﻿<html xmlns:nir="http://www.normeinrete.it/nir/2.1/" xmlns:dsp="http://www.normeinrete.it/nir/disposizioni/2.1/" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema" xmlns:h="http://www.w3.org/HTML/1998/html4"><head><META http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><title></title></head><body style="font-family:decima; font-size: 1.2em;"><p>Legge regionale 09 marzo 1988

      , n. 10 - TESTO VIGENTE dal 01/01/2025</p><p style="text-align: justify;"><strong>Riordinamento    istituzionale    della     Regione     e riconoscimento e devoluzione di funzioni agli Enti locali.</strong></p>Note riguardanti modifiche apportate all’intera legge:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina della legge da art. 20, comma 14, L. R. 3/1998 , con effetto, ex articolo 33 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1998.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria della legge, stabilita  da art. 4, comma 4, L. R. 25/2015</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">PARTE I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">PRINCIPI GENERALI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   1</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Definizione del modello istituzionale</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Con la presente  legge  la  Regione,  in  applicazione degli articoli 5, 11 e 59 dello Statuto, definisce un  nuovo sistema di organizzazione individuando i diversi livelli  di esercizio delle funzioni, riferiti  alla  Regione  stessa  e agli Enti locali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> In conformità a quanto previsto dalla Costituzione  e dallo Statuto,  la  legge  attua  il  modello  istituzionale secondo i principi   dell' autonomia  e  del  decentramento, valorizzando il ruolo delle Province, dei Comuni, delle loro associazioni e delle Comunità montane.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   2</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Obiettivi e finalità del riordino istituzionale</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La articolazione delle funzioni e competenze  previste con il riordinamento istituzionale ha per scopo di definire, anche con successive  riforme  legislative  di  settore,  un modello organizzativo contraddistinto  dalla  partecipazione delle autonomie locali all' azione di governo secondo  nuovi criteri  che  devono   migliorare     l' efficienza   e   la tempestività dell' Amministrazione.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> A tali fini la  presente  legge  prevede  modalità  e procedure per il coinvolgimento delle Province nei  processi di  programmazione  economica  e  di  pianificazione   della gestione del territorio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>  Per  consentire  la  più  ampia  espressione   delle potenzialità di ogni componente territoriale,  è  previsto anche il ricorso   all' attribuzione  di  funzioni  in  modo diversificato, sia per quanto concerne gli enti  destinatari che le funzioni stesse, laddove  questo  venga  riconosciuto utile per esprimere compiutamente le connotazioni specifiche delle singole aree.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 3</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni trasferite agli Enti locali)<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Salvo quanto disposto nel successivo titolo III, la disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni e dei compiti amministrativi trasferiti agli Enti locali è disposta dagli Enti locali medesimi nell'ambito della rispettiva potestà normativa, in armonia con i soli principi fondamentali eventualmente previsti dalle leggi regionali. I principi generali sono comunque fissati dallo Statuto dell'Ente locale, a cui debbono conformarsi i regolamenti e gli atti dell'Ente locale. Fino all'entrata in vigore delle discipline statutarie e regolamentari degli Enti locali, continuano a trovare applicazione, per ogni singolo Ente locale interessato, le norme di legge regionale.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 3, comma 8, L. R. 13/2002</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">AUTONOMIE LOCALI E LIVELLI DI GOVERNO</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   4</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Ruolo della Regione</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La Regione, per  assicurare  lo  sviluppo  complessivo della comunità regionale,  esercita,  in  armonia  con  gli indirizzi della programmazione  nazionale,  la  funzione  di programmazione nelle materie  individuate  nello  statuto  e determina le scelte concernenti l' assetto del territorio.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> A tal fine sono strumenti generali  di  programmazione economica e pianificazione territoriale, il Piano  regionale di sviluppo ed il Piano urbanistico regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> La Regione esercita altresì le funzioni che attengono ad esigenze di carattere unitario  ed  assicura  inoltre  il coordinamento delle attività  svolte  in  attuazione  della presente legge, anche con riguardo ai rapporti con lo Stato, con le altre Regioni e con le realtà contermini.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> La  Regione  provvede  infine   all' attuazione  degli interventi nelle materie attinenti all' economia.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   5</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Ruolo delle Province</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Le  Province  esercitano  funzioni  di  programmazione economico  -  sociale,  partecipando  alla   formazione   ed all' aggiornamento del Piano regionale di sviluppo,  secondo le procedure di cui alla legge regionale 24 gennaio 1981, n. 7, come modificata ed  integrata  dalla  legge  regionale  5 luglio 1985, n. 27. A tale fine le Province svolgono compiti di coordinamento degli Enti locali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Le Province  provvedono  altresì  alla  formazione  e concorrono   all' attuazione  di  progetti   settoriali   ed intersettoriali  per   azioni   integrate   interessanti   i rispettivi  territori,  in  conformità  alle   disposizioni recate dalle leggi regionali 30 agosto 1982,  n.  72,  e  18 agosto 1986, n. 36.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Con successiva legge regionale di riordino  settoriale potrà essere prevista la delega alle Province di specifiche funzioni  nelle  materie  attinenti   all' economia  per  il settore terziario.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 6</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Ruolo dei Comuni<p><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Nel rispetto del ruolo di ente generale di governo locale riconosciuto al Comune dal legislatore nazionale, la presente legge assegna ai Comuni le funzioni concernenti i servizi di base ai cittadini nelle materie di competenza regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> In conformità a quanto previsto dal comma 1, ai Comuni capoluogo di provincia possono essere attribuite ulteriori specifiche funzioni in relazione al ruolo agli stessi riservato.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Per il coordinamento fra le peculiari esigenze dei territori dei Comuni capoluogo e di quelli finitimi, i Comuni capoluogo sono chiamati a concorrere alla formazione dei programmi provinciali di interesse locale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>Il concorso dei Comuni ai sensi del comma 3 si esprime attraverso l' intesa sui programmi di cui all' articolo 13 concernenti le funzioni e gli interventi previsti dall' articolo 27 in materia di edilizia scolastica, dall' articolo 30, comma 1, in materia di musei, dall' articolo 33, comma 3, in materia di presidi socio - assistenziali e dall' articolo 37, comma 2, in materia di impianti sportivi e ricreativi.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span> L' intesa dei Comuni capoluogo è limitata agli interventi destinati al territorio dei Comuni stessi e a quelli delle aree finitime. Gli altri Comuni compresi nelle predette aree possono formulare osservazioni o presentare proposte in ordine ai predetti interventi. In caso di mancata intesa dei Comuni capoluogo, o quando siano trascorsi quarantacinque giorni dalla comunicazione ai Comuni capoluogo per l' intesa, i programmi di cui all' articolo 13 sono approvati dal Consiglio provinciale con la maggioranza assoluta dei suoi componenti.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span> La delimitazione delle aree finitime a quella dei Comuni capoluogo, di cui al comma 5, è disposta con deliberazione della Giunta regionale, sentiti i Comuni interessati.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span> Le disposizioni di cui ai commi 3, 4, 5, e 6 si applicano altresì al Comune di Monfalcone.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole soppresse al comma 4 da art. 28, comma 1, L. R. 25/2006 , a decorrere dalla pubblicazione nel B.U.R. del decreto del Presidente della Regione, come previsto dall'art. 29, c. 2, L.R. 25/2006.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Il decreto, di cui all'art. 29, c. 2, L.R. 25/2006, è emanato con DPReg. 142/2007 (B.U.R. 13/6/2007, n.25).</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.   7</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Esercizio di funzioni in forma associata</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>   L' esercizio  in  forma  associata  delle   funzioni assegnate ai Comuni dalla presente legge è  deliberato  dai Comuni stessi. Esso  si  esplica  secondo  i  criteri  e  le modalità che verranno previsti con apposita legge regionale ai sensi dell' articolo 25, secondo  comma,  del   DPR    24 luglio  1977,  n.   616.   La   medesima   legge   regionale disciplinerà l' ordinamento delle predette associazioni.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Qualora i Comuni intendano avvalersi delle facoltà di cui al comma 1,  le  leggi  regionali  di  settore  potranno prevedere specifici interventi agevolati. Le leggi  predette potranno prevedere altresì l' obbligo   dell' esercizio  in forma associata per i Comuni le cui  popolazioni  o  il  cui territorio  non  raggiungano  il  livello   necessario   per l' attuazione ottimale dei corrispondenti servizi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> I Comuni appartenenti al Consorzio Comunità collinare del Friuli possono deliberare  che   l' esercizio  in  forma associata di funzioni, previsto dal presente  articolo,  sia affidato alla medesima Comunità.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> In tale ipotesi, trovano  applicazione  nei  confronti della  Comunità  collinare  del  Friuli   le   disposizioni agevolative previste al comma 2.</p></p><a name="art8"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.   8</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 5 sostituito da art. 4, comma 1, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 1, comma 19, L. R. 10/1997 con effetto, ex articolo 32 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1997.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art9"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.   9</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art10"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  10</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span><span style="">(6)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 5, comma 1, L. R. 31/1996</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 1, comma 18, L. R. 10/1997 con effetto, ex articolo 32 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1997.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 1, comma 19, L. R. 10/1997 con effetto, ex articolo 32 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1997.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Articolo abrogato da art. 75, comma 1, L. R. 7/2000</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Vedi ora l'art. 6, L.R. 7/1981.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita  da art. 2, comma 60, lettera a), L. R. 20/2015</p><a name="art11"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  11</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 51, comma 1, lettera a), L. R. 20/2016</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">STRUMENTI E PROCEDUREDEL RIORDINO ISTITUZIONALE</span></p><a name="art12"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  12</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  13</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Programmi di interesse locale</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Per l' esercizio delle funzioni trasferite secondo  le disposizioni della presente legge le Province  predispongono programmi di interesse locale riguardanti  l' impiego  delle risorse loro assegnate.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  14</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Disciplina delle attribuzioni differenziatein materia di lingue, culture e tradizioni locali</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La Regione promuove iniziative atte  a  favorire  e  a garantire l' organicità e   l' unità  di  indirizzo  nella trattazione  delle  tematiche  concernenti  le  lingue,   le culture  e  le  tradizioni  presenti,   con   carattere   di omogeneità, in più province.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>   Per le finalità di cui al comma 1, per le  lingue e  le  culture  locali  diverse dal friulano,  presenti  sul territorio  di  più  province, possono  essere  predisposti programmi,   anche  in  forma  associata,  da  parte   delle Amministrazioni provinciali interessate.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> In relazione alle ulteriori attribuzioni e  competenze che verranno assegnate dallo  Stato  per  la  valorizzazione delle lingue, delle culture e delle  tradizioni  locali,  la Regione adeguerà la propria legislazione di settore in modo da garantire l' esercizio delle funzioni medesime  da  parte delle Amministrazioni provinciali secondo i  principi  e  le modalità previste dal presente articolo.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 32, comma 5, L. R. 15/1996</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 32, comma 5, L. R. 15/1996</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  15</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Tematiche culturali e linguistichedella minoranza slovena</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Ferme restando le competenze dello  Stato  per  quanto concerne la tutela della minoranza slovena, la Regione,  nel rispetto   dell' articolo   3   dello   statuto,   promuove, nell' ambito     dell' attività   di   cui   al   comma   1 dell' articolo 14 e del principio della valorizzazione delle diverse  lingue,  culture   e   tradizioni   esistenti   sul territorio, iniziative concernenti le tematiche culturali  e linguistiche della minoranza slovena.</p></p><a name="art16"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  16</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art17"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  17</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art18"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  18</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art19"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  19</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art20"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  20</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art21"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  21</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art22"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  22</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(3)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 1, primo comma, L. R. 42/1989</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 20, comma 12, L. R. 3/1998 , con effetto, ex articolo 33 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1998.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><a name="art23"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  23</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, L. R. 1/2006</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  24</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Definizione della terminologia legislativa</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Con il  termine  &lt;&lt;   sono  esercitate   &gt;&gt;  si  intende riferirsi a  funzioni  la  cui  titolarità  spetta  in  via esclusiva agli Enti locali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Con il termine &lt;&lt;  iniziative  dirette   &gt;&gt;  si  intende l' attuazione da parte  dell' ente  locale  delle  attività interessate dall' intervento contributivo regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Con il  termine  &lt;&lt;   interventi   &gt;&gt;  si  intende  fare riferimento  alle  funzioni  contributive   previste   dalla legislazione regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>  Il  termine  &lt;&lt;    realizzazione    &gt;&gt;   comprende   la costruzione,  la  sistemazione,  la   ristrutturazione,   il recupero  ed  il   rifacimento,     l' ampliamento   ed   il completamento delle opere di cui trattasi.</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">PARTE II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DEFINIZIONE DELLE FUNZIONIDEGLI ENTI LOCALI NELLE MATERIEINDICATE AGLI ARTICOLI 4, 5, E 6DELLO STATUTO REGIONALE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO I</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">ORGANIZZAZIONE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  25</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Denominazione dei toponimi minori</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>  I  comuni  esercitano  le  funzioni  concernenti   la denominazione dei toponimi minori.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>  Le  relative  deliberazioni  consiliari,  recanti  le denominazioni   dei   toponimi,   vengono   pubblicate   sul Bollettino Ufficiale della Regione.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  26</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Polizia amministrativa</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Le funzioni di polizia  amministrativa  relative  alle materie  per  le  quali  la  presente   legge   dispone   il trasferimento e la delega di attribuzioni agli  enti  locali sono  rispettivamente  trasferite  o  delegate   agli   enti medesimi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>  Le  funzioni  di  polizia   amministrativa   previste dall' articolo 19 del  DPR   24 luglio 1977,  n.  616,  sono esercitate dai Comuni.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> I regolamenti di polizia locale urbana e  rurale  sono soggetti al controllo  di  legittimità  esteso  al  merito, secondo le norme regionali vigenti.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO II</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">SERVIZI SOCIALI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  27</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Edilizia scolastica<p><span style="">(4)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Sono esercitate dalle Province  le  funzioni  inerenti l' acquisto,  la  realizzazione,     l' ammodernamento,   la straordinaria  manutenzione,  nonché     l' arredamento   e l' attrezzatura  di  edifici  destinati  a  sede  di  scuole materne, dell' obbligo, secondarie superiori,  professionali e artistiche,  incluse  le  infrastrutture  inserite  in  un complesso scolastico.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Tali funzioni si attuano nelle forme  dell' iniziativa diretta per   l' edilizia  scolastica  di  competenza  delle Province e nella forma   dell' intervento  per   l' edilizia scolastica di competenza dei Comuni.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>  Restano  di  competenza  della  Regione  le  funzioni relative ad interventi di edilizia scolastica di assoluta ed indifferibile necessità, di cui all' articolo 6 della legge regionale 30 agosto 1976, n. 48, e successive  modificazioni ed integrazioni, e le funzioni relative agli interventi  per opere  urgenti  di  manutenzione   e   riparazione   e   per l' acquisto  di  arredi  ed  attrezzature,  in   circostanze straordinarie, di cui all' articolo  3,  lettera  e),  della legge regionale 12 giugno 1984, n. 15.<p><span style="">(3)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 1 da art. 5, comma 3, L. R. 2/1989 con effetto, ex articolo 97 della medesima legge, dal 1° gennaio 1989.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 5, comma 3, L. R. 2/1989 con effetto, ex articolo 97 della medesima legge, dal 1° gennaio 1989.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 1, comma 1, L. R. 3/1990 con effetto, ex articolo 107 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 10, comma 37, L. R. 31/2017</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  28</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Assistenza scolastica e diritto allo studio</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Sono esercitate dai Comuni le funzioni in  materia  di assistenza scolastica e diritto allo studio. Dette  funzioni comprendono:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>erogazione gratuita dei libri di testo agli alunni  delle    scuole elementari di cui all' articolo 42 del   DPR    24    luglio 1977, n. 616; fornitura di libri  di  testo  e  di    altri strumenti didattici individuali,  da  assegnare  in    comodato agli alunni delle scuole  dell' obbligo,  ovvero    concessione di sussidi in  denaro  per   l' acquisto  dei    medesimi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>organizzazione di mense scolastiche  o  altri  interventi    sostitutivi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>fornitura di materiali ed attrezzature didattiche di  uso    collettivo, con particolare riguardo a  quelli  necessari    per la sperimentazione, per le attività  scolastiche  di    integrazione e di sostegno, per la scuola a tempo pieno e    per l' inserimento nelle normali strutture scolastiche di    allievi minorati psico - fisici e sensoriali;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>iniziative per favorire la frequenza alla scuola materna;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>iniziative per favorire la frequenza  dei  lavoratori  ai    corsi  delle  150  ore  ed  alle  scuole  serali  per  il    conseguimento del diploma di scuola secondaria superiore,    nonché altri interventi per l' educazione degli adulti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>interventi  di  carattere  individuale  in  relazione  ad    accertate esigenze di carattere economico,  familiare  ed    ambientale a favore:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1) </span>degli alunni delle scuole dell' obbligo,  mediante  il       pagamento  totale   o   parziale   della   retta   per       l' accoglimento  in  convitti,  semi  -   convitti   o       residenze;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2) </span>degli  studenti  capaci  e  meritevoli  della   scuola       secondaria superiore e degli  istituti  di  istruzione       artistica, ivi compresi i conservatori, o mediante  il       pagamento  totale   o   parziale   della   retta   per       l' accoglimento  in   convitti,   semi   -   convitti,       residenze, o mediante sussidi in denaro.</p></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Restano di competenza regionale le funzioni concernenti la programmazione, l'indirizzo, il coordinamento, la promozione della qualità  e il monitoraggio dei servizi di orientamento, nonché l'erogazione di specifici servizi di orientamento anche attraverso idonee strutture operative, quelle dirette ad agevolare l'inserimento nell' ordinamento scolastico italiano dei figli dei lavoratori emigrati e rimpatriati, l' assicurazione degli alunni delle scuole di ogni ordine e grado, le iniziative per favorire le attività di aggiornamento professionale degli operatori scolastici, nonché le attribuzioni previste all'articolo 2, lettera m), della legge regionale 26 maggio 1980, n. 10.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Con successiva  legge  regionale  verrà  disciplinato l' esercizio  delle  funzioni  in  materia   di   assistenza scolastica a favore degli studenti universitari.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 2 da art. 29, comma 1, L. R. 13/2015 , con effetto dall'1/7/2015.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  29</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Attività culturali e di istruzione</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Nella  materia  delle  attività  culturali  gli  enti locali della regione esercitano le funzioni  secondo  quanto stabilito dalla legge regionale 8 settembre 1981, n. 68.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Sono esercitate dalle Province le funzioni concernenti gli interventi per l' attuazione di  corsi  di  orientamento musicale.<p><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Sono esercitate altresì dalle Province le funzioni di cui all' articolo 3,  comma  1,  della  legge  regionale  1 giugno 1987,  n.  15,  così  come  modificato  dalla  legge regionale 18 novembre 1987, n. 39, ad eccezione di quelle di cui al punto h), che restano di competenza regionale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> Sono trasferite alle Province le funzioni  concernenti gli interventi a favore  dell' istruzione  professionale  di cui alla legge regionale 11 luglio 1966, n. 13, fatto  salvo quanto previsto dalla legge regionale 27 dicembre  1986,  n. 61, &lt;&lt;  Norme per  la  formazione  degli  operatori  sanitari infermieristici, tecnici sanitari,  della  riabilitazione  e altre figure sanitarie  &gt;&gt;.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span> Sono esercitate dalle Province  le  funzioni  relative agli interventi a favore del turismo scolastico di cui  alla legge regionale 23 agosto 1985, n. 41.<p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 5 aggiunto da art. 1, comma 1, L. R. 2/1989 con effetto, ex articolo 97 della medesima legge, dal 1° gennaio 1989.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 3, comma 1, lettera a), numero 1), L. R. 20/2016</p></p><a name="art30"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 30</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(9)</span><span style="">(10)</span><span style="">(11)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 2/1989 con effetto, ex articolo 97 della medesima legge, dal 1° gennaio 1989.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Parole aggiunte al comma 4 da art. 2, comma 2, L. R. 2/1989 con effetto, ex articolo 97 della medesima legge, dal 1° gennaio 1989.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 5 aggiunto da art. 2, comma 3, L. R. 2/1989 con effetto, ex articolo 97 della medesima legge, dal 1° gennaio 1989.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 28, comma 1, L. R. 25/2006 , a decorrere dalla pubblicazione nel B.U.R. del decreto del Presidente della Regione, come previsto dall'art. 29, c. 2, L.R. 25/2006.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 28, comma 1, L. R. 25/2006 , a decorrere dalla pubblicazione nel B.U.R. del decreto del Presidente della Regione, come previsto dall'art. 29, c. 2, L.R. 25/2006.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 3 bis abrogato da art. 28, comma 1, L. R. 25/2006 , a decorrere dalla pubblicazione nel B.U.R. del decreto del Presidente della Regione, come previsto dall'art. 29, c. 2, L.R. 25/2006.</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Parole soppresse al comma 4 da art. 28, comma 1, L. R. 25/2006 , a decorrere dalla pubblicazione nel B.U.R. del decreto del Presidente della Regione, come previsto dall'art. 29, c. 2, L.R. 25/2006.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 5 abrogato da art. 28, comma 1, L. R. 25/2006 , a decorrere dalla pubblicazione nel B.U.R. del decreto del Presidente della Regione, come previsto dall'art. 29, c. 2, L.R. 25/2006.</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Il decreto, di cui all'art. 29, c. 2, L.R. 25/2006, è emanato con DPReg. 142/2007 (B.U.R. 13/6/2007, n.25).</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita  da art. 6, comma 10, L. R. 20/2015</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, lettera g), L. R. 23/2015 , a decorrere dall'1/1/2016.</p><a name="art31"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 31</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 28, comma 1, L. R. 25/2006 , a decorrere dalla pubblicazione nel B.U.R. del decreto del Presidente della Regione, come previsto dall'art. 29, c. 2, L.R. 25/2006.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Il decreto, di cui all'art. 29, c. 2, L.R. 25/2006, è emanato con DPReg. 142/2007 (B.U.R. 13/6/2007, n.25).</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Articolo abrogato da art. 49, comma 1, lettera g), L. R. 23/2015 , a decorrere dall'1/1/2016.</p><a name="art32"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  32</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 65, comma 1, L. R. 6/2006</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  33</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Presidi socio - assistenziali - Funzioni della Provincia</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>1. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Le Province provvedono agli interventi per consentire l'accoglimento di minori adolescenti e giovani, privi di adeguata assistenza, in colonie marine e montane.<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>  Fino   all' entrata  in  vigore   del   piano   socio - assistenziale, le Province provvedono, nell' ambito  delle direttive   impartite   con   deliberazione   della   Giunta regionale,   alla   localizzazione   dei    presidi    socio - assistenziali ed esercitano in via di delega  le  funzioni relative  agli   interventi   per   la   realizzazione,   la riqualificazione  e  il  finanziamento  della  gestione  dei presidi medesimi, nonché per la dotazione di attrezzature e arredi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>  Tali presidi comprendono:<p style="text-align: justify;"><strong>a) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>i presidi per le persone handicappate di cui  alla  legge    regionale 27 dicembre 1986, n. 59.</p><p><span style="">(4)</span><span style="">(5)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Derogata la disciplina del comma 2 da  art. 4, comma 1, L. R. 10/1990, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 10, comma 3, L. R. 8/2001</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 10, comma 2, L. R. 8/2001</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 1 abrogato da art. 65, comma 1, L. R. 6/2006</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Lettera a) del comma 4 abrogata da art. 2, comma 18, L. R. 30/2007 , a decorrere dall'entrata in vigore del Regolamento di cui all'articolo 40, comma 4 della L.R. 6/2006.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Il Regolamento di cui all'art. 40, comma 4, L.R. 6/2006, è stato emanato con DPReg. 0271/Pres. dd. 1 ottobre 2009 (B.U.R. 14/10/2009, n. 41) ed entra in vigore il 15/10/2009.</p></p><a name="art34"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art. 34</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo sostituito da art. 1, comma 1, L. R. 48/1996 con effetto, ex articolo 6 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1997.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 1, comma 2, L. R. 48/1996 con effetto, ex articolo 6 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1997.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Articolo sostituito da art. 131, comma 1, L. R. 8/2022</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Articolo abrogato da art. 158, comma 1, L. R. 3/2024 , a decorrere dall'1/1/2025.</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art. 35</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">(Riserva della Regione)<p><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span><span style="">(5)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>Restano di competenza della Regione gli interventi a favore delle sotto elencate associazioni di livello nazionale operanti nel territorio regionale e dei comitati di livello regionale a esse afferenti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>Associazione Italiana Sclerosi Multipla;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">e) </span>Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">f) </span>Ente Nazionale Protezione e Assistenza Sordomuti;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">g) </span>Unione Italiana Ciechi;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">h) </span>Unione Nazionale Mutilati per Servizio;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">i) </span>Associazione Nazionale Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>Eventuali altre associazioni di categoria che perseguono la tutela e la promozione sociale dei cittadini minorati e disabili da ammettere ai benefici della presente legge in ragione del loro riconoscimento in sede nazionale sono individuate dalla Giunta regionale.<p><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>Gli interventi di cui al comma 1 consistono in contributi finalizzati al migliore perseguimento delle attività istituzionali degli organi e delle strutture delle associazioni beneficiarie di cui ai commi 1 e 2 e non sono cumulabili con altre provvidenze regionali aventi le medesime finalità.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span>I criteri e le modalità di concessione ed erogazione dei contributi sono disciplinati con apposito regolamento.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 4, comma 1, L. R. 3/1990 con effetto, ex articolo 107 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo sostituito da art. 2, comma 1, L. R. 48/1996 con effetto, ex articolo 6 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1997.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 3, L. R. 48/1996</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Parole aggiunte al comma 3 da art. 4, comma 65, L. R. 4/2001</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Articolo sostituito da art. 9, comma 1, L. R. 14/2012</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Elenco delle associazioni di cui al comma 1 integrato con DGR 20/11/2020, n. 1735 "Ammissione dell'Associazione A.I.T.Sa.M ODV (Associazione Italiana Tutela Salute Mentale) ai benefici dell'art 35 della L.R. 10/1988".</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  36</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Sviluppo della cultura dello sport e del tempo libero</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>  Sono di competenza della Regione:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>la promozione a livello  regionale  della  cultura  dello    sport e del tempo libero;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>il sostegno e il finanziamento di enti,  associazioni  ed    organismi cui è riconosciuta una  speciale  funzione  di    interesse regionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>gli interventi a sostegno di manifestazioni, convegni  ed    attività formativa di interesse regionale.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Le Province provvedono agli interventi concernenti  il sostegno delle attività ricreative  e  sportive  svolte  da enti, associazioni ed organismi non compresi tra  quelli  di cui alla lettera b) del comma 1.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> I Comuni esercitano le funzioni  di  promozione  delle attività ricreative e sportive di base.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  37</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Infrastrutture e attrezzature sportive<p><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>  Sono  di  competenza  della  Regione  gli  interventi relativi   alle   infrastrutture   sportive    e    relative attrezzature, che  rivestano  interesse  interprovinciale  o regionale.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Sono esercitate dalle Province le funzioni concernenti le iniziative dirette e gli interventi per la  realizzazione di impianti sportivi e ricreativi, e relative  attrezzature, di interesse locale o comunque subprovinciale, ivi  compresi gli impianti di base di cui alla legge regionale  30  agosto 1982, n. 71.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>  I  Comuni  esercitano  le  funzioni   relative   agli interventi per l' equipaggiamento.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Parole sostituite al comma 1 da art. 25, comma 4, L. R. 29/1990</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 8, comma 2, L. R. 23/1993</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">ATTIVITÀ ECONOMICO - PRODUTTIVE</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  38</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Camere di commercio, industriaartigianato e agricoltura</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Al fine di valorizzare l' attività  delle  Camere  di commercio,  industria,  artigianato  e   agricoltura   della regione, con successiva legge regionale verranno individuate le forme di concorso dei predetti enti all' esercizio  delle funzioni regionali in materia di promozione  economica,  nel quadro di un coordinamento unitario di tale attività.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Alle Camere di  commercio,  industria,  artigianato  e agricoltura   sono    altresì    delegate    le    funzioni amministrative  concernenti    l' attività   dei   Comitati provinciali per i prezzi.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  39</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Fiere, mostre e mercati</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Sono delegate alle Province le  funzioni  relative  ad interventi  per   l' attuazione  di  programmi   concernenti l' impianto e  l' allestimento  di  comprensori  fieristici, centri  commerciali,  mercati  alla  produzione,  centri  di raccolta di prodotti agricoli e  zone  di  servizio  per  le operazioni doganali ai valichi di confine.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Le funzioni di  cui  al  comma  1  vengono  esercitate dall' Amministrazione regionale qualora riguardino  enti  od organismi  classificati  di  preminente  interesse  per   la regione.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  40</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Disciplina del commercio</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Sono esercitate dai Comuni le funzioni  amministrative in materia di commercio agli stessi spettanti in  base  alle vigenti norme statali e regionali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Sono altresì trasferite  ai  Comuni  le  attribuzioni previste dall' articolo 54 del  DPR    24  luglio  1977,  n. 616, che già non spettino agli stessi.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Sono esercitate dalle Comunità  montane  le  funzioni concernenti la concessione di contributi ai piccoli esercizi commerciali ed ai pubblici esercizi per l' abbattimento  dei costi di servizi di consulenza tecnico - economica  previsti dall' articolo 19 della legge regionale 31 ottobre 1987,  n. 35.<p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 aggiunto da art. 9, comma 1, L. R. 16/1989 con gli effetti di cui all' articolo 10 della medesima legge.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  41</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Classificazione delle strutture ricettive turistiche</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Sono delegate ai  Comuni  le  funzioni  relative  alla classificazione delle strutture ricettive alberghiere  e  di quelle all' aria aperta.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>  Sono   esercitate   dai   Comuni   le   funzioni   di autorizzazione concernenti l' apertura e l' esercizio  delle strutture  ricettive  di  cui  al  comma  1  e  delle  altre strutture ricettive turistiche, nonché quelle inerenti alla classificazione degli esercizi di affittacamere.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Sono delegate ai Comuni le  funzioni  di  vigilanza  e controllo in materia di strutture ricettive turistiche.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  42</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Autorizzazioni per le professioni turistiche</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Sono esercitate dai Comuni le funzioni concernenti  le autorizzazioni all' esercizio delle attività  professionali turistiche ai sensi della legge regionale 10  gennaio  1987, n. 2.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Sono delegate ai  Comuni  le  funzioni  di  vigilanza, controllo e sanzionatorie nella predetta materia.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  43</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Turismo alpino</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Sono esercitate dalle Comunità  montane  le  funzioni relative agli interventi per la promozione e lo sviluppo del turismo alpino, concernenti rifugi, bivacchi e sentieri.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  44</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Manifestazioni di interesse turisticoesclusivamente locale</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Con successiva legge regionale saranno disciplinate le funzioni  degli  enti  locali  per   la   realizzazione   di manifestazioni di interesse turistico esclusivamente locale.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  45</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Competenze delle Province e delle Comunità montanein materia di agricoltura</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Sono esercitate dalle Province ovvero,  nei  territori di rispettiva competenza, dalle Comunità montane:<p style="text-align: justify;"><strong>a) </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATA )</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>le funzioni inerenti iniziative dirette e interventi  per    celebrazioni pubbliche, fiere, mostre, mercati, rassegne,    esposizioni, concorsi, convegni e congressi  nell' ambito    del territorio regionale, che riguardino l' agricoltura o    la zootecnia e  che  rivestano  interesse  esclusivamente    locale.</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Le funzioni di cui alla lettera b) del  comma  1  sono esercitate sul relativo territorio dalla Comunità collinare del Friuli.<p><span style="">(2)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 1 da art. 18, comma 1, L. R. 42/1995</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 18, comma 1, L. R. 42/1995</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 25, comma 1, L. R. 25/1996</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  46</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Competenze dei Comuni in materia di usi civici e di demanio armentizio</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>  I  Comuni  esercitano  le   funzioni   amministrative concernenti la vigilanza sulla amministrazione dei  beni  di uso civico e di demanio armentizio.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  47</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Funzioni delle Province e dei Comuniin materia di industria e artigianato</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>1. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span><span style="">(4)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span><span style="">(5)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span><span style="">(6)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> In materia  di  artigianato  i  Comuni  esercitano  le funzioni istruttorie previste dalla legislazione vigente per l' albo delle imprese artigiane.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 2, primo comma, L. R. 42/1989</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 2, comma 1, L. R. 24/1991</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Parole soppresse al comma 1 da art. 5, comma 1, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 1 abrogato da art. 22, comma 1, L. R. 3/1999</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 22, comma 1, L. R. 3/1999</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 51, comma 1, lettera a), L. R. 20/2016</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">TITOLO IV</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">ASSETTO ED UTILIZZAZIONE DEL TERRITORIO</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  48</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Trasporti, traffici e viabilità</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>  L'esercizio delle funzioni in materia di  trasporto pubblico  locale  è  disciplinato dalle disposizioni  della legge  regionale 21 ottobre 1986, n. 41, nonché dalla legge regionale 7 maggio 1997, n. 20.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Le Province esercitano,  a  decorrere  dalla  data  di entrata in vigore  del  Piano  regionale  della  viabilità, previsto dalla legge regionale 20 maggio  1985,  n.  22,  le funzioni relative ad iniziative dirette ed interventi per la realizzazione, il completamento e   l' ammodernamento  della viabilità di competenza di Enti locali,  come  disciplinate dalla legge medesima.<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span>  Le   Province   esercitano   altresì   le   funzioni amministrative previste  dall' articolo  96  del   DPR    24 luglio 1977, n. 616.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 3, comma 1, L. R. 2/1989 con effetto, ex articolo 97 della medesima legge, dal 1° gennaio 1989.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 5, comma 3, L. R. 2/1989 con effetto, ex articolo 97 della medesima legge, dal 1° gennaio 1989.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 35, comma 2, L. R. 20/1997</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  49</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Municipi e cimiteri</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Sono esercitate dalle Province le funzioni concernenti gli interventi per la realizzazione di municipi e  cimiteri, con  i  relativi   impianti   complementari,   nonché   per l' acquisto di edifici da  destinare  a  sede  di  uffici  e servizi comunali.</p></p><a name="art50"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  50</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span><span style="">(3)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Derogata la disciplina del comma 1 da  art. 22, comma 1, L. R. 14/1994</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Articolo abrogato da art. 31, comma 1, L. R. 13/2005 . Le disposizioni di cui al presente articolo continuano tuttavia ad applicarsi ai rapporti contributivi e ai procedimenti in corso fino ad esaurimento degli stessi, come stabilito dall'art. 31, c. 2, L.R. 13/2005.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 10, comma 31, L. R. 12/2010</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  51</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Ristrutturazione di sale cinematografiche e polifunzionaliDelega in materia di risparmio energetico</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>  Le   Province  esercitano   le   funzioni   concernenti iniziative dirette ed interventi  per la ristrutturazione di sale  cinematografiche  e  di  sale polifunzionali destinate ad attività culturali ai sensi  della  legge  regionale  15 giugno 1984, n. 19.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>  Sono delegate alle Province  le  funzioni  concernenti gli  interventi  di  cui  all' articolo  6  della  legge  29 maggio  1982,  n.  308,  secondo  le  previsioni della legge regionale 3 settembre 1984, n. 47.</p></p><a name="art52"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  52</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 104, comma 1, L. R. 9/2007</p><a name="art53"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  53</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 104, comma 1, L. R. 9/2007</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  54</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Parchi e ambiti di tutela ambientale</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>  Gli Enti locali esercitano le funzioni  in  materia  di parchi ed ambiti di tutela ambientale previste  dalla  legge regionale 24 gennaio 1983, n. 11.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>  Sono trasferite  alle  Province,  eccetto  che  per  i Comuni  capoluogo,  le  funzioni  regionali  in  materia  di interventi  per  l' istituzione  di  parchi  urbani e per il recupero di aree in degrado ambientale.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Sono esercitate dalle  Province,  eccetto  che  per  i Comuni capoluogo,  le  funzioni  concernenti  interventi  in favore dei Comuni, delle Comunità montane  e  dei  Consorzi fra gli enti predetti per la gestione dei parchi urbani.<p><span style="">(1)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 2, comma 1, L. R. 3/1990 con effetto, ex articolo 107 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p></p><a name="art55"></a><p style="text-align: center;"><strong>Art.  55</strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Articolo abrogato da art. 104, comma 1, L. R. 9/2007</p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  56</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Tutela dall' inquinamento</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span>  In materia di tutela dell' ambiente  dall' inquinamento le Province,  le  Comunità  montane,  i  Comuni  e  i  loro Consorzi svolgono le funzioni previste:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>dalla  legge  10  marzo  1976,  n.  319,  e dalla legge regionale 13 luglio 1981, n. 45, in materia di tutela  delle acque;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>dal  DPR   10 settembre 1982, n.  915,  e  dalla  legge regionale 7 settembre 1987, n. 30, in materia di smaltimento di rifiuti.</p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span>  Con successiva  legge  regionale  verranno  attribuite alle Amministrazioni  provinciali le funzioni amministrative in materia  di  tutela  del  suolo  e  dell' ambiente  dagli inquinamenti   atmosferico,   acustico   e   da   radiazioni elettromagnetiche e ionizzanti.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  57</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Caccia e pesca</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Le Province esercitano  le  funzioni  di  vigilanza  e quelle sanzionatorie in materia di caccia, di  protezione  e tutela della fauna e dell' avifauna, oltre alle attribuzioni previste dalla vigente legislazione regionale.<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(3)</span></p><p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(4)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> In materia di pesca in acque interne restano ferme  le competenze delle  Amministrazioni  provinciali,   dell' Ente tutela pesca del Friuli -  Venezia  Giulia  e  del  Servizio della   pesca   marittima    della    Direzione    regionale dell' industria.<p><span style="">(5)</span></p></p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 1 da art. 1, comma 2, L. R. 5/1989</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 1 da art. 3, comma 1, L. R. 22/1990</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 43, comma 1, L. R. 30/1999</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 3 abrogato da art. 43, comma 1, L. R. 30/1999</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Ai sensi dell'art. 6, c. 1, della L.R. 42/2017, a decorrere dall'1/1/2018, l'Ente tutela pesca (ETP) assume la denominazione di Ente tutela patrimonio ittico (ETPI).</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  58</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Vigilanza sulla caccia<p><span style="">(1)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Il personale addetto alla vigilanza venatoria che alla data di entrata in vigore della presente legge risulti  alle dipendenze dell' Organo gestore riserve in forza  del  primo comma dell' articolo 49 del Regolamento di esecuzione  della legge regionale 11 luglio 1969, n. 13, è messo, a decorrere dall' 1 gennaio 1989, a disposizione delle Province nei  cui ruoli verrà successivamente inquadrato.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 1, comma 1, L. R. 5/1989</p></p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">PARTE III</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI</span></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  59</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Decorrenza</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Salvo  quanto  diversamente  disposto  dalla  presente legge, il trasferimento e la delega  di  funzioni,  previsti dalla legge medesima decorrono:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>dall' 1 gennaio 1989 per  le  attribuzioni  di  cui  agli    articoli 27, 28, 29, comma 2, 30, 31, 34, 43,  45,  comma    1, 47, 51, 52, 53, 54, comma 2, 55, comma 2, e 57;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>dalla data di entrata in vigore delle leggi  di  riordino    della disciplina di settore e comunque   dall' 1  gennaio    1990 per le attribuzioni di cui agli articoli  33,  commi    2, 3 e 4, 36, 37, 39, 41, 49 e 50;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">c) </span>per le attribuzioni di cui all' articolo 11 dalla data di    entrata in vigore della legge di riforma della disciplina    regionale in materia di pianificazione territoriale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">d) </span>per la attribuzione di cui alla lettera a) dell' articolo    28 relativa alla sola erogazione gratuita  dei  libri  di    testo agli alunni delle scuole elementari dalla  data  di    entrata in vigore della presente legge.</p></p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  60</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Conferma attribuzioni già esercitatedagli Enti locali</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Rimangono comunque di competenza delle Amministrazioni locali le attribuzioni alle medesime già assegnate da leggi statali e regionali.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  61</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Attribuzioni sanzionatorie</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Gli Enti locali titolari delle funzioni  trasferite  o delegate  esercitano  in  via  di  delega  le   attribuzioni sanzionatorie connesse.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  62</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Riferimento a contributi regionali</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Laddove in leggi o regolamenti  si  fa  riferimento  a contributi regionali, la menzione deve intendersi  riferita, per le attribuzioni assegnate dalla presente legge agli Enti locali, ai contributi concessi dalle Amministrazioni stesse.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  63</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Comunità montane</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Tutte le funzioni concernenti  iniziative  dirette  ed interventi devono essere esercitate dalle Comunità  montane secondo le previsioni del Piano pluriennale e del  programma - stralcio  di  cui  agli  articoli  15  e  19  della  legge regionale 4 maggio 1973, n. 29.</p><p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(1)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Fermo  restando  quanto  disposto   dall' articolo  1, secondo comma, della legge regionale 4 maggio 1973,  n.  29, relativamente alle funzioni previste dalla medesima legge in applicazione della  legge  3  dicembre  1971,  n.  1102,  le funzioni trasferite o delegate da altre  leggi  regionali  e dalla presente legge alle Comunità  montane  si  esercitano sull' intero  territorio  dei  comuni  parzialmente  montani facenti parte delle Comunità montane indicate all' articolo 2 della legge regionale 31 ottobre 1987, n. 35.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> Al fine  di  assicurare  la  migliori  condizioni  per l' esercizio delle  funzioni  già  spettanti  e  di  quelle trasferite e delegate, si potrà procedere al riordino delle zone  omogenee,  ai  sensi   dell' articolo  2  della  legge regionale 4  maggio  1973,  n.  29.   Nell' ambito  di  tale riordino,  sentiti  i  Comuni  interessati,  dovrà   essere garantita l' unità dei territori compresi  nelle  Comunità montane della Carnia, del Canal del Ferro  -  Val  Canale  e del Gemonese, rivedendo anche la generale  delimitazione  ai fini   dell' integrazione  socio   -   economica,   con   la costituzione  di   un' unica  Comunità  montana,   il   cui ordinamento e le cui funzioni, anche ai sensi dell' articolo 59 dello statuto, saranno definite in via legislativa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span> Qualora, per effetto della revisione di cui  al  comma 4, i territori già facenti parte di una zona omogenea siano inclusi in altra zona omogenea o  concorrano  a  costituirne una nuova,  il  decreto  di  definizione  della  nuova  zona omogenea dispone contestualmente la cessazione, nel relativo ambito territoriale, delle funzioni  già  esercitate  dalla Comunità montana preesistente ed il trasferimento  in  capo al soggetto nella cui zona i territori sono  stati  inclusi, del patrimonio, dei rapporti  giuridici  attivi  e  passivi, nonché dei rapporti di lavoro del personale dipendente.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 2 abrogato da art. 3, comma 1, L. R. 3/1990 con effetto, ex articolo 107 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  64</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Personale e uffici provinciali<p><span style="">(1)</span><span style="">(2)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Con successiva legge  regionale  verrà  disposto,  in base alla previsione dell' articolo 5, comma 2, del  decreto del Presidente della Repubblica 15  gennaio  1987,  n.  469, l' ampliamento degli organici locali  necessario  per  porre gli Enti titolari delle funzioni trasferite  o  delegate  in grado di provvedere in modo ottimale   all' esercizio  delle funzioni anzidette. All' approvazione della  legge  medesima si provvederà non appena i trasferimenti e  le  deleghe  di cui si tratta saranno compiutamente definiti.<p><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> In via provvisoria, gli Enti locali di cui al comma  1 sono dotati di appositi contingenti  organici  di  personale regionale - distinti per qualifica funzionale - da assegnare in posizione di comando, e ciò anche in deroga ai limiti di tempo e di numero previsti dalle vigenti leggi regionali  in materia di stato giuridico e di  trattamento  economico  dei dipendenti della Regione.  I  contingenti  organici  di  cui sopra  sono  determinati  annualmente  con  apposita   legge regionale.<p><span style="">(3)</span><span style="">(5)</span><span style="">(8)</span><span style="">(10)</span><span style="">(11)</span><span style="">(14)</span><span style="">(15)</span><span style="">(16)</span><span style="">(18)</span><span style="">(20)</span><span style="">(22)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> Con decreto del Presidente della Giunta regionale,  da adottare su  conforme  deliberazione  della  Giunta  stessa, saranno  stabiliti,  sentite   le   Associazioni   regionali dell'   ANCI,   dell'  UPI   e dell'   UNCEM,    nonché  le Organizzazioni sindacali dei dipendenti regionali, i profili professionali  ed  i  criteri  per  la  individuazione   del personale  regionale  da  assegnare in  posizione di comando agli Enti locali suindicati.<p><span style="">(4)</span><span style="">(6)</span><span style="">(9)</span><span style="">(12)</span><span style="">(13)</span><span style="">(17)</span><span style="">(19)</span><span style="">(21)</span><span style="">(23)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">4. </span> Con le leggi regionali di riordino delle  funzioni  in materia di lavori pubblici, agricoltura  e  turismo,  potrà essere disposto il trasferimento alle Province degli  uffici provinciali della  Regione  o  delle  sezioni  degli  uffici medesimi che esercitano le funzioni trasferite o delegate  e del relativo personale.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 27, comma 1, L. R. 13/1989, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 7, comma 1, L. R. 5/1990</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Integrata la disciplina dell'articolo da art. 27, comma 2, L. R. 13/1989</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 4, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 4, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 5, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 5, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 1 sostituito da art. 6, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 6, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 6, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 8, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 8, comma 2, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 8, comma 1, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 8, comma 2, L. R. 5/1990 con effetto, ex articolo 10 della medesima legge, dal 1° gennaio 1990.</p><p style="text-align: justify;"><strong>14 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 2, comma 1, L. R. 23/1991 con effetto, ex articolo 5 della medesima legge, dal 1° gennaio 1991.</p><p style="text-align: justify;"><strong>15 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 2, comma 1, L. R. 23/1992 con effetto, ex articolo 4 della medesima legge, dal 1° gennaio 1992.</p><p style="text-align: justify;"><strong>16 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 2, comma 1, L. R. 31/1993 con effetto, ex articolo 4 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>17 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 2, comma 1, L. R. 31/1993 con effetto, ex articolo 4 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>18 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 9, comma 1, L. R. 2/1995 , con effetto, previsto dal comma 3 del medesimo articolo, dall' 1 gennaio 1994 .</p><p style="text-align: justify;"><strong>19 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 9, comma 1, L. R. 2/1995 , con effetto, previsto dal comma 3 del medesimo articolo, dall' 1 gennaio 1994 .</p><p style="text-align: justify;"><strong>20 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 12, comma 1, L. R. 8/1995 , con effetto, ex articolo 178 della medesima legge, dal 1° gennaio 1995.</p><p style="text-align: justify;"><strong>21 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 12, comma 1, L. R. 8/1995 , con effetto, ex articolo 178 della medesima legge, dal 1° gennaio 1995.</p><p style="text-align: justify;"><strong>22 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 2 da art. 72, comma 6, L. R. 9/1996 con effetto ex articolo 82 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1996.</p><p style="text-align: justify;"><strong>23 
    </strong> Integrata la disciplina del comma 3 da art. 72, comma 6, L. R. 9/1996 con effetto ex articolo 82 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1996.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  65</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Utilizzazione di beni regionali</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Con decreto del Presidente della Giunta regionale,  su conforme deliberazione della Giunta stessa,  possono  essere messi a disposizione  degli  enti  delegati  beni  regionali necessari per l' esercizio delle funzioni delegate.</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  66</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Finanziamento funzioni trasferite e delegate<p><span style="">(14)</span></p></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> Al finanziamento delle funzioni esercitate dagli  Enti locali ai  sensi  della  presente  legge,  si  provvede  con l' assegnazione di una quota delle entrate della Regione  in forza   dell' articolo  54  dello  statuto.  Con  la   legge finanziaria, tale assegnazione potrà  essere  differenziata per materie o aree di materie.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> Il  riparto  dei  fondi  assegnati  alle  Province  è effettuato per due terzi in ragione del numero di abitanti e per un terzo in ragione  della  estensione  territoriale  di ciascuna Provincia.<p><span style="">(3)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3. </span> I fondi assegnati ai Comuni sono ripartiti:<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">a) </span>per  quanto   attiene   alla   ripartizione   dei   fondi    generalmente assegnati in forza dell' articolo  54  dello    Statuto, per tre  quarti  in  base  alla  popolazione  di    ciascun  Comune  e  per  un  quarto  in   ragione   della    estensione territoriale  di  esso.  È  fissata  in  lire    10.000 la quota pro-capite da assegnare a ogni Comune per    ciascuno dei primi 3.000 abitanti o fino alla concorrenza    dell' eventuale numero inferiore di essi; tale  quota  è    maggiorata nella misura del cento per cento per i  Comuni    classificati   montani.   La    residua    disponibilità    sull' importo da attribuire in ragione della  consistenza    demografica  va  ripartita  uniformemente  in  base  alla    popolazione  globalmente   considerata   per   tutto   il    territorio regionale;</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">b) </span>per quanto attiene alla ripartizione dei fondi  assegnati    per  finanziare  le  spese  correnti  per   l' assistenza    scolastica  ed  il  diritto   allo   studio,   ai   sensi    dell' articolo 28, comma 1, della presente legge, secondo    le indicazioni contenute  nell' allegato  B,  n.  1,  del    decreto del Presidente della Giunta  regionale  28  marzo    1991, n. 0116/Pres.</p><p><span style="">(4)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 bis. </span> Il riparto dei fondi assegnati ai Comuni capoluogo è effettuato in  proporzione  alla  popolazione  legale  di ciascun Comune.<p><span style="">(5)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3  ter. </span>   L' individuazione  dei   Comuni   di   supporto comprensoriale, nonché i criteri per il riparto  dei  fondi assegnati  ai  Comuni  medesimi,  sono  determinati,  previa deliberazione  della  Giunta  regionale,  con  decreto   del Presidente della Giunta, tenendo conto  dei  servizi,  delle attività e della popolazione beneficiaria.<p><span style="">(6)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3  quater. </span>  La  popolazione  residente  e   l' estensione territoriale degli Enti destinatari è quella risultante dai dati ufficiali definitivi dell' ultimo censimento  generale, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.<p><span style="">(7)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3  quinquies. </span>  Il  riparto  dei  fondi   assegnati   alle Comunità montane ed alla Comunità collinare è  effettuato per metà in ragione del numero di abitanti e per  metà  in ragione della estensione territoriale di ciascuna Comunità.<p><span style="">(8)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 sexies. </span> Alla  ripartizione  ed   all' assegnazione  dei fondi destinati al finanziamento di spese di investimento si può provvedere anche tramite la stipulazione degli  accordi di programma di cui agli articoli  8  e  10  della  presente legge.<p><span style="">(9)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 septies. </span> Ai sensi   dell' articolo  12  della  presente legge  le   Province   devono   garantire     l' equilibrata utilizzazione delle assegnazioni loro attribuite, destinando ad interventi a favore dei Comuni una quota non inferiore al sessanta  per  cento  delle  assegnazioni   per   spese   di investimento.<p><span style="">(10)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 octies. </span> Ai sensi dell' articolo 12 della presente legge le  Comunità  montane  devono  garantire     l' equilibrata utilizzazione delle assegnazioni loro attribuite, destinando ad interventi a favore dei Comuni una quota non inferiore al settanta  per  cento  delle  assegnazioni   per   spese   di investimento.<p><span style="">(11)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 nonies. </span>  All' erogazione  degli  importi  assegnati  ai sensi della presente legge si provvede in misura  intera  ed in  via  anticipata,  con  decreti,  anche  cumulativi,  del Direttore regionale per le Autonomie locali.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">3 decies. </span> Gli Enti locali iscrivono nei propri bilanci le somme  loro  assegnate  ai  sensi  della   presente   legge. All' uopo  devono  essere  istituiti  appositi  capitoli  di entrata e di spesa distinti secondo  le  finalità  previste nel provvedimento di concessione dei fondi.  L' accertamento che l' utilizzazione delle somme avvenga in conformità alle prescrizioni  è  effettuato  dai  competenti  Comitati   di controllo nell' esercizio  delle  funzioni  loro  attribuite dalla legge.<p><span style="">(13)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><strong>4. </strong></p><p style="text-align: center;">( ABROGATO )</p><p><span style="">(2)</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">5. </span>  Al  finanziamento  delle  funzioni  delegate  con  la presente legge si provvede con gli stanziamenti di spesa del bilancio regionale relativi alle stesse funzioni delegate.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">6. </span> Per lo svolgimento da parte degli enti delegati  delle funzioni amministrative ad essi delegate sarà attribuita ai medesimi, per le spese di funzionamento, una somma  pari  al 10% delle spese  operative  connesse   all' esercizio  della delega stessa.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">7. </span> In deroga al secondo  comma   dell' articolo  6  della legge regionale  20  gennaio  1982,  n.  10,  le  quote  non impegnate degli stanziamenti dei capitoli di spesa, che - in attuazione  del  comma  1  -  non  troveranno  più   alcuna corrispondenza  nel  bilancio  di  competenza     dell' anno successivo, saranno inviate in economia.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">8. </span> In  deroga  al  secondo  comma   dell' articolo  6  ed all' ottavo comma dell' articolo 11 della legge regionale 20 gennaio  1982,  n.  10,  le  quote   non   impegnate   degli stanziamenti dei capitoli di spesa di cui al sesto comma  di detto articolo 11 verranno trasferite, secondo la materia  o l' area di materia di appartenenza,  ai  capitoli  di  spesa corrispondenti - in osservanza  al  quinto  comma  del  più volte citato articolo 11 - a quelli che  verranno  istituiti ai sensi del comma 1.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">9. </span> Gli oneri previsti  dal  comma  6  faranno  carico  al capitolo 825 dello  stato  di  previsione  della  spesa  del bilancio  pluriennale  per  gli  anni  1988-1990,   il   cui stanziamento viene conseguentemente elevato, in  termini  di competenza, di complessive lire 300  milioni,  suddivisi  in ragione di lire 100 milioni per  l' anno  1989  e  lire  200 milioni per l' anno 1990.</p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">10. </span> Al predetto onere di lire 300 milioni  si  fa  fronte mediante storno, di pari importo, dal  capitolo  1080  -  &lt;&lt;  Fondo di riserva per le spese obbligatorie e   d' ordine   &gt;&gt; - del precitato stato di previsione.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 7 interpretato da art. 14, comma 1, L. R. 2/1989</p><p style="text-align: justify;"><strong>2 
    </strong> Comma 4 abrogato da art. 15, comma 1, L. R. 2/1989 con effetto, ex articolo 97 della medesima legge, dal 1° gennaio 1989.</p><p style="text-align: justify;"><strong>3 
    </strong> Comma 2 sostituito da art. 3, comma 1, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>4 
    </strong> Comma 3 sostituito da art. 3, comma 1, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>5 
    </strong> Comma 3 bis aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>6 
    </strong> Comma 3 ter aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>7 
    </strong> Comma 3 quater aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>8 
    </strong> Comma 3 quinquies aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>9 
    </strong> Comma 3 sexies aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>10 
    </strong> Comma 3 septies aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>11 
    </strong> Comma 3 octies aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>12 
    </strong> Comma 3 nonies aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>13 
    </strong> Comma 3 decies aggiunto da art. 3, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.</p><p style="text-align: justify;"><strong>14 
    </strong> Derogata la disciplina dell'articolo da art. 140, comma 5, L. R. 37/1993</p></p><p style="text-align: center;"><span style="font-weight:bold;">Art.  67</span><p style="text-align: center;"><span style="font-style:italic; ">Definizione transitoria di procedimenti e impegni</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">1. </span> La definizione  dei  procedimenti  amministrativi  che abbiano comportato assunzione di impegni, prima  della  data di   trasferimento   agli   Enti   locali   delle   funzioni amministrative  oggetto  della  presente  legge,  rimane  di competenza della Regione.  Rimane  parimenti  di  competenza della Regione, con oneri a carico del bilancio regionale, la liquidazione delle ulteriori annualità di spesa pluriennali a carico di esercizi successivi a  quello  di  trasferimento delle funzioni agli Enti locali, qualora l' impegno relativo alla  prima  annualità  abbia  fatto  carico  ad   esercizi finanziari anteriori al detto trasferimento.<p><span style="">(1)</span></p></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-weight:bold;">2. </span> La Giunta regionale,  sentita  la  conferenza  di  cui all' articolo 23, provvede a disciplinare il subentro  degli Enti locali negli affari  pendenti,  per  i  quali  non  sia intervenuto un formale atto di impegno, al fine  di  evitare interruzione di attività amministrativa.</p>Note:<p style="text-align: justify;"><strong>1 
    </strong> Comma 1 interpretato da art. 14, comma 1, L. R. 2/1989</p></p></p></body></html>