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Legge regionale 7 settembre 1987, n. 30
Norme regionali relative allo smaltimento dei rifiuti.

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Sommario - Lista -


Materia:
440.04 - Tutela dell'ambiente - Smaltimento rifiuti

Note riguardanti modifiche apportate all’intera legge:
1Integrata la disciplina della legge da art. 56, comma 1, L. R. 10/1988
2La suddivisione in Capi del Titolo II e' soppressa ai sensi dell' articolo 4, comma 1, L.R. 65/88.
3Articolo 12 bis aggiunto da art. 13, comma 1, L. R. 65/1988
4Articolo 23 bis aggiunto da art. 23, comma 1, L. R. 65/1988
5Articolo 30 bis aggiunto da art. 30, comma 1, L. R. 65/1988
6Integrata la disciplina della legge da art. 38, comma 1, L. R. 65/1988
7Articolo 33 bis aggiunto da art. 3, comma 1, L. R. 23/1989
8Integrata la disciplina della legge da art. 3, comma 4, L. R. 39/1996
9Integrata la disciplina della legge da art. 15, comma 24, L. R. 3/1998 , con effetto, ex articolo 33 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1998.
10Articolo 8 bis aggiunto da art. 18, comma 3, L. R. 12/2003
11Integrata la disciplina della legge da art. 15, comma 6, lettera f bis), L. R. 12/2009
12Articolo 23 ter aggiunto da art. 185, comma 1, L. R. 26/2012
TITOLO I
 CAMPO DI APPLICAZIONE E PRINCIPI GENERALI
Art. 1
 Campo di applicazione
1. La presente legge, nel rispetto dei principi generali fissati dal DPR 10 settembre 1982, n. 915, dal paragrafo n. 1 della deliberazione del Comitato interministeriale del 27 luglio 1984 e dalle direttive CEE n. 75/442 del 15 luglio 1975 relativa ai rifiuti, n. 76/403, del 6 aprile 1976, relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e policlorotrifenili e n. 78/319, del 20 marzo 1978, relativa ai rifiuti tossici e nocivi, disciplina lo smaltimento dei rifiuti, la loro raccolta, spazzamento, cernita, trasporto e trattamento, in armonia con il dettato dell' articolo 1 del citato DPR n. 915 del 1982 nonché del disposto di cui al decreto - legge 31 agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 441.
2. La Regione incentiva prioritariamente il perseguimento delle seguenti finalità:
a) contenimento della produzione di rifiuti;
b) contenimento dei costi delle fasi di smaltimento dei rifiuti;
c) raccolta differenziata, riciclaggio e trattamento idoneo alle singole tipologie di rifiuti;
d) progressiva riduzione dello smaltimento indifferenziato dei rifiuti urbani, nonché delle quantità e pericolosità delle frazioni non recuperabili da avviare allo smaltimento finale;
e) recupero di materiali e produzione di energia anche nella fase di smaltimento.

2 bis. Con le medesime priorità la Regione promuove altresì la ricerca, l'innovazione tecnologica e l'informazione volta al conseguimento degli stessi fini, nonché al prolungamento della vita dei beni di consumo, alla riduzione degli scarti di produzione e alla sperimentazione di impianti di smaltimento e trattamento a tecnologia complessa.
3. Agli effetti e per i fini della presente legge vengono considerati e classificati rifiuti urbani, speciali, tossici e nocivi quelli indicati dall' articolo 2 del DPR 10 settembre 1982, n. 915 e dal paragrafo n. 1 della deliberazione del Comitato interministeriale del 27 luglio 1984 nonché dall' articolo 10 bis del decreto - legge 31 agosto 1987, n. 361, come aggiunto dalla legge di conversione 29 ottobre 1987, n. 441.
4. Le operazioni di smaltimento dei rifiuti devono comunque essere effettuate in modo da non arrecare danni alla collettività ed all' ambiente, alle acque, al suolo, all' aria, alla flora ed alla fauna, evitando, in particolare, rischi per la salute e la sicurezza dell' uomo.
Note:
1Parole aggiunte al comma 1 da art. 1, comma 1, L. R. 65/1988
2Parole aggiunte al comma 3 da art. 1, comma 1, L. R. 65/1988
3Comma 2 sostituito da art. 1, comma 1, L. R. 22/1996
4Comma 2 bis aggiunto da art. 1, comma 1, L. R. 22/1996
Art. 2
 Impianti di smaltimento
1. Ai fini della presente legge si intende per:
a) impianto di smaltimento: l'impianto che effettua le operazioni di smaltimento di rifiuti con le modalità previste nell'allegato B alla parte IV del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale);
b) impianto di recupero: l'impianto che effettua le operazioni di recupero di rifiuti con le modalità previste nell'allegato C alla parte IV del decreto legislativo 152/2006.
2. Gli impianti e le strutture di smaltimento devono essere realizzati con caratteristiche adeguate ai principi della migliore applicazione e funzionamento delle tecnologie idonee per favorire il recupero di materiali ed energia ed assicurare, in via prioritaria, la tutela dell' ambiente e della salute della collettività.
2 bis. Non sono ricompresi fra gli impianti di smaltimento di cui ai commi 1 e 2 gli impianti di depurazione, di cui alla legge 10 maggio 1976, n. 319, ricadenti esclusivamente nella regolamentazione di quest'ultima, con l'eccezione di quelli che trattano reflui tossici e nocivi.
Note:
1Comma 2 bis aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 22/1996
2Dichiarata, con sentenza della Corte Costituzionale 20 maggio 1998, n. 173, l' illegittimita' costituzionale del comma 2 bis, come aggiunto dall' articolo 2 della L.R. 22/96.
3Comma 1 sostituito da art. 135, comma 1, L. R. 17/2010
Art. 3
 Sistema informativo regionale sui rifiuti
1. 
( ABROGATO )
2. Ai fini del rilevamento statistico l' Amministrazione regionale cura la raccolta, l' elaborazione e l' aggiornamento dei dati sulle quantità, sulla composizione merceologica e sulle caratteristiche chimico - fisiche dei rifiuti di qualsiasi tipo prodotti sul territorio regionale, nonché sull' origine e destinazione dei rifiuti ivi prodotti o immessi.
3. 
( ABROGATO )
4. 
( ABROGATO )
Note:
1Articolo sostituito da art. 2, comma 1, L. R. 65/1988
2Comma 1 abrogato da art. 3, comma 1, L. R. 22/1996
3Comma 3 abrogato da art. 3, comma 1, L. R. 22/1996
4Comma 4 abrogato da art. 3, comma 1, L. R. 22/1996
Art. 4
 (Principi per la raccolta e il trasporto
dei rifiuti solidi urbani)
1. La raccolta ed il trasporto dei rifiuti solidi urbani devono avvenire secondo principi di razionalità, di riutilizzo e di economicità. Le relative gestioni devono indirizzarsi preferibilmente a forme consortili o comunque associative. Di tali principi deve essere tenuto conto nell'elaborazione della relativa sezione del Piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti, nei conseguenti Programmi provinciali di attuazione e nei regolamenti comunali di cui all'articolo 8 del DPR 10 settembre 1982, n. 915.
Note:
1Parole aggiunte al comma 1 da art. 3, comma 1, L. R. 65/1988
2Comma 2 sostituito da art. 3, comma 2, L. R. 65/1988
3Comma 3 aggiunto da art. 3, comma 3, L. R. 65/1988
4Articolo sostituito da art. 4, comma 1, L. R. 22/1996
TITOLO II
 ATTRIBUZIONI E COMPITI DELLA REGIONE E
DEGLI ENTI LOCALI
CAPO I
 Attribuzioni e compiti della Regione
Art. 5
 Competenze della Regione
1. Alla Regione compete:
a) la predisposizione e l'approvazione del Piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti;
b) l'approvazione dei Programmi provinciali di attuazione del Piano regionale, relativi alle sezioni dei rifiuti urbani e assimilabili e speciali non pericolosi, ai fini dell'accertamento della rispondenza degli stessi alle linee programmatiche generali;
c) l'esame e l'approvazione dei progetti riguardanti gli impianti di smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi;
d) promuovere la costituzione di consorzi fra Comuni, con l'eventuale partecipazione delle Comunità montane o collinare, delle Province e di imprese singole od associate;
e) autorizzare:
1) la costruzione e la gestione degli impianti di smaltimento dei rifiuti di cui alla lettera c);
2) la raccolta e il trasporto dei rifiuti tossici e nocivi;
3) la raccolta e il trasporto per conto terzi dei rifiuti speciali, ospedalieri ed urbani in concessione;
f) l'emissione dei provvedimenti di diffida, sospensione e revoca dell'autorizzazione di cui all'articolo 17;
g) la trasmissione al Ministero dell'ambiente dei dati rilevati ai sensi dell'articolo 3 e delle informazioni inerenti alla situazione dello smaltimento rifiuti;
h) l'emanazione di norme tecniche, anche igienico - sanitarie, direttive e regolamenti per la costruzione e la gestione degli impianti di smaltimento e delle discariche controllate, per la raccolta anche differenziata ed il trasporto dei rifiuti, per la promozione di tecnologie innovative, nonché per stabilire le procedure di controllo e di autorizzazione e per favorire il riciclo e la riutilizzazione dei rifiuti;
i) provvedere, in caso di inadempienze, agli interventi necessari per la bonifica ed il risanamento del territorio a seguito dei danni prodotti dalle operazioni di carico, scarico e trasporto dei rifiuti tossici e nocivi;
l) determinare le garanzie finanziarie per coprire i costi di eventuali interventi conseguenti alla non corretta gestione dell'impianto, nonché necessari al recupero dell'area interessata, ferma restando - ove ne ricorrano i presupposti - la responsabilità per danno ambientale;
m) determinare le garanzie finanziarie per coprire i costi degli interventi di cui alla lettera i), nonché per eventuali risarcimenti di danni cagionati a terzi;
n) definire la modulistica di settore ed in particolare le caratteristiche dei registri di carico e scarico;
o) stabilire criteri generali e metodi ottimali per lo smaltimento dei rifiuti speciali per i quali sono tenuti a provvedere, a proprie spese, i produttori dei rifiuti stessi;
p) assumere i provvedimenti sostitutivi di cui all'articolo 15, comma 4, e all'articolo 23 bis, commi 8 e 9.
p bis) determinare, con regolamento, le tariffe per le spese di istruttoria finalizzata al rilascio e al rinnovo dell'autorizzazione e ai successivi controlli relative agli impianti di discarica e previste dall'articolo 9, comma 4, del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, nonché gli oneri per le prestazioni, le ispezioni e i controlli previsti dall'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209;
p ter) determinare con regolamento, gli oneri per le ispezioni, le prestazioni e i controlli relativi alle operazioni di recupero dei RAEE (Rifiuti apparecchiature elettriche e elettroniche) previsti dall' articolo 19 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151 (Attuazione della direttiva 2002/95/CE, della direttiva 2002/96/CE e della direttiva 2003/108/CE, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti).

2. Le norme tecniche ed i regolamenti sono approvati con decreto del Presidente della Giunta, previa deliberazione della Giunta stessa e previo parere favorevole della Sezione IV del Comitato tecnico regionale ( CTR ) di cui all' articolo 26 e seguenti della legge regionale 31 ottobre 1986, n. 46, e successive modificazioni ed integrazioni.
Note:
1Articolo sostituito da art. 5, comma 1, L. R. 65/1988
2Integrata la disciplina del comma 1 da art. 37, comma 2, L. R. 65/1988
3Parole aggiunte al comma 1 da art. 1, comma 1, L. R. 23/1989
4Integrata la disciplina dell'articolo da art. 131, comma 4, L. R. 52/1991, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 59, comma 1, L. R. 34/1997
5Dichiarata, con sentenza della Corte Costituzionale 10 marzo 1994, n. 96, l' illegittimita' costituzionale del primo comma, lettera e), n. 2 del presente articolo nella parte in cui non include il trasporto dei rifiuti speciali prodotti da terzi tra le attivita' soggette ad autorizzazione regionale.
6Comma 1 sostituito da art. 5, comma 1, L. R. 22/1996
7Integrata la disciplina dell'articolo da art. 131, comma 5, L. R. 52/1991 nel testo modificato da art. 59, comma 1, L. R. 34/1997
8Per gli effetti di cui all' articolo 2, comma 1, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, sono abrogate, al comma 1, le lettere c), e) punto 1 ed f). Le norme rimangono in vigore fino all' espletamento della norma transitoria di cui all' articolo 7, comma 3, del citato Regolamento.
9Integrata la disciplina del comma 1 da art. 3, L. R. 13/1998
10Parole sostituite al comma 1 da art. 3, comma 1, L. R. 13/1998
11Parole sostituite al comma 1 da art. 8, comma 3, L. R. 13/1998
12Parole aggiunte al comma 1 da art. 4, comma 11, L. R. 19/2004
13Parole aggiunte al comma 1 da art. 5, comma 32, L. R. 1/2007
14Integrata la disciplina dell'articolo da art. 4, comma 8, L. R. 23/2013
Art. 6
 (Piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti.
Contenuti)
1. Il Piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti, di seguito denominato << Piano regionale >> si articola nelle seguenti sezioni:
a) rifiuti urbani e speciali assimilabili;
b) rifiuti speciali non tossici e nocivi;
c) rifiuti tossici e nocivi.

2. Nella sezione di cui alla lettera a) del comma 1, rientrano i rifiuti speciali assimilati agli urbani per esplicita disposizione normativa.
3. Il Piano regionale programma i servizi di smaltimento dei rifiuti nell'ambito del territorio regionale al fine di assicurare, in via prioritaria, la difesa igienico-sanitaria delle popolazioni e la tutela ambientale, nonché favorire il recupero e la trasformazione dei rifiuti e la gestione economica ottimale dei servizi stessi.
4. In linea con i contenuti di cui all'articolo 6 del DPR 10 settembre 1982, n. 915 e con il DM 28 dicembre 1987, n. 559, il Piano regionale:
a) individua in ogni provincia uno o più bacini di smaltimento dei rifiuti urbani e assimilabili, al fine di realizzare un sistema organico regionale, flessibile e modulare, tenuto conto dell'ottimizzazione dei costi;
b) indica gli ambiti territoriali ottimali di utenza entro i quali localizzare gli impianti di smaltimento per conto terzi dei rifiuti speciali non tossici e nocivi, avendo presente l'esigenza di ottimizzare le potenzialità dei relativi impianti;
c) individua sulla base di specifico studio di impatto ambientale le aree idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi, con gli effetti di cui all'articolo 3 del decreto legge 31 agosto 1987, n. 361, convertito con modificazioni dall'articolo 1 della legge 29 ottobre 1987, n. 441;
d) indica, per ogni bacino o per più bacini, il numero degli impianti ed i sistemi di smaltimento ritenuti ottimali in relazione alla tipologia ed alle quantità dei rifiuti considerati, all'ottimizzazione dei costi, alla sicurezza ambientale ed igienico-sanitaria ed alla possibilità di recupero di materie utilizzabili e di produzione di energia;
e) detta criteri per l'individuazione delle aree potenzialmente idonee all'insediamento di impianti di smaltimento dei rifiuti urbani e assimilabili e speciali;
f) definisce linee di indirizzo per la riorganizzazione dei servizi pubblici di smaltimento in ossequio ai principi di cui all'articolo 4;
g) definisce, a livello di norme di attuazione, le eventuali correlazioni con altri strumenti pianificatori.

Note:
1Rubrica dell'articolo sostituita da art. 6, comma 1, L. R. 65/1988
2Parole sostituite al comma 1 da art. 6, comma 2, L. R. 65/1988
3Comma 2 sostituito da art. 6, comma 3, L. R. 65/1988
4Comma 3 abrogato da art. 6, comma 4, L. R. 65/1988
5Articolo sostituito da art. 6, comma 1, L. R. 22/1996
6Integrata la disciplina dell'articolo da art. 28, comma 1, L. R. 22/1996
7Integrata la disciplina del comma 1 da art. 31, comma 1, L. R. 22/1996
8Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 5, comma 53, L. R. 18/2011
9Integrata la disciplina dell'articolo da art. 16, comma 2, L. R. 15/2016
Art. 7
 (Elementi del Piano regionale)
1. In armonia con quanto previsto dal DM 28 dicembre 1987, n. 559, il Piano regionale è costituito da:
a) relazione illustrativa che:
1) individui gli obiettivi specifici sia generali che di bacino;
2) descriva i sistemi attuali di smaltimento dei rifiuti, per quanto concerne sia le modalità tecniche che quelle organizzative;
3) delinei i criteri programmatici d'intervento, evidenziando le necessità di potenziamento riferite sia ad aree territoriali sia a tipi di rifiuto;
b) adeguate rappresentazioni grafiche al fine di evidenziare i contenuti del Piano regionale con particolare riguardo alla determinazione dei bacini d'utenza per lo smaltimento dei rifiuti urbani e assimilabili, degli ambiti territoriali ottimali per i rifiuti speciali non tossici e nocivi, nonché delle aree idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi;
c) idoneo studio di impatto ambientale per le aree in cui localizzare gli impianti di smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi;
d) norme di attuazione comprendenti tutte le prescrizioni necessarie ad integrare le tavole grafiche ed a determinare l'efficacia, l'attuazione ed il rispetto dei contenuti del Piano regionale;
e) indicazioni, per ogni ambito territoriale considerato, dei sistemi di smaltimento ritenuti ottimali in relazione alla tipologia e alle quantità dei rifiuti considerati, alla sicurezza ambientale ed igienico-sanitaria ed alla possibilità di recupero di materie utilizzabili e di produzione di energia.

Note:
1Rubrica dell'articolo sostituita da art. 7, comma 1, L. R. 65/1988
2Parole sostituite al comma 1 da art. 7, comma 2, L. R. 65/1988
3Parole sostituite al comma 1 da art. 7, comma 3, L. R. 65/1988
4Parole aggiunte al comma 1 da art. 7, comma 4, L. R. 65/1988
5Parole aggiunte al comma 1 da art. 7, comma 5, L. R. 65/1988
6Comma 2 abrogato da art. 7, comma 6, L. R. 65/1988
7Articolo sostituito da art. 7, comma 1, L. R. 22/1996
Art. 8
 (Procedure per la formazione ed approvazione
del Piano regionale)
1. Il progetto di Piano regionale, elaborato anche per singola sezione, è predisposto dalla Direzione regionale dell'ambiente e viene trasmesso alle Direzioni regionali della pianificazione territoriale, della sanità, dell'industria, del lavoro, cooperazione ed artigianato, dell'agricoltura, della protezione civile e della viabilità e trasporti e all'Ufficio di piano, al fine della formulazione di eventuali osservazioni, da esprimersi entro e non oltre trenta giorni dalla data di ricevimento dello stesso. Il progetto di Piano viene successivamente sottoposto al parere del Consiglio regionale, che si esprime entro trenta giorni dalla data della richiesta. Acquisito il parere del Consiglio regionale il progetto di Piano regionale, o le sue sezioni, è adottato con decreto del Presidente della Giunta regionale, previa deliberazione della Giunta stessa, ed è pubblicato, eventualmente anche in una sua sintesi non tecnica, nel Bollettino Ufficiale della Regione.
2. Entro e non oltre il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione del progetto di Piano, o delle sue sezioni, ai sensi del comma 1, chiunque, ed in particolare le Amministrazioni provinciali e comunali e le Aziende per i servizi sanitari, può presentare osservazioni.
3. Trascorso il termine di cui al comma 2, il Piano regionale, o le sue sezioni, viene eventualmente rielaborato dalla Direzione regionale dell'ambiente sulla base delle osservazioni pervenute ed è approvato con decreto del Presidente della Giunta regionale, previa deliberazione della Giunta stessa e previo parere favorevole della Sezione IV del CTR.
4. Il Piano regionale approvato viene pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione e trasmesso in copia al Ministero dell'ambiente e alle Province sia per l'avvio delle procedure attuative di cui all'articolo 23 bis, sia per il corretto esercizio dell'attività di vigilanza e controllo di cui all'articolo 23.
5. Il Piano regionale approvato, integralmente o per sezioni singole, ha valore a tempo indeterminato e può essere modificato in tutto o in parte in ogni tempo qualora sopravvengano importanti ragioni che determinino la necessità o la convenienza di migliorarlo od integrarlo.
6. Le procedure per la revisione o per le modifiche del Piano regionale sono quelle previste per l'approvazione del Piano stesso.
Note:
1Rubrica dell'articolo sostituita da art. 8, comma 1, L. R. 65/1988
2Comma 1 sostituito da art. 8, comma 2, L. R. 65/1988
3Parole soppresse al comma 7 da art. 8, comma 3, L. R. 65/1988
4Articolo sostituito da art. 8, comma 1, L. R. 22/1996
Art. 8 bis
 (Procedure per la formazione e approvazione delle modifiche e integrazioni al Piano regionale in relazione a obblighi di legge)
1. In relazione alla necessità di corrispondere a obblighi previsti da leggi statali o da direttive comunitarie, l'Amministrazione regionale provvede con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su parere della Commissione consiliare competente, alla modifica e integrazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti.
2. La modifica è adottata dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale all'ambiente. Successivamente la Commissione consiliare competente si esprime sulla modifica adottata entro trenta giorni dalla sua ricezione, scaduti i quali si prescinde dal suo parere.
3. La modifica adottata è pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. Entro trenta giorni dalla pubblicazione le Province, i Comuni, le istituzioni e i cittadini possono far pervenire al Presidente della Regione il proprio parere.
4. Il Presidente della Regione approva la modifica, su conforme deliberazione della Giunta regionale, con le eventuali variazioni apportate a seguito del parere della Commissione consiliare e degli altri enti e cittadini. Il decreto di approvazione è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione ed entra in vigore il giorno della sua pubblicazione.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 18, comma 3, L. R. 12/2003
Art. 9
 Effetti del Piano regionale e dei Programmi
provinciali di attuazione
1. Le prescrizioni normative, contenute nel Piano regionale e nei Programmi provinciali di attuazione, assumono efficacia vincolante per tutti i soggetti pubblici e privati che esercitano attività disciplinate dalla presente legge.
2. Nella concessione dei contributi regionali per la realizzazione di impianti per lo smaltimento dei rifiuti, si deve tener conto dei criteri di carattere programmatico e delle indicazioni di ordine prioritario contenuti nel Piano regionale e nei Programmi provinciali di attuazione.
Note:
1Rubrica dell'articolo sostituita da art. 9, comma 1, L. R. 65/1988
2Parole sostituite al comma 1 da art. 9, comma 2, L. R. 65/1988
3Parole sostituite al comma 2 da art. 9, comma 3, L. R. 65/1988
4Rubrica dell'articolo sostituita da art. 9, comma 1, L. R. 22/1996
5Parole sostituite al comma 1 da art. 9, comma 2, L. R. 22/1996
6Parole sostituite al comma 2 da art. 9, comma 2, L. R. 22/1996
Art. 10
 (Attribuzioni e compiti delle Direzioni regionali)
1. La Direzione regionale dell'ambiente promuove e cura:
a) la predisposizione del Piano regionale;
b) studi, ricerche e progettazioni per la razionale organizzazione dei servizi di raccolta e smaltimento e dei relativi recuperi, ivi compresi lo studio e la scelta delle aree, nonché studi connessi all'attività di predisposizione di cui alla lettera a), o tendenti alla generale riduzione di rifiuti;
c) l'istruttoria per l'approvazione dei progetti degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi di cui all'articolo 5, comma 1, lettera c).

2. La Direzione regionale dell'ambiente, d'intesa con la Direzione regionale della sanità, promuove e cura la regolamentazione della costruzione, della gestione ed i controlli tecnici ed igienico-sanitari delle discariche controllate.
3. La Direzione regionale della sanità promuove e cura, d'intesa con la Direzione regionale dell'ambiente, il coordinamento delle Aziende per i servizi sanitari nei riguardi delle attività di controllo e consultive concernenti lo smaltimento dei rifiuti.
4. Gli incarichi, di cui alla lettera b) del comma 1, vengono conferiti ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 31 ottobre 1986, n. 46, come modificato dall'articolo 2 della legge regionale 20 gennaio 1992, n. 3.
Note:
1Parole sostituite al comma 1 da art. 10, comma 1, L. R. 65/1988
2Parole sostituite al comma 2 da art. 10, comma 2, L. R. 65/1988
3Articolo sostituito da art. 10, comma 1, L. R. 22/1996
4Per gli effetti di cui all' articolo 2, comma 1, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' abrogata, al comma 1, la lettera c). Le norme rimangono in vigore fino all' espletamento della norma transitoria di cui all' articolo 7, comma 3, del citato Regolamento.
Art. 11
 Parere del CTR
1. I progetti e loro varianti sostanziali, relativi agli impianti di smaltimento dei rifiuti di cui all' articolo 5, comma 1, lettera c), ivi comprese le discariche, sono sottoposti all' esame della Sezione IV del CTR, che esprime parere anche sull' idoneità dell' area prescelta per la realizzazione dell' impianto, valutando il relativo impatto ambientale sulla base dello studio di cui all' articolo 12 bis.
2. I progetti vengono esaminati dal CTR dopo che in sede di istruttoria sia stato richiesto il parere obbligatorio del Comune e della Azienda per i servizi sanitari competenti. I pareri devono essere espressi entro sessanta giorni dalla richiesta.
3. Il CTR, nell' esame dei progetti di cui al comma 1, invita alla seduta il Sindaco del Comune interessato, il quale può intervenire anche a mezzo di un suo delegato.
3 bis. Le varianti sostanziali per le quali è necessaria la predisposizione dello studio di cui all'articolo 12 bis sono esclusivamente quelle relative ad aumenti di potenzialità di impianti già autorizzati, quelle che comportano una modificazione dei materiali da conferire agli impianti stessi, ovvero quelle che comportano una modifica della tecnologia generale applicata all'impianto.
Note:
1Comma 1 sostituito da art. 11, comma 1, L. R. 65/1988
2Parole sostituite al comma 2 da art. 11, comma 2, L. R. 65/1988
3Comma 2 sostituito da art. 11, comma 1, L. R. 22/1996
4Comma 3 bis aggiunto da art. 11, comma 2, L. R. 22/1996
5Per gli effetti di cui all' articolo 2, comma 1, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres., ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' abrogato il presente articolo. Le norme rimangono in vigore fino all' espletamento della norma transitoria di cui all' articolo 7, comma 3, del citato Regolamento
Art. 12
 Composizione della Sezione IV del CTR
1. La composizione della Sezione IV del CTR viene integrata, ai fini della formulazione dei pareri previsti dalla presente legge, da:
a) due esperti in materie sanitarie, designati dalla Direzione regionale della sanità;
b) un esperto in problemi ambientali;
c) un rappresentante designato dalle Associazioni di protezione ambientale individuate con decreto del Ministro dell' ambiente del 20 febbraio 1987 ed operanti nell' ambito regionale;
d) un rappresentante designato dalla Federazione regionale degli industriali del Friuli - Venezia Giulia.

Note:
1Articolo sostituito da art. 12, comma 1, L. R. 65/1988
2Per gli effetti di cui all' articolo 2, comma 1, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres., ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' abrogato il presente articolo. Le norme rimangono in vigore fino all' espletamento della norma transitoria di cui all' articolo 7, comma 3, del citato Regolamento
Art. 12 bis
 Studio di impatto ambientale
1. Il proponente di un impianto per lo smaltimento di rifiuti è tenuto a redigere uno studio di impatto ambientale, che forma parte integrante del progetto.
2. Lo studio di cui al comma 1 è costituito da:
a) la descrizione del progetto;
b) la descrizione dell' ambiente;
c) la descrizione delle interrelazioni tra le attività connesse con l' impianto in progetto e l' ambiente;
d) la descrizione delle misure progettuali di mitigazione degli effetti, e delle possibili alternative, nonché dei criteri di gestione dell' opera;
e) il rapporto con i piani normativi esistenti;
f) un riassunto non tecnico.

3. L' organo competente all' approvazione del progetto, se diverso dal Sindaco, valutata la documentazione, nonché la coerenza del riassunto di cui alla lettera f) del comma 2 con le descrizioni di cui alle lettere dalla a) alla e) del medesimo comma 2, trasmette l' intera documentazione al Comune competente, assieme al progetto dell' impianto secondo quanto disposto dall' articolo 11, comma 2.
4. Il Comune provvede all' immediata pubblicazione, mediante affissione all' albo pretorio, del riassunto di cui alla lettera f) del comma 2, per un periodo di 15 giorni. Chiunque vi abbia interesse può presentare osservazioni all' Amministrazione comunale entro i 15 giorni successivi alla scadenza del periodo di affissione.
5. Successivamente il Consiglio comunale esamina lo studio e le osservazioni pervenute; il verbale della seduta, assieme al parere previsto dal comma 2 dell' articolo 11, sono trasmessi all' organo competente all' approvazione del progetto, entro il termine previsto dal medesimo comma 2 dell' articolo 11.
6. Il proponente ha facoltà di richiedere che non siano rese pubbliche singole parti dello studio in cui siano rappresentati elementi oggetto di segreto industriale o di riservatezza commerciale.
7. Lo studio di impatto ambientale è atto pubblico tranne che per le parti per le quali siano riconosciute le ragioni di riservatezza industriale o commerciale.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 13, comma 1, L. R. 65/1988
2Articolo abrogato con i limiti previsti dal combinato disposto degli articoli 32 della L.R. 43/90 e 2 della L.R. 13/91.
3L' effetto abrogativo dell' articolo decorre dalla data di entrata in vigore del regolamento di esecuzione di cui all' articolo 30 della L.R. 43/90, come previsto dall' articolo 34 della L.R. 22/96.
4Per gli effetti di cui all' articolo 2, comma 1, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres., ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' abrogato il presente articolo. Le norme rimangono in vigore fino all' espletamento della norma transitoria di cui all' articolo 7, comma 3, del citato Regolamento
Art. 13
 Recupero di aree degradate
1. 
( ABROGATO )
2. 
( ABROGATO )
3. Al fine di evitare o ridurre gli effetti negativi sull' ambiente, il Piano regionale deve privilegiare quegli impianti che consentono il recupero delle aree degradate. In particolare le cave dismesse che si trovano incluse negli ambiti di tutela ambientale possono essere utilizzate solo per lo smaltimento di materiali inerti.
Note:
1Rubrica dell'articolo sostituita da art. 14, comma 1, L. R. 65/1988
2Comma 1 abrogato da art. 14, comma 2, L. R. 65/1988
3Comma 2 abrogato da art. 14, comma 2, L. R. 65/1988
4Parole sostituite al comma 3 da art. 14, comma 3, L. R. 65/1988
5Parole sostituite al comma 3 da art. 12, comma 1, L. R. 22/1996
Art. 14
 (Approvazione dei progetti riguardanti gli impianti di
smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi)
1. All'approvazione dei progetti di cui all'articolo 10, comma 1, lettera c), provvede il Direttore regionale dell'ambiente, esperita la procedura di cui all'articolo 12 bis ed a seguito dell'emissione del parere favorevole del CTR.
2. L'approvazione del progetto deve intervenire entro centoventi giorni dalla data di presentazione alla Direzione regionale dell'ambiente, la quale, in sede istruttoria, può richiedere ulteriori dati o modificazioni al progetto medesimo; in tal caso il predetto termine è sospeso e riprende a decorrere dalla data di presentazione degli elementi richiesti.
3. Nell'ambito del procedimento di approvazione del progetto il CTR costituisce la conferenza di cui all'articolo 3 bis, comma 1, del decreto legge 361/1987, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1 della legge 441/1987.
4. 
( ABROGATO )
5. 
( ABROGATO )
Note:
1Rubrica dell'articolo sostituita da art. 15, comma 1, L. R. 65/1988
2Parole aggiunte al comma 1 da art. 15, comma 1, L. R. 65/1988
3Parole aggiunte al comma 2 da art. 15, comma 3, L. R. 65/1988
4Comma 3 aggiunto da art. 15, comma 4, L. R. 65/1988
5Comma 4 aggiunto da art. 15, comma 4, L. R. 65/1988
6Comma 3 abrogato da art. 5, comma 1, L. R. 13/1991
7Articolo sostituito da art. 13, comma 1, L. R. 22/1996
8Per gli effetti di cui all' articolo 2, comma 1, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres., ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, e' abrogato il presente articolo. Le norme rimangono in vigore fino all' espletamento della norma transitoria di cui all' articolo 7, comma 3, del citato Regolamento
9Comma 4 abrogato da art. 79, comma 1, L. R. 14/2002
10Comma 5 abrogato da art. 79, comma 1, L. R. 14/2002
Art. 15
 (Autorizzazioni)
1. Il rilascio delle autorizzazioni di cui all'articolo 5, comma 1, lettera e), spetta al Direttore regionale dell'ambiente.
2. Del rilascio dell' autorizzazione è data comunicazione alla Provincia, al Comune, all'Azienda per i servizi sanitari ed al Dipartimento di prevenzione competenti per territorio.
3. Le autorizzazioni per la raccolta ed il trasporto, lo stoccaggio provvisorio effettuato in conto terzi, il trattamento e lo stoccaggio definitivo dei rifiuti tossici e nocivi sono pubblicate integralmente sul Bollettino Ufficiale della Regione mentre le altre autorizzazioni sono pubblicate per estratto e sono depositate in forma integrale presso le segreterie del Comune interessato e delle Provincie della regione, a libera visione di chiunque ne faccia richiesta.
4. In caso di inadempienza delle Province entro i termini legislativamente previsti per l'emanazione dei provvedimenti di approvazione e di autorizzazione di competenza ai sensi dell'articolo 23, comma 1, lettere d) ed e), provvede in via sostitutiva il Direttore regionale dell'ambiente secondo la procedura di cui agli articoli 11 e 14, ferma restando la validità dei pareri eventualmente già espressi dal Comune e dall'Azienda per i servizi sanitari competenti e della procedura, se ed in quanto esaurita, prevista dall'articolo 12 bis.
Note:
1Parole aggiunte al comma 2 da art. 16, comma 1, L. R. 65/1988
2Comma 3 abrogato da art. 16, comma 2, L. R. 65/1988
3Parole soppresse al comma 4 da art. 16, comma 3, L. R. 65/1988
4Parole sostituite al comma 4 da art. 16, comma 3, L. R. 65/1988
5Comma 6 sostituito da art. 16, comma 4, L. R. 65/1988
6Dichiarata, con sentenza della Corte Costituzionale 3 luglio 1989, n. 370, la illegittimita' costituzionale del comma 5.
7Comma 5 sostituito da art. 2, comma 1, L. R. 23/1989
8Comma 5 bis aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 23/1989
9Integrata la disciplina del comma 5 da art. 7, comma 1, L. R. 23/1989
10Integrata la disciplina del comma 5 da art. 3, comma 2, L. R. 41/1991
11Integrata la disciplina del comma 5 bis da art. 3, comma 2, L. R. 41/1991
12Comma 5 ter aggiunto da art. 4, comma 1, L. R. 41/1991
13Comma 5 quater aggiunto da art. 4, comma 1, L. R. 41/1991
14Comma 5 quinquies aggiunto da art. 4, comma 1, L. R. 41/1991
15Comma 5 sexies aggiunto da art. 4, comma 1, L. R. 41/1991
16Comma 5 septies aggiunto da art. 4, comma 1, L. R. 41/1991
17Comma 5 octies aggiunto da art. 4, comma 1, L. R. 41/1991
18Dichiarata, con sentenza della Corte Costituzionale 18 giugno 1992, n. 306, la illegittimita' costituzionale del comma 5 quinquies nella parte in cui, in materia di rifiuti tossici, introduce, in via definitiva, l' istituto del silenzio-assenso, prevedendo la possibilita' di una autorizzazione tacita per l' esercizio dell' attivita' di stoccaggio provvisorio.
19Parole aggiunte al comma 4 da art. 81, comma 1, L. R. 30/1992
20Integrata la disciplina del comma 4 da art. 81, comma 2, L. R. 30/1992
21Articolo sostituito da art. 14, comma 1, L. R. 22/1996
22Interpretato dall' articolo 29 della L.R. 22/96 il comma 6, nel testo vigente prima dell' entrata in vigore della medesima legge regionale 22/96 e come sostituito dall' articolo 16 della L.R. 65/88.
23Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 32, comma 1, L. R. 22/1996
24Per gli effetti di cui all' articolo 2, comma 1, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, sono abrogati i commi 1, 2 e 3. Le norme rimangono in vigore fino all' esptetamento della norma transitoria di cui all' articolo 7, comma 3, del citato Regolamento.
Art. 16
 Collaudo degli impianti di smaltimento
1. Gli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti, escluse le discariche di materiali inerti, non possono venir posti in esercizio prima di essere stati sottoposti a collaudo, da effettuarsi in corso d' opera, che riguardi la realizzazione dell' intero progetto.
2. A tale fine, per gli impianti di cui all' articolo 5, lettera c), successivamente all' approvazione del progetto, viene nominato un collaudatore da scegliersi, tra gli iscritti nell' elenco di cui all' articolo 33 della legge regionale 31 ottobre 1986, n. 46, dall' Assessore regionale all' ambiente di concerto con l' Amministrazione provinciale competente per territorio. Nel caso di progetti di particolare rilevanza, l' Assessore regionale all' ambiente nomina una Commissione di collaudo formata da due professionisti designati, rispettivamente, dalla Direzione regionale dell' ambiente e dall' Amministrazione provinciale competente per territorio, da scegliersi tra gli iscritti nell' elenco di cui all' articolo 33 della legge regionale 31 ottobre 1986, n. 46, nonché da un funzionario amministrativo avente i requisiti di cui all' articolo 36 della citata legge regionale n. 46 del 1986, designato dalla Direzione regionale dell' ambiente. Per gli impianti di smaltimento dei rifiuti urbani e speciali, di cui all' articolo 23, lettera d), il collaudatore o la Commissione di collaudo di cui sopra sono nominati dal Presidente della Provincia competente.
3. Le spese di cui al comma 2 sono a carico degli enti o soggetti interessati.
4. Le disposizioni contenute nel presente articolo non si applicano agli impianti che risultino già in esercizio alla data di entrata in vigore della presente legge.
5. Per le discariche di materiali inerti il certificato di collaudo viene sostituito dal certificato di regolare esecuzione.
Note:
1Comma 1 sostituito da art. 17, comma 1, L. R. 65/1988
2Comma 2 sostituito da art. 17, comma 2, L. R. 65/1988
3Comma 5 aggiunto da art. 17, comma 3, L. R. 65/1988
4Derogata la disciplina del comma 2 da art. 1, comma 5, L. R. 11/1991
Art. 17
 Diffida, sospensione e revoca dell' autorizzazione
1. Il contenuto dei provvedimenti di autorizzazione può essere modificato in qualsiasi tempo per il sopravvenire di nuove normative tecniche o per evitare ulteriori rischi o danni accertati in sede di controllo o per aggiornare le garanzie finanziarie.
2. Qualora venga rilevata, anche per iniziativa delle Amministrazioni comunali e delle Aziende per i servizi sanitari, l'inosservanza delle eventuali prescrizioni contenute nelle autorizzazioni rilasciate o di ogni altra norma in materia, senza pregiudizio degli eventuali procedimenti per l'applicazione delle sanzioni amministrative, secondo la gravità dei fatti, i soggetti competenti al rilascio delle autorizzazioni, ciascuno nell'ambito delle rispettive competenze, provvedono:
a) alla diffida, stabilendo un termine entro il quale devono essere eliminate le irregolarità;
b) alla sospensione delle attività autorizzate per un tempo determinato;
c) alla revoca dell' autorizzazione, in caso di reiterate violazioni alle prescrizioni o del manifestarsi di situazioni di pericolo per la salute pubblica o per la tutela dell'ambiente.

3. Ciascuno dei provvedimenti previsti dal presente articolo viene comunicato agli enti interessati. I provvedimenti di sospensione e revoca sono inoltre pubblicati per estratto sul BUR.
Note:
1Parole sostituite al comma 2 da art. 18, comma 1, L. R. 65/1988
2Comma 3 sostituito da art. 18, comma 2, L. R. 65/1988
3Comma 2 sostituito da art. 15, comma 1, L. R. 22/1996
Art. 18

( ABROGATO )

Note:
1Parole sostituite al comma 1 da art. 19, comma 1, L. R. 65/1988
2Articolo sostituito da art. 16, comma 1, L. R. 22/1996
3Articolo abrogato da art. 18, comma 4, L. R. 12/2003
Art. 19
 Ordinanze contingibili ed urgenti
1. Qualora sia richiesto da eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell' ambiente, il Presidente della Giunta regionale, sentito il parere dell' Assessore regionale all' igiene e sanità, ovvero il Sindaco, sentita l'azienda per i servizi sanitari competente per territorio, può ordinare, nei modi e nelle forme previste dall' articolo 2 della legge regionale 13 luglio 1981, n. 43, il ricorso temporaneo a speciali forme di smaltimento di rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti o, comunque, a speciali interventi al fine di rimuovere le situazioni di pericolo per la salute pubblica e/o per l' ambiente.
2. È fatta salva la competenza del Sindaco. In tale caso, peraltro, qualora non vi provveda il Sindaco, spetta al Presidente della Giunta regionale disporre ai sensi del comma 1.
Note:
1Parole aggiunte al comma 1 da art. 20, comma 1, L. R. 65/1988
2Parole sostituite al comma 1 da art. 17, comma 1, L. R. 22/1996
Art. 20
 Discariche in mare
1. Le discariche nelle acque del mare continuano ad essere soggette all' autorizzazione prevista dall' articolo 15, lettera a), della legge regionale 13 luglio 1981, n. 45.
Art. 21
 Convenzione con l' Area di ricerca scientifica
e tecnologica di Trieste
1. L' Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare apposita convenzione con l' Area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste per lo studio di nuove tecnologie di smaltimento di rifiuti con particolare riferimento a quelli tossici e nocivi.
Art. 22
 Raccolta di dati sui composti tossici
e nocivi ad uso agricolo
1. Al fine di conoscere e limitare l' abuso e lo sversamento abusivo di eccedenze di composti tossici e nocivi ad uso agricolo sul suolo, la Regione predisporrà, nei tempi e nei modi da stabilirsi con decreto dell' Assessore regionale all' ambiente, le linee - guida per la raccolta dei dati necessari a formare il quadro dei consumi e delle destinazioni di detti composti sul territorio regionale.
2. La raccolta dei dati sarà curata con la collaborazione delle associazioni di produttori e di categoria avvalendosi delle strutture scientifiche operanti sul territorio regionale: i dati saranno aggiornati entro il 31 dicembre di ogni anno ed inoltrati alla Regione entro il 28 febbraio successivo.
Note:
1Parole sostituite al comma 1 da art. 21, comma 1, L. R. 65/1988
CAPO II
 Attribuzioni e compiti delle Province
Art. 23
 (Competenze delle Province)
1. Alle Province compete:
a) la predisposizione e adozione dei Programmi di attuazione del Piano regionale relativamente alle sezioni dei rifiuti urbani e assimilabili e speciali non pericolosi con l'osservanza delle disposizioni di cui all'articolo 23 bis;
b) l'individuazione delle aree idonee a realizzare gli impianti di smaltimento dei rifiuti urbani e assimilabili e speciali non tossici e nocivi, ad eccezione di quelle relative agli impianti di smaltimento di rifiuti per conto proprio, sulla base dei criteri e delle linee di indirizzo contenuti nella relativa sezione del Piano regionale, tenuto conto della metodologia di valutazione di impatto ambientale su più siti;
c) l'indicazione delle aree da adibire a centrali di raccolta per la demolizione, l'eventuale recupero di parti e le rottamazioni di veicoli a motore, rimorchi e simili, nonché natanti fuori uso e loro elementi;
d) approvare, con provvedimento emesso dal soggetto competente, esperita la procedura di cui all'articolo 12 bis, in applicazione dell'articolo 32, comma 1, lettera b), della legge regionale 7 settembre 1990, n. 43, come integrato dall'articolo 2 della legge regionale 2 aprile 1991, n. 13, i progetti riguardanti gli impianti di smaltimento dei rifiuti urbani ed assimilabili e speciali non tossici e nocivi, dopo che sugli stessi si sia espresso l'organo costituito ai sensi dell'articolo 16, comma 3, della legge regionale 9 marzo 1988, n. 10, e con le stesse procedure, tempi ed effetti di cui agli articoli 11 e 14, commi 2, 3 e 4;
e) autorizzare, con provvedimento emesso dal soggetto competente da comunicare all'Amministrazione regionale, al Comune ed all'Azienda per i servizi sanitari, competenti per territorio, la costruzione e la gestione di discariche ed altri impianti di smaltimento di rifiuti i cui progetti siano stati approvati ai sensi della lettera d);
f) l'emissione dei provvedimenti di diffida, sospensione e revoca dell'autorizzazione di cui all'articolo 17;
g) la vigilanza ed il controllo sulla regolare applicazione delle disposizioni della presente legge relativamente alle operazioni di smaltimento dei rifiuti ed alla gestione degli impianti, avvalendosi delle Aziende per i servizi sanitari aventi competenza in materia di ecologia, igiene pubblica e profilassi che sono poste, nell'ambito delle rispettive circoscrizioni territoriali, alle dipendenze funzionali delle Province, limitatamente agli interventi di controllo di cui sopra;
h) provvedere al controllo della regolare tenuta dei registri giornalieri di carico e scarico dei rifiuti smaltiti nonché, per i rifiuti tossici e nocivi, dei documenti di identificazione per il trasporto; per tali adempimenti le Province possono avvalersi anche delle Comunità montane e collinare, dei Comuni e dei loro Consorzi;
i) rilevare eventuali irregolarità e notificarle al gestore dell'impianto, segnalandole al Comune interessato ed all'Azienda per i servizi sanitari;
l) accertare le violazioni ed irrogare le sanzioni amministrative di natura pecuniaria ed accessorie previste dall'articolo 35;
m) predisporre annualmente una relazione sullo stato della rispettiva gestione delle funzioni spettanti in materia; tali relazioni sono pubblicate all'albo provinciale per 20 giorni e sulle stesse sono legittimati a presentare le loro osservazioni i Comuni e loro Consorzi, le Comunità montane e collinare, le Aziende per i servizi sanitari e le Associazioni per la protezione ambientale di cui al decreto del Ministro dell'ambiente del 20 febbraio 1987 operanti in regione, entro i successivi 20 giorni; ogni relazione è approvata dal competente Consiglio provinciale e trasmessa all'Amministrazione regionale;
n) provvedere, per il puntuale esercizio delle competenze loro attribuite, alla costituzione di appositi uffici, ai quali viene assegnato personale specializzato anche nella vigilanza, alla cui formazione ed abilitazione provvedono le Province stesse, in conformità ad apposito regolamento di esecuzione approvato con decreto del Presidente della Giunta regionale, previa deliberazione della Giunta stessa, e tramite apposite convenzioni con le Università della regione.

1 bis. Qualora la Provincia promuova o partecipi ad aziende o società di cui all'articolo 22 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come modificato dall'articolo 17, comma 58, della legge 15 maggio 1997, n. 127, che abbiano tra le proprie attività la progettazione, la realizzazione e la gestione di impianti di smaltimento dei rifiuti e che le esercitino direttamente o tramite partecipazione ad altre società, il provvedimento finale di autorizzazione alla costruzione ed all'esercizio, come previsto dalle vigenti disposizioni di legge e regolamentari, spettano rispettivamente alla Giunta regionale ed al Direttore regionale all'ambiente.
Note:
1Articolo sostituito da art. 22, comma 1, L. R. 65/1988
2Integrata la disciplina dell'articolo da art. 37, comma 1, L. R. 65/1988
3Integrata la disciplina del comma 1 da art. 3, comma 1, L. R. 1/1989
4Integrata la disciplina dell'articolo da art. 131, comma 4, L. R. 52/1991, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 59, comma 1, L. R. 34/1997
5Articolo sostituito da art. 18, comma 1, L. R. 22/1996
6Integrata la disciplina dell'articolo da art. 131, comma 5, L. R. 52/1991 nel testo modificato da art. 59, comma 1, L. R. 34/1997
7Per gli effetti di cui all' articolo 2, comma 1, del Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti, adottato con D.P.G.R. 2 gennaio 1998 n. 01/Pres. ai sensi dell' articolo 1 della L.R. 23/97, come previsto dall' articolo 8 del medesimo Regolamento, sono abrogate al comma 1 le lettere d) ed e). Le norme rimangono in vigore fino all' espletamento della norma transitoria di cui all' articolo 7, comma 3, del citato Regolamento.
8Comma 1 bis aggiunto da art. 4, comma 1, L. R. 13/1998
9Parole sostituite al comma 1 da art. 8, comma 3, L. R. 13/1998
10Integrata la disciplina del comma 1 bis da art. 20, comma 1, L. R. 25/2005
11Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 5, comma 1, L. R. 16/2008
12Integrata la disciplina della lettera d) del comma 1 da art. 5, comma 3, L. R. 16/2008
Art. 23 bis
 (Programmi provinciali di attuazione)
1. Il Piano regionale relativamente alle sezioni dei rifiuti urbani e assimilabili e speciali non pericolosi, ad avvenuta approvazione ai sensi dell' articolo 8, trova attuazione attraverso la predisposizione da parte delle Province territorialmente competenti di specifici Programmi di attuazione da sottoporre all'approvazione regionale di cui al comma 7.
2. I Programmi provinciali di attuazione, nell'ambito dei criteri e degli indirizzi stabiliti nel Piano regionale per le sezioni di cui al comma 1, definiscono il quadro complessivo degli interventi da intraprendere per assicurare la più idonea organizzazione dei servizi di smaltimento dei rifiuti mediante il contenimento della produzione, la raccolta separata delle diverse frazioni e la garanzia del loro effettivo recupero.
3. In particolare, i Programmi provinciali di attuazione:
a) in base all'individuazione della quantità e qualità dei rifiuti da smaltire, tenuto conto dell'impatto ambientale che possono produrre nonché delle possibilità di recupero di materie utilizzabili e di produzione di energia, determinano, secondo i criteri contenuti nel Piano regionale, gli obiettivi quali-quantitativi da raggiungere nel territorio provinciale, anche tramite la gestione dei servizi di raccolta differenziata;
b) sulla base dei criteri per l'organizzazione e la gestione dei servizi pubblici di smaltimento dettati dal Piano regionale nella relativa sezione, definiscono specifici programmi di organizzazione di sistemi razionali di raccolta, anche differenziata, e di trasporto dei rifiuti urbani e urbani pericolosi;
c) individuano le aree idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento di rifiuti urbani e assimilabili e speciali non pericolosi, ad eccezione di quelle relative agli impianti di smaltimento di rifiuti per conto proprio, in conformità ai criteri di cui all'articolo 6, comma 4, lettera e), della presente legge e con gli effetti di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto legge 361/1987, convertito, con modificazioni, dall'articolo 1 della legge 441/1987;
d) individuano le aree da adibire a centrali di raccolta per la demolizione, l'eventuale recupero di parti e la rottamazione di veicoli a motore, rimorchi e simili, nonché natanti minori fuori uso e loro elementi.

4. I Programmi di attuazione devono essere predisposti dalla Provincia competente ed adottati ai sensi del comma 7, entro 6 mesi dalla data di ricevimento del Piano regionale, integrale o per ciascuna delle sezioni indicate al comma 1, approvato e pubblicato secondo le procedure di cui all'articolo 8.
5. Ciascun Programma di attuazione predisposto dalla Provincia competente è depositato presso la segreteria provinciale per 20 giorni e dell'avvenuto deposito è data pubblicità a mezzo stampa.
6. Sul Programma i Comuni e loro Consorzi, le Comunità montane e collinare e le Aziende per i servizi sanitari territorialmente interessati, nonché le Associazioni per la protezione ambientale legislativamente riconosciute operanti in regione, possono presentare all'Amministrazione provinciale competente le proprie osservazioni entro i successivi 30 giorni.
7. Ciascun Programma provinciale di attuazione, eventualmente rielaborato sulla base delle osservazioni di cui al comma 6, viene adottato con deliberazione del Consiglio provinciale, previo parere favorevole dell'organo costituito ai sensi dell'articolo 16, comma 3, della legge regionale 10/1988, e approvato, entro 60 giorni dalla trasmissione dello stesso, con decreto del Presidente della Giunta regionale su conforme deliberazione della Giunta stessa.
8. In caso di inadempienza delle Province entro i termini fissati per l'adozione e conseguente approvazione dei relativi Programmi attuativi, il Presidente della Giunta regionale, previa deliberazione della Giunta stessa, fissa un termine perentorio di esecuzione, non superiore a 60 giorni.
9. Qualora la competente Provincia non provveda entro il termine stabilito, il Presidente della Giunta regionale nomina un Commissario "ad acta" per il compimento degli atti necessari.
9 bis. La Giunta regionale determina le modalità di individuazione del Commissario, gli indirizzi per lo svolgimento dell'incarico e il relativo compenso, il cui onere è posto a carico del capitolo 2423 dell'unità previsionale di base 3.3.340.2.105 dello stato di previsione della spesa del bilancio regionale per l'esercizio 2007.
9 ter. L'Amministrazione regionale è autorizzata a rivalersi nei confronti della Provincia per gli oneri sostenuti. Il Commissario è autorizzato ad avvalersi dei competenti uffici dell'Amministrazione provinciale.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 23, comma 1, L. R. 65/1988
2Articolo sostituito da art. 19, comma 1, L. R. 22/1996
3Parole sostituite al comma 1 da art. 8, comma 3, L. R. 13/1998
4Parole sostituite al comma 3 da art. 8, comma 3, L. R. 13/1998
5Comma 9 bis aggiunto da art. 4, comma 27, L. R. 22/2007
6Comma 9 ter aggiunto da art. 4, comma 27, L. R. 22/2007
Art. 23 ter
 (Accordi di programma per la gestione dei rifiuti prodotti dalle imprese agricole)
1. Al fine di favorire la raccolta differenziata, il riciclo, il recupero e lo smaltimento finale dei rifiuti da attività agricole e agro-industriali, prodotti dalle imprese agricole definite dall' articolo 2135 del codice civile , le Province stipulano gli accordi di programma con enti pubblici, imprese di settore, soggetti pubblici o privati e associazioni di categoria, previsti dall' articolo 206 del decreto legislativo 152/2006 .
Note:
1Articolo aggiunto da art. 185, comma 1, L. R. 26/2012
CAPO III
 Attribuzioni e compiti dei Comuni e loro Consorzi
Art. 24
 Competenze dei Comuni
1. Ferme restando le competente attribuite ai Comuni dal DPR 10 settembre 1982, n. 915, agli stessi spetta:
a) ( ABROGATA );
b) segnalare ogni anno, entro il mese di febbraio, le aree adibite a centrali di raccolta di veicoli a motore, rimorchi e simili nonché natanti minori fuori uso e loro parti;
c) provvedere, in caso di inadempienze, al risanamento ed al recupero delle aree delle discariche abbandonate o esaurite, ordinando ai proprietari dei terreni, e/o, in solido, ai gestori della discarica, l' esecuzione dei lavori entro un termine perentorio;
d) segnalare eventuali irregolarità alle Amministrazione provinciali al fine dell' irrogazione delle sanzioni di cui all' articolo 35;
e) provvedere, nel quadro della tutela ambientale dell' assetto territoriale, agli interventi urgenti e necessari per la bonifica e ripristino delle aree degradate da irrazionali attività connesse con lo smaltimento dei rifiuti, in modo da restituire le stesse alle destinazioni previste dallo strumento urbanistico;
f) ( ABROGATA );
g) ( ABROGATA );
h) ( ABROGATA ).

2. 
( ABROGATO )
3. 
( ABROGATO )
4. In caso d' inerzia delle Amministrazioni locali per l' esecuzione dei lavori di bonifica per il risanamento e recupero delle aree, di cui al comma 1, lettera c), la Giunta regionale provvede in via sostitutiva.
5. Qualora il conseguimento degli scopi previsti al comma 1 preveda l' intervento di competenze specifiche, i Comuni operano di concerto con i Presidi multizonali di prevenzione competenti per territorio.
Note:
1Comma 1 sostituito da art. 24, comma 1, L. R. 65/1988
2Integrata la disciplina dell'articolo da art. 131, comma 4, L. R. 52/1991, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 59, comma 1, L. R. 34/1997
3Parole soppresse al comma 1 da art. 20, comma 1, L. R. 22/1996
4Comma 2 abrogato da art. 20, comma 2, L. R. 22/1996
5Comma 3 abrogato da art. 20, comma 2, L. R. 22/1996
Art. 25
 Garanzie finanziarie e adempimenti sostitutivi
1. La prestazione delle garanzie finanziarie previste dall' articolo 5, comma 1, lettera l), avviene a favore del Comune nel quale è ubicato l' impianto o la discarica per lo smaltimento dei rifiuti. Il Comune, che deve provvedere al recupero ed al risanamento delle aree adibite a discarica dei rifiuti, esegue, qualora l' obbligato non vi provveda, gli interventi previsti dall' articolo 24, comma 1, lettera c), rivalendosi sulla garanzia finanziaria.
2. In caso di inerzia del Comune, provvede, in via sostitutiva, la Giunta regionale, con diritto di rivalsa verso l' inadempiente. A tal fine l' Assessore alle finanze è autorizzato a prelevare dal Tesoriere del Comune un importo pari alle spese sostenute, fino alla concorrenza della garanzia finanziaria, fermo restando il credito per le eventuali eccedenze.
3. La prestazione delle garanzie finanziarie previste dall' articolo 5, comma 1, lettera m) avviene a favore dell' Amministrazione regionale che provvede a quanto indicato alla lettera i) del comma 1 dello stesso articolo 5 rivalendosi sulla garanzia finanziaria.
Note:
1Parole sostituite al comma 1 da art. 25, comma 1, L. R. 65/1988
2Parole sostituite al comma 3 da art. 25, comma 2, L. R. 65/1988
3Vedi anche quanto disposto dall'art. 3, comma 20, L. R. 20/2015
4Vedi anche quanto disposto dall'art. 3, comma 35, L. R. 20/2015
Art. 26
 Chiusura e bonifica delle discariche non autorizzate
1. I Sindaci competenti per territorio dispongono, con ordinanza, la chiusura delle discariche non autorizzate e l' esecuzione delle bonifiche necessarie.
2. Ove gli interessati non si uniformino all' ordinanza, ovvero non ne rispettino le prescrizioni, il Comune interviene mediante esecuzione coatta, con diritto di rivalsa.
3. In caso di inerzia delle Amministrazioni locali, la Giunta regionale provvede in via sostitutiva, fermo restando il diritto di rivalsa verso gli inadempienti.
Art. 27
 Contributi regionali per gli interventi di bonifica
1. Per gli interventi di bonifica e/o recupero ambientale come previsti dall' articolo 24, comma 1, lettera c), che richiedano operazioni particolarmente impegnative rispetto a quelle ordinarie e che non trovino copertura nelle garanzie finanziarie, i Comuni , singoli o associati, i Consorzi o le Comunità montane e collinare, nei cui territori devono eseguirsi i suddetti interventi, possono avanzare motivata e documentata richiesta di contributo regionale.
2. Detti contributi possono essere assegnati in conto capitale sino al 100% della spesa ritenuta ammissibile, fermo il diritto dell' Amministrazione regionale al recupero delle spese sostenute nei confronti degli eventuali inadempienti.
Note:
1Parole sostituite al comma 1 da art. 26, comma 1, L. R. 65/1988
TITOLO III
 DISCIPLINA DELLE ATTIVITÀ DI SMALTIMENTO
Art. 28
 Costruzione e gestione degli impianti
1. Sono legittimati a costruire ed a gestire impianti di smaltimento di rifiuti:
a) i Comuni;
b) i Consorzi di enti locali;
c) le Comunità montane e quella collinare;
d) le società con partecipazione di enti pubblici;
e) le Aziende municipalizzate per lo smaltimento dei rifiuti;
f) gli altri soggetti che, sotto il profilo professionale, organizzativo e finanziario, siano ritenuti idonei al corretto svolgimento dell' attività di smaltimento.

2. I soggetti di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 1 possono affidare in appalto o in concessione la gestione degli impianti.
3. I Comuni, sede di impianti di smaltimento di rifiuti provenienti da altri Comuni, nonché quelli individuati con il provvedimento di valutazione di impatto ambientale di cui alla legge regionale 7 settembre 1990, n. 43, hanno titolo ad essere risarciti dei relativi disagi mediante la corresponsione, da parte del proprietario dell' impianto, di un apposito indennizzo differenziato, da stabilirsi con apposito regolamento di esecuzione.
3 bis. L'indennizzo di cui al regolamento di esecuzione della legge regionale 30/1987, emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 8 ottobre 1991, n. 0502/Pres., si applica esclusivamente agli impianti che effettuano le operazioni di smaltimento di rifiuti ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a).
Note:
1Parole soppresse al comma 3 da art. 27, comma 1, L. R. 65/1988
2Parole aggiunte al comma 3 da art. 18, comma 20, L. R. 13/2002
3Integrata la disciplina del comma 3 da art. 18, comma 21, L. R. 13/2002
4Comma 3 bis aggiunto da art. 4, comma 15, L. R. 15/2005
5Comma 3 bis sostituito da art. 136, comma 1, L. R. 17/2010
6Parole aggiunte al comma 3 bis da art. 2, comma 19, L. R. 5/2013
7Parole soppresse al comma 3 bis da art. 7, comma 1, L. R. 21/2013
Art. 29

( ABROGATO )

Note:
1Parole aggiunte al comma 2 da art. 28, comma 1, L. R. 65/1988
2Parole sostituite al comma 1 da art. 21, comma 1, L. R. 22/1996
3Parole sostituite al comma 2 da art. 21, comma 2, L. R. 22/1996
4Articolo abrogato da art. 4, comma 32, L. R. 24/2009
Art. 30
 (Disciplina dei trasporti)
1. I soggetti privati che effettuano per conto terzi il trasporto di rifiuti speciali devono essere provvisti, in occasione di ogni trasporto, di un documento di accompagnamento che individui la provenienza, la destinazione, la qualità e la quantità dei rifiuti trasportati.
Note:
1Articolo sostituito da art. 29, comma 1, L. R. 65/1988
2Dichiarata, con sentenza della Corte Costituzionale 10 marzo 1994, n. 96, l' illegittimita' costituzionale del presente articolo nella parte in cui non include il trasporto dei rifiuti speciali prodotti da terzi tra le attivita' soggette ad autorizzazione regionale.
3Articolo sostituito da art. 22, comma 1, L. R. 22/1996
Art. 30 bis
 Borse recuperi industriali
1. Ai fini del riutilizzo e della commercializzazione dei materiali recuperati dalle aziende nel corso dei rispettivi cicli produttivi, possono venir promosse delle strutture organizzative tendenti ad agevolare il riciclaggio degli scarti di lavorazione (Borse recuperi), anche attraverso l' intermediazione delle Camere di commercio o dell' Unione regionale delle Camere di commercio.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 30, comma 1, L. R. 65/1988
TITOLO IV
 FINANZIAMENTI AGLI INVESTIMENTI.
CONTRIBUTI PER PROGRAMMI EDUCATIVI E
INTERVENTI DI RECUPERO AMBIENTALE
Art. 31
 (Finanziamenti regionali in materia di smaltimento e recupero rifiuti)
1. L'Amministrazione provinciale è autorizzata a concedere a Enti territoriali, loro Consorzi e Aziende speciali contributi per la realizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti, anche di carattere sperimentale, nonché di altre iniziative di rilievo regionale.
2. Ai finanziamenti di cui al comma 1 si applicano le modalità contributive previste per gli Enti pubblici dagli articoli 8 e seguenti della legge regionale 31 ottobre 1986, n. 46, e successive modifiche e integrazioni.
3. Le domande per l'ottenimento dei contributi di cui al comma 1 devono essere presentate entro il 31 gennaio di ogni anno, corredate di una relazione dettagliata dell'iniziativa proposta.
Note:
1Integrata la disciplina del comma 3 da art. 6, comma 4, L. R. 34/1987
2Parole sostituite al comma 3 da art. 31, comma 1, L. R. 65/1988
3Parole sostituite al comma 3 da art. 31, comma 2, L. R. 65/1988
4Parole sostituite al comma 3 da art. 31, comma 3, L. R. 65/1988
5Comma 2 bis aggiunto da art. 26, comma 9, L. R. 2/1989 con effetto, ex articolo 97 della medesima legge, dal 1° gennaio 1989.
6Comma 2 ter aggiunto da art. 68, comma 1, L. R. 29/1990
7Comma 2 bis sostituito da art. 195, comma 1, L. R. 5/1994
8Comma 2 ter abrogato da art. 195, comma 2, L. R. 5/1994
9Comma 2 sostituito da art. 23, comma 1, L. R. 22/1996
10Parole sostituite al comma 3 da art. 23, comma 2, L. R. 22/1996
11Comma 5 sostituito da art. 23, comma 3, L. R. 22/1996
12Comma 5 bis aggiunto da art. 23, comma 3, L. R. 22/1996
13Parole sostituite al comma 3 da art. 8, comma 3, L. R. 13/1998
14Parole sostituite al comma 4 da art. 8, comma 3, L. R. 13/1998
15Articolo sostituito da art. 5, comma 94, L. R. 4/2001
16Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 5, comma 95, L. R. 4/2001
17L'efficacia delle disposizioni del presente articolo e' sospesa fino alla data di pubblicazione nel B.U.R. dell'avviso dell'esito positivo dell'esame da parte della Commissione dell'Unione europea, come stabilito dall'art. 18, comma 2, L.R. 12/2003.
18Sono sospesi, fino alla data di pubblicazione nel B.U.R. dell'avviso dell'esito positivo dell'esame delle disposizioni del presente articolo da parte della Commissione dell'Unione Europea, i procedimenti contributivi iniziati prima dell'entrata in vigore dell'art. 5, comma 94, L.R. 4/2001 (26/02/2001), ai sensi dell'art. 18, comma 2, L.R. 12/2003, come sostituito dall'art. 18, comma 1, L.R. 25/2005.
19 Con nota della Direzione centrale Relazioni internazionali, comunitarie e Autonomie locali, pubblicata nel B.U.R. 7/6/2006, n. 23, è stato comunicato che la Commissione europea non prosegue l'esame della misura in questione, in quanto la stessa non presenta un interesse comunitario.
20Parole sostituite al comma 1 da art. 53, comma 1, L. R. 24/2006
21Parole soppresse al comma 3 da art. 53, comma 1, L. R. 24/2006
22Articolo interpretato da art. 4, comma 29, L. R. 22/2007
Art. 32
 (Competenze provinciali in materia di contribuzioni per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti e relativa sensibilizzazione)
1.Compete alle Amministrazioni provinciali concedere contribuzioni ai Comuni, loro Consorzi e Comunità montane e Collinare, finalizzate all'acquisto di automezzi speciali, contenitori stradali e altre attrezzature necessarie per la raccolta e il trasporto dei rifiuti solidi urbani e/o per la raccolta differenziata degli stessi, alla copertura delle spese relative alla predisposizione di apposite aree attrezzate per lo stoccaggio provvisorio di rifiuti ingombranti di provenienza domestica e/o di altre tipologie di rifiuti per i quali è prevista la raccolta differenziata, nonché alla sensibilizzazione in materia della popolazione, con particolare riferimento a quella scolastica.
2.Con legge finanziaria regionale sarà determinata annualmente l'entità del trasferimento alle Amministrazioni provinciali, da ripartirsi tra le stesse nella misura del 40 per cento in relazione alla popolazione residente e del 60 per cento in proporzione alla rispettiva estensione territoriale.
Note:
1Parole aggiunte al comma 1 da art. 32, comma 1, L. R. 65/1988
2Parole sostituite al comma 1 da art. 116, comma 1, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.
3Comma 2 aggiunto da art. 116, comma 2, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.
4Articolo sostituito da art. 24, comma 1, L. R. 22/1996
5Articolo sostituito da art. 3, comma 53, L. R. 4/2001
6Integrata la disciplina dell'articolo da art. 3, comma 33, lettera i quinquies), L. R. 24/2009
Art. 33

( ABROGATO )

Note:
1Parole aggiunte al comma 1 da art. 33, comma 1, L. R. 65/1988
2Parole sostituite al comma 1 da art. 33, comma 1, L. R. 65/1988
3Articolo abrogato da art. 10, comma 1, L. R. 42/1991
Art. 33 bis

( ABROGATO )

Note:
1Articolo aggiunto da art. 3, comma 1, L. R. 23/1989
2Articolo abrogato da art. 4, comma 15, L. R. 1/2005
TITOLO V
 DISPOSIZIONI TRANSITORIE, FINALI
E FINANZIARIE
Art. 34
 Disposizioni transitorie
1. Ai fini dell' ammissione ai benefici di cui all' articolo 31 sono considerate valide le domande presentate per la concessione dei contributi << una tantum >> a sostegno di interventi previsti dalla lettera b) dell' articolo 3 della legge regionale 29 dicembre 1976, n. 68, e quelle presentate ai sensi della legge regionale 5 aprile 1985, n. 19. I richiami, contenuti in altre leggi regionali, agli articoli 25 e 27 della citata legge regionale n. 19 del 1985, si intendono riferiti all' articolo 31 della presente legge.
2. Potranno essere ammesse ai benefici di cui all' articolo 31 anche le iniziative intraprese a partire dalla data di entrata in vigore del DPR 10 settembre 1982, n. 915.
3. Le denunce previste dal comma 5 dell' articolo 15 e relative all' ammasso temporaneo di rifiuti tossici e nocivi già esistente alla data di entrata in vigore della presente legge, devono essere presentate entro novanta giorni dalla data medesima.
Art. 35
 Sanzioni pecuniarie amministrative
1. Alle attività di accertamento delle violazioni e di irrogazione delle sanzioni amministrative previste dagli articoli 24 e 28 del DPR 10 settembre 1982, n. 915, si applicano le disposizioni vigenti per l' applicazione delle sanzioni amministrative regionali.
1 bis. Analogamente al comma 1 sono regolamentate le sanzioni relative al recupero dei rifiuti ed all'eliminazione degli olii usati, come disciplinate dalle vigenti normative statali, materie rientranti nella competenza autorizzatoria e sanzionatoria delle Province ai sensi dell'articolo 23.
2. 
( ABROGATO )
3. Per la violazione delle norme contenute nell' articolo 30 della presente legge, si applica la sanzione amministrativa da lire 1.000.000 a lire 20.000.000.
4. 
( ABROGATO )
Note:
1Comma 2 sostituito da art. 34, comma 1, L. R. 65/1988
2Parole sostituite al comma 3 da art. 34, comma 2, L. R. 65/1988
3Comma 4 abrogato da art. 34, comma 3, L. R. 65/1988
4Comma 2 abrogato da art. 25, comma 1, L. R. 22/1996
5Comma 1 bis aggiunto da art. 13, comma 1, L. R. 5/1997
Art. 36
 Abilitazione provvisoria
1. I gestori degli impianti di smaltimento in esercizio devono comunicare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, alla Direzione regionale dei lavori pubblici, nonché agli altri enti di cui al comma 1 dell' articolo 29, il nominativo del responsabile della gestione, indicando l' esperienza specifica dallo stesso acquisita nel settore.
2. Fino al rilascio delle abilitazioni di cui al comma 2 dell' articolo 29, i responsabili della gestione segnalati ai sensi del comma 1 del presente articolo, nonché gli altri interessati, dovranno ottenere un certificato provvisorio di idoneità, da rilasciarsi dall' Assessore regionale ai lavori pubblici, su presentazione di apposita domanda nella quale i richiedenti dovranno evidenziare la specifica attività svolta nel settore.
Art. 37
 Norma abrogativa
1. È abrogata la legge regionale 5 aprile 1985, n. 19, e successive modifiche ed integrazioni.
Art. 38
 Norme finanziarie
1. Gli oneri derivanti dall' applicazione dell' articolo 5, comma 1, lettera i), dell' articolo 25, commi 2 e 3, dell' articolo 26, comma 3, dell' articolo 27 faranno carico al capitolo 2923 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1987-1989 e del bilancio per l' anno 1987, a fronte dello stanziamento già autorizzato con l' articolo 31 della legge regionale 5 aprile 1985, n. 29, per la quota non utilizzata al 31 dicembre 1986 e trasferita, ai sensi dell' articolo 6, secondo comma, della legge regionale 20 gennaio 1982, n. 10, con decreto dell' Assessore alle finanze n. 8 del 2 febbraio 1987. La denominazione del precitato capitolo 2923 viene sostituita dalla seguente: << Finanziamenti per gli interventi in via sostitutiva di recupero e risanamento delle aree adibite a discarica dei rifiuti, per gli interventi relativi alla chiusura ed alla bonifica delle discariche non autorizzate, nonché per la bonifica ed il risanamento del territorio a seguito di danni prodotti da operazioni riguardanti i rifiuti tossici e nocivi >>.
2. Per l' introito delle somme di cui all' articolo 25, commi 2 e 3, all' articolo 26, comma 3, e all' articolo 27, comma 2, nello stato di previsione delle entrate del bilancio pluriennale per gli anni 1987-1989 e del bilancio per l' anno 1987, viene istituito, << per memoria >>, al Titolo IV - Categoria 4.3 - il capitolo 1509 (4.3.1.) con la denominazione: << Recupero delle spese sostenute per gli interventi, in via sostitutiva, relativi al recupero e risanamento delle aree adibite a discarica dei rifiuti, alla chiusura ed alla bonifica delle discariche non autorizzate, nonché alla bonifica e risanamento del territorio a seguito di danni prodotti da operazioni riguardanti i rifiuti tossici e nocivi >>.
Note:
1Parole sostituite al comma 1 da art. 35, comma 1, L. R. 65/1988
Art. 39
 Norme finanziarie
1. Gli oneri derivanti dall' applicazione dell' articolo 21 faranno carico al capitolo 1602 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1987-1989 e del bilancio per l' anno 1987, il cui stanziamento presenta sufficiente disponibilità.
Art. 40
 Norme finanziarie
1. Gli oneri derivanti dall' applicazione del comma 3, lettera a), dell' articolo 31, faranno carico:
a) al capitolo 2920 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1987-1989 e del bilancio per l' anno 1987, a fronte degli stanziamenti già autorizzati: con l' articolo 32 della legge regionale 5 aprile 1985, n. 19, per la quota non utilizzata al 31 dicembre 1986 e trasferita, ai sensi dell' articolo 6, secondo comma, della legge regionale 20 gennaio 1982, n. 10, con decreto dell' Assessore alle finanze n. 8 del 2 febbraio 1987; con l' articolo 5 della legge regionale 27 dicembre 1986, n. 60, per l' anno 1988, e con l' articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 1987, n. 3, per l' anno 1989;
b) al capitolo 2922 del precitato stato di previsione, a fronte dello stanziamento già autorizzato per l' anno 1987 con l' articolo 3 della legge regionale 2 luglio 1986, n. 27.

2. Gli oneri derivanti dall' applicazione del comma 3, lettera b), dell' articolo 31, faranno carico al capitolo 3180 del precitato stato di previsione a fronte degli stanziamenti già autorizzati per gli anni 1987 e 1988 con l' articolo 13 della legge regionale 30 gennaio 1986, n. 5. Nella denominazione del precitato capitolo 3180, la locuzione << a favore di imprese industriali >> è soppressa.
Art. 41
 Norme finanziarie
1. Per le finalità di cui all' articolo 32, nello stato di previsione della spesa del bilancio per gli anni 1987- 1989 e del bilancio per l' anno 1987, è istituito alla Rubrica n. 10 - programma 1.2.4. - Spese correnti - Categoria 1.5. - Sezione VIII - il capitolo 2910 (2.1.153.2.08.15) con la denominazione: << Contributi alle Amministrazioni provinciali per il finanziamento di iniziative volte alla sensibilizzazione della popolazione sulla necessità del riciclo, utilizzo e recupero dei rifiuti >> e con lo stanziamento complessivo, in termini di competenza, di lire 300 milioni, suddivisi in ragione di lire 100 milioni per ciascuno degli anni dal 1987 al 1989.
2. Al predetto onere complessivo di lire 300 milioni si fa fronte mediante storno di pari importo dal capitolo 1081 << Fondo di riserva per le spese impreviste >> del precitato stato di previsione.
3. Sul precitato capitolo 2910 viene iscritto, altresì, lo stanziamento, in termini di cassa, di lire 100 milioni, cui si fa fronte mediante storno, di pari importo, dal medesimo capitolo 1081.
4. Ai sensi dell' articolo 2, primo comma, della legge regionale 20 gennaio 1982, n. 10, il precitato capitolo 2910 viene riportato nell' elenco n. 1 allegato ai bilanci predetti.
Art. 42
 Norme finanziarie
1. Gli oneri derivanti dall' applicazione dell' articolo 33 faranno carico al capitolo 2921 dello stato di previsione della spesa del bilancio per gli anni 1987-1989 e del bilancio per l' anno 1987, viene istituito con decreto dell' Assessore alle finanze n. 8 del 2 febbraio 1987, a fronte dello stanziamento già autorizzato con l' articolo 33 della legge regionale 5 aprile 1985, n. 19, per la quota non utilizzata al 31 dicembre 1986 e trasferita, ai sensi dell' articolo 6, secondo comma, della legge regionale 20 gennaio 1982, n. 10, con il precitato decreto dell' Assessore alle finanze n. 8 del 2 febbraio 1987.