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Legge regionale 8 settembre 1981, n. 68

Interventi regionali per lo sviluppo e la diffusione delle attività culturali.




Materia:
110.08 - Celebrazioni
120.06 - Commissioni, comitati ed altri organi collegiali
350.02 - Attività culturali
350.03 - Attività musicali, teatrali, cinematografiche ed audiovisive
350.04 - Minoranze - Lingue locali o minoritarie

Note riguardanti modifiche apportate all’intera legge:
1Articolo 6 bis aggiunto da art. 121, comma 1, L. R. 47/1993
2Modificata la rubrica della partizione di cui fa parte l'art. 25 da art. 32, comma 2, L. R. 15/1996
3Modificata la rubrica della partizione di cui fa parte l'art. 21 da art. 6, comma 1, L. R. 4/1999
4Modificata la rubrica della partizione di cui fa parte l'art. 21 da art. 5, comma 4, L. R. 2/2000
5Integrata la disciplina della legge da art. 6, comma 37, L. R. 4/2001, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 68, comma 1, L. R. 24/2006
6Integrata la disciplina della legge da art. 5, comma 62, L. R. 1/2005
7Integrata la disciplina della legge da art. 5, comma 63, L. R. 1/2005, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 6, comma 34, L. R. 1/2007
8Vedi la disciplina transitoria della legge, stabilita da art. 6, comma 20, L. R. 24/2009
9Vedi la disciplina transitoria della legge, stabilita da art. 5, comma 65, L. R. 5/2013
10Per le attività culturali oggetto di valorizzazione e sostegno nelle more del riordino della normativa regionale in materia di attività e beni culturali, si veda quanto disposto all'art. 6, commi da 1 a 84, della L.R. 23/2013.
TITOLO I
 Oggetto e finalità della legge
Art. 1
 (Principi generali)
La Regione riconosce nella cultura un valore essenziale e un insostituibile strumento di libertà e di civiltà.
A tal fine: favorisce lo sviluppo e la diffusione delle attività culturali riconoscendone la funzione di momenti essenziali e autonomi della formazione ed esplicazione della persona umana; promuove e coordina, nel rispetto dei principi fondamentali del pluralismo, ogni iniziativa atta ad elevare il livello culturale.
Art. 2
 (Settori di intervento)
Per il raggiungimento delle finalità enunciate all' articolo precedente l' Amministrazione regionale promuove direttamente e sostiene mediante l' erogazione di contributi e finanziamenti le seguenti attività:
a) le attività musicali e teatrali;
b) le attività di promozione culturale - produzione, documentazione e diffusione delle discipline umanistiche, scientifiche, artistiche e delle scienze sociali;
c) le attività culturali a carattere celebrativo, le attività espositive di particolare rilevanza e significato a livello regionale, nonché le attività divulgative della cultura e delle tradizioni del Friuli - Venezia Giulia fuori del territorio regionale;
d) le attività intese allo sviluppo degli scambi culturali e le attività giovanili internazionali di natura culturale;
e) le attività volte alla tutela e alla valorizzazione della lingua e cultura friulana e delle altre lingue e culture locali.
Note:
1Parole sostituite al primo comma da art. 18, comma 1, L. R. 21/2006 , a decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti di attuazione previsti dalla medesima legge regionale 21/2006.
2Parole soppresse al primo comma da art. 27, comma 1, L. R. 5/2008 , a decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti previsti dalla legge medesima.
Art. 3
 (Criteri di priorità e strumenti di coordinamento)
1. I contributi sono assegnati con priorità per le iniziative e manifestazioni intese a conseguire uno dei seguenti obiettivi:
a) promuovere la diffusione della cultura nel mondo della scuola e del lavoro;
b) favorire, oltre che una autonoma capacità di produzione culturale, la diffusione delle attività culturali più qualificate e dei normali circuiti culturali anche presso le comunità residenti in aree geografiche periferiche, sfavorite o escluse dai medesimi;
c) favorire il pieno inserimento della regione in una più vasta rete di scambi culturali e scientifici con le regioni circostanti e, in genere, con i paesi europei;
d) incoraggiare, nel settore dello spettacolo e dell'arte, le forme di sperimentazione di particolare rilievo, nonché le iniziative di ricerca, di studio e documentazione realizzate a supporto diretto delle attività di produzione e di distribuzione.
2.La Regione e gli Enti locali titolari di funzioni contributive in materia di cultura assicurano il coordinamento e l'integrazione tra gli interventi da essi attuati negli ambiti di rispettiva competenza, mediante opportune forme di intesa e di concertazione nelle fasi di programmazione, e a tal fine collaborano nell'acquisizione e nella gestione delle informazioni e dei dati attinenti all'offerta e alla domanda di attività culturali nel territorio, allo scopo di poter disporre di elementi di aggiornata conoscenza della situazione del settore culturale nella regione.
3.Per la programmazione, l'indirizzo, il coordinamento e la verifica degli interventi finanziari di promozione e sostegno delle attività culturali è istituito il Comitato regionale per le attività culturali, presieduto dall'Assessore regionale alla cultura e composto dai rappresentanti degli Enti locali che esercitano funzioni contributive in materia di cultura, designati, uno per ciascuna categoria di enti, dal Consiglio delle autonomie locali. Il Comitato è costituito con decreto del Presidente della Regione.
4.Con atto di indirizzo della Giunta regionale, sentito il Comitato di cui al comma 3, sono emanate direttive generali in materia di procedure per la programmazione e gestione degli interventi e per la verifica dei risultati conseguiti, nonché per la raccolta e la gestione dei dati e delle informazioni sulla realtà culturale della regione.
Note:
1Terzo comma sostituito da art. 120, comma 1, L. R. 47/1993
2Sostituito il quarto comma con 2 commi da art. 120, comma 1, L. R. 47/1993
3Articolo sostituito da art. 62, comma 1, L. R. 24/2006
Art. 4
 (Qualificazione operatori culturali)
La Regione promuove la qualificazione e l' aggiornamento degli operatori culturali avvalendosi degli strumenti di formazione professionale previsti dalla vigente normativa, nonché della collaborazione delle Università della regione.
Art. 5

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 5, comma 3, L. R. 2/2000
Art. 6

( ABROGATO )

Note:
1Parole aggiunte al primo comma da art. 8, primo comma, L. R. 27/1984
2Soppresse al primo comma le parole aggiunte dall' articolo 8, primo comma, L.R. 27/84, in seguito ad avvenuta abrogazione del citato articolo ad opera dell' articolo 14, primo comma, L.R. 28/86.
3Articolo abrogato da art. 5, comma 3, L. R. 2/2000
Art. 6 bis

( ABROGATO )

Note:
1Articolo aggiunto da art. 121, comma 1, L. R. 47/1993
2Articolo abrogato da art. 11, comma 104, lettera a), L. R. 18/2011
TITOLO II
 Attività musicali, teatrali,
cinematografiche ed audiovisive
Art. 7
 (Attività musicali)
La Regione tutela la musica e la danza quali strumenti di formazione culturale e sociale della comunità e ne promuove la più ampia diffusione.
A tal fine la Regione provvede al sostegno delle iniziative tendenti allo sviluppo della musica e della danza, alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio musicale e alla ricerca sperimentale.
Note:
1Articolo abrogato da art. 27, comma 1, L. R. 5/2008 , a decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti previsti dalla legge medesima.
Art. 8
 (Soggetti)
Possono beneficiare delle provvidenze regionali:
a) gli enti locali singoli o associati che, avvalendosi di teatri propri o di altri soggetti, realizzano iniziative di musica e di danza;
b) gli istituti di formazione musicale, di studio, di ricerca, di sperimentazione e di documentazione nel campo della musica e della danza;
c) le istituzioni lirico - concertistiche, gli enti, le associazioni e le cooperative non aventi fini di lucro promotori di spettacoli di musica e/o di danza, strumentali e polifonici, stagioni concertistiche, rassegne, festivals, concorsi e seminari.
2. La Regione riconosce quale organismo regionale primario di produzione musicale la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, ne sostiene l'attività e ne promuove la presenza nell'attuazione dei programmi degli enti territoriali. A tal fine il programma di decentramento annuale della Fondazione medesima è preventivamente concordato con le istituzioni teatrali interessate e trasmesso all'Amministrazione regionale.
Note:
1Primo comma abrogato da art. 27, comma 1, L. R. 5/2008 , a decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti previsti dalla legge medesima.
2Secondo comma sostituito da art. 14, comma 1, L. R. 18/2013
3Integrata la disciplina del comma 2 da art. 13, comma 1, L. R. 6/2014
Art. 9

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 27, comma 1, L. R. 5/2008 , a decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti previsti dalla legge medesima.
2Articolo abrogato da art. 11, comma 104, lettera b), L. R. 18/2011
Art. 10
 (Attività teatrali di prosa)
La Regione riconosce nel teatro un fattore rilevante nei processi di produzione e di diffusione della cultura presso la comunità regionale.
A tal fine la Regione provvede al sostegno delle iniziative volte allo sviluppo del teatro di prosa e sostiene le attività di produzione, promozione e distribuzione.
Note:
1Articolo abrogato da art. 27, comma 1, L. R. 5/2008 , a decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti previsti dalla legge medesima.
Art. 11
 (Soggetti)
Possono beneficiare delle provvidenze regionali:
a) gli enti locali singoli o associati che, avvalendosi di teatri propri o di altri soggetti, realizzino iniziative teatrali;
a bis)   ( ABROGATA );
b) gli enti, le associazioni, le cooperative e le compagnie private che, senza fini di lucro, promuovano attività teatrali;
c) gli istituti di studio, ricerca, sperimentazione e documentazione teatrale.
La Regione riconosce quale organismo regionale primario di produzione teatrale l' Ente Autonomo del Teatro Stabile di Prosa del Friuli - Venezia Giulia di Trieste, ne sostiene l' attività e ne promuove la presenza nell' attuazione dei programmi degli enti territoriali, d' intesa con l' Ente regionale Teatrale del Friuli - Venezia Giulia.
Condizione indispensabile per tale riconoscimento è l' adeguamento, entro un anno dall' entrata in vigore della presente legge, della organizzazione dell' Ente, nei settori della programmazione e della gestione della sua attività, alla funzione pubblica riconosciutagli attraverso l' inserimento, nei propri organi istituzionali, di una proporzionata rappresentanza di enti territoriali locali della regione e di altri Enti pubblici.
Il programma annuale di decentramento del suddetto organismo teatrale è preventivamente concordato con l' Amministrazione regionale, sentita la Commissione regionale per la cultura.
La Regione riconosce altresì quale organismo regionale primario di produzione teatrale e di diffusione della cultura della minoranza slovena il Teatro Stabile Sloveno di Trieste, ne sostiene l' attività e ne promuove la presenza nell' attuazione dei programmi degli Enti territoriali.
Condizioni per il riconoscimento sono le stesse di cui ai precedenti commi terzo e quarto.
Gli enti ai quali è riconosciuta dal presente articolo la qualità di organismo regionale primario di produzione teatrale possono destinare parte della somma annua assegnata - sino al limite massimo del 25 per cento della medesima - alla copertura delle spese di funzionamento, a titolo di concorso da parte della Regione, in qualità di socio fondatore.
Note:
1Aggiunto dopo il sesto comma un comma da art. 46, comma 3, L. R. 47/1991
2Parole aggiunte al primo comma da art. 36, comma 1, L. R. 4/1992 con effetto, ex articolo 143 della medesima legge, dal 1° gennaio 1992.
3Parole aggiunte al primo comma da art. 90, comma 1, L. R. 30/1992
4Derogata la disciplina del quarto comma da art. 122, comma 1, L. R. 1/1993
5Derogata la disciplina del quarto comma da art. 122, comma 2, L. R. 1/1993
6Parole soppresse al primo comma da art. 6, comma 56, L. R. 4/1999
7Primo comma abrogato da art. 27, comma 1, L. R. 5/2008 , a decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti previsti dalla legge medesima.
Art. 12

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 27, comma 1, L. R. 5/2008 , a decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti previsti dalla legge medesima.
2Articolo abrogato da art. 11, comma 104, lettera c), L. R. 18/2011
Art. 13
 (Ente regionale teatrale
del Friuli - Venezia Giulia)
La Regione riconosce quale organismo regionale primario di diffusione teatrale l' Ente regionale Teatrale del Friuli - Venezia Giulia con sede in Udine.
A tal fine la Regione dispone, a favore dell' Ente suddetto, un finanziamento annuo a fronte di particolari piani di intervento nel settore dello spettacolo, rivolti a promuovere la creazione di nuovi circuiti teatrali e la diffusione degli spettacoli teatrali e musicali in tutto il territorio del Friuli - Venezia Giulia, anche attraverso il ripristino e l' attrezzatura di idonei locali, secondo una programmazione preventivamente concordata con l' Amministrazione regionale.
L' Ente regionale teatrale del Friuli - Venezia Giulia adeguerà, entro un anno dall' entrata in vigore della presente legge, la propria organizzazione alla funzione pubblica riconosciutagli, chiamando a partecipare alla programmazione e alla gestione della propria attività i rappresentanti degli enti territoriali locali della regione.
Gli organismi di cui all' articolo 11, primo comma, lettera a bis), della legge regionale n. 68/1981 e successive modificazioni ed integrazioni, come inserita dall' articolo 36, comma 1, della legge regionale 5 febbraio 1992, n. 4 ed integrata dall' articolo 90, comma 1, della legge regionale 7 settembre 1992, n. 30, sono ammessi a partecipare, in qualità di soci, all' Assemblea dell' Ente regionale teatrale del Friuli-Venezia Giulia e ad essere rappresentati nel Consiglio direttivo dell' Ente stesso.
Inoltre l' Ente suddetto sarà tenuto a pubblicare annualmente, per conto della Regione, il calendario delle principali manifestazioni teatrali e musicali.
Note:
1Aggiunto dopo il terzo comma un comma da art. 118, comma 1, L. R. 47/1993
2Integrata la disciplina dell'articolo da art. 5, comma 19, L. R. 18/2000
Art. 14

( ABROGATO )

Note:
1Integrata la disciplina dell'articolo da art. 49, L. R. 4/1984 con effetto, ex articolo 75 della medesima legge, dal 1° gennaio 1984.
2Integrata la disciplina dell'articolo da art. 41, L. R. 47/1993
3Articolo abrogato da art. 17, comma 1, L. R. 21/2006 , a decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti di attuazione previsti dalla medesima legge regionale 21/2006.
Art. 15

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 17, comma 1, L. R. 21/2006 , a decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti di attuazione previsti dalla medesima legge regionale 21/2006.
Art. 16

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 17, comma 1, L. R. 21/2006 , a decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti di attuazione previsti dalla medesima legge regionale 21/2006.
Art. 17
 
L' eventuale attribuzione del riconoscimento di speciale funzione di servizio culturale ad altre istituzioni operanti nel settore dello spettacolo sarà disposta dalla Giunta regionale con le modalità di cui all' articolo 19.
TITOLO III
 Attività umanistiche, scientifiche,
artistiche e delle scienze sociali
Art. 18
 (Soggetti e iniziative)
La Regione sostiene, mediante l' erogazione di contributi, le attività e le iniziative di promozione educative e culturali svolte, senza fini di lucro, da enti locali singoli o associati, da altri enti pubblici e privati, da istituzioni, fondazioni, associazioni e comitati.
Le iniziative e manifestazioni culturali sostenibili riguardano il campo della produzione, della documentazione e della diffusione delle discipline umanistiche, scientifiche, artistiche e inerenti il settore delle scienze sociali.
Art. 19
 (Enti ed istituzioni cui è riconosciuta
una speciale funzione di servizio culturale)
La Regione sostiene, con appositi finanziamenti, enti ed istituzioni che svolgano un' attività qualificata e continuativa a livello regionale o provinciale e che dispongano di un' organizzazione adeguata.
Per poter accedere alle sovvenzioni, gli enti e le istituzioni di cui sopra devono ottenere il riconoscimento della speciale funzione di servizio culturale a livello regionale o provinciale.
Il riconoscimento è disposto dalla Giunta regionale, su proposta dell' Assessore all' istruzione, alla formazione professionale e alle attività culturali, sentita la Commissione regionale per la cultura ed ha validità triennale in coerenza con le scelte temporali operate dalla legge regionale 24 gennaio 1981, n. 7.
Alle istituzioni culturali suddette sono parificate le iniziative, particolarmente qualificate, promosse dai Comuni capoluogo.
Hanno titolo di preferenza per l' attribuzione della funzione speciale di servizio culturale a livello regionale o provinciale gli enti pubblici, gli enti ed associazioni privati che abbiano ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica.
Gli enti ai quali è stata riconosciuta una speciale funzione di servizio culturale possono destinare parte della sovvenzione annua assegnata - fino al limite massimo del 50 per cento - alla copertura delle spese di funzionamento.
Note:
1Aggiunto dopo il quinto comma un comma da art. 60, comma 3, L. R. 29/1990
2Integrata la disciplina del sesto comma da art. 2, comma 1, L. R. 46/1991, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 15, comma 1, L. R. 10/1997
3Parole aggiunte al quarto comma da art. 112, comma 1, L. R. 1/1993 con effetto, ex articolo 136 della medesima legge, dal 1° gennaio 1993.
Art. 20
 (Attività culturali di enti e istituzioni
cui non è riconosciuta la speciale funzione)
Salvo quanto disposto dall' articolo precedente, spetta alle Province di promuovere direttamente e di sostenere con appositi contributi, le attività culturali di livello provinciale o locale nei settori di cui all' articolo 18, svolte da enti pubblici locali singoli o associati nonché da enti e istituzioni privati aventi finalità prevalentemente culturali e operanti senza scopo di lucro, non compresi tra gli organismi riconosciuti quali centri aventi funzione di servizio culturale a livello regionale o provinciale.
Particolare attenzione e considerazione sarà riservata all' attività programmata da enti ed associazioni appartenenti alla minoranza slovena.
Sono escluse dalle sovvenzioni le iniziative e manifestazioni:
a) che non abbiano valide motivazioni culturali;
b) che rivestano carattere prevalentemente ricreativo;
c) che tendano al soddisfacimento di interessi esclusivamente particolari.
TITOLO IV
 PARTECIPAZIONE DELLA REGIONE AL FINANZIAMENTO DI PROGETTI DI
INIZIATIVE CULTURALI DI PREMINENTE INTERESSE REGIONALE
Art. 21
 (Forme di intervento diretto della Regione)
1. 
( ABROGATO )
2. La Regione promuove altresì direttamente, anche avvalendosi della collaborazione scientifica e tecnico- organizzativa di organismi e istituzioni culturali e scientifiche particolarmente qualificati, l'organizzazione di manifestazioni espositive e di spettacolo e la realizzazione di iniziative convegnistiche ed editoriali, anche di carattere multimediale, aventi rilevante significato culturale, ivi comprese quelle che abbiano per obiettivo la diffusione della conoscenza del patrimonio culturale, storico e artistico del Friuli-Venezia Giulia al di fuori del territorio regionale ovvero che si prefiggano di concorrere allo sviluppo ed al rafforzamento di rapporti internazionali di amicizia, scambio e cooperazione culturale, con particolare riguardo alle relazioni con paesi vicini e con le comunità dei corregionali all'estero.
3. Per le iniziative indicate al comma 2, la Regione è autorizzata a sostenere spese per l'organizzazione di iniziative culturali che si svolgano nell'ambito del compendio di Villa Manin di Passariano e di altre sedi del patrimonio architettonico di proprietà regionale e che ne valorizzino la funzione di beni culturali aperti alla fruizione del pubblico.
Note:
1Integrata la disciplina del primo comma da art. 4, primo comma, L. R. 27/1982
2Aggiunti dopo il secondo comma 3 commi da art. 79, comma 1, L. R. 30/1992
3Articolo sostituito da art. 6, comma 1, L. R. 4/1999
4Articolo sostituito da art. 5, comma 4, L. R. 2/2000
5Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 6, comma 59, L. R. 27/2012
6Comma 1 abrogato da art. 6, comma 116, lettera a), L. R. 23/2013
7Integrata la disciplina dell'articolo da art. 10, comma 1, L. R. 6/2014
Art. 22

( ABROGATO )

Note:
1Articolo sostituito da art. 6, comma 1, L. R. 4/1999
2Articolo sostituito da art. 5, comma 4, L. R. 2/2000
3Comma 1 bis aggiunto da art. 7, comma 59, L. R. 2/2006
4Vedi la disciplina transitoria del comma 1 bis, stabilita da art. 7, comma 60, L. R. 2/2006
5Parole sostituite al comma 1 bis da art. 6, comma 47, L. R. 11/2011
6Parole sostituite al comma 1 da art. 11, comma 104, lettera d), L. R. 18/2011
7Articolo abrogato da art. 6, comma 116, lettera a), L. R. 23/2013
TITOLO V
 Attività volte allo sviluppo degli scambi culturali e attività
giovanili internazionali a carattere culturale
Art. 23
 (Soggetti e iniziative)
La Regione promuove direttamente e sostiene mediante l' erogazione di contributi:
a) iniziative e manifestazioni volte allo sviluppo degli scambi culturali;
b) attività giovanili internazionali a carattere culturale.
Possono beneficiare di contributi gli enti pubblici locali singoli o associati, gli enti e istituzioni privati senza fini di lucro, aventi finalità prevalentemente culturali.
Note:
1Integrata la disciplina dell'articolo da art. 26, comma 3, L. R. 4/1991 con effetto, ex articolo 95 della medesima legge, dal 1° gennaio 1991.
Art. 24
 (Criteri di priorità)
Per la formulazione del parere sulle domande di contributo, la Commissione regionale per la cultura, terrà conto, in via prioritaria, delle iniziative scambio con le regioni contermini italiane e straniere.
Sono escluse dai contributi le iniziative che non abbiano valide motivazioni culturali.
TITOLO VI
 Attività intese alla tutela e alla valorizzazione
delle lingue e culture locali
Art. 25
 (Soggetti e iniziative)
La Regione nel rispetto delle competenze statali in materia sostiene, mediante appositi finanziamenti, le attività rivolte alla tutela e alla valorizzazione delle lingue, culture e parlate locali non disciplinate e finanziate da altra normativa regionale, promosse da enti locali singoli o associati, enti pubblici, organi collegiali scolastici, enti ed associazioni culturali qualificati, non aventi fini di lucro.
Le attività comprendono i seguenti settori:
a) settore degli studi e delle ricerche: indagini sulle condizioni linguistiche dei vari ambiti del territorio regionale, ricerca, raccolta, catalogazione e ordinamento di testimonianze e materiali storici, archivistici, etnologici, folcloristici; allestimento di mostre delle testimonianze e dei materiali culturali del territorio; raccolta e compilazione di repertori linguistici locali; redazione e pubblicazione di atlanti, carte e altri documenti delle zone storiche, culturali e linguistiche della regione; organizzazione di seminari, convegni e incontri scientifici e culturali;
b) settore della stampa, dell' editoria e dei mezzi di comunicazione sociale: stampa di giornali e periodici nelle lingue locali intesi a sviluppare e a diffondere la conoscenza della storia, della lingua e della cultura e delle tradizioni locali; pubblicazione di opere scientifiche e di divulgazione concernenti la cultura e le lingue locali, le attività informative e promozionali attraverso i mezzi di comunicazione sociale;
c) settore della scuola: corsi di informazione e aggiornamento, studi e ricerche in ambito scolastico circa la realtà storica, culturale, linguistica e delle tradizioni locali anche mediante sussidi didattici, forniti dalle Amministrazioni provinciali, conformemente alle norme e ai principi contenuti nel DPR 14 giugno 1955, n. 503 e nel DPR 31 maggio 1974, n. 416; concorsi tra gli alunni e altre attività parascolastiche volte alla conoscenza della storia, della cultura e della lingua e delle tradizioni locali;
d) settore dello spettacolo: reperimento e traduzione di testi teatrali nelle lingue locali; compilazione e pubblicazione di monografie, saggi, quaderni, dispense relativi alle espressioni teatrali in lingua locale e alla storia delle stesse; ricerca, registrazione e pubblicazione di testi musicali popolari; allestimento e organizzazione di recite, spettacoli e concerti di compagnie teatrali, gruppi folcloristici, complessi corali operanti per la conoscenza e la diffusione del patrimonio teatrale e musicale della regione; esposizioni e rappresentazioni relative alle tradizioni religiose e culturali;
e) settore della toponomastica: raccolta e studio dei toponimi in lingua locale e relative pubblicazioni scientifiche, anche al fine della evidenziazione, attraverso apposite indicazioni, della toponomastica originaria.
La concessione di contributi per attività scolastiche e parascolastiche è in ogni caso subordinata all' approvazione delle iniziative proposte da parte del competente organo collegiale.
Note:
1Parole soppresse al primo comma da art. 32, comma 3, L. R. 15/1996
2Parole aggiunte al secondo comma da art. 56, comma 1, L. R. 9/1999
3Parole sostituite al primo comma da art. 12, comma 1, L. R. 5/2010
Art. 26
 (Riconoscimento di organismi culturali primari)
La Regione riconosce una speciale funzione di servizio culturale ad Enti ed Istituzioni che svolgano un' attività qualificata e continuativa a livello regionale e che dispongano di un' organizzazione adeguata.
Il riconoscimento è disposto dalla Giunta regionale con le modalità di cui all' articolo 19.
Note:
1Quarto comma sostituito da art. 207, comma 1, L. R. 5/1994
2Terzo comma abrogato da art. 32, comma 4, L. R. 15/1996
3Quarto comma abrogato da art. 1, comma 1, L. R. 11/2010
Art. 27
 (Competenze delle province)
Salvo quanto disposto dall' articolo precedente, spetta alle Province il sostegno delle attività previste dal presente Titolo, mediante assegnazione ed erogazione di contributi ai soggetti di cui all' articolo 25, primo comma.
TITOLO VII
 Modalità per la concessione dei contributi
Art. 28

( ABROGATO )

Note:
1Derogata la disciplina dell'articolo da art. 85, comma 2, L. R. 8/1995
2Articolo abrogato da art. 68, comma 1, L. R. 24/2006 , a decorrere dall'1 gennaio 2007.
Art. 29

( ABROGATO )

Note:
1Aggiunto dopo il settimo comma un comma da art. 5, comma 1, L. R. 37/1996
2Quinto comma sostituito da art. 20, comma 13, L. R. 3/1998 , con effetto, ex articolo 33 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1998.
3Integrata la disciplina del quinto comma da art. 20, comma 14, L. R. 3/1998 , con effetto, ex articolo 33 della medesima legge, dall' 1 gennaio 1998.
4Articolo abrogato da art. 68, comma 1, L. R. 24/2006 , a decorrere dall'1 gennaio 2007.
Art. 30

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 68, comma 1, L. R. 24/2006 , a decorrere dall'1 gennaio 2007.
Art. 31

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 68, comma 1, L. R. 24/2006 , a decorrere dall'1 gennaio 2007.
TITOLO VIII
 Interventi di competenza
delle Amministrazioni provinciali
Art. 32

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 68, comma 1, L. R. 24/2006 , a decorrere dall'1 gennaio 2007.
Art. 33

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 68, comma 1, L. R. 24/2006 , a decorrere dall'1 gennaio 2007.
TITOLO IX
 Norme transitorie e finali
Art. 34
 
Per l' esercizio finanziario 1981 le funzioni dell' Organo tecnico - consultivo, di cui all' articolo 5 della presente legge, sono svolte da un gruppo di lavoro composto dai funzionari regionali di cui alle lettere l), m), n), o), p), q) dell' articolo 6 presieduto dall' Assessore all' istruzione, alla formazione professionale e alle attività culturali.
Ferme restando tutte le altre disposizioni di cui agli articoli 32 e 33, le assegnazioni a favore delle Amministrazioni provinciali sono disposte, per l' esercizio finanziario 1981, a prescindere dalla costituzione delle Commissioni consultive nominate dai Consigli provinciali con criteri di massima rappresentatività.
Art. 35
 
La Direzione regionale dell' istruzione, della formazione professionale e delle attività culturali può disporre in qualsiasi momento ispezioni intese ad accertare l' osservanza delle norme che condizionano la concessione delle provvidenze a favore delle iniziative e manifestazioni culturali.
Art. 36
 
Alla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogate le seguenti disposizioni:
legge regionale 3 gennaio 1972, n. 1 e successive modifiche ed integrazioni;
legge regionale 30 marzo 1973, n. 23;
legge regionale 17 marzo 1978, n. 18;
legge regionale 27 agosto 1979, n. 52;
legge regionale 18 agosto 1980, n. 41;
articoli 50 bis e 50 ter della legge regionale 18 novembre 1976, n. 60, introdotti sub articolo 15 della legge regionale 1 settembre 1979, n. 57;
ogni altra norma incompatibile con la presente legge.

Art. 37
 
Per le finalità previste dal Titolo II della presente legge è autorizzata, per gli esercizi dal 1981 al 1983, la spesa complessiva di lire 4.000 milioni, di cui lire 1.400 milioni per l' esercizio 1981.
Per le finalità previste dal Titolo III della presente legge è autorizzata la spesa complessiva di lire 1.200 milioni per gli esercizi dal 1981 al 1983, di cui lire 400 milioni per l' esercizio 1981.
Per le finalità previste dal Titolo IV della presente legge è autorizzata, per gli esercizi dal 1981 al 1983, la spesa complessiva di lire 600 milioni, di cui lire 200 milioni per l' esercizio 1981.
Per le finalità previste dal Titolo V della presente legge è autorizzata, per gli esercizi dal 1981 al 1983, la spesa complessiva di lire 450 milioni, di cui lire 150 milioni per l' esercizio 1981.
Per le finalità previste dal Titolo VI della presente legge è autorizzata la spesa complessiva di lire 750 milioni per gli esercizi dal 1981 al 1983, di cui lire 250 milioni per l' esercizio 1981.
Conseguentemente, nello stato di previsione della spesa del piano finanziario per gli esercizi 1981-1983 e del bilancio per l' esercizio finanziario 1981, sono istituiti al Titolo I - Sezione II - Rubrica n. 8 - Categoria IV i seguenti capitoli:
- capitolo 2892 con la denominazione: << Contributi a sostegno delle attività musicali, teatrali, cinematografiche ed audiovisive >> e con lo stanziamento complessivo di lire 4.000 milioni per gli esercizi dal 1981 al 1983, di cui lire 1.400 milioni per l' esercizio 1981;
- capitolo 2893 con la denominazione: << Contributi agli enti riconosciuti e finanziamenti alle Province per interventi a sostegno delle attività umanistiche, scientifiche, artistiche e delle scienze sociali >> e con lo stanziamento complessivo di lire 1.200 milioni per gli esercizi dal 1981 al 1983, di cui lire 400 milioni per l' esercizio 1981;
- capitolo 2894 con la denominazione: << Contributi e spese a sostegno di attività di carattere straordinario, manifestazioni di particolare rilevanza, attività divulgative della cultura e delle tradizioni del Friuli - Venezia Giulia fuori del territorio regionale >> e con lo stanziamento complessivo di lire 600 milioni per gli esercizi dal 1981 al 1983, di cui lire 200 milioni per l' esercizio 1981;
- capitolo 2895 con la denominazione: << Contributi e spese a sostegno di attività volte allo sviluppo degli scambi culturali e di attività giovanili internazionali a carattere culturale >> e con lo stanziamento complessivo di lire 450 milioni per gli esercizi dal 1981 al 1983, di cui lire 150 milioni per l' esercizio 1981;
- capitolo 2896 con la denominazione: << Contributi agli enti riconosciuti e finanziamenti alle Province per attività intese alla tutela ed alla valorizzazione della lingua e della cultura friulana e le altre lingue e culture locali >> e con lo stanziamento di lire 750 milioni per gli esercizi dal 1981 al 1983, di cui lire 250 milioni per l' esercizio 1981.

Al predetto onere complessivo di lire 7.000 milioni si provvede mediante prelevamento di pari importo dal Fondo globale iscritto al capitolo 2000 dello stato di previsione della spesa del piano finanziario per gli esercizi 1981-1983 e del bilancio per l' esercizio finanziario 1981 (Rubrica n. 8 - Partita n. 1 - dell' elenco n. 4 allegato al piano ed al bilancio medesimi) dei quali 200 milioni per l' esercizio 1981, sono corrispondenti alla quota non utilizzata al 31 dicembre 1980 e trasferita ai sensi degli articoli 6 e 7, secondo comma, della legge regionale 29 aprile 1976, n. 12, con il decreto dell' Assessore alle finanze n. 3/Rag. del 18 febbraio 1981.
Ai sensi degli articoli 2, primo comma, e 8, secondo e sesto comma, della legge regionale 29 aprile 1976, n. 12 gli stanziamenti dei precitati capitoli vengono riportati nell' elenco n. 1 allegato al piano ed al bilancio predetti.
Art. 38
 
La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.


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