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Leggi regionali - TESTO COORDINATO

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Legge regionale 25 settembre 1996, n. 41
Norme per l'integrazione dei servizi e degli interventi sociali e sanitari a favore delle persone handicappate ed attuazione della legge 5 febbraio 1992, n. 104 << Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate >>.

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Materia:
310.03 - Interventi a favore dei portatori di handicap

Note riguardanti modifiche apportate all’intera legge:
1Articolo 13 bis aggiunto da art. 43, comma 1, L. R. 18/2005 , a decorrere dall'1 gennaio 2006, ai sensi dell'art. 79, comma 12, L.R. 18/2005.
2Articolo 14 bis aggiunto da art. 43, comma 2, L. R. 18/2005 , a decorrere dall'1 gennaio 2006, ai sensi dell'art. 79, comma 12, L.R. 18/2005.
3Articolo 14 ter aggiunto da art. 43, comma 2, L. R. 18/2005 , a decorrere dall'1 gennaio 2006, ai sensi dell'art. 79, comma 12, L.R. 18/2005.
4Articolo 14 quater aggiunto da art. 43, comma 2, L. R. 18/2005 , a decorrere dall'1 gennaio 2006, ai sensi dell'art. 79, comma 12, L.R. 18/2005.
CAPO I
 FINALITÀ, OBIETTIVI E SOGGETTI
Art. 1
 (Finalità)
1. La Regione Friuli-Venezia Giulia garantisce il pieno rispetto della dignità e il diritto all'autonomia delle persone handicappate, riconoscendo e valorizzando la solidarietà sociale; promuove in favore delle medesime un'offerta di servizi coordinati e integrati ed assicura, nel territorio, livelli uniformi di assistenza, salvaguardando altresì il diritto di scelta dei servizi ritenuti più idonei, anche in attuazione della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
Art. 2
 (Obiettivi)
1. Le finalità di cui all'articolo 1, nel riconoscimento della centralità della persona e del nucleo familiare di appartenenza, sono realizzate attraverso il perseguimento dei seguenti obiettivi, preordinati a costituire una rete di servizi atta a fornire risposte flessibili alla molteplicità dei bisogni dei soggetti portatori di handicap:
a) il riassetto istituzionale ed organizzativo dei servizi;
b) il coordinamento e l'integrazione degli interventi;
c) il raccordo tra i soggetti di cui all'articolo 3;
d) la razionalizzazione della spesa complessiva e la gestione coordinata delle risorse disponibili.
Art. 3
 (Soggetti degli interventi)
1. Alla realizzazione degli obiettivi di cui all'articolo 2, concorrono, nell'esercizio delle competenze loro attribuite dalla normativa vigente, i seguenti soggetti:
a) la Regione;
b)   ( ABROGATA );
c) i Comuni singoli o associati;
d) le Aziende per i servizi sanitari;
e) le Aziende ospedaliere regionali;
f) gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico;
g) le università;
h) le istituzioni scolastiche;
i) le strutture sanitarie private accreditate ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, con particolare riguardo ai centri di riabilitazione convenzionati ai sensi dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
l) i soggetti privati operanti senza fini di lucro nel settore dell'handicap, ivi comprese le organizzazioni e le cooperative che non ripartiscono utili, nonché i soggetti che gestiscono centri ed istituti specializzati, rispondenti al bisogno di residenzialità, centri socio-riabilitativi ed educativi diurni e soluzioni abitative protette;
m) le associazioni di volontariato iscritte nel registro di cui all'articolo 6 della legge regionale 20 febbraio 1995, n. 12, come modificato dall'articolo 6 della legge regionale 6 novembre 1995, n. 42.
2. Per il medesimo fine collaborano direttamente, ovvero tramite le associazioni rappresentative, le famiglie delle persone handicappate e i singoli cittadini che si attivano, in tale campo, volontariamente e senza fini di lucro.
Note:
1Lettera b) del comma 1 abrogata da art. 51, comma 1, lettera c), L. R. 20/2016
CAPO II
 RUOLI ISTITUZIONALI
Art. 4
 (Compiti della Regione)
1. La Regione svolge compiti di promozione, programmazione, indirizzo e coordinamento, nonché di vigilanza e verifica. In particolare:
a) determina, entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con apposita direttiva, da intendersi quale strumento propedeutico alla pianificazione integrata in materia socio-assistenziale e sanitaria, in analogia a quanto previsto per i piani di intervento a medio termine di cui all'articolo 3, commi 4 e 5 della legge regionale 15 giugno 1993, n. 41, i criteri organizzativi e gli standard dei servizi, affinché siano garantiti livelli uniformi di assistenza alle persone handicappate;
b) promuove, per il perseguimento dell'integrazione tra i servizi socio-assistenziali e sanitari, le intese di programma di cui all'articolo 4, comma 1, della legge regionale 30 agosto 1994, n. 12 , definendo, a tal fine, uno schema di accordo-quadro coerente con le indicazioni della direttiva di cui alla lettera a);
c) definisce le modalità per l'accreditamento delle strutture private facenti capo ai soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera l), nonché i criteri per il convenzionamento, volti ad assicurare, comunque, una considerazione specifica delle strutture esistenti nel territorio regionale;
d) svolge le funzioni di vigilanza di cui all'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994 "Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle Unità sanitarie locali in materia di alunni portatori di handicap" e verifica il raggiungimento dell'uniformità dei livelli di assistenza;
e) ripartisce i fondi previsti dalla presente legge e promuove la razionalizzazione e l'uso coordinato di tutte le risorse impiegate nel settore, anche attraverso l'incentivazione delle forme di gestione associata degli interventi e dei servizi.
Art. 5

( ABROGATO )

Note:
1Parole soppresse al comma 1 da art. 41, comma 1, L. R. 18/2005 , a decorrere dall'1 gennaio 2006, ai sensi dell'art. 79, comma 12, L.R. 18/2005.
2Articolo abrogato da art. 51, comma 1, lettera c), L. R. 20/2016
Art. 6
 (Compiti dei Comuni)
1. I Comuni assicurano l'integrazione delle persone handicappate nell'ambiente familiare e sociale di appartenenza tramite i servizi e gli interventi rivolti alla generalità della popolazione e realizzano i seguenti interventi e servizi di carattere specifico:
a) prestazioni inerenti il sostegno socio-assistenziale scolastico;
b) attività integrativa di valenza socio-educativa negli asili nido, nelle scuole di ogni ordine e grado di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nonché in ambito extrascolastico;
c) attivazione e sostegno di modalità individuali di trasporto;
d) servizio di aiuto personale;
e) centri socio-riabilitativi ed educativi diurni per persone handicappate di età compresa tra 14 e 35 anni;
f) centri socio-riabilitativi ed educativi diurni rivolti ad ultratrentacinquenni con handicap stabilizzato, attivabili anche all'interno delle strutture di cui alla lettera e);
g) soluzioni abitative protette alternative all'istituzionalizzazione;
h) centri residenziali per gravi e gravissimi;
i) attività volte ad assicurare l'inserimento lavorativo.
2. Per il raggiungimento delle finalità di cui alla presente legge e, in particolare, per quanto previsto dall'articolo 4, comma 1, lettera e), la Regione contribuisce al finanziamento degli interventi e dei servizi di cui al comma 1, a condizione che gli stessi vengano realizzati con le seguenti modalità e articolazioni territoriali:
a) per le fattispecie di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1, negli ambiti dei servizi sociali di base, in forma associata e mediante apposite integrazioni delle convenzioni in atto;
b) per le fattispecie di cui alle lettere e), f), g) e h) del comma 1, nell'ambito dell'Azienda per i servizi sanitari di competenza territoriale e purché vi aderisca la maggioranza dei Comuni dell'ambito, rappresentativi altresì della maggioranza della popolazione ivi residente, mediante la forma consortile di cui all'articolo 25 della legge 8 giugno 1990, n. 142 e successive modificazioni ed integrazioni o altra tra le forme associative e di cooperazione previste al Capo VIII della legge predetta ovvero delega all'Azienda per servizi sanitari, ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 12/1994.
3. Le Province competenti per territorio promuovono e coordinano le opzioni dei Comuni per una delle forme di cui al comma 2, lettera b), da esprimersi entro e non oltre 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, a pena di esclusione dalla contribuzione regionale al finanziamento degli interventi e dei servizi.
4. La forma consortile di cui al comma 2, lettera b) può essere riferita all'ambito di più Aziende per i servizi sanitari, purché vi concorra la maggioranza dei Comuni di ciascuna delle rispettive aree territoriali, rappresentativi altresì della maggioranza della popolazione ivi residente.
5. In presenza di situazioni pregresse e consolidate, coerenti con gli obiettivi della presente legge, la delega di cui al comma 2, lettera b) può essere esercitata anche in aree di dimensione inferiore rispetto al territorio dell'Azienda per i servizi sanitari.
6. Il servizio di cui al comma 1 lettera d), è disciplinato dall'articolo 14.
7. Le attività di cui al comma 1, lettera i), sono disciplinate dagli articoli 14 bis, 14 ter e 14 quater della presente legge e dalla legge regionale 9 agosto 2005, n. 18. La Regione finanzia gli enti gestori del Servizio di integrazione lavorativa, individuati secondo le modalità di cui all'articolo 14 bis, comma 3.
8. Gli interventi e i servizi di cui al comma 2 sono gestiti dai soggetti istituzionali individuati nel presente articolo in forma diretta o attraverso convenzioni con idonei soggetti privati.
9. I soggetti competenti all'attuazione degli interventi e dei servizi di cui al presente articolo svolgono i compiti di rispettiva competenza raccordandosi tra loro e con le Equipes multidisciplinari di cui all'articolo 8, secondo le previsioni di cui all'articolo 9, comma 3, lettere b) e c).
Note:
1Integrata la disciplina del comma 1 da art. 13, comma 20, L. R. 10/1997 con effetto, ex articolo 32 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1997.
2Integrata la disciplina del comma 7 da art. 13, comma 20, L. R. 10/1997 con effetto, ex articolo 32 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1997.
3Integrata la disciplina del comma 1 da art. 122, comma 6, L. R. 13/1998
4Parole sostituite al comma 1 da art. 42, comma 1, L. R. 18/2005 , a decorrere dall'1 gennaio 2006, ai sensi dell'art. 79, comma 12, L.R. 18/2005.
5Comma 7 sostituito da art. 42, comma 2, L. R. 18/2005 , a decorrere dall'1 gennaio 2006, ai sensi dell'art. 79, comma 12, L.R. 18/2005.
6Integrata la disciplina della lettera b) del comma 2 da art. 11, comma 21, L. R. 17/2008
7Integrata la disciplina della lettera b) del comma 2 da art. 15, comma 1, L. R. 18/2011
8Vedi anche quanto disposto dall'art. 7, comma 7, L. R. 34/2015
Art. 7
 (Compiti delle Aziende per i servizi sanitari)
1. Le Aziende per i servizi sanitari, nel quadro dei compiti loro attribuiti in materia di tutela della salute del cittadino, esercitano le funzioni di tutela delle persone handicappate, con particolare riguardo alla prevenzione, alla diagnosi prenatale e precoce, alla cura e riabilitazione.
2. Per perseguire le finalità della presente legge ed in particolare per realizzare il coordinamento e l'integrazione degli interventi, le Aziende per i servizi sanitari:
a) in sede di predisposizione dei piani annuali di cui all'articolo 14, commi 7 e 8 della legge regionale 12/1994 assicurano la programmazione unitaria delle attività a livello aziendale ed il raccordo tra i soggetti, le strutture e le unità operative che intervengono in materia di handicap nei diversi livelli istituzionali, tenendo conto delle indicazioni contenute nelle intese di programma di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b);
b) costituiscono i dipartimenti funzionali per l'handicap per le finalità di cui all'articolo 14, comma 10, della legge regionale 12/1994 e ne promuovono il raccordo con i dipartimenti materno-infantili, al fine di perseguire con efficacia gli obiettivi della prevenzione;
c) costituiscono le Equipes multidisciplinari di cui all'articolo 8;
d) svolgono le funzioni loro delegate dai Comuni ai sensi dell'articolo 6, comma 2, lettera b), secondo le modalità indicate al comma 3;
e) promuovono e stipulano, con le istituzioni di cui agli articoli 10 e 11, appositi accordi finalizzati a disciplinare la partecipazione coordinata e integrata di queste ultime alla rete dei servizi per l'handicap e volti a garantire in particolare:
1) l'intervento del personale medico specialista dipendente dalle istituzioni stesse nell' Equipe multidisciplinare ai sensi dell'articolo 8, comma 3;
2) la segnalazione all' Equipe multidisciplinare di ogni caso diagnosticato o comunque conosciuto;
3) l'effettuazione degli interventi di carattere sanitario in ambiente ospedaliero.
3. L'atto di delega dei Comuni contiene le modalità per la messa a disposizione delle risorse strutturali, umane e finanziarie, individua gli oneri a carico degli enti deleganti anche su base pluriennale e le modalità di contabilizzazione degli stessi, nonché le azioni di verifica sui servizi.
4. Per assicurare l'esercizio delle funzioni di cui al comma 2, lettera d), in forma integrata, le Aziende per i servizi sanitari possono avvalersi di personale proprio, di quello posto in dipendenza funzionale con l'atto di delega o di convenzioni con idonei soggetti privati.
Art. 8
 (Equipe multidisciplinare)
1. L' Equipe multidisciplinare è unità operativa del distretto di cui all'articolo 21 della legge regionale 12/1994 e si configura con le caratteristiche di cui all'articolo 14, comma 6, della medesima legge regionale.
2. L' Equipe multidisciplinare è composta dalle seguenti figure professionali:
a) neuropsichiatra infantile;
b) psicologo;
c) logopedista;
d) fisioterapista;
e) educatore;
f) assistente sociale.
3. Nella trattazione dei singoli casi, l' Equipe è integrata dal medico specialista nella disciplina nella quale rientra la patologia di volta in volta considerata.
4. Il responsabile dell'unità operativa di cui al comma 1 è nominato dal direttore generale dell'Azienda per i servizi sanitari, sentiti il direttore dei servizi sociosanitari, ove nominato, e il responsabile del distretto.
5. La componente sanitaria dell' Equipe è costituita, di norma, da personale dipendente dall'Azienda per i servizi sanitari. La componente socio-assistenziale è costituita, di norma, da personale dei Comuni singoli o associati nelle forme di cui al Capo VIII della legge 142/1990, posto alle dipendenze funzionali dell'Azienda per i servizi sanitari. Le unità di personale appartenenti all' Equipe multidisciplinare operano presso la stessa a tempo pieno o a tempo parziale, in relazione alle effettive necessità.
Note:
1Parole sostituite al comma 4 da art. 15, comma 3, L. R. 23/2004
2Parole sostituite al comma 4 da art. 9, comma 49, L. R. 31/2017
Art. 9
 (Compiti dell' Equipe multidisciplinare)
1. L' Equipe multidisciplinare di cui all'articolo 8 assolve, nel contempo, ad un ruolo di progettazione e coordinamento e ad un ruolo operativo.
2. Nell'esercizio del ruolo di progettazione e coordinamento e nel rispetto del diritto di scelta di cui all'articolo 1, l' Equipe multidisciplinare si fa garante:
a) della presa in carico dei casi;
b) dell' elaborazione del progetto di vita, con la condivisione e la partecipazione della persona handicappata e della sua famiglia;
c) della continuità degli interventi.
3. L' Equipe multidisciplinare realizza i compiti di cui al comma 2 attraverso:
a) la promozione dei necessari contatti con le altre figure professionali e con gli altri servizi coinvolti nella trattazione dei casi, ed in particolare con i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta e con i servizi sociali di base;
b) l'attivazione delle iniziative volte ad assicurare l'azione integrata con i Comuni e consorzi di cui all'articolo 6, comma 2, lettera b), con i soggetti privati e del privato sociale di cui all'articolo 3 e con le istituzioni scolastiche;
c) l'assunzione delle funzioni di raccordo con l'intera rete dei servizi socio-sanitari operanti nell'area.
4. Nell'espletamento del ruolo operativo, l' Equipe multiprofessionale, opportunamente integrata dalla figura del medico specialista nella patologia di volta in volta considerata, assume le funzioni di cui agli articoli 2, 3, 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994, con riguardo alle attività concernenti l'individuazione dell'alunno come persona handicappata, la diagnosi funzionale, l'elaborazione del profilo dinamico- funzionale e la predisposizione del piano educativo individualizzato. Svolge, inoltre, le seguenti attività:
a) valutazione delle richieste e formulazione delle proposte di accesso ai servizi;
b) assistenza diretta in ambito scolastico;
c) collaborazione alla programmazione educativo-didattica e al processo di orientamento e inserimento professionale;
d) attività di riabilitazione all' interno dei presidi territoriali della rete dei servizi;
e) raccordo con la commissione di cui all' articolo 4 della legge 104/1992.
Art. 10
 (Compiti delle aziende ospedaliere, degli istituti di
ricovero e cura a carattere scientifico e delle università)
1. Le aziende ospedaliere, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e le università esercitano le funzioni correlate ai loro fini istituzionali.
2. I soggetti di cui al comma 1 concorrono alle finalità della presente legge nell'ambito degli accordi di cui all'articolo 7, comma 2, lettera e).
Art. 11
 (Compiti delle strutture sanitarie private accreditate e dei
centri di riabilitazione di cui all'articolo 26
della legge 833/1978)
1. Le strutture sanitarie private accreditate concorrono alla realizzazione degli obiettivi di cui alla presente legge nell'ambito delle competenze esercitate secondo la normativa vigente.
2. I centri di riabilitazione di cui all'articolo 26 della legge 833/1978 concorrono alle finalità della presente legge secondo le modalità previste dall'articolo 16 della legge regionale 27 febbraio 1995, n. 13.
Art. 12
 (Compiti delle istituzioni scolastiche)
1. Le istituzioni scolastiche perseguono il raggiungimento dell'integrazione scolastica dei soggetti handicappati attivando le competenze loro spettanti in raccordo con quelle proprie degli Enti locali e dei loro consorzi, nonché delle Aziende per i servizi sanitari, con riferimento anche all'articolo 13 della legge 104/1992.
Art. 13
 (Compiti dei soggetti privati e delle associazioni di
volontariato)
1. I soggetti privati e le associazioni di cui all'articolo 3, comma 1, lettere l) e m), concorrono a pieno titolo alla realizzazione della rete dei servizi prevista dalla presente legge, ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 19 maggio 1988, n. 33, e per quanto attiene al volontariato, nel quadro dei rapporti disciplinati dalla legge regionale 12/1995.
Art. 13 bis
 (Consulta regionale delle associazioni dei disabili)
1. Ai fini della promozione delle politiche regionali di integrazione delle persone disabili nella società e della consultazione in materia di interventi e servizi a favore delle persone disabili, la Regione Friuli Venezia Giulia riconosce il ruolo della Consulta regionale delle associazioni di persone disabili e delle loro famiglie del Friuli Venezia Giulia quale organismo rappresentativo e di coordinamento dell'associazionismo nel settore della disabilità.
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Consulta in particolare:
a) partecipa alla Commissione regionale per le politiche sociali di cui all'articolo 27 della legge regionale 31 marzo 2006, n. 6;
b) esprime parere sul Piano sanitario e sociosanitario regionale di cui all'articolo 8 della legge regionale 17 agosto 2004, n. 23 (Disposizioni sulla partecipazione degli enti locali ai processi programmatori e di verifica in materia sanitaria, sociale e sociosanitaria e disciplina dei relativi strumenti di programmazione, nonché altre disposizioni urgenti in materia sanitaria e sociale);
c) formula proposte in materia di politiche regionali per le persone disabili;
c bis) promuove iniziative di sensibilizzazione, informazione, formazione e aggiornamento professionale finalizzate alla diffusione della cultura e dei principi della progettazione universale, volti a garantire la piena accessibilità e fruibilità di spazi, oggetti e servizi;
d) esprime parere su ogni altro atto legislativo o amministrativo relativo all'azione regionale in materia di disabilità;
e) individua le proprie rappresentanze locali per l'espressione del parere di cui all'articolo 24, comma 6, della legge regionale 31 marzo 2006, n. 6.
e bis) sostiene le attività di coordinamento, formazione, divulgazione e disseminazione delle associazioni che la costituiscono.
3. La Direzione centrale competente in materia di salute e protezione sociale pone a disposizione della Consulta le dotazioni necessarie allo svolgimento delle funzioni di cui ai commi 1 e 2.
4. In relazione alle funzioni svolte ai sensi del presente articolo, l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere alla Consulta un contributo per le spese di funzionamento, sue e delle sue strutture provinciali.
5. Ai fini della concessione ed erogazione del contributo di cui al comma 4, la Consulta presenta alla Direzione centrale competente in materia di salute e protezione sociale, entro il 31 marzo di ogni anno, apposita istanza corredata di una relazione sull'attività prevista nell'anno di riferimento e del relativo preventivo di spesa.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 43, comma 1, L. R. 18/2005 , a decorrere dall'1 gennaio 2006, ai sensi dell'art. 79, comma 12, L.R. 18/2005.
2Articolo sostituito da art. 62, comma 1, L. R. 6/2006
3Derogata la disciplina del comma 4 da art. 3, comma 13, L. R. 12/2006
4Comma 4 sostituito da art. 13, comma 1, L. R. 19/2006
5Derogata la disciplina del comma 4 da art. 3, comma 26, L. R. 22/2007
6Parole soppresse al comma 4 da art. 2, comma 37, L. R. 30/2007
7Integrata la disciplina dell'articolo da art. 41, comma 3, L. R. 14/2002 nel testo modificato da art. 243, comma 1, L. R. 26/2012
8Integrata la disciplina dell'articolo da art. 42, comma 2, L. R. 14/2002 nel testo modificato da art. 244, comma 1, L. R. 26/2012
9Integrata la disciplina dell'articolo da art. 43, comma 1, L. R. 14/2002 nel testo modificato da art. 245, comma 1, L. R. 26/2012
10Integrata la disciplina dell'articolo da art. 60, comma 5, L. R. 14/2002 nel testo modificato da art. 247, comma 1, lettera a), L. R. 26/2012
11Integrata la disciplina dell'articolo da art. 61, comma 2, L. R. 14/2002 nel testo modificato da art. 248, comma 1, lettera a), L. R. 26/2012
12Lettera c bis) del comma 2 aggiunta da art. 9, comma 1, L. R. 27/2012
13Integrata la disciplina dell'articolo da art. 9, comma 12, L. R. 5/2013
14Parole sostituite al comma 1 da art. 5, comma 7, lettera a), L. R. 33/2015
15Lettera e bis) del comma 2 aggiunta da art. 5, comma 7, lettera b), L. R. 33/2015
16Parole aggiunte al comma 4 da art. 5, comma 7, lettera c), L. R. 33/2015
CAPO III
 DISPOSIZIONI SPECIFICHE E MODALITÀ
DI INTERVENTO FINANZIARIO DELLA REGIONE
Art. 14
 (Servizio di aiuto personale)
1. Il servizio previsto dagli articoli 9 e 39 della legge 104/1992 è attivato, negli ambiti territoriali di competenza, dagli enti gestori del servizio sociale di base di cui alla legge regionale 33/1988.
2. Il servizio di aiuto personale, funzionalmente collegato al servizio di assistenza domiciliare, è finalizzato a soddisfare le esigenze delle persone in temporanea o permanente grave limitazione di autonomia, connesse con la vita di relazione, con la fruibilità del tempo libero, con particolari interessi professionali o di studio.
3. Il servizio è erogato su richiesta dell'utente o del suo nucleo familiare, secondo un programma definito d'intesa con i medesimi.
4. Per la copertura degli oneri derivanti dall'attuazione del servizio, gli enti gestori del servizio sociale di base sono autorizzati ad utilizzare i contributi di cui all'articolo 4 della legge regionale 30 giugno 1993, n. 51 e successive modificazioni.
5. La Regione promuove iniziative di formazione per i soggetti operanti nell'ambito del servizio di aiuto personale.
Art. 14 bis
 (Servizi di integrazione lavorativa)
1. I Servizi di integrazione lavorativa (SIL) hanno il compito di promuovere e realizzare l'inclusione sociale delle persone disabili attraverso l'utilizzo di percorsi personalizzati finalizzati all'integrazione lavorativa.
2. I Servizi di integrazione lavorativa garantiscono il raggiungimento delle finalità di cui al comma 1 assicurando il raccordo con i servizi per l’impiego e i servizi sociali e sanitari, nonché programmando e attuando specifici progetti secondo le tipologie previste dall'articolo 14 ter.
3. I soggetti istituzionali cui fanno capo i Servizi di integrazione lavorativa sono individuati con deliberazione della Giunta regionale.
4. La Giunta regionale definisce con apposito progetto obiettivo le modalità organizzative dei Servizi di integrazione lavorativa.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 43, comma 2, L. R. 18/2005 , a decorrere dall'1 gennaio 2006, ai sensi dell'art. 79, comma 12, L.R. 18/2005.
2Parole sostituite al comma 2 da art. 32, comma 1, L. R. 13/2015 , con effetto dall' 1 luglio 2015, come stabilito dall'art. 37, comma 2, della medesima L.R. 13/2015.
Art. 14 ter
 (Percorsi di socializzazione e integrazione sociale nei luoghi di lavoro)
1. Per le finalità di cui all'articolo 14 bis, comma 1, la Regione sostiene l'utilizzo di progetti inerenti:
a) percorsi di socializzazione, osservazione e orientamento propedeutici all'integrazione lavorativa nei normali luoghi di lavoro;
b) inserimento socio-assistenziale in ambienti in cui si svolgono attività lavorative, rivolto a persone la cui insufficiente produttività non consente a pieno titolo l'avvio ai percorsi di cui alla lettera a), ma rende comunque praticabile l'accesso e la frequenza di un ambiente di lavoro.
2. La Giunta regionale definisce con il progetto obiettivo di cui all'articolo 14 bis, comma 4, le modalità organizzative e di svolgimento dei progetti di cui al comma 1.
3. Alle persone disabili inserite nei percorsi di cui al comma 1, lettera a), spetta un incentivo motivazionale annualmente determinato dalla Giunta regionale.
4. Alle persone disabili inserite nei progetti di cui al comma 1, lettera b), spetta un'incentivazione motivazionale annualmente determinata dalla Giunta regionale.
5. Le attività svolte nell'ambito dei progetti di cui al comma 1 non costituiscono un rapporto di lavoro e le incentivazioni di cui ai commi 3 e 4 a esse correlate non costituiscono compenso ma hanno finalità assistenziali e motivazionali ai fini dell'inclusione sociale.
6. La competenza ad assicurare le persone disabili inserite nei progetti di cui al presente articolo contro gli infortuni e le malattie connessi alla presenza sui luoghi di lavoro, nonché per la responsabilità civile verso terzi, spetta all'ente cui fa capo il Servizio per l'integrazione lavorativa.
7. Alle persone disabili che partecipano ai progetti di cui al presente articolo è prevista la concessione di contributi a sostegno delle spese connesse. Con regolamento regionale, da adottarsi previa acquisizione del parere della Commissione consiliare competente, sono definiti le modalità e i criteri di concessione dei contributi.
7 bis. Gli importi concessi ai Servizi di inserimento lavorativo per il sostegno dei percorsi di socializzazione e integrazione sociale nei luoghi di lavoro e non utilizzati costituiscono risorse aggiuntive da ripartire per le medesime finalità nell'esercizio finanziario successivo.
7 ter. Gli importi concessi ai Servizi di inserimento lavorativo per il sostegno dei percorsi di socializzazione e integrazione sociale nei luoghi di lavoro e non utilizzati nell'esercizio 2013 costituiscono anticipazione sugli importi spettanti per le medesime finalità dell'esercizio 2015.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 43, comma 2, L. R. 18/2005 , a decorrere dall'1 gennaio 2006, ai sensi dell'art. 79, comma 12, L.R. 18/2005.
2Integrata la disciplina dell'articolo da art. 5, comma 46, L. R. 2/2006
3Articolo sostituito da art. 11, comma 12, L. R. 12/2009
4Comma 3 sostituito da art. 9, comma 2, L. R. 27/2012 , con le condizioni indicate al comma 3 del medesimo art. 9 L.R. 27/2012.
5Comma 4 sostituito da art. 9, comma 2, L. R. 27/2012 , con le condizioni indicate al comma 3 del medesimo art. 9 L.R. 27/2012.
6Comma 7 sostituito da art. 9, comma 2, L. R. 27/2012 , con le condizioni indicate al comma 3 del medesimo art. 9 L.R. 27/2012.
7Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 9, comma 4, L. R. 15/2014
8Comma 7 bis aggiunto da art. 9, comma 5, L. R. 27/2014
9Comma 7 ter aggiunto da art. 9, comma 5, L. R. 27/2014
10Parole sostituite al comma 7 bis da art. 5, comma 8, L. R. 33/2015
Art. 14 quater

( ABROGATO )

Note:
1Articolo aggiunto da art. 43, comma 2, L. R. 18/2005 , a decorrere dall'1 gennaio 2006, ai sensi dell'art. 79, comma 12, L.R. 18/2005.
2Si veda la disciplina transitoria di cui all'art. 79, comma 13, L.R. 18/2005.
3Comma 3 sostituito da art. 10, comma 10, L. R. 17/2008
4Articolo abrogato da art. 9, comma 9, L. R. 5/2013
Art. 15
 (Trasporti)
1. In attesa della definizione del piano di mobilità delle persone handicappate previsto dall'articolo 26, comma 3, della legge 104/1992 e, ferme restando le competenze in materia previste dall'articolo 6, comma 1, lettera c), la Regione continua ad assicurare il sostegno contributivo ai soggetti che gestiscono servizi di trasporto, istituiti e funzionanti sul territorio.
2. A tal fine la Regione è autorizzata a concedere sovvenzioni ai Comuni e ai loro consorzi e, limitatamente all'anno 2000, alle Province nonché ai soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere d), l) e m).
3. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, i soggetti di cui al comma 2 inoltrano alla Direzione regionale dell'assistenza sociale apposita istanza di finanziamento corredata del programma e del relativo preventivo di spesa.
4. L'erogazione viene disposta ogni anno in via anticipata fino all'intero ammontare del finanziamento concesso.
5. I beneficiari del contributo sono tenuti a presentare i rendiconti nei termini e con le modalità indicate nei decreti di concessione.
Note:
1Parole aggiunte al comma 2 da art. 4, comma 103, L. R. 2/2000
2Integrata la disciplina dell'articolo da art. 8, comma 66, L. R. 14/2016
Art. 16
 (Barriere architettoniche)
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere ai Comuni della regione contributi diretti a favorire l'eliminazione delle barriere architettoniche nelle civili abitazioni dove sono residenti persone con menomazioni o limitazioni funzionali permanenti, ivi compresa la cecità, ovvero quelle relative alla deambulazione e alla mobilità.
2. I Comuni provvedono alla concessione dei contributi alle persone di cui al comma 1 secondo le modalità e i criteri definiti con apposito regolamento regionale.
Note:
1Articolo sostituito da art. 7, comma 42, L. R. 18/2011
2Integrata la disciplina dell'articolo da art. 9, comma 10, L. R. 5/2013
3Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 9, comma 11, L. R. 5/2013
Art. 17
 (Trasformazione di centralini telefonici)
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi per la trasformazione tecnica dei centralini telefonici e la fornitura di adeguati strumenti finalizzati all'inserimento lavorativo delle persone non vedenti.
2. I contributi di cui al comma 1 sono erogati a titolo di rimborso forfettario parziale delle spese sostenute dai datori di lavoro. Con regolamento sono definiti i criteri, le procedure e le modalità di concessione e di erogazione dei contributi.
Note:
1Articolo sostituito da art. 7, comma 44, L. R. 18/2011
Art. 18
 (Presidi di rilevanza regionale)
1. La Regione riconosce e sostiene la funzione e l'attività dei soggetti che gestiscono centri ed istituti specializzati rispondenti al bisogno di residenzialità e di semiresidenzialità e il cui ambito di intervento corrisponda almeno al territorio dell'Azienda per i servizi sanitari di riferimento; la ricognizione di tali strutture è effettuata e periodicamente aggiornata dalla Giunta regionale, previa verifica del livello delle prestazioni, con riguardo ai criteri e agli standard determinati ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera a).
2. In attuazione dell'articolo 7, comma 2, della legge 104/1992, la Regione riconosce e sostiene l'attività di informazione sui servizi ed ausilii presenti sul territorio regionale, nazionale ed estero svolta dall'associazione "Comunità Piergiorgio" di Udine.
2 bis. Nel rispetto e in attuazione dei principi generali della legge di cui al comma 2 e di quelli stabiliti in materia di disabilità con la legge regionale 6/2006, la Regione riconosce e sostiene l'attività di consulenza, documentazione, orientamento e informazione svolta da Hattiva Lab Cooperativa Sociale Onlus attraverso il suo Centro InfoHandicap.
3. Allo scopo di sostenere le attività indicate ai commi 1, 2 e 2 bis, l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi ai soggetti interessati.
4. Per l'ottenimento dei contributi i soggetti interessati presentano, entro il 31 gennaio di ciascun anno, apposita istanza alla Direzione regionale dell'assistenza sociale, corredata del programma delle attività e del relativo preventivo di spesa. I contributi possono essere erogati in via anticipata fino all'intero ammontare del finanziamento concesso.
5. I beneficiari dei contributi, nei termini e con le modalità indicati nei decreti di concessione, trasmettono alla Direzione regionale dell'assistenza sociale una dichiarazione dalla quale risulti la documentazione dell'impiego dei contributi stessi secondo la destinazione prevista dai predetti decreti, con l'indicazione delle diverse fonti di finanziamento e del numero degli utenti assistiti.
6. Per le finalità di cui al comma 2 e al fine di assicurare un'adeguata strutturazione all'attività d'informazione, l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere altresì all'associazione "Comunità Piergiorgio" di Udine un contributo 'una tantum' da destinare all'acquisizione di idonee attrezzature e programmi informatici.
7. L'associazione beneficiaria, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, presenta alla Direzione regionale dell'assistenza sociale un apposito progetto corredato del preventivo di spesa.
Note:
1Comma 2 bis aggiunto da art. 10, comma 11, L. R. 17/2008
2Parole sostituite al comma 3 da art. 10, comma 12, L. R. 17/2008
3Derogata la disciplina del comma 4 da art. 8, comma 30, L. R. 14/2016
Art. 19
 (Modalità di finanziamento degli interventi e dei servizi
di cui all'articolo 6, comma 1, lettere a), b) e c))
1. Oltre a quanto espressamente previsto dall'articolo 15, l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere agli enti gestori del servizio sociale di base di cui all'articolo 19 della legge regionale 33/1988 contributi per sostenere gli oneri connessi all'attuazione degli interventi di cui all'articolo 6, comma 1, lettere a), b) e c).
2. 
( ABROGATO )
3. 
( ABROGATO )
4. 
( ABROGATO )
Note:
1Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 10, comma 2, L. R. 23/1997
2Comma 2 abrogato da art. 4, comma 13, L. R. 4/1999
3Comma 3 abrogato da art. 4, comma 13, L. R. 4/1999
4Comma 4 abrogato da art. 4, comma 13, L. R. 4/1999
Art. 20
 (Finanziamenti ai soggetti gestori dei servizi di cui all'articolo 6, comma 1, lettere e), f), g), h) e agli enti gestori del Servizio di integrazione lavorativa)
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere ai soggetti gestori dei servizi di cui all'articolo 6, comma 1, lettere e), f), g) e h) e agli enti gestori del Servizio di integrazione lavorativa di cui all'articolo 14 bis, contributi per sostenere gli oneri relativi alla realizzazione dei servizi stessi.
2. Con regolamento sono definiti i criteri e le modalità per la concessione dei contributi.
3. Al fine di consentire la continuità dei servizi erogati dagli enti gestori per l'anno 2013, nelle more dell'adozione del regolamento di cui al comma 2, è autorizzata la concessione e la contestuale erogazione dell'80 per cento del contributo concesso per le medesime finalità nell'anno 2012.
Note:
1Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 122, comma 7, L. R. 13/1998
2Integrata la disciplina dell'articolo da art. 5, comma 43, L. R. 3/2002
3Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 8, comma 26, L. R. 12/2003
4Articolo sostituito da art. 9, comma 4, L. R. 27/2012
5Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 9, comma 4, L. R. 15/2014
6Integrata la disciplina dell'articolo da art. 8, comma 66, L. R. 14/2016
Art. 21
 (Modalità di finanziamento delle Province)
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere alle Province contributi per sostenere gli oneri connessi all'attuazione delle iniziative finalizzate alla sperimentazione di modelli organizzativi innovativi di cui all'articolo 5, comma 2.
2. Per l'ottenimento dei contributi le Province presentano alla Direzione centrale salute, integrazione sociosanitaria e politiche sociali un programma triennale di iniziative sperimentali e innovative, finalizzate a favorire e promuovere la tutela, l'integrazione sociale, l'autonomia, l'autodeterminazione e le pari opportunità delle persone disabili, in tutti i campi della vita sociale.
3.  
( ABROGATO )
Note:
1Articolo sostituito da art. 4, comma 67, L. R. 1/2007
2Articolo sostituito da art. 9, comma 6, L. R. 24/2009
3Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 9, comma 39, L. R. 22/2010
4Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 9, comma 1, L. R. 23/2013
5Comma 3 abrogato da art. 51, comma 1, lettera c), L. R. 20/2016
Art. 22

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 4, comma 13, L. R. 4/1999
CAPO IV
 NORME FINANZIARIE
Art. 23
 (Norme finanziarie)
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 14, comma 4, relativamente agli interventi previsti dall'articolo 6, comma 1, lettera d), fanno carico al capitolo 4745 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1996-1998 e del bilancio per l'anno 1996 e ai corrispondenti capitoli per gli anni successivi.
2. Per le finalità previste dall'articolo 15, commi 1 e 2, è autorizzata la spesa complessiva di lire 1.400 milioni, suddivisa in ragione di lire 700 milioni per ciascuno degli anni 1997 e 1998.
3. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1996-1998 è istituito, a decorrere dall'anno 1997, alla Rubrica n. 21 - programma 2.2.4. - spese correnti - Categoria 1.5. - Sezione VIII - il capitolo 4961 (1.1.152.2.08.07) con la denominazione "Sovvenzioni ai Comuni, ai loro consorzi, alle Aziende per i servizi sanitari, a soggetti privati e associazioni di volontariato che gestiscono servizi di trasporto delle persone handicappate" e con lo stanziamento complessivo in termini di competenza di lire 1.400 milioni, suddiviso in ragione di lire 700 milioni per ciascuno degli anni 1997 e 1998.
4. Per le finalità previste dall'articolo 16, comma 1, è autorizzata la spesa complessiva di lire 1.000 milioni, suddivisa in ragione di lire 500 milioni per ciascuno degli anni 1997 e 1998.
5. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1996-1998 è istituito, a decorrere dall'anno 1997, alla Rubrica n. 21 - programma 2.2.4. - spese d'investimento - Categoria 2.3. - Sezione VIII - il capitolo 4991 (1.1.232.3.08.07) con la denominazione "Finanziamenti ai Comuni per la concessione di contributi per la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento e all'eliminazione di barriere architettoniche nelle abitazioni private" e con lo stanziamento complessivo in termini di competenza di lire 1.000 milioni, suddiviso in ragione di lire 500 milioni per ciascuno degli anni 1997 e 1998.
6. Gli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 17 fanno carico al capitolo 4989 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1996-1998 e del bilancio per l'anno 1996 e ai corrispondenti capitoli per gli anni successivi.
7. Per le finalità previste dall'articolo 18, comma 3, è autorizzata la spesa complessiva di lire 2.600 milioni, suddivisa in ragione di lire 1.300 milioni per ciascuno degli anni 1997 e 1998.
8. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1996-1998 è istituito, a decorrere dall'anno 1997, alla Rubrica n. 21 - programma 2.2.4. - spese correnti - Categoria 1.6 - Sezione VIII - il capitolo 4962 (1.1.162.2.08.07) con la denominazione "Contributi per l'attività di centri ed istituti specializzati di rilevanza regionale operanti nel settore dell'handicap e per l'attività di informazione della associazione 'Comunità Piergiorgio' di Udine" e con lo stanziamento complessivo in termini di competenza di lire 2.600 milioni, suddiviso in ragione di lire 1.300 milioni per ciascuno degli anni 1997 e 1998.
9. Per le finalità previste dall'articolo 18, comma 6, è autorizzata la spesa di lire 100 milioni per l'anno 1997.
10. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1996-1998 è istituito, a decorrere dall'anno 1997, alla Rubrica n. 21 - programma 2.2.4 - spese d'investimento - Categoria 2.4 - Sezione VIII - il capitolo 4992 (2.1.242.3.08.07) con la denominazione "Contributo una tantum all' associazione << Comunità Piergiorgio >> di Udine per l'acquisizione di attrezzature e programmi informativi", e con lo stanziamento in termini di competenza di lire 100 milioni per l'anno 1997.
11. Per le finalità previste dall'articolo 19, comma 1, per l'attuazione degli interventi previsti dall'articolo 6, comma 1, lettere a), b) e c), è autorizzata la spesa complessiva di lire 8.000 milioni, suddivisa in ragione di lire 4.000 milioni per ciascuno degli anni 1997 e 1998.
12. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1996-1998 è istituito, a decorrere dall'anno 1997, alla Rubrica n. 21 - programma 2.2.4 - spese correnti - Categoria 1.5 - Sezione VIII - il capitolo 4963 (1.1.152.2.08.07) con la denominazione "Contributi agli enti gestori del servizio sociale di base a sostegno degli oneri relativi alle prestazioni di carattere socio-assistenziale scolastico, all'attività integrativa socio-educativa in ambito scolastico ed extrascolastico e per l'attivazione ed il sostegno di modalità individuali di trasporto a favore delle persone handicappate", e con lo stanziamento complessivo in termini di competenza di lire 8.000 milioni, suddiviso in ragione di lire 4.000 milioni per ciascuno degli anni 1997 e 1998.
13. Per le finalità previste dall'articolo 20, comma 1, per l'attuazione degli interventi previsti dall'articolo 6, comma 1, lettere e), f), g) ed h) e comma 7, è autorizzata la spesa complessiva di lire 41.900 milioni, suddivisa in ragione di lire 19.900 milioni per l'anno 1997 e lire 22.000 milioni per l'anno 1998.
14. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1996-1998 è istituito, a decorrere dall'anno 1997, alla Rubrica n. 21 - programma 2.2.4 - spese correnti - Categoria 1.5 - Sezione VIII - il capitolo 4967 (1.1.152.2.08.07) con la denominazione "Contributi agli enti gestori a sostegno degli oneri relativi ai servizi dei centri socio-riabilitativi ed educativi diurni per persone handicappate, delle soluzioni abitative protette alternative all'istituzionalizzazione e dei centri residenziali per gravi e gravissimi nonché oneri relativi al servizio per l'inserimento lavorativo", e con lo stanziamento complessivo in termini di competenza di lire 41.900 milioni, suddiviso in ragione di lire 19.900 milioni per l'anno 1997 e lire 22.000 milioni per l'anno 1998.
15. Per le finalità previste dall'articolo 21, comma 1, è autorizzata la spesa complessiva di lire 1.000 milioni, suddivisa in ragione di lire 500 milioni per ciascuno degli anni 1997 e 1998.
16. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1996-1998 è istituito, a decorrere dall'anno 1997, alla Rubrica n. 21 - programma 2.2.4. - spese correnti - Categoria 1.5 - Sezione VIII - il capitolo 4965 (1.1.153.2.08.07) con la denominazione "Contributi alle Province a sostegno degli oneri connessi all'attuazione di interventi ed all'erogazione di servizi in materia di tutela dell'handicap" e con lo stanziamento complessivo in termini di competenza di lire 1.000 milioni, suddivisi in ragione di lire 500 milioni per ciascuno degli anni 1997 e 1998.
17. Per le finalità previste dall'articolo 26, comma 1, è autorizzata la spesa di lire 2.000 milioni per l'anno 1997.
18. Nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1996-1998 è istituito per l'anno 1997 - alla Rubrica n. 21 - programma 2.2.4. - spese correnti - Categoria 1.5 - Sezione VIII - il capitolo 4971 (1.1.152.2.08.07) con la denominazione "Contributi per la gestione di servizi, centri, istituti specializzati e comunità alloggio per le persone handicappate per l'anno 1997" e con lo stanziamento in termini di competenza di lire 2.000 milioni per l'anno 1997.
19. Ai sensi dell'articolo 2, primo comma, della legge regionale 20 gennaio 1982, n. 10, i precitati capitoli 4961, 4963, 4965 e 4967 sono inseriti nell'elenco n. 1 annesso alla legge regionale 6 febbraio 1996, n. 10.
Art. 24
 (Copertura finanziaria)
1. All'onere complessivo di lire 58.000 milioni, suddiviso in ragione di lire 29.000 milioni per ciascuno degli anni 1997 e 1998, derivante dalle autorizzazioni di spesa di cui all'articolo 23, si provvede mediante prelevamento di pari importo dall'apposito fondo globale iscritto sul capitolo 8900 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1996-1998 (partita n. 38 dell'elenco n. 4 allegato al bilancio predetto).
CAPO V
 NORME TRANSITORIE E FINALI
Art. 25
 (Rinvio a successiva programmazione)
1. Le modalità di finanziamento di cui all'articolo 18, comma 1, trovano applicazione sino all'avvenuta approvazione della nuova pianificazione regionale integrata in materia socio-assistenziale e sanitaria e comunque non oltre il 31 dicembre 1997. Entro tale termine viene verificato l'apporto dei centri ed istituti alla rete dei servizi, al fine di una loro considerazione nell'ambito della pianificazione predetta.
Art. 26
 (Modalità transitorie di finanziamento)
1. Limitatamente all'anno 1997, i soggetti diversi dagli Enti locali e loro consorzi operanti nel settore dell'handicap e non compresi fra i soggetti considerati all'articolo 18, comma 1, che nell'anno precedente a quello dell'entrata in vigore della presente legge abbiano beneficiato di finanziamenti per le finalità di cui all'articolo 11 della legge regionale 27 dicembre 1986, n. 59 e successive modificazioni e integrazioni, possono richiedere contributi per la gestione dei servizi indicati al comma 1, lettere a) e c) del predetto articolo 11 della medesima legge regionale.
2. I soggetti interessati presentano, entro il 31 gennaio 1997, apposita istanza alla Direzione regionale dell'assistenza sociale, corredata del programma degli interventi che intendono attuare con il contributo regionale e del preventivo di spesa.
3. I criteri e le modalità per la concessione dei contributi di cui al presente articolo sono determinati dalla Giunta regionale ai sensi dell'articolo 21, commi 2 e 3, della legge regionale 29/1992.
4. I beneficiari dei contributi, entro i termini e con le modalità indicati nei decreti di concessione, trasmettono alla Direzione regionale dell'assistenza sociale una dichiarazione dalla quale risulti la documentazione dell'impiego dei contributi secondo la destinazione prevista dai succitati decreti con l'indicazione delle diverse fonti di finanziamento e del numero degli utenti assistiti.
Art. 27
 (Scioglimento o trasformazione degli attuali
consorzi provinciali)
1. Conseguentemente all'opzione di cui all'articolo 6, comma 2, lettera b), i Comuni e le Province partecipanti ai consorzi di Enti locali già costituiti ed operanti per l'assistenza ai soggetti portatori di handicap, ne deliberano, entro il 31 dicembre 1996, lo scioglimento o, in alternativa, la trasformazione in adeguamento a quanto disposto dall'articolo 25 della legge 142/1990 e successive modifiche e integrazioni, ove non abbiano già provveduto al riguardo.
2. Gli Enti medesimi, fuori dall'ipotesi di scioglimento, provvedono, nei termini temporali di cui al comma 1, agli adempimenti conseguenti a quanto disposto dalla presente legge.
3. In caso di mancata osservanza del termine di cui al comma 1, l'Amministrazione regionale dà corso agli interventi previsti dall'articolo 50, comma 2, della legge regionale 12 settembre 1991, n. 49, come modificato dall'articolo 25 della legge regionale 4 gennaio 1995, n. 1.
Art. 28
 (Norma transitoria)
1. Per l'anno 1997, ove le procedure per la riorganizzazione istituzionale di cui alla presente legge non fossero ancora concluse alla data del 30 novembre 1996, gli enti gestori, a tale data, dei servizi possono proseguire l'attività, con conseguente erogazione da parte della Regione delle contribuzioni, secondo criteri e modalità da definire in sede di legge finanziaria regionale 1997.
Note:
1Integrata la disciplina dell'articolo da art. 13, comma 20, L. R. 10/1997 con effetto, ex articolo 32 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1997.
2Integrata la disciplina dell'articolo da art. 13, comma 21, L. R. 10/1997 con effetto, ex articolo 32 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1997.
3Integrata la disciplina dell'articolo da art. 13, comma 22, L. R. 10/1997 con effetto, ex articolo 32 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1997.
Art. 29
 (Disposizioni in materia di personale)
1. Il personale dipendente di ruolo alla data del 31 luglio 1996 dei consorzi di cui all'articolo 39, comma 1, della legge regionale 6 febbraio 1996, n. 9, degli Enti locali, delle Comunità montane e della Comunità collinare, adibito a funzioni in favore delle persone handicappate, rientrante nelle figure professionali di medico, psicologo, terapista, infermiere professionale, vigilatrice d'infanzia e infermiere generico, è trasferito, anche in deroga ad eventuali diverse disposizioni statutarie, alle Aziende per i servizi sanitari, purché in possesso dei requisiti specifici, abilitanti all'esercizio delle rispettive professioni, previsti dall'ordinamento vigente al momento dell'assunzione nell'Ente di provenienza.
2. Il personale di cui al comma 1 è inquadrato, previa integrazione, ove necessario, delle relative piante organiche, presso le Aziende per i servizi sanitari di pertinenza territoriale, tenendo conto della qualifica funzionale rivestita alla data prevista al medesimo comma, secondo la tabella di equiparazione allegata alla presente legge.
3. Con direttiva della Regione sono definite le modalità per l'assegnazione del personale di cui al comma 1, secondo il criterio della connessione con il territorio in cui il personale stesso presta servizio.
4. In caso di scioglimento dei consorzi di cui al comma 1, il personale diverso da quello considerato al comma medesimo, dipendente di ruolo dei consorzi e in servizio alla data del 31 luglio 1996, è trasferito agli Enti facenti parte dei consorzi medesimi, per essere posto alle dipendenze funzionali dell'Azienda per i servizi sanitari competente per territorio, qualora delegata ai sensi dell'articolo 6, comma 2, lettera b). In tal caso trovano applicazione le disposizioni di cui all'articolo 41 ter della legge regionale 19 dicembre 1996, n. 49, come inserito dall'articolo 12 della legge regionale 32/97.
5. La destinazione del personale di cui al comma 4 è determinata d'intesa fra le amministrazioni degli Enti interessati, fatte salve eventuali diverse disposizioni statutarie; all'inquadramento del predetto personale si provvede previa integrazione, ove necessaria, delle relative piante organiche.
6. Le disposizioni di cui al commi 1 e 4 si applicano anche al personale assunto in ruolo dopo la data del 31 luglio 1996 ed entro il 31 dicembre 1996, purché su posti resisi vacanti negli anni 1995 e 1996 e a seguito di procedure concorsuali bandite entro la data del 31 luglio 1996, nonché al personale con rapporti di lavoro a tempo determinato in atto, fino alla loro scadenza.
7. Al fine di adeguare il fabbisogno di personale agli standard definiti dalla Regione a garanzia di livelli uniformi di assistenza, come previsto all'articolo 4, comma 1, lettera a), i soggetti istituzionali interessati possono provvedere, ove necessario, anche tramite l'ampliamento delle rispettive piante organiche.
Note:
1Parole sostituite al comma 1 da art. 60, comma 1, L. R. 49/1996
2Parole aggiunte al comma 4 da art. 8, comma 1, L. R. 32/1997
3Integrata la disciplina del comma 1 da art. 18, comma 1, L. R. 8/2005
Art. 30
 (Modifica ed abrogazione di norme)
1. 
( ABROGATO )
2. A far tempo dall'entrata in vigore della presente legge, fermo restando quanto disposto all'articolo 26 e fatti salvi gli effetti degli atti adottati che non abbiano ancora avuto esecuzione, è abrogata la legge regionale 59/1986 e successive modificazioni ed integrazioni, ad eccezione degli articoli 14, 15, 16 e 17.
Note:
1Comma 1 abrogato da art. 78, comma 2, L. R. 18/2005 , a decorrere dall'1 gennaio 2006 ai sensi dell'art. 78, comma 2, L.R. 18/2005.
Art. 31
 (Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.