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Legge regionale 12 dicembre 2014, n. 26

Riordino del sistema Regione-Autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia. Ordinamento delle Unioni territoriali intercomunali e riallocazione di funzioni amministrative.




Materia:
130.01 - Comuni e Province
130.02 - Comunità montane
130.03 - Associazioni e Consorzi fra Enti locali
410.01 - Urbanistica
350.04 - Minoranze - Lingue locali o minoritarie

TITOLO II
 PIANO DI RIORDINO TERRITORIALE, COSTITUZIONE DELLE UNIONI TERRITORIALI INTERCOMUNALI E PROGRAMMA ANNUALE DELLE FUSIONI DI COMUNI
CAPO I
 PIANO DI RIORDINO TERRITORIALE
Art. 4

( ABROGATO )

Note:
1Integrata la disciplina dell'articolo da art. 6, comma 1, L. R. 5/2016
2Integrata la disciplina del comma 6 da art. 47, comma 1, L. R. 20/2016
3Articolo abrogato da art. 51, comma 1, lettera h), L. R. 20/2016
Art. 4 bis

( ABROGATO )

Note:
1Articolo aggiunto da art. 22, comma 1, L. R. 12/2015
2Articolo abrogato da art. 51, comma 1, lettera h), L. R. 20/2016
Art. 4 ter
 (Piano di riordino territoriale)
1. Il Piano di riordino territoriale, definito nell'Allegato C bis, individua i Comuni appartenenti alle aree territoriali adeguate per l'esercizio in forma associata di funzioni comunali, sovracomunali e di area vasta e per la gestione coordinata di servizi, secondo i seguenti criteri:
a) contiguità territoriale;
b) omogeneità, complementarietà e integrazione delle caratteristiche geografiche, demografiche, di mobilità, ambientali, economiche, socio-culturali e infrastrutturali;
c) dimensione degli ambiti territoriali idonea ad assicurare l'esercizio delle funzioni e l'organizzazione dei servizi a livelli adeguati di economicità ed efficacia.
2. Il Piano di riordino territoriale disciplinato dal presente articolo:
a) definisce gli ambiti territoriali entro i quali opera ciascuna Unione territoriale intercomunale di cui agli articoli 5 e seguenti;
b) può essere modificato con legge regionale, previa intesa formata in sede di Consiglio delle autonomie locali ai sensi dell' articolo 12 della legge regionale 22 maggio 2015, n. 12 (Disciplina del Consiglio delle autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, modifiche e integrazioni alla legge regionale 26/2014 in materia di riordino del sistema Regione - Autonomie locali e altre norme urgenti in materia di autonomie locali).>>.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 20, comma 1, L. R. 20/2016
CAPO II
 COSTITUZIONE DELLE UNIONI TERRITORIALI INTERCOMUNALI
Art. 5
 (Unioni territoriali intercomunali)
1. Le Unioni territoriali intercomunali sono enti locali dotati di personalità giuridica, aventi natura di unioni di Comuni, istituiti dalla presente legge per l'esercizio coordinato di funzioni e servizi comunali, sovracomunali e di area vasta, nonché per lo sviluppo territoriale, economico e sociale.
2. L'Unione ha autonomia statutaria e regolamentare secondo le modalità stabilite dalla presente legge e a essa si applicano i principi previsti per l'ordinamento degli enti locali e, in quanto compatibili, le norme di cui all' articolo 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali).
Note:
1Vedi anche quanto disposto dall'art. 10, comma 11, L. R. 27/2014
2Vedi anche quanto disposto dall'art. 2, comma 1, L. R. 12/2015
3Integrata la disciplina dell'articolo da art. 14, comma 1, L. R. 18/2015
4Vedi anche quanto disposto dall'art. 66, comma 1, L. R. 18/2015 , nonchè ai commi 2, 3 e 4 del medesimo art. 66.
5Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 7, comma 6, L. R. 34/2015
Art. 6
 (Modalità di adesione alle Unioni)
1. Le Unioni costituiscono forme obbligatorie di esercizio associato delle funzioni comunali, ai sensi dell' articolo 11 della legge costituzionale 1/1963 .
2. I Comuni non ancora partecipanti alle Unioni costituite ai sensi dell'articolo 56 quater aderiscono a esse mediante l'approvazione, a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti del consiglio comunale e dell'Assemblea dell'Unione, dello statuto dell'Unione che ne prevede e disciplina la partecipazione. La deliberazione dell'Assemblea dell'Unione non è soggetta al parere dei consigli dei Comuni già partecipanti.
Note:
1comma 3 bis aggiunto da art. 23, comma 1, L. R. 12/2015
2Parole sostituite al comma 5 da art. 57, comma 1, L. R. 18/2015
3Parole sostituite al comma 6 da art. 57, comma 2, L. R. 18/2015
4Parole aggiunte al comma 7 da art. 57, comma 3, L. R. 18/2015
5Articolo sostituito da art. 21, comma 1, L. R. 20/2016
Art. 7
 (Disposizioni per la costituzione delle Unioni)
1. Le Unioni individuate dal Piano di riordino territoriale di cui all'articolo 4, comma 6, sono costituite entro il 15 aprile 2016.
2. L'atto costitutivo e lo statuto dell'Unione sono approvati dai Consigli dei Comuni partecipanti con le procedure e con la maggioranza richieste per le modifiche statutarie dei Comuni, su proposta della conferenza dei Sindaci, convocata entro cinque giorni dalla decorrenza dell'efficacia del Piano di riordino territoriale di cui all'articolo 4, comma 6, dal Sindaco del Comune di cui al comma 3; in difetto provvede entro cinque giorni il Sindaco del Comune seguente con il maggior numero di abitanti e così di seguito fino all'esperimento della convocazione. Comportano l'esercizio del potere sostitutivo di cui all'articolo 60 la mancata presentazione della proposta di atto costitutivo e di statuto dell'Unione, approvata dalla conferenza dei Sindaci a maggioranza qualificata del 60 per cento dei componenti, che rappresentino almeno il 60 per cento della popolazione dell'Unione, entro cinquanta giorni dalla decorrenza dell'efficacia del Piano di riordino territoriale di cui all'articolo 4, comma 6, nonché la mancata approvazione, da parte di ciascun Consiglio comunale, dell'atto costitutivo e dello statuto dell'Unione, entro trenta giorni dal ricevimento della proposta.
3. Il Sindaco del Comune con il maggior numero di abitanti di ciascuna costituenda Unione trasmette lo statuto alla struttura regionale competente in materia di autonomie locali, ne cura la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione e convoca l'Assemblea di cui all'articolo 13 per l'elezione del Presidente dell'Unione.
4. Il Presidente dell'Unione cura gli adempimenti necessari alla formazione degli organi dell'Unione secondo le modalità previste dalla presente legge e dallo statuto .
5. Per l'attuazione degli adempimenti di cui al presente articolo, il Sindaco di cui al comma 3 è assistito dal Segretario comunale del Comune presso il quale esercita il mandato.
Note:
1Vedi anche quanto disposto dall'art. 10, comma 11, L. R. 27/2014
2Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 16, comma 2, L. R. 12/2015
3Parole sostituite al comma 2 da art. 24, comma 1, L. R. 12/2015
4Parole sostituite al comma 1 da art. 58, comma 1, lettera a), L. R. 18/2015
5comma 2 sostituito da art. 58, comma 1, lettera b), L. R. 18/2015
6Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 66, comma 7, L. R. 18/2015, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 10, comma 64, L. R. 20/2015
7Parole sostituite al comma 1 da art. 10, comma 60, L. R. 20/2015
8Parole sostituite al comma 2 da art. 10, comma 61, L. R. 20/2015
9Integrata la disciplina del comma 1 da art. 29, comma 1, L. R. 26/2015
10Derogata la disciplina dell'articolo da art. 34, comma 1, L. R. 3/2016
11Parole sostituite al comma 1 da art. 36, comma 1, lettera a), L. R. 3/2016
Art. 7 bis
 (Fusioni delle Unioni)
1. Al fine di estendere l'ambito ottimale per l'esercizio delle funzioni, nonché per ottenere l'esercizio di funzioni ulteriori di carattere sovracomunale e di area vasta, in attuazione dei principi di adeguatezza e differenziazione, sono ammesse eventuali fusioni tra le Unioni di cui all'articolo 7.
2. Le Unioni confinanti tra loro possono avviare un progetto di fusione approvato almeno dai tre quarti dei componenti delle rispettive Assemblee.
3.  
( ABROGATO )
4.  
( ABROGATO )
Note:
1Articolo aggiunto da art. 25, comma 1, L. R. 12/2015
2comma 3 abrogato da art. 51, comma 1, lettera h), L. R. 20/2016
3comma 4 abrogato da art. 51, comma 1, lettera h), L. R. 20/2016
CAPO III
 PROGRAMMA ANNUALE DELLE FUSIONI DI COMUNI
Art. 8
 (Programma annuale delle fusioni di Comuni)
1.
La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di autonomie locali e previo parere dei consigli comunali interessati, approva annualmente il programma delle fusioni di Comuni, contenente i singoli progetti di fusione, corredati di una relazione sulla sussistenza dei presupposti di cui all' articolo 17, comma 3, della legge regionale 7 marzo 2003, n. 5 ( Articolo 12 dello Statuto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Norme relative alla richiesta, indizione e svolgimento dei referendum abrogativo, propositivo e consultivo e all'iniziativa popolare delle leggi regionali).

2. Il programma annuale delle fusioni di Comuni è redatto anche sulla base delle proposte provenienti da istituzioni e comitati espressione del territorio.
3. Ai fini dell'approvazione del programma annuale delle fusioni di Comuni da parte della Giunta regionale ai sensi del comma 1, la Regione trasmette le proposte dei singoli progetti di fusione ai Comuni interessati per l'acquisizione del parere motivato dei consigli comunali. I Comuni, contestualmente all'espressione del parere, possono richiedere l'applicazione della disciplina transitoria in materia di composizione del consiglio comunale ovvero, in alternativa, della giunta comunale prevista rispettivamente dal comma 2 bis e dal comma 2 ter dell'articolo 20 della legge regionale 5/2003 .
4. Il parere è trasmesso all'Assessore regionale competente in materia di autonomie locali entro novanta giorni dal ricevimento della proposta di progetto di fusione. Decorso inutilmente il termine previsto, la Giunta regionale approva in via definitiva il programma prescindendo dal parere.
5. I Comuni possono attivare sul progetto di fusione le forme di consultazione popolare disciplinate dai loro statuti e regolamenti il cui esito è unito al parere di cui al comma 3.
6. A seguito dell'approvazione del programma di cui al comma 1, la Giunta regionale assume l'iniziativa legislativa volta alla fusione dei Comuni con le modalità previste dall' articolo 17 della legge regionale 5/2003 .
7. In caso di fusione tra Comuni appartenenti a diverse Unioni, la legge-provvedimento di cui all' articolo 20 della legge regionale 5/2003 determina l'Unione cui accede il nuovo Comune risultante dalla fusione.
8. Per l'anno 2015 il termine di cui al comma 4 è ridotto a sessanta giorni. La Giunta regionale approva il programma annuale entro i successivi trenta giorni.
9. Per sostenere il riassetto conseguente alla fusione di Comuni è istituito il fondo per i Comuni risultanti da fusione, assegnato per cinque anni dalla costituzione del nuovo ente a incremento del trasferimento ordinario dei Comuni, erogato d'ufficio e senza vincolo di destinazione, né rendicontazione, calcolato con i criteri di cui ai commi 10 e 11.
10. L'assegnazione spettante per i primi tre anni è quantificata dalla legge istitutiva del nuovo Comune entro l'ammontare minimo e massimo di seguito indicato e tenuto conto dei criteri di valutazione definiti dalla Giunta regionale nel programma di cui al comma 1:
a) tra 100.000 euro e 300.000 euro per il Comune risultante da fusione con popolazione fino a 5.000 abitanti;
b) tra 300.000 euro e 400.000 euro per il Comune risultante da fusione con popolazione compresa tra 5.001 e 15.000 abitanti;
c) tra 400.000 euro e 500.000 euro per il Comune risultante da fusione con popolazione compresa tra 15.001 e 30.000 abitanti.
c bis) tra 500.000 euro e 800.000 euro per il Comune risultante da fusione con popolazione superiore a 30.000 abitanti.
11. Nei successivi due anni l'assegnazione di cui al comma 10 è ridotta del 50 per cento.
Note:
1comma 5 sostituito da art. 26, comma 1, lettera a), L. R. 12/2015
2comma 10 sostituito da art. 26, comma 1, lettera b), L. R. 12/2015
3Vedi anche quanto disposto dall'art. 14, comma 6, lettera a), L. R. 18/2015
4Vedi anche quanto disposto dall'art. 7 bis, comma 1, L. R. 20/2014
5Vedi la disciplina transitoria del comma 10, stabilita da art. 7 bis, comma 2, L. R. 20/2014
6Parole sostituite alla lettera c) del comma 10 da art. 9, comma 33, lettera a), L. R. 14/2016
7lettera c bis) del comma 10 aggiunta da art. 9, comma 33, lettera b), L. R. 14/2016
8Vedi anche quanto disposto dall'art. 6, comma 1, L. R. 47/2017
9Vedi anche quanto disposto dall'art. 6, comma 1, L. R. 48/2017
Art. 9
 (Variazione di Unioni a seguito di fusioni di Comuni)
1. Nel caso in cui fusioni di Comuni appartenenti a diverse Unioni comportino identità territoriale fra Comune e Unione, non si applica il regime penalizzante di cui all'articolo 42.