﻿<html xmlns:nir="http://www.normeinrete.it/nir/2.1/" xmlns:dsp="http://www.normeinrete.it/nir/disposizioni/2.1/" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema" xmlns:h="http://www.w3.org/HTML/1998/html4"><head><META http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><title></title></head><body style="font-family:decima; font-size: 1.2em;"><p>Legge regionale 09 marzo 1988

      , n. 10 - TESTO VIGENTE dal 01/01/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>Riordinamento    istituzionale    della     Regione     e riconoscimento e devoluzione di funzioni agli Enti locali.</strong></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">PARTE III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  59</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Decorrenza</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Salvo  quanto  diversamente  disposto  dalla  presente legge, il trasferimento e la delega  di  funzioni,  previsti dalla legge medesima decorrono:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>dall' 1 gennaio 1989 per  le  attribuzioni  di  cui  agli    articoli 27, 28, 29, comma 2, 30, 31, 34, 43,  45,  comma    1, 47, 51, 52, 53, 54, comma 2, 55, comma 2, e 57;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>dalla data di entrata in vigore delle leggi  di  riordino    della disciplina di settore e comunque   dall' 1  gennaio    1990 per le attribuzioni di cui agli articoli  33,  commi    2, 3 e 4, 36, 37, 39, 41, 49 e 50;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>per le attribuzioni di cui all' articolo 11 dalla data di    entrata in vigore della legge di riforma della disciplina    regionale in materia di pianificazione territoriale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>per la attribuzione di cui alla lettera a) dell' articolo    28 relativa alla sola erogazione gratuita  dei  libri  di    testo agli alunni delle scuole elementari dalla  data  di    entrata in vigore della presente legge.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  60</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Conferma attribuzioni già esercitatedagli Enti locali</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Rimangono comunque di competenza delle Amministrazioni locali le attribuzioni alle medesime già assegnate da leggi statali e regionali.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  61</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Attribuzioni sanzionatorie</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Gli Enti locali titolari delle funzioni  trasferite  o delegate  esercitano  in  via  di  delega  le   attribuzioni sanzionatorie connesse.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  62</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Riferimento a contributi regionali</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Laddove in leggi o regolamenti  si  fa  riferimento  a contributi regionali, la menzione deve intendersi  riferita, per le attribuzioni assegnate dalla presente legge agli Enti locali, ai contributi concessi dalle Amministrazioni stesse.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  63</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Comunità montane</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Tutte le funzioni concernenti  iniziative  dirette  ed interventi devono essere esercitate dalle Comunità  montane secondo le previsioni del Piano pluriennale e del  programma - stralcio  di  cui  agli  articoli  15  e  19  della  legge regionale 4 maggio 1973, n. 29.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Fermo  restando  quanto  disposto   dall' articolo  1, secondo comma, della legge regionale 4 maggio 1973,  n.  29, relativamente alle funzioni previste dalla medesima legge in applicazione della  legge  3  dicembre  1971,  n.  1102,  le funzioni trasferite o delegate da altre  leggi  regionali  e dalla presente legge alle Comunità  montane  si  esercitano sull' intero  territorio  dei  comuni  parzialmente  montani facenti parte delle Comunità montane indicate all' articolo 2 della legge regionale 31 ottobre 1987, n. 35.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> Al fine  di  assicurare  la  migliori  condizioni  per l' esercizio delle  funzioni  già  spettanti  e  di  quelle trasferite e delegate, si potrà procedere al riordino delle zone  omogenee,  ai  sensi   dell' articolo  2  della  legge regionale 4  maggio  1973,  n.  29.   Nell' ambito  di  tale riordino,  sentiti  i  Comuni  interessati,  dovrà   essere garantita l' unità dei territori compresi  nelle  Comunità montane della Carnia, del Canal del Ferro  -  Val  Canale  e del Gemonese, rivedendo anche la generale  delimitazione  ai fini   dell' integrazione  socio   -   economica,   con   la costituzione  di   un' unica  Comunità  montana,   il   cui ordinamento e le cui funzioni, anche ai sensi dell' articolo 59 dello statuto, saranno definite in via legislativa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span> Qualora, per effetto della revisione di cui  al  comma 4, i territori già facenti parte di una zona omogenea siano inclusi in altra zona omogenea o  concorrano  a  costituirne una nuova,  il  decreto  di  definizione  della  nuova  zona omogenea dispone contestualmente la cessazione, nel relativo ambito territoriale, delle funzioni  già  esercitate  dalla Comunità montana preesistente ed il trasferimento  in  capo al soggetto nella cui zona i territori sono  stati  inclusi, del patrimonio, dei rapporti  giuridici  attivi  e  passivi, nonché dei rapporti di lavoro del personale dipendente.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 3, comma 1, L. R. 3/1990 con effetto, ex articolo 107 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  64</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Personale e uffici provinciali<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Con successiva legge  regionale  verrà  disposto,  in base alla previsione dell' articolo 5, comma 2, del  decreto del Presidente della Repubblica 15  gennaio  1987,  n.  469, l' ampliamento degli organici locali  necessario  per  porre gli Enti titolari delle funzioni trasferite  o  delegate  in grado di provvedere in modo ottimale   all' esercizio  delle funzioni anzidette. All' approvazione della  legge  medesima si provvederà non appena i trasferimenti e  le  deleghe  di cui si tratta saranno compiutamente definiti.<p><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> In via provvisoria, gli Enti locali di cui al comma  1 sono dotati di appositi contingenti  organici  di  personale regionale - distinti per qualifica funzionale - da assegnare in posizione di comando, e ciò anche in deroga ai limiti di tempo e di numero previsti dalle vigenti leggi regionali  in materia di stato giuridico e di  trattamento  economico  dei dipendenti della Regione.  I  contingenti  organici  di  cui sopra  sono  determinati  annualmente  con  apposita   legge regionale.<p><span style="">(3)</span><span style="">(5)</span><span style="">(8)</span><span style="">(10)</span><span style="">(11)</span><span style="">(14)</span><span style="">(15)</span><span style="">(16)</span><span style="">(18)</span><span style="">(20)</span><span style="">(22)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Con decreto del Presidente della Giunta regionale,  da adottare su  conforme  deliberazione  della  Giunta  stessa, saranno  stabiliti,  sentite   le   Associazioni   regionali dell'   ANCI,   dell'  UPI   e dell'   UNCEM,    nonché  le Organizzazioni sindacali dei dipendenti regionali, i profili professionali  ed  i  criteri  per  la  individuazione   del personale  regionale  da  assegnare in  posizione di comando agli Enti locali suindicati.<p><span style="">(4)</span><span style="">(6)</span><span style="">(9)</span><span style="">(12)</span><span style="">(13)</span><span style="">(17)</span><span style="">(19)</span><span style="">(21)</span><span style="">(23)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> Con le leggi regionali di riordino delle  funzioni  in materia di lavori pubblici, agricoltura  e  turismo,  potrà essere disposto il trasferimento alle Province degli  uffici provinciali della  Regione  o  delle  sezioni  degli  uffici medesimi che esercitano le funzioni trasferite o delegate  e del relativo personale.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 27, comma 1, L. R. 13/1989, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 7, comma 1, L. R. 5/1990</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 27, comma 2, L. R. 13/1989</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 4, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 4, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 5, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 5, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 6, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 6, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 6, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 8, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 8, comma 2, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 8, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 8, comma 2, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>14 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 2, comma 1, L. R. 23/1991 con effetto, ex articolo 5 della medesima legge, dal 1° gennaio 1991.</p><p style="text-align: justify;"><strong>15 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 2, comma 1, L. R. 23/1992 con effetto, ex articolo 4 della medesima legge, dal 1° gennaio 1992.</p><p style="text-align: justify;"><strong>16 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 2, comma 1, L. R. 31/1993 con effetto, ex articolo 4 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>17 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 2, comma 1, L. R. 31/1993 con effetto, ex articolo 4 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>18 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 9, comma 1, L. R. 2/1995 , con effetto, previsto dal comma 3 del medesimo articolo, dall' 1 gennaio 1994 .</p><p style="text-align: justify;"><strong>19 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 9, comma 1, L. R. 2/1995 , con effetto, previsto dal comma 3 del medesimo articolo, dall' 1 gennaio 1994 .</p><p style="text-align: justify;"><strong>20 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 12, comma 1, L. R. 8/1995 , con effetto, ex articolo 178 della medesima legge, dal 1° gennaio 1995.</p><p style="text-align: justify;"><strong>21 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 12, comma 1, L. R. 8/1995 , con effetto, ex articolo 178 della medesima legge, dal 1° gennaio 1995.</p><p style="text-align: justify;"><strong>22 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 72, comma 6, L. R. 9/1996 con effetto ex articolo 82 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1996.</p><p style="text-align: justify;"><strong>23 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 72, comma 6, L. R. 9/1996 con effetto ex articolo 82 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1996.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  65</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Utilizzazione di beni regionali</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Con decreto del Presidente della Giunta regionale,  su conforme deliberazione della Giunta stessa,  possono  essere messi a disposizione  degli  enti  delegati  beni  regionali necessari per l' esercizio delle funzioni delegate.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  66</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Finanziamento funzioni trasferite e delegate<p><span style="">(14)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Al finanziamento delle funzioni esercitate dagli  Enti locali ai  sensi  della  presente  legge,  si  provvede  con l' assegnazione di una quota delle entrate della Regione  in forza   dell' articolo  54  dello  statuto.  Con  la   legge finanziaria, tale assegnazione potrà  essere  differenziata per materie o aree di materie.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Il  riparto  dei  fondi  assegnati  alle  Province  è effettuato per due terzi in ragione del numero di abitanti e per un terzo in ragione  della  estensione  territoriale  di ciascuna Provincia.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> I fondi assegnati ai Comuni sono ripartiti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>per  quanto   attiene   alla   ripartizione   dei   fondi    generalmente assegnati in forza dell' articolo  54  dello    Statuto, per tre  quarti  in  base  alla  popolazione  di    ciascun  Comune  e  per  un  quarto  in   ragione   della    estensione territoriale  di  esso.  È  fissata  in  lire    10.000 la quota pro-capite da assegnare a ogni Comune per    ciascuno dei primi 3.000 abitanti o fino alla concorrenza    dell' eventuale numero inferiore di essi; tale  quota  è    maggiorata nella misura del cento per cento per i  Comuni    classificati   montani.   La    residua    disponibilità    sull' importo da attribuire in ragione della  consistenza    demografica  va  ripartita  uniformemente  in  base  alla    popolazione  globalmente   considerata   per   tutto   il    territorio regionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>per quanto attiene alla ripartizione dei fondi  assegnati    per  finanziare  le  spese  correnti  per   l' assistenza    scolastica  ed  il  diritto   allo   studio,   ai   sensi    dell' articolo 28, comma 1, della presente legge, secondo    le indicazioni contenute  nell' allegato  B,  n.  1,  del    decreto del Presidente della Giunta  regionale  28  marzo    1991, n. 0116/Pres.</p><p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 bis. </span> Il riparto dei fondi assegnati ai Comuni capoluogo è effettuato in  proporzione  alla  popolazione  legale  di ciascun Comune.<p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3  ter. </span>   L' individuazione  dei   Comuni   di   supporto comprensoriale, nonché i criteri per il riparto  dei  fondi assegnati  ai  Comuni  medesimi,  sono  determinati,  previa deliberazione  della  Giunta  regionale,  con  decreto   del Presidente della Giunta, tenendo conto  dei  servizi,  delle attività e della popolazione beneficiaria.<p><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3  quater. </span>  La  popolazione  residente  e   l' estensione territoriale degli Enti destinatari è quella risultante dai dati ufficiali definitivi dell' ultimo censimento  generale, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.<p><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3  quinquies. </span>  Il  riparto  dei  fondi   assegnati   alle Comunità montane ed alla Comunità collinare è  effettuato per metà in ragione del numero di abitanti e per  metà  in ragione della estensione territoriale di ciascuna Comunità.<p><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 sexies. </span> Alla  ripartizione  ed   all' assegnazione  dei fondi destinati al finanziamento di spese di investimento si può provvedere anche tramite la stipulazione degli  accordi di programma di cui agli articoli  8  e  10  della  presente legge.<p><span style="">(9)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 septies. </span> Ai sensi   dell' articolo  12  della  presente legge  le   Province   devono   garantire     l' equilibrata utilizzazione delle assegnazioni loro attribuite, destinando ad interventi a favore dei Comuni una quota non inferiore al sessanta  per  cento  delle  assegnazioni   per   spese   di investimento.<p><span style="">(10)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 octies. </span> Ai sensi dell' articolo 12 della presente legge le  Comunità  montane  devono  garantire     l' equilibrata utilizzazione delle assegnazioni loro attribuite, destinando ad interventi a favore dei Comuni una quota non inferiore al settanta  per  cento  delle  assegnazioni   per   spese   di investimento.<p><span style="">(11)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 nonies. </span>  All' erogazione  degli  importi  assegnati  ai sensi della presente legge si provvede in misura  intera  ed in  via  anticipata,  con  decreti,  anche  cumulativi,  del Direttore regionale per le Autonomie locali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 decies. </span> Gli Enti locali iscrivono nei propri bilanci le somme  loro  assegnate  ai  sensi  della   presente   legge. All' uopo  devono  essere  istituiti  appositi  capitoli  di entrata e di spesa distinti secondo  le  finalità  previste nel provvedimento di concessione dei fondi.  L' accertamento che l' utilizzazione delle somme avvenga in conformità alle prescrizioni  è  effettuato  dai  competenti  Comitati   di controllo nell' esercizio  delle  funzioni  loro  attribuite dalla legge.<p><span style="">(13)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>4. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>  Al  finanziamento  delle  funzioni  delegate  con  la presente legge si provvede con gli stanziamenti di spesa del bilancio regionale relativi alle stesse funzioni delegate.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span> Per lo svolgimento da parte degli enti delegati  delle funzioni amministrative ad essi delegate sarà attribuita ai medesimi, per le spese di funzionamento, una somma  pari  al 10% delle spese  operative  connesse   all' esercizio  della delega stessa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span> In deroga al secondo  comma   dell' articolo  6  della legge regionale  20  gennaio  1982,  n.  10,  le  quote  non impegnate degli stanziamenti dei capitoli di spesa, che - in attuazione  del  comma  1  -  non  troveranno  più   alcuna corrispondenza  nel  bilancio  di  competenza     dell' anno successivo, saranno inviate in economia.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span> In  deroga  al  secondo  comma   dell' articolo  6  ed all' ottavo comma dell' articolo 11 della legge regionale 20 gennaio  1982,  n.  10,  le  quote   non   impegnate   degli stanziamenti dei capitoli di spesa di cui al sesto comma  di detto articolo 11 verranno trasferite, secondo la materia  o l' area di materia di appartenenza,  ai  capitoli  di  spesa corrispondenti - in osservanza  al  quinto  comma  del  più volte citato articolo 11 - a quelli che  verranno  istituiti ai sensi del comma 1.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span> Gli oneri previsti  dal  comma  6  faranno  carico  al capitolo 825 dello  stato  di  previsione  della  spesa  del bilancio  pluriennale  per  gli  anni  1988-1990,   il   cui stanziamento viene conseguentemente elevato, in  termini  di competenza, di complessive lire 300  milioni,  suddivisi  in ragione di lire 100 milioni per  l' anno  1989  e  lire  200 milioni per l' anno 1990.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10. </span> Al predetto onere di lire 300 milioni  si  fa  fronte mediante storno, di pari importo, dal  capitolo  1080  -  &lt;&lt;  Fondo di riserva per le spese obbligatorie e   d' ordine   &gt;&gt; - del precitato stato di previsione.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 7 interpretato da art. 14, comma 1, L. R. 2/1989</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 4 abrogato da art. 15, comma 1, L. R. 2/1989 con effetto, ex articolo 97 della medesima legge, dal 1° gennaio 1989.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 3, comma 1, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 3, comma 1, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 3 ter aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 3 quater aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 3 quinquies aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Comma 3 sexies aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Comma 3 septies aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Comma 3 octies aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Comma 3 nonies aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Comma 3 decies aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>14 
    </strong> Derogata la disciplina dell'articolo da art. 140, comma 5, L. R. 37/1993</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  67</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Definizione transitoria di procedimenti e impegni</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La definizione  dei  procedimenti  amministrativi  che abbiano comportato assunzione di impegni, prima  della  data di   trasferimento   agli   Enti   locali   delle   funzioni amministrative  oggetto  della  presente  legge,  rimane  di competenza della Regione.  Rimane  parimenti  di  competenza della Regione, con oneri a carico del bilancio regionale, la liquidazione delle ulteriori annualità di spesa pluriennali a carico di esercizi successivi a  quello  di  trasferimento delle funzioni agli Enti locali, qualora l' impegno relativo alla  prima  annualità  abbia  fatto  carico  ad   esercizi finanziari anteriori al detto trasferimento.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> La Giunta regionale,  sentita  la  conferenza  di  cui all' articolo 23, provvede a disciplinare il subentro  degli Enti locali negli affari  pendenti,  per  i  quali  non  sia intervenuto un formale atto di impegno, al fine  di  evitare interruzione di attività amministrativa.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 interpretato da art. 14, comma 1, L. R. 2/1989</p></p></p></body></html>