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Legge regionale 7 settembre 1990, n. 43

Ordinamento nella Regione Friuli - Venezia Giulia della valutazione di impatto ambientale




Materia:
440.04 - Tutela dell'ambiente - Smaltimento rifiuti

Note riguardanti modifiche apportate all’intera legge:
1Articolo 5 bis aggiunto da art. 1, comma 1, L. R. 13/1991
2Articolo 34 bis aggiunto da art. 4, comma 1, L. R. 13/1991
3Articolo 20 bis aggiunto da art. 1, comma 1, L. R. 27/1993
4Articolo 9 bis aggiunto da art. 18, comma 32, L. R. 13/2002
5Articolo 30 bis aggiunto da art. 22, comma 1, L. R. 15/2004
6Articolo 5 ter aggiunto da art. 108, comma 1, L. R. 17/2010
7Sostituita la rubrica della Sezione I del Capo III da art. 109, comma 1, L. R. 17/2010
8Sostituita la rubrica della Sezione II del Capo III da art. 112, comma 1, L. R. 17/2010
9Articolo 21 bis aggiunto da art. 3, comma 42, L. R. 11/2011
CAPO I
 Disposizioni generali
Art. 1
 Finalità della legge
1. Con la presente legge la Regione Friuli - Venezia Giulia disciplina, avvalendosi delle proprie competenze statutarie, la valutazione di impatto ambientale (VIA), anche in attuazione della direttiva del Consiglio delle Comunità europee del 27 giugno 1985 (85/337/CEE) e della normativa statale conseguente.
Art. 2
 Contenuti della VIA
1. Per impatto ambientale si intende l' insieme degli effetti diretti, indiretti, secondari, cumulativi, sinergici, a breve, medio e lungo termine, permanenti e temporanei, a piccola e grande distanza, positivi e negativi indotti da in insieme o da singoli interventi sull' ambiente.
2. La VIA è una procedura che viene attuata allo scopo di proteggere e migliorare la qualità della vita, di mantenere integra la capacità riproduttiva degli eco - sistemi e delle risorse, di salvaguardare la molteplicità delle specie, di promuovere l' uso di risorse rinnovabili, di garantire l' uso plurimo delle risorse.
3. L' impatto ambientale è valutato in rapporto agli effetti sull' uomo, la fauna, la vegetazione, il suolo l' acqua, l' aria, il clima, il paesaggio, i beni materiali, il patrimonio storico - culturale, l' ambiente socio - economico e le loro interazioni reciproche al fine di individuare, eliminare o comunque ridurre entro limiti compatibili l' impatto ambientale degli interventi soggetti alla disciplina della presente legge.
Art. 3
 (Partecipazione della Regione alle procedure di VIA statale)
1. La Regione esprime il parere di cui all'articolo 25, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), sui progetti di opere o interventi di competenza statale di cui all'allegato II alla parte II del decreto legislativo medesimo.
2. La Regione può promuovere l'intesa con lo Stato volta al riconoscimento del concorrente interesse regionale di infrastrutture e insediamenti, ai fini della partecipazione alla Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale, ai sensi dell'articolo 9, comma 1, del regolamento per il riordino degli organismi operanti presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, a norma dell'articolo 29 del decreto legge 223/2006, convertito, con modificazioni, dalla legge 248/2006, emanato con decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 90.
3. Il Presidente della Regione esprime il parere di cui al comma 1, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di ambiente. La deliberazione giuntale dà atto dei pareri resi ai sensi del comma 4 e di eventuali pareri e valutazioni tecniche acquisiti per esigenze istruttorie.
4. Ai fini di cui al comma 3 la Regione può acquisire il parere del Comune sul cui territorio è prevista la realizzazione dell'opera e degli altri Comuni eventualmente interessati. I Comuni esprimono tale parere entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta della Regione. Trascorso inutilmente tale termine la Regione prescinde dai pareri.
Note:
1Parole sostituite al comma 2 da art. 2, comma 3, L. R. 13/1998
2Parole sostituite al comma 3 da art. 11, comma 1, L. R. 16/2008
3Articolo sostituito da art. 105, comma 1, L. R. 17/2010
Art. 4
 Partecipazione dei cittadini alle procedure di VIA
1. La partecipazione dei cittadini alle procedure di VIA costituisce un requisito essenziale delle procedure medesime ed è finalizzata a:
a) informare e rendere partecipi i cittadini delle iniziative e degli interventi proposti che interessino il loro territorio e le loro condizioni di vita, assicurando anche la conoscenza dei relativi progetti;
b) acquisire elementi di conoscenza e di valutazione in funzione delle decisione finale;
c) definire ulteriori garanzie e misure di controllo e di mitigazione.
2. L' autorità competente assicura l' adeguata e tempestiva informazione e consultazione preventiva di enti, associazioni e cittadini interessati in merito all' intervento proposto, allo studio di impatto ambientale e gli atti e provvedimenti adottati nell' ambito delle procedure di VIA.
3. I costi dell' attività di informazione e di consultazione svolta dagli enti locali ai sensi della presente legge sono a carico del proponente la realizzazione dell' opera fino alla concorrenza dello 0,50% del costo totale dell' opera stessa.
4. Le modalità di quantificazione, erogazione ed impiego degli importi dovuti agli enti locali interessati, ai sensi del comma 3, sono stabilite dal regolamento di esecuzione.
CAPO II
 Campo di applicazione
Art. 5
 (Ambito di applicazione)
1. Sono sottoposti a verifica di assoggettabilità, ai sensi dell'articolo 9 bis, i progetti di cui all'allegato IV alla parte seconda del decreto legislativo 152/2006.
2. Sono sottoposti a valutazione di impatto ambientale, secondo le disposizioni del capo III, sezione II:
a) i progetti di cui all'allegato III alla parte II del decreto legislativo 152/2006;
b) i progetti di cui all'allegato III alla parte II del decreto legislativo 152/2006, ricadenti, anche parzialmente, all'interno di aree naturali protette come definite dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette), per i quali le soglie dimensionali, ove previste, sono ridotte del 50 per cento;
c) i progetti di cui all'allegato IV alla parte II del decreto legislativo 152/2006, relativi a opere o interventi di nuova realizzazione, ricadenti, anche parzialmente, all'interno di aree naturali protette come definite dalla legge 394/1991, per i quali le soglie dimensionali, ove previste, sono ridotte del 50 per cento;
d) i progetti di cui al comma 1 qualora, all'esito della procedura di cui all'articolo 9 bis, si ritenga che possano avere impatti significativi sull'ambiente o che le relative variazioni costituiscano modifica sostanziale.
Note:
1Parole soppresse al comma 1 da art. 18, comma 30, L. R. 13/2002
2Articolo sostituito da art. 106, comma 1, L. R. 17/2010
3Integrata la disciplina dell'articolo da art. 126, comma 1, L. R. 17/2010
4Integrata la disciplina del comma 1 da art. 126, comma 2, L. R. 17/2010
Art. 5 bis
 Esclusioni
1. Sono esclusi dalla disciplina prevista dalla presente legge:
a) i progetti relativi a interventi di adeguamento di opere esistenti, finalizzati alla riduzione delle condizioni di inquinamento disposte da norme sopravvenute in materia di tutela ambientale; l'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione alla realizzazione del progetto, verificata la conformità del medesimo alle norme sopravvenute, ne dà comunicazione alla struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale;
b) gli interventi di ripristino, disposti in via d' urgenza al fine di salvaguardare l' incolumità delle persone e del territorio da pericoli imminenti dovuti a calamità.
b bis) gli interventi di manutenzione ordinaria delle vie navigabili.
1 bis. Ai sensi dell' articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), sono esclusi dalla verifica di assoggettabilità di cui all'articolo 9 bis, gli interventi di messa in sicurezza, riqualificazione, sistemazione e fluidificazione di intersezioni esistenti su strade extraurbane secondarie che rispettino i seguenti criteri e condizioni:
a) l'intervento non ricada neppure parzialmente nelle aree naturali protette di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette);
b)l'intersezione riguardi strade extraurbane secondarie con altre strade extraurbane secondarie, strade locali urbane ed extraurbane, o assimilabili;
c)l'intervento non preveda l'inserimento di nuovi rami stradali;
d)l'intervento non preveda la realizzazione di nuovi livelli sfalsati, salvo quelli destinati al traffico pedonale e ciclabile;
e)qualora l'intervento riguardi la trasformazione dell'intersezione esistente in un'intersezione a "rotatoria" o a "circolazione rotatoria", il diametro della circonferenza esterna, ossia il limite della corona rotatoria, non superi i sessanta metri.
1 ter. Ai sensi dell' articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 152/2006 , sono esclusi dalla verifica di assoggettabilità di cui all'articolo 9 bis, in relazione ai progetti di impianti industriali non termici per la produzione di energia, vapore d'acqua calda con potenza complessiva superiore a 1 MW, di cui all'allegato IV, numero 2, lettera c), alla parte seconda del decreto legislativo 152/2006 , gli incrementi della potenza nominale degli impianti già sottoposti a procedura di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale, che non comportano estensione della superficie occupata dall'impianto o riduzione delle siepi e sono derivanti:
a) dall'incremento dell'efficienza dei moduli fotovoltaici impiegati;
b) dalla diversa disposizione dei moduli fotovoltaici.
1 quater. Ai sensi dell' articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 152/2006 sono esclusi dalla verifica di assoggettabilità di cui all'articolo 9 bis, in relazione alle opere idrauliche di regolazione del corso dei fiumi e dei torrenti di cui all'allegato IV, numero 7, lettera o), alla parte seconda del decreto legislativo 152/2006 , i seguenti interventi di manutenzione ordinaria:
a) la pulizia delle piazze di deposito finalizzate all'accumulo controllato del materiale solido trasportato dal corso d'acqua;
b) il decespugliamento e l'espurgo delle aree ricomprese all'interno dei bacini artificiali, aventi l'esclusiva funzione di laminazione o espansione delle piene;
c) il ripristino dell'originaria sezione dei corsi d'acqua, anche mediante decespugliamento ed espurgo, escluso l'asporto di materiale litoide oltre i 5.000 metri cubi.
1 quinquies. Ai sensi dell' articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 152/2006 sono esclusi dalla verifica di assoggettabilità di cui all'articolo 9 bis gli impianti mobili per il recupero di rifiuti non pericolosi provenienti da operazioni di costruzione e di demolizione a condizione che la campagna abbia durata inferiore a novanta giorni, nonché gli impianti mobili di trattamento di rifiuti non pericolosi a condizione che la campagna abbia durata inferiore a trenta giorni. Le eventuali successive campagne sul medesimo sito sono, in ogni caso, sottoposte alla verifica di assoggettabilità ai sensi dell'articolo 9 bis.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 1, comma 1, L. R. 13/1991
2Integrata la disciplina della lettera b) del comma 1 da art. 13, comma 1, L. R. 11/2009
3Lettera a) del comma 1 sostituita da art. 107, comma 1, L. R. 17/2010
4Comma 1 bis aggiunto da art. 3, comma 48, L. R. 11/2011
5Comma 1 ter aggiunto da art. 175, comma 1, L. R. 26/2012
6Comma 1 quater aggiunto da art. 175, comma 1, L. R. 26/2012
7Comma 1 quinquies aggiunto da art. 175, comma 1, L. R. 26/2012
8Dichiarata, con sentenza della Corte costituzionale n. 300 del 2 dicembre 2013 (pubblicata in G.U. 1a Serie Speciale n. 51 del 18 dicembre 2013), l'illegittimità costituzionale dell'art. 175 della L.R. 26/2012, nella parte in cui introduce il comma 1 quinquies al presente articolo.
9Lettera b bis) del comma 1 aggiunta da art. 3, comma 16, L. R. 27/2012
Art. 5 ter

( ABROGATO )

Note:
1Articolo aggiunto da art. 108, comma 1, L. R. 17/2010
2Articolo abrogato da art. 176, comma 1, lettera a), L. R. 26/2012
Art. 6

( ABROGATO )

Note:
1Articolo sostituito da art. 18, comma 31, L. R. 13/2002
2Articolo abrogato da art. 125, comma 1, L. R. 17/2010
Art. 7

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 125, comma 1, L. R. 17/2010
CAPO III
 Disciplina procedurale
SEZIONE I
 Verifica di assoggettabilità
Art. 8

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 125, comma 1, L. R. 17/2010
Art. 9
 (Coordinamento dei procedimenti)
1. Al fine di razionalizzare e semplificare i procedimenti in riferimento ai progetti di opere e interventi soggetti a valutazione di impatto ambientale da realizzarsi in attuazione di piani e programmi già sottoposti a valutazione ambientale strategica, nella redazione dello studio di impatto ambientale possono essere utilizzate le informazioni e le analisi contenute nel rapporto ambientale. Nel corso della redazione dei progetti e nella fase della loro valutazione sono tenute in considerazione la documentazione e le conclusioni della VAS.
2. La procedura di verifica di assoggettabilità di cui all'articolo 9 bis può essere condotta nell'ambito della valutazione ambientale strategica, nel rispetto delle disposizioni di cui alla presente legge e del regolamento di cui all'articolo 30, qualora il livello di dettaglio del piano o del programma lo consenta. In tal caso, il soggetto proponente presenta l'istanza di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale all'autorità procedente nel processo di valutazione ambientale strategica, che la trasmette all'autorità competente in materia di valutazione di impatto ambientale, che si esprime con parere vincolante.
3. La verifica di assoggettabilità e la valutazione di impatto ambientale comprendono la procedura di valutazione di incidenza di cui all'articolo 5 del regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche, emanato con decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357.
4. Ai fini di cui al comma 3 il soggetto proponente presenta alla struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale, lo studio preliminare ambientale o lo studio di impatto ambientale, contenenti anche lo studio d'incidenza di cui all'articolo 5, comma 3, del regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 357/1997 contenente gli elementi di cui all'allegato G al medesimo decreto.
5. Le modalità di informazione del pubblico danno specifica evidenza delle integrazioni procedurali di cui ai commi 2 e 3.
Note:
1Articolo sostituito da art. 110, comma 1, L. R. 17/2010
Art. 9 bis
 (Verifica di assoggettabilità - screening)
1. I progetti di cui all'articolo 5, comma 1, sono sottoposti a verifica di assoggettabilità per valutare se gli stessi possano avere un impatto significativo sull'ambiente o se le relative variazioni costituiscano modifica sostanziale.
2. Ai fini di cui al comma 1 il soggetto proponente:
a) presenta alla struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale:
1) il progetto preliminare;
2) lo studio preliminare ambientale, redatto con i contenuti indicati nell'allegato V alla parte II al decreto legislativo 152/2006;
3) lo studio d'incidenza di cui all'articolo 5, comma 3, del regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 357/1997 contenente gli elementi di cui all'allegato G al medesimo decreto, nel caso in cui il progetto possa avere effetti su uno o più dei siti individuati ai sensi della direttiva 92/43/CEE del Consiglio e delle norme statali e regionali di attuazione della medesima;
4) una copia su idoneo supporto informatico della documentazione di cui ai punti 1), 2) e 3);
5) una dichiarazione di conformità della copia di cui al punto 4) alla documentazione cartacea;
b) deposita copia degli atti di cui al comma 2, lettera a), presso i Comuni dove sono localizzati l'opera o l'intervento previsti nel progetto, nonché lo studio d'incidenza qualora dovuto;
c) dà sintetico avviso dell'avvenuta presentazione di cui al comma 2, lettera a), nel Bollettino Ufficiale della Regione e all'albo pretorio dei Comuni interessati, notiziandone la struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale; nell'avviso sono indicati i dati identificativi del soggetto proponente, l'oggetto e la localizzazione dell'opera o dell'intervento previsti nel progetto, i luoghi dove possono essere consultati gli atti di cui al comma 2, lettera a), e il termine per la presentazione di osservazioni alla struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale, nonché l'integrazione procedurale con la valutazione d'incidenza.
3. I principali elaborati del progetto preliminare e lo studio preliminare ambientale, nonché lo studio d'incidenza qualora dovuto, sono pubblicati sul sito web della Regione a cura della struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale.
4. Entro quarantacinque giorni dalla pubblicazione dell'avviso di cui al comma 2, lettera c), chiunque abbia interesse può far pervenire le proprie osservazioni alla struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale.
5. Il direttore della struttura regionale competente in materia di ambiente, nei quarantacinque giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 4, sulla base dei criteri dettati dall'allegato V alla parte II del decreto legislativo 152/2006 e tenuto conto delle osservazioni pervenute, previo parere della Commissione tecnico-consultiva VIA di cui all'articolo 22, stabilisce l'assoggettabilità del progetto alla procedura di VIA o l'esclusione dalla medesima anche disponendo eventuali prescrizioni.
6. Qualora il procedimento comprenda la valutazione d'incidenza, la struttura regionale competente in materia di ambiente, acquisisce:
a) il parere della struttura regionale competente in materia di aree naturali protette;
b) il parere degli enti di gestione delle aree naturali protette ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 30 settembre 1996, n. 42 (Norme in materia di parchi e riserve naturali), qualora l'intervento ricada anche parzialmente in tali aree.
7. La struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale, acquisiti i pareri di cui al comma 6 che sono resi entro trenta giorni dalla richiesta, dà atto degli esiti della valutazione d'incidenza e, qualora non risulti possibile escludere incidenze negative significative, dispone l'assoggettamento del progetto alla procedura di valutazione di impatto ambientale.
8. In caso di esclusione del progetto dall'obbligo di procedura di valutazione possono essere impartite prescrizioni e previste specifiche azioni di monitoraggio.
9. La struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale pubblica un sintetico avviso dell'emissione del provvedimento di cui al comma 7 nel Bollettino Ufficiale della Regione e ne cura l'integrale pubblicazione sul sito web della Regione.
10. La struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale pubblica sul sito web della Regione l'elenco dei progetti sottoposti alla verifica di assoggettabilità.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 18, comma 32, L. R. 13/2002
2Articolo sostituito da art. 111, comma 1, L. R. 17/2010
3Derogata la disciplina dell'articolo da art. 5, comma 2 bis, L. R. 9/2007
SEZIONE II
 Procedura di valutazione di impatto ambientale
Art. 10
 (Presentazione dello studio di impatto ambientale)
1. Il soggetto proponente la realizzazione di un'opera di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b), prima dell'inoltro del progetto alle autorità competenti a rilasciare autorizzazioni, concessioni, pareri, nullaosta o altri atti che consentono la realizzazione dell'opera medesima, deve presentare al Servizio per la valutazione d'impatto ambientale presso la Direzione regionale dell'ambiente, anche su supporto informatico, uno studio di impatto ambientale redatto conformemente all'articolo 11.
2. Contestualmente alla presentazione dello studio, il soggetto proponente provvede a far pubblicare sul quotidiano locale maggiormente diffuso nell'ambito provinciale interessato, l'annuncio dell'avvenuta presentazione, con la specificazione dell'oggetto dell'opera, del soggetto proponente, della localizzazione e con una sommaria descrizione dell'opera medesima.
3. L'annuncio dell'avvenuta presentazione dello studio è diffuso dall'Amministrazione regionale attraverso le reti informatiche di uso generale.
Note:
1Derogata la disciplina dell'articolo da art. 1, comma 4, L. R. 11/1991
2Articolo sostituito da art. 17, comma 1, L. R. 3/2001
3Articolo sostituito da art. 113, comma 1, L. R. 17/2010
4Articolo ripristinato nella versione derivante dalla sostituzione ad opera dell'art. 17 L.R. 3/2001 a seguito della dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 113 L.R. 17/2010 pronunciata dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 227 del 19 luglio 2011 (in G.U. 1a Serie speciale n. 32 dd. 27 luglio 2011).
Art. 11
 Disposizioni in ordine alla redazione degli studi
di impatto ambientale
1. Lo studio di impatto ambientale relativo ai progetti di opere di cui all' articolo 5, comma 1, lettera b), deve essere realizzato con obiettivi e a scala coerenti con il livello di definizione del progetto in esame.
2. Lo studio di impatto ambientale deve contenere i seguenti elementi:
a) la descrizione analitica dello stato dei luoghi e dell' ambiente;
b) la descrizione delle finalità dell' opera e dei motivi della localizzazione prescelta rispetto ad eventuali alternative;
c) la descrizione del progetto con particolare riferimento;
1) alle caratteristiche fisiche del suo insieme;
2) alle principali caratteristiche dei processi produttivi, con l' indicazione della natura e quantità dei materiali impiegati e del suolo occupato durante le fasi di costruzione ed esercizio;
3) alla qualità e quantità dei residui ed emissioni previsti, nel rispetto della normativa vigente, relativamente all' inquinamento delle acque, dell' aria, del suolo, da rumore, vibrazioni, luce, calore, radiazioni, rischio di incendi, risultanti dall' opera progettata;
4) alla qualità e quantità dei materiali in ingresso e in uscita dagli impianti e alla specificazione dei mezzi di trasporto previsti;
5) ai tempi di realizzazione dell' opera;
d) la descrizione, stima e valutazione delle principali alternative progettuali, con indicazione delle determinanti ragioni della scelta sotto il profilo dell' impatto ambientale;
e) la descrizione delle componenti dell' ambiente potenzialmente soggetto all' impatto dell' opera progettata, con particolare riferimento alla popolazione, alla fauna, alla vegetazione, al suolo, all' acqua, all' aria, agli elementi climatici, ai beni storico - culturali e ambientali, ai fattori socio - economici ed all' interazione tra essi;
f) l' identificazione degli impatti e delle loro interazioni dovuti alla realizzazione, gestione e abbandono dell' opera e delle sue alternative per quanto riguarda:
1) il prelievo e l' utilizzo di risorse naturali;
2) l' emissione di inquinanti, la creazione di sostanze nocive, lo smaltimento di rifiuti, il verificarsi di incidenti;
g) la descrizione delle misure previste per evitare, ridurre o compensare i rilevanti effetti negativi dell' opera sull' ambiente, e dei sistemi di monitoraggio previsti;
h) la prospettazione del rapporto tra costi preventivati e benefici stimati;
i) una descrizione dei dati e delle metodologie utilizzate;
l) l' indicazione delle eventuali difficoltà, quali inadeguatezza dei dati di base, incertezza dei metodi, lacune tecniche o mancanza di conoscenze, incontrate nella redazione dello studio;
m) un riassunto, di agevole interpretazione e riproduzione, delle informazioni trasmesse, corredato dagli elaborati grafici essenziali.
3. Ai fini della predisposizione dello studio, gli estensori del medesimo hanno diritto di accesso alle informazione disponibili presso gli uffici della pubblica amministrazione in conformità all' articolo 14 della legge 8 luglio 1986, n. 349.
4. Il regolamento di esecuzione determina ulteriori elementi propri dello studio di impatto ambientale per ciascuna categoria di opere, tenendo conto altresì di quanto disposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 dicembre 1988, recante norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilità di cui all' articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349.
Art. 12

( ABROGATO )

Note:
1Per gli effetti di cui all' articolo 5, comma 6, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' disapplicato il presente articolo.
2Comma 1 sostituito da art. 18, comma 1, L. R. 3/2001
3Articolo abrogato da art. 125, comma 1, L. R. 17/2010
Art. 13
 (Individuazione delle autorità interessate)
1. Sono autorità interessate all'opera o all'intervento proposti:
a) la Provincia e i Comuni il cui territorio è interessato dalla realizzazione dell'opera o dell'intervento;
b) le autorità competenti a rilasciare concessioni, autorizzazioni, pareri, nulla osta e altri atti di assenso che consentono la realizzazione dell'opera con riferimento alle seguenti materie:
1) tutela dell'ambiente dagli inquinamenti;
2) tutela del paesaggio;
3) difesa del suolo, vincolo idrogeologico e vincolo legato alla trasformazione del bosco;
4) igiene e sanità;
5) tutela delle aree di interesse naturalistico.
5 bis)   ( ABROGATO );
Note:
1Per gli effetti di cui all' articolo 5, comma 6, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in nmateria di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Press. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97 come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' disapplicato il comma 1
2Parole sostituite al comma 1 da art. 19, comma 1, L. R. 3/2001
3Parole sostituite al comma 3 da art. 19, comma 2, L. R. 3/2001
4Articolo sostituito da art. 114, comma 1, L. R. 17/2010
5Numero 5 bis) della lettera b) del comma 1 aggiunto da art. 3, comma 16, L. R. 5/2013
6Numero 5 bis) della lettera b) del comma 1 abrogato da art. 8, comma 1, L. R. 21/2013
Art. 14
 Pubblicità dello studio di impatto ambientale
1. Contestualmente alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione del provvedimento di cui all' articolo 13, comma 1, l' Amministrazione regionale provvede a:
a) depositare presso i propri uffici competenti e presso la segreteria dei Comuni di cui all' articolo 13, comma 2, lettera a), copia dello studio di impatto ambientale, corredato dagli elaborati previsti dal regolamento di esecuzione, per la durata di 15 giorni consecutivi durante i quali chiunque ha facoltà di prenderne visione;
b) inviare ai soggetti di cui all' articolo 13, comma 2, e comma 3, lettera a), copia dello studio.
2. Un congruo numero dei riassunti di cui all' articolo 11, comma 2, lettera m), viene messo, a cura dell' Amministrazione regionale, a disposizione del pubblico interessato. Chiunque può richiedere ed ottenere il rilascio di copie o di estratti dello studio, dietro rimborso delle spese di riproduzione; il regolamento di esecuzione può prevedere particolari forme di agevolazione per il rilascio di copie ai cittadini di cui all' articolo 13, comma 3, lettera b).
4. La struttura regionale competente rende disponibile al pubblico un congruo numero dei riassunti di cui all'articolo 11, comma 2, lettera m). Chiunque può chiedere e ottenere, anche su supporto digitale, il rilascio di copie o di estratti della documentazione presentata, dietro rimborso delle spese di riproduzione.
Note:
1Per gli effetti di cui all' articolo 5, comma 6, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' disapplicato il presente articolo.
2Articolo sostituito da art. 115, comma 1, L. R. 17/2010
3Articolo ripristinato nella versione originaria a seguito della dichiarazione di illegittimità costituzionale di parte dell'art. 115 L.R. 17/2010 pronunciata dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 227 del 19 luglio 2011 (in G.U. 1a Serie speciale n. 32 dd. 27 luglio 2011). La presenza del comma 4 (che riproduce, con variazioni, il contenuto del comma 2) deriva dalla formulazione della citata sentenza della Corte Costituzionale 227/2011, che limita la dichiarazione di illegittimità ai commi 1, 2 e 3 della versione del presente articolo derivante dalla sostituzione ad opera dell'art. 115 L.R. 17/2010.
Art. 15
 (Consultazioni)
1. Entro il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione di cui all'articolo 10, comma 3, sono presentati alla struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale:
a) il parere sulla documentazione di cui all'articolo 10, comma 2, da parte delle autorità interessate;
b) eventuali osservazioni da parte del pubblico.
2. Entro lo stesso termine di cui al comma 1 la struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale promuove lo svolgimento di inchieste pubbliche qualora ricorrano le condizioni previste dal regolamento di esecuzione. L'inchiesta pubblica è presieduta dal Sindaco del Comune interessato o da un suo delegato e si svolge secondo le modalità previste dal regolamento di esecuzione. Dell'esito dell'inchiesta pubblica, il Sindaco dà comunicazione alla struttura regionale stessa, entro cinque giorni dallo svolgimento della medesima.
3. Entro i venti giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 1 o successivi alla data della comunicazione di cui al comma 2 nel caso in cui stata svolta l'inchiesta pubblica, la struttura regionale competente può chiedere al soggetto proponente, per una sola volta, integrazioni della documentazione di cui all'articolo 10, comma 1, che risultino necessarie in base all'istruttoria svolta, ai pareri e alle osservazioni ricevuti, nonché all'esito dell'inchiesta pubblica.
4. Ai fini della presentazione delle integrazioni di cui al comma 3 è fissato un termine non superiore a sessanta giorni, eventualmente prorogabile per una volta e al massimo per ulteriori sessanta giorni, su istanza motivata del soggetto proponente. L'inadempimento del soggetto proponente o il ritiro della domanda comportano l'interruzione del procedimento con effetto di pronuncia interlocutoria negativa.
5. Entro il medesimo termine di cui al comma 3 il soggetto proponente può informare la struttura regionale competente dell'intenzione di presentare entro i successivi sessanta giorni, prorogabili al massimo di ulteriori sessanta giorni, integrazioni o modifiche alla documentazione di cui all'articolo 10, comma 1.
6. La struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale:
a) trasmette la documentazione pervenuta ai sensi dei commi 3 e 5 alle autorità interessate individuate tra quelle di cui all'articolo 13, affinché esprimano il parere di competenza entro sessanta giorni dal ricevimento della stessa;
b) diffonde la documentazione di cui alla lettera a) attraverso il sito web della Regione, affinché chiunque, entro sessanta giorni, possa presentare osservazioni;
c) dispone, qualora ritenga rilevante la conoscenza dei contenuti della documentazione di cui alla lettera a), che il soggetto proponente ne comunichi l'avvenuto deposito con le modalità di cui all'articolo 10, comma 3, affinché chiunque, entro sessanta giorni, possa presentare osservazioni.
Note:
1Per gli effetti di cui all' articolo 5, comma 6, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' disapplicato il presente articolo.
2Parole soppresse al comma 1 da art. 20, comma 1, L. R. 3/2001
3Comma 2 bis aggiunto da art. 20, comma 2, L. R. 3/2001
4Comma 2 ter aggiunto da art. 20, comma 2, L. R. 3/2001
5Parole sostituite al comma 1 da art. 11, comma 2, L. R. 16/2008
6Articolo sostituito da art. 116, comma 1, L. R. 17/2010
Art. 16

( ABROGATO )

Note:
1Per gli effetti di cui all' articolo 5, comma 6, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' disapplicato il presente articolo.
2Comma 1 sostituito da art. 21, comma 1, L. R. 3/2001
3Articolo abrogato da art. 125, comma 1, L. R. 17/2010
Art. 17
 Parere della Commissione tecnico-consultiva VIA
1. Entro 30 giorni dalla conclusione delle consultazioni di cui all'articolo 15, la Commissione tecnico-consultiva VIA di cui all'articolo 22 esprime parere sull' impatto ambientale dell' opera proposta.
2. Il parere deve essere motivato e può proporre prescrizioni in ordine all' adozione di eventuali alternative al progetto proposto ovvero di misure di mitigazione e di monitoraggio da osservare durante l' esecuzione dei lavori o l' esercizio dell' opera proposta.
Note:
1Per gli effetti di cui all' articolo 5, comma 6, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' disapplicato il presente articolo.
2Rubrica dell'articolo sostituita da art. 22, comma 1, L. R. 3/2001
3Parole sostituite al comma 1 da art. 22, comma 2, L. R. 3/2001
4Parole sostituite al comma 1 da art. 117, comma 1, L. R. 17/2010
Art. 18

( ABROGATO )

Note:
1Per gli effetti di cui all' articolo 5, comma 6, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' disapplicato il presente articolo.
2Articolo abrogato da art. 31, comma 1, L. R. 3/2001
Art. 19
 Provvedimento di VIA
1. La Giunta regionale con propria deliberazione, entro il termine massimo di trenta giorni dall'espressione del parere di cui all'articolo 17 da parte della Commissione tecnico-consultiva VIA, si pronuncia sull' impatto ambientale dell' opera proposta; con lo stesso provvedimento può dettare prescrizioni in ordine all' adozione di alternative al progetto proposto o di misure di mitigazione o di monitoraggio da osservarsi durante l' esecuzione dei lavori o l' esercizio dell' opera prevista. Contestualmente il provvedimento considera le osservazioni, istanze e pareri presentati, esprimendosi sugli stessi singolarmente o per gruppi.
2.Il provvedimento di cui al comma 1 è notificato al soggetto proponente il progetto, è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione ed è inoltre trasmesso alle autorità individuate tra quelle di cui all'articolo 13, nonché agli organi e uffici competenti all'effettuazione dei controlli e delle verifiche prescritti nel provvedimento stesso.
Note:
1Integrata la disciplina dell'articolo da art. 7, comma 3, L. R. 42/1991
2Per gli effetti di cui all' articolo 5, comma 6, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' disapplicato il presente articolo.
3Parole sostituite al comma 1 da art. 23, comma 1, L. R. 3/2001
4Comma 2 sostituito da art. 23, comma 2, L. R. 3/2001
5Parole soppresse al comma 1 da art. 118, comma 1, lettera a), L. R. 17/2010
6Parole sostituite al comma 2 da art. 118, comma 1, lettera b), L. R. 17/2010
7Integrata la disciplina dell'articolo da art. 11, comma 4 ter, L. R. 35/1986, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 10, comma 1, L. R. 21/2013
Art. 20
 Effetti del provvedimento
1. Il provvedimento di cui all' articolo 19:
a) obbliga il soggetto proponente a conformare il progetto al contenuto dispositivo del provvedimento, ad adottare le misure di mitigazione e monitoraggio eventualmente prescritte ed a trasmette all' Amministrazione regionale i dati risultanti dalle misure di monitoraggio adottate; qualora la pronuncia sull' impatto ambientale dell' opera sia negativa, il proponente non può procedere alla realizzazione del progetto;
b) sostituisce o coordina gli atti di cui all'articolo 13, comma 1, lettera b), di competenza delle autorità interessate individuate ai sensi dell'articolo 10, comma 2;
b bis)   ( ABROGATA );
c) ha effetti vincolanti nei confronti delle autorità competenti a rilasciare atti e provvedimenti che consentono la realizzazione dell' opera, fatti salvi i poteri delle autorità statali eventualmente competenti in materia.
Note:
1Per gli effetti di cui all' articolo 5, comma 6, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' disapplicato il presente articolo.
2Parole sostituite alla lettera a) del comma 1 da art. 119, comma 1, lettera a), L. R. 17/2010
3Lettera b) del comma 1 sostituita da art. 119, comma 1, lettera b), L. R. 17/2010
4Lettera b bis) del comma 1 aggiunta da art. 3, comma 17, L. R. 5/2013
5Lettera b bis) del comma 1 abrogata da art. 9, comma 1, L. R. 21/2013
Art. 20 bis

( ABROGATO )

Note:
1Articolo aggiunto da art. 1, comma 1, L. R. 27/1993
2Articolo abrogato da art. 4, comma 1, L. R. 9/1999
CAPO IV
 Sanzioni e vigilanza
Art. 21
 Vigilanza sulla costruzionee l' esercizio delle opere
01. La valutazione di impatto ambientale costituisce, per i progetti di opere e interventi a cui si applicano le disposizioni della presente legge, presupposto o parte integrante del procedimento di autorizzazione o di approvazione. I provvedimenti di autorizzazione o di approvazione adottati senza la previa valutazione di impatto ambientale, qualora prescritta, sono annullabili per violazione di legge.
1. L' Amministrazione regionale vigila sulla puntuale osservanza del contenuto e delle prescrizioni dei provvedimenti adottati in base alla presente legge, anche avvalendosi di ARPA.
2. Qualora, durante la costruzione e l' esercizio delle opere soggette alla VIA, vengano accertate violazioni alle disposizioni della presente legge o ai contenuti e alle prescrizioni dei provvedimenti adottati in base alla legge medesima, ovvero variazioni al progetto, che possano comportare negativi e significativi mutamenti dell' impatto ambientale, valutati anche avvalendosi di ARPA, il direttore della struttura regionale competente in materia di ambiente ordina l' adeguamento dell' opera o delle modalità di esercizio delle medesima; dispone altresì, ove necessario, la sospensione dei lavori o l' interruzione dell' esercizio.
3. Qualora siano state accertate significative e negative variazioni dell' impatto ambientale, il direttore della struttura regionale competente in materia di ambiente ordina il ripristino dello stato dei luoghi o, in alternativa, l' adozione delle misure necessarie per la rimozione delle conseguenze negative sull' ambiente prodotte dalle violazioni medesime.
Note:
1Comma 01 aggiunto da art. 120, comma 1, lettera a), L. R. 17/2010
2Parole aggiunte al comma 1 da art. 120, comma 1, lettera b), L. R. 17/2010
3Rubrica dell'articolo modificata da art. 3, comma 41, lettera a), L. R. 11/2011
4Parole sostituite al comma 2 da art. 3, comma 41, lettera b), numero 1), L. R. 11/2011
5Parole aggiunte al comma 2 da art. 3, comma 41, lettera b), numero 2), L. R. 11/2011
6Parole sostituite al comma 2 da art. 3, comma 41, lettera b), numero 3), L. R. 11/2011
7Parole sostituite al comma 3 da art. 3, comma 41, lettera c), numero 1), L. R. 11/2011
8Parole aggiunte al comma 3 da art. 3, comma 41, lettera c), numero 2), L. R. 11/2011
9Parole sostituite al comma 3 da art. 3, comma 41, lettera c), numero 3), L. R. 11/2011
Art. 21 bis
 (Sanzioni)
1. Chiunque realizzi un progetto di un'opera o di un intervento in assenza della verifica di assoggettabilità o della procedura di valutazione di impatto ambientale in violazione della presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 euro a 50.000 euro.
2. Chiunque realizzi un progetto di un'opera o di un intervento in violazione delle prescrizioni impartite in sede di verifica di assoggettabilità o di procedura di valutazione di impatto ambientale è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 25.000 euro.
3. Per l'applicazione delle sanzioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano le disposizioni di cui alla legge regionale 17 gennaio 1984, n. 1 (Norme per l'applicazione delle sanzioni amministrative regionali).
Note:
1Articolo aggiunto da art. 3, comma 42, L. R. 11/2011
CAPO V
 Organi ed uffici regionali
Art. 22
 (Commissione tecnico-consultiva VIA)
1. Presso la Direzione regionale dell'ambiente è istituita la Commissione tecnico-consultiva VIA, che assolve le funzioni di organo di consulenza tecnica dell'Amministrazione regionale nelle materie disciplinate dalla presente legge; la Commissione è composta da:
a) l'Assessore regionale all'ambiente che la presiede;
b) il Direttore regionale dell'ambiente o il suo sostituto, che ne assume la presidenza in caso di assenza dell'Assessore regionale all'ambiente;
c) il Direttore del Servizio per la valutazione dell'impatto ambientale o il suo sostituto;
d) i Direttori regionali della pianificazione territoriale, delle attività produttive, della salute e protezione sociale, delle foreste e della viabilità e trasporti, ovvero i loro delegati;
e) il Direttore generale dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA), ovvero un suo delegato;
f) due esperti scelti dalla Giunta regionale fra terne di candidati, proposte una ciascuna dalle Università degli Studi di Trieste e di Udine;
g) due esperti scelti dalla Giunta regionale fra terne di candidati proposte dalle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi dell'articolo 13 della legge 349/1986 ed operanti in Regione.
2.Alle riunioni della Commissione possono essere invitati a partecipare, senza diritto di voto, esperti e tecnici appartenenti ad altri uffici regionali o ad altri enti e organismi, in relazione alle esigenze di valutazione di specifici progetti.
3.I membri di cui alle lettere f) e g) del comma 1 durano in carica tre anni.
4.Per la scelta dei componenti di cui al comma 1, lettere f) e g), costituisce titolo preferenziale l'eventuale curriculum comprovante la specifica esperienza professionale o di studio dei candidati in materie attinenti la valutazione di impatto ambientale. Si deve inoltre tenere conto dell'esigenza di garantire la presenza all'interno della Commissione della più vasta gamma di competenze tecnico-scientifiche, necessarie al fine di una valutazione interdisciplinare dei progetti.
5.Le funzioni di segreteria del Comitato sono svolte da un dipendente regionale con qualifica non inferiore a segretario, in servizio presso la Direzione regionale dell'ambiente. In caso di assenza o impedimento del segretario, svolge le funzioni di segreteria un altro dipendente in servizio presso la medesima Direzione.
6. La Commissione tecnico-consultiva VIA in particolare:
a) formula i pareri di cui all'articolo 17;
b) esprime parere sullo schema di regolamento di esecuzione della presente legge e sulle sue eventuali modifiche;
c) si pronuncia sull'elaborazione delle guide metodologiche per la stesura degli studi di impatto ambientale;
d) si pronuncia sull'adozione di criteri e direttive per l'attuazione della presente legge ed in particolare per l'esame preliminare degli studi di impatto ambientale e la gestione degli strumenti informativi di cui all'articolo 28.
7. 
( ABROGATO )
Note:
1Per gli effetti di cui all' articolo 5, comma 6, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' disapplicato il presente articolo.
2Articolo sostituito da art. 24, comma 1, L. R. 3/2001
3Parole aggiunte alla lettera d) del comma 1 da art. 11, comma 3, L. R. 16/2008
4Comma 7 abrogato da art. 125, comma 1, L. R. 17/2010
5Parole sostituite alla lettera e) del comma 1 da art. 14, comma 29, L. R. 22/2010
Art. 23

( ABROGATO )

Note:
1Per gli effetti di cui all' articolo 5, comma 6, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' disapplicato il presente articolo.
2Parole sostituite al comma 1 da art. 2, comma 3, L. R. 13/1998
3Parole sostituite al comma 2 da art. 2, comma 1, L. R. 13/1998
4Parole sostituite al comma 2 da art. 2, comma 3, L. R. 13/1998
5Articolo abrogato da art. 31, comma 1, L. R. 3/2001
Art. 24

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 1, comma 2, L. R. 13/1998
Art. 25
 (Informazioni sottoposte a segreto industriale o commerciale)
1. Il soggetto proponente, contestualmente alla presentazione del progetto definitivo e dello studio di impatto ambientale di cui all'articolo 10, comma 1, può motivatamente, per ragioni di segreto industriale o commerciale, chiedere alla struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale di non rendere pubblica parte della documentazione presentata.
2. La struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale, verificate le ragioni del soggetto proponente può, motivatamente, respingere la richiesta nel caso in cui l'interesse pubblico all'accesso alle informazioni prevalga sull'interesse alla riservatezza.
3. I componenti della Commissione tecnico - consultiva di cui all'articolo 22 e il personale della struttura regionale competente in materia di valutazione di impatto ambientale hanno accesso alla documentazione riservata di cui al comma 1, ai soli fini istruttori, con l'obbligo di rispettare le disposizioni che ne tutelano la segretezza.
Note:
1Per gli effetti di cui all' articolo 5, comma 6, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' disapplicato il presente articolo.
2Parole sostituite al comma 1 da art. 2, comma 2, L. R. 13/1998
3Articolo sostituito da art. 121, comma 1, L. R. 17/2010
CAPO VI
 Attività promozionale, collaborazione esterne,
strumenti informativi
Art. 26
 Attività promozionale della Regione
1. L' Amministrazione regionale promuove, attraverso la Direzione regionale dell'ambiente, ricerche e sperimentazione in materia di impatto ambientale e ne diffonde i risultati, avvalendosi, ove necessario, delle collaborazioni di cui all' articolo 27.
Note:
1Parole sostituite al comma 1 da art. 2, comma 3, L. R. 13/1998
2Parole soppresse al comma 1 da art. 122, comma 1, L. R. 17/2010
Art. 27
 Collaborazioni esterne
1. L' Amministrazione regionale può avvalersi - ai fini dell' attuazione della presente legge - della collaborazione di enti, di organismi e di istituti specializzati, di strutture universitarie, di società e di esperti, con i quali può stipulare apposite convenzioni.
Art. 28
 Strumenti informativi
1. L' Amministrazione regionale provvede alla costituzione di un Sistema informativo finalizzato alla VIA, accessibile agli enti pubblici e, a pagamento, ai privati. Il sistema è realizzato con criteri concordati con il Ministero dell' ambiente al fine di renderlo omogeneo e compatibile con altri sistemi di livello nazionale. Il sistema deve contenere le rilevazioni sullo stato dell' ambiente, i criteri di valutazione delle risorse e una biblioteca di metodologie e modelli.
2. L' Amministrazione regionale istituisce un Archivio degli studi di impatto ambientale ove sono raccolti e resi accessibili al pubblico gli atti e i documenti concernenti le procedure di VIA.
2 bis. 
( ABROGATO )
3. L'Amministrazione regionale rende disponibile al pubblico la documentazione istruttoria mediante pubblicazione sul sito web della Regione.
4. L' Amministrazione regionale provvede alla realizzazione e all' aggiornamento delle cartografie del territorio regionale mirate alla VIA.
Note:
1Comma 2 bis aggiunto da art. 25, comma 1, L. R. 3/2001
2Comma 2 bis abrogato da art. 123, comma 1, lettera a), L. R. 17/2010
3Comma 3 sostituito da art. 123, comma 1, lettera b), L. R. 17/2010
Art. 29
 Trasmissione di informazioni al Ministero dell' ambiente ed
utilizzo delle informazioni trasmesse dallo stesso Ministero.
1. L' Amministrazione regionale informa annualmente il Ministero dell' ambiente in merito ai provvedimenti adottati e alle procedure di VIA in corso, nonché sullo stato di attuazione degli strumenti informativi di cui all' articolo 28.
2. L' Amministrazione regionale cura altresì l' inserimento nei propri strumenti informativi della documentazione riguardante l' impatto ambientale delle opere di cui all' articolo 3, trasmesse al Ministero dell' ambiente.
CAPO VII
 Disposizioni finali e finanziarie
Art. 30
 Regolamento di esecuzione
1. Entro un anno dall' entrata in vigore della presente legge, il Presidente della Giunta regionale, previa deliberazione della Giunta stessa e sentiti la Commissione tecnico - consultiva di cui all' articolo 23 e la competente Commissione consiliare, emana il regolamento di esecuzione della presente legge, il quale contiene, in particolare:
a) le disposizioni attuative ed integrative delle procedure di VIA di cui al Capo III;
b) la normativa tecnica concernente la redazione degli studi di impatto ambientale, i criteri di valutazione dell' impatto medesimo e dei requisiti tecnici degli strumenti informativi di cui all' articolo 28;
c) ai fini di cui all'articolo 5, comma 1, e sulla base dei criteri indicati dall'allegato V alla parte II del decreto legislativo 152/2006:
1) la definizione, in relazione ad alcune tipologie progettuali o ad aree predeterminate, degli incrementi nella misura massima del 30 per cento o dei decrementi, delle soglie di cui all'allegato IV alla parte II del decreto legislativo medesimo;
2) la determinazione, per i progetti di cui all'allegato IV alla parte II del decreto legislativo medesimo, qualora non ricadenti neppure parzialmente in aree naturali protette, per specifiche categorie progettuali o in particolari situazioni ambientali e territoriali, dei criteri o delle condizioni di esclusione dalla verifica di assoggettabilità;
d) ai fini di cui all'articolo 5, comma 2, l'individuazione di situazioni particolari del territorio regionale che richiedono l'adozione di forme di tutela giuridica dell'ambiente più restrittive.
2. Sulle disposizioni regolamentari di cui al comma 1, lettera c), deve essere altresì sentito il parere delle Commissioni consiliari competenti nella materie alle quali si riferiscono le categorie di opere individuate.
Note:
1Parole soppresse al comma 1 da art. 18, comma 33, L. R. 13/2002
2Lettera c) del comma 1 sostituita da art. 124, comma 1, lettera a), L. R. 17/2010
3Lettera d) del comma 1 sostituita da art. 124, comma 1, lettera b), L. R. 17/2010
Art. 30 bis
 (Recepimento di leggi statali e direttive comunitarie)
1. In relazione alla necessità di corrispondere a obblighi previsti da leggi statali o da direttive comunitarie, l'Amministrazione regionale provvede con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, acquisito il parere della Commissione consiliare competente, alla modifica e integrazione del regolamento di esecuzione di cui all'articolo 30.
2. La Commissione consiliare competente si esprime sulla modifica adottata entro trenta giorni dalla sua ricezione, scaduti i quali si prescinde dal suo parere.
3. Il decreto è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione ed entra in vigore il giorno della sua pubblicazione.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 22, comma 1, L. R. 15/2004
Art. 31

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 125, comma 1, L. R. 17/2010
Art. 32
 Disposizioni abrogative e interpretative
1. Sono abrogate le disposizioni incompatibili con la presente legge ed in particolare:
a) l' articolo 13 della legge regionale 20 maggio 1985, n. 22, concernente la valutazione di impatto ambientale delle opere di viabilità;
b) l' articolo 12-bis della legge regionale 7 settembre 1987, n. 30, come inserito dall' articolo 13 della legge regionale 28 novembre 1988, n. 65, concernente la valutazione di impatto ambientale degli impianti di smaltimento di rifiuti solidi, ferma restando l' applicazione delle disposizioni di cui al citato articolo 12 bis ai progetti già ad esse soggetti ed esclusi dal campo di applicazione della presente legge, ai sensi del successivo art. 34, comma 3, lett. d) ovvero del Regolamento di esecuzione.
2. Quando leggi e regolamenti regionali menzionano la valutazione di impatto ambientale, la menzione si intende riferita a quanto disciplinato dalla presente legge.
Note:
1Parole aggiunte al comma 1 da art. 2, comma 1, L. R. 13/1991
Art. 33
 Disposizione finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall' applicazione degli articoli 26 e 27 fanno carico al capitolo 851 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1990-1992 e del bilancio per l' anno 1990.
Art. 34
 Entrata in vigore della legge
e decorrenza dell' efficacia di singole disposizioni
1. La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.
2. Le disposizioni di cui al Capo III, Sezione II, hanno effetto a decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di esecuzione della presente legge, fatto salvo quanto previsto al successivo comma 3.
3. In sede di prima applicazione della presente legge e fino all' entrata in vigore del regolamento di esecuzione, sono soggetti alla procedura di cui al Capo III, Sezione II, i seguenti progetti:
a) progetti di opere di viabilità di cui agli articoli 9 e 10 della legge regionale 20 maggio 1985, n. 22, con esclusione di quelli individuati ai sensi dell' articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349;
b)   ( ABROGATA );
c) progetti delle opere previste dai piani regolatori del porto di cui all' articolo 12 della legge regionale 14 agosto 1987, n. 22, con esclusione di quelli individuati ai sensi dell' articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349;
d) progetti di impianti di smaltimento di rifiuti di cui all' articolo 2 della legge regionale 7 settembre 1987, n. 30, e successive modificazioni ed integrazioni, con esclusione di quelli individuati ai sensi dell' articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, dei progetti di impianti di smaltimento di rifiuti urbani e speciali non tossici e nocivi, di competenza delle Province, ai sensi dell' art. 23 della legge regionale 7 settembre 1987, n. 30 e successive modifiche e integrazioni, e dei Comuni, ai sensi dell' art. 24 della stessa legge, nonché degli stoccaggi provvisori di rifiuti tossici e nocivi di cui all' art. 15, commi 5 e 5 bis della legge regionale 7 settembre 1987, n. 30, come modificato dall' art. 2 della legge regionale 28 agosto 1989, n. 23; d bis) progetti per la coltivazione di cava per l' estrazione di sabbie e ghiaie esclusi quelli per l' estrazione in alveo.
Note:
1Parole soppresse al comma 3 da art. 3, comma 1, L. R. 13/1991
2Parole aggiunte al comma 3 da art. 3, comma 2, L. R. 13/1991
3Parole aggiunte al comma 3 da art. 2, comma 1, L. R. 27/1993
4Derogata la disciplina del comma 3 da art. 1, comma 3, L. R. 10/1994
Art. 34 bis
 Norma transitoria
1. Le procedure di cui alla presente legge non si applicano alle istanze inoltrate alle autorità competenti a rilasciare autorizzazioni, concessioni, pareri, nulla - osta o altri atti che consentono la realizzazione dell' opera, prima dell' entrata in vigore della presente legge.
1 bis. Le procedure relative ai progetti indicati all' articolo 34, comma 3, lettera d bis) non si applicano alle istanze inoltrate anteriormente al 30 marzo 1993.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 4, comma 1, L. R. 13/1991
2Comma 1 bis aggiunto da art. 3, comma 1, L. R. 27/1993


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