﻿<html xmlns:nir="http://www.normeinrete.it/nir/2.1/" xmlns:dsp="http://www.normeinrete.it/nir/disposizioni/2.1/" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema" xmlns:h="http://www.w3.org/HTML/1998/html4"><head><META http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><title></title></head><body style="font-family:decima; font-size: 1.2em;"><p>Legge regionale 18 agosto 2005

      , n. 20 - TESTO VIGENTE dal 18/11/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>Sistema educativo integrato dei servizi per la prima infanzia.</strong></p>Note riguardanti modifiche apportate all’intera legge:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo 15 bis aggiunto da art. 11, comma 16, L. R. 12/2009</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo 27 bis aggiunto da art. 9, comma 35, L. R. 24/2009</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Articolo 4 bis aggiunto da art. 5, comma 1, L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Sostituita la rubrica del Capo IV   da art. 15, comma 1, L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Articolo 26 bis aggiunto da art. 22, comma 1, L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Articolo 15 ter aggiunto da art. 7, comma 50, L. R. 24/2019 , con effetto dall'1/1/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Articolo 3 bis aggiunto da art. 26, comma 2, lettera b), L. R. 14/2025</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Finalità e caratteristiche del sistema educativo integrato</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 1</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Finalità e oggetto)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Al fine di garantire il pieno esercizio dei diritti riconosciuti alle bambine e ai bambini, la Regione promuove, nel quadro più generale delle azioni di sostegno alla famiglia, la realizzazione di percorsi formativi destinati alla prima infanzia mediante la valorizzazione dei servizi esistenti e l'ampliamento dell'offerta formativa con una pluralità di servizi socio-educativi, in modo da concorrere alla formazione di un sistema educativo integrato dei servizi per la prima infanzia, ispirato ai principi di solidarietà, sussidiarietà, integrazione, pluralismo e partecipazione, nel rispetto delle identità individuali, culturali, religiose e linguistiche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> La Regione, riconoscendo il diritto di scelta e l'autonomia educativa delle famiglie, offre sostegno al lavoro di cura dei genitori in modo da favorire la conciliazione tra impegni familiari e scelte professionali e facilitare l'accesso delle donne nel mercato del lavoro, in un quadro di pari opportunità.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Nel rispetto dei principi fondamentali e in conformità ai livelli essenziali delle prestazioni stabiliti dalla legislazione statale, la presente legge disciplina la realizzazione, la gestione, la qualificazione e il controllo dei servizi educativi offerti da soggetti pubblici, del privato sociale e privati a favore dei bambini di età compresa fra tre mesi e tre anni e delle loro famiglie. Disciplina inoltre le diverse tipologie dei servizi che compongono il sistema educativo integrato, come definito all'articolo 2, la loro organizzazione, le modalità per l'avvio dei servizi e l'accreditamento nonché il finanziamento dei servizi stessi.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> In attuazione del principio di sussidiarietà sociale, la Regione e gli enti locali, nell'esercizio delle rispettive competenze e ai fini della realizzazione del sistema educativo integrato, riconoscono e valorizzano il ruolo delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, dei soggetti privati senza fini di lucro, degli organismi della cooperazione, delle associazioni e degli enti di promozione sociale, delle fondazioni e delle organizzazioni di volontariato. Tali soggetti collaborano alla programmazione e gestione dei servizi educativi per la prima infanzia nel relativo ambito territoriale e partecipano alla loro definizione e attuazione.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 1, comma 1, L. R. 7/2010</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 2</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sistema educativo integrato)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Il sistema educativo integrato dei servizi per la prima infanzia, di seguito denominato &lt;&lt;sistema educativo integrato&gt;&gt;, tende a garantire risposte unitarie e coerenti alla complessità dei bisogni delle bambine e dei bambini e delle loro famiglie mediante la messa in rete dei servizi socio-educativi per la prima infanzia pubblici, del privato sociale e privati, che comprendono i nidi d'infanzia, le Sezioni primavera, i servizi integrativi e i servizi sperimentali di cui agli articoli 3, 4 e 5.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Il sistema educativo integrato assicura:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il diritto di accesso per le bambine e i bambini;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>la partecipazione attiva delle famiglie alla definizione delle scelte educative;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>la prevenzione, riduzione e rimozione delle cause di rischio, emarginazione e svantaggio;</p><p style="text-align: justify;"><strong>d) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>la continuità con gli altri servizi educativi e in particolare con la scuola dell'infanzia e il coordinamento con i servizi sociali e sanitari presenti sul territorio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>l'integrazione tra le diverse tipologie di servizi e la collaborazione tra gli enti locali e i soggetti gestori.</p><p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Lettera d) del comma 2 abrogata da art. 2, comma 1, L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 26, comma 2, lettera a), L. R. 14/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 3</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Nidi d'infanzia)<p><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Il nido d'infanzia è un servizio educativo e sociale di interesse pubblico, rivolto alle bambine e ai bambini di età compresa fra tre mesi e tre anni, che:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>offre opportunità di formazione, socializzazione e cura per il raggiungimento del benessere psicofisico e dell'armonico sviluppo delle potenzialità cognitive, affettive e relazionali dei bambini;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>sostiene le capacità educative dei genitori e favorisce la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>concorre alla prevenzione delle situazioni di svantaggio psicofisico e sociale e contribuisce a integrare le differenze ambientali e socio-culturali.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> L'affidamento al nido d'infanzia comporta l'assistenza continuativa da parte di personale educativo in possesso di adeguato titolo di studio, secondo un orario di permanenza del bambino nella struttura, previamente concordato con la famiglia, di norma non superiore a dieci ore al giorno.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Il nido d'infanzia può essere ubicato nello stesso edificio della scuola dell'infanzia o della scuola dell'obbligo in modo da poterne condividere i servizi generali e i locali destinati a uso amministrativo.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Il nido d'infanzia è collegato con gli altri servizi educativi, socio-assistenziali e sanitari e stabilisce un rapporto di continuità educativa con le scuole dell'infanzia presenti sul territorio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> Il nido d'infanzia garantisce il servizio di mensa e il riposo in spazi attrezzati idonei.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span> Rientrano nella tipologia di servizi di cui al presente articolo i nidi d'infanzia a tempo pieno o parziale, i micronidi con ricettività ridotta, i nidi integrati alle scuole dell'infanzia, i nidi aziendali.<p><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte al comma 3 da art. 3, comma 1, lettera a), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole soppresse al comma 6 da art. 3, comma 1, lettera b), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 8, comma 39, L. R. 31/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 8, comma 44, lettera a), L. R. 29/2018 , con effetto dall'1/1/2019.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 3 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sezioni Primavera)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>La Sezione Primavera è un servizio che accoglie bambini tra ventiquattro e trentasei mesi di età, aggregato di norma ad una scuola dell'infanzia, statale o paritaria, o inserito in un polo per l'infanzia, in coerenza con il principio di continuità del percorso educativo all'interno di un progetto globale finalizzato al soddisfacimento dei bisogni e allo sviluppo delle potenzialità dei bambini da due a sei anni.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Con regolamento sono definiti i requisiti, i criteri, le modalità e le procedure per l'attivazione di una Sezione Primavera nel rispetto della normativa statale e degli accordi stipulati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 26, comma 2, lettera b), L. R. 14/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 4</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Servizi integrativi)<p><span style="">(11)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> I servizi integrativi con finalità educative, aggregative e sociali, ampliano l'offerta formativa dei nidi d'infanzia garantendo risposte differenziate e flessibili attraverso soluzioni diversificate sotto il profilo strutturale e organizzativo, in risposta alle esigenze delle famiglie e dei bambini, anche accompagnati da genitori o altri adulti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Tra i servizi integrativi rientrano:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>i centri per bambini e genitori, che hanno carattere ludico ed educativo e promuovono opportunità di scambi sociali ed esperienze significative in un'ottica di corresponsabilità tra adulti-genitori ed educatori. Accolgono bambini di età compresa fra tre mesi e tre anni con la presenza di genitori, familiari o adulti accompagnatori in spazi adeguatamente organizzati;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>gli spazi gioco, che hanno finalità educative e di socializzazione. Accolgono bambini di età compresa fra diciotto e trentasei mesi. Prevedono una frequenza flessibile e preventivamente concordata con la famiglia per un tempo non superiore a cinque ore giornaliere anche su giornate non continuative;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>servizi educativi domiciliari realizzati presso il domicilio degli educatori per un massimo di cinque bambini contemporaneamente presenti e di età inferiore ai tre anni, compresi eventualmente quelli dell'ambito familiare dell'educatore, se presenti durante l'apertura del servizio. Il servizio può realizzarsi anche presso locali nella disponibilità dell'educatore o messi a disposizione da altro soggetto. Qualora presso i medesimi locali siano contemporaneamente presenti almeno due educatori, il limite massimo di cinque bambini può essere elevato secondo le disposizioni del regolamento di cui all'articolo 13, comma 2;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c bis) </span>il servizio di baby sitter locale di cui all'articolo 4 bis.</p><p><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(5)</span><span style="">(8)</span><span style="">(9)</span><span style="">(10)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Al fine di garantire la coerenza degli interventi, i servizi integrativi prevedono la presenza di personale con qualificazione professionale adeguata alle finalità da assicurare.<p><span style="">(4)</span><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> I servizi integrativi di cui al comma 2, lettere a) e b), sono privi della mensa e di spazi specificatamente adibiti al sonno. Relativamente ai servizi integrativi di cui al comma 2, lettera c), non trova applicazione la normativa di settore attinente alla disciplina delle attività commerciali di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.<p><span style="">(1)</span><span style="">(7)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte al comma 4 da art. 64, comma 1, L. R. 6/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Lettera c) del comma 2 sostituita da art. 4, comma 1, lettera a), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Lettera c bis) del comma 2 aggiunta da art. 4, comma 1, lettera b), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole soppresse al comma 3 da art. 4, comma 1, lettera c), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera c) del comma 2 da art. 9, comma 7, L. R. 11/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 9, comma 56, L. R. 14/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole aggiunte al comma 4 da art. 9, comma 57, L. R. 14/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole soppresse alla lettera c) del comma 2 da art. 6, comma 16, L. R. 5/2013</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Integrata la disciplina della  lettera a) del comma 2 da art. 8, comma 39, L. R. 31/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Integrata la disciplina della  lettera b) del comma 2 da art. 8, comma 39, L. R. 31/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 8, comma 44, lettera b), L. R. 29/2018 , con effetto dall'1/1/2019.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 4 bis </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Servizio di baby sitter locale) <p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Al fine di assicurare sostegno alle famiglie, i Comuni singoli o nelle forme associative previste dalla vigente legislazione possono promuovere e organizzare nel territorio di competenza il servizio di baby sitter, anche affidando l'attuazione parziale o totale del servizio ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 4. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>I soggetti di cui al comma 1 approvano e pubblicizzano l'elenco delle persone che, in possesso di una adeguata formazione, sono disponibili allo svolgimento del servizio di baby sitter presso il domicilio della famiglia. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>L'Amministrazione regionale, al fine di assicurare la qualificazione del servizio, definisce linee guida per i requisiti di iscrizione agli elenchi di cui al comma 2 e promuove una specifica attività di formazione, di concerto tra le strutture competenti in materia di formazione, lavoro e pari opportunità.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 5, comma 1, L. R. 7/2010</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 5</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Servizi sperimentali)<p><span style="">(7)</span><span style="">(10)</span><span style="">(11)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> I soggetti pubblici, del privato sociale e privati, al fine di rispondere a specifiche esigenze presenti sul territorio, possono promuovere e istituire servizi socio-educativi sperimentali per la prima infanzia.<p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> I servizi sperimentali hanno caratteristiche strutturali e organizzative diverse da quelle dei servizi di cui agli articoli 3 e 4.<p><span style="">(1)</span><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Nella dichiarazione di inizio attività di cui all'articolo 18 va indicata la durata massima della sperimentazione, che non può comunque essere superiore a tre anni.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>4.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> Possono inoltre essere attivati servizi ricreativi che offrono ai bambini opportunità educative e formative attraverso la realizzazione di laboratori e atelier affidati a personale con specifica qualifica professionale nonché occasioni estemporanee di gioco e socializzazione, con la presenza di animatori con competenze nell'ambito socio-educativo per la prima infanzia, in luoghi appositamente strutturati che garantiscano sicurezza e igiene.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5 bis. </span>In via sperimentale, la Regione è autorizzata a finanziare progetti che prevedano lo svolgimento delle attività delle scuole dell'infanzia a domicilio per bambini di età compresa fra 36 mesi e 6 anni, che necessitino di particolari cure o comunque affetti da patologie invalidanti che impediscano la frequenza della scuola.<p><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5 ter. </span>Con regolamento, adottato entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge regionale 9 agosto 2018, n. 20 (Assestamento del bilancio per gli anni 2018-2020), vengono disciplinate le modalità di attuazione del comma 5 bis.<p><span style="">(9)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>6.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(4)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole soppresse al comma 2 da art. 6, comma 1, lettera a), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 6, comma 1, lettera b), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 4 abrogato da art. 6, comma 1, lettera c), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 6 abrogato da art. 6, comma 1, lettera c), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria del comma 1, stabilita  da art. 8, comma 31, L. R. 18/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria del comma 2, stabilita  da art. 6, comma 23, L. R. 5/2013</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> La disciplina transitoria del comma 2 viene meno per effetto dell'abrogazione, ad opera dell'art. 14, comma 1, lett. b), L.R. 6/2013, della modifica apportata dall'art. 6, comma 23, L.R. 5/2013.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 5 bis aggiunto da art. 8, comma 11, L. R. 20/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Comma 5 ter aggiunto da art. 8, comma 11, L. R. 20/2018</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 8, comma 44, lettera b), L. R. 29/2018 , con effetto dall'1/1/2019.</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> A decorrere dal 28/2/2019, l'art. 39, c. 1, L.R. 3/2019 abroga il c. 11 dell'art. 8, L.R. 20/2018 aggiuntivo dei commi 5 bis e 5 ter del presente articolo.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 6</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Soggetti gestori dei servizi)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> I servizi per la prima infanzia che concorrono al sistema educativo integrato possono essere gestiti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>dai Comuni, anche in forma associata;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>da altri soggetti pubblici;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b bis) </span>dalle famiglie in forma associata;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>da soggetti del privato sociale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>da soggetti privati.</p><p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Lettera b bis) del comma 1 aggiunta da art. 7, comma 1, L. R. 7/2010</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 7</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Accesso ai servizi)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> È garantito l'accesso ai servizi educativi per la prima infanzia pubblici e a quelli che godono del finanziamento pubblico da parte delle bambine e dei bambini fino a tre anni di età, senza distinzione di sesso, religione, etnia e gruppo sociale, anche se di nazionalità straniera o apolidi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> I servizi di cui al comma 1, anche in collaborazione con le Aziende per i servizi sanitari e i servizi sociali dei Comuni, garantiscono l'inserimento e l'integrazione dei bambini disabili, favoriscono l'accesso dei bambini in situazione di disagio relazionale, familiare e socio-culturale, svolgendo anche un'azione di prevenzione contro ogni forma di svantaggio e di emarginazione.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 8 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Partecipazione al costo dei servizi) <p><span style="">(3)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>L'accoglienza presso i servizi educativi per la prima infanzia erogati da soggetti pubblici nonché da soggetti del privato sociale e privati, accreditati, prevede una partecipazione finanziaria degli utenti, anche con forme di contribuzione differenziata in relazione alle condizioni socio-economiche delle famiglie. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>La partecipazione finanziaria degli utenti al costo dei servizi di cui alla presente legge è stabilita dai soggetti di cui al comma 1 mediante la definizione di un piano tariffario, che può essere articolato in funzione dell'intensità d'uso dei servizi. Gli enti locali possono prevedere agevolazioni tariffarie sulla base dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159 (Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)), nonché l'esenzione totale per le famiglie con un particolare disagio economico o sociale rilevato dai servizi territoriali, ponendo a carico dei rispettivi bilanci il costo derivante dalle agevolazioni previste. È escluso che la tariffa possa essere definita, anche in modo indiretto, in relazione agli eventuali contributi destinati agli utenti dei servizi per l'abbattimento della tariffa medesima.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 ter. </span>Le modifiche di cui al comma 1 bis hanno effetto dall'anno educativo 2023/2024.<p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La Regione promuove forme di sostegno per l'abbattimento dei costi della partecipazione finanziaria mediante contributi alle famiglie, da assegnare in relazione alle condizioni socio-economiche delle stesse. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>L'entità dell'abbattimento dei costi è differenziata in relazione alla tipologia e qualificazione del servizio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 bis. </span>I gestori dei servizi comunicano alla Regione entro l'1 di gennaio di ogni anno, e comunque non oltre il termine perentorio del 31 gennaio, esclusivamente mediante modalità informatica messa a disposizione dall'Amministrazione regionale, i piani tariffari per l'anno educativo successivo a quello in corso, con evidenza degli incrementi eventualmente applicati rispetto all'anno educativo in corso.<p><span style="">(6)</span><span style="">(7)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Modificata l'interpunzione al comma 1 da  art. 21, comma 1, L. R. 19/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Modificata l'nterpunzione al comma 1 da  art. 21, comma 2, L. R. 19/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Articolo sostituito da art. 8, comma 1, L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 7, comma 9, L. R. 15/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 1 ter aggiunto da art. 7, comma 9, L. R. 15/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 7, comma 21, L. R. 8/2024</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Derogata la disciplina del comma 3 bis da  art. 121, comma 1, L. R. 7/2025 . Per l'anno educativo 2025/2026  il termine per la comunicazione dei piani tariffari è riaperto dal decimo giorno dalla data di entrata in vigore della L.R. 7/2025 e si chiude perentoriamente entro quindici giorni dalla sua riapertura.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 9</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Partecipazione e trasparenza)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> I soggetti gestori dei servizi per la prima infanzia garantiscono ampia informazione e massima trasparenza riguardo all'attività educativa e alla gestione dei servizi e promuovono la partecipazione delle famiglie all'elaborazione degli indirizzi e alla verifica degli interventi, anche attraverso l'istituzione di specifici organismi rappresentativi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1 bis. </span>Presso ciascuna struttura di cui agli articoli 3 e 4, è adottata, a cura del soggetto gestore, una Carta dei servizi.<p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 9, comma 1, L. R. 7/2010</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Soggetti istituzionali</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 10</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Attività dei Comuni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> I Comuni, singoli o associati, per le finalità della presente legge, esercitano le seguenti attività:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>programmazione, promozione e attuazione dei servizi per la prima infanzia, nell'ottica dell'integrazione con gli altri servizi sociali ed educativi, anche tenendo conto delle esigenze delle minoranze linguistiche storicamente presenti sul territorio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>predisposizione, anche in collaborazione con altri soggetti gestori, di piani di intervento per lo sviluppo, la qualificazione, la verifica dell'efficacia e dell'efficienza dei servizi per la prima infanzia del proprio territorio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>verifica della dichiarazione di inizio attività di cui all'articolo 18 e concessione dell'accreditamento di cui all'articolo 20 nonché controllo dei requisiti dei servizi alla prima infanzia a gestione pubblica e privata stabiliti dalla Regione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>individuazione delle aree da destinare ai servizi per la prima infanzia e verifica del rispetto delle caratteristiche strutturali secondo le previsioni degli articoli 21 e 22;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>promozione e attuazione di iniziative di formazione per il personale in servizio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>approvazione del regolamento dei servizi per la prima infanzia gestiti in forma diretta o affidati a soggetti del privato sociale e privati, accreditati;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>garanzia alle famiglie del diritto di partecipazione alla valutazione della qualità dei servizi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g bis) </span>attivazione, valorizzando le risorse professionali presenti nel sistema integrato di educazione e di istruzione, del coordinamento pedagogico dei servizi educativi per la prima infanzia e dei servizi di educazione scolastica, in collaborazione con le istituzioni scolastiche e i gestori privati;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g ter) </span>coordinamento della programmazione dell'offerta formativa, per assicurare l'integrazione e l'unitarietà della rete dei servizi e delle strutture educative, e promozione di iniziative di formazione in servizio per il personale del sistema integrato di educazione e di istruzione, in raccordo con il Piano nazionale di formazione di cui alla legge 13 luglio 2015, n. 107 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti).</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Modificata l'nterpunzione al comma 1 da  art. 21, comma 3, L. R. 19/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite alla lettera c) del comma 1 da art. 10, comma 1, lettera a), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole soppresse alla lettera f) del comma 1 da art. 10, comma 1, lettera b), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Lettera g bis) del comma 1 aggiunta da art. 27, comma 2, lettera a), L. R. 14/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Lettera g ter) del comma 1 aggiunta da art. 27, comma 2, lettera a), L. R. 14/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 11</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Attività delle Province)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Le Province, tramite le sedi provinciali del Centro regionale di documentazione e analisi sull'infanzia e l'adolescenza, istituite ai sensi della legge 23 dicembre 1997, n. 451 (Istituzione della Commissione parlamentare per l'infanzia e dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia), svolgono attività di rilevazione e monitoraggio del sistema educativo integrato.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 12</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Attività delle Aziende per i servizi sanitari)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Le Aziende per i servizi sanitari garantiscono la tutela e la vigilanza igienico-sanitaria sulle strutture del sistema educativo integrato.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Le Aziende per i servizi sanitari adottano forme specifiche di collaborazione con i soggetti gestori per le finalità di cui all'articolo 7, comma 2.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 13</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Attività della Regione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, stabilisce:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>le linee di indirizzo per sviluppare l'integrazione della rete dei servizi per la prima infanzia al fine di favorire la realizzazione e la qualificazione del sistema educativo integrato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>i criteri per la ripartizione delle risorse regionali destinate al sostegno dei servizi per la prima infanzia erogati da soggetti pubblici e da soggetti del privato sociale e privati, accreditati;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>le risorse destinate alla formazione, alla ricerca e alla sperimentazione di specifici progetti educativi e organizzativi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>le priorità di finanziamento degli interventi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>i criteri per la partecipazione finanziaria degli utenti al costo dei servizi erogati da soggetti pubblici nonché da soggetti del privato sociale e privati, accreditati.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span><span style="">(6)</span><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento regionale, sono stabiliti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>i requisiti e le modalità per la realizzazione, l'organizzazione, il funzionamento e la vigilanza dei servizi per la prima infanzia da parte dei soggetti gestori, tenendo conto delle specificità di ciascuna delle tipologie previste dalla presente legge, compresi i servizi sperimentali nonché i termini e le modalità per l'adeguamento ai requisiti previsti, concedibili ai servizi già esistenti alla data di entrata in vigore del regolamento stesso;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>gli standard di qualità per la gestione dei servizi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>le linee guida per l'adozione di apposita Carta dei servizi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>le modalità per la concessione dell'accreditamento di cui all'articolo 20;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>le modalità e gli strumenti per la rilevazione e la valutazione della qualità dei servizi e degli interventi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>le modalità per il coordinamento e l'attuazione dei progetti di formazione per gli operatori in servizio nonché le caratteristiche delle attività di ricerca e sperimentazione da attuarsi in collaborazione con le Università, gli enti e gli istituti di ricerca e documentazione.</p><p><span style="">(5)</span><span style="">(8)</span><span style="">(9)</span><span style="">(13)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Il regolamento di cui al comma 2 è adottato previo parere della Commissione consiliare competente, che si esprime entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta. Decorso inutilmente tale termine si prescinde dal parere.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> L'Amministrazione regionale può predisporre, con il concorso dei Comuni, lo schema-tipo di convenzione che i Comuni possono adottare per disciplinare i rapporti con i soggetti gestori in relazione alle diverse tipologie di servizi.<p><span style="">(10)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Presso la Direzione centrale competente è istituito il registro dei soggetti autorizzati al funzionamento o avviati, con la procedura di cui al combinato disposto degli articoli 18 e 29, e dei soggetti accreditati per la gestione dei servizi per la prima infanzia.<p><span style="">(11)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span> I Comuni trasmettono alla Direzione centrale di cui al comma 5 comunicazione delle dichiarazioni di inizio attività e degli accreditamenti concessi nonché delle revoche o modifiche di tali provvedimenti eventualmente intervenute.<p><span style="">(12)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Modificata l'nterpunzione al comma 1 da  art. 21, comma 4, L. R. 19/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Modificata l'nterpunzione al comma 1 da  art. 21, comma 5, L. R. 19/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria del comma 1, stabilita  da art. 3, comma 45, L. R. 22/2007</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria del comma 1, stabilita  da art. 2, comma 28, L. R. 30/2007, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 9, comma 15, L. R. 22/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria del comma 2, stabilita  da art. 2, comma 28, L. R. 30/2007, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 9, comma 15, L. R. 22/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 11, comma 1, lettera a), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole soppresse alla lettera e) del comma 1 da art. 11, comma 1, lettera b), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole soppresse alla lettera c) del comma 2 da art. 11, comma 1, lettera c), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole sostituite alla lettera d) del comma 2 da art. 11, comma 1, lettera d), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 11, comma 1, lettera e), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Comma 5 sostituito da art. 11, comma 1, lettera f), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Parole sostituite al comma 6 da art. 11, comma 1, lettera g), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera a) del comma 2 da art. 9, comma 8, L. R. 11/2011</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 14</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Comitato di coordinamento pedagogico)<p><span style="">(4)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>È istituito, presso la Direzione centrale competente, il Comitato di coordinamento pedagogico, quale organismo tecnico-consultivo del sistema educativo integrato.<p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Il Comitato svolge le seguenti funzioni:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>propone, in relazione alle diverse tipologie di servizi e nel rispetto delle esigenze locali, principi e criteri pedagogici di riferimento per le attività, favorendo la sperimentazione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>esprime pareri e formula proposte all'Amministrazione regionale sugli strumenti di programmazione che hanno rilevanza diretta o indiretta per l'infanzia;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>fornisce indicazioni per l'elaborazione e l'aggiornamento degli standard del sistema educativo integrato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>propone e coordina la formazione permanente del personale del sistema educativo integrato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>esprime pareri su programmi di aggiornamento promossi dai soggetti gestori integrandoli nel proprio programma generale di formazione permanente;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>individua criteri per la sperimentazione di metodologie educative, anche attraverso contatti con altre realtà nazionali ed estere.</p><p><span style="">(6)</span><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Il Comitato è costituito con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, ed è composto da:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>i coordinatori pedagogici territoriali;</p><p style="text-align: justify;"><strong>b) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><strong>c) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>tre esperti nel campo psico-pedagogico con specifica competenza e comprovata esperienza professionale relativa alla prima infanzia e ai servizi educativi a essa dedicati designati dalla Giunta regionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d bis) </span>un rappresentante dell'Ufficio scolastico regionale.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(8)</span><span style="">(9)</span><span style="">(10)</span><span style="">(13)</span><span style="">(14)</span><span style="">(15)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>4.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Partecipano alle riunioni del Comitato, senza diritto di voto, quattro funzionari regionali indicati rispettivamente dalle Direzioni centrali competenti in materia di famiglia, protezione sociale, istruzione e formazione.<p><span style="">(16)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span> Le funzioni di presidente sono esercitate da un componente del Comitato eletto dallo stesso.<p><span style="">(11)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7.</span> Il Comitato rimane in carica per la durata della legislatura e comunque fino alla nomina del nuovo Comitato. Per la validità delle riunioni è necessaria la presenza della maggioranza assoluta dei componenti. Le deliberazioni sono approvate a maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.<p><span style="">(12)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>La partecipazione alle sedute del Comitato da parte dei coordinatori pedagogici territoriali e dei funzionari regionali e statali è a carico rispettivamente dei Comuni che li hanno designati, della Regione e dell'Ufficio scolastico regionale. Agli esperti esterni di cui al comma 3, lettera d), spetta, per ogni seduta, un gettone di presenza giornaliero nella misura stabilita dalla Giunta regionale, nonché il rimborso spese previsto per i dipendenti regionali qualora risiedano in Comuni diversi da quello in cui si svolgono i lavori del Comitato.<p><span style="">(17)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 21, comma 6, L. R. 19/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole aggiunte al comma 3 da art. 21, comma 7, L. R. 19/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 4 abrogato da art. 21, comma 8, L. R. 19/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Rubrica dell'articolo modificata da art. 12, comma 1, lettera a), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 12, comma 1, lettera b), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Lettera a) del comma 2 sostituita da art. 12, comma 1, lettera c), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole sostituite alla lettera d) del comma 2 da art. 12, comma 1, lettera d), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole soppresse al comma 3 da art. 12, comma 1, lettera e), numero 1), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole sostituite alla lettera a) del comma 3 da art. 12, comma 1, lettera e), numero 2), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Lettera c) del comma 3 abrogata da art. 12, comma 1, lettera e), numero 3), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Parole soppresse al comma 6 da art. 12, comma 1, lettera f), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Parole aggiunte al comma 7 da art. 12, comma 1, lettera g), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Lettera a) del comma 3 sostituita da art. 27, comma 2, lettera b), numero 1), L. R. 14/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>14 
    </strong> Lettera b) del comma 3 abrogata da art. 27, comma 2, lettera b), numero 2), L. R. 14/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>15 
    </strong> Lettera d bis) del comma 3 aggiunta da art. 27, comma 2, lettera b), numero 3), L. R. 14/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>16 
    </strong> Comma 5 sostituito da art. 27, comma 2, lettera b), numero 4), L. R. 14/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>17 
    </strong> Comma 8 sostituito da art. 27, comma 2, lettera b), numero 5), L. R. 14/2025</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Interventi finanziari</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 15</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Fondo per l'abbattimento delle rette)<p><span style="">(10)</span><span style="">(12)</span><span style="">(15)</span><span style="">(16)</span><span style="">(17)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Per il raggiungimento delle finalità di cui all'articolo 1, comma 2, è istituito un Fondo diretto all'abbattimento delle rette a carico delle famiglie per l'accesso ai servizi per la prima infanzia erogati da soggetti pubblici nonché da soggetti del privato sociale e privati, accreditati.<p><span style="">(1)</span><span style="">(7)</span><span style="">(18)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento regionale, sono stabiliti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>i criteri e le modalità di ripartizione del Fondo di cui al comma 1, tenuto conto delle misure nazionali per l'accesso ai servizi educativi per la prima infanzia, da trasferire agli enti gestori del servizio sociale dei Comuni di cui alla legge regionale 19 dicembre 1996, n. 49 (Norme in materia di programmazione, contabilità e controllo del Servizio sanitario regionale e disposizioni urgenti per l'integrazione socio-sanitaria);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>gli elementi per l'individuazione delle modalità di erogazione dei benefici a favore delle famiglie.</p><p><span style="">(13)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.1 </span>Sono ammessi al Fondo di cui al comma 1 i nuclei familiari in cui almeno un genitore risieda o presti attività lavorativa da almeno dodici mesi continuativi in regione. Il regolamento di cui al comma 2 può prevedere di modulare l'intensità del beneficio in relazione al periodo di residenza o attività lavorativa nel territorio regionale da parte di almeno un genitore componente del nucleo familiare.<p><span style="">(5)</span><span style="">(14)</span><span style="">(20)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2 bis.</span> Fino alla data di decorrenza dell'efficacia delle norme del regolamento di cui all'articolo 13, comma 2, lettera d), disciplinante le modalità per la concessione dell'accreditamento di cui all'articolo 20, il Fondo di cui al comma 1 è finalizzato all'accesso ai nidi d'infanzia gestiti da soggetti pubblici nonché da soggetti del privato sociale e privati. A partire dall'anno scolastico 2010/2011 il Fondo è finalizzato anche all'accesso agli altri servizi per la prima infanzia di cui agli articoli 4 e 5, con esclusione dei servizi di cui all'articolo 4, comma 2, lettera c bis), e di cui all'articolo 5, comma 5, gestiti da soggetti pubblici, del privato sociale e privati.<p><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span><span style="">(8)</span><span style="">(9)</span><span style="">(11)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2 ter. </span> Qualora, all'esito della rendicontazione del Fondo da parte degli enti gestori del servizio sociale dei Comuni, l'importo dei benefici erogati risulti eccedente rispetto alle risorse trasferite, l'Amministrazione regionale è autorizzata a trasferire il conguaglio spettante anche a valere sul Fondo destinato all'anno scolastico successivo.<p><span style="">(6)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Modificata l'nterpunzione al comma 1 da  art. 21, comma 9, L. R. 19/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 bis aggiunto da art. 21, comma 10, L. R. 19/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 bis da art. 3, comma 43, L. R. 22/2007</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 bis da art. 26, comma 7, L. R. 11/2009</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 2  .1 aggiunto da art. 1, comma 1, L. R. 18/2009</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 2 ter aggiunto da art. 9, comma 33, L. R. 24/2009</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 13, comma 1, lettera a), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 bis da art. 13, comma 1, lettera b), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole aggiunte al comma 2 bis da art. 188, comma 1, L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita  da art. 9, comma 18, L. R. 22/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 bis da art. 9, comma 9, L. R. 11/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita  da art. 6, comma 15, L. R. 5/2013</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Parole aggiunte alla lettera a) del comma 2 da art. 7, comma 4, lettera a), L. R. 23/2019 , con effetto dall'1/1/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>14 
    </strong> Comma 2  .1 sostituito da art. 7, comma 4, lettera b), L. R. 23/2019 , con effetto dall'1/1/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>15 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 10, comma 1, L. R. 3/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>16 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 9, comma 3, L. R. 6/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>17 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 59, comma 1, L. R. 8/2022</p><p style="text-align: justify;"><strong>18 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 28, comma 3, lettera a), numero 1), L. R. 14/2025 , a decorrere dall'1/1/2027. </p><p style="text-align: justify;"><strong>19 
    </strong> Comma 1 bis aggiunto da art. 28, comma 3, lettera a), numero 2), L. R. 14/2025 , a decorrere dall'1/1/2027. </p><p style="text-align: justify;"><strong>20 
    </strong> Parole soppresse al comma 2  .1 da art. 28, comma 3, lettera a), numero 3), L. R. 14/2025 , a decorrere dall'1/1/2027. </p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 15 bis</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Fondo per le spese di investimento)<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(8)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Per sostenere la realizzazione di un'adeguata rete di servizi per la prima infanzia e per migliorare e adeguare la rete esistente, è istituito un Fondo per le spese di investimento, destinato ai soggetti pubblici nonché ai soggetti del privato sociale e privati.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Le dotazioni del Fondo sono costituite da:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>conferimenti ordinari della Regione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>conferimenti della Regione derivanti da operazioni finanziarie;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>conferimenti dello Stato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>eventuali rientri derivanti da rideterminazioni o revoche dei contributi regionali già concessi per le finalità di cui al comma 1.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Con regolamento regionale sono stabiliti i criteri e le modalità di ripartizione del Fondo di cui al comma 1.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 bis. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(4)</span><span style="">(6)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 ter. </span>Al fine di sostenere la continuità di funzionamento dei servizi per la prima infanzia, l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere ai soggetti di cui al comma 1 contributi a parziale rimborso delle spese sostenute nei sei mesi precedenti per interventi urgenti e indifferibili di manutenzione straordinaria, a valere sullo stanziamento in conto capitale del Fondo di cui al medesimo comma 1 e per un importo non superiore al 10 per cento dello stesso. Con il regolamento di cui al comma 3 sono disciplinate le modalità di presentazione delle domande di rimborso e le modalità di determinazione, concessione ed erogazione dei rimborsi.<p><span style="">(5)</span><span style="">(7)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 11, comma 16, L. R. 12/2009</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita  da art. 11, comma 17, L. R. 12/2009</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 14, comma 1, L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 9, comma 10, L. R. 12/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 3 ter aggiunto da art. 9, comma 10, L. R. 12/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 3 bis abrogato da art. 8, comma 28, L. R. 18/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 3 ter sostituito da art. 8, comma 29, L. R. 18/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 9, comma 10, L. R. 6/2013</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 15 ter</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Fondo per il contenimento rette)<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>A partire dall'anno 2020, al fine di contenere le rette a carico delle famiglie per l'accesso ai servizi per la prima infanzia di cui all'articolo 3, è istituito un Fondo per il contenimento delle rette, destinato ai soggetti gestori pubblici, privati e del privato sociale dei nidi d'infanzia accreditati ai sensi dell'articolo 20.<p><span style="">(7)</span><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Le dotazioni del Fondo sono costituite da:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>conferimenti ordinari della Regione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>conferimenti dello Stato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>eventuali rientri derivanti da rideterminazioni o revoche dei contributi regionali già concessi per le finalità di cui al comma 1.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Con regolamento regionale sono stabiliti i criteri e le modalità di ripartizione del Fondo di cui al comma 1. I criteri di ripartizione del Fondo tengono conto delle condizioni di marginalità dei territori caratterizzati da spopolamento, scarsa accessibilità ai servizi essenziali e limitate opportunità di sviluppo, come individuati dalla strategia regionale per le aree interne, dell'offerta delle prestazioni erogate alle famiglie, in termini di ampliamento delle fasce orarie o delle giornate di apertura del servizio, nell'ottica di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.<p><span style="">(5)</span><span style="">(9)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 bis. </span>L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere ai soggetti di cui al comma 1 contributi per il contenimento delle rette a carico delle famiglie. Con il regolamento di cui al comma 3 sono disciplinati i criteri e le modalità di concessione dei contributi.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 ter. </span>In deroga all'articolo 39 della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7 (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso), le eventuali erogazioni anticipate dei contributi di cui al presente articolo non sono subordinate alla presentazione di fideiussioni bancarie o polizze assicurative.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 quater. </span>Ai fini della rendicontazione dei contributi di cui al comma 3 bis, ai soggetti privati che gestiscono nidi d'infanzia si applicano le disposizioni dell'articolo 43 della legge regionale 7/2000.<p><span style="">(6)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 7, comma 50, L. R. 24/2019 , con effetto dall'1/1/2020.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 9, comma 10, L. R. 6/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 78, comma 1, L. R. 13/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 3 ter aggiunto da art. 78, comma 1, L. R. 13/2020</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole aggiunte al comma 3 da art. 7, comma 10, L. R. 15/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 3 quater aggiunto da art. 117, comma 1, L. R. 7/2025 . La disposizione trova applicazione anche ai procedimenti amministrativi in corso alla data di entrata in vigore della L.R. 7/2025.</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 28, comma 3, lettera b), numero 1), L. R. 14/2025 , a decorrere dall'1/1/2027. </p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 28, comma 3, lettera b), numero 1), L. R. 14/2025 , a decorrere dall'1/1/2027. </p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole aggiunte al comma 3 da art. 28, comma 3, lettera b), numero 2), L. R. 14/2025</p></p><a name="art16"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 16</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 65, comma 2, L. R. 6/2006 , a decorrere dall'1 gennaio 2007.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo abrogato da art. 21, comma 11, L. R. 19/2006 . L'abrogazione decorre dall'entrata in vigore della L.R. 19/2006 (3/11/2006), essendo venuti meno gli effetti, a carico del presente articolo, dell'abrogazione indiretta a decorrenza differita gia' disposta dall'art. 65, c. 2, lett. b), L.R. 6/2006.</p><a name="art17"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 17</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 21, comma 11, L. R. 19/2006</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo IV</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Avvio e accreditamento dei servizi</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 18</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Segnalazione certificata di inizio attività)<p><span style="">(1)</span><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span><span style="">(8)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> I servizi del sistema educativo integrato sono avviati a seguito di segnalazione certificata di inizio attività, ai sensi dell'articolo 19 delle                                 legge 7 agosto 1990, n. 241                                (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), presentata al Comune, attestante il possesso dei seguenti requisiti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>corrispondenza delle strutture alle disposizioni del regolamento di cui all'articolo 13, comma 2, nonché ai criteri di localizzazione e alle caratteristiche strutturali di cui agli articoli 21 e 22;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>presenza di personale in possesso dei titoli di studio previsti dalla normativa vigente;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>offerta di un progetto educativo rispondente alla tipologia del servizio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>applicazione al personale in servizio della normativa contrattuale vigente;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>adozione, qualora sia previsto il servizio mensa, di una tabella dietetica approvata dall'Azienda per i servizi sanitari competente;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>previsione della copertura assicurativa del personale e degli utenti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>previsione che una quota dell'orario di lavoro del personale, non inferiore a quella stabilita dal regolamento di cui all'articolo 13, comma 2, sia destinata ad attività di aggiornamento, programmazione del lavoro educativo e alla promozione della partecipazione delle famiglie;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>adeguatezza del rapporto numerico tra personale impiegato e bambini accolti, in relazione alle specifiche tipologie del servizio.</p><p><span style="">(2)</span><span style="">(6)</span><span style="">(7)</span><span style="">(9)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>2.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Rubrica dell'articolo sostituita da art. 16, comma 1, lettera a), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 16, comma 1, lettera b), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 16, comma 1, lettera c), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Vedi anche quanto disposto dall'art. 56, comma 1, L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita  da art. 56, comma 2, L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Vedi anche quanto disposto dall'art. 56, comma 3, L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Vedi anche quanto disposto dall'art. 56, comma 3, L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Rubrica dell'articolo sostituita da art. 9, comma 10, L. R. 11/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 9, comma 11, L. R. 11/2011</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 19 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Controlli) <p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Nei procedimenti di verifica e controllo di cui all'articolo 19 della legge 241/1990, i Comuni singoli o nelle forme associative previste dalla vigente legislazione possono avvalersi del supporto dell'organo tecnico di cui all'articolo 20, comma 4 bis. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>I Comuni singoli o nelle forme associative previste dalla vigente legislazione procedono altresì a verifiche periodiche a campione per accertare la permanenza dei requisiti necessari al funzionamento.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 17, comma 1, L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo sostituito da art. 9, comma 12, L. R. 11/2011</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 20</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Accreditamento)<p><span style="">(6)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Per la qualificazione dei servizi del sistema educativo integrato è previsto l'istituto dell'accreditamento, caratterizzato dal possesso di requisiti qualitativi e quantitativi aggiuntivi rispetto a quelli stabiliti per l'avvio del servizio, omogenei per i servizi gestiti da soggetti pubblici, del privato sociale e privati.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> L'accreditamento è concesso dal Comune sulla base dei seguenti requisiti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>offrire un progetto pedagogico contenente le finalità, la programmazione delle attività educative e le modalità di funzionamento dei servizi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>disporre di un coordinatore pedagogico ovvero avvalersi della collaborazione di tale professionalità;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>attuare o aderire a iniziative di collaborazione tra soggetti gestori al fine di realizzare il sistema educativo integrato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>realizzare nel rapporto con gli utenti le condizioni di accesso di cui all'articolo 7 e le condizioni di trasparenza e partecipazione delle famiglie di cui all'articolo 9, attraverso la costituzione di appositi organismi di gestione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>adottare strumenti e metodologie di valutazione del servizio corrispondenti a quanto stabilito dal regolamento di cui all'articolo 13, comma 2;</p><p style="text-align: justify;"><strong>f) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>applicare agli utenti condizioni e tariffe entro i limiti minimi e massimi stabiliti annualmente dalla Giunta regionale, anche in termini differenziati nel territorio regionale.</p><p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>3.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Il Comune procede a verifiche periodiche per accertare la permanenza dei requisiti sulla cui base è stato concesso l'accreditamento. Nel caso in cui sia riscontrata la perdita di uno o più dei requisiti richiesti, il Comune assegna al soggetto gestore un termine perentorio per il ripristino degli stessi. Decorso inutilmente tale termine, il Comune revoca l'accreditamento.<p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4 bis. </span>La Regione può individuare, con deliberazione della Giunta regionale, l'organo tecnico di supporto alle procedure di verifica dei requisiti e di rilascio dell'accreditamento, anche in deroga all'articolo 33 della legge regionale 31 marzo 2006, n. 6 (Sistema integrato di interventi e servizi per la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza sociale), e ad altre normative regionali vigenti.<p><span style="">(5)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 18, comma 1, lettera a), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Lettera f) del comma 2 abrogata da art. 18, comma 1, lettera b), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 18, comma 1, lettera c), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 18, comma 1, lettera d), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 4 bis aggiunto da art. 18, comma 1, lettera e), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita  da art. 56, comma 1, L. R. 7/2010</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo V</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Caratteristiche delle strutture e dei servizi</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 21</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Localizzazione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> I Comuni, attraverso la pianificazione urbanistica, programmano e individuano le aree per la localizzazione dei servizi per la prima infanzia di cui agli articoli 3 e 4 avendo riguardo a integrare le strutture nel contesto urbanistico e sociale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> L'area da destinare al nido d'infanzia deve essere situata in zona salubre e facilmente accessibile alla popolazione interessata al servizio, preferibilmente collegabile in modo agevole agli altri servizi sociali e di istruzione per l'infanzia prescolare. Le caratteristiche geomorfologiche dell'area devono assicurare un uso confortevole del servizio in ogni stagione dell'anno.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Deve essere altresì assicurata un'area esterna, di esclusiva pertinenza del nido d'infanzia, sufficientemente soleggiata, dotata di zona verde e di attrezzature per la permanenza e il gioco dei bambini. Nelle zone ad alta intensità abitativa l'area esterna può essere costituita anche da una terrazza adeguatamente protetta da rischi infortunistici. Nel caso in cui i servizi per la prima infanzia prevedano un orario giornaliero di utilizzo del servizio non superiore alle sei ore, i Comuni possono concedere la deroga all'esistenza dell'area esterna.<p><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> La destinazione d'uso residenziale e residenziale agricolo dell'immobile è compatibile con l'esercizio dei servizi per la prima infanzia di cui all'articolo 4, comma 2, lettere c) e c bis), e all'articolo 5.<p><span style="">(1)</span><span style="">(4)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 19, comma 1, L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole aggiunte al comma 3 da art. 6, comma 17, L. R. 5/2013</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 9, comma 5, L. R. 6/2013</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole aggiunte al comma 4 da art. 2, comma 1, L. R. 17/2021</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 22</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Caratteristiche strutturali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente in materia di opere pubbliche, la progettazione architettonica delle strutture destinate ai servizi educativi per la prima infanzia deve tenere conto del progetto educativo e pedagogico che sottende ogni singola tipologia di servizio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Diverse tipologie di servizi possono essere ubicate nelle medesime strutture al fine di garantire un migliore utilizzo degli spazi, purché non interferiscano nello svolgimento delle attività.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Gli spazi interni ed esterni dei servizi educativi per la prima infanzia sono strutturati per rispondere alle esigenze delle diverse età, ai bisogni dei bambini disabili e in modo da rendere possibile l'organizzazione di attività diversificate, individuali, di piccoli gruppi e collettive.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Gli spazi, le strutture interne ed esterne e l'arredamento devono salvaguardare i bambini da eventuali rischi infortunistici.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 23</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Assicurazioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> I bambini accolti presso i servizi educativi per la prima infanzia pubblici, del privato sociale e privati devono essere assicurati, per la durata della loro permanenza nella struttura, almeno contro il rischio di infortunio, invalidità temporanea o permanente e decesso.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 24</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Personale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Nel rispetto dei requisiti e dei profili professionali in materia nonché dei requisiti di accesso e di durata dei percorsi formativi, il funzionamento dei servizi educativi per la prima infanzia, salva la specifica disciplina dei servizi educativi domiciliari di cui all'articolo 4, comma 2, lettera c), è assicurato dal coordinatore, dal personale educativo e dal personale addetto ai servizi generali. Il coordinatore può essere individuato anche all'interno del personale educativo.<p><span style="">(1)</span><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>2.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Per il personale operante nei servizi integrativi, la Regione prevede specifici percorsi formativi indicando nel regolamento di cui all'articolo 13, comma 2, lettera a), i titoli di studio per accedervi.<p><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 20, comma 1, lettera a), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 20, comma 1, lettera b), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 20, comma 1, lettera c), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole soppresse al comma 3 da art. 8, comma 32, L. R. 18/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole aggiunte al comma 1 da art. 9, comma 58, L. R. 14/2012</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 25</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Compiti del personale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>I soggetti gestori dei servizi pubblici e privati accreditati assicurano le funzioni di coordinamento pedagogico delle singole strutture avvalendosi di operatori in possesso del titolo di studio di laurea a indirizzo pedagogico o psicologico. La dotazione è definita in base alle esigenze e tipologie dei singoli servizi, secondo le indicazioni del Comitato di coordinamento pedagogico di cui all'articolo 14.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>2.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Il personale educativo promuove lo sviluppo armonico, il benessere globale e la socializzazione del bambino attraverso attività formative e di cura; si relaziona con la famiglia e con gli altri servizi socio-educativi e sanitari del territorio favorendo una partecipazione attiva al servizio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Gli operatori addetti ai servizi generali e di ristorazione garantiscono la pulizia, la cura generale degli ambienti, la predisposizione dei pasti e collaborano con il personale educativo per il buon andamento del servizio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> Il personale opera secondo il metodo della collegialità, in stretta collaborazione con le famiglie e con gli operatori di supporto ai bambini disabili, garantendo l'integrazione degli interventi educativi. Sono previsti incontri periodici di tutto il personale operante nel servizio per l'impostazione e la verifica del lavoro educativo e per l'elaborazione di indicazioni metodologiche e operative.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 21, comma 1, lettera a), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 21, comma 1, lettera b), L. R. 7/2010</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 26</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Coordinamento pedagogico del sistema educativo integrato)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> I soggetti gestori dei servizi per la prima infanzia, anche in collaborazione tra loro, promuovono forme di coordinamento e di collegamento per la realizzazione del sistema educativo integrato.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 26 bis </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Trasmissione dei dati alla Regione) <p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>I soggetti gestori dei servizi per la prima infanzia avviati o accreditati sono tenuti a trasmettere al Servizio regionale competente tutti i dati relativi al servizio, individuati con il regolamento di cui all'articolo 13, comma 2, nei tempi e con le modalità, anche informatiche, stabilite dal medesimo regolamento. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>La trasmissione dei dati di cui al comma 1 è coordinata con l'attività di rilevazione e monitoraggio di cui all'articolo 11.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 22, comma 1, L. R. 7/2010</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 27</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Rapporto numerico tra personale e bambini)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Con il regolamento di cui all'articolo 13, comma 2, è definito il rapporto numerico tra il personale educativo, il personale addetto ai servizi generali e i bambini ospitati presso i servizi educativi per la prima infanzia, secondo le diverse tipologie.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Nella definizione dei rapporti numerici va considerato il numero dei bambini iscritti e frequentanti, in relazione alla loro permanenza nel servizio, alla loro età, con particolare attenzione a quelli di età inferiore a dodici mesi, alla presenza di bambini disabili o in particolari situazioni di svantaggio socio-culturale, alle caratteristiche strutturali e organizzative del servizio.</p></p><a name="art27bis"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 27 bis </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo aggiunto da art. 9, comma 35, L. R. 24/2009</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo abrogato da art. 40, comma 1, lettera a), L. R. 14/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Capo VI</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Norme finali</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 28</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Clausola valutativa)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> La Giunta regionale, con cadenza triennale, informa il Consiglio regionale circa l'attuazione della presente legge, dando evidenza dei risultati ottenuti nella realizzazione e qualificazione del sistema educativo integrato, in termini di miglioramento dell'offerta dei servizi a copertura della complessità dei bisogni delle bambine e dei bambini e delle loro famiglie.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> A tal fine la Giunta regionale, entro il 31 marzo dell'anno successivo al triennio di riferimento, presenta al Consiglio una relazione che contenga, in particolare, risposte documentate ai seguenti quesiti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>in che misura le linee di indirizzo e la normativa regolamentare dettate dall'Amministrazione regionale hanno contribuito ad agevolare l'attività dei Comuni e quali sono state le eventuali criticità da questi riscontrate nel dare risposte autonome alle specifiche esigenze del proprio territorio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a bis) </span>quali sono stati i controlli effettuati dai Comuni successivamente alle dichiarazioni di inizio attività e quali sulla permanenza dei requisiti, con indicazione degli esiti degli stessi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>quali sono state le modalità del coinvolgimento dei soggetti del privato sociale e privati nonché delle famiglie nella programmazione e gestione dei servizi e quali ne sono stati gli esiti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>quanti e quali sono stati i nuovi servizi per la prima infanzia pubblici, del privato sociale e privati attivati e in che misura la rete dei servizi ha soddisfatto la domanda annua per bacino comunale d'utenza;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>quali sono state le iniziative realizzate per la formazione del personale addetto ai servizi, quali i contenuti della formazione erogata e in che modo esse hanno contribuito al miglioramento della qualità dei servizi, anche con particolare riguardo alle esigenze di inserimento e integrazione dei bambini disabili o in situazione di disagio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>quali esiti applicativi hanno avuto i criteri fissati dalla Regione per la partecipazione degli utenti al costo dei servizi e in che misura i finanziamenti regionali annuali relativi agli interventi contributivi hanno favorito l'accesso ai servizi da parte delle famiglie;</p><p style="text-align: justify;"><strong>f) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> La relazione è resa pubblica insieme agli eventuali documenti del Consiglio regionale che ne concludono l'esame.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Lettera a bis) del comma 2 aggiunta da art. 23, comma 1, lettera a), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite alla lettera c) del comma 2 da art. 23, comma 1, lettera b), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Lettera e) del comma 2 sostituita da art. 23, comma 1, lettera c), L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Lettera f) del comma 2 abrogata da art. 23, comma 1, lettera d), L. R. 7/2010</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 29</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme transitorie)<p><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni da adottarsi ai sensi dell'articolo 13 continua ad applicarsi la disciplina previgente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Le strutture esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge hanno l'obbligo di adeguarsi ai requisiti previsti dal regolamento di cui all'articolo 13, comma 2, fatto salvo il rispetto delle vigenti norme igienico-sanitarie e di sicurezza sui luoghi di lavoro, entro un periodo massimo di due anni dalla data di entrata in vigore del regolamento stesso. Tale termine può essere prorogato, a richiesta, dal Comune competente per territorio per un ulteriore periodo, non superiore a due anni.<p><span style="">(1)</span><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Le strutture di cui al comma 2 possono chiedere al Comune l'autorizzazione provvisoria al funzionamento, previa attestazione del rispetto delle vigenti norme igienico-sanitarie e di sicurezza sui luoghi di lavoro. Decorso il termine di cui al comma 2, qualora la struttura sia priva dei requisiti prescritti, l'autorizzazione provvisoria decade.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> Per il personale in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge valgono i titoli di studio riconosciuti dalla normativa vigente al momento dell'assunzione in servizio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span> Fino alla modifica della normativa relativa ai requisiti e ai profili professionali per il personale educativo nidi d'infanzia e dei requisiti di accesso e di durata dei percorsi formativi, rimangono in vigore le disposizioni di cui all'articolo 18 della legge regionale 26 ottobre 1987, n. 32 (Disciplina degli asili-nido comunali), come sostituito dall'articolo 1, comma 1, della legge regionale 15/1995. Sono altresì considerati validi i diplomi di scuola media superiore di area pedagogico-sociale, i diplomi di laurea a indirizzo pedagogico o psicologico, ovvero i titoli equipollenti riconosciuti dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5 bis. </span>Al fine di assicurare la continuità e il funzionamento dei servizi esistenti e di perseguirne la graduale diffusione territoriale pur in carenza di personale specificamente qualificato, in via transitoria per l'anno educativo 2023/2024 e per l'anno educativo 2024/2025 i servizi possono essere gestiti e avviati anche in presenza di personale in possesso dei seguenti titoli di studio:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>lauree in Scienze dell'educazione e della formazione (classe L 19), pur in assenza dell'indirizzo specifico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>lauree quinquennali a ciclo unico in Scienze della formazione primaria (classe LM 85 bis), pur in assenza dell'integrazione del corso di specializzazione per complessivi 60 crediti.</p><p><span style="">(6)</span><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5 ter. </span>Ai fini del comma 5 bis sono fatte salve le norme transitorie di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 3 aprile 2017, n. 65 (Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera e), della legge 13 luglio 2015, n. 107), che consentono l'accesso alla professione di educatore dei servizi educativi per l'infanzia anche a coloro che siano in possesso dei seguenti titoli:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>i titoli riconosciuti validi in precedenza dalla normativa regionale di cui all'articolo 18 della legge regionale 26 ottobre 1987, n. 32 (Disciplina degli asili - nido comunali), e di cui al presente articolo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>esclusivamente per il personale che opera nei servizi integrativi di cui all'articolo 4, comma 2, lettere a), b) e c) della presente legge, i diplomi di scuola media superiore, integrati con specifici percorsi formativi di qualificazione di durata non inferiore a 400 ore approvati dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, come previsto dall'articolo 7, comma 4, del decreto del Presidente della Regione 4 ottobre 2011, n. 0230/Pres. (Regolamento recante requisiti e modalità per la realizzazione, l'organizzazione, il funzionamento e la vigilanza, nonché modalità per l'avvio e l'accreditamento, dei nidi d'infanzia, dei servizi integrativi e dei servizi sperimentali e ricreativi, e linee guida per l'adozione della carta dei servizi, ai sensi dell'articolo 13, comma 2, lettere a), c) e d) della legge regionale 18 agosto 2005, n. 20 (Sistema educativo integrato dei servizi per la prima infanzia)).</p><p><span style="">(7)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole aggiunte al comma 2 da art. 10, comma 23, L. R. 17/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 5 da art. 24, comma 1, L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Vedi anche quanto disposto dall'art. 56, comma 1, L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita  da art. 56, comma 5, L. R. 7/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 9, comma 12, L. R. 20/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 5 bis aggiunto da art. 7, comma 11, L. R. 15/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 5 ter aggiunto da art. 7, comma 11, L. R. 15/2023 , con effetto dall'1/1/2024.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole aggiunte al comma 5 bis da art. 7, comma 14, L. R. 7/2024</p></p><a name="art30"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 30</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 21, comma 11, L. R. 19/2006</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 31</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Abrogazioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Sono abrogate le seguenti disposizioni:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>gli articoli dall'1 al 17, 19, 20, 22, 23 e dal 25 al 27 della legge regionale 32/1987;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>le lettere b) e c) del comma 12 e la lettera b) del comma 13 dell'articolo 4 della legge regionale 4/1999 (modificative degli articoli 19 e 23 della legge regionale 32/1987);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>il comma 1, le lettere b), c), d), e) e f) del comma 2 e i commi da 3 a 5 dell'articolo 12 della legge regionale 24 giugno 1993, n. 49 (Norme per il sostegno delle famiglie e per la tutela dei minori);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>la lettera c) del comma 13 dell'articolo 4 della legge regionale 4/1999 (modificativa dell'articolo 12 della legge regionale 49/1993);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>il comma 11 dell'articolo 3 della legge regionale 22 febbraio 2000, n. 2 (modificativo dell'articolo 12 della legge regionale 49/1993);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>il comma 14 dell'articolo 7 della legge regionale 3 luglio 2000, n. 13 (sostitutivo dell'articolo 12 della legge regionale 49/1993);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>il comma 59 dell'articolo 4 della legge regionale 29 gennaio 2003, n. 1 (modificativo dell'articolo 12 della legge regionale 49/1993);</p><p style="text-align: justify;"><strong>h) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><strong>i) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">j) </span>gli articoli 74 e 75 della legge regionale 5 dicembre 2003, n. 18 (Interventi urgenti nei settori dell'industria, dell'artigianato, della cooperazione, del commercio e del turismo, in materia di sicurezza sul lavoro, asili nido nei luoghi di lavoro, nonché a favore delle imprese danneggiate da eventi calamitosi);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">k) </span>l'articolo 20 della legge regionale 21 luglio 2004, n. 20 (Riordino normativo dell'anno 2004 per il settore dei servizi sociali).</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Le disposizioni di cui al comma 1 continuano ad applicarsi ai procedimenti di erogazione dei benefici di natura finanziaria in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e fino all'approvazione del regolamento di cui all'articolo 13, comma 2.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 21, comma 12, L. R. 19/2006, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 2, comma 18, L. R. 30/2007</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 21, comma 13, L. R. 19/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 21, comma 14, L. R. 19/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 21, comma 15, L. R. 19/2006</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 32</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme finanziarie)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span> Gli oneri derivanti dal disposto di cui agli articoli 4 e 5 fanno carico all'unità previsionale di base 7.4.310.1237 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2005-2007 e del bilancio per l'anno 2005, con riferimento al capitolo 4699 del documento tecnico allegato ai bilanci medesimi - quota finalizzata del Fondo sociale nazionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Gli oneri derivanti dal disposto di cui all'articolo 14 fanno carico all'unità previsionale di base 52.2.310.1.1619 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 2005-2007 e del bilancio per l'anno 2005, con riferimento al capitolo 4721 del documento tecnico allegato ai bilanci medesimi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span> Gli oneri derivanti dal disposto di cui all'articolo 15 trovano copertura nello stanziamento individuato nella legge finanziaria a decorrere dall'esercizio finanziario 2006.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>5.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 4 abrogato da art. 21, comma 11, L. R. 19/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 5 abrogato da art. 21, comma 11, L. R. 19/2006</p></p></p></body></html>