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Legge regionale 12 dicembre 2014, n. 26

Riordino del sistema Regione-Autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia. Ordinamento delle Unioni territoriali intercomunali e riallocazione di funzioni amministrative.




Materia:
130.01 - Comuni e Province
130.02 - Comunità montane
130.03 - Associazioni e Consorzi fra Enti locali
410.01 - Urbanistica
350.04 - Minoranze - Lingue locali o minoritarie

TITOLO IV
 ATTRIBUZIONE DI FUNZIONI AMMINISTRATIVE
CAPO I
 FUNZIONI ESERCITATE DALL'UNIONE
Art. 23
 (Funzioni esercitate dall'Unione)
1. L'Unione esercita:
a) le funzioni comunali di cui agli articoli 26 e 27;
b) le ulteriori funzioni volontariamente delegate all'Unione dai Comuni che ne fanno parte ovvero da altri enti pubblici;
c) le funzioni già attribuite alle Comunità montane, a eccezione di quelle previste dall'articolo 36, comma 3;
d) le funzioni provinciali di cui all'articolo 32;
e) le funzioni regionali di cui all'articolo 33.
2. In relazione alle funzioni di cui al comma 1, all'Unione competono gli introiti derivanti da tasse, tariffe e contributi sui servizi a essa affidati.
3. I Comuni svolgono in forma associata, con le modalità di cui all'articolo 26, le attività connesse ai sistemi informativi e alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione strumentali all'esercizio delle funzioni e dei servizi di cui al comma 1 e condividono, a tale fine, gli apparati tecnici e informatici, le reti, le banche dati e i programmi informatici a loro disposizione.
3 bis. Gli organi e gli uffici delle Unioni e dei rispettivi Comuni collaborano assicurando, in particolare, il reciproco scambio di documenti e informazioni, in modo da garantire la costituzione e l'operatività delle Unioni nei termini previsti dalla presente legge.
Note:
1Comma 3 bis aggiunto da art. 6, comma 6, L. R. 33/2015
2Integrata la disciplina dell'articolo da art. 56, comma 5 bis, L. R. 10/2016
3Integrata la disciplina dell'articolo da art. 7, comma 1, L. R. 1/2016
Art. 24
 (Accordi per la programmazione di area vasta transnazionale e transfrontaliera e altre forme di collaborazione)
1. Le Unioni limitrofe possono stipulare tra loro accordi per programmare in maniera coordinata interventi nelle materie di propria competenza armonizzando gli obiettivi e le modalità di realizzazione.
2. Le Unioni possono convenzionarsi, tra loro e con singoli Comuni che non aderiscono a un'Unione, per disciplinare la gestione coordinata di determinate funzioni e servizi di area vasta, anche di carattere programmatorio, mediante la costituzione di uffici comuni. Le forme associative fra le Unioni, disciplinate dalle convenzioni, possono essere interlocutori della Regione in relazione alle funzioni e ai servizi da essa coordinati, anche al fine della conclusione di accordi ai sensi del Titolo I, Capo IV, della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7 (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso).
3. Gli enti locali, riconosciuta la vocazione internazionale transfrontaliera che caratterizza le comunità del Friuli Venezia Giulia, valorizzano e promuovono i rapporti con le comunità locali di altri Stati, al fine di favorire la civile convivenza e di incentivare lo sviluppo economico, culturale e sociale.
4. Le Unioni poste nella fascia confinaria con altri Stati possono mettere in atto progetti transfrontalieri specifici, con l'eventuale supporto delle strutture regionali, anche partecipando ai Gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT), di cui all' articolo 46 della legge 7 luglio 2009, n. 88 (Legge comunitaria 2008), al fine di:
a) programmare in maniera coordinata, su area vasta transfrontaliera e transnazionale, interventi nelle materie di propria competenza armonizzando gli obiettivi e le modalità di realizzazione;
b) favorire lo svolgimento associato delle funzioni e dei servizi;
c) valorizzare le peculiarità linguistiche.
Note:
1Parole aggiunte al comma 2 da art. 32, comma 1, L. R. 12/2015
Art. 25
 (Altre disposizioni in materia di funzioni)
1. Per l'esercizio associato delle funzioni di polizia locale, protezione civile e polizia giudiziaria si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 111, 112 e 113, della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni).
CAPO II
 ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI COMUNALI
Art. 26
 (Funzioni comunali esercitate dall'Unione)
1. A decorrere dall'1 luglio 2016 i Comuni esercitano in forma associata, tramite l'Unione cui aderiscono, la funzione di cui alla lettera l) e almeno ulteriori due funzioni comunali nelle materie di seguito elencate:
a) gestione del personale e coordinamento dell'organizzazione generale dell'amministrazione e dell'attività di controllo;
b) sistema locale dei servizi sociali di cui all' articolo 10 della legge regionale 31 marzo 2006, n. 6 (Sistema integrato di interventi e servizi per la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza sociale), ferma restando la disciplina della forma associata del Servizio sociale dei Comuni di cui agli articoli da 17 a 21 della legge regionale 6/2006 ;
c) polizia locale e polizia amministrativa locale;
d) attività produttive, ivi compreso lo Sportello unico;
e)   ( ABROGATA );
f) catasto, a eccezione delle funzioni mantenute in capo allo Stato dalla normativa vigente;
g) programmazione e pianificazione territoriale di livello sovracomunale;
h) pianificazione di protezione civile;
i) statistica;
I) elaborazione e presentazione di progetti a finanziamento europeo, relativamente alle funzioni esercitate dall'Unione ai sensi del presente articolo;
m)   ( ABROGATA );
2. A decorrere dall'1 gennaio 2017 i Comuni esercitano in forma associata, tramite l'Unione cui aderiscono, la funzione di cui alla lettera b) e almeno altre due delle funzioni comunali nelle materie di cui al comma 1.
3. Le restanti funzioni di cui al comma 1 sono esercitate dai Comuni in forma associata tramite l'Unione a decorrere dall'1 gennaio 2018. Le Unioni comunicano entro dieci giorni alla Regione, all'indirizzo di posta elettronica certificata della Direzione centrale competente in materia di autonomie locali, l'avvenuta attivazione delle funzioni di cui al presente comma.
4. Agli organi dell'Unione competono le decisioni riguardanti le funzioni di cui al presente articolo con le modalità e nei termini previsti dallo statuto .
5. Il contenuto degli atti in materia di programmazione e di pianificazione territoriale di livello sovracomunale è determinato dalla normativa regionale di settore.
Note:
1Comma 1 sostituito da art. 33, comma 1, L. R. 12/2015
2Comma 2 sostituito da art. 33, comma 1, L. R. 12/2015
3Comma 3 sostituito da art. 33, comma 1, L. R. 12/2015
4Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 46, comma 1, L. R. 18/2015
5Integrata la disciplina del comma 1 da art. 29, comma 1, L. R. 26/2015
6Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 7, comma 41, L. R. 34/2015
7Parole soppresse alla lettera h) del comma 1 da art. 32, comma 1, lettera b), L. R. 3/2016
8Parole sostituite al comma 1 da art. 36, comma 1, lettera b), L. R. 3/2016
9Parole sostituite al comma 1 da art. 6, comma 1, lettera a), L. R. 10/2016
10Lettera e) del comma 1 abrogata da art. 6, comma 1, lettera b), L. R. 10/2016
11Parole sostituite al comma 2 da art. 6, comma 1, lettera c), L. R. 10/2016
12Parole aggiunte alla lettera l) del comma 1 da art. 9, comma 2, lettera a), L. R. 44/2017
13Lettera m) del comma 1 abrogata da art. 9, comma 2, lettera b), L. R. 44/2017
14Parole aggiunte al comma 3 da art. 9, comma 2, lettera c), L. R. 44/2017
15Vedi anche quanto disposto dall'art. 9, comma 3, L. R. 44/2017
16Vedi anche quanto disposto dall'art. 9, comma 12, L. R. 44/2017
Art. 27
 (Ulteriori funzioni comunali esercitate in forma associata)
1. Nell'ambito di ciascuna Unione, i Comuni esercitano in forma associata le funzioni comunali nelle materie e attività e con le decorrenze di seguito indicate:
a) a decorrere dall'1 luglio 2016, la programmazione e gestione dei fabbisogni di beni e servizi in relazione all'attività della Centrale unica di committenza regionale;
b) a decorrere dall'1 gennaio 2017, i servizi finanziari e contabili e il controllo di gestione, nonché almeno due tra le seguenti:
1) opere pubbliche e procedure espropriative;
2) pianificazione territoriale comunale ed edilizia privata;
3) procedure autorizzatorie in materia di energia;
4) organizzazione dei servizi pubblici di interesse economico generale, ferme restando le discipline di settore, ivi comprese quelle relative al servizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani;
5) edilizia scolastica e servizi scolastici;
5 bis) gestione dei servizi tributari;
c) a decorrere dal termine stabilito dalla deliberazione della Giunta regionale di cui al comma 4, le restanti materie e attività di cui alla lettera b).
2. Gli organi dei Comuni conservano la competenza ad assumere le decisioni riguardanti le funzioni di cui al presente articolo.
3. Nell'ambito di ciascuna Unione le funzioni di cui al comma 1, lettera a), sono esercitate dai Comuni avvalendosi degli uffici dell'Unione; le funzioni nelle materie di cui al comma 1, lettera b), possono essere esercitate in forma singola dai Comuni turistici di cui all'articolo 13, comma 3, e dai Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti ridotti a 5.000 se appartenuti a Comunità montane. I restanti Comuni esercitano le funzioni di cui al comma 1, lettera b), avvalendosi degli uffici dell'Unione oppure mediante convenzione in modo da raggiungere la medesima soglia demografica richiesta per l'esercizio delle funzioni in forma singola.
4. Le soglie demografiche indicate al comma 3 possono essere derogate nei casi di particolare adeguatezza organizzativa previsti con deliberazione della Giunta regionale, d'intesa con il Consiglio delle autonomie locali; l'ANCI Friuli Venezia Giulia propone i criteri idonei a determinare i presupposti di adeguatezza organizzativa.
4 bis.  
( ABROGATO )
5. Le soglie demografiche indicate al comma 3 sono ridotte di un ulteriore 30 per cento per i Comuni di cui all' articolo 4 della legge 38/2001.
Note:
1Comma 1 sostituito da art. 34, comma 1, L. R. 12/2015
2Comma 2 sostituito da art. 34, comma 1, L. R. 12/2015
3Comma 3 sostituito da art. 34, comma 1, L. R. 12/2015
4Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 46, comma 1, L. R. 18/2015
5Integrata la disciplina del comma 1 da art. 29, comma 1, L. R. 26/2015
6Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 7, comma 41, L. R. 34/2015
7Parole aggiunte al comma 2 da art. 32, comma 1, lettera c), numero 1), L. R. 3/2016
8Parole aggiunte al comma 3 da art. 32, comma 1, lettera c), numero 2), L. R. 3/2016
9Parole sostituite al comma 1 da art. 36, comma 1, lettera c), L. R. 3/2016
10Articolo sostituito da art. 7, comma 1, L. R. 10/2016
11Parole aggiunte al numero 4) della lettera b) del comma 1 da art. 23, comma 1, lettera a), L. R. 20/2016
12Parole sostituite al comma 3 da art. 23, comma 1, lettera b), L. R. 20/2016
13Parole soppresse al comma 4 da art. 23, comma 1, lettera c), L. R. 20/2016
14Comma 4 bis aggiunto da art. 23, comma 1, lettera d), L. R. 20/2016
15Integrata la disciplina della lettera b) del comma 1 da art. 10, comma 11, L. R. 24/2016
16Comma 3 sostituito da art. 2, comma 1, L. R. 9/2017
17Integrata la disciplina del comma 3 da art. 56, comma 5 ter, L. R. 10/2016
18Numero 5 bis) della lettera b) del comma 1 aggiunto da art. 9, comma 4, lettera a), L. R. 44/2017
19Parole sostituite alla lettera c) del comma 1 da art. 9, comma 4, lettera b), L. R. 44/2017
20Parole soppresse al comma 4 da art. 9, comma 4, lettera c), L. R. 44/2017
21Parole sostituite al comma 4 da art. 9, comma 4, lettera c), L. R. 44/2017
22Comma 4 bis abrogato da art. 9, comma 4, lettera d), L. R. 44/2017
23Parole sostituite al comma 5 da art. 9, comma 4, lettera e), L. R. 44/2017
24Vedi anche quanto disposto dall'art. 9, comma 5, L. R. 44/2017
25Vedi anche quanto disposto dall'art. 9, comma 12, L. R. 44/2017
Art. 27 bis
 (Altre modalità di esercizio associato di funzioni comunali)
1. In deroga alle previsioni statutarie dell'Unione, i Comuni che, entro il termine di cui all'articolo 7, comma 1, abbiano deliberato l'iniziativa per la fusione di cui all' articolo 17, comma 5, lettera b), della legge regionale 5/2003 , possono esercitare le funzioni di cui all'articolo 27, in alternativa alle modalità ivi previste, in forma associata mediante la stipula fra di essi di convenzioni, fino al 31 dicembre 2017.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 35, comma 1, L. R. 12/2015
Art. 28
 (Delega di funzioni comunali all'Unione)
1. I Comuni possono delegare all'Unione di appartenenza, per l'esercizio in forma associata, funzioni e servizi ulteriori rispetto a quelli previsti dagli articoli 26 e 27.
Art. 29
 (Regime differenziato)
1. Nelle Unioni che, secondo la delimitazione geografica individuata dal Piano di riordino territoriale di cui all'Allegato C bis, superano la soglia demografica di 100.000 abitanti ovvero nelle Unioni comprendenti i Comuni di cui all'articolo 13, comma 3, lo statuto può prevedere che il Comune con il maggior numero di abitanti o quello di cui all'articolo 13, comma 3, eserciti in forma singola fino a tre delle funzioni di cui all'articolo 26, comma 1, con esclusione di quella di cui alla lettera b).
2. Nell'ambito di ciascuna Unione, le funzioni di cui all'articolo 26, qualora esercitate in forma singola dai Comuni di cui al comma 1, sono svolte dai restanti Comuni nelle forme di cui all'articolo 26, ovvero di cui all'articolo 27, con le modalità stabilite dallo statuto dell'Unione.
3. In alternativa a quanto previsto dai commi 1 e 2, nell'Unione comprendente il capoluogo della Regione, lo statuto può prevedere che i Comuni esercitino nelle forme di cui all'articolo 27 le funzioni di cui all'articolo 26, comma 1, lettera a), esclusa la gestione del personale, lettera c), lettera d), escluso lo Sportello unico delle attività produttive (SUAP), lettere f), i) ed m).
Note:
1Comma 1 sostituito da art. 36, comma 1, L. R. 12/2015
2Comma 2 sostituito da art. 59, comma 1, L. R. 18/2015
3Articolo sostituito da art. 24, comma 1, L. R. 20/2016
Art. 30
 (Funzioni in materia di anticorruzione, trasparenza, valutazione e controllo di gestione
1. Per l'esercizio in forma associata delle funzioni in materia di anticorruzione, trasparenza, valutazione e controllo di gestione, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 110, lettere a), b) e d), della legge 56/2014 .
Art. 31
 (Sportello per il cittadino)
1. Al fine di garantire il mantenimento del rapporto diretto con i cittadini e l'accessibilità diretta ai servizi, per tutte le funzioni e i servizi previsti dagli articoli 26, 27 e 28 le Unioni e i Comuni garantiscono la presenza sul territorio di ciascun Comune di una struttura denominata "Sportello per il cittadino" con funzioni informative e di raccordo.
2. Lo "Sportello per il cittadino" opera nell'ambito dell'Ufficio relazioni con il pubblico (URP) e assicura all'utenza l'assistenza anche in via informatica e telefonica.
3. Per l'esercizio delle funzioni dello "Sportello del cittadino" è utilizzato il personale già in organico degli enti locali interessati.
4. L'Amministrazione regionale, mediante accordi con gli enti locali, pone in essere formule organizzative di integrazione tra gli sportelli per il cittadino e gli URP regionali, al fine della miglior fruibilità da parte dei cittadini delle rispettive funzioni e dei servizi.
CAPO III
 TRASFERIMENTO O DELEGA DI FUNZIONI PROVINCIALI E REGIONALI
Art. 32
 (Funzioni delle Province e trasferimento di funzioni provinciali)
1. Il presente articolo disciplina il riordino delle funzioni attualmente esercitate dalle Province ed elencate agli allegati A, B e C.
2. Le Province, quali enti con funzioni di area vasta, continuano a esercitare, sino al loro superamento, le funzioni indicate in dettaglio nell'allegato A, nonché le ulteriori funzioni a esse attribuite, non ricomprese negli allegati A, B e C.
3. Sono trasferite alla Regione le funzioni indicate in dettaglio nell'allegato B, già di competenza provinciale, secondo le seguenti scadenze, fermo restando il trasferimento delle competenze in materia di lavoro, di cui al punto 8 dell'allegato B, effettuato dalla legge regionale 29 maggio 2015, n. 13 (Istituzione dell'area Agenzia regionale per il lavoro e modifiche della legge regionale 9 agosto 2005, n. 18 (Norme regionali per l'occupazione, la tutela e la qualità del lavoro), nonché di altre leggi regionali in materia di lavoro):
a) a decorrere dall'1 gennaio 2017 le funzioni di cui al punto 7, lettera a);
a bis) a decorrere dall'1 agosto 2016 le funzioni di cui al punto 10, lettera j septies);
a ter) a decorrere dall'1 gennaio 2017 le funzioni di cui ai punti 2 bis, 4 bis e 5 bis;
b) le restanti funzioni a decorrere dall'1 luglio 2016.
4. A decorrere dall'1 gennaio 2017 sono trasferite ai Comuni le funzioni già di competenza provinciale indicate in dettaglio nell'allegato C, per l'esercizio in forma associata mediante le Unioni con le modalità di cui all'articolo 26, comma 4, e da parte dei Comuni che non vi partecipano, a eccezione delle funzioni in materia di edilizia scolastica di cui al punto 5 dell'allegato C e delle funzioni in materia di piano di utilizzazione degli edifici scolastici e di uso delle attrezzature, di cui all' articolo 139, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 ), richiamato al punto 7 della lettera c) dell'allegato C, che sono trasferite a decorrere dall'1 aprile 2017 e che possono essere esercitate con le modalità previste dall’articolo 27 per le funzioni di cui al comma 1, lettera b).
4 bis. I regolamenti provinciali vigenti al momento del trasferimento delle funzioni provinciali continuano ad applicarsi, in quanto compatibili, sino all'entrata in vigore delle corrispondenti norme regolamentari approvate dalle amministrazioni subentranti.
Note:
1Integrata la disciplina dell'articolo da art. 14, comma 50, L. R. 27/2014, sino ad avvenuta modifica del citato articolo ad opera di art. 6, comma 33, lettera c), L. R. 33/2015
2Vedi anche quanto disposto dall'art. 14, comma 49, L. R. 27/2014 nel testo modificato da art. 6, comma 33, lettera a), L. R. 33/2015
3Vedi anche quanto disposto dall'art. 14, comma 49 bis, L. R. 27/2014
4Integrata la disciplina dell'articolo da art. 7, comma 29, L. R. 34/2015
5Vedi anche quanto disposto dall'art. 11, comma 2, L. R. 3/2016
6Comma 3 sostituito da art. 32, comma 1, lettera d), L. R. 3/2016
7Comma 4 sostituito da art. 32, comma 1, lettera d), L. R. 3/2016
8Lettera a bis) del comma 3 aggiunta da art. 8, comma 1, lettera a), L. R. 10/2016
9Lettera a ter) del comma 3 aggiunta da art. 8, comma 1, lettera a), L. R. 10/2016
10Comma 4 sostituito da art. 8, comma 1, lettera b), L. R. 10/2016
11Parole sostituite alla lettera a) del comma 3 da art. 9, comma 34, lettera a), numero 1), L. R. 14/2016
12Comma 4 sostituito da art. 9, comma 34, lettera a), numero 2), L. R. 14/2016
13Comma 4 bis aggiunto da art. 9, comma 34, lettera a), numero 3), L. R. 14/2016
14Integrata la disciplina del comma 4 da art. 43, comma 1, L. R. 20/2016
15Parole aggiunte al comma 4 da art. 10, comma 6, L. R. 25/2016
16Integrata la disciplina del comma 4 da art. 7, comma 1, L. R. 9/2017
17Parole aggiunte al comma 4 da art. 23, comma 1, L. R. 9/2017
18Integrata la disciplina dell'articolo da art. 10, comma 35, L. R. 31/2017
Art. 33

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 51, comma 1, lettera h), L. R. 20/2016
CAPO IV
 PROCEDURA DI RICOGNIZIONE E DISMISSIONE DI FUNZIONI PROVINCIALI
Art. 34
 (Atto di ricognizione)
1. Entro il 31 maggio di ogni anno le Province trasmettono all'Assessore regionale competente in materia di autonomie locali un atto di ricognizione, riferito al 31 dicembre dell'anno precedente. L'atto di ricognizione è trasmesso dall'Assessore competente al Consiglio regionale. L'atto di ricognizione viene formato dalle Province sulla base delle direttive formulate dalla Giunta regionale. L'atto di ricognizione, articolato in relazione alle singole funzioni e ai singoli servizi svolti dall'ente, evidenzia la situazione patrimoniale e finanziaria, le attività e le passività, le risorse umane e strumentali, nonché i rapporti giuridici pendenti. In caso di correlazione delle suddette voci a più funzioni, il dato, qualora non frazionabile, viene imputato per intero alla funzione cui si riferisce in prevalenza.
2. L'inosservanza degli obblighi di cui al presente articolo comporta l'esercizio del potere sostitutivo di cui all'articolo 60.
Art. 35
 (Piano di subentro)
1. Il piano di subentro è il documento che individua, in relazione a ogni scadenza prevista per il trasferimento di funzioni provinciali, i relativi procedimenti, le risorse umane, strumentali e finanziarie, i rapporti giuridici pendenti, nonché le modalità del trasferimento e la ripartizione tra gli enti destinatari.
2. Nel piano di subentro dovrà essere prefigurato il trasferimento di risorse anche finanziarie già di competenza della Provincia, dedotte quelle necessarie, sia per l'esercizio delle funzioni proprie, sia per la prosecuzione dell'attività gestionale pregressa, attiva, passiva e patrimoniale.
3. La proposta di piano di subentro è approvata dal Consiglio provinciale ed è trasmessa all'Assessore regionale competente in materia di autonomie locali almeno novanta giorni prima del termine previsto per il trasferimento delle funzioni ivi contemplate.
4. La proposta di piano di cui al comma 3 è predisposta nel rispetto delle seguenti disposizioni:
a) le risorse finanziarie relative al trattamento economico fondamentale e accessorio del personale trasferito spettano all'ente destinatario;
b) l'ente che subentra nella funzione succede anche nei rapporti attivi e passivi in corso, compreso il contenzioso; il trasferimento delle risorse tiene conto anche della passività; sono trasferite le risorse incassate relative a pagamenti non ancora effettuati, che rientrano nei rapporti trasferiti;
c) per il trasferimento della proprietà dei beni mobili e immobili si applica l' articolo 1, comma 96, lettera b), della legge 56/2014 .
4 bis. Con riferimento alle funzioni trasferite ai Comuni ai sensi dell'articolo 32, comma 4, si osservano le seguenti disposizioni:
a) le risorse umane, strumentali e finanziarie nonché i rapporti giuridici oggetto del subentro sono attribuiti relativamente a ciascuna Provincia alle Unioni ivi costituite e ai Comuni che non vi partecipano, secondo gli accordi che tra essi intervengano anche ai sensi dell'articolo 24, comma 2;
b) gli immobili adibiti a edifici scolastici e le relative pertinenze sono attribuiti in proprietà al Comune sul cui territorio essi insistono, ferma restando in capo alle amministrazioni di cui alla lettera a) l'attribuzione delle risorse e dei rapporti giuridici necessari a garantire il funzionamento dei plessi scolastici.
4 ter. Nelle more della definizione degli accordi di cui al comma 4 bis, l'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 32, comma 4, è garantito, su tutti i territori degli enti subentranti, dall'Unione in cui ha sede il Comune più popoloso; a essa sono provvisoriamente attribuiti le risorse e i rapporti giuridici connessi alle funzioni esercitate. Le Province garantiscono comunque la messa a disposizione dei locali ove opera il personale trasferito.
4 quater. In deroga alle disposizioni del presente articolo, agli Uffici scolastici provinciali e regionale sono ceduti a titolo gratuito i beni mobili forniti a vario titolo dalle Province e già in loro possesso, con effetto dall'1 settembre 2017.
5. Entro quarantacinque giorni dalla ricezione della proposta di piano di cui al comma 3, l'Assessore regionale competente in materia di autonomie locali, espletate le procedure previste dalla vigente normativa contrattuale di riferimento in ordine alla mobilità collettiva, convoca il Presidente della Provincia e i rappresentanti delle Unioni, dei Comuni che non vi partecipano e dei Comuni cui vengano attribuiti beni immobili destinatari delle funzioni provinciali per l'intesa sul piano di subentro. In caso di mancato raggiungimento dell'intesa entro i successivi trenta giorni, si prescinde dalla stessa.
6. Il piano di cui al comma 1 è approvato con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di autonomie locali.
7. Il personale e le risorse strumentali e finanziarie sono trasferiti dalla Provincia agli enti destinatari a decorrere dal trasferimento delle relative funzioni. Il trasferimento della proprietà dei beni immobili decorre dalla data del verbale di consegna. Ai sensi dell'articolo 2645 del codice civile, il verbale di consegna dei beni immobili costituisce titolo per l'intavolazione, la trascrizione immobiliare e la voltura catastale di diritti reali sui beni immobili trasferiti.
7 bis. I dati contenuti nel piano di subentro sono aggiornati dalle Province con riferimento alla situazione esistente alla data del trasferimento delle funzioni e comunicati alla Regione entro i successivi trenta giorni.
7 ter. L'effettivo trasferimento delle risorse finanziarie di cui al comma 4, lettera b), può avvenire anche in annualità successive all'esercizio di subentro nelle funzioni, secondo scadenze stabilite dalla Regione, sentite le Province, avuto riguardo della rispettiva capacità di impegno e di spesa e in attuazione dei principi dell'armonizzazione contabile.
8. L'inosservanza degli obblighi di cui al presente articolo comporta l'esercizio del potere sostitutivo di cui all'articolo 60.
Note:
1Derogata la disciplina dell'articolo da art. 4, comma 1, L. R. 13/2015
2Comma 7 bis aggiunto da art. 60, comma 1, L. R. 18/2015
3Vedi anche quanto disposto dall'art. 7, comma 27, L. R. 34/2015
4Integrata la disciplina dell'articolo da art. 6, comma 1, L. R. 3/2016
5Vedi la disciplina transitoria del comma 7 bis, stabilita da art. 56, comma 4, L. R. 10/2016
6Comma 4 bis aggiunto da art. 9, comma 34, lettera b), numero 1), L. R. 14/2016
7Comma 4 ter aggiunto da art. 9, comma 34, lettera b), numero 1), L. R. 14/2016
8Parole sostituite al comma 5 da art. 9, comma 34, lettera b), numero 2), L. R. 14/2016
9Integrata la disciplina dell'articolo da art. 9, comma 35, L. R. 14/2016
10Comma 7 ter aggiunto da art. 9, comma 56, L. R. 14/2016
11Parole aggiunte al comma 7 da art. 25, comma 1, L. R. 20/2016
12Derogata la disciplina della lettera b) del comma 4 da art. 12, comma 13, L. R. 25/2016
13Derogata la disciplina dell'articolo da art. 11 bis, comma 1, L. R. 20/2016
14Comma 4 quater aggiunto da art. 10, comma 27, L. R. 31/2017
15Integrata la disciplina dell'articolo da art. 3, comma 2, L. R. 32/2017
16Integrata la disciplina della lettera b) del comma 4 da art. 2, comma 15, L. R. 44/2017
Art. 35 bis
 (Norma transitoria in materia di partecipazioni societarie)
1. Le Province gestiscono, sino alla loro soppressione, le procedure di dismissione delle partecipazioni societarie in conformità alla vigente disciplina in materia. In deroga alla disposizione prevista nel periodo precedente, la Regione in ogni caso subentra nella titolarità dei diritti relativi alle partecipazioni nella Società per Azioni Autovie Venete (SAAV), nel termine previsto dall'articolo 32, comma 3.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 32, comma 1, lettera e), L. R. 3/2016
2Parole sostituite al comma 1 da art. 26, comma 1, L. R. 20/2016
CAPO IV BIS
 DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER LA PROCEDURA DI DISMISSIONE DI FUNZIONI PROVINCIALI IN MATERIA DI AMBIENTE
Art. 35 ter
 (Disposizioni in materia di garanzie)
1. In relazione al trasferimento delle funzioni di cui all'allegato B, punti 2 bis, 4 bis, 5 bis della presente legge con effetto dalla data di cui all'articolo 32, comma 3, lettera a ter), la Regione subentra di diritto, senza necessità di voltura, nelle garanzie finanziarie prestate a favore delle Province, in relazione alle funzioni autorizzatorie trasferite.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 9, comma 1, L. R. 10/2016
Art. 35 quater
 (Disposizioni organizzative)
1. In relazione al trasferimento delle funzioni di cui all'allegato B, punti 2 bis, 4 bis, 5 bis, della presente legge, l'Amministrazione regionale provvede con successivi atti gestionali a inquadrare nei propri ruoli il personale a essa trasferito e a riorganizzare i propri uffici, al fine di assicurare lo svolgimento delle medesime funzioni trasferite per effetto della presente legge.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 9, comma 1, L. R. 10/2016