﻿<html xmlns:nir="http://www.normeinrete.it/nir/2.1/" xmlns:dsp="http://www.normeinrete.it/nir/disposizioni/2.1/" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema" xmlns:h="http://www.w3.org/HTML/1998/html4"><head><META http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><title></title></head><body style="font-family:decima; font-size: 1.2em;"><p>Legge regionale 03 marzo 1998

      , n. 6 - TESTO VIGENTE dal 08/08/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>Istituzione  dell'Agenzia regionale per  la  protezione dell'ambiente - ARPA.</strong></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">ARPA: FUNZIONI E ASSETTO ORGANIZZATIVO</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">SEZIONE I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">ISTITUZIONE DELL'ARPA</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   1</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Oggetto e finalità)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   Le   disposizioni    della   presente   legge,   in attuazione  del  decreto  legge 4  dicembre  1993,  n.  496, convertito, con modificazioni, con legge 21 gennaio 1994, n. 61,   sono   finalizzate   al   mantenimento,   sviluppo   e potenziamento  delle  attività di tutela  e  di  promozione della  qualità degli ecosistemi naturali e degli ecosistemi antropizzati, al controllo ed alla prevenzione  dei  fattori di  degrado  che  hanno o che potrebbero  avere  conseguenze dirette o indirette sulla salute umana. In tale contesto  la Regione  Friuli-Venezia  Giulia persegue  l'obiettivo  della massima integrazione e coordinamento delle attività  svolte in  materia  ambientale  ed igienico-sanitaria  dai  diversi livelli  istituzionali, in armonia con  la  legge  8  giugno 1990, n.  142, con il decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 9,  con  il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.  502, e successive modifiche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   Le  disposizioni della presente legge  disciplinano altresì  il  riordino ed il funzionamento  delle  strutture preposte ai controlli ambientali, le modalità di erogazione dei   servizi  dell'Agenzia  regionale  per  la   protezione dell'ambiente alla Regione ed ai suoi enti strumentali, agli enti  locali  ed  ai loro consorzi, società partecipate  ed aziende speciali, alle Aziende per i servizi sanitari,  agli altri enti pubblici, nonché ai privati.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   Ai   fini   di   cui  al  comma  1,  l' istituzione dell'Agenzia  regionale per la protezione dell'ambiente,  di seguito denominata ARPA, e la sua operatività coordinata ed integrata, nelle modalità previste dall'articolo 17, con  i Dipartimenti  di  prevenzione delle Aziende  per  i  servizi sanitari,  costituiscono  l'avvio di  un  sistema  regionale della prevenzione ambientale ed igienico-sanitaria.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span>   Le  finalità  di  cui al  comma  1  e  l'ulteriore definizione   del   sistema  regionale   della   prevenzione ambientale  ed  igienico-sanitaria sono  inoltre  perseguiti anche  attraverso  il  riordino  delle  competenze  e  delle funzioni amministrative in materia ambientale nella  Regione Friuli-Venezia  Giulia,  anche  in  attuazione  del  decreto legislativo 9/1997.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span>   Ai  fini  dell'attuazione del  comma  4  la  Giunta regionale,  entro  sei  mesi  dalla  data di  efficacia  del decreto  di   costituzione  ed  approvazione  dello  statuto dell'ARPA,  di  cui  all'articolo  2,  comma  4,  sentite le associazioni   degli  enti  locali,   delle   organizzazioni imprenditoriali   e   delle    associazioni    ambientaliste maggiormente  rappresentative a livello regionale,  presenta al  Consiglio  Regionale  un  apposito disegno  di legge  di riordino delle  competenze  e  delle funzioni amministrative in materia ambientale,  così  come  previsto  dall'articolo 3 della legge regionale 8 aprile 1997, n.  10, come integrato dagli articoli 52 e  55  della  legge  regionale 9 settembre 1997, n.  31 ferme restando in capo alla Regione le funzioni di   carattere   unitario  ed  in  particolare   quelle   di pianificazione,   programmazione,  indirizzo,  promozione  e coordinamento, nonché di  raccordo con lo Stato.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span>   Con  regolamenti da adottare in  base  ai  medesimi criteri,  principi direttivi e procedure di cui all'articolo 1  della  legge  regionale 4 luglio 1997, n.  23, la  Giunta regionale  procede,  comunque non oltre  dodici  mesi  dalla nomina  del  Direttore generale, alla semplificazione  delle procedure  amministrative  previste  dalle  leggi  regionali nelle  materie  interessate dall'articolo 3  della  presente legge,  nonché all'abrogazione o sostituzione di  controlli tecnico-amministrativi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7.</span>   Per  le  finalità  di cui al  comma  6  la  Giunta regionale attua i seguenti indirizzi:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>applicazione del silenzio assenso,  eccezion  fatta per  i  pareri  di  tipo  ambientale,  nelle  procedure   di autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla osta,  permesso o  altro  atto di consenso comunque denominato di competenza della Regione e degli enti locali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>attuazione   delle  modalità  necessarie  per   la costituzione ed il funzionamento dello &lt;&lt; sportello unico &gt;&gt;;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>definizione,   anche  utilizzando  convenzioni   ed accordi,  dei  rapporti  tra  i  diversi  enti  titolari  di funzioni  amministrative al fine di garantire l'operatività dello &lt;&lt; sportello unico &gt;&gt;;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>indizione di conferenze di servizi ai  sensi  della legislazione vigente;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>revisione    e     riordino     delle     procedure amministrative e della loro tempistica.</p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 5 da art. 1, comma 1, L. R. 16/1998</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   2</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Istituzione, natura giuridica e finalità dell'ARPA)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   È   istituita  l' ARPA   quale   ente  di  diritto pubblico,  preposto  all'esercizio delle  funzioni  e  delle attività   tecniche  per  la  vigilanza  e   il   controllo ambientale,  all'esercizio delle attività di ricerca  e  di supporto  tecnico-scientifico,  nonché  all'erogazione   di prestazioni   analitiche  di  rilievo  sia  ambientale   sia sanitario.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   L' ARPA   è  dotata   di  personalità   giuridica pubblica e di autonomia tecnico-giuridica, amministrativa  e contabile  ed è sottoposta agli indirizzi ed alla vigilanza della Regione secondo quanto previsto dagli articoli 4 e 13.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   L' ARPA  esercita  le sue attribuzioni  nell'ambito degli  indirizzi  e  delle direttive della  Regione.  Svolge attività di supporto e consulenza tecnico-scientifica  alle funzioni amministrative e di pianificazione e programmazione in  materia  di prevenzione ambientale ed igienico-sanitaria esercitate dalla Regione, dalle Province, dai Comuni singoli o  associati, dalle Aziende per i servizi sanitari  e  dalle ulteriori istituzioni pubbliche operanti nel settore.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span>   Entro e non oltre 120 giorni dalla data di  entrata in  vigore  della presente legge il Presidente della  Giunta regionale con proprio decreto, previa conforme deliberazione della  Giunta  stessa, su proposta dell'Assessore  regionale all'ambiente, nomina il Direttore generale e contestualmente costituisce l'ARPA e ne approva lo statuto.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span>   Con  il  medesimo decreto di cui al  comma  4  sono definite  ulteriori  norme  transitorie  relative  all'avvio dell'operatività  dell'ARPA, nelle more  dell'adozione  del regolamento  di  cui all'articolo 10, nonché  quelle  norme necessarie a garantire la continuità delle attività e  dei servizi trasferiti all'ARPA medesima.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   3</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Attribuzioni ed attività tecnico-scientifica)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   L'ARPA,  fatto salvo quanto previsto  dall'articolo 01  del decreto legge 496/1993, come inserito dalla legge di conversione  61/1994, per quanto non espressamente  indicato dal   presente  comma,  svolge,  anche  attraverso  le   sue articolazioni territoriali ed i settori tecnici, le seguenti attività    tecnico-scientifiche    per    la    protezione dell'ambiente in ambito regionale:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>controllo dei fattori fisici, chimici  e  biologici che regolano gli ecosistemi naturali e antropizzati, al fine di  qualificare,  quantificare  e  prevenire  i  fattori  di inquinamento;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>funzioni   tecniche,   anche   a   supporto   delle amministrazioni competenti, di controllo sul rispetto  delle norme  vigenti  in campo ambientale e delle  disposizioni  e prescrizioni  contenute  nei  provvedimenti  emanati   dalle autorità competenti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>controllo  ambientale  delle   attività   connesse all'uso  pacifico  dell'energia nucleare ed  in  materia  di protezione dalle radiazioni ionizzanti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>controllo  ambientale  in  materia   di  protezione dall'inquinamento elettromagnetico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>espletamento    delle    funzioni   relative   alla disciplina  dell'igiene  ambientale,  comprese  le   diverse articolazioni funzionali dell'igiene del suolo, delle acque, dell'aria, nonché dell'igiene tecnica;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>gestione   di  reti  di  monitoraggio  e  di  altri sistemi   di  indagine,  in  collegamento  con  il   sistema informativo  dei Dipartimenti di prevenzione  delle  Aziende per i servizi sanitari territoriali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>formulazione,    su   richiesta   delle   autorità amministrative competenti, di pareri concernenti gli aspetti tecnici e scientifici connessi alle funzioni di protezione e risanamento ambientale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>raccolta,  elaborazione e  diffusione  dei  dati  e delle   informazioni   di  interesse   ambientale,   nonché promozione  di  programmi di divulgazione  e  formazione  in materia  ambientale,  anche  in  collaborazione  con   altri soggetti pubblici e privati;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>educazione   ambientale  ed  informazione  pubblica sulla prevenzione dei rischi ambientali e sanitari, anche in collaborazione  con  altri  soggetti  pubblici  e   privati, attivando anche adeguati sistemi informativi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">l) </span>collaborazione  alle   attività   di   formazione, informazione ed aggiornamento professionale degli  operatori del   settore   ambientale,  con  particolare  riguardo   ai dipendenti regionali e degli enti locali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">m) </span>attività   di  studio,  ricerca  e  controllo  sui fenomeni  fisici  che  caratterizzano  l'ambiente  marino  e costiero;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">n) </span>attività  di  studio, ricerca e controllo  per  la tutela dall'inquinamento atmosferico prodotto dagli impianti termici in ambienti di vita;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">o) </span>realizzazione,  anche in collaborazione  con  altri organismi ed istituti operanti nel settore, di iniziative di ricerca  applicata  sui fenomeni dell'inquinamento  e  della meteoclimatologia, sulle condizioni generali dell'ambiente e di rischio, sulle forme di tutela degli ecosistemi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">p) </span>collaborazione  con  l' Agenzia  nazionale  per  la protezione dell'ambiente (ANPA) ed altri enti ed istituzioni operanti   nel  settore  della  prevenzione  ambientale   ed igienico-sanitaria;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">q) </span>collaborazione  a  livello tecnico-scientifico  con gli  organi  competenti  per gli  interventi  di  protezione civile ed ambientale nei casi di emergenza;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">r) </span>supporto  tecnico-scientifico agli organi  preposti alla valutazione ed alla prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti connessi ad attività produttive;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">s) </span>supporto tecnico-scientifico alla Regione  ai  fini dell'elaborazione dei piani regionali di intervento  per  la prevenzione  ed il controllo ambientale e la verifica  della salubrità degli ambienti di vita;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">t) </span>supporto   tecnico   di  indirizzo  generale   alle amministrazioni competenti all'approvazione di progetti e al rilascio di autorizzazioni in materia ambientale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">u) </span>supporto  tecnico  e validazione  scientifica,  ove richiesti,  relativamente ai dati ambientali  descritti  nei progetti  proposti,  per  gli  uffici  regionali  incaricati dell'analisi  degli  studi  di impatto  ambientale  e  della gestione  della  procedura  per la valutazione  dell'impatto ambientale, di cui alla legge regionale 7 settembre 1990, n. 43,  nonché  collaborazione alla redazione di manualistica, modellistica e linee-guida per l'elaborazione omogenea degli studi di impatto ambientale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">v) </span>supporto   tecnico-scientifico   ai   progetti   di ricerca    e   diffusione   di   tecnologie   ecologicamente compatibili, di prodotti e sistemi di produzione  a  ridotto impatto  ambientale,  anche finalizzato  all'attuazione  del regolamento  (CEE) n.  880/1992 del Consiglio, del 23  marzo 1992,  sul  marchio di qualità ecologica (ecolabel)  e  del regolamento (CEE) n.  1836/1993 del Consiglio, del 29 giugno 1993, sul sistema di ecogestione ed audit;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">z) </span>supporto tecnico alla Regione ed agli enti  locali, nell'esercizio   delle  funzioni  inerenti   la   promozione dell'azione  di  risarcimento del danno ambientale,  di  cui all'articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n.  349.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">z bis) </span>svolge le funzioni di supporto tecnico operativo del Centro funzionale decentrato (CFD) della Protezione civile, mediante la modellistica meteorologica previsionale a supporto delle attività di prevenzione della Protezione civile regionale.</p><p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   L' ARPA  può  fornire  prestazioni  a  favore   di privati, purché compatibili con l'esigenza di imparzialità nell'esercizio  delle attività di cui al comma  1  ad  essa affidate,  e comunque subordinatamente all'espletamento  dei compiti di istituto. Su proposta del Direttore generale  che individua  le  tipologie  e  disciplina  l'esercizio   delle suddette   prestazioni,  la  Giunta  regionale  approva   il tariffario per la remunerazione delle prestazioni stesse.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Lettera z bis) del comma 1 aggiunta da art. 2, comma 1, L. R. 3/2014</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   4</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Controllo e vigilanza)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Sono soggetti al controllo preventivo della Giunta regionale i seguenti atti e loro modificazioni: <p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>i programmi annuali e pluriennali e i relativi bilanci preventivi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>i bilanci di esercizio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>il regolamento di organizzazione.</p><p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span> Ai fini del controllo gli atti di cui al comma 1 sono inviati entro cinque giorni dalla loro adozione alla Giunta regionale, per il tramite della Direzione centrale ambiente e lavori pubblici, che ne cura l'istruttoria anche avvalendosi di altri uffici regionali competenti per materia.<p><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>La Giunta regionale approva gli atti di cui al comma 1 entro sessanta giorni dal ricevimento.<p><span style="">(1)</span><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span>   I  termini  di cui  al comma 3 sono interrotti  per una  sola  volta se prima della loro scadenza sono richiesti chiarimenti o elementi integrativi di giudizio. In tal  caso il termine per l'esercizio del controllo decorre dal momento della ricezione degli atti richiesti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span>   Con  provvedimento  motivato, la  Giunta  regionale può disporre ispezioni e verifiche nei confronti dell'ARPA.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span>   Ai  fini  dell'esercizio  della  vigilanza  di  cui all'articolo  03, comma 1, del decreto legge 496/1993,  come inserito  dalla legge di conversione 61/1994,  il  Direttore generale  dell'ARPA  fornisce  al  Presidente  della  Giunta regionale,  o  se  delegato all'Assessore all'ambiente,  nei termini  dallo  stesso stabiliti, tutte le  informazioni,  i dati e le notizie richieste.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Derogata la disciplina del comma 3 da  art. 12, comma 3, L. R. 16/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 137, comma 1, lettera a), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 137, comma 1, lettera b), numero 1), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 137, comma 1, lettera b), numero 2), L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 137, comma 1, lettera c), L. R. 17/2010</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   5</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Rapporti con gli enti istituzionali)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   L'ARPA svolge per la Regione, gli enti locali ed  i Dipartimenti  di  prevenzione delle Aziende  per  i  servizi sanitari  della regione attività di consulenza, di supporto tecnico-scientifico ed analitiche.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   Nelle   materie  di  cui  alla  presente  legge  la Regione, gli enti locali e le Aziende per i servizi sanitari si  avvalgono  obbligatoriamente dell'ARPA  per  l'esercizio delle funzioni di rispettiva competenza.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2 bis. </span>La Regione si avvale del supporto tecnico-scientifico di ARPA per l'attuazione di progetti comunitari che richiedono l'analisi e il monitoraggio degli impatti ambientali, nonché l'elaborazione di dati e di modelli ambientali anche dinamici.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   L'ARPA  ed  i  Dipartimenti  di  prevenzione  delle Aziende per i servizi sanitari svolgono le proprie attività in   maniera  coordinata  ed  integrata,  sulla   base   del Regolamento  di  cui all'articolo 22, comma 5,  della  legge regionale  30 agosto 1994, n.  12, da assumersi, su proposta dell'Assessore  regionale  all'ambiente  di   concerto   con l'Assessore  regionale alla sanità, entro 150 giorni  dalla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione del decreto  del  Presidente  della  Giunta regionale di cui all'articolo 2, comma 4.  Con tale regolamento sono altresì individuate  le   fattispecie soggette all'obbligo di cui al comma 2.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span>   Le  strutture  laboratoristiche dell'ARPA  svolgono funzioni  di  supporto tecnico-specialistico  nei  confronti della  Regione,  degli enti locali ed in  particolare  delle Aziende  per  i  servizi sanitari, a  cui  pertanto  non  è consentito mantenere o attivare propri laboratori di analisi e  gestire  sistemi o apparecchiature destinati al controllo ambientale  ed alla prevenzione collettiva per  gli  aspetti derivanti dai fattori di rischio ambientale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span>   Con apposite convenzioni stipulate ai sensi dell'articolo 12, sono disciplinate le prestazioni erogate dall'ARPA ai sensi dei commi 1, 2, 2 bis e 4.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5 bis. </span>Gli oneri connessi all'avvalimento di ARPA, da parte della Regione ai sensi del comma 2 bis, fanno carico ai capitoli di spesa del bilancio regionale istituiti a fronte della realizzazione dei singoli progetti comunitari.<p><span style="">(4)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 2, comma 1, L. R. 16/1998</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 bis aggiunto da art. 12, comma 44, lettera a), L. R. 11/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole aggiunte al comma 5 da art. 12, comma 44, lettera b), L. R. 11/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 5 bis aggiunto da art. 5, comma 49, lettera a), L. R. 18/2011</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">SEZIONE II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">ORDINAMENTO DELL'ARPA</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   6</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Organi dell'ARPA)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>  Sono organi dell'ARPA:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il Direttore generale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>il Collegio dei revisori dei conti.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   7</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Direttore generale)<p><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il Direttore generale è nominato dal Presidente della Regione su conforme deliberazione della Giunta regionale tra soggetti in possesso dei seguenti requisiti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>laurea magistrale o laurea specialistica o diploma di laurea conseguito secondo il previgente ordinamento;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>comprovata esperienza dirigenziale almeno quinquennale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>elevata professionalità e qualificata esperienza nel settore ambientale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>assenza delle situazioni di incompatibilità di cui all'articolo 8, comma 1, della legge 28 giugno 2016, n. 132 (Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).</p><p><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   Il  Direttore  generale ha la rappresentanza legale dell'ARPA ed è responsabile della realizzazione dei compiti istituzionali  dell'ARPA stessa e del  raggiungimento  degli obiettivi  fissati dalla Giunta regionale e dal Comitato  di indirizzo  e  verifica  previsto dall'articolo  13,  nonché della gestione dell'ARPA.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   I  compiti  e  le  funzioni del Direttore  generale sono  stabiliti  statutariamente.  Lo  stesso  provvede   in particolare:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>alla definizione e adozione dei programmi annuali e pluriennali e dei relativi bilanci preventivi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>all'adozione del regolamento di organizzazione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>all'adozione del conto consuntivo;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>alla  nomina di un Direttore tecnico-scientifico  e un   Direttore  amministrativo,  assunti  con  provvedimento motivato e responsabili nei suoi confronti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>alla   gestione    del   personale,   compresa   la definizione ed adozione della pianta organica e  la  stipula dei relativi contratti anche integrativi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>all' assegnazione  delle  risorse  finanziarie   ai Dipartimenti provinciali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>alla redazione della relazione annuale sulla gestione prevista dall'articolo 11, comma 8;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>alla stipula di contratti e convenzioni;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>ad  assicurare l'uniformità dei  livelli  e  della qualità dei servizi.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span>Il rapporto di lavoro del Direttore generale è regolato da contratto di diritto privato di durata massima quinquennale. La Giunta regionale stabilisce con proprio provvedimento i contenuti di tale contratto, ivi compresa la determinazione degli emolumenti, con riferimento ai criteri stabiliti per i direttori centrali dell'Amministrazione regionale. L'incarico è incompatibile con ogni altra attività professionale e con qualsiasi carica elettiva pubblica.<p><span style="">(6)</span><span style="">(8)</span><span style="">(9)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span>   Il   conferimento   dell' incarico   di   Direttore generale a dirigenti pubblici determina il loro collocamento in   aspettativa   senza  assegni  per  tutto   il   periodo dell'incarico. Il periodo di aspettativa è  utile  ai  fini del   trattamento   di  quiescenza   e   di   previdenza   e dell'anzianità di servizio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span>   Il  contratto  di lavoro del Direttore generale  è rinnovabile una sola volta.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7.</span>   Nei  casi  in  cui  ricorrano  gravi  motivi  o  la gestione presenti una situazione di grave disavanzo, in caso di  grave  violazione di leggi, nonché in caso  di  mancato raggiungimento degli obiettivi, il Presidente  della  Giunta regionale,  su  conforme deliberazione della Giunta  stessa, può  provvedere  alla  revoca del  Direttore  generale  con conseguente risoluzione del contratto di lavoro.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8.</span>   Nell' ipotesi  di  revoca di  cui  al  comma  7  ai Direttori tecnico-scientifico e amministrativo si applica la previsione di cui al comma 6 dell'articolo 9.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 4, comma 14, L. R. 12/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 12, comma 39, L. R. 9/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Lettera g) del comma 3 sostituita da art. 137, comma 2, L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Lettera a) del comma 3 sostituita da art. 5, comma 49, lettera b), L. R. 18/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Lettera c) del comma 3 sostituita da art. 5, comma 49, lettera c), L. R. 18/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Parole aggiunte al comma 4 da art. 3, comma 15, L. R. 15/2014</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 4, comma 6, L. R. 23/2021 , con effetto dall'1/1/2022.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Parole soppresse al comma 4 da art. 84, comma 1, lettera a), L. R. 8/2022</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 84, comma 1, lettera b), L. R. 8/2022</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   8</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Collegio dei revisori contabili)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   Il Collegio  dei revisori contabili è composto  da tre  membri effettivi e due supplenti, iscritti nel registro dei  revisori contabili previsto dall'articolo 1 del decreto legislativo  27 gennaio 1992, n.  88, e nominati con decreto del  Presidente della Giunta regionale, su designazione  del Consiglio regionale espressa con voto limitato.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   Il Collegio  resta in carica per tre anni. I membri del  Collegio  possono essere revocati per  giusta  causa  e possono rinunciare all'incarico; in tal caso la rinuncia  è comunicata  al  Presidente  della  Giunta  regionale  ed  al Direttore generale dell'ARPA.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   Lo   statuto  dell' ARPA   definisce   i  casi   di decadenza,  revoca  e  sostituzione  dei  membri  effettivi, nonché le relative procedure.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span>   Il  Collegio   si  riunisce,  su  convocazione  del Presidente,  almeno una volta ogni tre mesi e comunque  ogni qualvolta il Presidente ne ravvisi la necessità.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span>   Per  l' espletamento  della  propria  attività  al Presidente ed ai componenti effettivi del Collegio è dovuta un'indennità  annuale  da  determinarsi  con  deliberazione della Giunta regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span>   Il   Collegio   dei   revisori   contabili   vigila sull'osservanza  delle leggi, verifica  la  regolare  tenuta della   contabilità  e  la  corrispondenza  del  rendiconto generale alle risultanze delle scritture contabili,  esamina il  bilancio  di  previsione  e le  relative  variazioni  ed assestamento. Il Collegio accerta almeno ogni  trimestre  la consistenza  di cassa e può chiedere notizie  al  Direttore generale  sull'andamento dell'ARPA. I revisori  possono,  in qualsiasi momento, procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   9</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Direttore tecnico-scientifico e Direttore amministrativo)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   Il  Direttore   generale   è  coadiuvato   da   un Direttore    tecnico-scientifico   e   da    un    Direttore amministrativo che sono preposti a specifiche strutture come funzionalmente individuate nel regolamento di organizzazione di cui all'articolo 10.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   Il  Direttore  tecnico-scientifico ed il  Direttore amministrativo sono nominati con provvedimento motivato  del Direttore  generale e sono responsabili nei confronti  dello stesso.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   Il Direttore  tecnico-scientifico è scelto  tra  i soggetti   che,  in  possesso  del  diploma  di  laurea   in discipline  tecnico-scientifiche, abbiano svolto per  almeno cinque  anni  qualificata attività  di  direzione  tecnico- scientifica  in materia di tutela ambientale presso  enti  o strutture pubbliche o private.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span>   Il  Direttore   amministrativo   è  scelto  tra  i soggetti   che,  in  possesso  del  diploma  di  laurea   in discipline  giuridiche  o  economiche,  abbiano  svolto  per almeno  cinque  anni  qualificate attività  in  materia  di direzione amministrativa presso enti o strutture pubbliche o private.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Il rapporto di lavoro del Direttore tecnico-scientifico e del Direttore amministrativo è regolato da un contratto di diritto privato di durata massima quinquennale il cui schema tipo è approvato dalla Giunta regionale. L'incarico è incompatibile con ogni altra attività professionale e con qualsiasi carica elettiva pubblica e, se conferito a dirigenti pubblici, ne determina il collocamento in aspettativa senza assegni per tutto il periodo dell'incarico. Il periodo di aspettativa è utile ai fini del trattamento di quiescenza e di previdenza e dell'anzianità di servizio. Il trattamento economico è determinato con riferimento ai criteri previsti per i vicedirettori centrali dell'Amministrazione regionale.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span>   Essi cessano comunque dall' incarico entro tre mesi dalla  data di nomina del nuovo Direttore generale e possono essere, anche singolarmente, riconfermati.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 5 sostituito da art. 85, comma 1, L. R. 8/2022</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  10</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Regolamento di organizzazione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   Il  Direttore generale adotta, sentiti i  Direttori tecnico-scientifico  ed  amministrativo,  i  Direttori   dei Dipartimenti provinciali ed i dirigenti preposti ai  settori tecnici  di  cui  all'articolo 14, il regolamento  dell'ARPA entro 90 giorni dalla data di stipula del contratto  di  cui all' articolo  7,  comma  4.  Il  Regolamento   può  essere modificato  con  la  medesima  procedura.  In  sede di prima applicazione della presente legge  il  Direttore  adotta  il Regolamento,  sentiti  i  Direttori  tecnico-scientifico  ed amministrativo  ed i responsabili dei Presidi Multizonali di Prevenzione.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   Il   Regolamento   disciplina   il    funzionamento dell'ARPA ed in particolare definisce:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>l' assetto  organizzativo,  articolato   ai   sensi dell'articolo 03, comma 3, del decreto legge 496/1993,  come inserito  dalla  legge  di conversione  61/1994,  nonché  i compiti,  le  dimensioni  e  le  forme  di  direzione  e  di coordinamento  delle strutture dell'ARPA  sulla  base  della distribuzione di competenze di cui all'allegato 1;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>le  forme di consultazione e il diritto all'accesso alle informazioni di cui all'articolo 20;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>le  modalità per la prestazione da parte dell'ARPA di   attività   tecnico-scientifiche  e   di   servizi   di informazione  e  documentazione a favore di  terzi,  nonché quella a condizioni di particolare favore ad associazioni in particolare  di  protezione  ambientale  e  di  tutela   dei consumatori  prive  di  scopo di  lucro  rappresentative  di istanze sociali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>le  norme di contabilità, tenuto conto  di  quanto previsto  dall'articolo 22, comma 3, definendo, altresì,  i centri  di costo per la tenuta di una contabilità  di  tipo economico;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>le   modalità  di  acquisizione    di   specifiche consulenze  professionali,  collaborazioni  esterne   o   di personale a contratto a tempo determinato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>l' organizzazione   tecnica    ed   amministrativa, nonché l'attribuzione di specifiche competenze tecniche con valenza  territoriale, interprovinciale o  regionale,  e  la dotazione  organica  dei  Dipartimenti  provinciali  e   dei settori tecnici di cui all'articolo 14;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>le  modalità di collaborazione con le  Università di  Trieste  ed  Udine per la eventuale  prosecuzione  delle attività    del   Laboratorio   Regionale   di   Educazione Ambientale, in riferimento all'articolo 3, comma 1,  lettere i)  ed  l), previa valutazione dei risultati della  fase  di avvio.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>  Il Regolamento deve inoltre ispirarsi:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>alla   programmazione   delle  attività  e   degli interventi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>all' integrazione,   al    coordinamento   e   alla flessibilità  di tutte le diverse articolazioni  funzionali di cui all'articolo 14;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>all'interdisciplinarietà e alla  specializzazione, nonché   alla  responsabilità  individuale   rispetto   al raggiungimento dei risultati attesi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>alla  collaborazione dell'articolazione centrale  e periferica con tutti i livelli istituzionali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>alla fissazione e alla verifica degli obiettivi  di qualità delle attività tecniche e scientifiche;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>all'efficacia  ed all'omogeneità  delle  attività di prevenzione, vigilanza e controllo ambientale.</p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 3, comma 1, L. R. 16/1998</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 11 </span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Processo di programmazione e controllo) <p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Il processo di programmazione di ARPA, che si articola in programmazione annuale e triennale, si raccorda con il processo di programmazione della Regione e degli enti locali, nell'ambito delle priorità e degli indirizzi stabiliti dal Comitato di indirizzo e verifica ai sensi dell'articolo 13. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Costituiscono strumenti della programmazione triennale il programma triennale e il relativo bilancio pluriennale di previsione. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Costituiscono strumenti della programmazione annuale il programma annuale e il relativo bilancio di previsione. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Entro il 15 settembre di ogni anno il Direttore generale di ARPA predispone il progetto degli strumenti di programmazione annuale e triennale e lo trasmette, per il tramite della Direzione centrale ambiente e lavori pubblici, al Comitato di indirizzo e verifica di ARPA al fine di acquisirne il parere.<p><span style="">(2)</span><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4 bis. </span>La Giunta regionale, entro il 15 dicembre di ogni anno, approva le linee di indirizzo per ARPA con le quali sono definiti gli obiettivi generali e le priorità di intervento per la stesura del programma annuale e triennale dell'Agenzia.<p><span style="">(3)</span><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>Entro il 31 dicembre di ogni anno il Direttore generale di ARPA, in coerenza con gli indirizzi approvati dalla Giunta regionale, in armonia con le convenzioni di cui all'articolo 12 e tenuto conto delle proposte dei Comitati tecnici provinciali di coordinamento di cui all'articolo 15, adotta contestualmente gli atti di programmazione annuale e triennale e li trasmette, corredati del parere del Collegio dei revisori contabili di ARPA, alla Giunta regionale ai sensi dell'articolo 4, comma 2. <p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span>Qualora il bilancio economico preventivo di ARPA non sia approvato dalla Giunta regionale entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello di riferimento, ARPA può sostenere costi nei limiti di un dodicesimo di quanto previsto nel bilancio adottato per ogni mese di pendenza del procedimento. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span>Nel contesto del processo di controllo della gestione, il Direttore generale è responsabile del risultato della gestione aziendale. Il Direttore generale verifica mediante valutazioni comparative dei costi, dei rendimenti e dei risultati, la corretta ed economica gestione delle risorse di cui dispone, nonché l'imparzialità e il buon andamento dell'azione amministrativa. A tal fine valuta, con periodicità almeno trimestrale, l'andamento dei costi rispetto agli obiettivi di budget. </p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span>Il bilancio d'esercizio, costituito dalla relazione del Direttore generale sulla gestione, dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dalla nota integrativa e dal rendiconto finanziario è adottato entro il 30 aprile di ciascun anno ed è trasmesso, corredato della relazione del Collegio dei revisori contabili di ARPA, alla Giunta regionale per il tramite della Direzione centrale ambiente e lavori pubblici.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 137, comma 3, L. R. 17/2010</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 5, comma 49, lettera d), L. R. 18/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 4 bis aggiunto da art. 5, comma 49, lettera e), L. R. 18/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 5 da art. 5, comma 49, lettera f), L. R. 18/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Parole soppresse al comma 4 bis da art. 1, comma 18, L. R. 5/2017</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 4, comma 44, L. R. 12/2025</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  12</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Convenzioni con enti pubblici)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   Per l' esercizio delle funzioni tecniche in materia ambientale  di  competenza ai sensi dell'articolo  14  della legge  142/1990  le  Province si avvalgono  delle  strutture provinciali   dell'ARPA.   Con   apposite   convenzioni   da stipularsi  tra  la  Regione  e  le  Province,  sentito   il Direttore generale dell'ARPA, vengono stabiliti i criteri  e le modalità di utilizzo delle strutture tecniche dell'ARPA.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   Per  l' esercizio  delle  funzioni  tecniche  delle Aziende per i servizi sanitari regionali, ferma restando  la regolamentazione  di cui all'articolo  5,  comma  3,  l'ARPA stipula apposite convenzioni con le Aziende medesime.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   I  Comuni  singoli o associati o consorziati ovvero le   Comunità  montane  e  collinare  nell'esercizio  delle funzioni  in  materia ambientale attribuite ai  sensi  della legge  142/1990,  si  avvalgono  delle  strutture  dell'ARPA secondo apposite convenzioni da stipularsi sulla base di una convenzione-tipo elaborata dalla Regione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span>   L' ARPA ed i soggetti pubblici interessati  possono stipulare  convenzioni o contratti, anche  circoscritti  per ambiti territoriali, funzionali e temporali, per prestazioni aggiuntive e per altre attività rispetto a quelle di cui ai commi 1, 2 e 3.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span>   Le  convenzioni  di cui  ai commi  1,  2  e  3,  da definirsi,  in sede di prima applicazione, entro 180  giorni dalla  pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della  Regione del  decreto di cui all'articolo 2, comma 4, individuano  le attività   tecniche  a  supporto  degli  enti  interessati, nonché  i livelli qualitativi e quantitativi, i tempi  e  i costi  delle  prestazioni erogate, precisando quali  debbano essere obbligatoriamente rese a titolo gratuito.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">SEZIONE III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA DELLA PREVENZIONE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   13</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Comitato di indirizzo e verifica)<p><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   La  Regione,  per lo svolgimento delle funzioni  di indirizzo  nella definizione degli obiettivi e dei programmi dell'ARPA, nell'ambito del coordinamento ed integrazione dei diversi  livelli istituzionali, istituisce, con decreto  del Presidente   della  Giunta  regionale,   entro   60   giorni dall'entrata in vigore della presente legge, un Comitato  di indirizzo e di verifica composto da:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>l'Assessore regionale all' ambiente con funzioni  di Presidente;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>l'Assessore regionale alla sanità o suo delegato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>l'Assessore regionale alle foreste o suo delegato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>l'Assessore   regionale   all' agricoltura   o   suo delegato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>l'Assessore  regionale alla protezione civile o  suo delegato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>l'Assessore   regionale   all' industria    o    suo delegato;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>i Presidenti delle Province o loro delegati;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>un  rappresentante   designato   dalla  Associazione Nazionale   Comuni   Italiani   in   rappresentanza    delle amministrazioni comunali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>un  rappresentante   designato  d' intesa   tra   le organizzazioni   imprenditoriali   del   settore   agricolo, artigianale e industriale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">l) </span>un   rappresentante   designato  d' intesa  tra   le associazioni di protezione ambientale riconosciute ai  sensi dell'articolo  133,  comma 2 bis, della legge  regionale  19 novembre 1991, n.  52, come modificato dall'articolo 62 della legge  regionale 12 novembre 1997, n.  34, e le associazioni per la difesa dei consumatori maggiormente rappresentative a livello regionale.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   In caso  di mancata designazione dei componenti  di cui  alle lettere i) ed l) del comma 1 entro 30 giorni dalla data  della  richiesta, provvede direttamente il  Presidente della Giunta regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   In caso  di votazione paritaria prevale il voto del Presidente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span>   Alle  sedute  del Comitato partecipa  il  Direttore generale  dell'ARPA.  Possono  essere  altresì  invitati  i Direttori  dei  Dipartimenti  provinciali  dell'ARPA   e   i responsabili  dei Dipartimenti di prevenzione delle  Aziende per i servizi sanitari, nonché altri direttori di strutture regionali eventualmente interessate.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span>   Al  Comitato   compete   indirizzare  le  attività dell'ARPA  al fine di raggiungere gli obiettivi e realizzare i   programmi   delineati,  nonché  verificare  l'andamento generale  dell'attività della stessa  e  l'uniformità  dei livelli e della qualità dei servizi, esprimendo alla Giunta regionale le proprie valutazioni e proposte.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span>  Il Comitato  dura in carica 5 anni e si riunisce  di norma  ogni quadrimestre ed ogni qualvolta il suo Presidente ne  chieda  la  convocazione, ovvero quando lo  richieda  un terzo dei suoi componenti.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 5 da art. 4, comma 10, L. R. 12/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Derogata la disciplina dell'articolo da art. 12, comma 2, L. R. 16/2008</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  14</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Articolazione organizzativa dell'ARPA)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   Per  l'esercizio delle funzioni e  delle  attività di  cui  alla presente legge l'ARPA è organizzata a livello centrale  anche  in  settori  tecnici  corrispondenti   alle principali aree d'intervento, individuati dal Regolamento di cui   all'articolo   10,   e  articolata   in   Dipartimenti provinciali a livello territoriale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   L' organizzazione  centrale,  retta  dal  Direttore generale, deve svolgere almeno le seguenti funzioni:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>le  attività connesse alla gestione del personale, del   bilancio   e  del  patrimonio,  alla   formazione   ed aggiornamento del personale, al coordinamento tecnico  delle attività,  nonché ogni altra attività utile  al  fine  di dare   omogeneità  ed  unitarietà  ai  servizi  su   scala regionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>i   rapporti   di  coordinamento,  ai  fini   della programmazione dell'attività, con l'Agenzia regionale della sanità e le Aziende per i servizi sanitari;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>le  attività  connesse a  specifiche  attribuzioni previste  dall'articolo  3  e  realizzabili  nel  modo  più efficace su scala regionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>le attività relative alla gestione dei dati,  alla documentazione  ed  informazione  rivolte  alla  generalità degli utenti.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   In   relazione   al  grado  di  complessità  delle funzioni, alla direzione dei settori di cui al comma 1  può essere    preposto   personale   appartenente   al   livello dirigenziale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span>   Le  strutture   territoriali  sono  costituite  dai Dipartimenti  provinciali, deputati  all'espletamento  delle attività  tecnico-strumentali  e  di  quelle  operative  di vigilanza   e   controllo  sul  territorio,   nonché   alla realizzazione  di  programmi  di  competenza  o  di  compiti ulteriormente attribuiti dal Regolamento di cui all'articolo 10, godendo di autonomia gestionale nei limiti delle risorse loro   assegnate  dal  Direttore  generale.  I  Dipartimenti provinciali  si  articolano in Servizi  che  possono  essere organizzati   anche   in  riferimento  alla   strutturazione territoriale  delle Aziende per i servizi  sanitari.  Presso ogni   Dipartimento   è  previsto   inoltre   un   Servizio riguardante l'igiene tecnica ed ambientale con il compito di valutare  i  dati  ambientali.  In  relazione  al  grado  di complessità delle funzioni, alla direzione dei Servizi può essere    preposto   personale   appartenente   al   livello dirigenziale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span>   Ad  ogni  Dipartimento provinciale  è preposto  un direttore,  nominato dal Direttore generale  e  responsabile nei confronti dello stesso.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6.</span>   Il  personale  di cui ai commi 3 e  5  può  essere assunto anche con contratto di lavoro di diritto privato.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7.</span>   Le  articolazioni  funzionali sono  individuate,  a livello  sia  centrale  sia provinciale,  sulla  base  delle principali aree di intervento dell'ARPA.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8.</span>   La    dotazione    organica    dei    Dipartimenti, l'organizzazione   tecnica   ed   amministrativa,    nonché l'attribuzione di specifiche competenze tecniche con valenza territoriale interprovinciale o regionale sono definite  dal Regolamento   di  cui  all'articolo  10.  Con  il   medesimo Regolamento viene altresì:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>istituito,  in  considerazione  della  consistenza territoriale   e   demografica,  un  coordinamento   tra   i Dipartimenti provinciali di Gorizia e di Trieste finalizzato al  miglior utilizzo delle risorse attraverso l'unificazione di  alcuni servizi generali che consenta l'abbattimento  dei costi fissi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>individuata una struttura di pronto intervento  al fine   di   garantire,  ventiquattro  ore  su  ventiquattro, l'immediata valutazione di situazioni a rischio.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  15</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Comitati tecnici provinciali di coordinamento)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   Al  fine   di garantire il necessario coordinamento tecnico   delle   attività  dei  Dipartimenti   provinciali dell'ARPA  con  i  Servizi delle rispettive  Amministrazioni provinciali  e  comunali,  nonché  con  i  Dipartimenti  di prevenzione  delle Aziende per i servizi sanitari,  ciascuna Provincia  costituisce  un Comitato tecnico  provinciale  di coordinamento con il compito di:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>elaborare  proposte relative al  programma  annuale di  attività del relativo Dipartimento ed alla sua migliore attuazione;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>formulare  proposte in ordine  ai  contenuti  delle convenzioni di cui all'articolo 12 ed al loro aggiornamento;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>fornire  al  Direttore generale eventuali  elementi ritenuti sostanziali per il miglior coordinamento a  livello provinciale.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   Tale Comitato è composto da:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>il  dirigente della struttura competente in materia ambientale della Provincia, che lo presiede;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>il   Direttore    del    Dipartimento   provinciale dell'ARPA;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>i  responsabili  dei  Dipartimenti  di  prevenzione delle Aziende per i servizi sanitari della provincia.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   Partecipano   alle   sedute  i  Direttori  tecnico- scientifico e amministrativo dell'ARPA.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span>   Il  Comitato  tecnico provinciale di  coordinamento è convocato dal suo Presidente almeno tre volte l'anno o su motivata richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti  o del Direttore generale dell'ARPA.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  16</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Attività di vigilanza dell'ARPA)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   Ai   sensi   dell' articolo   2  bis   del  decreto legge  496/1993,  come  aggiunto  dalla legge di conversione 61/1994,  nell' espletamento  delle  attività  tecniche  di controllo e  di  vigilanza  di  cui  alla  presente legge il personale dell'ARPA accede agli impianti  ed  alle  sedi  di attività e richiede i dati, le informazioni ed i  documenti necessari all'espletamento dei suoi compiti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   Il Direttore generale dell' ARPA, con proprio atto, individua  il  personale che svolge le funzioni  di  cui  al comma   1.   Tale  personale  è  munito  di  documento   di riconoscimento  rilasciato dall'ARPA. Il Direttore  generale può   inoltre,  con  proprio  atto,  individuare  fra  tale personale  chi  deve  disporre  anche  della  qualifica   di ufficiale  di  polizia  giudiziaria  e  ne  fa  proposta  al Prefetto competente.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   Il  personale di cui  al comma 2 collabora  con  il personale  del  Corpo forestale regionale nell'attività  di accertamento  e  repressione  delle  violazioni  in  materia ambientale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span>   Il  Direttore  generale  dell' ARPA  predispone  il programma annuale di attività, di cui all'articolo 11,  per la parte relativa alla vigilanza ed ai controlli ambientali, sentito il Direttore regionale delle foreste.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">SEZIONE IV</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">RAPPORTI ISTITUZIONALI E CONSULTIVI DELL'ARPA</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  17</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Esercizio coordinato ed integrato delle funzioni tra l'ARPAe i Dipartimenti di prevenzione delle Aziende per i servizisanitari)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   L' ARPA  ed  i  Dipartimenti di  prevenzione  delle Aziende  per i servizi sanitari svolgono in modo  coordinato ed  integrato le rispettive funzioni ed attività secondo le disposizioni  contenute nel Regolamento di cui  all'articolo 5,  comma 3, nonché secondo il riparto delle competenze  di cui   all'allegato  1,  che  individua  le   responsabilità prevalenti  ed  il soggetto referente per l'esercizio  delle competenze   che  presentino  valenza  sia  ambientale   che sanitaria.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   Al  soggetto   cui   è  assegnata   la  competenza prevalente spetta la responsabilità del procedimento,  che, di  norma,  è  svolto con il concorso esplicito  dell'altro soggetto per quanto di propria competenza.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   La Giunta regionale, con propria deliberazione,  su proposta congiunta degli Assessori regionali all'ambiente ed alla  sanità, può specificare, integrare ed aggiornare  il riparto  di competenze di cui all'allegato 1 e la  correlata individuazione della responsabilità prevalente del soggetto referente.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  18</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Consulenza e collaborazioni)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   L' ARPA    stabilisce,    secondo    le   modalità individuate  dallo  statuto, rapporti di  collaborazione  ed interscambio con le Università, con altri enti  o  soggetti operanti nel campo della ricerca ambientale ovvero con  enti o   soggetti   specializzati  in  possesso  di   particolari competenze  tecniche,  ivi compresi  quelli  operanti  nella Comunità di Lavoro di Alpe-Adria.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  19</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Coordinamento con l'Agenzia europea per l'ambiente,l'ANPA e gli altri istituti operanti nel settore)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   La  Regione  stipula  con  l' Agenzia  europea  per l'ambiente,  di  cui  al regolamento (CEE)  n.  1210/90  del Consiglio, del 7 maggio 1990, con l'ANPA, di cui al  decreto legge  496/1993, convertito dalla legge 61/1994, e con altri enti  ed  istituti di ricerca, internazionali,  nazionali  e regionali,   pubblici   e  privati,  apposite   convenzioni, finalizzate  all'espletamento dei compiti e delle  attività dell'ARPA.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   L' ARPA  collabora  con  l' Agenzia   europea   per l'ambiente  e con l'ANPA in attuazione delle convenzioni  di cui al comma 1.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   Entro  dodici mesi dalla data di entrata in  vigore della  presente  legge gli enti ed istituti  pubblici  ed  i consorzi   a   prevalente  partecipazione  pubblica   aventi carattere  scientifico,  istituiti  in  ambito  regionale  e svolgenti   attività   rientranti   tra   quelle   di   cui all'articolo  3, possono richiedere il loro  assorbimento  o inserimento nell'ARPA.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span>   La   Giunta  regionale con specifico provvedimento, previo parere del Direttore generale dell'ARPA, assente alle precitate   richieste   determinandone   le   modalità   di attuazione.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  20</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Consultazioni e diritto di accessoall'informazione ed alla documentazione)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   Il  Regolamento dell' ARPA disciplina le  forme  di consultazione per la formulazione del programma  annuale  di attività  da  parte  delle associazioni imprenditoriali  di categoria,  degli ordini professionali, delle organizzazioni sindacali  e  delle associazioni ambientaliste e  di  tutela degli interessi diffusi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   Per il diritto di accesso all' informazione ed alla documentazione  si  applicano le disposizioni  di  cui  alla legislazione  vigente in materia che saranno  esplicitamente indicate nel Regolamento di cui all'articolo 10. In sede  di prima applicazione dello stesso per disposizioni vigenti  si intendono  la  legge  regionale 28 agosto  1992,  n.  29,  e successive modifiche ed integrazioni, in quanto applicabile, nonché il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n.  39.  Il Regolamento  di cui all'articolo 10 deve altresì  prevedere la creazione, presso ciascun Dipartimento provinciale, di un ufficio   specificamente  addetto  anche  a   garantire   la disponibilità  delle  informazioni e  della  documentazione disponibile in tutte le strutture dell'ARPA.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   Ai  fini  della sensibilizzazione della popolazione l'ARPA  formula  e  divulga,  anche  attraverso  organi   di informazione,    una   relazione   annuale    sullo    stato dell'ambiente in base ai dati e alle informazioni  acquisite durante   lo   svolgimento  delle  attività  di  competenza nell'anno precedente.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">GESTIONE FINANZIARIO-CONTABILE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  21</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Dotazione finanziaria dell'ARPA)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   Le entrate dell'ARPA sono costituite da:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>un finanziamento annuale della Regione, destinato alla copertura dei costi di funzionamento dell'Agenzia per l'espletamento sul territorio regionale delle attività istituzionali connesse alle funzioni di protezione e controllo ambientali e di prevenzione igienico sanitaria, determinato ai sensi dell'articolo 4, comma 10, della legge regionale 21 luglio 2006, n. 12 (Assestamento del bilancio 2006);</p><p style="text-align: justify;"><strong>a bis) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>gli  introiti  derivanti dalle tariffe  indicate  e stabilite con le modalità di cui all'articolo 02, comma  4, del  decreto  legge 496/1993, come inserito dalla  legge  di conversione 61/1994;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>la  quota  parte del fondo di cui  all'articolo  11 della   legge  regionale  24  gennaio  1997,  n.   5,   come determinata annualmente dalla Giunta regionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>ulteriori   finanziamenti  previsti  dal   bilancio regionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>finanziamenti   finalizzati  dallo  Stato  per   le attività svolte dall'ARPA;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>ulteriori  finanziamenti   delle  Province  e   dei Comuni non compresi nelle quote di cui alla lettera b);</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>eventuali  finanziamenti  della  Comunità  europea per progetti specifici;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>proventi   derivanti   da  attività   svolte   nei confronti di terzi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>eventuali lasciti e donazioni.</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span><span style="">(6)</span><span style="">(7)</span><span style="">(8)</span><span style="">(9)</span><span style="">(10)</span><span style="">(11)</span><span style="">(12)</span><span style="">(13)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   Per consentire l' impianto, nonché il primo  avvio dell'ARPA  l'Amministrazione  regionale  è  autorizzata   a concedere  alla  stessa  un  finanziamento  di  lire   3.000 milioni,  per il cui utilizzo, da effettuarsi  entro  il  31 dicembre 1999 da parte del Direttore generale, si prescinde, in deroga   alle   vigenti    disposizioni    in    materia, dall'approvazione  di un bilancio preventivo  di  spesa  con l'obbligo   della  sola  rendicontazione,   da   trasmettere entro il 30 aprile 2000.<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 4, comma 1, L. R. 16/1998</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 4, comma 7, L. R. 18/2000</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 1 da art. 4, comma 12, L. R. 12/2006, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 12, comma 9, L. R. 16/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 12, comma 6, L. R. 16/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Lettera a) del comma 1 sostituita da art. 12, comma 7, L. R. 16/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Lettera a bis) del comma 1 aggiunta da art. 12, comma 8, L. R. 16/2008</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole sostituite alla lettera a bis) del comma 1 da art. 5, comma 81, L. R. 18/2011</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Lettera a bis) del comma 1 sostituita da art. 178, comma 1, L. R. 26/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Integrata la disciplina della  lettera a) del comma 1 da art. 3, comma 1, L. R. 23/2013</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Integrata la disciplina della  lettera c) del comma 1 da art. 3, comma 1, L. R. 23/2013</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria della  lettera a bis) del comma 1, stabilita da art. 3, comma 1, L. R. 23/2013</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Lettera a) del comma 1 sostituita da art. 3, comma 14, L. R. 23/2013</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Lettera a bis) del comma 1 abrogata da art. 3, comma 15, L. R. 23/2013</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  22</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Gestione economico-patrimoniale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   L' ARPA ha un patrimonio ed un bilancio proprio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   Per   la   gestione   economico - patrimoniale   si applicano,  in  quanto compatibili, le norme in  materia  di patrimonio  e  contabilità in vigore per le Aziende  per  i servizi sanitari della Regione Friuli-Venezia Giulia.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   Il  Regolamento di cui all' articolo 10  disciplina anche la contabilità dell'ARPA, definendo i centri di costo per la tenuta di una contabilità di tipo economico.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span> L'esercizio finanziario di ARPA coincide con l'anno solare.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>5.</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 5 abrogato da art. 5, comma 1, L. R. 16/1998</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 4 sostituito da art. 137, comma 4, L. R. 17/2010</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">CAPO III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">NORME TRANSITORIE E FINALI</span></p><a name="art23"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  23</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(7)</span><span style="">(8)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 6, comma 1, L. R. 16/1998</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 6, comma 2, L. R. 16/1998</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 6, comma 3, L. R. 16/1998</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole sostituite al comma 4 da art. 6, comma 4, L. R. 16/1998</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 6 bis aggiunto da art. 6, comma 5, L. R. 16/1998</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 6 ter aggiunto da art. 6, comma 5, L. R. 16/1998</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 8, comma 1, L. R. 25/1999</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Articolo abrogato da art. 1, comma 1, L. R. 11/2010</p><a name="art24"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  24</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 1, comma 1, L. R. 11/2010</p><a name="art25"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  25</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(3)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 2, comma 3, L. R. 21/2001</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 13, comma 1, L. R. 20/2002</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Articolo abrogato da art. 1, comma 1, L. R. 11/2010</p><a name="art26"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  26</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 3 da art. 7, comma 1, L. R. 16/1998</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo abrogato da art. 1, comma 1, L. R. 11/2010</p><a name="art27"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  27</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 1, comma 1, L. R. 11/2010</p><a name="art28"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  28</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 1, comma 1, L. R. 11/2010</p><a name="art29"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  29</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 8, comma 1, L. R. 16/1998</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo abrogato da art. 1, comma 1, L. R. 11/2010</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  30</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme transitorie)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   Al  fine di  assicurare la continuità di esercizio delle  funzioni  di  tutela  ambientale,  in  relazione   al disposto di cui al comma 3 dell'articolo 23, fino alla  data del  1° luglio  1999  valgono   le  disposizioni  contenute nell'articolo  5 del decreto legge 496/1993, convertito  con modificazioni dalla legge 61/1994.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   In attesa dell' emanazione delle relative norme  di settore,  l'esercizio dell'attività di controllo  da  parte dell'ARPA,  è  limitato  alla fase  dell'accertamento,  con segnalazione  all'autorità preposta  all'irrogazione  delle relative sanzioni.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 9, comma 1, L. R. 16/1998</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  31</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norma finale)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   Dall' entrata in vigore della presente legge  cessa la  competenza  del Comitato regionale contro l'inquinamento atmosferico (CRIA) a svolgere le funzioni analoghe a  quelle previste dal comma 1 dell'articolo 3.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  32</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Sede dell'ARPA)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   La sede dell' ARPA sarà individuata dallo Statuto, come approvato ai sensi dell'articolo 2, comma 4, in base  a criteri di economicità, baricentricità ed efficienza.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  33</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Norme finanziarie)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   Per  le finalità previste dall'articolo 21,  comma 1,  lettera  a), nello stato di previsione della  spesa  dei bilancio pluriennale per gli anni 1998-2000 è istituito per memoria,  a  decorrere  dal  1999,  alla  Rubrica  n.  15  - programma  1.1.1  -  spese correnti -  Categoria  1.5  -  il capitolo   2255   (1.1.155.2.08.29)  con  la   denominazione &lt;&lt; Finanziamento  all'Agenzia  regionale  per  la  protezione dell'ambiente  (ARPA)  per  le  spese  di  funzionamento   e l'attività istituzionale &gt;&gt;.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2.</span>   La  quota annua di finanziamento dell'ARPA a valere sul  fondo  di  cui  all'articolo 11 della  legge  regionale 5/1997, come prevista dall'articolo 9, comma 19, della legge regionale  12  febbraio  1998, n.  3, approvata dal Consiglio regionale il 29 dicembre 1997 e dall' articolo 21,  comma 1, lettera c), è a carico del capitolo  2259  dello  stato  di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1998 - 2000  e  del  bilancio  per  l' anno   1998   ed   ai corrispondenti capitoli di bilancio per gli anni successivi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3.</span>   Per  le finalità previste dall'articolo 21,  comma 2,  è autorizzata la spesa di lire 3.000 milioni per l'anno 1998  a  carico del capitolo 2254 (1.1.155.2.08.29)  che  si istituisce  nello  stato  di  previsione  della  spesa   del bilancio  pluriennale per gli anni 1998-2000 e del  bilancio per  l'anno  1998 - alla Rubrica n.  15 - programma 1.1.1  - spese  correnti  -  Categoria 1.5  -  con  la  denominazione &lt;&lt; Finanziamento per l'impianto e il primo avvio dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA) &gt;&gt; e con  lo stanziamento di lire 3.000 milioni per l'anno 1998.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4.</span>   All'onere  di lire 3.000 milioni per  l'anno  1998, derivante dall'autorizzazione di spesa di cui al comma 3, si provvede mediante prelevamento di pari importo dall'apposito fondo globale iscritto sul capitolo 8900 del precitato stato di  previsione della spesa (partita n.  30 dell'elenco n.  6 allegato  ai  bilanci  predetti); detto importo  corrisponde alla  quota non utilizzata al 31 dicembre 1997 e trasferita, ai   sensi  dell'articolo  7,  secondo  comma,  della  legge regionale 20 gennaio 1982, n.  10, con decreto dell'Assessore alle finanze 27 gennaio 1998, n.  7.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5.</span>   Gli  eventuali  oneri  derivanti  dall'applicazione dell'articolo 24 fanno carico ai capitoli 550, 8800  e  8801 del precitato stato di previsione della spesa.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  34</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Entrata in vigore)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1.</span>   La  presente legge entra in vigore il giorno  della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.</p></p></p></body></html>