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Legge regionale 2 aprile 1991, n. 14
Norme integrative in materia di diritto allo studio.

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Sommario -


Materia:
330.02 - Assistenza scolastica - Diritto allo studio

Note riguardanti modifiche apportate all’intera legge:
1Integrata la disciplina della legge da art. 78, L. R. 8/1995 , con effetto, ex articolo 178 della medesima legge, dal 1° gennaio 1995.
2Articolo 5 bis aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 9/2000
3Vedi la disciplina transitoria della legge, stabilita da art. 4, comma 52, L. R. 30/2007
4Integrata la disciplina della legge da art. 10, comma 1, L. R. 3/2016
5Vedi anche quanto disposto dall'art. 30, L. R. 3/2016 , che prevede che nella normativa di settore di cui al Capo III della medesima L.R. 3/2016, le locuzioni contenenti le parole "Provincia", "Province", "Amministrazione provinciale" e "Amministrazioni provinciali" e le relative coniugazioni verbali, sono sostituite con la parola "Regione" e con la relativa coniugazione verbale, a decorrere dall'1 giugno 2016.
Art. 1
 Finalità
1. La Regione, al fine di assicurare ai sensi dell' articolo 33, quarto comma, della Costituzione, l' equipollenza del trattamento degli alunni, promuove, nel quadro delle misure previste dalla legge regionale 26 maggio 1980, n. 10, a sostegno dei compiti educativi della famiglia ed in attuazione dell' articolo 34 della Costituzione, gli interventi previsti dalla presente legge.
Art. 2
 Destinatari degli interventi
1. Sono destinatari degli interventi gli alunni iscritti a scuole dell'obbligo e secondarie non statali, parificate o paritarie o riconosciute con titolo di studio avente valore legale, istituite senza fine di lucro, che siano in possesso dei seguenti requisiti:
a) il personale direttivo deve essere in possesso di abilitazione;
b) il personale docente, al momento dell' assunzione, deve essere fornito di un titolo legale valido per l' insegnamento cui si riferisce;
c) gli alunni devono essere forniti del titolo legale di studio richiesto per l' ammissione alle classi che intendono frequentare;
d) i programmi di insegnamento devono essere conformi a quelli previsti per le corrispondenti scuole statali;
e) la scuola deve essere dotata di uno statuto che assicuri la pubblicità dei bilanci;
f) il personale della scuola deve godere della regolamentazione giuridica ed economica stabilita dai contratti collettivi di lavoro della categoria a livello nazionale;
g) nella scuola devono essere in funzione organi collegiali analoghi a quelli previsti per la corrispondente scuola statale;
h) i locali devono essere riconosciuti idonei dalle competenti autorità;
i) per le scuole sperimentali i programmi devono essere autorizzati dalla autorità scolastica competente.
1.1. Sono destinatari degli interventi di cui alla presente legge anche gli alunni iscritti e frequentanti scuole dell'obbligo e secondarie, anche statali, non aventi finalità di lucro, ubicate all'estero, purché in grado di rilasciare un titolo di studio avente valore legale e per la cui frequenza sia richiesto il pagamento di una retta.
1.1.1. La frequenza di una delle scuole di cui al comma 1.1 deve essere motivata da comprovate esigenze lavorative o di studio di almeno uno dei genitori, o persone esercenti la patria potestà, dell'alunno beneficiario del contributo.
1 bis. Possono accedere agli interventi della presente legge gli alunni residenti nel territorio regionale e appartenenti a una delle seguenti categorie:
a) cittadini italiani;
b) cittadini di Stati appartenenti all'Unione europea regolarmente soggiornanti in Italia, e loro familiari, ai sensi del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30 (Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri);
c) titolari di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo ai sensi del decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 3 (Attuazione della direttiva 2003/109/CE relativa allo status di cittadini di Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo);
d) titolari dello status di rifugiato e dello status di protezione sussidiaria ai sensi del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251 (Attuazione della direttiva 2004/83/CE recante norme minime sull'attribuzione, a cittadini di Paesi terzi o apolidi, della qualifica del rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta).
d bis) i soggetti di cui all' articolo 41 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero).
1 ter.  
( ABROGATO )
Note:
1Parole sostituite al comma 1 da art. 5, comma 4, L. R. 1/2004
2Parole aggiunte al comma 1 da art. 7, comma 11, L. R. 9/2008
3Parole sostituite al comma 1 da art. 2, comma 1, L. R. 18/2009
4Parole soppresse al comma 1 da art. 8, comma 1, L. R. 16/2011
5Comma 1 bis aggiunto da art. 8, comma 2, L. R. 16/2011
6Dichiarata, con sentenza della Corte costituzionale n. 222 del 16 luglio 2013 (pubblicata in G.U. 1a Serie Speciale n. 30 del 24 luglio 2013), l'illegittimità costituzionale dell'art. 8, comma 2, L.R. 16/2011, istitutivo del comma 1 bis del presente articolo, nella parte in cui si subordina l'accesso alle prestazioni indicate al requisito della residenza nel territorio regionale da almeno ventiquattro mesi, anziché al solo requisito della residenza.
7Parole sostituite al comma 1 bis da art. 7, comma 1, lettera a), L. R. 27/2012
8Comma 1 ter aggiunto da art. 7, comma 1, lettera b), L. R. 27/2012
9Integrata la disciplina dell'articolo da art. 6, comma 1, L. R. 5/2013
10Comma 1 .1 aggiunto da art. 6, comma 9, L. R. 5/2013
11Comma 1 .1.1 aggiunto da art. 6, comma 9, L. R. 5/2013
12Parole soppresse al comma 1 bis da art. 5, comma 1, L. R. 22/2013
13Lettera d bis) del comma 1 bis aggiunta da art. 5, comma 2, L. R. 22/2013
14Comma 1 ter abrogato da art. 7, comma 10, lettera a), L. R. 27/2014
Art. 3
 ( Tipologia degli interventi )
1. Ai destinatari degli interventi di cui alla presente legge sono concessi assegni di studio nei limiti ed alle condizioni previste dai successivi commi.
2. Gli assegni di studio sono concessi ai soggetti in possesso dei requisiti indicati all'articolo 2, tenendo conto delle condizioni economiche dei rispettivi nuclei familiari, in ordine di priorità decrescente definito sulla base dell'indicatore di situazione economica equivalente (ISEE).
2 bis. Ai fini della determinazione degli importi di cui al comma 2 si tiene conto altresì della quota parte dei costi sostenuti dalle famiglie che trova copertura in agevolazioni previste per le stesse finalità da leggi statali.
3. Con deliberazione la Giunta regionale determina annualmente:
a) la misura massima degli assegni in un importo differenziato per la scuola primaria, per la scuola secondaria di primo grado e per la scuola secondaria di secondo grado, determinato sulla base della stima del costo medio complessivo di iscrizione e frequenza ai rispettivi corsi di studio;
b) il limite massimo dell'lSEE ai fini dell'ammissibilità al beneficio;
c) le fasce dell'lSEE da considerarsi ai fini dell'applicazione dell'ordine di priorità di cui al comma 2;
d) la misura percentuale dell'assegno da concedersi ai richiedenti il cui nucleo familiare rientra in ciascuna delle fasce di cui alla lettera c).
3 bis. Qualora le risorse disponibili siano inferiori all'ammontare del fabbisogno complessivo gli assegni sono erogati in ordine di priorità decrescente, definito sulla base dell'lSEE, come segue:
a) gli assegni sono erogati integralmente, in via prioritaria, ai nuclei familiari ricadenti nella prima fascia;
b) le eventuali risorse che residuano a seguito dell'applicazione del criterio di cui alla lettera a), sono utilizzate per l'erogazione integrale degli assegni a favore dei nuclei familiari ricadenti nella seconda fascia; nel caso in cui le risorse residue siano inferiori all'ammontare complessivo del fabbisogno, l'importo di detti assegni è proporzionalmente ridotto in misura uguale per tutti i nuclei familiari rientranti nella fascia medesima;
c) le eventuali risorse che residuano a seguito dell'applicazione dei criteri di cui alle lettere a) e b), sono utilizzate per l'erogazione integrale degli assegni a favore dei nuclei familiari ricadenti nella terza fascia; nel caso in cui le risorse residue siano inferiori all'ammontare complessivo del fabbisogno, l'importo di detti assegni è proporzionalmente ridotto in misura uguale per tutti i nuclei familiari rientranti nella fascia medesima;
d) qualora le risorse disponibili siano inferiori all'ammontare complessivo del fabbisogno dei nuclei familiari di cui alla lettera a), l'importo degli assegni spettanti ai nuclei stessi è proporzionalmente ridotto in misura uguale, con conseguente esclusione del finanziamento nei confronti dei nuclei familiari di cui alle lettere b) e c).
3 ter. Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 28 febbraio di ciascun anno per gli assegni relativi all'anno scolastico in corso; l'attestazione ISEE o la dichiarazione sostitutiva unica di cui all'articolo 10 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159 (Regolamento concernente la revisione delle modalità  di determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)), devono essere in corso di validità.
3 quater. Per gli anni scolastici 2014-2015, 2015-2016 e 2016-2017 il termine di presentazione delle domande è fissato rispettivamente al 30 aprile 2015, al 30 aprile 2016 e al 2 maggio 2017.
4. 
( ABROGATO )
Note:
1Comma 7 aggiunto da art. 4, comma 1, L. R. 29/1995
2Comma 8 aggiunto da art. 4, comma 1, L. R. 29/1995
3Articolo sostituito da art. 2, comma 1, L. R. 22/1999 . La disposizione trova applicazione limitatamente all' anno 1999, come previsto dal comma 4 dello stesso articolo.
4Comma 3 sostituito da art. 14, comma 4, L. R. 13/2002
5Comma 4 sostituito da art. 14, comma 4, L. R. 13/2002
6Comma 2 sostituito da art. 6, comma 12, L. R. 1/2003
7Comma 3 bis aggiunto da art. 6, comma 12, L. R. 1/2003
8Comma 2 bis aggiunto da art. 5, comma 5, L. R. 1/2004
9Comma 3 sostituito da art. 6, comma 1, L. R. 1/2007
10Comma 3 bis sostituito da art. 6, comma 1, L. R. 1/2007
11Comma 4 abrogato da art. 6, comma 1, L. R. 1/2007
12Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 1, comma 1, L. R. 8/2007
13Comma 3 sostituito da art. 4, comma 49, L. R. 30/2007 , a decorrere dall'1 settembre 2008, come stabilito dal comma 51 del medesimo articolo 4.
14Comma 3 bis sostituito da art. 4, comma 49, L. R. 30/2007 , a decorrere dall'1 settembre 2008, come stabilito dal comma 51 del medesimo articolo 4.
15Le variazioni apportate dai commi 49 e 50 dell'art. 4, L.R. 30/2007 decorrono dall'1 settembre 2010, con effetto a valere sugli assegni di studio da concedere per l'anno scolastico 2010-2011, secondo quanto stabilito dall'art. 4, c. 51, della medesima L.R. 30/2007, come modificato dall'art. 8, c. 9, L.R. 12/2009.
16La decorrenza delle variazioni apportate dai commi 49 e 50 dell'art. 4, L.R. 30/2007 è posposta all' 1 settembre 2011, a seguito della modifica del comma 51 ad opera dell'art. 7, comma 1, L.R. 12/2010.
17Parole soppresse al comma 2 da art. 7, comma 6, L. R. 9/2008
18Vedi la disciplina transitoria del comma 3, stabilita da art. 7, comma 8, L. R. 9/2008
19Integrata la disciplina dell'articolo da art. 7, comma 9, L. R. 9/2008
20La decorrenza delle variazioni apportate dall'art. 4, commi 49 e 50, L.R. 30/2007 è posposta all'1 settembre 2012, a seguito della modifica del comma 51 ad opera dell'art. 7, comma 1, L.R. 11/2011.
21A seguito della modifica apportata dall'art. 9, comma 7, L.R. 18/2011, il differimento all' 1 settembre 2012 delle variazioni introdotte al presente articolo dall'art. 4, comma 49, L.R. 30/2007, è limitato alla sostituzione del comma 3.
22Parole sostituite al comma 3 bis da art. 9, comma 5, L. R. 18/2011
23Comma 2 sostituito da art. 313, comma 1, lettera a), L. R. 26/2012
24Comma 3 sostituito da art. 313, comma 1, lettera b), L. R. 26/2012
25Comma 3 bis sostituito da art. 313, comma 1, lettera b), L. R. 26/2012
26Comma 3 ter aggiunto da art. 313, comma 1, lettera c), L. R. 26/2012
27Vedi la disciplina transitoria del comma 3 bis, stabilita da art. 7, comma 3, L. R. 27/2012
28Derogata la disciplina dell'articolo da art. 6, comma 1, L. R. 5/2013
29Comma 3 bis sostituito da art. 7, comma 10, lettera b), L. R. 27/2014
30Comma 3 quater aggiunto da art. 7, comma 10, lettera c), L. R. 27/2014
31Parole sostituite al comma 3 ter da art. 2, comma 5, L. R. 7/2015
32Parole sostituite al comma 3 quater da art. 2, comma 6, L. R. 7/2015
33Comma 3 quater sostituito da art. 4, comma 3, L. R. 33/2015
34Comma 3 quater sostituito da art. 8, comma 8, L. R. 24/2016
Art. 4

( ABROGATO )

Note:
1Articolo abrogato da art. 5, comma 1, L. R. 29/1995
Art. 5
 Istruttoria delle domande
1. L' istruttoria delle domande per la concessione degli assegni di studio di cui all' articolo 3 può essere affidata dalla Regione, mediante apposita convenzione, alle scuole interessate.
Note:
1Integrata la disciplina dell'articolo da art. 78, comma 4, L. R. 8/1995 , con effetto, ex articolo 178 della medesima legge, dal 1° gennaio 1995.
2Parole sostituite al comma 1 da art. 16, comma 1, lettera a), L. R. 3/2016 , a decorrere dall'1 luglio 2016, come previsto all'art. 45, c. 4, L.R. 3/2016.
Art. 5 bis
 (Erogazione di benefici direttamente alle scuole)
1. I richiedenti gli interventi di cui all'articolo 3 possono, all'atto della presentazione della domanda, delegare espressamente la scuola frequentata per l'incasso dell'assegno di studio eventualmente concesso, sollevando l'ente erogatore di ogni e conseguente responsabilità.
Note:
1Articolo aggiunto da art. 2, comma 1, L. R. 9/2000
Art. 6
 (Presentazione delle domande)
1.Le domande per la concessione degli assegni di studio previsti ai sensi dell'articolo 3 sono presentate alle Province di residenza.
1 bis. A decorrere dall'anno 2017 le domande sono presentate alla Regione.
Note:
1Articolo sostituito da art. 40, comma 1, L. R. 1/2000
2Articolo sostituito da art. 63, comma 1, L. R. 24/2006
3Comma 1 bis aggiunto da art. 16, comma 1, lettera b), L. R. 3/2016 , a decorrere dall'1 luglio 2016, come previsto all'art. 45, c. 4, L.R. 3/2016.
Art. 7
 Abrogazione della legge regionale
13 giugno 1988, n. 48
Art. 8
 Norma finanziaria
1. Al finanziamento delle funzioni esercitate dalle Province in attuazione della presente legge si provvede ai sensi dell' articolo 66 della legge regionale 9 marzo 1988, n. 10.
2. In relazione a quanto disposto dal comma 1 e dall' articolo 7, l' assegnazione di lire 3.000 milioni per l' anno 1991 disposta, a favore delle Province, per le finalità previste dalla legge regionale 13 giugno 1988, n. 48 e dall' articolo 3, comma 2, lettera d), della legge regionale 1 febbraio 1991, n. 4, deve intendersi autorizzata per le finalità della presente legge, fermo restando il relativo onere a carico del capitolo 1773 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1991-1993 e del bilancio per l' anno 1991. Le Province sono tenute ad utilizzare gli stanziamenti loro assegnati ai sensi dell' articolo 66 della legge regionale n. 10/88 per le finalità della legge regionale n. 48/88 mentre per il 1991 per le finalità della presente legge.
Art. 9
 Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.