione regionale è autorizzata a disporre che la perpetuazione del bosco avvenga anche mediante rinnovazione artificiale posticipata e i termini entro i quali il proprietario del bosco deve provvedervi.<p><span style="">(6)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 64, comma 7, lettera a), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 64, comma 7, lettera b), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 64, comma 7, lettera c), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 94, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 94, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 94, comma 1, lettera c), L. R. 11/2014</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 16</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Divieti e deroghe)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 227/2001 e nei limiti stabiliti dal regolamento forestale, sono vietati la conversione dei boschi governati o avviati a fustaia in boschi governati a ceduo e il taglio raso, inteso come taglio totale del soprassuolo forestale su una superficie superiore a 5.000 metri quadrati; tale divieto non vige nei casi in cui il taglio a raso o comunque l'eliminazione del bosco siano, sulla base di un PRFA, espressamente finalizzati al ripristino di habitat naturali elencati nell'allegato I della direttiva 92/43/CEE.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>In deroga ai divieti di cui al comma 1 la Direzione centrale può autorizzare gli interventi finalizzati alla difesa fitosanitaria, alla salvaguardia della pubblica incolumità, ad altri motivi di rilevante interesse pubblico o per finalità selvicolturali.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Sono fatti salvi i casi previsti dai PGF approvati.<p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 bis. </span>Il divieto di taglio a raso del bosco di cui al comma 1 non si applica altresì laddove tale tecnica selvicolturale sia finalizzata alla rinnovazione naturale del bosco; con il regolamento forestale sono individuati i casi e i modi nei quali il taglio a raso è finalizzato alla rinnovazione naturale del bosco.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>3 ter. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(4)</span><span style="">(6)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Rubrica dell'articolo modificata da art. 64, comma 8, lettera a), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 64, comma 8, lettera b), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 64, comma 8, lettera c), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 3 ter aggiunto da art. 2, comma 1, lettera a), L. R. 5/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole soppresse al comma 3 da art. 95, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 3 ter abrogato da art. 95, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 17</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sanzioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Coloro che nei boschi, in violazione del regolamento forestale o del PRFA, tagliano, danneggiano o distruggono piante, compromettendo l'adeguato livello di vitalità per lo svolgimento delle funzioni proprie del bosco, sono soggetti al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da due a sei volte il valore del danno provocato. Il valore è calcolato in percentuale, sulla base del valore convenzionale a ettaro per tipologia di popolamento corrispondente all'adeguato livello di vitalità per lo svolgimento delle funzioni proprie del bosco previsto dal regolamento forestale; i valori, i parametri e i criteri di riferimento per il calcolo del danno provocato sono individuati dal medesimo regolamento.<p><span style="">(1)</span><span style="">(5)</span><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Quando il taglio, il danneggiamento o la distruzione di piante non compromettono l'adeguato livello di vitalità per lo svolgimento delle funzioni proprie del bosco, il risarcimento dell'eventuale danno economico è valutato e risolto per i boschi di proprietà pubblica nell'ambito delle procedure di verifica finale disciplinate dal regolamento forestale e, per i boschi di proprietà privata, nell'ambito del diritto privato.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Coloro che effettuano gli interventi di cui all'articolo 16, comma 1, senza la prescritta autorizzazione sono soggetti al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 1, ferma restando l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 92.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> Nel regolamento forestale sono individuati i casi in cui il taglio, il danneggiamento o la distruzione di piante non compromettono l'adeguato livello di vitalità per lo svolgimento delle funzioni proprie del bosco in quanto giustificati per il regolare andamento delle utilizzazioni boschive o, nel caso del taglio raso, in quanto effettuato secondo le finalità di cui al comma 2 dell'articolo 16; in tali casi non si applicano le sanzioni di cui al comma 1.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>4 bis. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(6)</span><span style="">(7)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>5. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(4)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 64, comma 9, lettera a), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 64, comma 9, lettera b), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 64, comma 9, lettera b), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 5 abrogato da art. 13, comma 38, lettera a), L. R. 11/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 3, comma 1, L. R. 14/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 4 bis aggiunto da art. 2, comma 1, lettera b), L. R. 5/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 4 bis abrogato da art. 96, comma 1, L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 3, comma 1, lettera a), L. R. 14/2016</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 18</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Misure per favorire la biodiversità)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La conservazione della biodiversità si basa sulla gestione forestale sostenibile improntata ai principi della selvicoltura naturalistica.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Tra le buone pratiche di cui all'articolo 15, ai fini di una gestione forestale sostenibile, rispettosa del principio di mantenere elevata la biodiversità e attenta alla conservazione degli habitat, con particolare riferimento alla conservazione delle specie dipendenti dal legname in decomposizione, nelle utilizzazioni forestali sono rilasciati in bosco alcuni alberi da destinare a invecchiamento a tempo indefinito o morti, quelli con cavità e individui di specie sporadiche secondo le modalità stabilite dal regolamento forestale.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Il rilascio dei soggetti arborei di cui al comma 2 non deve determinare rilevanti incompatibilità di natura economica e fito-sanitaria o in termini d'incolumità pubblica.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 97, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 97, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 19</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Certificazione forestale)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Ai fini di cui all'articolo 13, la Regione incentiva l'introduzione e il mantenimento di sistemi di certificazione delle gestioni forestali ecosostenibili e delle catene di custodia della selvicoltura, dell'arboricoltura da legno e della pioppicoltura, dei prodotti naturali del bosco e di quelli da esso derivati, nonché promuove l'istituzione e la valorizzazione di marchi di provenienza e di qualità del legname regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>Per le finalità di cui al comma 1, la Regione concede, nel rispetto di quanto previsto negli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a organismi regionali cui aderiscono proprietari forestali del Friuli Venezia Giulia e che gestiscono sistemi di certificazione forestale un contributo annuale per il funzionamento degli organismi medesimi, il mantenimento e l'incremento della certificazione regionale, nonché per stimolare e favorire un sempre maggior utilizzo del legname certificato. <p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 ter. </span>La domanda di contributo di cui al comma 1 bis è presentata alla Direzione centrale con le modalità e i criteri da individuarsi in apposito regolamento.<p><span style="">(3)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 3, comma 16, L. R. 24/2009</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 64, comma 11, L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 1 ter aggiunto da art. 64, comma 11, L. R. 17/2010</p></p><a name="art20"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 20</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(12)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 1 da art. 1, comma 46, L. R. 30/2007</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina della  lettera a) del comma 1 da art. 11, comma 41, lettera b), L. R. 17/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Lettera a) del comma 1 abrogata da art. 64, comma 13, lettera a), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Lettera h) del comma 1 abrogata da art. 64, comma 13, lettera a), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Lettera i) del comma 1 abrogata da art. 64, comma 13, lettera a), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 64, comma 13, lettera b), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 6 abrogato da art. 64, comma 13, lettera c), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole soppresse al comma 7 da art. 64, comma 13, lettera d), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole soppresse al comma 8 da art. 64, comma 13, lettera e), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Comma 10 abrogato da art. 64, comma 13, lettera f), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Parole soppresse al comma 5 da art. 115, comma 1, L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Articolo abrogato da art. 98, comma 1, L. R. 11/2014</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 21</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Gestione del patrimonio forestale di proprietà degli enti pubblici)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Alla Direzione centrale compete la gestione del patrimonio silvo-pastorale di proprietà regionale, comprensivo di terreni, boschi ed edifici funzionali ai medesimi, come individuati con deliberazione della Giunta regionale, su proposta congiunta degli Assessori competenti in materia di patrimonio e di risorse forestali.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>Nelle more dell'adozione della deliberazione giuntale di cui al comma 1, spetta alla Direzione centrale la gestione del patrimonio silvo-pastorale di proprietà regionale già affidato alla medesima con precedenti atti.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Al fine dell'ottimale gestione economico-conservativa del patrimonio forestale di proprietà regionale, gli interventi urgenti e indifferibili, legati a eventi naturali o biologici non prevedibili, possono prescindere dalle previsioni programmatorie di cui agli articoli 13 e 14 del regolamento di organizzazione dell'Amministrazione regionale e degli Enti regionali, emanato con decreto del Presidente della Regione 27 agosto 2004, n. 0277/Pres., e successive modifiche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Gli enti pubblici proprietari di bosco e i gestori delle terre civiche o i soggetti delegati possono svolgere le attività di gestione forestale di cui all'articolo 14, fatta salva la fruizione degli usi civici da parte degli aventi diritto, secondo le seguenti modalità:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>vendita in piedi dei lotti boschivi mediante ricorso alla trattativa privata fino all'importo di 100.000 euro (imposta sul valore aggiunto esclusa), previo esperimento di gara ufficiosa tra un numero di ditte non inferiore a cinque, iscritte nell'elenco di cui all'articolo 25;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>vendita a strada di legname allestito mediante ricorso alla trattativa privata fino all'importo di 100.000 euro (IVA esclusa), previo esperimento di gara ufficiosa tra un numero di ditte non inferiore a cinque;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>affidamento della realizzazione di lavori, opere e servizi, ivi compresi gli interventi di utilizzazione forestale e i servizi di commercializzazione del legname, a imprese che forniscono servizi in ambito forestale, ivi comprese quelle iscritte nell'elenco di cui all'articolo 25.</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 bis. </span>Le imprese iscritte nell'elenco di cui all'articolo 25, singole o associate, possono altresì ottenere in gestione, anche nelle forme della concessione pluriennale, per svolgervi le attività di cui all'articolo 14, aree silvo-pastorali di proprietà o possesso pubblico.<p><span style="">(4)</span><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> In deroga alle procedure di cui al comma 3, lettere a) e b), sono consentite la vendita diretta per importi non superiori a 10.000 euro (IVA esclusa) e la cessione gratuita nel caso di legname privo di valore commerciale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span> Per l'affidamento diretto dei lavori, opere e servizi di cui al comma 3, lettera c), possono trovare applicazione l'articolo 5 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 13 (Nuove disposizioni per le zone montane in attuazione della legge 31 gennaio 1994, n. 97), e successive modifiche, e l'articolo 7 del decreto legislativo 227/2001, e successive modifiche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5 bis. </span>Per l'affidamento diretto dei lavori, opere e servizi di cui al comma 3, lettera c), trova, altresì, applicazione l'articolo 2, comma 134, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008).<p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5 ter. </span>Nel caso di affidamento in gestione di cui al comma 3 bis l'Ente pubblico proprietario di boschi può procedere alla pubblicazione di un avviso atto a rendere nota la volontà di riservare l'affidamento in gestione alle imprese iscritte nell'elenco di cui all'articolo 25, fatto salvo che, ove sussistano più operatori qualificati e interessati alla stipula del contratto, venga esperita una procedura di evidenza pubblica.<p><span style="">(8)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 64, comma 14, L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 116, comma 1, L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Lettera c) del comma 3 sostituita da art. 99, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 99, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 5 bis aggiunto da art. 99, comma 1, lettera c), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Lettera c) del comma 3 sostituita da art. 11, comma 1, lettera a), L. R. 19/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 3 bis sostituito da art. 11, comma 1, lettera b), L. R. 19/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 5 ter aggiunto da art. 3, comma 1, lettera b), L. R. 14/2016</p></p><a name="art22"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 22</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 100, comma 1, L. R. 11/2014</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 23</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Tutela tecnica ed economica dei patrimoni forestali di proprietà pubblica)<p><span style="">(7)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Per le attività di pianificazione e progettazione di cui rispettivamente agli articoli 11 e 12, nonché per quelle connesse alla gestione forestale di cui all'articolo 14 l'ente pubblico proprietario di bosco si avvale di figure professionali abilitate secondo gli specifici ordinamenti, dipendenti dell’ente, ovvero in servizio presso altri enti pubblici, secondo le norme vigenti in materia di collaborazione tra enti pubblici, oppure liberi professionisti.<p><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span> L'attività di progettazione di cui all'articolo 12 può essere svolta dal personale della Direzione centrale a favore di soggetti pubblici proprietari forestali, previa verifica delle priorità del servizio d'istituto e con oneri a carico del proprietario da quantificare secondo i criteri stabiliti dal regolamento forestale.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>1 ter. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span><span style="">(5)</span><span style="">(6)</span><span style="">(9)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>1 quater. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 4, comma 27, L. R. 12/2009</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 1 ter aggiunto da art. 4, comma 27, L. R. 12/2009</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 1 quater aggiunto da art. 4, comma 27, L. R. 12/2009</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 1 quater abrogato da art. 13, comma 38, lettera a), L. R. 11/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 ter da art. 13, comma 38, lettera b), L. R. 11/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 ter da art. 117, comma 1, L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Rubrica dell'articolo modificata da art. 101, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 101, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Comma 1 ter abrogato da art. 7, comma 5, lettera a), L. R. 33/2015</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 24</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Gestione del patrimonio forestale di proprietà privata)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Per i boschi privati non soggetti ai PGF o alle SF le attività selvicolturali sono effettuate secondo le procedure amministrative e le modalità stabilite dal regolamento forestale.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Il personale della Direzione centrale o di altri enti pubblici può fornire, su richiesta di proprietari privati e a titolo non oneroso, nell'ambito dei normali servizi d'istituto, indicazioni di carattere tecnico qualora queste non si configurino come attività professionale, secondo gli indirizzi operativi stabiliti dal regolamento forestale.<p><span style="">(1)</span><span style="">(3)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 118, comma 1, L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 102, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 102, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p></p><a name="art24bis"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 24 bis </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 64, comma 16, L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita  da art. 3, comma 1, L. R. 27/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Articolo abrogato da art. 103, comma 1, L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita  da art. 103, comma 2, L. R. 11/2014</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Sezione II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Imprese forestali</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 25</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Elenco regionale delle imprese forestali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> In attuazione dell'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 227/2001, e successive modifiche, la Regione istituisce un elenco regionale in cui sono iscritte le imprese in possesso di capacità tecnico-professionali per l'esecuzione delle attività selvicolturali e di utilizzazioni boschive, nonché per le opere e i servizi di interesse forestale e di difesa del territorio.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> I requisiti necessari all'iscrizione, le relative procedure e la tenuta dell'elenco sono stabiliti dal regolamento forestale.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 bis. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(7)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>3 ter. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(4)</span><span style="">(8)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>3 quater. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(5)</span><span style="">(9)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>3 quinquies. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(6)</span><span style="">(10)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 12, comma 1, lettera a), L. R. 19/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 12, comma 1, lettera b), L. R. 19/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 7, comma 1, L. R. 9/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 3 ter aggiunto da art. 7, comma 1, L. R. 9/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 3 quater aggiunto da art. 7, comma 1, L. R. 9/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 3 quinquies aggiunto da art. 7, comma 1, L. R. 9/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 3 bis abrogato da art. 3, comma 53, lettera a), L. R. 24/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 3 ter abrogato da art. 3, comma 53, lettera a), L. R. 24/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Comma 3 quater abrogato da art. 3, comma 53, lettera a), L. R. 24/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Comma 3 quinquies abrogato da art. 3, comma 53, lettera a), L. R. 24/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 26</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Esercizio delle attività selvicolturali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Le cooperative e i loro consorzi che forniscono in via principale, anche nell'interesse di terzi, servizi nel settore selvicolturale, ivi comprese le sistemazioni idraulico-forestali e le utilizzazioni boschive, sono equiparati agli imprenditori agricoli.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Sezione III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Associazionismo forestale</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 27</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Forme di gestione del patrimonio agro-silvo-pastorale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Ai fini di cui all'articolo 1, la Regione riconosce e sostiene forme di gestione del patrimonio agro-silvo-pastorale già esistenti nel territorio montano e promuove la creazione di consorzi e altri organismi associativi, anche temporanei, tra proprietari allo scopo di razionalizzare e migliorare la gestione agro-silvo-pastorale del territorio regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Ai fini di cui all'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 227/2001, e successive modifiche, i soggetti privati e le imprese di cui all'articolo 25 possono partecipare, per un migliore coordinamento della gestione, ai consorzi e agli altri organismi associativi di cui al comma 1.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 28</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Ruolo degli enti locali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> I Comuni individuano i territori d'intervento e attivano, attraverso il coinvolgimento dei proprietari o degli altri aventi diritto, la costituzione e l'avviamento di consorzi agro-silvo-pastorali e degli altri organismi associativi.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Gli enti pubblici possono partecipare all'iniziativa consortile conferendo in tutto o in parte il proprio patrimonio boschivo per assicurarne la funzionalità gestionale, specie nei settori della tutela ambientale e della viabilità agricolo-forestale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Qualora sia impossibile giungere all'individuazione o al reperimento di uno o più proprietari dei terreni compresi nell'area oggetto di consorzio e fino a quando tale situazione perduri, il Comune si sostituisce a tutti gli effetti, nel consorzio, ai proprietari assenti o irreperibili.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> I Comuni, nel caso lo richiedano i proprietari di almeno i tre quarti della superficie individuata e sussista un rilevante interesse pubblico sotto il profilo della funzionalità gestionale e ambientale, possono costituire coattivamente il consorzio, sostituendosi a tutti gli effetti ai proprietari dissenzienti; qualora venga meno la superficie minima dei tre quarti i Comuni possono sostituirsi a tutti gli effetti ai proprietari dissenzienti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span> I Comuni, anche attraverso forme aggregative, possono svolgere funzioni di coordinamento dei consorzi agro-silvo-pastorali, anche tramite la costituzione di organismi consortili o associativi sovraordinati.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span> La Regione e gli enti locali possono avvalersi dei consorzi o di altri organismi associativi per l'esecuzione degli interventi di propria competenza attraverso apposite convenzioni, anche pluriennali.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 104, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 5 da art. 104, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 29</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Finanziamenti)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'Amministrazione regionale eroga contributi ai consorzi di cui all'articolo 27 e di altri organismi associativi, anche di secondo grado, ovvero agli enti che svolgono in forma associata funzioni connesse alla gestione forestale, con priorità per i consorzi forestali certificati ai sensi dell'articolo 19.<p><span style="">(1)</span><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>Con apposito regolamento, da approvarsi entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge regionale 11 agosto 2011, n. 11 (Assestamento del bilancio 2011), sono individuati i criteri di ripartizione e le modalità di concessione, rendicontazione ed erogazione dei contributi di cui al comma 1.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> I consorzi e gli altri organismi associativi di cui al comma 1 beneficiano delle provvidenze di cui all'articolo 3 della legge regionale 7 febbraio 1992, n. 8 (Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura montana), e successive modifiche, e all'articolo 21 della legge regionale 13 luglio 1998, n. 12 (Nuove norme in materia di incentivi e interventi economici in agricoltura nonché norme di riprogrammazione del DOCUP obiettivo 5 b) e procedure di attuazione delle iniziative comunitarie Interreg II), e successive modifiche, ivi comprese quelle finalizzate alla realizzazione dei piani di ricomposizione particellare.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> I contributi di cui al comma 1 sono concessi anche alle associazioni d'imprese forestali inserite nell'elenco di cui all'articolo 25, purché costituite da almeno dieci soci.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 bis. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span><span style="">(6)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 3, comma 4, lettera a), L. R. 11/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 2, comma 60, lettera b), L. R. 18/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 3, comma 4, lettera b), L. R. 11/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 2, comma 60, lettera a), L. R. 18/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 2, comma 60, lettera a), L. R. 18/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 3 bis abrogato da art. 47, comma 1, L. R. 28/2017</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Sezione IV</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Vivaistica forestale e materiale di propagazione</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 30</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Principi per la tutela del patrimonio genetico forestale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Ai fini della conservazione della biodiversità, la Regione promuove la conservazione e la tutela del patrimonio genetico forestale autoctono e sostiene l'utilizzo, la moltiplicazione e la diffusione delle specie forestali arboree e arbustive di provenienza certificata.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> La Regione provvede all'individuazione di popolamenti vegetali e di singole piante in grado di fornire materiale di riproduzione idoneo alla coltivazione vivaistica, attraverso la stipula di apposite convenzioni con i rispettivi proprietari, nonché all'acquisizione di aree boscate e di piante singole o gruppi di piante di particolare importanza. I popolamenti vegetali e le singole piante sono iscritti a cura della Direzione centrale nel registro regionale dei materiali di base di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 10 novembre 2003, n. 386 (Attuazione della direttiva 1999/105/CE relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione).<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> La Direzione centrale è autorizzata a sostenere le spese di gestione e manutenzione delle superfici forestali e delle piante iscritte nei registri regionali dei materiali di base, allo scopo di assicurare le migliori condizioni per la conservazione del patrimonio genetico.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 105, comma 1, L. R. 11/2014</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 31</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Produzione di piante forestali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La Direzione centrale provvede alla produzione di piante forestali certificate ai sensi della direttiva 1999/105/CE del Consiglio, del 22 dicembre 1999, relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione, come recepita dalla legge 180/2002, e dal decreto legislativo 386/2003, e successive modifiche, nonché di piante arbustive ed erbacee.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> La produzione di cui al comma 1 è finalizzata a:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>realizzare impianti d'arboricoltura da legno;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>migliorare la composizione e la struttura dei popolamenti forestali pubblici e privati;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>realizzare opere di sistemazione idraulico-forestale ed effettuare interventi di didattica ed educazione ambientale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>eseguire lavori relativi alla rinaturalizzazione delle aree interessate dalle grandi opere, alla ricostituzione delle aree percorse dal fuoco o devastate da calamità naturali rispettivamente delimitate o riconosciute dall’autorità competente, agli interventi d'ingegneria naturalistica e di riqualificazione ambientale e paesaggistica dello spazio rurale e di miglioramento delle aree adibite a verde;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>applicare le disposizioni della legge 29 gennaio 1992, n. 113 (Obbligo per il Comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica), e successive modifiche.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2 bis. </span>La produzione di cui al comma 1 può altresì essere finalizzata, previa informativa alla Giunta regionale, alla realizzazione di singoli interventi di manutenzione e riqualificazione del verde ornamentale di monumenti nazionali, sacrari militari e altri beni di comprovato interesse storico-culturale.<p><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> La Direzione centrale provvede altresì alla manutenzione e alla coltura dei vivai, nonché all'approvvigionamento di semi e piantine; tra le spese relative sono comprese quelle per l'acquisto, l'affitto e la concessione dei terreni adibiti a vivaio forestale.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Le attività di cui ai commi 1 e 3 possono essere eseguite dalla Direzione centrale in amministrazione diretta.<p><span style="">(4)</span><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4 bis. </span>La Direzione centrale è autorizzata a consentire all'ERSA l'utilizzo dei vivai, mediante l'impiego del personale di cui all'articolo 87, comma 1 quater, per la produzione di piante e materiali di propagazione gamica e vegetativa di specie di interesse agrario, al fine della conservazione e rigenerazione delle risorse fitogenetiche autoctone nel rispetto dei regimi di certificazione fitosanitaria e di commercializzazione ove applicabili.<p><span style="">(5)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Lettera d) del comma 2 sostituita da art. 4, comma 1, lettera a), L. R. 17/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Lettera d) del comma 2 sostituita da art. 3, comma 3, L. R. 14/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 119, comma 1, L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 4 sostituito da art. 106, comma 1, L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 4 bis aggiunto da art. 13, comma 1, L. R. 19/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Parole sostituite alla lettera d) del comma 2 da art. 3, comma 1, lettera c), L. R. 14/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 2 bis aggiunto da art. 3, comma 7, lettera c), L. R. 24/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 3, comma 3, lettera b), L. R. 44/2017</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 32 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Cessione di materiale vivaistico) <p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il materiale vivaistico prodotto ai sensi dell'articolo 31 può essere ceduto a titolo oneroso, a fronte di un versamento minimo di 50 euro, IVA esclusa, sulla base di un prezziario e di criteri adottati con deliberazione della Giunta regionale.<p><span style="">(3)</span><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il compenso non è dovuto per il materiale forestale, da porre a dimora sul territorio regionale, concesso:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>a soggetti pubblici che si impegnano all'utilizzazione del materiale medesimo per i fini di cui all'articolo 31, comma 2, lettere c), d) ed e) e comma 2 bis;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>a proprietari forestali privati per gli interventi di ricostituzione delle proprie aree percorse dal fuoco o devastate da calamità naturali di cui all'articolo 31, comma 2, lettera d);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>a enti di diritto privato che non svolgono attività d'impresa e che si impegnano all'utilizzazione del materiale medesimo per i fini di cui all'articolo 31, comma 2, lettere c) e d) e comma 2 bis.</p><p><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span><span style="">(6)</span><span style="">(7)</span><span style="">(9)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 4, comma 1, lettera b), L. R. 17/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo sostituito da art. 64, comma 18, L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 107, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 107, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 3, comma 1, lettera d), L. R. 14/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera a) del comma 2 da art. 3, comma 7, lettera d), L. R. 24/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera c) del comma 2 da art. 3, comma 7, lettera d), L. R. 24/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 3, comma 3, lettera c), L. R. 44/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole aggiunte al comma 2 da art. 3, comma 3, lettera d), L. R. 44/2017</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 33</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme di attuazione della direttiva 1999/105/CE)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 2 aprile 2004, n. 10 (Disposizioni sulla partecipazione della Regione Friuli Venezia Giulia ai processi normativi dell'Unione europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari), e successive modifiche, nel rispetto del decreto legislativo 386/2003, e successive modifiche, è data attuazione alla direttiva 1999/105/CE e sono disciplinati criteri e modalità per la raccolta e certificazione della provenienza e della qualità del materiale forestale di base e di moltiplicazione.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>La raccolta di materiale forestale di moltiplicazione è effettuata solamente da ditte registrate quali fornitori ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 386/2003 ed è consentita solamente nei popolamenti vegetali e dalle singole piante di cui all'articolo 30, comma 2.<p><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 108, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 108, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Funzione produttiva</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 34</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Produzione legnosa)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La Regione, anche in ottemperanza ai protocolli internazionali per la difesa dell'ambiente, promuove la produzione di legno quale materia prima rinnovabile per gli impieghi nel campo industriale, energetico e artigianale anche allo scopo di ridurre il tasso di carbonio nell'atmosfera.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 35</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Viabilità forestale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione individua nella realizzazione e manutenzione della viabilità forestale lo strumento per conseguire una piena valorizzazione della risorsa forestale e una razionale gestione del territorio di valenza silvo-pastorale.<p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La viabilità forestale, i cui parametri dimensionali sono definiti con il regolamento forestale, è classificata in: <p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>strade forestali, caratterizzata da opere permanenti a fondo stabilizzato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>piste forestali e varchi, caratterizzati da opere a fondo naturale non aventi il carattere di opere permanenti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>infrastrutture di accesso al bosco tramite sentieri comunque preclusi al transito motorizzato.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera c) del comma 2 da art. 27, comma 1, L. R. 16/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 109, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 109, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 3, comma 3, lettera e), L. R. 44/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 3, comma 40, lettera a), L. R. 13/2023</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 35 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Concessioni sui beni del demanio regionale rientranti nella viabilità forestale)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Le Comunità di montagna provvedono, nell'ambito territoriale di competenza, al rilascio delle concessioni relative a istanze presentate da soggetti privati per la realizzazione o il mantenimento di impianti, condutture e reti tecnologiche sui beni del demanio regionale rientranti nella viabilità forestale di cui all'articolo 35.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Le concessioni di cui al comma 1 sono rilasciate previo parere favorevole della Direzione centrale competente in materia di risorse forestali e in conformità alle prescrizioni in esso contenute.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Il canone delle concessioni di cui al comma 1 è determinato in base al regolamento adottato ai sensi dell'articolo 14 della legge regionale 15 ottobre 2009, n. 17 (Disciplina delle concessioni e conferimento di funzioni in materia di demanio idrico regionale).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Non sono soggette al pagamento del canone di cui al comma 3 le concessioni per la realizzazione, il mantenimento e l'utilizzo di reti o per l'esercizio dei servizi di comunicazione elettronica, ai sensi dell'articolo 54 del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259 (Codice delle comunicazioni elettroniche).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Qualora il canone annuo di concessione sia superiore a 2.500 euro il richiedente deve costituire a favore della Comunità di montagna competente al rilascio della concessione una cauzione di importo non inferiore ad una annualità di canone mediante versamento sul conto di tesoreria oppure polizza fideiussoria.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>La cessazione della concessione, per scadenza del termine o per decadenza a causa dell'inadempimento degli obblighi indicati nell'atto di concessione o a causa del mancato pagamento di due annualità di canone, comporta l'obbligo per il concessionario della rimozione delle opere realizzate e del ripristino dello stato dei luoghi; è fatta salva la possibilità da parte della Regione di acquisire a titolo gratuito tali opere al demanio regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>La riscossione e l'introito dei canoni relativi alle concessioni di cui al comma 1 spetta alle Comunità di montagna.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 3, comma 15, lettera a), L. R. 7/2024</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 36</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Vie aeree d'esbosco)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> I procedimenti relativi all'installazione e all'esercizio degli impianti temporanei di gru a cavo sono disciplinati con il regolamento forestale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Sono comunque fatti salvi gli obblighi di legge per le fattispecie che costituiscono motivo di pericolo per il volo aereo.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 37</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Meccanizzazione forestale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La Regione promuove l'ammodernamento delle dotazioni, degli impianti, delle strutture e infrastrutture, dei dispositivi per la sicurezza individuale degli operatori delle imprese d'utilizzazione boschiva, quale contributo allo sviluppo della filiera foresta-legno-energia e all'applicazione di corrette metodologie di lavoro in foresta.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(4)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>2 bis. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(5)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>2 ter. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span><span style="">(6)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>2 quater. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(7)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 bis aggiunto da art. 64, comma 20, L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 ter aggiunto da art. 64, comma 20, L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 2 quater aggiunto da art. 64, comma 20, L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 110, comma 1, L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 2 bis abrogato da art. 110, comma 1, L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 2 ter abrogato da art. 110, comma 1, L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 2 quater abrogato da art. 110, comma 1, L. R. 11/2014</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 38</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Valorizzazione delle imprese di prima trasformazione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La Regione, anche ai fini del miglioramento della sicurezza sul luogo di lavoro, promuove l'ammodernamento delle dotazioni, degli impianti, delle strutture e infrastrutture delle imprese di prima trasformazione del legno, quale contributo alla valorizzazione economica del patrimonio forestale e a completamento della filiera foresta-legno-energia.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 111, comma 1, L. R. 11/2014</p></p><a name="art39"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 39</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 112, comma 1, L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo abrogato da art. 3, comma 40, lettera b), L. R. 13/2023</p><a name="art40"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 40</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(4)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 bis aggiunto da art. 3, comma 5, L. R. 14/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 ter aggiunto da art. 3, comma 5, L. R. 14/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 2 quater aggiunto da art. 3, comma 5, L. R. 14/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Articolo abrogato da art. 113, comma 1, L. R. 11/2014</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 41</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Arboricoltura da legno)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Ai fini della presente legge si intende per:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>&lt;&lt;arboricoltura&gt;&gt;: la coltivazione di alberi, reversibile al termine del ciclo colturale, in terreni non boscati, finalizzata prevalentemente alla produzione di legno e biomassa;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>&lt;&lt;specie forestali a rapido accrescimento&gt;&gt;: le specie coltivate con turni inferiori o uguali a dieci anni.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> La Regione promuove la produzione legnosa fuori foresta.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Gli impianti di arboricoltura da legno realizzati con finanziamenti pubblici devono essere gestiti secondo un piano di coltura e conservazione.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> Nel regolamento forestale sono disciplinati i criteri per la redazione del piano, le relative modalità di approvazione, gli obblighi che ne derivano e le fattispecie esenti.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole soppresse al comma 2 da art. 114, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole soppresse al comma 3 da art. 114, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 5 abrogato da art. 114, comma 1, lettera c), L. R. 11/2014</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 41 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Reti d'impresa della filiera foresta-legno-energia)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione, nell'ambito delle finalità di cui alla legge regionale 4 aprile 2013 n. 4 (Incentivi per il rafforzamento e il rilancio della competitività delle microimprese e delle piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia e modifiche alle leggi regionali 12/2002 e 7/2011 in materia di artigianato e alla legge regionale 2/2002 in materia di turismo), promuove e sostiene, riconoscendo criteri di premialità ai fini della concessione degli incentivi previsti dalla presente legge, le diverse forme di aggregazione di imprese come individuate dalla normativa vigente fra cui, in particolare, le reti di impresa di cui all'articolo 3, comma 4 ter, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5 (Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi, nonché disposizioni in materia di produzione lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario), convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 115, comma 1, L. R. 11/2014</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 41 ter</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Incentivi a sostegno della multifunzionalità delle foreste)<p><span style="">(1)</span><span style="">(18)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Ai proprietari pubblici o privati di boschi situati in regione, fatta eccezione per lo Stato e la Regione, gestiti in forza di uno degli strumenti di pianificazione di cui all'articolo 11, comma 2, è riconosciuto un premio annuale in base allo stanziamento di bilancio. Con regolamento regionale, sulla base delle utilizzazioni boschive effettuate nell'anno precedente rispetto alle previsioni pianificate e dell'assoggettamento alla certificazione della gestione forestale sostenibile, sono stabiliti le modalità e i criteri per l'assegnazione dei premi, ivi compreso l'importo minimo al di sotto del quale il premio non è concedibile, nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.<p><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Allo scopo di consolidare e diffondere la pianificazione di proprietà forestali di cui all'articolo 11, la Regione eroga contributi ai proprietari di boschi pubblici e privati o ai loro delegati per la redazione e revisione dei PGF e delle SF.<p><span style="">(19)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Al fine di favorire la costituzione di forme associative stabili tra proprietari privati o aventi titolo alla conduzione dei boschi, la Regione può finanziare il PGF per superfici, a prevalente finalità produttiva, superiori a 200 ettari anche non accorpati.<p><span style="">(20)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Allo scopo di promuovere le attività di gestione forestale di cui all'articolo 14, la Regione eroga contributi per i seguenti interventi:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>conversione di cedui ad alto fusto;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>sfolli, diradamenti, cure colturali, recupero degli scarti delle utilizzazioni boschive, interventi di difesa fitosanitaria, prevenzione, ripristino e ricostituzione dei boschi a seguito di incendi, dissesti idrogeologici e altre calamità;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>utilizzazioni boschive su superfici forestali con condizioni stazionali che aggravano i costi delle attività di gestione forestale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c bis) </span>redazione di PRFA di cui all'articolo 12 e direzione dei lavori di esecuzione degli interventi contenuti nei PRFA;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché realizzazione della viabilità forestale di cui all'articolo 35;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>realizzazione di percorsi pedonali o con veicoli senza motore, anche interni al bosco, da utilizzare per finalità turistiche, ricreative o sportive;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>miglioramenti ambientali dei boschi, destinati prioritariamente alle specie di cui all'allegato I della direttiva 79/409/CEE del 2 aprile 1979 (Concernente la conservazione degli uccelli selvatici), o all'allegato IV della direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992 (Relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>rimboschimenti e imboschimenti realizzati nelle aree di pianura sulla base di un progetto che preveda un piano di coltura e conservazione per la loro gestione.</p><p><span style="">(23)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>I beneficiari dei contributi di cui al comma 4 sono:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>i proprietari forestali privati e pubblici o loro delegati, fatta eccezione per lo Stato e la Regione, di boschi situati nel territorio regionale gestiti in forza di uno degli strumenti di pianificazione di cui all'articolo 11 per gli interventi di cui al comma 4, lettere a), b), c), d), e) e f);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a bis) </span>proprietari forestali pubblici e privati o loro delegati per gli interventi di cui al comma 4, lettera c bis);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>i proprietari di terreni privati e pubblici o loro delegati, fatta eccezione per lo Stato e la Regione, per gli interventi di cui al comma 4, lettera g);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>soggetti cui è affidata la realizzazione di lavori, opere e servizi in ambito forestale, ivi compresi gli interventi di utilizzazione forestale e i servizi di commercializzazione del legname su proprietà pubbliche ai sensi dell'articolo 21, comma 3, lettera c), limitatamente agli interventi di cui al comma 4, lettere a), b), c), e) e f);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>soggetti iscritti nell'elenco di cui all'articolo 25, che hanno in gestione aree silvo-pastorali con le modalità di cui all'articolo 21, comma 3 bis;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d bis) </span>le autorità esproprianti che realizzano gli interventi di cui al comma 4, lettera d) anche su boschi situati nel territorio regionale non gestiti in forza di uno degli strumenti di pianificazione di cui all’articolo 11.</p><p><span style="">(9)</span><span style="">(10)</span><span style="">(12)</span><span style="">(15)</span><span style="">(24)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5 bis. </span>Per le finalità di cui all'articolo 86 bis la Regione è autorizzata a erogare alle associazioni fondiarie contributi fino al 100 per cento delle spese per la costituzione e gestione dell'associazione, nonché per la realizzazione delle relative attività, potendo prevedere requisiti differenziati a seconda della tipologia del contributo.<p><span style="">(2)</span><span style="">(21)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Ai fini di cui all'articolo 34 e per rilanciare il mercato del legno, la Regione eroga contributi per le seguenti finalità:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>gestione della borsa del legno regionale finalizzata all'intermediazione commerciale del legname tondo, al coordinamento e alla divulgazione dei flussi informativi relativi alla domanda e offerta di legname e dei relativi prodotti trasformati;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>promozione del legname regionale e dei relativi prodotti trasformati anche attraverso la valorizzazione dei marchi di provenienza e di qualità di cui all'articolo 19;</p><p style="text-align: justify;"><strong>b bis) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>gestione dei sistemi di certificazione forestale e delle relative catene di custodia per i prodotti forestali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>vendita del legname all'imposto in allestimento tondo.</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>I beneficiari dei contributi di cui al comma 6 sono:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>società o associazioni che forniscono servizi nel settore della gestione forestale o della certificazione per gli interventi di cui al comma 6, lettere a), b) e c);</p><p style="text-align: justify;"><strong>a bis) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>i proprietari forestali privati e pubblici o loro delegati, fatta eccezione per lo Stato e la Regione, di boschi situati nel territorio regionale gestiti in forza di uno degli strumenti di pianificazione di cui all'articolo 11 per gli interventi di cui al comma 6, lettera d);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>soggetti cui è affidata la realizzazione di lavori, opere e servizi in ambito forestale, ivi compresi gli interventi di utilizzazione forestale e i servizi di commercializzazione del legname su proprietà pubbliche ai sensi dell'articolo 21, comma 3, lettera c), limitatamente agli interventi di cui al comma 4, lettere a), b), c), e) e f);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>soggetti iscritti nell'elenco di cui all'articolo 25, che hanno in gestione aree silvo-pastorali con le modalità di cui all'articolo 21, comma 3 bis.</p><p><span style="">(4)</span><span style="">(7)</span><span style="">(11)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7 bis. </span>I beneficiari di cui al comma 7, tenuti al rispetto del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici), si avvalgono anche delle procedure di affidamento diretto, di cui all'articolo 36, comma 2, lettera a), del decreto legislativo medesimo.<p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Ai fini di cui all'articolo 37, comma 1, la Regione eroga contributi alle imprese iscritte nell'elenco di cui all'articolo 25.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span>Ai fini di cui all'articolo 38 comma 1, la Regione eroga contributi alle imprese di prima trasformazione del legno iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, con priorità per quelle che aderiscono a reti di impresa di cui all'articolo 41 bis.</p><p style="text-align: justify;"><strong>10. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(16)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">11. </span>Per imprese di prima trasformazione del legno di cui ai commi 9 e 10 devono intendersi quelle che trasformano il legname tondo in prodotti segati con possibili successive lavorazioni.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">12. </span>Ai fini di cui all'articolo 41, comma 2, la Regione eroga contributi a enti e aziende singole o associate, nonché ai proprietari dei fondi o soggetti da essi delegati per la realizzazione di impianti di arboricoltura da legno.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">13. </span>Ai fini di favorire il recupero e l'immissione sul mercato del legname presente in boschi danneggiati da eventi naturali eccezionali, la Regione eroga incentivi con il Fondo di cui all'articolo 1 della legge regionale 13 agosto 2002, n. 22 (Istituzione del Fondo regionale per la gestione delle emergenze in agricoltura).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">14. </span>Con appositi regolamenti o bandi approvati dalla Giunta regionale sono definiti le procedure, le modalità, nonché eventuali criteri, requisiti differenziati e priorità per l'assegnazione degli incentivi di cui al presente articolo, anche in via anticipata e sulla base della progressione della spesa, nel rispetto di quanto previsto negli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.<p><span style="">(13)</span><span style="">(17)</span><span style="">(22)</span><span style="">(25)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">14 bis. </span>Ai contributi previsti dal presente articolo non si applica la legge regionale 31 maggio 2002, n. 14 (Disciplina organica dei lavori pubblici).<p><span style="">(14)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">14 ter. </span>Ai contributi previsti dal presente articolo non si applica l'articolo 31 della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7 (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e diritto di accesso), ferma restando la valutazione della congruità della spesa.<p><span style="">(26)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 115, comma 1, L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 5 bis aggiunto da art. 48, comma 1, L. R. 28/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Lettera b bis) del comma 6 aggiunta da art. 3, comma 30, lettera a), L. R. 29/2018 , con effetto dall'1/1/2019.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Lettera a bis) del comma 7 aggiunta da art. 3, comma 30, lettera b), L. R. 29/2018 , con effetto dall'1/1/2019.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 7 bis aggiunto da art. 3, comma 30, lettera c), L. R. 29/2018 , con effetto dall'1/1/2019.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Lettera b bis) del comma 6 abrogata da art. 3, comma 95, lettera a), L. R. 24/2019 , con effetto dall'1/1/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Lettera a bis) del comma 7 abrogata da art. 3, comma 95, lettera a), L. R. 24/2019 , con effetto dall'1/1/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 3, comma 53, lettera b), L. R. 24/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole sostituite alla lettera a) del comma 5 da art. 3, comma 53, lettera b), L. R. 24/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Parole sostituite alla lettera b) del comma 5 da art. 3, comma 53, lettera b), L. R. 24/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Parole sostituite alla lettera b) del comma 7 da art. 3, comma 53, lettera b), L. R. 24/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Lettera d bis) del comma 5 aggiunta da art. 28, comma 1, lettera a), L. R. 10/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Parole aggiunte al comma 14 da art. 28, comma 1, lettera b), L. R. 10/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>14 
    </strong> Comma 14 bis aggiunto da art. 28, comma 1, lettera c), L. R. 10/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>15 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera d bis) del comma 5 da art. 3, comma 40, lettera c), L. R. 13/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>16 
    </strong> Comma 10 abrogato da art. 3, comma 40, lettera d), L. R. 13/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>17 
    </strong> Parole aggiunte al comma 14 da art. 3, comma 40, lettera e), L. R. 13/2023</p><p style="text-align: justify;"><strong>18 
    </strong> Rubrica dell'articolo modificata da art. 3, comma 15, lettera b), L. R. 7/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>19 
    </strong> Parole aggiunte al comma 2 da art. 3, comma 15, lettera c), L. R. 7/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>20 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 3, comma 15, lettera d), L. R. 7/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>21 
    </strong> Comma 5 bis sostituito da art. 3, comma 15, lettera e), L. R. 7/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>22 
    </strong> Parole sostituite al comma 14 da art. 3, comma 15, lettera f), L. R. 7/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>23 
    </strong> Lettera c bis) del comma 4 aggiunta da art. 3, comma 28, lettera a), L. R. 19/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p><p style="text-align: justify;"><strong>24 
    </strong> Lettera a bis) del comma 5 aggiunta da art. 3, comma 28, lettera b), L. R. 19/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p><p style="text-align: justify;"><strong>25 
    </strong> Parole sostituite al comma 14 da art. 3, comma 28, lettera c), L. R. 19/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p><p style="text-align: justify;"><strong>26 
    </strong> Comma 14 ter aggiunto da art. 3, comma 28, lettera d), L. R. 19/2025 , con effetto dall'1/1/2026.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Funzione protettiva e di difesa idrogeologica</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Sezione I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Tutela dei boschi</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 42</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Trasformazione del bosco)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Costituisce trasformazione del bosco ogni intervento che comporta l'eliminazione della vegetazione esistente finalizzata a un'utilizzazione del terreno diversa da quella forestale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> La trasformazione del bosco può essere autorizzata dalla Direzione centrale compatibilmente con la conservazione della biodiversità, con la stabilità dei terreni, con il regime delle acque, con la peculiarità della tipologia forestale, con la difesa dalla caduta dei massi, con la tutela del paesaggio, con l'azione frangivento e d'igiene ambientale locale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Nei boschi che ricadono in aree soggette al vincolo idrogeologico di cui al regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267 (Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani), e successive modifiche, l'autorizzazione di cui al comma 2 tiene luogo dell'autorizzazione prevista dall'articolo 47.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> L'autorizzazione non è necessaria per:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>le trasformazioni del bosco ubicato sulle sponde e nelle golene dei corsi d'acqua, qualora siano comprese in interventi di regimazione idraulica e di manutenzione ordinaria o straordinaria, approvati dalle competenti autorità;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a bis) </span>le trasformazioni del bosco ubicato nelle aree di cui all'articolo 6, comma 1, lettera a), della legge regionale 16 giugno 2010, n. 10 (Interventi di promozione per la cura e conservazione finalizzata al risanamento e al recupero dei terreni incolti e/o abbandonati nei territori montani);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a ter) </span>le trasformazioni del bosco in terreno agricolo di particelle catastali con pendenza media pari o inferiore al 30 per cento ricadenti nelle zone omogenee E3, E4, E5 ed E6;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>l'esecuzione dei lavori di somma urgenza, di cui all'articolo 92 del regolamento di attuazione della legge regionale 14/2002 in materia di lavori pubblici, emanato con decreto del Presidente della Regione 5 giugno 2003, n. 0165/Pres., e successive modifiche.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4 bis. </span>La trasformazione in coltura agraria o in altra destinazione d'uso dei terreni rimboschiti per effetto del regio decreto 3267/1923 è autorizzata nelle forme di cui al comma 2, fatte salve le fattispecie di cui al comma 4. <p><span style="">(3)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Lettera a bis) del comma 4 aggiunta da art. 64, comma 22, L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Lettera a ter) del comma 4 aggiunta da art. 120, comma 1, L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 4 bis aggiunto da art. 2, comma 7, L. R. 12/2018</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 43</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Rimboschimento compensativo)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La trasformazione del bosco è compensata dalla realizzazione, a cura e spese del destinatario dell'autorizzazione, di un rimboschimento di superficie equivalente a quella ridotta; l'impianto è effettuato su terreni non boscati, sui quali non insistano habitat di interesse comunitario come individuati dall'allegato I della direttiva 92/43/CEE o prati stabili come definiti dall'articolo 2, comma 1, della legge regionale 29 aprile 2005, n. 9 (Norme regionali per la tutela dei prati stabili naturali), e successive modifiche, utilizzando specie autoctone, preferibilmente di provenienza locale.<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> In via compensativa il destinatario dell'autorizzazione può altresì provvedere, sulla base di uno specifico progetto, al ripristino, anche su proprietà pubbliche, di ambienti prioritari di cui all'allegato I della direttiva 92/43/CEE per un'estensione eguale a quella interessata dalla trasformazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> In luogo del rimboschimento di cui al comma 1, il soggetto richiedente la trasformazione del bosco può effettuare un versamento di importo corrispondente al costo dell'intervento compensativo. Tale somma è destinata alla realizzazione d'interventi di riequilibrio idrogeologico di competenza della Regione.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(4)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4 bis. </span>L'autorizzazione per la trasformazione del bosco indica anche i modi e i tempi per la compensazione.<p><span style="">(3)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 64, comma 23, lettera a), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 64, comma 23, lettera a), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 4 bis aggiunto da art. 64, comma 23, lettera b), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 4 abrogato da art. 13, comma 38, lettera a), L. R. 11/2011</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 44</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Garanzie)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Il rilascio dell'autorizzazione per la trasformazione del bosco può essere subordinato al versamento di un deposito cauzionale o alla stipula di una fideiussione bancaria o assicurativa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Per la determinazione dell'ammontare del deposito cauzionale si tiene conto del costo per l'eventuale esecuzione d'ufficio delle opere prescritte o di ripristino.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> In caso di esecuzione d'ufficio, qualora il deposito cauzionale risulti insufficiente al recupero del costo delle opere eseguite, si provvede ai sensi della vigente normativa statale in materia di riscossione delle imposte dirette.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 45</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Deroghe)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Si prescinde dall'intervento compensativo e dalle garanzie di cui all'articolo 44 qualora l'autorizzazione per la trasformazione del bosco sia rilasciata nei seguenti casi:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>realizzazione di opere o interventi che riguardino superfici inferiori a 20.000 metri quadrati nel territorio montano;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>ripristino, nel territorio montano, dei terreni agricoli abbandonati imboschiti da più di venti anni, di qualunque superficie, per scopi agricoli o naturalistici.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c bis) </span>ripristino di habitat di interesse comunitario come individuati dall'allegato I della direttiva 92/43/CEE.</p><p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Lettera c bis) del comma 1 aggiunta da art. 121, comma 1, L. R. 26/2012</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 46</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Divieti e sanzioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> È fatto divieto di trasformazione del bosco esistente su tutto il territorio della regione, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 42, commi 2 e 4.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> La violazione del divieto di cui al comma 1 comporta il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro a 1.000 euro per ogni 100 metri quadrati o frazione inferiore, ferma restando l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 92; la sanzione è raddoppiata qualora la violazione avvenga all'interno dei perimetri delle aree individuate ai sensi delle direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 13, comma 38, lettera a), L. R. 11/2011</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Sezione II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Vincolo idrogeologico e per altri scopi</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 47</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Autorizzazione in aree soggette a vincolo idrogeologico)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Il vincolo idrogeologico ha per finalità la tutela dell'ambiente fisico; nei terreni soggetti al vincolo idrogeologico di cui al regio decreto 3267/1923, ogni attività comportante trasformazione dei terreni in altra destinazione d'uso è autorizzata dalla Direzione centrale, fatto salvo quanto previsto dagli articoli 48 e 51 della presente legge.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Ai fini di cui al comma 1, costituisce trasformazione del terreno ogni intervento avente rilevanza urbanistica, urbanistico-ambientale o edilizia che comporti una modifica permanente delle modalità di utilizzo e di occupazione o che possa compromettere la stabilità dello stesso, innescare fenomeni erosivi e turbare il regime delle acque.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 48</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Casi di esonero dall'autorizzazione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Non è subordinata all'autorizzazione in deroga al vincolo idrogeologico l'esecuzione dei lavori di pronto intervento dichiarati urgenti o di somma urgenza ai sensi dell'articolo 92 del decreto del Presidente della Regione 0165/Pres. del 2003.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Altre fattispecie d'intervento, di modesta rilevanza urbanistica, urbanistico-ambientale o edilizia e geologica, esenti da ogni altra formalità o per le quali sono previste procedure semplificate di dichiarazione sono disciplinate dal regolamento forestale.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 49</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Garanzie)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Il rilascio dell'autorizzazione in deroga al vincolo idrogeologico può essere subordinato al versamento di un deposito cauzionale o alla stipula di una fideiussione bancaria o assicurativa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Per la determinazione dell'ammontare del deposito cauzionale e per i casi di esecuzione d'ufficio, trovano applicazione, rispettivamente, le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 44.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 50 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Casi particolari di progettazione) <p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Fatto salvo quanto disposto dall'articolo 42, comma 4, e dall'articolo 48, l'approvazione dei progetti di competenza dalla Direzione centrale, comportanti trasformazione del bosco ai sensi dell'articolo 42, comma 1, o comportanti trasformazione del terreno ai sensi dell'articolo 47, comma 2, e finalizzati agli interventi di sistemazione idraulico-forestale e di manutenzione delle opere di sistemazione idraulicoforestale, ai lavori di pronto intervento, alle opere destinate alla prevenzione e allo spegnimento degli incendi boschivi, nonché alle opere pubbliche di viabilità forestale, tiene luogo rispettivamente dell'autorizzazione di cui all'articolo 42, comma 2, e dell'autorizzazione in deroga al vincolo idrogeologico.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 64, comma 24, L. R. 17/2010</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 51</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Zone esenti dal vincolo idrogeologico)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Fino all'entrata in vigore del PTR, le zone omogenee A, B, C, D1, D2, D3, H, I, L, M, N, O, P e per servizi e attrezzature collettive, così come individuate dal Piano urbanistico regionale e recepite dagli strumenti urbanistici locali, non sono soggette al vincolo idrogeologico di cui all'articolo 47. Non sono, altresì, soggette al vincolo idrogeologico le particelle catastali con pendenza media pari o inferiore al 30 per cento ricadenti nelle zone omogenee E3, E4, E5 ed E6.<p><span style="">(1)</span><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Le varianti al piano regolatore generale comunale che trasformino le zone D4, E, F e G, sottoposte a vincolo idrogeologico, nelle zone di cui al primo periodo del comma 1 sono soggette al preventivo parere vincolante della Direzione centrale. La mancanza del preventivo parere vincolante non consente alla variante di esentare dal vincolo idrogeologico di cui all'articolo 47 le zone trasformate.<p><span style="">(2)</span><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Nelle zone omogenee di cui al comma 1, rimane facoltà dell'Amministrazione comunale richiedere una relazione geologica che attesti che l'intervento previsto avviene nella completa sicurezza per quanto riguarda la stabilità dei luoghi, il regolare deflusso delle acque superficiali e il rispetto delle forme e dei fenomeni carsici.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> Dopo l'entrata in vigore del PTR, con deliberazione della Giunta regionale sono ridefinite le zone omogenee ai fini dell'applicazione del disposto di cui ai commi 1 e 2.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 64, comma 25, lettera a), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole aggiunte al comma 2 da art. 64, comma 25, lettera b), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 123, comma 1, lettera a), L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 123, comma 1, lettera b), L. R. 26/2012</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 52</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifica del vincolo idrogeologico)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La proposta di modifica dei perimetri delle aree soggette a vincolo idrogeologico è presentata da chiunque vi abbia interesse alla Direzione centrale, corredata di una perizia tecnica predisposta da tecnici abilitati con specifica competenza in materia di tutela del suolo come previsto dai rispettivi ordinamenti professionali, è pubblicata nella forma dell'avviso nel Bollettino Ufficiale della Regione.<p><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> La proposta di cui al comma 1, subito dopo la pubblicazione dell'avviso nel Bollettino Ufficiale della Regione, è depositata presso la segreteria comunale per la durata di trenta giorni effettivi. Del deposito è data notizia con apposito avviso pubblicato nell'albo comunale e mediante inserzione su almeno un quotidiano locale. Nei Comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti tale forma di pubblicità può essere sostituita dall'affissione di manifesti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Entro il periodo di deposito, chiunque può presentare al Comune osservazioni e opposizioni, cui segue il provvedimento di modifica del vincolo idrogeologico.<p><span style="">(4)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Rubrica dell'articolo sostituita da art. 124, comma 1, lettera a), L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 124, comma 1, lettera b), L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 124, comma 1, lettera b), L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 124, comma 1, lettera c), L. R. 26/2012</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 52 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modifica del vincolo per altri scopi)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Per la modifica dei perimetri delle aree soggette al vincolo per altri scopi di cui all'articolo 17 del regio decreto 3267/1923, trova applicazione l'articolo 52.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 125, comma 1, L. R. 26/2012</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 53</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sanzioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Nei terreni sottoposti a vincolo idrogeologico, coloro che trasformano i terreni in altra destinazione d'uso del suolo senza l'autorizzazione di cui all'articolo 47 sono soggetti al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 250 euro per ogni 100 metri quadrati o frazione inferiore, ferma restando l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 92.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 13, comma 38, lettera a), L. R. 11/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 126, comma 1, L. R. 26/2012</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Sezione III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Sistemazioni idraulico-forestali</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 54</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Definizione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Riconosciuta la funzione protettiva dell'ecosistema forestale e l'importanza della corretta gestione selvicolturale dei boschi quale efficace strumento di prevenzione e contrasto del dissesto idrogeologico, si definiscono sistemazioni idraulico-forestali gli interventi e le opere che si attuano nel territorio montano finalizzati alla conservazione e alla difesa dei terreni soggetti a processi erosivi, mediante il consolidamento dei versanti instabili, l'esecuzione di opere paravalanghe e paramassi, il ripristino e la regolazione delle normali sezioni di deflusso, nonché la riqualificazione ambientale, mediante opere e manufatti, anche idraulici, compresa la viabilità di servizio, con il più ampio ricorso alle tecniche costruttive dell'ingegneria naturalistica.<p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 117, comma 1, L. R. 11/2014</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 55</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Programmazione delle opere di sistemazione idraulico-forestale)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Ai fini dell'esecuzione e della manutenzione delle opere di sistemazione idraulico-forestale, la Direzione centrale individua interventi relativi al programma triennale dei lavori pubblici di cui all'articolo 50 della legge regionale 31 maggio 2002, n. 14 (Disciplina organica dei lavori pubblici), e successive modifiche, nel rispetto dei piani di bacino di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183 (Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo), e alla legge regionale 3 luglio 2002, n. 16 (Disposizioni relative al riassetto organizzativo e funzionale in materia di difesa del suolo e di demanio idrico), e successive modifiche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Gli interventi di cui al comma 1 in territorio montano sono programmati sentite le Comunità di montagna.<p><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Vedi anche quanto disposto dall'art. 11, comma 9, L. R. 11/2015 , con riferimento all'art. 32 della medesima L.R. 11/2015.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 3, comma 3, L. R. 15/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 56</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Esecuzione delle opere di sistemazione idraulico-forestale)<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La Direzione centrale esegue gli interventi applicando la legge regionale 14/2002, e successive modifiche, e, nel caso di utilizzo dell'istituto della delegazione amministrativa intersoggettiva, si avvale degli enti locali di cui all'articolo 55 della presente legge, se disponibili, ovvero dei Comuni competenti per territorio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La manutenzione delle opere di sistemazione idraulico-forestale è realizzata dalla Direzione centrale in amministrazione diretta o mediante affidamento a terzi.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2 bis. </span>In caso di realizzazione dei lavori di cui al comma 2 in amministrazione diretta è previsto un incentivo per il personale tecnico amministrativo dipendente della Regione che svolge le attività indicate nel regolamento attuativo di cui all'articolo 23, comma 5, della legge regionale 31 maggio 2002, n. 14 (Disciplina organica dei lavori pubblici). Con regolamento, previa deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di foreste, sono disciplinate le relative modalità di attuazione.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(5)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 5, comma 100, L. R. 30/2007</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 2, comma 8, L. R. 11/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 3, comma 3, lettera f), L. R. 44/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 2 bis aggiunto da art. 3, comma 43, lettera a), L. R. 12/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 3, comma 43, lettera b), L. R. 12/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 57</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Lavori di pronto intervento)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Si definiscono di pronto intervento i lavori di carattere straordinario, urgente e indifferibile diretti a:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>prevenire e fronteggiare situazioni di dissesto a evoluzione rapida e pericolosa per l'equilibrio idrogeologico del territorio montano;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>ripristinare la piena funzionalità della viabilità forestale e delle opere di sistemazione idraulico-forestale danneggiate o distrutte, nonché il regolare deflusso dei corsi d'acqua montani alterati da eventi calamitosi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>ripristinare la funzione di protezione idrogeologica del bosco mediante il rinsaldamento delle pendici e la ricostituzione dei popolamenti forestali gravemente danneggiati da avversità atmosferiche, incendi e attacchi parassitari.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Sono altresì di pronto intervento, di competenza della Direzione centrale, i lavori volti a coadiuvare la Protezione civile regionale e i Comuni interessati per fronteggiare situazioni di emergenza in caso di calamità naturale.<p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole soppresse al comma 2 da art. 3, comma 3, lettera a), L. R. 22/2020</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 58</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modalità di esecuzione dei lavori di pronto intervento)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Gli interventi di cui all'articolo 57, comma 1, sono realizzati dalla Direzione centrale sulla base di un processo verbale d'urgenza redatto dal direttore del servizio competente in materia di sistemazioni idraulico forestali, da sottoporre ad approvazione del Direttore centrale, e di una conseguente perizia sommaria delle spese da sostenere.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>Gli interventi di cui all'articolo 57, comma 2, sono realizzati in amministrazione diretta con l'utilizzo delle maestranze dipendenti oppure attraverso affidamento a terzi, con ricorso alle procedure di cui all'articolo 163 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici).<p><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 3, comma 3, lettera b), L. R. 22/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 3, comma 3, lettera c), L. R. 22/2020</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo IV</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Funzione ambientale e naturalistica</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Sezione I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Tutela della flora e della fauna di importanza comunitaria e di interesse regionale</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 59</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Divieti)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Per le specie vegetali di cui all'allegato IV della direttiva 92/43/CEE (Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche), emanato con decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e successive modifiche, nonché di quelle di interesse regionale elencate nel regolamento di cui all'articolo 96, di seguito denominato regolamento sulla flora e fauna, è fatto divieto di:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>raccogliere, collezionare, tagliare, estirpare o distruggere intenzionalmente esemplari delle suddette specie;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>possedere, trasportare, scambiare o commercializzare esemplari delle suddette specie raccolti nell'ambiente naturale.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> I divieti di cui al comma 1 si riferiscono a tutte le fasi del ciclo biologico delle specie vegetali di cui al comma medesimo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Fermo restando quanto previsto dalle norme sulla tutela della fauna selvatica omeoterma e fatti salvi i casi di prelievo legittimamente autorizzati, per le specie animali di cui all'allegato IV della direttiva 92/43/CEE, nonché di quelle di interesse regionale elencate nel regolamento sulla flora e fauna è fatto divieto di:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>catturare o uccidere intenzionalmente esemplari di tali specie nell'ambiente naturale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>perturbare deliberatamente tali specie, in particolare durante tutte le fasi del ciclo riproduttivo o durante l'ibernazione, lo svernamento e la migrazione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>distruggere intenzionalmente o raccogliere le uova e i nidi nell'ambiente naturale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>danneggiare intenzionalmente o distruggere i siti di riproduzione o le aree di sosta;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>detenere, scambiare, trasportare e commerciare esemplari o parti di essi, in qualsiasi stadio di sviluppo.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> I divieti di cui al comma 3 si riferiscono a tutte le fasi del ciclo biologico delle specie animali di cui al comma medesimo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span> È vietato introdurre nell'ambiente naturale specie animali o vegetali non appartenenti alla flora o alla fauna regionali, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 12 del regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 357/1997, e successive modifiche.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 bis. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 5 bis aggiunto da art. 118, comma 1, L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 5 bis abrogato da art. 2, comma 113, L. R. 27/2014</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 60</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Raccolta di specie non elencate nel regolamento)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Per le specie della flora diverse da quelle tutelate ai sensi dell'articolo 59, comma 1, è consentita la raccolta secondo i quantitativi e le modalità stabiliti dal regolamento sulla flora e fauna.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Articolo 60 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme per la raccolta delle chiocciole)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La cattura di esemplari delle specie di chiocciola del genere Helix è consentita per scopi didattici, scientifici e commestibili dall'1 luglio al 31 marzo di ogni anno per una quantità non superiore a due chilogrammi per persona al giorno.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> All'attività di cui al comma 1 non si applicano le procedure per le autorizzazioni di cui all'articolo 61, commi 2 e 3.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 27, comma 2, L. R. 16/2008</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 61</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Deroghe)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>In deroga all'articolo 59, può essere consentita la raccolta di specie di flora di interesse regionale per scopi commestibili, scientifici, didattici, officinali e commerciali, nonché la cattura di specie di fauna di interesse regionale per scopi scientifici e didattici.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Nel regolamento sulla flora e fauna sono stabiliti le specie per le quali è consentita la deroga di cui al comma 1, le modalità di raccolta o cattura, le procedure per le autorizzazioni e i quantitativi ammessi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La Regione autorizza le deroghe di cui ai commi 1 e 2.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> In relazione all'insorgere di condizioni ecologiche incompatibili con uno stato di conservazione soddisfacente delle specie di cui al comma 1, il Direttore centrale può adottare adeguati provvedimenti di limitazione o sospensione della raccolta o cattura.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span> Restano salve le disposizioni di cui alla legge 6 gennaio 1931, n. 99 (Disciplina della coltivazione, raccolta e commercio delle piante officinali), e successive modifiche, per quanto concerne in particolare l'elenco delle piante dichiarate officinali ai sensi del regio decreto 26 maggio 1932, n. 772 (Elenco delle piante dichiarate officinali), e successive modifiche, nonché la disciplina e il commercio delle stesse.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 26, comma 1, lettera b), L. R. 3/2016 , a decorrere dall'1/6/2016, come previsto all'art. 45, c. 2, L.R. 3/2016.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 25, comma 1, L. R. 6/2021</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 62</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Esclusioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Sono escluse dai divieti e dalle limitazioni di cui agli articoli 59, comma 1, e 60 le specie vegetali che provengono da colture effettuate in giardino o in aziende agricole e che siano corredate di un documento attestante la provenienza.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Nessuna limitazione è posta alla raccolta delle specie erbacee e arbustive, coltivate o spontanee, nei confronti di chi, coltivando a titolo legittimo il fondo, eserciti pratiche agro-pastorali.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> I divieti di cui all'articolo 59, comma 3, relativamente alle specie di interesse regionale non si applicano agli animali allevati in appositi impianti e dei quali sia documentata la provenienza.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 47, comma 1, L. R. 13/2009</p></p><a name="art63"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 63</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 119, comma 1, L. R. 11/2014</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 64</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Diritti del proprietario del fondo)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La raccolta di ogni specie di flora spontanea di interesse regionale può essere vietata dal proprietario del fondo o da chi ne ha titolo legittimo mediante l'apposizione di idonee tabelle, nei modi e nelle forme previsti dal regolamento sulla flora e fauna.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Nel medesimo regolamento sono disciplinati le modalità e i termini di gestione, raccolta e vendita delle specie di flora di interesse regionale da parte del proprietario del fondo e delle persone dallo stesso autorizzate.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> La vendita di cui al comma 2 è riservata ai soggetti iscritti nella sezione speciale del registro delle imprese di cui all'articolo 2188 del codice civile.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 65</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sanzioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Salvo che il fatto non costituisca reato, chiunque violi le disposizioni di cui all'articolo 59, commi 1 e 3, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 500 euro per ogni esemplare o parte di esemplare oggetto della violazione. I minimi e i massimi edittali sono raddoppiati qualora si tratti di specie contemplate nell'allegato IV della direttiva 92/43/CEE. La sanzione è triplicata nel minimo e nel massimo edittale qualora oggetto o danno conseguente alla violazione siano specie definite prioritarie dalla direttiva 92/43/CEE.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Per la specie della flora di cui all'articolo 60 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 15 euro a 150 euro per ogni chilo, o frazione, raccolto o detenuto in più rispetto al limite ponderale consentito dal regolamento sulla flora e sulla fauna di cui all'articolo 96. Qualora il medesimo regolamento stabilisca un limite numerico alla raccolta di esemplari di flora, la medesima sanzione si applica per ogni decina, o frazione, raccolta o detenuta in più rispetto a quanto consentito.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2 bis. </span> Chiunque violi la disposizione di cui all'articolo 60 bis è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 10 euro a 50 euro per ogni chilogrammo o frazione di chilogrammo di chiocciole del genere Helix prelevato in più rispetto a quanto consentito. La sanzione è raddoppiata nel minimo e nel massimo edittale qualora la cattura sia effettuata nel periodo non consentito.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Salvo che il fatto non costituisca reato, la raccolta della flora e della fauna di importanza comunitaria e di interesse regionale in violazione alle disposizioni della presente sezione e del relativo regolamento comporta altresì il sequestro amministrativo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> Gli esemplari di fauna vivi oggetto di sequestro amministrativo sono tempestivamente rilasciati in località idonee, qualora questo sia compatibile con le loro esigenze ecologiche e il loro stato di salute.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span> Chiunque violi le disposizioni di cui all'articolo 59, comma 5, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 500 euro per ogni esemplare di specie alloctona immesso nell'ambiente naturale. La sanzione è triplicata nel minimo e nel massimo edittale qualora l'introduzione avvenga all'interno di un sito designato ai sensi delle direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>6. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(5)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 22, comma 1, L. R. 7/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 5 da art. 22, comma 2, L. R. 7/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 2 bis aggiunto da art. 27, comma 3, L. R. 16/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 5, comma 1, L. R. 17/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 6 abrogato da art. 13, comma 38, lettera a), L. R. 11/2011</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 66</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Vigilanza)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 3 della legge regionale 17 gennaio 1984, n. 1 (Norme per l'applicazione delle sanzioni amministrative regionali), e successive modifiche, all'accertamento e alla contestazione delle violazioni delle disposizioni della presente sezione e del relativo regolamento provvedono altresì le guardie giurate volontarie di cui all'articolo 27, comma 1, lettera b), della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), e successive modifiche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Ai fini dell'espletamento dei compiti di cui al comma 1, le guardie giurate volontarie devono essere munite di documento che ne attesti la legittimazione all'esercizio della funzione.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Sezione II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Tutela degli ecosistemi forestali</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 67</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Riserve forestali)<p><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La Regione individua, attraverso il PFR, un adeguato numero di aree forestali di elevato valore biologico e naturalistico, denominate riserve forestali, di sua proprietà o, previo accordo, di altri proprietari, da destinare alla libera evoluzione per approfondire la conoscenza e divulgazione scientifica delle dinamiche naturali, nonché per elaborare specifici sistemi di gestione.<p><span style="">(1)</span><span style="">(3)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 127, comma 1, L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Rubrica dell'articolo sostituita da art. 120, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 120, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 68</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Finalità e criteri per l'individuazione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> L'individuazione delle aree di cui all'articolo 67 è finalizzata a consentire lo studio delle dinamiche delle foreste attraverso l'effettuazione di ricerche di lungo periodo dei processi naturali ed ecologici, il monitoraggio di lungo termine, la realizzazione di inventari ecologici, la misurazione e conservazione della biodiversità con riferimento anche alle risorse genetiche e l'analisi della risposta della dinamica forestale ai cambiamenti ambientali.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 69</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Divieti)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> L'ente pubblico proprietario o gestore, per esigenze di tutela ambientale e naturalistica, può vietare o disciplinare l'accesso alla proprietà e altre attività incompatibili con la sua conservazione.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 70</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sanzioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La violazione delle prescrizioni e dei divieti previsti dall'articolo 69 comporta il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 300 euro.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> La rimozione, il danneggiamento e la distruzione della segnaletica, fatta salva l'applicazione delle sanzioni penali, comportano il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro a 500 euro, oltre all'obbligo del rimborso del costo sostenuto per il ripristino dalla competente amministrazione.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 13, comma 38, lettera a), L. R. 11/2011</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Sezione III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Disciplina del transito con mezzi a motore</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 71</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Divieti di circolazione e sosta)<p><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 73, nei territori soggetti a vincolo idrogeologico e nelle aree protette di cui alla legge regionale 30 settembre 1996, n. 42 (Norme in materia di parchi e riserve naturali regionali), sono vietate la circolazione e la sosta dei veicoli a motore sui percorsi fuoristrada.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Ai fini della presente legge sono considerati percorsi fuoristrada anche la viabilità forestale di cui all'articolo 35, le strade aventi finalità in prevalenza agro-silvo-pastorale o di servizio rispetto ad ambiti di interesse naturalistico in quanto individuate dai Comuni, ai sensi dell'articolo 73, comma 2, a scopo di tutela del territorio.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 22, comma 3, L. R. 7/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo sostituito da art. 27, comma 4, L. R. 16/2008</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 72 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Deroga ai divieti) <p><span style="">(4)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>In deroga a quanto previsto dall'articolo 71, è autorizzato il transito su beni del demanio idrico regionale per lo svolgimento di manifestazioni motoristiche, ciclistiche e motonautiche in conformità a quanto previsto dall'articolo 12, comma 1, della legge regionale 15 ottobre 2009, n. 17.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 4, comma 76, L. R. 22/2007</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 4, comma 77, L. R. 22/2007</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 27, comma 5, L. R. 16/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Articolo sostituito da art. 25, comma 1, L. R. 17/2009</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 73</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disciplina del transito)<p><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> In deroga al divieto di cui all'articolo 71 la circolazione e la sosta sono consentite per:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>le esigenze di pubblica utilità e pubblico servizio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la conduzione del fondo e l'accesso ai beni immobili in proprietà o in possesso;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>l'accesso ad agriturismi in esercizio e a malghe monticate e organizzate per la commercializzazione dei prodotti ottenuti dall'attività malghiva, la ristorazione e il soggiorno;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>il transito di mezzi muniti di apposito contrassegno riferito a persone con disabilità.</p><p><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> I Comuni provvedono:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>a individuare le strade interdette al transito motorizzato ai sensi dell'articolo 71, comma 2, e a formare, in coerenza, il relativo elenco delle strade interdette al transito motorizzato, inviandolo per l'approvazione alla Regione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>ad apporre la necessaria segnaletica;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>al rilascio delle autorizzazioni in deroga ai mezzi dei residenti nel comune interessato, per l'esecuzione di attività agro-silvo-pastorali, economico-produttive e altre attività socialmente utili, nonché ai mezzi strettamente necessari all'esercizio dell'attività faunistica e venatoria;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>al rilascio di autorizzazione in deroga per specifici, urgenti e motivati casi non contemplati dal regolamento;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>a chiedere, ai fini dell'applicazione della lettera a), il parere vincolante della Regione per le proprietà regionali e per le zone individuate ai sensi delle direttive 79/409/CEE e 92/93/CEE.</p><p><span style="">(7)</span><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La Regione provvede:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>a promuovere un accordo tra i Comuni relativamente alle strade che interessano più territori comunali, affinché sia coerente la loro scelta conclusiva in merito alla percorribilità;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>ad approvare gli elenchi di cui al comma 2, lettera a), delle strade interdette al transito motorizzato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>al rilascio delle autorizzazioni in deroga di cui al comma 4, lettera c), per tutti i casi disciplinati dal regolamento di cui al medesimo comma 4;</p><p style="text-align: justify;"><strong>d) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p><span style="">(4)</span><span style="">(9)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>La Regione, sentiti i Comuni, adotta apposito regolamento per disciplinare il transito, individuando in particolare:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>i casi consentiti di circolazione e sosta diversi da quelli di cui al comma 1;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>i casi autorizzabili, ivi compreso l'esercizio delle attività faunistica e venatoria;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>i casi di interesse sovracomunale per i quali le autorizzazioni vengono rilasciate dalla Regione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>i criteri per l'individuazione di percorsi da utilizzare per scopi diportistici, previa autorizzazione o pagamento di un pedaggio, nonché le modalità per l'eventuale applicazione.</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(5)</span><span style="">(10)</span><span style="">(11)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span> Gli introiti derivanti dalla riscossione dei pedaggi di cui al comma 4 sono utilizzati ai fini della manutenzione della viabilità di cui all'articolo 71.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole soppresse alla lettera b) del comma 2 da art. 22, comma 4, L. R. 7/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo sostituito da art. 27, comma 6, L. R. 16/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 14, comma 1, L. R. 21/2013</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Lettera d) del comma 3 abrogata da art. 121, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 121, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Parole sostituite alla lettera d) del comma 1 da art. 26, comma 1, lettera c), numero 1), L. R. 3/2016 , a decorrere dall'1/6/2016, come previsto all'art. 45, c. 2, L.R. 3/2016.</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole sostituite alla lettera a) del comma 2 da art. 26, comma 1, lettera c), numero 2), L. R. 3/2016 , a decorrere dall'1/6/2016, come previsto all'art. 45, c. 2, L.R. 3/2016.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole sostituite alla lettera c) del comma 2 da art. 26, comma 1, lettera c), numero 3), L. R. 3/2016 , a decorrere dall'1/6/2016, come previsto all'art. 45, c. 2, L.R. 3/2016.</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 26, comma 1, lettera c), numero 4), L. R. 3/2016 , a decorrere dall'1/6/2016, come previsto all'art. 45, c. 2, L.R. 3/2016.</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Parole soppresse al comma 4 da art. 26, comma 1, lettera c), numero 5), L. R. 3/2016 , a decorrere dall'1/6/2016, come previsto all'art. 45, c. 2, L.R. 3/2016.</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Parole sostituite alla lettera c) del comma 4 da art. 26, comma 1, lettera c), numero 6), L. R. 3/2016 , a decorrere dall'1/6/2016, come previsto all'art. 45, c. 2, L.R. 3/2016.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 74</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sanzioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La violazione del divieto di circolazione e sosta stabilito dall'articolo 71, comma 1, comporta il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 40 euro a 250 euro. La medesima sanzione si applica per la violazione del divieto di cui all'articolo 35, comma 2, lettera c).<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> La rimozione, il danneggiamento e la distruzione della segnaletica o delle sbarre, fatta salva l'applicazione delle sanzioni penali, comportano il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro a 500 euro, oltre all'obbligo del rimborso del costo sostenuto per il ripristino dall'amministrazione competente di cui all'articolo 73, comma 2.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 27, comma 7, L. R. 16/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 13, comma 38, lettera a), L. R. 11/2011</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Sezione IV</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Difesa fitopatologica dei boschi</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 75</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Misure contro le infestazioni d'insetti, gli attacchi epidemici di organismi patogeni e i danni da cause abiotiche)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> L'Agenzia regionale per lo sviluppo rurale (ERSA) promuove il monitoraggio, il controllo e l'inventario dello stato fitosanitario dei boschi, divulga le conoscenze utili per la prevenzione e coordina le azioni di lotta più opportune contro le infestazioni d'insetti, gli attacchi epidemici di organismi patogeni e i danni da cause abiotiche, mediante il ricorso preferenziale a metodi di lotta biologica e integrata.<p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 64, comma 26, L. R. 17/2010</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 76</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Interventi urgenti per il controllo della diffusione delle fitopatie)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Nei boschi interessati da infestazioni d'insetti, da infezioni fungine o da altre circostanze avverse di natura biotica, l'ERSA, previo accertamento delle cause, dell'entità e della gravità del fenomeno, nonché valutazione della funzione prevalente del bosco, può disporre con carattere d'urgenza gli interventi ritenuti necessari per il controllo della diffusione delle fitopatie.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 77</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modalità di esecuzione dei lavori)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Direzione centrale provvede a effettuare in amministrazione diretta o mediante affidamento a terzi gli interventi per la difesa fitopatologica dei boschi.<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> I lavori di cui al comma 1 possono essere affidati direttamente secondo le procedure previste dall'articolo 5 della legge regionale 13/2001, e successive modifiche, e dall'articolo 7 del decreto legislativo 227/2001, e successive modifiche.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 64, comma 27, L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 3, comma 3, lettera g), L. R. 44/2017</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 78</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Convenzioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> L'ERSA è autorizzata ad assumere a totale carico il costo per la stipula di convenzioni per la gestione dell'inventario fitopatologico e il monitoraggio degli agenti patogeni e dello stato di salute del bosco.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Sezione IV bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Lotta alle specie vegetali infestanti dannose per la salute umana e per l'ambiente</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 78 bis </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Specie vegetali infestanti dannose per la salute umana e per l'ambiente) <p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Ai fini della presente legge sono considerate specie vegetali infestanti dannose per la salute umana e per l'ambiente le specie riportate nell'allegato A. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, l'allegato A può essere integrato con nuove specie vegetali infestanti dannose per la salute umana e per l'ambiente. </p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 64, comma 29, L. R. 17/2010</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 78 ter </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Modalità di esecuzione dei lavori) <p><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione è autorizzata a effettuare la lotta alle specie infestanti, avvalendosi della Direzione centrale, della collaborazione di associazioni ambientaliste, di volontariato e agricole di categoria, dei Comitati per l'amministrazione separata degli usi civici e dei Consorzi di comunioni familiari delle terre collettive, nonché dei proprietari dei terreni infestati.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Ai fini di cui al comma 1 la Direzione competente può compiere opera di censimento delle specie vegetali infestanti e, per fare conoscere i danni ambientali procurati da tali specie e le forme di lotta possibili, attività divulgativa. </p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 122, comma 1, L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 64, comma 29, L. R. 17/2010</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 78 quater </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Estirpazione, taglio e diserbo) <p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'estirpazione, il taglio e il diserbo delle specie infestanti non sono soggetti ad autorizzazioni o divieti.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 64, comma 29, L. R. 17/2010</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo V</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Funzione paesaggistica, turistica e culturale</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Sezione I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Tutela dei monumenti naturali</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 79</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Funzioni della Regione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Allo scopo di tutelare e valorizzare il patrimonio arboreo, paesaggistico e ambientale del Friuli Venezia Giulia, la Regione promuove l'individuazione, la manutenzione e la conservazione degli alberi e dei boschi di particolare pregio naturalistico, storico, paesaggistico, culturale e spirituale.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 80</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Alberi monumentali)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Ai sensi dell'articolo 7 della legge 14 gennaio 2013, n. 10 (Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani), per albero monumentale si intende:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>l'albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate ovvero l'albero secolare tipico, che possono essere considerati come rari esempi di maestosità e longevità, per età o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarità botanica e peculiarità della specie, ovvero che recano un preciso riferimento a eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali, ad esempio, ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.</p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 5, comma 14, lettera a), L. R. 24/2016</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 81</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Elenco degli alberi monumentali)<p><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>È istituito l'elenco regionale degli alberi monumentali presso la Direzione centrale infrastrutture e territorio, di seguito Direzione centrale competente, che ne cura la redazione, in conformità ai criteri e principi direttivi per il censimento degli alberi monumentali previsti dal decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali di cui all' articolo 7, comma 2, della legge 10/2013, e la tenuta.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">  2. </span>L'elenco regionale degli alberi monumentali è redatto e aggiornato annualmente sulla base dei dati risultanti dal loro censimento coordinato dalla Direzione centrale competente ed effettuato dai Comuni i quali redigono propri elenchi comunali. In caso di inadempienza dei Comuni provvede la Direzione centrale competente.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Le modalità per la realizzazione dell'elenco regionale degli alberi monumentali di cui al comma 1 e degli elenchi comunali di cui al comma 2 sono definite con deliberazione della Giunta regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>L'elenco di cui al comma 1 e i relativi aggiornamenti sono approvati con decreto del Presidente della Regione, pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione e sul sito istituzionale della Regione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>L'elenco di cui al comma 1 costituisce elemento del sistema conoscitivo e informativo regionale. I suoi dati sono inseriti nei quadri conoscitivi degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>In sede di prima applicazione si assume come elenco regionale degli alberi monumentali quello approvato con decreto del Presidente della Giunta regionale 20 settembre 1995, n. 0313 ( Legge regionale 35/1993, inventario regionale dei monumenti naturali. Approvazione).</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte al comma 2 da art. 14, comma 1, L. R. 19/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo sostituito da art. 5, comma 14, lettera b), L. R. 24/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 2, comma 18, lettera a), L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 2, comma 18, lettera b), L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;"> Art. 82 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disposizioni per la tutela, la gestione il controllo e la vigilanza degli alberi monumentali) <p><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione coordina le attività inerenti la tutela, la gestione, il controllo e la vigilanza degli alberi monumentali inclusi nell'elenco di cui all'articolo 81. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Gli interventi per le modifiche della chioma e dell'apparato radicale degli alberi monumentali, nonché per il loro eventuale abbattimento per casi motivati e improcrastinabili, sono autorizzati dalla Direzione centrale competente che può avvalersi della consulenza della struttura regionale competente in materia fitosanitaria. Sono comunicati alla Direzione centrale competente gli interventi di massima urgenza e, almeno dieci giorni prima dell'inizio dei lavori, gli interventi di lieve modifica degli apparati degli alberi monumentali. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Con deliberazione della Giunta regionale sono approvate linee guida per definire le metodologie degli interventi di cura e salvaguardia degli alberi monumentali e per individuare gli interventi soggetti a comunicazione ai sensi del comma 2 in conformità ai principi della disciplina statale in materia di tutela e gestione degli alberi monumentali.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 26, comma 1, lettera d), L. R. 3/2016 , a decorrere dall'1/6/2016, come previsto all'art. 45, c. 2, L.R. 3/2016.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo sostituito da art. 5, comma 14, lettera c), L. R. 24/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 5, comma 27, L. R. 25/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Articolo sostituito da art. 2, comma 18, lettera c), L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 83</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sanzioni)<p><span style="">(3)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Fatto salvo quanto previsto all'articolo 82, comma 2, per l'abbattimento o il danneggiamento di alberi monumentali si applica la sanzione amministrativa di cui all'articolo 7, comma 4, della legge 10/2013 da 5.000 euro a 100.000 euro.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 13, comma 38, lettera a), L. R. 11/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 15, comma 1, L. R. 19/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Articolo sostituito da art. 5, comma 14, lettera d), L. R. 24/2016</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Sezione II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Valorizzazione della funzione paesaggistica, turistica e culturale</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 84</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Promozione turistica delle aree boscate)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Allo scopo di favorire la conoscenza e la corretta fruizione delle aree boscate, la Regione promuove gli interventi finalizzati alla valorizzazione turistica delle aree boscate vocate e le attività connesse alla didattica forestale e ambientale, nonché al turismo scientifico o sportivo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Ai proprietari di terreni o soggetti delegati la Regione concede contributi per i seguenti interventi:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>realizzazione e manutenzione ordinaria e straordinaria della sentieristica per l'utilizzo pedonale o con veicoli senza motore;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>realizzazione e manutenzione ordinaria e straordinaria di piccole strutture rivolte alla fruizione delle aree boscate;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>manutenzione ordinaria e straordinaria di opere e manufatti di valenza storica, sportiva, culturale e spirituale.</p><p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Nella concessione dei contributi di cui al comma 2 è attribuita priorità agli interventi da realizzare in aree boscate certificate ai sensi dell'articolo 19 e in aree boscate gestite in forma associata.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> Gli interventi di cui al comma 2, lettera a), che riguardano la sentieristica classificata dal Club Alpino Italiano (CAI), sono realizzati sentito il CAI del Friuli Venezia Giulia, in conformità alle previsioni della legge regionale 19 novembre 1992, n. 34 (Interventi regionali di promozione dell'attività del Club Alpino italiano (CAI) nel Friuli-Venezia Giulia), e successive modifiche.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Vedi anche quanto disposto dall'art. 10, comma 3, L. R. 22/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 123, comma 1, L. R. 11/2014</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 85</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Tutela dell'ambiente rurale, dei prati e dei pascoli)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La Regione, attraverso il PFR, detta gli indirizzi e le direttive necessari per conservare e migliorare l'ambiente rurale, i prati e i pascoli, contenendo l'espansione del bosco nel territorio montano e assicurando l'assetto equilibrato dell'ecosistema e del paesaggio, anche in conformità alle prescrizioni della legge regionale 10 agosto 2006, n. 16 (Norme in materia di razionalizzazione fondiaria e di promozione dell' attività agricola in aree montane), e successive modifiche.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 86</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Utilizzazione dei terreni abbandonati o incolti)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Ai fini di cui all'articolo 85 e per favorire il recupero delle aree abbandonate, contenere il degrado ambientale, salvaguardare il suolo e gli equilibri idrogeologici, limitare gli incendi boschivi, favorire un nuovo assetto del territorio attraverso la valorizzazione delle attività agro-forestali, la Regione, anche attraverso gli strumenti di cui alla legge regionale 16 giugno 2010, n. 10 (Interventi di promozione per la cura e conservazione finalizzata al risanamento e al recupero dei terreni incolti e/o abbandonati nei territori montani), promuove iniziative volte alla valorizzazione delle terre agricole e forestali incolte, coerentemente con la tutela degli interessi sociali, economici e ambientali della minoranza linguistica slovena di cui alla legge 23 febbraio 2001, n. 38 (Norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli - Venezia Giulia), e successive modifiche.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>Per le finalità previste al comma 1, la Regione è autorizzata ad assegnare ai Comuni, singoli o associati, risorse per il mantenimento dei terreni oggetto di intervento, ai sensi della legge regionale 10/2010. L'utilizzo delle risorse assegnate è vincolato agli adempimenti di cui all'articolo 10 della medesima legge regionale.<p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. ter. </span>Le procedure di assegnazione di cui al comma 1 bis, finalizzate alla copertura delle spese per l'intero periodo di impegno previsto dall'articolo 10, comma 1, della legge regionale 10/2010, sono attuate secondo le modalità, i criteri e i controlli da individuarsi con regolamento.<p><span style="">(6)</span><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Si considerano abbandonati o incolti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>i terreni agricoli che non siano stati destinati a uso produttivo da almeno tre anni;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>i terreni boscati catastalmente individuati come pascoli, prati o seminativi, vigneti, frutteti o orti che non siano stati oggetto di attività selvicolturali di cui all'articolo 14, comma 1, lettera a), da almeno venti anni;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>i terreni montani rimboschiti artificialmente sui quali non siano stati attuati interventi colturali di sfollo o di diradamento da almeno venti anni.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>4. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(4)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite alla lettera a) del comma 3 da art. 12, comma 4, L. R. 10/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 129, comma 1, lettera a), L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 129, comma 1, lettera b), L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 4 abrogato da art. 129, comma 1, lettera b), L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 3, comma 65, L. R. 45/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 1 ter aggiunto da art. 3, comma 65, L. R. 45/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 ter da art. 2, comma 8, L. R. 12/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera b) del comma 3 da art. 36, comma 1, L. R. 6/2019</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 86 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Associazioni fondiarie)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione promuove le associazioni fondiarie quale strumento per il miglioramento dei fondi e per la ricostituzione di unità di coltivazione produttive ed economicamente sostenibili in grado di favorire l'occupazione, la costituzione e il consolidamento di nuove imprese agricole e forestali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Ai fini di cui al comma 1, la Regione favorisce la gestione associata di piccole proprietà terriere al fine di:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>consentire la valorizzazione del patrimonio dei rispettivi proprietari;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>concorrere all'applicazione delle misure di lotta obbligatoria degli organismi nocivi ai vegetali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>prevenire i rischi idrogeologici e di incendio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>favorire il ripristino dei terreni incolti e abbandonati di cui all'articolo 86.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La valorizzazione funzionale del territorio agro-silvo-pastorale, ai fini del presente articolo, comprende tutti i terreni di qualsiasi natura, con qualunque tipo di copertura vegetale presente, erbacea, arbustiva, arborea o mista, e riguarda gli appezzamenti di cui è noto il proprietario o di cui non è noto, fatti salvi i diritti di terzi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Le associazioni fondiarie sono costituite tra i proprietari dei terreni pubblici o privati o i titolari di altro diritto reale o personale di godimento, al fine di raggruppare terreni agricoli e boschi, in attualità di gestione, incolti o abbandonati, o per consentirne un uso economicamente sostenibile e produttivo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>L'ordinamento delle associazioni fondiarie è disciplinato dai relativi statuti nel rispetto delle norme previste dal codice civile e dalle disposizioni speciali vigenti in materia.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>La Regione riconosce alle associazioni fondiarie la qualità di soggetto operatore ai fini di cui alla legge regionale 10/2010.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 49, comma 1, L. R. 28/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 6 abrogato da art. 3, comma 15, lettera g), L. R. 7/2024</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo VI</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Gestione del personale operaio della Regione</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 87</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Operai dipendenti)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Regione, per l'effettuazione dei lavori in amministrazione diretta di competenza dei servizi della Direzione centrale, autorizza il Direttore competente in materia di sistemazioni idraulico forestali ad assumere con contratto di diritto privato, a tempo determinato o indeterminato, il personale operaio necessario, nei limiti e con le modalità fissate dagli strumenti della programmazione regionale.<p><span style="">(1)</span><span style="">(9)</span><span style="">(10)</span><span style="">(11)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>Il personale operaio può essere, altresì, utilizzato per l'esecuzione dei seguenti lavori in amministrazione diretta:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>interventi da realizzare, previa informativa alla Giunta regionale, su beni di proprietà pubblica o di fondazioni con finalità pubbliche, dichiarati di rilevante interesse storico o rilevanti dal punto di vista naturalistico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>interventi di manutenzione delle opere e delle sezioni di deflusso su corsi d'acqua del demanio idrico regionale anche all'esterno di aree montane;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>interventi di cui all'articolo 4 della legge regionale 42/1996 e lavori di manutenzione e recupero della rete Natura 2000, limitatamente ai terreni di proprietà regionale o attribuiti alla gestione dell'Amministrazione regionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>interventi di manutenzione del verde interno e delle aree verdi esterne delle sedi della Regione.</p><p><span style="">(2)</span><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>1 ter. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(7)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 quater. </span>Nell'ottica di una riorganizzazione dell'attività vivaistica, forestale e agricola, nonché per la conservazione e valorizzazione dei parchi e giardini storici svolta dall'Amministrazione regionale il personale operaio può essere utilizzato anche per le attività di competenza dell'Agenzia regionale per lo sviluppo rurale (ERSA) e dell’Ente regionale per il patrimonio culturale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (ERPAC).<p><span style="">(4)</span><span style="">(13)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il personale operaio utilizzato per gli interventi e le attività di cui al presente articolo rimane alle dipendenze giuridiche della Regione nei confronti della quale gravano i relativi costi. Il personale viene assegnato dal Direttore competente in materia di sistemazioni idraulico forestali alle dipendenze degli altri Servizi dell'Amministrazione regionale, dell’ERSA o dell’ERPAC, che ne assumono la responsabilità organizzativa, per la realizzazione degli interventi e delle attività di rispettiva competenza.<p><span style="">(5)</span><span style="">(8)</span><span style="">(12)</span><span style="">(14)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 2, comma 60, lettera c), L. R. 18/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 124, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 1 ter aggiunto da art. 124, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 1 quater aggiunto da art. 124, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 124, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 1 bis sostituito da art. 3, comma 1, lettera a), L. R. 20/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 1 ter abrogato da art. 3, comma 1, lettera b), L. R. 20/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 3, comma 1, lettera c), L. R. 20/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 3, comma 7, lettera e), L. R. 24/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 7, comma 2, lettera a), L. R. 9/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 7, comma 2, lettera a), L. R. 9/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 7, comma 2, lettera b), L. R. 9/2019</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 quater da art. 3, comma 76, lettera a), L. R. 13/2021</p><p style="text-align: justify;"><strong>14 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 3, comma 76, lettera b), L. R. 13/2021</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 88</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Contratto)<p><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Fermi restando i principi che disciplinano l'assunzione del personale presso le pubbliche amministrazioni e nel rispetto dei relativi limiti assunzionali stabiliti dalla normativa nazionale e regionale, con riferimento all'articolo 87, comma 1, al personale operaio dipendente si applica, a seconda della tipologia prevalente dei lavori per la quale è destinato a essere impiegato, il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) per il settore edile e affini o del settore agricolo.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Rientrano o sono assimilabili a operazioni proprie dell'attività edile la manutenzione e il ripristino degli immobili di proprietà regionale, delle opere connesse alle attività di prevenzione e spegnimento degli incendi boschivi, nonché delle opere di riqualificazione ambientale e di ingegneria naturalistica previste quali opere accessorie nell'ambito dei lavori principali di tipo edile.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Sono propriamente attività agricolo-forestali quelle selvicolturali, vivaistiche e floro vivaistiche, di sperimentazione in agricoltura, di miglioramento delle aree verdi e forestali, di tagli colturali e sanitari, di utilizzazioni forestali, d'imboschimento e di rimboschimento, di miglioramento dei boschi e attività connesse, i lavori di esclusiva riqualificazione ambientale e paesaggistica, di difesa del suolo, di manutenzione della viabilità forestale e di servizio, i lavori di sistemazione e manutenzione idraulico-forestale e idraulico-agraria.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Al personale operaio dipendente possono essere applicati, ad integrazione del contratto di cui al comma 1, compatibilmente con la normativa statale e regionale in materia di spesa pubblica:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la contrattazione di secondo livello prevista dal CCNL preso a riferimento;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>in via alternativa o complementare rispetto a quanto previsto dalla lettera a), accordi, sottoscritti con i soggetti aventi rappresentatività sindacale, per l'erogazione di remunerazioni strettamente collegate ai risultati conseguiti nella realizzazione dei programmi e aventi come obiettivo incrementi di produttività e qualità.</p><p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4 bis. </span>La procedura per l'integrazione contrattuale di cui al comma 4 ha luogo nel rispetto delle direttive e degli indirizzi formulati al riguardo con delibera della Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di risorse forestali e avviene nel rispetto dei seguenti criteri:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il Direttore centrale partecipa alle trattative con la controparte quale rappresentante dell'Amministrazione regionale e può avvalersi della collaborazione degli uffici della Direzione centrale competente in materia di personale per la verifica della compatibilità delle proposte contrattuali con la normativa statale e regionale in materia di spesa pubblica inerente il personale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>entro trenta giorni dalla conclusione delle trattative l'ipotesi di integrazione contrattuale, corredata da apposita relazione illustrativa tecnico-finanziaria, è inviata all'Avvocatura della Regione per il parere legale sullo schema di contratto e alla Direzione centrale competente in materia di bilancio per il controllo sulla compatibilità dei costi con i vincoli di bilancio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>trascorsi trenta giorni dall'invio di cui alla lettera b) senza che siano formulati rilievi, il Direttore centrale è autorizzato alla sottoscrizione dell'integrazione contrattuale con delibera della Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di risorse forestali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>qualora l'Avvocatura della Regione o la Direzione centrale competente in materia di bilancio formulino rilievi, le parti si incontrano entro trenta giorni dal ricevimento dei medesimi da parte del Direttore centrale.</p><p><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 2, comma 60, lettera d), L. R. 18/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo sostituito da art. 3, comma 2, L. R. 20/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 4 sostituito da art. 50, comma 1, lettera a), L. R. 28/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 4 bis aggiunto da art. 50, comma 1, lettera b), L. R. 28/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole sostituite alla lettera a) del comma 4 bis da art. 2, comma 25, L. R. 28/2018 , con effetto dall'1/1/2019.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 89</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Organizzazione aziendale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Direzione centrale funge da direzione aziendale rispetto al Servizio competente in materia di sistemazioni idraulico-forestali, quale unità produttiva dotata di capacità di spesa e di autonomia tecnico-funzionale, ed è autorizzata a esperire la conciliazione delle eventuali controversie sull'applicazione dei contratti e degli accordi di cui all'articolo 88, commi 1 e 4, secondo le modalità previste dai medesimi. L'ipotesi conciliativa è soggetta ad approvazione da parte della Giunta regionale.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Il Servizio competente in materia di sistemazioni idraulico-forestali stipula le polizze assicurative contro i rischi connessi e conseguenti ai lavori che la Direzione centrale svolge in economia e derivanti al personale operaio cui è affidato l'incarico di direttore di cantiere con funzioni di preposto, nonché al datore di lavoro e ai dipendenti regionali cui è affidato l'incarico di direzione, assistenza o collaudo ovvero la responsabilità del procedimento (RUP) o del servizio di prevenzione e protezione (RSPP).<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2 bis. </span>Per il personale operaio il Servizio competente in materia di sistemazioni idraulico-forestali provvede alla stipula di apposita polizza assicurativa contro il rischio connesso e conseguente al diritto di regresso nei confronti dell'Amministrazione regionale da parte dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), ai sensi degli articoli 10 e 11 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali).<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2 ter. </span>Il Servizio competente in materia di sistemazioni idraulico-forestali può ricorrere a servizi di assistenza e consulenza in materia di lavoro, in particolare, per la gestione del personale operaio e per le procedure relative all'integrazione contrattuale di cui all'articolo 88, comma 4 bis, e alla conciliazione di cui al comma 1.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Al personale operaio dipendente spetta l'indennità di mensa nella misura e secondo le modalità previste per i dipendenti regionali - area non dirigenziale.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 3, comma 4, lettera a), L. R. 20/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 3, comma 4, lettera b), L. R. 20/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 2 bis aggiunto da art. 3, comma 4, lettera c), L. R. 20/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 2 ter aggiunto da art. 51, comma 1, L. R. 28/2017</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo VII</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Disposizioni comuni</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 90</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Nuova denominazione e attività del Fondo regionale per la gestione del CeSFAM)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La denominazione del Fondo regionale per la gestione del Centro Servizi per le Foreste e le Attività della Montagna (CeSFAM), istituito dall'articolo 5, comma 113, della legge regionale 26 febbraio 2001, n. 4 (Legge finanziaria 2001), e successive modifiche, è sostituita dalla seguente: &lt;&lt;Fondo regionale per i servizi forestali&gt;&gt;. Gli interventi e i relativi provvedimenti amministrativi predisposti con riferimento al Fondo regionale per la gestione del CeSFAM si intendono riferiti al Fondo regionale per i servizi forestali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Con le disponibilità del Fondo di cui al comma 1, sono realizzati i seguenti interventi attribuiti alla competenza della Direzione centrale:<p style="text-align: justify;"><strong>a) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><strong>b) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><strong>c) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>formazione e aggiornamento professionale, ivi comprese le relative attività funzionali e di supporto logistico, la promozione di attività di ricerca, di sperimentazione e di didattica;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>ogni altro intervento rientrante nelle attribuzioni della Direzione centrale e autorizzato dalla Giunta regionale.</p><p><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(5)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 bis. </span> Il Fondo è amministrato dal Direttore del Servizio competente in materia di gestione forestale.<p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 5, comma 94, L. R. 30/2007</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Lettera b) del comma 2 abrogata da art. 4, comma 1, lettera c), L. R. 17/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Lettera a) del comma 2 abrogata da art. 3, comma 1, lettera c), L. R. 24/2009</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Lettera c) del comma 2 abrogata da art. 3, comma 1, lettera c), L. R. 24/2009</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 13, comma 37, lettera a), L. R. 11/2011</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 91</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Studi, indagini e ricerche)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Per le finalità e gli obiettivi di cui alla presente legge, l'Amministrazione regionale è autorizzata a sostenere la spesa per studi, indagini, osservazioni e sperimentazioni nel settore forestale e ambientale, di cui ai capi I, II, III, IV e V del presente titolo e nel settore delle biomasse legnose, mediante apposite convenzioni con istituti, enti, centri di ricerca e informazione scientifica, istituzioni universitarie e privati professionisti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> L'Amministrazione regionale è altresì autorizzata, con le modalità di cui al comma 1, oppure direttamente, a sostenere la spesa per:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>progetti pilota nei settori forestale, ambientale e delle biomasse legnose;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>formazione e aggiornamento professionale degli addetti ai settori forestale e delle biomasse legnose e attività connesse;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>istituzione di borse di studio e attività di formazione superiore nei settori di cui al comma 1;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>progetti di marketing territoriale e di sviluppo e tutela delle attività forestali e dei prodotti da esse derivati;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>programmi di divulgazione e informazione nei settori di cui al comma 1.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 92</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sanzioni)<p><span style="">(6)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La sanzione amministrativa pecuniaria da 50 euro a 500 euro si applica:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>in assenza delle autorizzazioni previste dagli articoli 16, 42 e 47, nonché dal regolamento forestale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>nei casi di taglio in assenza di PRFA approvato ai sensi della presente legge e del regolamento forestale.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 250 euro si applica nei casi di:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>mancata presentazione delle dichiarazioni previste dal regolamento forestale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>inosservanza delle modalità esecutive contenute nelle autorizzazioni rilasciate, nelle prescrizioni emanate e nel PRFA approvato.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Nei casi di superamento dei limiti di taglio previsti dal PRFA approvato o ammessi con dichiarazione dalla presente legge e dal regolamento forestale si applica la sanzione amministrativa pecuniaria:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>da 5 euro a 25 euro per ogni soggetto arboreo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>da 5 euro a 25 euro per ogni 100 metri quadrati o frazione inferiore.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Nei casi di infrazioni al regolamento forestale diverse da quelle indicate ai commi da 1 a 3 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>da 5 euro a 25 euro per ogni soggetto arboreo nei casi riguardanti le modalità di taglio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>da 5 euro a 25 euro per ogni 100 metri quadrati o frazione inferiore nei casi riguardanti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1) </span>l'allestimento, il concentramento e lo sgombero delle tagliate;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2) </span>il taglio e l'eliminazione degli arbusti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3) </span>la violazione delle norme sul pascolo.</p></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Nei casi di cui al comma 1, lettera a), è fatto obbligo di richiedere alla Direzione centrale competente l'autorizzazione in sanatoria; in assenza della richiesta di autorizzazione, entro sessanta giorni dalla notifica dell'accertamento della violazione o in caso di diniego dell'autorizzazione medesima, è fatto obbligo di ripristino dello stato dei luoghi a cura e spese del trasgressore.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Nei casi di inosservanza dell'obbligo di ripristino di cui al comma 5 e previa diffida, la Direzione centrale competente provvede d'ufficio all'esecuzione dei lavori, attivando le procedure per il recupero delle spese ai sensi della normativa statale vigente in materia di riscossione delle imposte dirette.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Nei casi di mancata presentazione del PRFA previsto dal regolamento forestale, di cui al comma 1, lettera b), o di superamento dei limiti di taglio consentiti con dichiarazione di cui al comma 3, è fatto obbligo di presentare alla Direzione centrale competente il PRFA in sanatoria entro trenta giorni dalla notifica dell'accertamento della violazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>La Direzione centrale competente è autorizzata a disporre la sospensione dei lavori:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>nei casi di cui ai commi 5 e 7, ove si ravvisi un pericolo di danno al bosco o alle aree soggette a vincolo idrogeologico, fino all'ottenimento dell'autorizzazione o all'approvazione del PRFA;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>nei casi in cui si accerti che il direttore dei lavori non è stato individuato, ove previsto ai sensi del decreto del Presidente della Regione 28 dicembre 2012, n. 274 (Regolamento forestale in attuazione dell'articolo 95 della legge regionale 23 aprile 2007, n. 9 (Norme in materia di risorse forestali)).</p><p><span style="">(7)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 8 abrogato da art. 13, comma 38, lettera a), L. R. 11/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 130, comma 1, L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 125, comma 1, lettera a), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 4 sostituito da art. 125, comma 1, lettera b), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 6 sostituito da art. 125, comma 1, lettera c), L. R. 11/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Articolo sostituito da art. 3, comma 1, lettera e), L. R. 14/2016</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 8 sostituito da art. 52, comma 1, L. R. 28/2017</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 93</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Competenza in materia di sanzioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>All'irrogazione delle sanzioni previste dalla presente legge provvede, ai sensi dell'articolo 10 della legge regionale 1/1984 e successive modifiche, la struttura regionale competente in materia di foreste.<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 131, comma 1, L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 3, comma 15, lettera h), L. R. 7/2024</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 94</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Trattamento di dati personali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Ai sensi dell'articolo 19, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali), e successive modifiche, l'Amministrazione regionale, per le finalità di cui alla presente legge, può comunicare a soggetti privati o a enti pubblici economici, nonché diffondere anche sul sito web della Regione i dati personali di cui è in possesso.<p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 64, comma 33, L. R. 17/2010</p></p></p></p></body></html>