﻿<html xmlns:nir="http://www.normeinrete.it/nir/2.1/" xmlns:dsp="http://www.normeinrete.it/nir/disposizioni/2.1/" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema" xmlns:h="http://www.w3.org/HTML/1998/html4"><head><META http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><title></title></head><body style="font-family:decima; font-size: 1.2em;"><p>Legge regionale 26 ottobre 2006

      , n. 20 - TESTO VIGENTE dal 01/01/2026</p><p style="text-align: justify;"><strong>Norme in materia di cooperazione sociale.</strong></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 12</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Comitato regionale tecnico consultivo per la cooperazione sociale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> È istituito presso la Direzione il Comitato regionale tecnico consultivo per la cooperazione sociale, di seguito denominato Comitato, con il compito di esprimere pareri e di proporre iniziative in materia di incentivazione alla cooperazione sociale, anche sulla base dei dati di fonte amministrativa forniti dalla Direzione centrale competente in materia di cooperazione, per l'insieme delle questioni che attengono al settore e, in particolare, per ciò che riguarda le condizioni e la qualità del lavoro e l'attuazione delle norme concernenti la stipula delle convenzioni di cui all'articolo 5, comma 1, della legge 381/1991.<p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Il Comitato è costituito con decreto del Presidente della Regione, su conforme deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di cooperazione, dura in carica quattro anni e continua a esercitare i propri compiti fino alla costituzione del nuovo Comitato.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Il Comitato è composto da:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il direttore centrale competente in materia di cooperazione, o altro dirigente suo delegato, che lo presiede;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>il direttore centrale della salute e delle politiche sociali, o un suo delegato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>il direttore centrale del lavoro, formazione, università e ricerca, o un suo delegato;</p><p style="text-align: justify;"><strong>d) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>un rappresentante designato dalla sezione regionale dell'Associazione nazionale comuni italiani;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>un rappresentante designato dalla Federsanità-ANCI Federazione regionale del Friuli Venezia Giulia;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>tre rappresentanti designati congiuntamente dalle associazioni regionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, di cui all'articolo 20 della legge regionale 79/1982;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>tre rappresentanti designati congiuntamente dalle tre organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul territorio regionale, firmatarie di contratti collettivi nazionali di lavoro per i lavoratori delle cooperative sociali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>un rappresentante designato congiuntamente dalla Consulta regionale delle associazioni dei disabili, di cui all'articolo 13 bis della legge regionale 25 settembre 1996, n. 41 (Norme per l'integrazione dei servizi e degli interventi sociali e sanitari a favore delle persone handicappate ed attuazione della legge 5 febbraio 1992, n. 104 &lt;&lt;Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate&gt;&gt;), e dal Comitato regionale della Federazione nazionale tra le associazioni dei disabili, di cui all'articolo 1, comma 1, della legge regionale 2 maggio 2001, n. 14 (Rappresentanza delle categorie protette presso la pubblica amministrazione).</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(3)</span><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> La mancata designazione, entro trenta giorni dalla richiesta, dei componenti di cui al comma 3, lettere g), h) e i), non costituisce motivo ostativo per la costituzione e il funzionamento del Comitato.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span> Il Comitato è convocato dal suo presidente ovvero su richiesta motivata di più di un terzo dei componenti di cui al comma 3 e si riunisce almeno una volta all'anno.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span> Le riunioni del Comitato sono valide quando è presente la maggioranza dei suoi componenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span> Le deliberazioni del Comitato sono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span> La partecipazione alle riunioni del Comitato è gratuita. Ai componenti esterni del Comitato spetta esclusivamente il rimborso delle spese riconosciute ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 23 agosto 1982, n. 63 (Disposizioni per gli organi collegiali operanti presso l'Amministrazione regionale).</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span> Su invito del presidente, possono partecipare alle riunioni del Comitato, senza diritto di voto, altri soggetti la cui presenza sia ritenuta utile.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10. </span> Il Comitato può deliberare l'istituzione al proprio interno di gruppi di lavoro destinati all'analisi e all'approfondimento di specifiche tematiche aventi natura di particolare interesse per la cooperazione sociale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">11. </span> Con decreto del Direttore centrale competente in materia di cooperazione sono attribuite a dipendenti della Direzione di categoria non inferiore a C le funzioni di segretario e di segretario supplente del Comitato.<p><span style="">(4)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 interpretato da art. 34, comma 12, L. R. 27/2007</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 11, comma 6, lettera c), L. R. 16/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite alla lettera a) del comma 3 da art. 11, comma 6, lettera d), L. R. 16/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 11 da art. 11, comma 6, lettera e), L. R. 16/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 95, comma 1, lettera a), L. R. 21/2016 , con effetto dall'1/1/2017, come disposto all'art. 106, c. 7, della medesima L.R. 21/2016. </p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Lettera d) del comma 3 abrogata da art. 95, comma 1, lettera b), L. R. 21/2016 , con effetto dall'1/1/2017, come disposto all'art. 106, c. 7, della medesima L.R. 21/2016.</p></p></body></html>