﻿<html xmlns:nir="http://www.normeinrete.it/nir/2.1/" xmlns:dsp="http://www.normeinrete.it/nir/disposizioni/2.1/" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema" xmlns:h="http://www.w3.org/HTML/1998/html4"><head><META http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><title></title></head><body style="font-family:decima; font-size: 1.2em;"><p>Legge regionale 09 marzo 1988

      , n. 10 - TESTO VIGENTE dal 01/01/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>Riordinamento    istituzionale    della     Regione     e riconoscimento e devoluzione di funzioni agli Enti locali.</strong></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">PARTE I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">PRINCIPI GENERALI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   1</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Definizione del modello istituzionale</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Con la presente  legge  la  Regione,  in  applicazione degli articoli 5, 11 e 59 dello Statuto, definisce un  nuovo sistema di organizzazione individuando i diversi livelli  di esercizio delle funzioni, riferiti  alla  Regione  stessa  e agli Enti locali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> In conformità a quanto previsto dalla Costituzione  e dallo Statuto,  la  legge  attua  il  modello  istituzionale secondo i principi   dell' autonomia  e  del  decentramento, valorizzando il ruolo delle Province, dei Comuni, delle loro associazioni e delle Comunità montane.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   2</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Obiettivi e finalità del riordino istituzionale</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La articolazione delle funzioni e competenze  previste con il riordinamento istituzionale ha per scopo di definire, anche con successive  riforme  legislative  di  settore,  un modello organizzativo contraddistinto  dalla  partecipazione delle autonomie locali all' azione di governo secondo  nuovi criteri  che  devono   migliorare     l' efficienza   e   la tempestività dell' Amministrazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> A tali fini la  presente  legge  prevede  modalità  e procedure per il coinvolgimento delle Province nei  processi di  programmazione  economica  e  di  pianificazione   della gestione del territorio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>  Per  consentire  la  più  ampia  espressione   delle potenzialità di ogni componente territoriale,  è  previsto anche il ricorso   all' attribuzione  di  funzioni  in  modo diversificato, sia per quanto concerne gli enti  destinatari che le funzioni stesse, laddove  questo  venga  riconosciuto utile per esprimere compiutamente le connotazioni specifiche delle singole aree.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 3</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni trasferite agli Enti locali)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Salvo quanto disposto nel successivo titolo III, la disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni e dei compiti amministrativi trasferiti agli Enti locali è disposta dagli Enti locali medesimi nell'ambito della rispettiva potestà normativa, in armonia con i soli principi fondamentali eventualmente previsti dalle leggi regionali. I principi generali sono comunque fissati dallo Statuto dell'Ente locale, a cui debbono conformarsi i regolamenti e gli atti dell'Ente locale. Fino all'entrata in vigore delle discipline statutarie e regolamentari degli Enti locali, continuano a trovare applicazione, per ogni singolo Ente locale interessato, le norme di legge regionale.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 3, comma 8, L. R. 13/2002</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">AUTONOMIE LOCALI E LIVELLI DI GOVERNO</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   4</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Ruolo della Regione</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La Regione, per  assicurare  lo  sviluppo  complessivo della comunità regionale,  esercita,  in  armonia  con  gli indirizzi della programmazione  nazionale,  la  funzione  di programmazione nelle materie  individuate  nello  statuto  e determina le scelte concernenti l' assetto del territorio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> A tal fine sono strumenti generali  di  programmazione economica e pianificazione territoriale, il Piano  regionale di sviluppo ed il Piano urbanistico regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> La Regione esercita altresì le funzioni che attengono ad esigenze di carattere unitario  ed  assicura  inoltre  il coordinamento delle attività  svolte  in  attuazione  della presente legge, anche con riguardo ai rapporti con lo Stato, con le altre Regioni e con le realtà contermini.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> La  Regione  provvede  infine   all' attuazione  degli interventi nelle materie attinenti all' economia.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   5</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Ruolo delle Province</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Le  Province  esercitano  funzioni  di  programmazione economico  -  sociale,  partecipando  alla   formazione   ed all' aggiornamento del Piano regionale di sviluppo,  secondo le procedure di cui alla legge regionale 24 gennaio 1981, n. 7, come modificata ed  integrata  dalla  legge  regionale  5 luglio 1985, n. 27. A tale fine le Province svolgono compiti di coordinamento degli Enti locali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Le Province  provvedono  altresì  alla  formazione  e concorrono   all' attuazione  di  progetti   settoriali   ed intersettoriali  per   azioni   integrate   interessanti   i rispettivi  territori,  in  conformità  alle   disposizioni recate dalle leggi regionali 30 agosto 1982,  n.  72,  e  18 agosto 1986, n. 36.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Con successiva legge regionale di riordino  settoriale potrà essere prevista la delega alle Province di specifiche funzioni  nelle  materie  attinenti   all' economia  per  il settore terziario.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 6</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Ruolo dei Comuni<p><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Nel rispetto del ruolo di ente generale di governo locale riconosciuto al Comune dal legislatore nazionale, la presente legge assegna ai Comuni le funzioni concernenti i servizi di base ai cittadini nelle materie di competenza regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> In conformità a quanto previsto dal comma 1, ai Comuni capoluogo di provincia possono essere attribuite ulteriori specifiche funzioni in relazione al ruolo agli stessi riservato.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Per il coordinamento fra le peculiari esigenze dei territori dei Comuni capoluogo e di quelli finitimi, i Comuni capoluogo sono chiamati a concorrere alla formazione dei programmi provinciali di interesse locale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Il concorso dei Comuni ai sensi del comma 3 si esprime attraverso l' intesa sui programmi di cui all' articolo 13 concernenti le funzioni e gli interventi previsti dall' articolo 27 in materia di edilizia scolastica, dall' articolo 30, comma 1, in materia di musei, dall' articolo 33, comma 3, in materia di presidi socio - assistenziali e dall' articolo 37, comma 2, in materia di impianti sportivi e ricreativi.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span> L' intesa dei Comuni capoluogo è limitata agli interventi destinati al territorio dei Comuni stessi e a quelli delle aree finitime. Gli altri Comuni compresi nelle predette aree possono formulare osservazioni o presentare proposte in ordine ai predetti interventi. In caso di mancata intesa dei Comuni capoluogo, o quando siano trascorsi quarantacinque giorni dalla comunicazione ai Comuni capoluogo per l' intesa, i programmi di cui all' articolo 13 sono approvati dal Consiglio provinciale con la maggioranza assoluta dei suoi componenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span> La delimitazione delle aree finitime a quella dei Comuni capoluogo, di cui al comma 5, è disposta con deliberazione della Giunta regionale, sentiti i Comuni interessati.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span> Le disposizioni di cui ai commi 3, 4, 5, e 6 si applicano altresì al Comune di Monfalcone.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole soppresse al comma 4 da art. 28, comma 1, L. R. 25/2006 , a decorrere dalla pubblicazione nel B.U.R. del decreto del Presidente della Regione, come previsto dall'art. 29, c. 2, L.R. 25/2006.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Il decreto, di cui all'art. 29, c. 2, L.R. 25/2006, è emanato con DPReg. 142/2007 (B.U.R. 13/6/2007, n.25).</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   7</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Esercizio di funzioni in forma associata</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>   L' esercizio  in  forma  associata  delle   funzioni assegnate ai Comuni dalla presente legge è  deliberato  dai Comuni stessi. Esso  si  esplica  secondo  i  criteri  e  le modalità che verranno previsti con apposita legge regionale ai sensi dell' articolo 25, secondo  comma,  del   DPR    24 luglio  1977,  n.   616.   La   medesima   legge   regionale disciplinerà l' ordinamento delle predette associazioni.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Qualora i Comuni intendano avvalersi delle facoltà di cui al comma 1,  le  leggi  regionali  di  settore  potranno prevedere specifici interventi agevolati. Le leggi  predette potranno prevedere altresì l' obbligo   dell' esercizio  in forma associata per i Comuni le cui  popolazioni  o  il  cui territorio  non  raggiungano  il  livello   necessario   per l' attuazione ottimale dei corrispondenti servizi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> I Comuni appartenenti al Consorzio Comunità collinare del Friuli possono deliberare  che   l' esercizio  in  forma associata di funzioni, previsto dal presente  articolo,  sia affidato alla medesima Comunità.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> In tale ipotesi, trovano  applicazione  nei  confronti della  Comunità  collinare  del  Friuli   le   disposizioni agevolative previste al comma 2.</p></p><a name="art8"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.   8</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 5 sostituito da art. 4, comma 1, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 1, comma 19, L. R. 10/1997 con effetto, ex articolo 32 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1997.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art9"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.   9</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art10"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  10</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span><span style="">(6)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 5, comma 1, L. R. 31/1996</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 1, comma 18, L. R. 10/1997 con effetto, ex articolo 32 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1997.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 1, comma 19, L. R. 10/1997 con effetto, ex articolo 32 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1997.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Articolo abrogato da art. 75, comma 1, L. R. 7/2000</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Vedi ora l'art. 6, L.R. 7/1981.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita  da art. 2, comma 60, lettera a), L. R. 20/2015</p><a name="art11"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  11</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 51, comma 1, lettera a), L. R. 20/2016</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">STRUMENTI E PROCEDUREDEL RIORDINO ISTITUZIONALE</span></p><a name="art12"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  12</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  13</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Programmi di interesse locale</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Per l' esercizio delle funzioni trasferite secondo  le disposizioni della presente legge le Province  predispongono programmi di interesse locale riguardanti  l' impiego  delle risorse loro assegnate.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  14</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Disciplina delle attribuzioni differenziatein materia di lingue, culture e tradizioni locali</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La Regione promuove iniziative atte  a  favorire  e  a garantire l' organicità e   l' unità  di  indirizzo  nella trattazione  delle  tematiche  concernenti  le  lingue,   le culture  e  le  tradizioni  presenti,   con   carattere   di omogeneità, in più province.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>   Per le finalità di cui al comma 1, per le  lingue e  le  culture  locali  diverse dal friulano,  presenti  sul territorio  di  più  province, possono  essere  predisposti programmi,   anche  in  forma  associata,  da  parte   delle Amministrazioni provinciali interessate.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> In relazione alle ulteriori attribuzioni e  competenze che verranno assegnate dallo  Stato  per  la  valorizzazione delle lingue, delle culture e delle  tradizioni  locali,  la Regione adeguerà la propria legislazione di settore in modo da garantire l' esercizio delle funzioni medesime  da  parte delle Amministrazioni provinciali secondo i  principi  e  le modalità previste dal presente articolo.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 32, comma 5, L. R. 15/1996</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 32, comma 5, L. R. 15/1996</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  15</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Tematiche culturali e linguistichedella minoranza slovena</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Ferme restando le competenze dello  Stato  per  quanto concerne la tutela della minoranza slovena, la Regione,  nel rispetto   dell' articolo   3   dello   statuto,   promuove, nell' ambito     dell' attività   di   cui   al   comma   1 dell' articolo 14 e del principio della valorizzazione delle diverse  lingue,  culture   e   tradizioni   esistenti   sul territorio, iniziative concernenti le tematiche culturali  e linguistiche della minoranza slovena.</p></p><a name="art16"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  16</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art17"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  17</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art18"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  18</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art19"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  19</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art20"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  20</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art21"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  21</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art22"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  22</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(3)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 1, primo comma, L. R. 42/1989</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 20, comma 12, L. R. 3/1998 , con effetto, ex articolo 33 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1998.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art23"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  23</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  24</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Definizione della terminologia legislativa</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Con il  termine  &lt;&lt;   sono  esercitate   &gt;&gt;  si  intende riferirsi a  funzioni  la  cui  titolarità  spetta  in  via esclusiva agli Enti locali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Con il termine &lt;&lt;  iniziative  dirette   &gt;&gt;  si  intende l' attuazione da parte  dell' ente  locale  delle  attività interessate dall' intervento contributivo regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Con il  termine  &lt;&lt;   interventi   &gt;&gt;  si  intende  fare riferimento  alle  funzioni  contributive   previste   dalla legislazione regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>  Il  termine  &lt;&lt;    realizzazione    &gt;&gt;   comprende   la costruzione,  la  sistemazione,  la   ristrutturazione,   il recupero  ed  il   rifacimento,     l' ampliamento   ed   il completamento delle opere di cui trattasi.</p></p></p></p></body></html>